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Gallipoli – Installare e mantenere aggiornato il software deputato alla sicurezza dei dispositivi informatici; (antimalware, antivirus,ecc..); codificare periodicamente le proprie credenziali di accesso con particolare riguardo all’account radice dei nostri servizi (la mail con cui ci registriamo e che solitamente associamo ai nostri dispositivi); si consiglia l’attivazione dell’autenticazione in due fattori. Sono questi alcuni dei consigli che la sezione Polizia postale e delle telecomunicazioni di Lecce, davanti al diffondersi di trucchi e trabocchetti messi in atto per estorcere denaro, indica per mettersi al riparo il più possibile da manovre dannose che possono colpire ignari cittadini tramite l’utilizzo della posta elettronica. Gli specialisti la chiamano anche Sextortion.

Altri consigli: mai cliccare su link presenti all’interno di tali mail; mai effettuare i pagamenti richiesti. Nel dubbio meglio chiamare le forze di polizia e metterle al corrente di quanto sta accadendo. Il perchè di questa iniziativa lo spiegano gli stessi tutori della legalità: “Nell’ambito dell’attività di prevenzione cui è demandata la Polizia di Stato, con particolare riguardo ai fenomeni criminali online si comunica che moltissime sono le persone che stanno contattando telefonicamente o si stanno recando presso gli uffici della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Lecce per denunciare tentativi di estorsione posti in essere attraverso lo strumento della posta elettronica”.

Allarme alto per il diffondersi di queste trappole che i poliziotti descrivono in modo più dettagliato: “Tale tipologia di reato si basa sulla ricezione di una mail apparentemente inviata dal proprio account mail con la quale l’utente viene avvisato che all’interno del dispositivo in uso è stato installato un trojan che consente l’accesso remoto. La mail ingannevole – sottolineano gli agenti della polizia postale – prosegue attribuendo alla persona destinataria del messaggio una presunta navigazione su siti hot per adulti o produzione di materiale pornografico e/o pedopornografico nonché con l’avviso che l’accesso remoto ha consentito di acquisire tutti i dati sensibili del destinatario del messaggio compresi presunti contenuti riconducibili ad attività sessuali private”

Mai effettuare i pagamenti richiesti dietro minaccia E non finisce qui. “Lo stesso messaggio continua con la conseguente minaccia di inoltrarne tali contenuti a familiari, amici e conoscenti qualora non venisse effettuato un pagamento in BitCoin o con altra criptovaluta entro breve tempo. All’interno della mail – si chiarisce ancora – è presente un link attraverso il quale è possibile corrispondere il pagamento a fronte del quale si promette la cancellazione dei contenuti compromettenti”.

Speculatori del disagio e della confusione altrui Si fa notare infine che “la mail è volta a ingenerare timore nel destinatario del messaggio che preso dalla fretta di non incappare in spiacevoli ed imbarazzanti conseguenze non ha il giusta obiettività e serenità per  valutare il messaggio”.

 

Ugento– Per le aziende di trasformazione interventi economici per i frantoi oleari che intendono mantenere la struttura in vita e contributi finalizzati alla dismissione dell’attività di trasformazione (rottamazione/conversione degli impianti); per le aziende agricole interventi di sostegno al reimpianto con cultivar resistenti alla Xylella o altre specie immuni, semplificazione delle autorizzazioni all’espianto nelle aree infette per le piante compromesse, interventi finalizzati all’aumento del corpo fondiario e misure di contrasto all’abbandono delle terre; per i vivai in zona infetta la possibilità di produrre piante di ulivo resistenti da distribuire sul proprio territorio; la piattaforma rivendicativa ma non solo messa a punto dalla prima assemblea di frantoiani del salento ieri a Ugento, in vista della audizione di domani a Montecitorio, davanti alla commissione Agricoltura della Camera dei deputati.

Pur convocata nel giro di 48 ore, l’assemblea ha visto un centinaio di partecipanti, segno evidente di un bisogno di visibilità e di partecipazione alle problematiche piombate nel Salento insieme al’arrivo della Xylella fastidiosa, batterio da quarantena secondo Unione europea e studiosi. E’ infatti emersa in pieno l’esigenza di essere rappresentati a Roma e nell’Unione, raccogliendo la disponibilità delle associazioni dei coltivatori e dei produttori olivicoli – convocate per domani – di presentare anche le loro richieste maturate nel confronto ugentino.

Per la rinascita della nostra terra – si legge nella nota che dovrà arrivare in mano al ministro Gian Marco Centinaio – siamo convinti sia necessario ed impellente, oggi più che mai, ripensare e riprogrammare l’intero comparto oleicolo; tutto questo sarà possibile solo con un Suo autorevole e vigoroso intervento”. Non si tratta soltanto del paesaggio, prima del 2013 “rappresentato da sterminati e lussureggianti oliveti che da millenni colorano la terra rossa salentina, oggi una tela, spettrale ed angusta, dalle tinte cineree e desolanti”.

Giovanni Melcarne

L’olivicoltura traina, per passare all’aspetto economico non proprio trascurabile, “l’intero comparto agricolo ed è da sempre fonte principale di reddito per oltre 270mila aziende sul territorio regionale (il 22% delle imprese olivicole italiane) che coprono il 30% dell’intera produzione nazionale di olio extra vergine d’oliva; di queste oltre 51mila unità sono le aziende radicate nel territorio della sola provincia di Lecce”. Questi numeri, purtroppo, “stanno calando vertiginosamente alla luce della situazione attuale, sempre più drammatica”. In 15 anni, per processi naturali i frantoi operanti in Puglia sono passati da poco più di 400 a 220 (dati Camera di commercio), con un brusco incremento di dismissioni negli ultimi anni.  E non è finita. Giovanni Melcarne, di Gagliano del Capo, animatore dell’associazione a difesa degli ulivi sotto attacco e ora tra i promotori di un’associazione autonoma denominata Frantoi oleari salentini, aperta anche alle province di Brindisi e Taranto, aggiunge: “Nei prossimi due-tre anni, con questa tendenza in atto, molti altri frantoi salteranno”.

Chiesto un piano di azione “Pertanto – riprende la nota per il ministro – come garanti e difensori degli interessi del nostro territorio, mossi dall’alto senso di responsabilità che contraddistingue il nostro operare quotidiano, sentiamo il dovere di essere propositivi e pronti a supportare l’azione del Governo, contribuendo fattivamente alla rinascita dell’intera filiera. Si rende pertanto necessario, a nostro avviso, l’emanazione di un “piano d’azione”, fattibile e immediato, per la ricostruzione del potenziale olivicolo e della relativa filiera”. I punti sono quelli prima richiamati.

 

 

 

Gallipoli – Spaccio di droga, sicurezza stradale, microcriminalità: questi i principali campi d’azione nei quali si è intensificata, nel corso dell’estate, l’attività di prevenzione e di repressione dei carabinieri. In tutta la provincia, ma con un occhio di riguardo a Gallipoli ed al suo litorale nonché Porto Cesareo, Santa Cesarea Terme e la pineta di Torre dell’Orso. Per tutto il Comando provinciale (sei Compagnie e 60 Stazioni), a supporto dell’ordinaria vigilanza, sono stati impiegati da giugno ad agosto, altri 120 carabinieri giunti come rinforzi, dei quali 45 soltanto per Gallipoli.

La “sicurezza percepita” Accanto alle operazioni più importanti (l’ultima ieri con la banda della droga italo-albanese tra Taviano e Gallipoli, poi Var Bay ancora a Gallipoli e l’omicidio Fasano a Melissano), l’obiettivo dell’Arma è stato quello di garantire la sicurezza anche a livello di “prossimità e visibilità” per aumentare, nei fatti, anche la “sicurezza percepita” da parte di turisti, operatori del turismo e semplici cittadini. Migliaia sono state le chiamate al numero d’emergenza 112, anche per semplici informazioni o per segnalare “situazioni sospette”.

La “malamovida” I servizi sono stati intensificati nei fine settimana in particolar modo lungo la fascia costiera adriatica e jonica, nei pressi dei locali notoriamente conosciuti quali luoghi di aggregazione giovanile, per contrastare il fenomeno della cosiddetta “malamovida” legato allo spaccio di sostanze stupefacenti ed alla guida alterata da droghe o alcol (massivo è stato l’uso degli etilometri). I controlli hanno riguardato anche il mancato uso del casco e delle cinture di sicurezza così come il fenomeno della guida distratta dal telefonino ed il superamento dei limiti di velocità.

I controlli sul commercio illegale Molti servizi condotti a piedi, nelle aree a maggiore vocazione turistica, così come i controlli nei confronti di soggetti socialmente pericolosi perché sottoposti a misure di prevenzione. Particolare attenzione è stata posta al fenomeno dell’abusivismo commerciale ed alla vendita di prodotti con marchi di fabbrica contraffatti o dannosi per la salute, con il sequestro di migliaia di articoli illegali (borse, scarpe, cappelli, giocattoli per bambini) con sanzioni soprattutto nei confronti di cittadini extracomunitari, alcuni dei quali non in regola con il permesso di soggiorno.

I numeri Nello specifico, sempre nei mesi centrali dell’estate, ovvero da giugno a ad agosto, sono state arrestate 223 persone, 45 delle quali solo a Gallipoli. A seguire gli altri numeri con riferimento all’intera provincia ed alla Città Bella: 1.371 denunce (197); 12.806 (1475) pattuglie utilizzate; 6.046 contravvenzioni al Codice della strada (1038); 209 (25) patenti ritirate; 132 (33) carte di circolazione ritirate; 82 mezzi sequestrati (35).

Le grandi operazioni Tra le operazioni più importanti dell’estate i carabinieri ricordano quella condotta a Baia Verde contro lo spaccio di stupefacente, con il monitoraggio dell’area che ha portato all’arresto di 7 indagati (ad oggi in carcere) ed all’identificazione di altri 18 soggetti coinvolti, tutti extracomunitari, con precedenti e senza fissa dimora. Altra operazione quella che ha portato alla veloce conclusione delle indagini sull’omicidio del 24 luglio, a Melissano, del 22enne Francesco Fasano. A neppure 24 ore dall’esecuzione mafiosa, i carabinieri giunsero al fermo di 10 persone meritando il plauso dei vertici dell’Arma. Di ieri gli undici arresti alla “banda delle coca” che riforniva la movida del litorale di Gallipoli con ramificazioni nelle vicine Taviano, RacaleAlezio ed Alliste. Tra di loro il 43enne di Taviano Vincenzo De Matteis, elemento di spicco del “clan Troisi”, affiliato alla Sacra corona unita, già condannato nel 1998 per l’omicidio del boss di Taviano Luciano Stefanelli del 17 luglio 1995.

Gallipoli – Recensioni belle, anzi bellissime, ma false. Erano quelle che un’agenzia proponeva, e poi vendeva, a ristoratori e strutture alberghiere. L’operazione “Fake food” ha permesso di identificare in un 51enne abitante in un paese del Sud Salento il responsabile, quale titolare dell’agenzia, per quelle che la legge italiana considera delle vere e proprie frodi ai danni del consumatore. L’uomo è stato condannato dal Tribunale penale di Lecce a nove mesi di reclusione e ad 8mila euro di risarcimento. Accanto alla Polizia postale anche il team antifrode di TripAdvisor, il sito che raccoglie le recensioni degli utenti-viaggiatori, interessato alla “genuinità” dei giudizi espressi, ormai punto di riferimento nella valutazione di molti locali. Lo stesso TripAdvisor aveva inviato una segnalazione alle strutture interessate, declassandole nelle classifiche e “macchiandole” con un bollino rosso, segno evidente della “manipolazione”. Nell’aprile del 2015 la denuncia da parte della Polizia postale di Trieste nei confronti del 51enne già noto per alcuni precedente per truffa.

Il tariffario Gli investigatori portarono alla luce un vero e proprio tariffario: dieci recensioni “ad hoc” costavano 100 euro, venti sino a 170 euro e trenta ben 240 euro. I messaggi lasciati sul sito erano sempre di utenti diversi, simulati per reali e genuini ma di fatto realizzati ad arte per invogliare i clienti a soggiornare in quell’albergo o a mangiare in quel locale “gioco forza” bellissimi, indimenticabili, straordinari, e via elogiando. Le indagini portarono a bloccare circa mille tentativi di recensioni relative a centinaia di strutture.

La soddisfazione degli operatori Soddisfazione per la condanna, tra le prime in quest’ambito, è stata espressa dalla stessa “community” di viaggi nota in tutto il mondo che ha fatto sapere di investire molto della prevenzione delle frodi e di aver bloccato, dal 2015 ad oggi, oltre 60 aziende specializzate in recensioni a pagamento. Esulta anche il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, perchè “finalmente viene sancito il principio che vendere recensioni false è un reato”. Federalberghi invoca, invece, norme più restrittive che eliminino i giudizi anonimi o espressi con false identità.

Lecce – Prenderà il via dal primo ottobre la campagna di comunicazione su “salute e prevenzione” promossa dalla Asl Lecce. Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi alla Fiera del Levante di Bari. La campagna, che vede la Asl leccese nel ruolo di capofila in regione, andrà in onda su tv, radio, stampa e internet. “La prevenzione: un segno di responsabilità” è il titolo scelto  per sensibilizzare i cittadini ad aderire ai programmi di screening gratuiti e per promuovere corretti e salutari stili di vita. «Dobbiamo essere consapevoli che la comunicazione, soprattutto quella in sanità, deve essere fatta tutti i giorni. Viviamo in un’epoca – ha affermato il presidente della Regione Michele Emiliano – dove tutto ciò che è garbato è inascoltato. Occorre quindi trovare una chiave per entrare nella vita delle persone». Il Governatore si è poi soffermato sui Livelli essenziali di assistenza e sulle assunzioni. “Migliorati” i primi (“anche se non siamo ancora capaci di soddisfare i nostri concittadini”), da completare le seconde «Speriamo di poter completare tutte le assunzioni che stiamo facendo, perché con più medici e infermieri e operatori sanitari, il sistema migliorerà ancora. Vogliamo – ha affermato Emiliano – che la sanità pugliese, che adesso è subito dopo le principali sanità del nord, diventi una delle migliori sanità italiane al pari di quelle del nord».

Prevenzione e comunicazione Sull’importanza della prevenzione ha insistito il direttore del Dipartimento regionale Politiche per la salute Giancarlo Ruscitti: «La nostra regione è indietro rispetto ad altre perché non abbiamo una cultura del controllo preventivo su noi stessi. È importante invece capire che prevenire significa evitare interventi chirurgici pesanti, assumere un corretto stile di vita e preservare soprattutto nel momento in cui diventiamo anziani, una capacità funzionale importante». Per questo la nuova campagna di comunicazione punterà “sui singoli screening e sulle motivazioni che inducono a farsi un controllo preventivo”. Parallelamente una lettera della Asl inviterà le classi “target” di età ad effettuare i tre screening (mammella, cervice uterina e colon retto) “coinvolgendo non solo i medici specialisti, ma anche – ha spiegato Ruscitti – le farmacie per quanto riguarda lo screening del colon retto, il cui kit, per il controllo del sangue occulto nelle feci, potrà essere ritirato, e riconsegnato, in farmacia. In questo modo, grazie alla collaborazione dei farmacisti, raggiungeremo anche i più piccoli centri abitati della Puglia, ovunque sia presente una farmacia aiuteremo i cittadini a fare il controllo”.

Precari stabilizzati Sempre dal prossimo primo ottobre, intanto, la Asl garantisce la stabilizzazione di 136 unità lavorative finora precarie. Si tratta del personale precario del Comparto Sanità, tecnico e professionale. Almeno per ora, la stabilizzazione non riguarda il personale infermieristico. I nuovi contratti a tempo pieno e indeterminato interessano 126 unità di personale tecnico-professionale del Comparto sanità. In particolare: 86 operatori socio sanitari, 11 infermieri pediatrici, 10 tecnici di radiologia medica, 4 tecnici della riabilitazione psichiatrica, 4 tecnici di laboratorio, 6 tecnici della prevenzione sui luoghi di lavoro, 2 dietiste, 2 ostetriche, 1 tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare. Sono 10, invece, i dirigenti sanitari e tecnici stabilizzati: 6 dirigenti medici, 2 biologi, 1 fisico e 1 farmacista.

 

 

 

 

 

 

 

Gallipoli – Si è diffuso a macchia d’olio ed è andato in crescendo: sono ormai tantissime le segnalazioni pervenute anche a piazzasalento.it da lettori infuriati a causa di bollette di fornitura elettrica, gas, telefono e Aqp arrivate sistematicamente in ritardo, spesse volte addirittura dopo la data di scadenza, provocando anche il pagamento di interessi di mora a persone che non hanno alcuna colpa. In più, altra doglianza, spesso sulle buste non viene indicata la data del timbro postale, di arrivo e di consegna, vanificando così ogni possibile difesa da parte degli interessati. In un quadro un cui persistono disservizi causati da corrispondenza imbucata nella cassetta sbagliata. Emblematico è quanto accaduto di recente a Giovanni (nome di fantasia), che una di queste domeniche si è visto chiamare dal proprio parroco, don Salvatore Leopizzi, mentre stava raggiungendo la chiesa per la Messa: “Mi ha consegnato una lettera a me indirizzata che aspettavo da tempo –racconta Giovanni – consegnatagli da un giovane, che l’aveva raccolta giorni prima per strada”.

La proposta di Poste italiane Che il fenomeno dei disservizi postali esista, è un fatto incontestabile ormai. Proprio per cercare di evitare i contrattempi lamentati ed anche denunciati, Poste Italiane sta spingendo per l’eliminazione del cartaceo, proponendo invece che l’invio delle fatture agli utenti avvenga in formato elettronico nella forma dell’interscambio, sulla falsariga di quanto avviene con altre Agenzie statali o tra imprese ed Enti pubblici.

Il parere contrario dell’Agcom E’ di questi giorni l’autorevole parere dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), a difesa del cittadino-utente. L’Agcom  giudica la richiesta di Poste italiane inaccoglibile, intanto perché verrebbe meno “un preciso diritto degli utenti ad avere una fattura  cartacea”, poi anche perché il Sistema di interscambio delle fatture proposto, gestito dall’Agenzia delle Entrate, è stato concepito per i soli titolari di partita Iva o per le imprese nei rapporti con gli Enti pubblici e non anche per le famiglie o i privati cittadini, che non possono essere colpiti da ulteriori oneri e balzelli. Secondo il Garante delle comunicazioni, devono essere infatti le Poste italiane e le altre società di consegna che si debbono far carico dei costi operativi, tra l’altro corrisposti in larga parte dall’utenza con l’affrancatura.

Le nuove regole per evitare ritardi Per evitare il ripetersi di ritardi nella consegna della posta, l’Agcom ha stabilito proprio in questi giorni “l’obbligo” da parte degli operatori postali di indicare sulla busta sia la data di spedizione che quella di arrivo a destinazione. In questo modo sarà chiaramente identificabile qualunque eventuale responsabilità per i ritardi di consegna e pagamento.

La proposta della Federconsumatori Anche la Federconsumatori è scesa in campo a difesa degli utenti, invocando più precise disposizioni normative in favore dell’utenza, specie nel caso di distacco della fornitura “per morosità”: il distacco potrebbe avvenire –secondo Federconsumatori- solo dopo che sia stata verificata la regolare consegna della fattura “incriminata”. Ora i cittadini, utenti o  gestori che siano, sono informati, ma la querelle è tutt’altro che risolta.

L’incontro tra Ager e Comune nell’impianto

Poggiardo – Sono partite le lettere di ammonimento ai 45 Comuni che conferiscono all’impianto di biostabilizzazione rifiuto secco, aggiungendoci arbitrariamente ed illegalmente anche rifiuto con una forte componente organica.  Le ha firmate il commissario straordinario di Ager Puglia, la struttura tecnico operativa che si occupa della gestione delle immondizie domestiche, Giancarlo Grandaliano. Sono iniziati anche i controlli più serrati della società che gestisce l’impianto in località Pastorizze, la Progetto Ambiente srl, sugli scarti conferiti, con la possibilità di bloccare gli automezzi con un alto tasso di materia organica, mentre il Comune di Poggiardo sta allestendo un servizio apposito con i vigili allo scopo di controllare la tenuta stagna dei cassoni degli autocompattatori impiegati nel trasporto dei rifiuti (ed anche degli orari in cui vengono trasferiti). Sono questi i primi effetti pratici  alla diffida per via dei periodici cattivi odori, fatta dal Sindaco Giuseppe Colafati al commissario dell’Ager, all’Arpa Puglia dipartimento di Lecce, a Progetto Ambiente bacino Lecce 2 e alla Regione, dipartimento Mobilità, Qualità urbana, Ecologia e Paesaggio.

Sono chiamati ad essere più rigorosi – pena la chiusura dell’impianto di Poggiardo, come paventato dal Sindaco – nella selezione dei rifiuti i Comuni di Alezio, Andrano, Aradeo, Bagnolo del Salento, Botrugno, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Castro, Collepasso, Corigliano D’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Diso, Galatina, Galatone, Gallipoli, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Martano, Melpignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nardò, Neviano, Nociglia, Ortelle, Otranto, Palmariggi, San Cassiano di Lecce, Sanarica, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Seclì, Sogliano, Cavour, Soleto, Spongano, Sternatia, Supersano, Surano, Tuglie, Uggiano la Chiesa, Zollino.

Poggiardo e Giuggianello, alla presenza di Grandaliano, si sono impegnati a dare l’esempio, portando ad altro impianto il proprio materiale organico di scarto.

Della situazione determinatasi proprio per colpa della componente umida dei rifiuti che arrivano là dove non dovrebbero arrivare e quindi alla base di disagi olfattivi (l’ultimo che ha scatenato la forte reazione del Comune si è verificato il 29 agosto dalle 17 circa e fino a notte inoltrata) sono stati informati il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il suo omologo della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce.

Ogni estate i miei cittadini sono costretti a subire le continue molestie olfattive – ha scritto Colafati – pertanto si diffidano gli organi di

L’incontro in Comune

competenza  a procedere immediatamente ad effettuare il controllo sulle quantità e sulla natura del rifiuto in entrata dell’impianto di biostabilizzazione”. Nella stessa nota si richiama anche l’urgenza di installare le centraline di monitoraggio continuo delle emissioni odorigene. Si tratta di tre impianti decisi a giugno – due a sud e uno a nord del centro abitato – e che dovrebbero entrare in funzione il prossimo novembre. Con Poggiardo e la frazione Vaste, investiti dai cattivi odori se spirano venti da nord, è coinvolto anche il Comune di Giuggianello, se i venti tirano da sud. Va ricordato infine che la diffida del Sindaco aveva provocato l’arrivo immediato in paese del commissario Grandaliano il giorno successivo.

Chiesto un “incontro pubblico” Una assemblea pubblica chiedono infine i consiglieri di minoranza del gruppo La città di tutti”, che intanto segnalano “per l’ennesima volta la nostra disponibilità al coinvolgimento ed alla collaborazione soprattutto in tema di ambiente e salute”. “Non siamo stati coinvolti nemmeno questa volta”, lamentano mentre sollevano il problema dell’impatto odorigeno sulla comunità: “Non si dovrebbero trascurare gli effetti delle possibili esposizioni croniche a sostanze inquinanti, pur nel limiti dei parametri di riferimento”.

 

 

 

Lecce -«Abbiamo bisogno di sangue per evitare che la carenza possa aggravarsi»: questo l’invito rivolto dal direttore del Servizio Immunotrasfusionale della ASL di Lecce. Nicola Di Renzo, a tutti i donatori della provincia, “abituali ma anche volontari che si apprestano a donare per la prima volta”. Con la stagione estiva ormai avviata verso la sua conclusione si, è infatti, accesa la spia della riduzione delle scorte di sangue ed emoderivati per tutti i gruppi sanguigni e, segnatamente, per i gruppi sanguigni “0 positivo” e “A positivo”. Una situazione di difficoltà che, in questo inizio di settembre, accomuna i servizi trasfusionali di gran parte della Regione e, per certi gruppi, l’intero territorio nazionale.

Dal direttore Di Renzo giunge un invito verso le associazioni dei donatori, “che in estate hanno compiuto uno sforzo encomiabile”, a rinnovare l’impegno alla donazione e a farsi portavoce della cultura della donazione tra la popolazione, in particolare tra i giovani. Oltre alle raccolte straordinarie programmate periodicamente in varie piazze della provincia, la Asl ricorda che è sempre possibile recarsi nei Centri trasfusionali degli ospedali di Lecce, Gallipoli, Casarano, Copertino e Galatina, dove si effettua la raccolta ordinaria dal lunedì al sabato, dalle 8,30 alle 12,30.

In generale, la Asl informa che possono donare tutte le persone dai 18 ai 65 anni in buona salute, che non soffrano o abbiano sofferto di gravi malattie ai vari organi ed apparati, e che pesino più di 50 kg. Gli aspiranti donatori saranno poi valutati dal medico trasfusionista che deve stabilirne l’idoneità sulla base dell’anamnesi, dell’esame emocromocitometrico pre-donazione e dei risultati della visita medica. La Asl ringrazia sin d’ora “tutti i donatori, perchè grazie alla loro generosità ogni sacca raccolta può trasformarsi nell’anello vitale di una grande catena di solidarietà”.

Otranto – Non c’è un effetto-traino solo a Gallipoli e nel circondario in tema di turisti, come rivelano i dati di paesi come Alezio o Tuglie. Anche sull’altra sponda della penisola salentina c’è chi ne giova dei benefici effetti prodotti dalla vicinanza con Otranto.

La città dei Martiri ha segnato negli ultimi tre anni una costante ascesa, passando da 130mila arrivi circa a poco meno di 149mila; le presenze (numero di giorni trascorsi qui dai villeggianti) sono balzate da 691mila a oltre 800mila. Otranto è terza nella graduatoria provinciale per ospiti stranieri, dopo Lecce e Ugento e prima di Gallipoli; su 97 Comuni,  significativamente tra il decimo e il quindicesimo si trovano piazzati Carpignano, Minervino e Cocumola, Giurdignano e Uggiano La Chiesa. Basta dare uno sguardo alla cartina geografica ed il perché balza agli occhi.

Uggiano ha appena 4.400 abitanti ma i chilometri che lo separano da Otranto sono meno di quattro. Ed ecco che negli ultimi cinque anni sono fioriti B&b (oggi 23), affittacamere (sette), un albergo, un resort, tre case vacanze e otto agriturismi, di cui due attrezzati per i camper. “Uggiano ha una collocazione logistica alquanto strategica, poiché siamo incastonati tra Otranto e Santa Cesarea Terme – rileva il Sindaco Salvatore Piconese – e negli ultimi anni sono sorte nuove attività ricettive con l’offerta turistica che si è ampiamente qualificata”.

I numeri danno ragione al primo cittadino, fresco di un’altra edizione di “Pane e olio”, ormai appuntamento di richiamo agostano. Gli arrivi nel 2015 sono stati 4.911, nel 2017 7.496; le presenze sono passate da 21.310 a 29.656. Naturalmente, in questo caso come nei precedenti, i dati sono quelli ufficiali, non potendo considerare arrivi e presenze in nero se non per stime. Che però, come ha già dichiarato il Sindaco di Otranto a piazzasalento.it, Pierpaolo Cariddi, da queste parti “la gran parte delle attività sono legali e regolari”; da qui per il centro idruntino anche una buona messe di raccolto ad ogni stagione estiva come entrate nelle case comunali.

Insomma, “grazie Otranto”. Il Sindaco Piconese lo dice apertamente aggiungendo però che “questo territorio vive delle bellezze dell’entroterra e si nutre della quotidianità del mare e della costa”. E rilancia: “E’ necessaria una collaborazione e programmazione con gli altri enti locali, con le aziende di promozione turistica e con le strutture ricettive. Serve una maggiore condivisione – è la conclusione di Piconese – e un’unica strategia di crescita, soprattutto utilizzando al meglio il ruolo trainante della città di Otranto”.

 

 

 

Poggiardo – Una stretta sui controlli dei camion che trasportano i rifiuti solidi urbani ed un’altra sui Comuni, con una lettera ufficiale lunedì prossimo, per il tipo di rifiuti conferiti allo stabilimento che si trova tra Poggiardo e Giuggianello, all’origine dei cattivi odori: questi i risultati, al momento, di una mossa e contromossa tra Comune e Regione verificatasi nel giro di 24 ore, a testimoniare la delicatezza e la drammaticità della situazione, complessa anche per l’incompletezza del ciclo di trattamento dei rifiuti. In mezzo 45 centri abitati dell’ex Ambito territoriale ottimale Lecce 2, l’Ato che comprende la parte centrale del Salento.

Il Sindaco Colafati: “Chiudo l’impianto” Davanti all’ennessima invasione di miasmi verificatasi mercoledì scorso durato dalle 17,30 circa fino a mezzanotte, sgradevole fenomeno che costella le estati della zona da almeno cinque anni, c’è stato l’ultimatum da parte degli amministratori comunali, in testa il Sindaco Giuseppe Colafati e l’assessore all’Ambiente Antonella Pappadà. Cinque giorni di tempo e, in assenza di interventi, drastiche misure compresa quella della chiusura dello stabilimento di trattamento dei rifiuti. La reazione immediata della Regione, tramite il commissario dell’Ager (agenzia gestione rifiuti), Giancarlo Grandaliano, che si è recato all’impianto e in Comune, ha permesso di sedare gli animi e provare a trovare le contromisure più adatte e fattibili, considerato che i precedenti accorgimenti – come il biofiltro – non hanno dato evidentemente gli effetti auspicati da tutti. Durante l’incontro in Municipio si è anche stabilito che l’entrata in funzione delle centraline installate lo scorso 20 giugno – due a nord e una a sud dell’impianto della Progetto Ambiente – avverrà il prossimo  novembre. Questi apparecchi sono in grado di identificare la tipologia dei rifiuti trattati. Perché il colpevole c’è e si chiama rifiuto umido che non dovrebbe andare a finire a Pastorizze.

La “qualità” inquinata del rifiuto conferito , come ha affermato il commissario Grandaliano, “rappresenta, di fatto, la causa principale del fenomeno odorigeno, essendo l’impianto di biostabilizzazione adatto a smaltire il rifiuto indifferenziato secco e non, come spesso accade, rifiuti con una forte percentuale di materiale organico”. Il Sindaco di Poggiardo e il suo omologo Pino Pesino di Giuggianello – in base ai venti le emissioni odorigene colpiscono Giuggianello se spirano da sud e Poggiardo se da nord – hanno dichiarato che dai loro paesi partirà subito la separazione dei rifiuti organici dal resto degli scarti domestici e che gli stessi verranno conferiti “negli appositi impianti indicati da Ager”. Un’azione utile che “oltre a risolvere definitivamente il problema dei cattivi odori, porterebbe indubbi benefici in termini di ecotassa e migliorerebbe la qualità del rifiuto inertizzato che va a finire in discarica (attualmente fuori provincia)”.

In paese proteste e dolorosi dubbi “Il periodico disagio potrebbe non essere solo olfattivo”: è quanto temono i cittadini più direttamente coinvolti. Ai loro rappresentanti in Consiglio comunale che si fanno portavoce di questo e di altri aspetti preoccupanti (come il liquido che alcuni autocompattatori rilasciano durante il tragitto dal loro paese di partenza fino allo stabilimento), “si è concordato – come si legge in una nota del Comune di Poggiardo – dal commissario e dai due Sindaci un supporto all’attività di controllo sulla tenuta stagna dei mezzi e sugli orari di conferimento” con l’impiego dei vigili urbani. Gli amministratori poggiardesi infine prendono posizione circa presunte correlazioni fatte da esponenti dell’opposizione “tra le emissioni odorigene e i dati epidemiologici di incidenza e mortalità, in particolare per il tumore al polmone”. Dal Comune ricordano che Arpa Puglia (agenzia regionale per l’ambiente), organo competente in matria di controlli,  ha effettuato nel tempo, su indicazione dell’Amministrazione comunale e anche della magistratura, i controlli sul livello di acido solfidrico e limonene “non rilevandone alcuna pericolosità per la salute dei cittadini”. Qualora però ci fossero dati “che dimostrino la correlazione denunciata” il Comune si dice pronto a convocare immediatamente Arpa, Asl, e Regione “al fine di valutarne l’attendibilità e le conseguenti azioni da adottare”.

 

I tre commissari di Parabita

Parabita – Comuni della provincia in stato di agitazione per la recente sentenza con la quale il Tribunale delle imprese di Bari ha confermato, in sostanza, il maxi debito ormai da oltre 42 milioni di euro per le somme dovute alla società “Progetto ambiente”. Nelle aule dei giudici amministrativi, ormai da anni, si trascina la vicenda della determinazione della tariffa da pagare per il conferimento dei rifiuti presso l’impianto di Cavallino: interessati dalla vicenda sono 97 Comuni della provincia di Lecce. Nei giorni scorsi è stato il tribunale di bari a respingere la richiesta con la quale i Comuni di Melendugno e Porto Cesareo avevano chiesto la sospensione dei decreti ingiuntivi che erano stati loro notificati. Anche alla luce della motivazione con la quale i giudici riconoscono “indiscutibilmente” il diritto dell’impresa (difesa dall’avvocato Pietro Quinto) a riscuotere il dovuto, c’è da aspettarsi che anche agli altri Comuni verrà intimato il pagamento di somme considerevoli (1,7 milioni di euro per Nardò, 1,5 per Gallipoli, 814mila per Casarano).

Somme già accantonate Da Parabita giunge, però, la conferma che la somma dovuta pari a 375.173 mila euro è stata già iscritta in Bilancio e dunque non è previsto “nessun aumento Tari” grazie agli accantonamenti effettuati con due deliberazioni della stessa Commissione straordinaria che guida l’Amministrazione comunale. «È doveroso rassicurare i cittadini – fanno sapere i Commissari straordinari – che già dall’esercizio finanziario 2017, con deliberazione n. 4 del 28 marzo, e ulteriormente con deliberazione n. 6 dell’1 marzo 2018, sono  state previste e prudenzialmente accantonate le somme nei rispettivi piani finanziari. Pertanto, per effetto di tale accantonamento disposto prudenzialmente, la sentenza di condanna dei Comuni della provincia di Lecce non avrà ripercussioni negative sul bilancio del Comune di Parabita e nessun aumento tariffario Tari sarà effettuato».

Melpignano – Un contesto “inedito” e un’emozione che, in alcuni momenti, ha avuto la meglio ma alla fine per Mino De Santis resta la grande soddisfazione di aver proposto preso parte, tra “i big”,  alla Notte della Taranta. “La terra” e “Cesarina” sono stati i due brani proposti sul palco di Melpignano dal poeta “cantastorie” di Tuglie che ha commentato sul suo profilo facebook la serata particolare. «Riascoltandomi, si in qualche punto ho stonato, l’impaccio era evidente e veramente forte per uno come me non abituato a luci e palchi di quell’importanza….», ammette Mino ringraziando quanti gli hanno dato la possibilità “di esprimere ciò che penso e sento davanti a centinaia di migliaia di persone, liberamente come tra l’altro ho sempre fatto e farò senza cedere a censure e restrizioni di alcun tipo”.

L’appello per la “terra” Accanto al classico “Cesarina”, con “La terra” De Santis ha interpretato il tema portante dell’edizione 2018 del Concertone. «Credo che la nostra terra debba essere difesa da chi la violenta, la abusa, la svende, dalle mistificazioni, dai luoghi comuni, dagli stereotipi, dalle icone che non la rappresentano più da tempo, dalle lusinghe dei politici dell’ultima ora e dalle loro promesse fasulle: il senso de “il canto dalla terra” è tutto qui», conclude De Santis il suo post affermando che l’arte, e la musica nello specifico “non è la perfezione stilistica, non è neanche la voce che non stona mai o la suonata eseguita alla perfezione: l’arte è libertà e l’artista è sempre un uomo libero, oppure è qualcos’altro…».

Cesko e l’immigrazione Insieme al gruppo indiano dei Dhoad Gypsies l’esibizione degli Apres la Classe con Cesko (di Aradeo) che ha ricordato come, davanti al fenomeno dell’immigrazione, “il Salento è e sarà sempre terra di mezzo e di accoglienza”. “Kalos Irtate” è stato il brano eseguito in un intreccio di sonorità quanto mai originale.

La “piccola ronda” Ad aprire le danze del pre-Concertone, tra gli applausi del “popolo” della Taranta sulla spianata degli Agostiniani, sono stati i piccoli danzatori e tamburellisti di Torrepaduli nell’ambito del progetto della Notte della Taranta e del Comitato Festa San Rocco della frazione di Ruffano.

Melpignano – Un abbraccio con Genova (ed un minuto di raccoglimento) per aprire la 21^ edizione della Notte della Taranta: sabato 25 agosto sul palco del Concertone di Melpignano spazio, dunque, a quanti, tra vigili del fuoco e forze dell’ordine, sono solitamente  impegnati in simili tragedie. Ma sarà solidarietà anche ricordando il terremoto di Amatrice perchè proprio grazie alle donazioni raccolte nella “Notte” del 2016 nella città laziale sarà possibile realizzare il progetto della Casa della Musica.

Il “pre-Concertone” Se le telecamere di Rai 5 si accenderanno per la diretta dalle 22.30, sul palco di Melpignano sarà musica e festa già dalle 18.30 con l’apertura del pre-concertone affidata ai piccoli danzatori e tamburellisti di Torrepaduli nell’ambito del progetto della Notte della Taranta e del Comitato Festa San Rocco della frazione di Ruffano. A loro è spettato anche l’onore di anticipare, a Ferragosto, la tradizionale “danza delle spade” con il “Fuori Festival” di piazza Carmelitani per la festa di San Rocco. A scaldare la piazza ci saranno anche Gran Bal Dub di Sergio Berardo e Madaski, Danilo di Paolo Nicola e i Solisti dell’Orchestra Popolare del Saltarello, Daniele Sepe in Capitan Capitone e i fratelli della Costa e Ragnarock.

I big del Concertone Il Concertone vero e proprio, quello diretto dal maestro concertatore Andrea Mirò, prevede una sfilza di star tra le quali il poeta cantastorie di Tuglie Mino De Santis chiamato ad interpretare, con un brano inedito, il tema del “paesaggio” scelto quale filo conduttore dell’edizione 2018 della Notte della Taranta. Sul palco anche i salentini Apres la Classe (con Cesko di Aradeo) oltre alla cantautrice italo-americana Laura Pergolizzi, ai giovani tenori del Volo, ad Enzo Gragnaniello e James Senese, al rapper Clementino, al violino e alla voce di Ylian Canizares, al trombettista leccese Frank Nemola, dal 1998 nella band di Vasco Rossi, al fisarmonicista Davide “Billa” Brambilla e al gruppo indiano dei Dhoad Gypsies. A guidare il corpo di ballo sarà il coreografo Massimiano Volpini, che dal 2001 collabora con Roberto Bolle, mentre le luci del mega palco (alto 18 metri e largo 9) la scenografie e luci sono curate da Mariano Light (con 14mila lampade a led ed altre 38mila di nuova tecnologia).

Traffico e controlli Nella zona del concerto il traffico veicolare sarà interdetto, sin dalle 8.30, per l’intera giornata mentre sono 8.000 i parcheggi previsti nella zona industriale ai quali si può accedere previa prenotazione (lanottedellataranta.parkforfun.it). Il piano sicurezza prevede controlli serrati ma meno invadenti anche grazie all’ausilio delle 15 telecamere “Axis communication” a disposizione dell’organizzazione  e della sala operativa della Questura di Lecce che permetteranno un controllo “puntuale e preciso” con le funzioni di rilevamento del movimento delle persone, il riconoscimento facciale o il controllo perimetrale per accessi non autorizzati. Saranno, infine, circa 200 i volontari della Croce Rossa presenti per garantire il primo soccorso ai partecipanti all’evento (al quale, secondo le ultime previsioni, sono attesi circa 150mila partecipanti) con 8 ambulanze e 30 posti letto. «Saremo un po’ stretti ma saremo in campo a svolgere al massimo il nostro dovere», si legge sul profilo facebook del Comitato di Lecce, insieme all’augurio che quella del 25 possa essere “una notte di pizzica e allegria all’insegna del divertimento”.

Gallipoli – “Fammi vedere come sei fatto” e scatta il ricatto. Dopo i fatti dei giorni scorsi alla marina di Mancaversa di Taviano – con alcuni ragazzini che avevano conosciuto in una rete sociale un loro coetaneo che però coetaneo proprio non era – ecco un altro episodio che dovrebbe rendere tutti quanti più cauti ed informati circa l’utilizzo senza tanti rischi del web.

Anche se, in questo caso, l'”orco” non è un uomo attempato in cerca di amicizie piuttosto particolari. Racconta la sua disavventura a piazzasalento un giovane di un paese del Sud Salento. Quando si tratta di raggiri e camuffamenti a scopi inconfessabili, neanche le donne vanno per il sottile. Ma non sempre è l’uomo, però, che fa la parte dell’orco – come racconta a Piazzasalento un giovane del luogo – perché nemmeno le donne vanno per il sottile quanto ad adescamenti e ricatti a sfondo sessuale.

Antonio (nome di comodo a tutela della privacy), è appena uscito da una storia sentimentale burrascosa. Lavora in una macelleria e cerca ovviamente di non pensare troppo a quanto ha alle spalle. Conosce così una ragazza frequentando il social network più diffuso. Con questa giovane donna, così gentile ed interessata a lui, i rapporti epistolari per via elettronica diventano sempre più fitti. Poi arriva, quasi naturalmente per come è andata avanti l’amicizia sia pure tutta virtuale, la fatidica proposta di lei di chattare mediante webcam (cosa alquanto facile pure con un comune telefonino), “per conoscersi meglio… anche fisicamente”.

L’ingenuo ragazzo, che già pensa ad una nuova storia d’amore, magari più fortunata della precedente, accetta. Non sa ancora che sta scattando una trappola piuttosto usata sul web. Non è affettuosa amicizia quella che sta curando onestamente, da parte sua, ma un vero e proprio adescamento a scopo ricatto. L’avvenente ragazza fa partire il “gioco”: “Fammi vedere come sei fatto tu, parti intime comprese, e poi ti faccio vedere come sono fatta io. Promesso”. Antonio non crede ai propri occhi, immagina la sua “lei” che fra poco vedrà in ogni particolare. Così si svela e si mette in attesa delle immagini promesse.

Ma a questo punto la storia diventa un dramma. Sotto gli occhi si vede recapitare il suo stesso video ed un pesante incredibile ammonimento: “Se non mi dai subito 500 euro, io ti distruggerò, inviando questo video a quanti ti conoscono”. E giù le indicazioni esatte su come inviarle quella somma. Antonio è abbattuto, si rivolge ad alcuni amici fidati, chiede consiglio. Che arriva ben ponderato: rivolgersi alla polizia postale e denunciare subito il ricatto che altrimenti rischia di non finire mai più. Così fa e così le cose finiscono a quel punto.

Sono tantissimi i casi come quello occorso ad Antonio, come mette in guardia la polizia postale che invita quanti dovessero incappare in simile disavventura  di non cedere e di denunciare subito il fatto alle forze dell’ordine. Non ci sono altri rimedi se non una vera e reale conoscenza dell’interlocutore che sta dall’altra parte dello schermo prima di confidarsi e fidarsi.


Specchia Gallone (Minervino di Lecce)
– Giunge alla quindicesima edizione la festa della Pitilla, organizzata dal gruppo Fratres Borgo Specchia Gallone in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Minervino di Lecce. I festeggiamenti inizieranno sabato 18 agosto alle ore 20 presso il Parco di Sant’Andrea a Specchia Gallone, sulla strada provinciale per Poggiardo. La Pitilla è un pane di origine araba noto solo in alcune aree del Sud Salento e ormai riconosciuto prodotto tipico.

L’ingresso all’evento sarà gratuito e chi dimostrerà di aver donato per il Gruppo Fratres Specchia Gallone, riceverà una Pitilla farcita con i migliori ingredienti della tradizione salentina, e una bevanda gratis. Sarà possibile assaporare anche il celebre panino con i pezzetti, la carne alla brace e le immancabili pittule. Il principale sponsor della serata saranno le Cantine Menhir di Minervino di Lecce di Gaetano Marangelli di cui sarà possibile degustare l’ottimo vino. Saranno presenti anche la società Mebimport di Maurizio Zecca per la distribuzione di birra e il De Gustibus con suoi apprezzati vini.

L’intrattenimento, invece, sarà affidato agli Arenéé, storico gruppo di musica popolare salentina e mediterranea, e ai dj set che animeranno la serata attraverso Karaoke e balli di gruppo. Questo il commento di Antonio Damiano (foto), presidente del gruppo dei donatori di sangue: “Questa manifestazione nasce di concerto con il Direttivo tutto ed è finalizzata alla sensibilizzazione alla donazione del sangue”. Durante l’evento è previsto un piccolo intervento del presidente provinciale del Gruppo Fratres,  Daniele Merico, di quello regionale Antonio Spano e di Francesca Carallo, presidente del Gruppo Giovani locale.

M.M.

Leuca (Castrignano del Capo) – Si è concluso pochi giorni fa a Roma, con il saluto di Papa Francesco al Circo Massimo e in piazza San Pietro, ma ancora se ne avverte il riverbero, il terzo meeting internazionale della Carta di Leuca promosso dal Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli.

Abbiamo camminato gli uni accanto agli altri condividendo la fatica della strada. Abbiamo incontrato volti nuovi riconoscendoli amici. E oggi vogliamo dire al mondo ciò che abbiamo toccato in questa esperienza: la gioia della convivialità!”, così comincia la Carta di Leuca di quest’anno sottoscritta da 352 giovani provenienti dai Paesi che s’affacciano sul Mediterraneo. “Mediterraneo, convivialità del creato, ma anche dei volti, oltre che convivialità economica e partecipativa”, prosegue il documento, che conclude con la volontà di “far giungere su ogni sponda del Mediterraneo la bellezza del vivere e – tema molto caro a don Tonino Bello, nel 25° della sua morte – la convivialità delle differenze in un mondo in cui oltre al tempo condividiamo lo spazio: un’unica terra bagnata da un unico mare e abitata da un’unica umanità!”, la conclusione.

Curata fin nei minimi particolari, la “5 giorni Brindisi-Leuca”si è svolta secondo copione, col coinvolgimento delle cinque diocesi della Metropolia di Lecce (come si ricorderà, le arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Lecce e Otranto, e le diocesi di Nardò-Gallipoli e Ugento-Santa Maria di Leuca) ma imprevisto ed emozionante è stato l’entusiasmo della piazza di Leuca all’arrivo dei 352 pellegrini provenienti da ben 35 nazioni, moltiplicatisi nel frattempo lungo la strada. Ad accoglierli, alle prime luci dell’alba, c’erano ragazzi con le bandiere di tutti i Paesi mediterranei, mentre il generale di Corpo d’armata dell’Esercito, Salvatore Farina di Casarano, consegnava a mons. Angiuli la “fiaccola” prelevata dalla tomba di don Tonino Bello ad Alessano, con la quale il presule ha acceso la “lampada della convivialità”. Alla cerimonia finale in terra salentina hanno preso parte anche il presidente della fondazione “Parco culturale ecclesiale Terre del Capo di Leuca-De Finibus Terrae” don Stefano Ancora, il ministro per il Sud Barbara Lezzi, il Sindaco di Castrignano del Capo Santo Papa, il  vicepresidente nazionale dell’Anci e Sindaco di Casarano Gianni Stefano, l’assessore regionale Loredana Capone, il viceprefetto Claudio Sergi, il Nunzio apostolico in Egitto mons. Bruno Musarò e il direttore per la pastorale del tempo libero della Cei   (Conferenza episcopale italiana) don Gionatan De Marco.

Al chiarore di questa luce aurorale firmiamo la Carta di Leuca condividendo i sogni di Giorgio La Pira e don Tonino Bello: la convivialità che soprattutto voi, cari giovani, avete vissuto e sperimentato in questi giorni – è stato il messaggio del vescovo di Ugento – è garanzia del comune impegno per il futuro”. Raggiunto a margine della cerimonia ha poi dichiarato a Piazzasalento:”L’appuntamento della Carta di Leuca ha una funzione educativa e culturale: evidentemente questo cammino ha bisogno dei suoi tempi, tuttavia attorno a questa iniziativa c’è un consenso sempre più crescente e allargato, il che sta a dire che quanto si sta seminando certamente darà i suoi frutti”. A fine giornata la partenza per Roma da Papa Francesco.

I commenti dei protagonisti “Portiamo nei nostri piedi la stanchezza di questo percorso (ben cinque giorni a piedi, da Brindisi a Leuca), ma anche la gioia e la sorpresa nata dalla freschezza delle relazioni, delle amicizie e della condivisione che abbiamo potuto sperimentare in questi giorni – il commento a caldo del vice rettore del seminario di Ugento don Davide Russo, che ha accompagnato i giovani a Roma – ogni giorno abbiamo avuto momenti di intensa riflessione interreligiosa. La caratteristica del cammino è stata quella di mettere accanto giovani cattolici e giovani mussulmani. Al mattino abbiamo camminato e nel pomeriggio siamo stati guidati alla scoperta dei temi cari a don Tonino Bello. Non è stata un’opera biografica su don Tonino – conclude don Davide – ma un vivere concretamente il suo messaggio”. In comunione con Papa Francesco che passando accanto a bordo della “Papamobile” al nutrito gruppo dei “leucani” li ha salutati affettuosamente. “Ho incontrato tanti fratelli”, ha detto emozionato un ragazzo proveniente dal Nord Africa. Occhi lieti e fiduciosi tutto intorno; di ammirazione da parte di quanti hanno assistito all’epilogo davanti a Santa Maria di Leuca.

 Il coraggio di rischiare il salto “Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio, e impegnarvi per un’umanità più fraterna. Abbiamo bisogno di fratellanza. Rischiate, andate avanti”: l’esortazione di Bergoglio ha raggiunto uno ad uno i 90mila presenti a Roma, in preparazione del Sinodo di ottobre con i giovani. “I sogni dei giovani fanno un po’ paura agli adulti, forse perché hanno smesso di sognare e di rischiare, forse perché i vostri sogni mettono in crisi le loro scelte di vita. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni” e qui il riferimento ad un giovane Santo che ha sognato in grande, San Francesco, del quale ha preso il nome e che è poi diventato il Patrono d’Italia. E infine un’altra considerazione: “Camminando insieme in questi giorni avete sperimentato quanto costa fatica accogliere il fratello o la sorella che mi sta accanto, ma anche questa gioia può darmi la sua presenza se la ricevo nella mia vita senza pregiudizi o chiusure”.

 

Gallipoli – Tra gli emendamenti approvati nei giorni scorsi dal Consiglio regionale nell’assestamento di Bilancio 2018 c’è quello proposto dal consigliere Sergio Blasi (Pd, in foto), che stabilisce un contributo di 500mila euro per la manutenzione, il restauro conservativo e il recupero delle pajare salentine. Come sottolinea lo stesso Blasi, “è un intervento piccolo ma grande. Piccolo, perché stanzia 500mila euro. Non sono tanti, ma siamo appena all’inizio. Grande, perché tale è la missione di un intervento che mira a tutelare e valorizzare il paesaggio pugliese e, nello specifico, uno dei riferimenti più antichi della cultura contadina del Salento: la pajara”.

Il paesaggio salentino e l’architettura rurale – Non sbaglia Blasi ad attribuire alle pajare salentine il valore di simbolo di un paesaggio che ogni giorno viene violentato e rischia di perdere la sua identità. Come il mare e gli ulivi, anche le pietre fanno parte allo stesso modo del paesaggio mediterraneo che va guardato, percepito, accolto come narratore di storie che l’uomo stesso ha contribuito a comporre. Infatti ogni paesaggio non è tale soltanto per i suoi valori fisici, ma per i significati che gli abitanti e i visitatori di ieri e di oggi gli hanno dato e continuano a dargli. Le pajare raccontano la nostra storia.

Il contributo dell’Europa – Il 29 ottobre del 2000 fu firmata a Firenze la “Convenzione Europea del paesaggio”, che sottolinea l’importanza del paesaggio anche in relazione al benessere individuale e sociale, perché in grado di determinare la qualità della vita delle popolazioni e di creare sviluppo nel campo culturale ed economico. A condizione, però, che ci sia attenzione per la tutela dei suoi elementi costitutivi e caratteristici. Per questo il paesaggio e la sua tutela diventano un tema di impegno politico, perché interessano tutti i cittadini, e ciò motiva l’interesse dell’assise regionale. Le pajare fanno parte della nostra architettura rurale, di quella senza architetti, nel senso che non ha lasciato nomi importanti da ricordare, ma è un libro aperto in cui leggere la nostra storia. La chiamano anche “architettura vernacolare”, perché le costruzioni sono state realizzate in sede locale da popolazioni che lavorano senza servirsi di professionisti, ma facendo ricorso esclusivamente a quanto appreso per tradizione orale e tecnica.

Solo l’inizio – Il consigliere Blasi sa che il percorso per tutelare l’identità del paesaggio rurale salentino è lungo e non privo di ostacoli, per questo aggiunge: “Per ciò che mi riguarda, quello stanziato ieri è solo il primo di una serie di interventi mirati al mantenimento e alla valorizzazione di quei tesori – benché fatti di pietra – che appartengono alla nostra cultura popolare e contribuiscono a renderci comunità. Tesori dal valore inestimabile, non perché siano di per sé preziosi, ma perché definiscono le regole di una grammatica particolare, quella attraverso cui parlare al mondo e con cui tornare a scrivere il nostro futuro”.

Leuca (Castrignano del Capo) – Tutto confermato, come anticipato da Piazzasalento: si terrà dal 5 al 10 agosto la terza edizione della “Carta di Leuca – Step by Step, Face to Face” (passo dopo passo, faccia a faccia), che al nome inconsueto aggiunge anche un programma denso di novità non da poco: del resto, quest’anno è interamente dedicato a don Tonino Bello, il vescovo della “convivialità delle differenze” e della pace, nel 25° della sua morte. Come si ricorderà, il meeting interculturale e interreligioso è promosso dal Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca guidata da mons.Vito Angiuli e coinvolge giovani provenienti dai diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Molto fitta d’appuntamenti l’agenda de “la cinque giorni”, alla quale parteciperanno ben 352 giovani: poco più della metà sono salentini (sono cinque le diocesi le diocesi coinvolte per la prima volta all’appuntamento di metà agosto: e cioè le tre arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Lecce e Otranto, e le diocesi di Nardò-Gallipoli e Ugento S. Maria di Leuca, appartenenti tutte alla Metropolita di Lecce): gli altri giovani provengono perlopiù dai diversi Paesi europei, dai Balcani, dall’Africa e dal Medio Oriente. La Nigeria ha la delegazione più nutrita con 23 rappresentanti, poi c’è il Gambia con 22 giovani, la Costa d’Avorio, Mali, Senegal, Afghanistan, Albania, Algeria, Camerun, Etiopia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Iraq, Lagos, Libano, Libia, Marocco, Niger, Nigeria, Pakistan, Rwanda, Sierra Leone, Siria, Somalia, Tunisia, Turchia e Ucraina.

Quest’anno sarà presente anche l’Esercito italiano, quale riconoscimento del suo impegno nelle diverse missioni di pace: in questa edizione saranno i militari dell’Esercito infatti, che, alla stregua dei tedofori olimpici, raggiungeranno “di corsa” (nella mattinata del 10) il piazzale di Leuca, portando una fiaccola accesa, simbolo della “pace” appunto.

Questi, in particolare, gli appuntamenti: domenica 5, arrivo a Brindisi nel pomeriggio per la “festa dell’accoglienza” (prevista la presenza dell’arcivescovo di Brindisi mons. Domenico Caliandro, ancora convalescente a seguito di una rovinosa caduta da cavallo durante la processione del Corpus Domini), e poi la cerimonia ufficiale per il “mandato di fraternità”, le “tende della convivialità”: subito dopo, ci si incammina, a piedi, verso Santa Maria del Casale. Lunedì 6, trasferimento a Santa Maria di Cerrate e “Cammino” verso Lecce, dove, alla presenza dell’arcivescovo mons. Michele Seccia, ci sarà un dibattito sulla Convivialità: la serata si concluderà con una festa organizzata dalla comunità locale.

Martedì 7 sarà la volta della diocesi di Nardò-Gallipoli (vescovo mons. Fernando Filograna) dove, a Copertino, ci sarà un momento di liturgia penitenziale accompagnata da eventi e incontri interculturali: anche qui la giornata si concluderà con una festa organizzata dalle parrocchie di Copertino. Mercoledì 8 agosto, da Copertino ci si sposta a “La Grottella” e da lì a Galatina (arcidiocesi di Otranto, vescovo mons. Donato Negro) dove si visiterà la basilica di Santa Caterina d’Alessandria, e, muovendosi alla volta di Otranto, la visita della cattedrale; dopo cena, serata in festa, a cura delle comunità locali.

Da Otranto, giovedì 9, ci si sposta a Poggiardo (la diocesi ospitante di Ugento-Santa Maria di Leuca, vescovo mons. Vito Angiuli), e poi ad Alessano, paese natale di don Tonino Bello, dove Papa Francesco il 20 aprile ha pregato sulla sua tomba. Nella notte tra il 9 e il 10 agosto, ci sarà una “marcia silenziosa a lume di candela”, che partendo dalla tomba del vescovo della “Chiesa del grembiule”, raggiungerà Leuca alle prime luci dell’alba, nel grande sagrato che s’affaccia sul Mediterraneo. Qui, dopo un momento di preghiera interreligiosa, ci sarà in diretta tv la proclamazione dell’Appello per la Pace, alla presenza del prefetto di Lecce Claudio Palomba e delle più alte rappresentanze istituzionali; poi, dopo un breve riposo dei partecipanti più che giustificato dalla notte “insonne” e dal percorso lungo 15 chilometri attravrsato a piedi, la giornata si concluderà con la “festa dei fuochi”.

Altra novità: non sarà Leuca l’ultima tappa, perché l’indomani si parte per Roma, dove, l’11 e 12 agosto, i giovani incontreranno Papa Francesco: “E chissà se nella “Carta di Leuca” di quest’anno – si lasciano sfuggire gli organizzatori della Fondazione- non ci sarà pure la sua firma. Questa edizione della “Carta di Leuca” è speciale, perché risponde anche alla chiamata del Santo Padre Francesco a mettersi in cammino verso il “Sinodo dei giovani”.

Melissano – “Lo Stato è presente più che mai sul territorio e aumenterà ulteriormente la pressione su ogni forma di illegalità. Per ciò che attiene al traffico e al consumo di stupefacenti non smetterò mai di ricordare – e parlo alle decine di migliaia di soggetti di ogni età e classe sociale che quotidianamente assumono cocaina e marijuana sul territorio – che ogni tipo di cocaina e ogni canna fumata alimentano le ricchezze della criminalità organizzata così come ogni euro speso finisce nelle tasche dei mafiosi”: non capita tutti i giorni che un alto magistrato inquirente decida di scrivere una nota, quasi un appello, per mettere in assoluto risalto cause e conseguenze di comportamenti illeciti diffusi e di sostanziale indifferenza. Alla luce della gravissima situazione a Melissano e dintorni, con due morti ammazzati in quattro mesi, entrambi collegabili ad un ingente traffico di droghe, a prendere l’inconsueta iniziativa è Leonardo Leone De Castris (foto), il Procuratore della Repubblica del distretto di Lecce, il capo cioè di quei magistrati ai quali i cittadini si rivolgono per ottenere giustizia davanti a torti o violenze.

Una verità da riconoscere con coraggio “Se non si ha il coraggio  di riconoscere questa verità – ammonisce il dottor Leone De Castris – se si continua ad alimentare anche episodicamente il consumo di stupefacenti, così creando obiettivo intralcio al contrasto che le istituzioni nel loro insieme rivolgono alla criminalità organizzata, non si ha alcun titolo per lamentarsi della escalation di furti e rapine, fenomeni criminali di ogni tipo, o ancora indignarsi per l’occupazione da parte della criminalità di interi settori della realtà economica della zona, che pure con impegno e fatica la Magistratura e le forze dell’ordine continuano a contrastare”.

Preoccupato da una situazione che conosce molto bene, anche per la sua esperienza in diverse sedi, il procuratore capo prova così a  far crescere la consapevolezza intorno al mondo della criminalità che ha nel traffico organizzato di droghe la sua fonte principale di approvvigionamento di denaro, da impiegare nella economia legale e sana, in particolare – come si legge da un bel po’ di tempo a questa parte nelle relazioni semestrali e annuali  – nel settore turistico, la gallina dalle uova d’oro che attrae anche attenzioni assai poco desiderabili.

Nell’esprimere soddisfazione per le conclusioni delle indagini sull’esecuzione di Francesco Fasano (vedasi altri articoli sul caso su questo sito), e sottolineando l'”eccezionale impegno profuso” dal procuratore aggiunto e da due sostituti procuratori, dal Nucleo investigativo del Comando dei carabinieri di Lecce e della Compagna di Casarano,  il Procuratore della Repubblica scrive: “Le evidenze indicano che la causale dell’omicidio va ancora una volta ricercata nel traffico organizzato di stupefacenti e nelle controversie relative alla spartizione dei territori di influenza, che da tempo costituisce il ‘core business’ della criminalità organizzata salentina, così come dimostrato dalle decine di tonnellate di stupefacente sequestrate nell’anno in corso”.o

 

Gallipoli – “L’Area Personale dell’Asl ha contrattualizzato a tempo determinato un totale di 57 infermieri, sette in più rispetto al preventivato. Va detto che, nello stesso tempo, vi sono state 16 dimissioni, per cui si è reso necessario assumere altre unità. “Si tratta, come evidente – sostengono i dirigenti dell’Asl di Lecce – di una dotazione organica, al netto del personale in malattia o in ferie, in grado assolutamente di assicurare una adeguata turnazione (di norma sei infermieri per turno nel Pronto soccorso del “Fazzi” e tre in tutti gli altri presidi) e una normale attività in tutti i Pronto Soccorso degli ospedali salentini, anche nel periodo estivo. Del resto, alla Direzione generale non giungono particolari segnalazioni di criticità dalle direzioni ospedaliere”: si chiude – per il momento – così la discussione apertasi in questi giorni sulle presunte carenze di personale infermieristico negli ospedali della provincia. (il Pronto soccorso del “Sacro Cuore” di Gallipoli)

L’Asl così fotografa la situazione “Nel dettaglio, il Pronto soccorso del Vito Fazzi di Lecce ha in organico 41 infermieri a fronte di 7.600 accessi (di cui l’84% codici verdi e bianchi) registrati nell’agosto 2017. Il Pronto soccorso di Gallipoli dispone di 24 infermieri (con 4.078 accessi nello stesso periodo), Casarano di 19 (con 3.344 accessi), Scorrano 23 (con 2761 accessi). A Copertino, invece, il Pronto soccorso ha in servizio 25 infermieri (per 3.855 accessi, sempre ad agosto 2017), destinati ad aumentare con la ricollocazione del personale proveniente dai reparti dismessi in base al piano di riordino ospedaliero; discorso valido anche per il Pronto soccorso di Galatina, che ha in organico 20 infermieri (per 2.425 accessi)”. Il fabbisogno di personale nei Pronto Soccorso “è stato ampiamente coperto”, si afferma in conclusione. “Oltre ai sessanta Oss (operatori sociosanitari,ndr) in arrivo, la Asl Lecce ha provveduto sin da giugno a rinforzare gli organici infermieristici necessari a rispondere alle esigenze”, si sottolinea.

«Diffondere notizie diverse e, peggio, non veritiere – commenta il direttore generale Asl, Ottavio Narracci – non fa altro che generare ingiustificati allarmismi nella popolazione, di fatto contribuendo a far crescere un senso di sfiducia verso il sistema sanitario che, invece, ha come obiettivo quotidiano proprio la garanzia della salute dei cittadini, non disgiunta dalla tutela dei lavoratori”. Il dottor Narracci conclude con un ammonimento piuttosto forte: “Naturalmente, per ciò che riguarda l’Azienda sanitaria, chi si rende protagonista della diffusione di tali allarmi dovrà assumersene la responsabilità».

Non si lascia condizionare da quanto preannunciato la Cgil provinciale, col segretario  della Funzione pubblica Floriano Polimeno: “Narracci faccia con noi un sopralluogo nei Pronto soccorso della provincia per rendersi conto delle condizioni di lavoro di Oss e infermieri” è l’invito spedito con posta prioritaria all’indirizzo dei vertici Asl. Con altri dati che contrastano in qualche maniera con quelli ufficiali diffusi dall’Asl Lecce. Intanto una buona parte dei 57 infermieri assunti a giugno prenderà lavoro l’1 agosto. La “maggior parte” di questi nuovi arrivi “è stata assegnata ai reparti di degenza che si trovano già in sofferenza di organico”. Dal sindacato contestano poi la ricognizione del personale fatta sui flussi dello scorso anno quando, nel frattempo, la rete ospedaliera salentina si è ulteriormente modificata: “L’accorpamento dei reparti di degenza tra i nosocomi di Galatina e Copertino ha incrementato il flusso di pazienti nei Pronto soccorso di Lecce, Gallipoli, Scorrano e Casarano. Il numero di accessi pertanto quest’anno tenderà a salire”.

Il caso Gallipoli “In merito all’ospedale di Gallipoli – si afferma nella lunga nota sindacale – più volte abbiamo segnalato come la dislocazione delle varie torri determini lo spostamento continuo di Operatori socio-sanitari e infermieri dal Pronto soccorso verso i distanti reparti di degenza o per accompagnarli presso altre strutture. Ne consegue che per ore ogni giorno il personale è costretto a fare la spola da una parte all’altra dell’ospedale, anche solo per trasportare i degenti”. Da qui la richiesta del raddoppio del numero di Oss. Dal reparto gallipolino spesso, in eggetti, si sono levate le richieste di nuovo personale per colmare il surplus di arrivi e le carenze croniche di infermieri da parte del primario, dottor Antonio Girau (foto).

Conclusione con invito  “Da tutto ciò si desume come la dotazione organica sia insufficiente, a differenza di quanto affermato dalla direzione generale”. Come dirimere la contesa, a tutto vantaggio della verità e, in ultima analisi, degli utenti? “Non è abitudine della nostra Organizzazione sindacale creare inutili allarmismi, tantomeno creare un clima di sfiducia intorno alla sanità pubblica: vorremmo solo che il sistema funzionasse.  Invito per questo motivo il direttore generale Narracci a fare un sopralluogo nei Pronto soccorso: si renderà conto in questo modo che abbiamo soltanto raccontato la realtà».

 

 

 

 

 

Gallipoli – Uscirà l’1 agosto il nuovo libro di Beppe Lopez, “Matteo Salvatore, l’ultimo cantastorie”. Si tratta di un vero e proprio evento perché il lavoro di Lopez, che si è protratto per alcuni anni, ricostruisce, intrecciando il registro narrativo a quello della cronaca, del documento e del saggio, la vita di Salvatore  che non può essere sintetizzata in un solo aggettivo. Fu, infatti, miserabile e fortunata, tragica e baciata per un certo periodo dal successo, sempre solitaria e disperata, segnata dal femminicidio della sua amante per cui conobbe il carcere. Nel ricordo di tanti rimane, comunque,  il cantore degli ultimi, dei braccianti, la massima espressione della cultura e della musica popolare.

 

Una vita tragica e spericolata Era nato ad Apricena nel 1925  da una famiglia poverissima, colpita anche dal lutto di una figlia morta a quattro anni per denutrizione.  Infanzia disperata ai limiti della sopravvivenza. Fu un vecchio maestro cieco, suonatore di violino, mandolino e chitarra a insegnargli a suonare, competenza che lo aiutò a sbarcare il lunario una volta arrivato a Roma dove cantava canzoni napoletane nell’osteria di “Giggetto er Pescatore”. Qui lo notò il regista Giuseppe De Santis che contribuì a dargli consapevolezza del patrimonio di cultura popolare che Salvatore teneva in sé e coltivava. Lo aveva, infatti, invitato a raccogliere canti popolari per un film; non li trovò, nonostante fosse andato di osteria in osteria a parlare con gli anziani, però la cultura popolare era dentro di sé e scrisse canzoni che disse di aver recuperato dalla tradizione orale della sua terra. La sua vita sentimentale e familiare non fu priva di vicende dolorose, a iniziare dalla morte della prima moglie, Antonietta,  morta appena dopo un anno dal matrimonio. Dalle seconde nozze con una ragazza di Benevento ebbe tre figli. L’amore con la sua partner, Adriana Doriani, finì tragicamente: nel 1973, infatti, quando aveva raggiunto il successo, fu accusato di femminicidio; condannato subì il carcere per quattro anni. Con Claudio Villa condivise più volte il palcoscenico, anche all’estero. A periodi di successo e di prosperità economica (il soggiorno in Canada) si altenavano quelli di estrema miseria (visse in una baracca) fino alla morte il 27 agosto del 2005.

 

Scoperto e amato da Calvino, Giovanna Marini, Pino Daniele, Dalla…  Nel 1972  “Le quattro stagioni del Gargano”, un cofanetto di quattro lp con cinquanta canzoni,  confermò  il giudizio di tanti che lo consideravano il padre del fenomeno folk.  Per  Italo Calvino “Matteo è l’ unica fonte di cultura popolare, in Italia e nel mondo, nel suo genere: le sue parole dobbiamo ancora inventarle!”; per Giovanna Marini “Matteo è un profeta, come Omero. Il complesso delle sue poesie cantate dovrebbe diventare materia di studio per i bambini delle scuole”; per Lucio Dalla “Se l’Italia ha avuto un suo Bob Dylan, è stato Matteo…”; per Pino Daniele  Matteo “è il più grosso fenomeno musicale italiano, potrebbe rappresentare la nostra musica nel mondo”. Su di lui furono realizzati spettacoli teatrali  e film sulla sua vita (nel 1974 e nel 1993, in Francia  l’Lp “Chants de mendiants en Italie”, ad opera di Harmonia Mundi e il film Il Cantastorie, della regista Anne Alix). Il più recente cultore di Matteo Salvatore è Vinicio Capossela che nei concerti ne parla frequentemente, canta le sue composizioni e ne ha inserite otto nell’ultimo Cd.

Il libro di Lopez, edito dalla Compagnia editoriale Aliberti,  è tutto questo e tanto altro rimasto finora segreto. Di Matteo Salvatore “non esisteva sinora una ricostruzione organica (e critica) della sua vita e in particolare del “mistero” rappresentato dal suo straordinario repertorio, oltre che dei segreti e delle bugie che lo stesso Salvatore seminò su di esso, sulla sua biografia e sulla tragica fine della sua compagna”. Il libro di  Beppe Lopez – direttore del neonato “Quotidiano di Lecce Brindisi e Taranto” nel ’79 e per alcuni anni – che ha avuto accesso agli atti giudiziari, testimonianze e perizie, fa luce sulla vita di Lopez e sulle radici della sua produzione “documentando la vera origine del suo repertorio più celebrato” ribaltando il giudizio degli storici e dei critici. Facendo luce sulla vita e sulla produzione di Salvatore, Beppe Lopez contribuisce a far conoscere e apprezzare la cultura e la poesia popolare.

 

 

 

 

 

Lecce – “Vacanze sicure” con i Presidi sanitari estivi, sei ambulanze e pure tre idromoto. Questo lo “spiegamento di forze” messo in atto dalla Asl Lecce per far fronte alle necessità delle località con maggiore afflusso turistico. Fino al prossimo 15 settembre rimarranno attivi gli ambulatori Torre San Giovanni, Torre Vado, Santa Maria di Leuca, Tricase e Lido Marini (per l’area del Distretto di Gagliano del Capo), Mancaversa, Torre Suda e i due di Gallipoli, Centro storico e Vecchio ospedale (per il Distretto di Gallipoli), Torre Lapillo, Sant’Isidoro e Santa Maria al Bagno (per Nardò), Torre Chianca, San Cataldo e  Frigole (per Lecce), Andrano, Castro e Santa Cesarea Terme-Vitigliano (per Poggiardo), San Foca e Torre dell’Orso (per Martano) e poi Casalabate (per Campi) e Otranto (per Maglie).

Gallipoli H24 In questi Presidi viene garantita l’assistenza per i casi non urgenti (codici bianco e verde), così da evitare di intasare i Pronto Soccorso degli Ospedali, per un numero di ore variabile da un minimo di 4 ad un massimo di 12 ad eccezione del presidio di Gallipoli-Centro Storico che resta attivo h 24. Oltre ai Presidi fissi, la Asl garantisce la presenza h24 di sei ambulanze (con a bordo autista-soccorritore e soccorritore) collegate con la centrale operativa del Servizio 118, in modo da offrire comunque un’adeguata copertura a tutta la rete delle postazioni estive. Il servizio di emergenza con le ambulanze è fornito da associazioni di volontariato convenzionate con la Aal e sarà anch’esso attivo sino al 15 settembre. Le ambulanze sono strategicamente dislocate sul versante Ionico (Gallipoli, Santa Maria al Bagno e Sant’Isidoro) e su quello Adriatico (San Cataldo, Casalabate e San Foca), a presidio delle località con maggiore presenza di residenti e turisti, dove è necessario far fronte prontamente ad ogni tipo di urgenza.

La novità delle idromoto di soccorso Anche per quest’anno, infine, la Asl assicura ai vacanzieri un ulteriore servizio d’emergenza, grazie alla presenza di tre idromoto – con a bordo personale specializzato – che stazionano nelle marine di Casalabate, Torre dell’Orso e Torre San Giovanni e che già si sono rese protagoniste di salvataggi in situazioni in cui i tradizionali soccorsi avrebbero parecchie difficoltà ad intervenire con rapidità ed efficacia.

Il direttore Narracci «Si tratta – fa sapere il direttore generale della Asl Lecce, Ottavio Narracci – di uno sforzo importante per offrire ai tanti turisti che affollano il Salento nei mesi estivi una rete suppletiva di servizi sanitari di base e di emergenza capace di garantire risposte adeguate e rapide. Riuscire a farlo su uno sviluppo costiero di oltre 220 km, tra due mari e con una domanda di sanità che d’estate cresce notevolmente, rende l’idea del forte impegno profuso dall’azienda sanitaria, dalle sue strutture e da tutto il suo personale al servizio della sicurezza e della salute delle persone».

Gallipoli – La puntata di Superquark di oggi, mercoledì 18 luglio alle 21.25 affronterà il problema del “Disseccamento rapido dell’olivo” determinato dal batterio da quarantena Xylella fastidiosa. La popolare ed accreditata trasmissione di Piero Angela si sofferma sul dramma che sta vivendo da ormai cinque anni l’olivicoltura salentina e, da qualche tempo, anche brindisina e barese (marginalmente).

Questo un passo del comunicato pubblicato dall’Ufficio stampa della Rai: “Un’incredibile catena di errori ha trasformato la Xylella fastidiosa in una minaccia per gli ulivi di tutto il Mediterraneo”. gli inviati sono i giornalisti Giovanni Carrada e Rossella Li Vigni, che sono andati a vedere gli uliveti e a parlare con i ricercatori.

Domani invece dovrebbe giungere in Puglia il ministro delle Risorse agricole, Gian Marco Centinaio, come conferma una nota della Regione. Il ministro sarà a Bari e poi nel Salento, in particolare nella zona di Gallipoli ed a sud della città, dove si sono riscontrate le prime presenze della Xylella. .

Sabato 21 luglio, infine, in un uliveto secolare nelle campagne di Tiggiano, al tramonto (ore 19), si terrà il primo evento organizzato da “Save The Olives”, organizzazione no profit presieduta dall’imprenditore di Andria, Pietro Petroni. e nata con lo scopo di concentrare le forze di chi sta lottando contro la xylella. Si tratta di un concerto dei cameristi del Teatro “La Scala” di Milano. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione di opinion leader, stampa, stakeholders e attori del territorio e di sensibilizzare il pubblico sul tema e a raccogliere fondi sulla ricerca.

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...