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Maglie – Ben 73 tra sale da gioco, agenzie di scommesse o bar con videogiochi sono stati segnalati dai carabinieri della Compagnia di Maglie perchè non autorizzati o non rispettosi della normativa in materia. L’operazione è stata condotta in 22 paesi in seguito al servizio disposto dal Comando regionale dei carabinieri finalizzato all’attività di controllo dei locali da gioco. Dalla verifica dei titoli autorizzativi, i militari hanno appurato che questi erano stati rilasciati con la precisa indicazione di dover rispettare la normativa regionale o i regolamenti comunali i quali prevedono che tali attività non possano svolgersi entro 500 metri da scuole, parrocchie e strutture sanitarie. Le violazioni accertate dai carabinieri sono state segnalate alle competenti autorità amministrative (Comuni e Questura) per i provvedimenti di competenza, ovvero sanzioni amministrative e l’eventuale chiusura dell’esercizio. Oltre a Maglie gli altri centri coinvolti sono quelli di Cursi, Martano, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Giurdignano, Melpignano, Uggiano La Chiesa, Poggiardo, Bagnolo del Salento, Palmariggi, Cannole, Muro Leccese, Giuggianello, Sanarica, Scorrano, Nociglia, Surano, Botrugno, Zollino, Sternatia e Soleto.   

 

Gallipoli – Articolo 1 – Mdp/Leu si riorganizza a Lecce e in provincia. Il coordinatore provinciale, Salvatore Piconese (foto), Sindaco di Uggiano La Chiesa, ha nominato i dirigenti provinciali che si riuniranno per la prima volta lunedì 18 giugno, alle ore 17.30, presso il coordinamento provinciale di Lecce. Del direttivo fanno parte Gabriele Abaterusso, Sindaco di Patù, vice coordinatore; Francesca Torsello, Sindaco di Alessano; Matilde Surano, assessore di Melissano; Dori Mengoli, assessore di Soleto; Anna Inguscio, consigliera comunale di Copertino e consigliera provinciale; Nunzio Dell’Abate, consigliere comunale di Tricase, Silvio Merico, consigliere comunale di Uggiano la Chiesa, Francesco Volpe, che ricoprirà la carica di tesoriere, Alfonso Rampino (Trepuzzi), Stefano Prete (Parabita), Daniela Sindaco (Galatina), Gianni Colucci (Lecce), Irene Strazzeri (Lecce), Mauro Maggio (Squinzano), Eduardo Calò (Zollino), Barbara Sergi(Castrignano del Capo), Barbara Marino (Carmiano), Alessandra Boccardo (Nardò), Pierluigi Melcarne (Gagliano del Capo), Monica Viva (Porto Cesareo), Pierluigi Valentino (Leverano) e Antonella Bentivoglio (Gallipoli).

“Si parte con un nuovo gruppo dirigente che, negli ultimi mesi, ha dimostrato, sul campo, competenza, radicamento e passione politica. Affronteremo con grande determinazione – afferma Piconese, già segretario provinciale del Pd prima della scissione – l’attuale fase politica che con la nascita del governo Lega-M5S sposta sempre più l’asse politico nazionale a destra”. Liberi e uguali “dovrà ricostruire il campo progressista e dovrà contribuire alla nascita di un nuovo partito della sinistra in Italia”. Ma senza trascurare le problematiche locali come “il lavoro, l’occupazione e le vertenze sindacali, la Xylella e l’impoverimento del mondo agricolo, la sanità, le infrastrutture e lo sviluppo economico”.

Gallipoli – Vasta operazione anticrimine dei carabinieri della provincia di Lecce, nelle aree di Gallipoli, Casarano, Nardò, Maglie e Tricase, con l’utilizzo di 140 uomini, 60 automezzi, due unità cinofile antidroga ed un elicottero. “Crime wall” il nome dell’operazione che ha portato a quattro arresti, 35 denunce a piede libero, 26 segnalazioni in prefettura per assunzione di droga ed al ritiro di 25 patenti di guida. nel totale sono state identificate 630 persone, 318 sono stati i veicoli controllati, 85 le contravvenzioni elevate per violazioni al Codice della strada, 52 le perquisizioni personali e veicolari, 63 i controlli a carico di persone sottoposte a misure di sicurezza e di prevenzione e 32 i controlli di persone sottoposte ad arresti domiciliari.

In 20 segnalati per uso di stupefacente A Gallipoli e dintorni, venti soggetti, tra i quali tre minori, sono stati segnalati alla Prefettura per essere stati trovati in possesso i marijuana. A Nardò il 27enne M.P., già sottoposto a sorveglianza speciale, è stato trovato in compagnia di un pregiudicato. A Cutrofiano, il 40enne P.S. ed il 29enne P.B. (entrambi di Galatone), sono stati sorpresi a bordo di un autocarro Fiat Iveco nel trasportare rifiuti speciali pericolosi (parti di veicoli, filtri dell’olio, pasticche per i freni, apparecchiature elettroniche e materiale ferroso). A Galatone il 27enne P.P. è stato fermato alla guida della propria autovettura in evidente stato di alterazione per aver assunto cocaina, come dimostrato dagli accertamenti sanitari effettuati presso l’ospedale di Galatina.

Passaggio a livello abbattuto A Galatone il53enne di Nardò T.C.C. è stato denunciato perchè, dopo aver attraversato il passaggio a livello su via XX Settembre malgrado il semaforo rosso e le barriere che si abbassavano, ha proseguito la sua marcia forzando le stesse barriere per uscire dall’area ferrata.

In tre rubano un decespugliatore Tre uomini di Cutrofiano (il 51enne C.A.T., il 48enne R.M. ed il 54enne V.C.) sono stati denunciati per il furto di un decespugliatore da un’abitazione rurale in agro di Sogliano Cavour : l’attrezzo, poi restituito al legittimo proprietario, era nella loro auto e i tre non hanno fornito una spiegazione plausibile sul motivo. Per furto aggravato è stato denunciato il 46enne S.R., di Nardò, già sottoposto agli arresti domiciliari per il furto di due cellulari (per un valore complessivo pari a 1.000 euro) dall’interno del Consorzio di bonifica Arneo.

Droga, truffe e furti I militari della Compagnia di Casarano hanno denunciato il 28enne di Taviano W.C. per aver rubato attrezzi agricoli presso un’attività commerciale di Melissano insieme ad un complice, al momento non ancora identificato. Di Napoli è, invece, il 51enne A.R. denunciato per truffa in concorso. L’uomo, dopo aver pubblicato un annuncio di vendita su un sito internet, riuscendo a farsi consegnare 80 euro (con una carta ricaricabile) dalla vittima di Casarano senza consegnare la prevista playstation 4. A Matino è stato denunciato per evasione il 23enne albanese A.M. non trovato nella propria abitazione malgrado fosse agli arresti domiciliari. Stessa sorte, a Ruffano, per il 55enne di Matino L.L.. A Casarano il33enne G.C. è stato denunciato per aver rottamato arbitrariamente la propria autovettura malgrado gli fosse stata riconsegnata in qualità di custode giudiziale. Il 28enne di Ruffano G.L.M., già sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Ruffano e al divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 22 alle 6, è stato denunciato per non essere stato rintracciato dai carabinieri nel corso di un controllo. A Casarano il 23enne G.M. è stato denunciato perchè nel bagagliaio della propria autovettura trasportava un bastone telescopico in ferro lungo 42 centimetri. Nove persone, tra Casarano, Acquarica del Capo, Taviano, Matino e Alliste, sono state denunciate perchè fermate alla guida dei propri veicoli in stato di alterazione da alcol o droghe. Per uso di droga sono stati, invece, segnalata alla Prefettura il 37nne A.D. di Matino, trovato con 1,4 grammi di eroina, il 41enne A.S.B. di Felline (0,2 grammi di eroina) e il 28enne M.S. di Casarano (0,2 grammi di marijuana).

Vende il furgone che deve custodire I carabinieri di Maglie hanno denunciato il 23enne di Poggiardo E.B. perchè, invece di custodire l’autocarro Fiat Iveco che gli era stato sequestrato, provvedeva a smontarlo a pezzi per poi rivenderli a terzi. A Serrano, frazione di Carpignano Salentino, è stato deferito in stato di libertà il 71enne A.S. per aver bruciato plastica, materassi e altri rifiuti all’interno di un fondo agricolo di cui aveva la disponibilità. Il 54enne G.D. di Palmariggi è stato denunciato per aver danneggiato la Renault Clio di un 53enne del posto mentre a San Cassiano il 30enne A.M. è stato segnalato in Prefettura per i 5 grammi di marijuana che aveva con se e per il rifiuto di sottoporsi ai controlli sanitari per verificare l’eventuale assunzione di droghe.

Inseguimento a Lido Marini A Lido Marini, il 27enne G.C. di Taurisano si è reso protagonista di un pericolosissimo sorpasso in curva alla guida di un Fiat Fiorino non fermandosi all’alt dei carabinieri. L’uomo è stato inseguito per circa 5 chilometri prima di essere bloccato e identificato.

In due rubano condizionatori da una masseria A Tricase, invece, i carabinieri hanno deferito in stato di libertà il 24enne M.C. (di Miggiano) ed il 44enne T.U. (nato in Svizzera e residente a Tricase) per aver rubato dei condizionatori d’aria (4 split e 5 motori esterni) da una masseria sottoposta a sequestro giudiziario. Una 16enne ed un 20enne  di Salve sono stati, invece, individuati quali responsabili dell’alterazione dei dispositivi anti-taccheggio in un negozio di prodotti cosmetici di Tricase. Il 20enne M.C., nato a Brindisi e residente a Gagliano del Capo, nascondeva, invece, un grammo di marijuana nella scarpa mentre la 26enne M.C., sempre di Gagliano del Capo, era alla guida della propria Fiat Panda malgrado il tasso alcolemico pari a 0,98 grammi per litro: per la donna denuncia e ritiro della patente di guida. Anche il 23enne di Presicce M.E. ha provato, inutilmente, a nascondere addosso della droga ma una pattuglia dei carabinieri lo ha fermato nella marina di Pescoluse trovandolo con 2,57 grammi di marijuana.

 

 

Casarano – Primo soccorso più veloce ed efficace anche per i non udenti grazie alla “App118Sordi”. Si tratta di una soluzione tecnologica che permette ai cittadini sordi e a quanti hanno difficoltà ad interloquire verbalmente di accedere, in totale autonomia, al servizio 118 della Regione Puglia, fino ad oggi accessibile solo mediante chiamata telefonica al numero dell’emergenza 118. La novità a carattere nazionale è stata presentata questa mattina presso la sala stampa della presidenza della Regione Puglia, alla presenza del governatore Emiliano e del direttore del Servizio emergenza urgenza sociale 118 della Asl Lecce Maurizio Scardia. Ad illustrare i dettagli dell’innovazione è stata Simona Monastero (di Casarano), medico della centrale operativa del 118 di Lecce che ha seguito lo sviluppo del progetto. «Siamo partiti– ha spiegato la dottoressa –  dallo studio delle problematiche delle persone con deficit comunicativo e dall’obiettivo di ottimizzare e garantire una reale, etica ed efficiente integrazione di un’utenza con difficoltà di accesso ai sistema dell’emergenza». La novità (sviluppata grazie al supporto informativo e tecnologico di Innova Puglia e di ised, che gestisce il sistema informativo e delle centrali operative regionali) è stata ovviamente salutata con entusiasmo dal presidente dell’ente nazionale sordi della Puglia Nicola Dentamaro e dal suo omologo della provincia di Lecce Martino D’Amico.

Come funziona la App Quello che è un diritto di chiunque per comunicare con il Sistema d’emergenza ha trovato  soluzione con la App che permette di interagire a vari livelli con l’utente. Già nella fase di registrazione, infatti,  la App ha la possibilità di acquisire dall’utente – con un taglio esclusivamente medico – oltre ai dati anagrafici anche e soprattutto elementi relativi ad allergie, assunzione di determinati farmaci, pregressi interventi chirurgici, patologie note di una certa rilevanza, gruppo sanguigno e altro che, da li a breve, risulteranno importantissimi nella gestione del soccorso. «Si va da un migliore inquadramento del paziente – ha chiarito la dottoressa Monastero – da parte dell’operatore di centrale, all’invio in tempi minori del mezzo più idoneo, ma anche alla possibilità da parte del medico del 118 di esprimere un più accurato sospetto diagnostico, di somministrare farmaci che non possano nuocere al paziente, in considerazione delle eventuali allergie già note nel profilo, ed infine di poter inviare il paziente all’ospedale più idoneo e più vicino in tempi ridotti». A ridurre i tempi di intervento c’è anche la possibilità di acquisire informazioni, da parte dell’infermiere di centrale, già durante l’intervista telefonica tramite chat in risposta a domande preconfezionate (o prevaricate) e già rielaborate con un linguaggio scarno e semplice. In più è prevista anche la possibilità di video-tutorial per apprendere rapidamente efficaci e semplici manovre salva-vita.

Alessano – La fondazione “don Tonino Bello” col patrocinio del Comune di Alessano e la collaborazione di varie associazioni del posto organizzano per martedì 12 alle 20 “un momento di preghiera sulla tomba di don Tonino”. Dopo il saluto del Sindaco Francesca Torsello e dei familiari del presule scomparso, ci sarà la presentazione dell’ultimo libro di Giancarlo Piccinni “Don Tonino, Sentiero di Dio”, edito dalle ” San Paolo”: dialogherà con l’autore don Gigi Ciardo (nella foto con Papa Francesco), figura storica di Alessano, oltre che parroco da 40 anni in quella comunità.

“Don Tonino? E’ stato mio maestro, prima in seminario a Ugento e poi sono cresciuto alla sua ombra divenendo suo discepolo. Un rapporto intenso – dice don Ciardo – personalissimo, come solo don Tonino sapeva costruire. Nel 1975 lui era parroco a Tricase e io ero parroco qui ad Alessano. Gli fui particolarmente vicino nel settembre dell’82 – prosegue – quando fu nominato vescovo, e ogni volta che tornava era un dono, per me e per tutta la gente del paese”.

Hanno voluto ritagliarsi uno spazio tutto per loro ad Alessano: persino la data del prossimo evento non è casuale, da vivere, come dire, in famiglia: “Attenderemo a mezzanotte l’inizio del nuovo giorno (il 13 giugno, appunto, festa di S. Antonio di Padova), per essere noi i primi a fare gli Auguri di buon onomastico a don Tonino”, dice Giancarlo Piccinni. Tornando al volume, in libreria già dal 25 marzo e presentato per la prima volta a Patù e poi in varie parti d’Italia tra cui Milano, è raccontata “la storia e la spiritualità di don Tonino, non disgiunte dal suo impegno per la pace (don Tonino, si ricorderà, fu anche presidente di Pax Christi). Il libro, la cui prefazione è a cura del presidente di Libera, don Luigi Ciotti, è arricchito anche da alcuni scritti inediti di don Tonino, tra cui uno scambio epistolare con padre Davide Maria Turoldo.

“Don Tonino era appassionato dell’uomo – confida don Gigi Ciardo – nei suoi messaggi ha sempre lasciato trasparire la speranza, e oggi il mondo ha molto bisogno di speranza”. E’ un fiume in piena don Gigi: “Dio ha sempre creduto nell’uomo, e crede anche negli uomini di oggi: l’uomo deve portarsi sempre la certezza che per Dio egli è importante più di qualsiasi altra creatura. Sull’esempio di don Tonino, dobbiamo imparare a essere “ponti”, cultori cioè della pace e della fraternità”, conclude l’anziano sacerdote. La veglia di preghiera sarà animata dal “Coro di Alessano per don Tonino” del maestro Sergio Filippo, che si è esibito in occasione della venuta di Papa Francesco ad Alessano.

Gallipoli – La Commissione europea ha tirato le somme: l’area da quarantena a causa dell’attacco della Xylella fastidiosa è aumentata, annettendo una fascia di territorio della provincia di Bari. Troppo pochi gli ulivi infetti e non abbattuti né rimossi. Nel 2018 su 241 ordinanze neanche una ha raggiunto lo scopo, L’anno precedente il numero si è attestato su circa 900 eradicazioni. Certo, ci sono vincoli normativi, paesaggistici, urbanistici che andrebbero superato con un decreto apposito; ci sono problemi col catasto non aggiornato per cui è difficile spesso individuare i titolari dell’appezzamento ai quali notificare le ordinanze, per cui si pensa di trovare il modo di procedere d’urgenza, rinviando a dopo le procedure burocratiche. Ma i conti non tornano e la delegazione europea arrivata lunedì in zona, è ripartita per Roma e poi Bruxelles portando con sé solo gli apprezzamenti per un sistema di monitoraggio nella zona di contenimento che ha funzionato. Dai loro dati si evince che su circa 7 milioni di piante, soltanto 3.800 in quell’area sono risultate colpite dal batterio e nessuna in focolai in cui gli alberi contagiati sono stati rimossi.

Gli ispettori della Ue, direzine generale per la salute e la sicurezza delle piante, hanno fatto il loro lavoro ed ora tocca al Ministero delle politiche agricole ed alla Regione Puglia cercare di rinviare, quantomeno, la nuova mappa redatta (foto) da cui si evince l’indicazione di una nuova zona infetta, come preannunciato e temuto nelle scorse settimane. Comunque vada, le condizioni politiche intorno al grave problema sembrano finalmente essersi chiarite: l’intero Consiglio regionale ha votato un documento pieno di impegni da rispettare, da parte della Regione, del governo centrale e dell’Europa, ritenuta per la prima volta in modo esplicito colpevole di scarsa vigilanza alle frontiere (principalmente nel porto di Rotterdam, il più trafficato del continente) circa l’importazione di specie vegetali e di piante ornamentali. Si tratta di vedere adesso cosa concretamente produrrà questo nuovo ed inedito clima unitario da cui tutti si attendono molto. Anche per recuperare qualcosa dei cinque anni di polemiche, ricorsi, ricerche, scontri. E senza nessun provvedimento concreto.

Alessano -Romano Prodi venne in contatto con don Tonino molti anni addietro, quando questi, prima di diventare vescovo, venne mandato a celebrare per un periodo a Bologna. In quell’occasione l’ex premier ebbe modo di conoscerlo ed apprezzarlo. Per il suo ricordo così vivido e affettuoso non ha esitato ad accettare l’invito promosso dalla Fondazione omonima ed essere ospite in un incontro, tenutosi ieri ad Alessano, per parlare di Europa e Mediterraneo. Per lui, è la terza volta che viene in visita nella città del vescovo. Davanti ad una sala affollata, a fare gli onori di casa c’erano il presidente della Fondazione Giancarlo Piccinni; il Sindaco Francesca Torsello; in rappresentanza della famiglia Bello, Stefano, figlio di Marcello (fratello di don Tonino). Nel pubblico anche alcuni Sindaci salentini, l’assessore regionale Loredana Capone in rappresentanza della Regione; i Sindaci di Ruvo e Giovinazzo, che a breve formalizzeranno il gemellaggio con il Comune di Alessano. Dopo i saluti all’ospite, la scena è stata del professore che – con la sua proverbiale calma e la sua caratteristica inflessione vocale – non si è proprio risparmiato, relazionando per più di un’ora su Europa, Mediterraneo e welfare. Il suo pensiero di fondo è chiaro: ci vuole più Europa per non finire schiacciati da Usa e Cina.

“Più Europa per non finire schiacciati da Usa e Cina” “La guerra in Iraq ha segnato il disfacimento del Mediterraneo e ha spaccato l’Europa – racconta il professore – ed il problema non è ancora risolto. Ora la situazione è molto diversa da quella che si prospettava in quegli anni, il Mediterraneo è al centro del mondo ma come oggetto. Oggi la politica la fanno gli Usa e la Cina, nazione che ha radicalmente cambiato le strutture economiche e che si sta espandendo verso Occidente, specialmente in Africa”. Prodi ha parlato delle guerre che hanno creato immigrazione incontrollata, dell’attacco francese in Libia, che ha generato tensioni in Europa ed è andato a netto svantaggio dell’Italia; della crescita demografica, in netto calo in Europa e che comporta necessariamente manodopera straniera: “Tutti i Paesi lo sanno e sono coinvolti in questo processo”. In particolare l’ex premier, ex presidente della Commissione europea, ex docente universitario, si è soffermato sulla disparità di reddito tra Nord e Sud Italia: “La cosa su cui dobbiamo meditare è che tutto questo negli ultimi anni è peggiorato, noi viviamo nella disparità e nell’ingiustizia e tutto questo è tollerato. Venti anni fa i più ricchi erano i proprietari delle industrie ora lo sono le banche e gli intermediari, che stanno accumulano una ricchezza enorme, e sono americani e cinesi”. Non manca un commento sull’attualità italiana: “Flat tax significa che i ricchi diventano sempre più ricchi”.

 “Accordo Europa-Cina per creare sviluppo in Africa, non emigrazione” Africa, Mediterraneo, disparità: come uscirsene? “Se non cambia la dottrina politica non si può – ha risposto il professore – se si continua così si arriva ad una rottura definitiva e il Mezzogiorno si trova nella faglia: ha bisogno di un risveglio molto forte per affrontare in modo radicale questi problemi. La crisi economica ha portato ad un passo indietro anche nelle aspettative sociali di un tempo. Il welfare è stato sempre la principale caratteristica europea, ora si sta pensando di eliminarla, ed è la cosa peggiore che si posa vedere”. E sul fenomeno migratorio: “Se vogliamo disciplinarlo dobbiamo cominciare a fare una politica europea nei confronti dell’Africa – afferma sicuro – finora è stata nazionale, ognuno ha fatto da sé. Abbiamo bisogno di fare un grande salto in avanti e l’Europa deve fare un grande patto con la Cina per intervenire in Africa, per creare sviluppo lì, senza questo il problema dell immigrazione sarà sempre più grande. Tornare indietro nel mondo che ho descritto non ha più ne senso. Oggi se non ci mettiamo assieme, ci schiacciano. Non ripetiamo gli errori che abbiamo fatto, ritroviamo il senso di essere europei”.

Lungo applauso finale da parte del pubblico anche all’appello-esortazione del Sindaco di Giovinazzo nei confronti di Romano Prodi: “Non nascondetevi, abbiamo menti brillanti, la politica non deve essere affidata a chi urla”.

Gallipoli – Ricerca di cloni di Leccino più resistenti a Xylella, dispostivi nanotech per far arrivare a destinazione le cure, l’utilizzo della sanse per uso alimentare, la tecnica degli innesti e molto altro. Coldiretti Lecce ha chiamato all’appello presso la propria sede di via Bari ricercatori e docenti universitari lo scorso 31 maggio, per presentare le sette idee progettuali (tre già avviate) di cui è partner, per la rigenerazione agraria del Salento e la lotta al fastidioso batterio. «Abbiamo sentito da subito la necessità di far diventare questo territorio un laboratorio a cielo aperto – ha detto il presidente Pantaleo Piccinno alla platea – abbiamo lavorato per creare una rete di ricercatori, non solo pugliesi, convinti che solo da una virtuosa collaborazione tra gli enti di ricerca potranno nascere le soluzioni per salvare il nostro patrimonio olivicolo e per disegnare scenari di rigenerazione ambientale e agricola».

L’assemblea Giovani Coldiretti

L’agronomo Giovanni D’Amato (Coopolio Salento) ha presentato il progetto Biocodiro, ovvero l’impiego di ioni e chelati da far assorbire in via radicale alla pianta per attenuare i sintomi del Codiro. Gianluca Bleve (di Tricase) e Giovanni Mita dell’Ispa Cnr Lecce hanno spiegato il progetto “Passata d’oliva”, uno studio che ha trasformato la sansa da prodotto di scarto a prodotto alimentare biologico di grande valore nutrizionale. Francesca Baldassarre (foto) dell’Università del Salento ha invece illustrato lo stato dell’arte del progetto Nanotool, che prevede la messa a punto di una nuova generazione di fitofarmaci a base di nanoparticelle di ossido di rame e ossido di zinco.

Riflettori poi sui gruppi operativi – una sinergia tra ricercatori e agricoltori – che stanno mettendo a punto i progetti nell’ambito del Partenariato europeo per l’innovazione.  Il professor Angelo Corallo (Università del Salento) ha illustrato il progetto “TyTo Alba” che studia modelli di parchi agricoli multifunzionali ad alta valenza paesaggistica ed il progetto “Simple” per l’elaborazione di un sistema di serre idroponiche automatizzato per la coltivazione a pergolato. Il professor Vito Nicola Savino, del centro di ricerca Basile Caramia, ha spiegato il progetto “Biosavex” che ha come obiettivo l’individuazione di germoplasma di ulivo resistente all’infezione ed anche il progetto “Sogesom”, dedicato allo sviluppo della tecnica agronomica degli innesti. «Gli occhi dell’Italia e dell’Europa sono puntati sulla Puglia – ha detto il professor Gucci dell’Università di Pisa – le soluzioni che saranno prospettate per questo territorio saranno importanti per tutto il mondo visto che xylella è un problema causato dalla globalizzazione, una fitopatia che arriva con la movimentazione delle piante ornamentali».

Gallipoli – Sia pure in due tornate ma con un prezioso lavorio di limature e affermazioni, la Regione Puglia ha finalmente trovato il modo per dire, con un documento ufficiale unitario, cosa vuole che si faccia per frenare il contagio degli ulivi ed anche per il futuro agricolo delle zone più colpite, come la provincia di Lecce, a partire dalla zona di Gallipoli e della fascia jonica, e ricreare un paesaggio ed una economia in ginocchio. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all’unanimità poche ore fa l’ordine del giorno sulla Xylella che impegna la Giunta regionale ad attivare in particolare una tavolo tecnico-scientifico permanente sulla Xylella, con la partecipazione di rappresentanti dell’Osservatorio fitosanitario, dell’Arif (agenzia regionale irrigazione e foreste), del Consiglio nazionale delle ricerche, delle Università di Bari Lecce e Foggia, degli Ordini professionali e delle associazioni di categoria.

Un Piano sostenibile per la rigenerazione agricola, paesaggistica e di sviluppo delle zone colpite Punto secondo: predisporre, d’intesa con il Ministero delle politiche agricole, un Piano di sviluppo agricolo, paesaggistico e di rigenerazione dei territori colpiti “coerente con i principi della sostenibilità economica, ambientale e sociale”. Il piano deve prevedere “misure compensative per i danni subiti dalle aziende olivicole, dai frantoi, dal sistema vivaistico e vitivivaistico sia direttamente, attraverso la perdita del potenziale produttivo, sia indirettamente, per la necessità di implementare le misure fitosanitarie obbligatorie per il controllo dei vettori”. Questo strumento particolare “deve dedicare particolare attenzione ai piccoli agricoltori che costituiscono buona parte delle aziende agricole del territorio pugliese”.

“Nessun controllo sulle importazioni di materiali vegetali nella Ue” Il documento finale votato da tutti i gruppi consiliari inoltre “impegna anche la Giunta regionale ed il suo presidente, Michele Emiliano, a chiedere al Governo nazionale e, per suo tramite, all’Unione europea le risorse finanziarie necessarie per la tutela del paesaggio e dell’ambiente e per garantire la sostenibilità delle azioni di contenimento e di eradicazione”. In maniera chiara ed esplicita, si richiama l’Ue alle proprie responsabilità per non aver attivato alcun tipo di controllo sulle importazioni di materiale vegetale, in particolare nello scalo di Rotterdam (Olanda) su cui molti indizi convergono relativamente alle importazioni di piante ornamentali dal Centro America: la stessa sottospecie di Xylella fastidiosa è stata individuata nelle piante da caffè del Costa Rica. Solo da poco e dopo lo scoppio del caso Xylella (con casi di piante importate ma malate rintracciati in Olanda e Spagna, tra gli altri), le autorità europee hanno attività un centro di controllo su questo tipo di importazioni.

“Le eradicazioni delle piante infette, con le norme in vigore, è praticamente impossibile” La Regione si è assunto il compito anche di attivarsi presso il Governo nazionale “per ottenere interventi normativi speciali che consentano di fronteggiare tempestivamente una situazione di emergenza nazionale grave come quella causata dalla Xylella f., agevolando l’applicazione immediata delle misure fitosanitarie e, in particolare, la rimozione delle piante infette”, cioè le eradicazioni, insieme a misure di sostegno per l’economia pugliese. In questo caso si invoca un decreto legge per consentire gli eradicamenti nella “zona di contenimento” della malattia. Problemi di varia natura normativa, hanno portato finora a magri risultati: su oltre 3.800 piante risultate infette, finora quelle divelte e portate via sono state mille circa. Problemi di natura catastale (in un caso limite su di una particella insistevano undici proprietari), di catasti non aggiornati, di notifiche assai laboriose (soprattutto nel caso di eredi) e di norme urbanistico-paesaggistiche hanno messo in ginocchio la gran parte dei tentativi di rimuovere gli ulivi malati e fonte di propagazione. Il decreto invocato dovrebbe consentire l’eradicazione degli alberi individuati

“Bloccare lo spostamento dei confini delle aree infette ancora più a nord” Il Governo nazionale, infine, su richiesta dell’intera Puglia, è chiamato ad opporsi “in ogni sede” alla modifica dei confini delle aree infette approvata il 23 maggio scorso dal Comitato fitosanitario europeo. Come si ricorderà, proprio a causa del’alto numero di ulivi sotto attacco nella “zona di contenimento” (passati da 700 ad oltre 3mila, censimento del marzo scorso) e dello scarso numero di focolai bloccati sul nascere (quelli estirpati, dopo un anno non presentavano più casi di Xylella), è scaturita l’indicazione di far diventare “di contenimento” l’attuale fascia cuscinetto larga 20 km e che va dallo Jonio all’Adriatico, e sposta i 20 km ancora più a nord, fin nel Barese.

Gallipoli – Muoversi nel Salento? Tutto come l’estate scorsa per i trasporti, problemi compresi. Chi pensava quest’anno di poter raggiungere di domenica in treno le località marine come Gallipoli ed Otranto magari da Lecce o da altri centri della provincia come Maglie, dovrà rassegnarsi: non c’è scampo al prendere l’auto.

Dalle Sud Est solo pullman, ma anticipati a giugno La decisione è stata presa in questi giorni a Bari in un incontro tra la Regione Puglia e i vertici dell’azienda Ferrovie dello Stato- Sud Est. Tutta colpa, hanno detto dalle Fse, dei “pensionamenti e dei trasferimenti” che hanno ridotto il personale.  Come lo scorso anno verranno in aiuto i pullman regionali, per fortuna non a stagione inoltrata, ad agosto, ma già a giugno. Notizia positiva che non basta a consolare  quanti avevano sperato nella soluzione del problema che non interessa soltanto i turisti, ma i numerosi residenti che nei giorni festivi avrebbero trovato più comodo spostarsi sui binari. Critico il consigliere regionale Sergio Blasi (foto) che in un comunicato  lamenta che “per il Salento solo pezze a colore”. “Tale è la proposta avanzata da Fse di aumentare le corse dei bus in sostituzione dei treni domenicali, in quanto oltre ad avere un fortissimo impatto ambientale (i gas di scarico non sono innocui) – sottolinea Blasi – garantisce un servizio poco più che mediocre all’utenza. Servono le rotaie, servono i treni, servono trasporti efficienti e sostenibili che segnino un punto di non ritorno per lo sviluppo economico, civile e sociale di questo territorio”.

Parte Salentoinbus con nove linee La mobilità è comunque assicurata dal servizio provinciale di Salentoinbus presentato ieri a Palazzo Adorno nel corso di una conferenza stampa. Dall’1 giugno fino al 30 settembre con nove linee principali sarà possibile da Lecce raggiungere tutte le località costiere dello Ionio e dell’Adriatico. Le nove linee principali saranno integrate con altre 18 secondarie che praticamente copriranno tutto il territorio salentino. Dal City terminal di Lecce sarà possibile raggiungere anche  gli aeroporti di Brindisi e Bari e la stazione di ferroviaria di Lecce. Da Torre Lapillo, con l’aiuto di altri vettori, si raggiungerà San Pancrazio Salentino, Taranto e la Valle d’Itria. Il turismo religioso in aumento, in occasione del processo di canonizzazione di don Tonino Bello, ha suggerito anche la tappa al cimitero di  Alessano dove è sepolto don Tonino e dove ad aprile si è fermato a pregare Papa Francesco. Sul sito della Provincia di Lecce sono disponibili tutte le informazioni necessarie; sarà attivo, poi, un call center multilingue dalle 7 alle 22.30; i biglietti si possono acquistare on line con l’app Mycicero.

Gabellone: “E’ l’unico sistema di trasporto efficace ed efficiente” «Sono orgoglioso e soddisfatto di questo servizio di mobilità, che rappresenta l’unico sistema di trasporto realmente efficiente ed efficace esistente e che funziona nel nostro territorio, supplendo in molti casi a quello che altri dovrebbero fare. Da 90mila utenti iniziali abbiamo decuplicato i viaggiatori in questi ultimi anni» ha detto il presidente della Provincia Antonio Gabellone (foto). Soddisfazione  anche dal consigliere provinciale con delega ai Trasporti, Renato Stabile: «SalentoinBus è un servizio importante per il nostro territorio e anche oltre i confini della nostra provincia. Anche quest’anno, con pochissime risorse, lo abbiamo portato a quattro mesi, confermando tutte le linee e incentivandone alcune in particolare…Infine, non ci saranno aumenti del costo dei biglietti. Abbiamo un servizio eccellente».

Melpignano – Sprint al ritmo della taranta per la 51^ edizione del Rally del Salento in programma venerdì 1 e sabato 2 giugno. Sabato sera, infatti, dopo la cerimonia d’arrivo nel piazzale dell’ex convento degli Agostiniani, Melpignano ospiterà il Concerto dell’orchestra popolare della Notte della Taranta a suggellare la collaborazione tra i due importanti eventi. Ma il paese della Grecìa salentina sarà pure teatro della nuova prova spettacolo d’apertura denominata “La Taranta”, in programma nella serata di venerdì 1 giugno, sempre nei pressi dell’ex convento. La manifestazione, organizzata dall’Automobile Club di Lecce con il supporto di Acisport, Automobile Club d’Italia e Scuderia piloti salentini, è valida quale seconda prova del Campionato italiano Wrc, nonché con lo stesso tracciato, come appuntamento d’apertura della Coppa Italia quarta zona  e come terzo atto del Campionato regionale a coefficiente 1,5.

Rally moderno, storico e raduno Tre le manifestazioni concomitanti: oltre alla gara tradizionale riservata alle auto moderne ci sarà anche il primo rally storico del Salento, con auto che hanno fatto la storia di rally nazionali e internazionali, e la seconda edizione del raduno storico del Salento, manifestazione non competitiva, per vetture di particolare interesse storico e collezionistico. I concorrenti iscritti al rally storico condivideranno con il rally “maggiore” le prime sette prove speciali (non effettueranno l’ultima tornata di prove del sabato). Mentre i partecipanti al raduno affronteranno un percorso che prevede un itinerario diverso con transiti e soste nei comuni di Sternatia e Soleto con all’arrivo, l’abbinamento delle vetture, alle modelle vestite in abiti d’epoca dello stilista Pino Cordella per l’attribuzione del Premio Eleganza.

Gli eventi in programma Melpignano sarà completamente coinvolta dall’evento ospitando il quartier generale, le verifiche sportive e tecniche  presso l’ex convento degli Agostiniani, la pedana di partenza in piazza San Giorgio, la cerimonia d’arrivo nel piazzale antistante l’ex convento (luogo deputato ad ospitare anche il Villaggio rally), i riordinamenti a Palazzo Castriota e il Parco assistenza presso la Zona industriale. Dopo la prova spettacolo d’apertura, la sezione  cronometrata del percorso sarà poi completata nella giornata di sabato con la triplice ripetizione delle prove, già affrontate lo scorso anno, di Martignano, Santa Cesarea e Specchia. Nuovo tracciato anche per il test collettivo pre-gara, lo ”shakedown”, che si svolgerà  tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio di venerdì 1 giugno lungo le arterie rurali di Contrada Padulaci a Soleto.

Casarano la fa da padrone Grandi i numeri della manifestazione Sono ben 115 le vetture ai nastri di partenza, di cui 83 nel rally moderno, 7 in quello storico e 25 nel raduno. Casarano è il comune con il maggior numero di partecipanti: sono ben 17, tra Fernando Primiceri, Mauro Santantonio, Massimo De Rosa, Giuseppe Albano, Fernando Sorano, Geremia Parrotto, Guglielmo De Nuzzo, Emanuele Martina, Danilo Memmi, Rodolfo Lucrezio, Luigi Mastrogiovanni, Michele Serafini, Emanuele Guida, Matteo Carra, Antonio Faiulo, Gabriele Sorrone, Daniele Ferilli). Seguono Lecce con 11, Ruffano con 5 (il favorito Francesco Rizzello, Pasquale Fiorito, Antonio Passaseo, Luca Falcone, Donato Parrotto), Tricase 4 (Antonio Forte, Fernando Monteduro, Gianluca Stefanelli, Antonio Russo), Corsano (Gianluca Lecci, Mauro Longo e Davide Romano), Maglie (Giorgia Ascalone, Vincenzo Forte, Giovanni De Giuseppe) e Scorrano (Santo Siciliano, Francesco Giangreco, Rocco Armando Leone) 3, Lizzanello, Spongano (Luca Leone, Salvatore Casarano) e Salve 2 (i fratelli Luca e Nicola Negro). Tra i paesi con un solo rappresentante troviamo Acquarica del Capo (Maurizio Iacobelli), Alessano (Davide Rizzo), Ugento (Gabriele Ciullo), Morciano di Leuca (Gianmarco Manco), Specchia (Riccardo Indino) e Parabita (Paolo Garzia), Sanarica (Lorenzo Filoni).

 

Corigliano d’Otranto – Dal 1 al 3 giugno al Castello Volante di Corigliano d’Otranto si svolgerà il Festival dell’Inutile, organizzato dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Dina Manti (foto accanto), in collaborazione con CoreACore e con il sostegno della Regione Puglia. Ispirato dal volume “L’utilità dell’inutile” del filosofo Nuccio Ordine (Università della Calabria, studioso di Giordano Bruno), torna per la terza volta (dopo la prima edizione nel 2014 e la seconda lo scorso anno) con tre serate di incontri incentrati su quei saperi che vengono considerati “inutili”, filosofia, arte, letteratura, perché non producono profitti materiali. Sono i saperi, però, che nutrono lo spirito, senza i quali quest’ultimo sarebbe destinato a inaridirsi,  e che danno valore a termini ormai desueti come “gratuità”. Il Festival ospiterà un gruppo di giornalisti e blogger che seguiranno le serate e avranno la possibilità di conoscere le bellezze del Salento.

Prima giornata, venerdì 1 giugno Dalle 20.30 è subito Festival. Dopo il saluto di  Dina Manti (sindaca di Corigliano d’Otranto) e Loredana Capone (assessora all’Industria culturale e turistica della Regione Puglia), sarà la volta dell’ “Elogio dell’inutile”, introduzione al Festival con Alessandra Beccarisi (presidente del Corso di laurea in Filosofia dell’UniSalento), Giuseppe Semeraro (attore, regista, poeta), lo scrittore Antonio Moresco e Maurizio Michelangelo Netto di Repubblica Nomade. Subito dopo Corrado Del Bò (docente di Filosofia del Diritto dell’Università di Milano) presenterà “La partita perfetta. Filosofia del calcio”, dialogando con il giornalista sportivo Raffaele Pappadà. In chiusura “Meno mondo possibile”, concerto di presentazione del nuovo progetto discografico del trombettista e compositore Giorgio Distante affiancato da Valerio Daniele (chitarre) e Dario Congedo (batteria).
Seconda serata, la Costituzione ai diciottenni  Alle 20.30 alla presenza della giornalista Amalia De Simone (videoreporter d’inchiesta del Corriere.it e collaboratrice di Rai e Reuters), e dell’ex magistrato e senatore Alberto Maritati, sarà consegnata la Costituzione ai millennials.  Contemporaneamente, per i più piccoli, l’associazione Fermenti Lattici proporrà l’allestimento delle tavole realizzate dall’illustratore romano Simone Tonucci per “Giovanna e i suoi re” di Lia Levi;  a seguire il blogger e scrittore Massimo Mantellini parlerà, con Marco Montanaro, del suo recente volume “Bassa Risoluzione”. Concluderà la serata la presentazione/concerto “Bob Dylan: un “inutile” Nobel” con il direttore di BlogFoolk Salvatore Esposito, la critica musicale Laura Rizzo e i brani del cantautore statunitense riletti dalla chitarra di Marcello Zappatore e dalla voce di Giuseppe Santagada.

Terza serata: la nostra lingua è inutile? Il Festival si concluderà domenica 3 giugno con inizio alle 20.30  con la presentazione del romanzo “Castigo di Dio” dello scrittore barese Marcello Introna intervistato dall’insegnante Marcella Rizzo. Alle 21.30 “L’italiano è una lingua inutile?” incontro con Rosario Coluccia, ordinario di Linguistica italiana e Accademico della Crusca. Finale con la satira di Adelmo Monachese, tra i fondatori del collettivo Lercio.it.
Durante il Festival, nelle sale del Castello, sarà allestito anche un Mercatino dell’inutile con artigianato artistico, libri, dischi, creazioni di riciclo creativo.

 

Giurdignano – Due donne, il 10 giugno, si contenderanno il ruolo di primo cittadino di Giurdignano. Mira al secondo mandato l’avvocato Monica Gravante (foto sopra),  un figlio di 19 anni, che nel 2013 raccolse il 61,03 di consensi. Si presenta con una lista civica “Sempre insieme verso il futuro”, aggiungendo il “sempre” al titolo già usato cinque anni fa.  All’inizio  del programma viene sottolineato il valore di stare insieme per “condividere, collaborare, costruire, crescere, per essere forti e vincenti”. Due parti distinte: nella prima si mettono in evidenza i risultati ottenuti dal lavoro nella precedente legislatura, nella seconda  quello che nella continuità si intende realizzare.  Vengono messi in evidenza i risultati ottenuti tra cui: la riduzione delle tasse comunali; produzione di energia da fonti rinnovabili su edifici comunali; ecocentro; centro diurno per anziani; riqualificazione scuola elementare e dell’infanzia; realizzazione di aree ricreative e di ristoro; bonifica discariche abusive; acquisto attrezzature uffici comunali; fruibilità del Palazzo baronale dove si sono tenute numerose iniziative culturali. Nella seconda parte  c’è il programma, in caso di vittoria, per i prossimi cinque anni: miglioramento raccolta differenziata; impianto di compostaggio; campo polivalente di tennis e pallavolo; riqualificazione del mercato coperto,  Villa Madonna del Rosario, campo sportivo e accessi al paese; recupero degli affreschi delle cripte di San Salvatore e San Paolo; acquisizione dell’Abbazia di Centoporte; sistema di videosorveglianza; realizzazione di progetti riguardanti opere pubbliche per cui si è chiesto il finanaziamento.

Al sindaco uscente  si oppone Giovanna Accoto (foto sotto), 43 anni, mamma di un ragazzo di 12,  consigliere all’opposizione nella passata legislatura, a capo della lista  “Impegno e condivisione”. Il programma è incentrato sui punti seguenti: attenzione alla scuola non solo all’efficienza degli immobili ma anche al lavoro che viene svolto, con la partecipazione economica ai progetti destinati a migliorare la qualità dell’offerta formativa. In quest’ottica anche l’ascolto del Consiglio comunale dei ragazzi  da aiutare anche con somme di denaro. Per le politiche sociali  si parla della creazione di uno sportello per le nuove povertà con servizi di informazione e consulenza, di aiuto alla ricerca lavorativa, coordinamento delle associazioni e di  progetti di sostegno scolastico. Appartiene alla prevenzione  il progetto “missione cuore”  (un defibrillatore presso scuole, piazza Municipio, campo sportivo,  sede Protezione civile, Villa comunale). Le politiche del turismo puntano l’attenzione sulla creazione di una rete tra gli imprenditori, sul  raccordo con la vicina Otranto,  sulla valorizzazione del patrimonio culturale, sul programma show cooking in collaborazione con l’Alberghiero,  sul progetto Giurdignano da scoprire in bicicletta. Per le opere pubbliche si prevedono tra l’altro: un impianto sollevamento via San Rocco; spazi pubblici per la pratica sportiva;  un nuovo campo sportivo.  Attenzione  anche all’agricoltura, in modo particolare alla fenomeno  della xylella per la quale si parla dell’istituzione di un tavolo permanente con rappresentanti produttori olivicoli e oleicoli.

Gallipoli – Nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro la classe III C del liceo scientifico “Quinto Ennio” di Gallipoli ha ideato e messo alla prova un espositore-distributore di poesie, chiamato “Poetry on the Road”. I ragazzi, con una simulazione di impresa, chiamata “Dafne impresa JA”, hanno così trovato il modo di far arrivare cultura e poesie a chiunque in modo semplice ed anche vantaggioso. L’espositore in legno, dipinto di bianco e azzurro, con una base di ferro ha, sulla parte frontale, una finestra in cui viene esposta la poesia che potrà essere stampata su una cartolina, con sfondo raffigurante scorci del Salento o disegni. Il costo è di 1 euro. Questo prodotto tende a risolvere alcuni problemi sorti con la “libera” diffusione della poesia. Ne è un esempio il Mep (Movimento per l’emancipazione della poesia) che affigge, su muri o luoghi pubblici, poesie e componimenti in modo però del tutto abusivo e illegale.

Sull’espositore sarà presente un numero verde chiamando il quale un poeta potrà affittare per un determinato periodo di tempo lo spazio espositivo per pubblicare un proprio componimento. “Diversi comuni salentini hanno già accolto con entusiasmo il progetto – assicurano gli animatori dell’originale progetto, che ha come referente la professoressa Bardi – auspicando una futura collocazione degli espositori sul loro terriotorio”. Adesso si aspetta con ansia la valutazione del prodotto durante la presentazione regionale che si terrà a Bari domani, 29 maggio. “E che non si dica che i giovani non sono più attratti dal mondo delle Muse ispiratrici e di Apollo con la sua cetra!”, concludono gli studenti.

(nella foto gli studenti della classe III C del liceo “Q. Ennio” durante l’incontro con la Commissione Cultura-Turismo del Comune di Nardò per esporre il progetto di “Poetry on The Road”)

 

Anna Barbieri

Gallipoli – “Sono convinta che ciò potrà essere una buona opportunità per i nostri artigiani, che saranno stimolati a reinventarsi una ragione nuova per fare artigianato e recuperare la passione alle manualità preziose che hanno reso grande il nostro Paese e che purtroppo rischiano di andare perdute”: lo commenta così il protocollo d’intesa tra Confederazione nazionale artigianato (Cna) della provincia di Lecce e l’Apulia film commission della Regione Puglia, Anna Barbieri (foto), presidente dell’Unione benessere e sanità della Cna provinciale e firmataria dell’accordo insieme a Maurizio Sciarra, presidente di Apulia film commission, Maurilio Antonio Natale, presidente della Cna leccese. L’accordo è stato raggiunto con la collaborazione della consigliera  Chiara Coppola (di Racale).

“Il protocollo d’intesa sottoscritto – si legge nel documento finale – si fonda sul comune convincimento che fra le due realtà possano essere raggiunte intese e politiche comuni a favore delle professioni e delle imprese dell’artigianato e del settore audiovisivo”. L’Afc, del resto, è nata proprio per incentivare produzioni cinematografiche in Puglia, contribuendo alle stesse e producendo occasioni di lavoro e di promozione del territorio. L’agenzia, da questo punto di vista, è ormai una realtà di rilievo nazionale ed oltre ed è al centro di film e produzioni varie di buona qualità.

L’obiettivo economico del patto è quello di “creare un circuito virtuoso di sviluppo professionale e territoriale grazie all’offerta locale di servizi competitivi, maestranze, ottimizzazione dei costi, ritorno di immagine certo”. Da qui l’esigenza comune di “rafforzare i legami con i territori, veicolare le esperienze reciproche, divulgare le azioni che valorizzano l’importanza sociale ed economica del settore audiovisivo, studiare l’andamento del mercato”. Il protocollo ha validità tre anni.

 

Santa Cesarea Terme – Due candidati sindaci e due liste civiche che guardano al 10 giugno da posizioni diverse. La lista “Insieme con responsabilità”, guidata dal candidato sindaco Pasquale Bleve, medico 45enne che tenta il secondo mandato, punta su continuità e riconferma della squadra uscente; “Costruiamo insieme il futuro”, con la candidata sindaco Maria Corvaglia, alla prima esperienza politica, è sul versante rinnovamento ed entusiamo giovanile.
“Insieme con responsabilità” L’obiettivo della prima lista è già all’inizio del programma elettorale : la “realizzazione/ultimazione delle opere già avviate”. Continuità che è anche nella composizione della lista con tutti gli assessori e i consiglieri uscenti. Nei progetti da realizzare si dà importanza alle opere pubbliche, sia a S. Cesarea che nelle frazioni Vitigliano e Cerfignano. A S. Cesarea: tangenziale est, consolidamento del costone roccioso, fruibilità della spiaggetta di Porto Miggiano, adeguamento dello scalo d’alaggio secondo le esigenze dell’utenza e in termini di sicurezza, rifacimento del manto stradale sulle vie principali, arredo urbano, mercatino stagionale. A Vitigliano: realizzazione di una rotatoria all’ingresso ovest, riqualificazione di piazza IV Novembre, illuminazione a tecnologia led, ecocentro. A Cerfignano: piccola circumvallazione per collegare parte nord e sud del paese, palestra coperta, illuminazione a tecnologia Led. Per lo sviluppo economico sociale si punta sull’agricoltura bio, sulla valorizzazione della filiera corta; per quanto riguarda il turismo nell’ottica di destagionalizzarlo, si parla del potenziamento di quello dipotirtistico, enograstronomico, convegnistico. S. Cesarea è centro termale: il programma sottolinea il termalismo di qualità attraverso anche il connubio tra cura /benessere e alimentazione appropriata,(sinergia con l’Istituto alberghiero), l’obiettivo “dopo cura” (gite ed escursioni trekking e visite guidate). Per quanto riguarda il futuro della società Terme spa il programma di Bleve propone l’acquisizione da parte dell’Amministrazione dell’intero pacchetto azionario esercitando il diritto di prelazione. Per l’Ambiente attenzione alle aree boschive da rivitalizzare (finanziamento con L’Ente Parco per il recupero e il riutilizzo delle acque di fognatura nera da utilizzare ai fini antincendio).
“Costruiamo insieme il futuro” Maria Corvaglia, avvocato 43 anni, guida la lista civica “Costruiamo insieme il futuro”. L’attenzione viene puntata subito sulla “rigenerazione comunitaria del capoluogo” . sulla “ricomposizione di una comunità oramai quasi perduta”. I livelli di sopravvivenza sono “preoccupanti per lo spopolamento della popolazione residente”: attualmente circa 320 unità ma solo 130 effettivamente abitanti del luogo, da qui “la necessità di invertire la rotta e promuovere iniziative per agevolare la permanenza di nuovi nuclei familiari”. La rigenerazione urbana prevede il recupero e la riqualificaione del patrimonio edilizio preesistente, il decoro della sede comunale, nuova viabilità a monte dell’abitato per utilizzare via Roma come una“Rambla barcellonese”, animata da artisti di strada, caffè e bancarelle. S. Cesarea è un borgo di mare e quindi particolare attenzione va data alle discese a mare (vanno riaperte tutte), alla salvaguardia delle falesie, va riaperta la spiaggetta di Porto Miggiano, va realizzata una spiaggia libera assistita per persone con grave disabilità. Messa in sicurezza dell’attuale scalo di alaggio, ed ampliamento ed elevazione a rango di porticciolo turistico con offerta di servizi alla nautica da diporto, daiving, ecc. Nuova forestazione in particolare per il tratto di strada tra Palazzo Tamborino e il pianoro, e misure di monitoraggio antincendio. La rigenerazione urbana riguarda anche le due frazioni; quindi basoli nuovi su piazze e strade. Per quanto riguarda il turismo è necessario “sensibilizzare gli operatori del settore, stimolare nuove iniziative, sburocratizzare l’appesantimento delle procedure amministrative per l’apertura di nuove realtà ricettive, commerciali, di svago”.

Spongano – Tre liste civiche, tre candidati sindaco, tre programmi in questi giorni al vaglio dei cittadini in vista del 10 giugno. Esaurito il primo mandato, non si ricandida il Sindaco uscente Antonio Candido, che cinque anni fa con “Impegno e coerenza” la spuntò per appena 26 voti su Salvatore Donno che invece ci riprova.

UniAmo Spongano” è la lista con a capo il candidato Salvatore Donno, 59 anni, tecnico radiologo, alla sua terza esperienza in Consiglio. L’obiettivo è già nell’introduzione del programma: cambiamento nella continuità con la  volontà di risolvere i problemi attraverso il coinvolgimento della cittadinanza;  per questo si dà molta importanza all’ascolto dei cittadini, alla massima trasparenza, all’uso del sito anche in maniera interattiva,  al bilancio partecipato. Nel documento presentato con la lista si parla anche di un giornale come “effettivo strumento di informazione e partecipazione” e non di propaganda , di  svolgimento periodico di assemblee pubbliche,  di macchina amministrativa efficiente, trasparente, semplice, accessibile, rapida, economica, interattiva. Attenzione all’ambiente, che vuol dire risparmio energetico e Piano energetico comunale, al paesaggio con l’attivazione di itinerari naturalistici e qualificazione dell’area Le More, ai beni culturali come fonte di ricchezza. Cura del centro storico come fulcro vitale, quindi  pulizia delle strade, cura del verde, arredo urbano, recupero e successiva locazione a canone sociale del patrimonio edilizio abbandonato. Per lo sviluppo economico si parla di rilancio della  zona industriale e di Sportello unico attività produttive. Attenzione anche all’associazionismo con un tavolo di coordinamento e una Consulta giovanile.

“Uniti per La Svolta” è lo slogan della squadra capeggiata da Alfredo Marti, (classe 1964) impiegato, ex presidente della Pro loco. In apertura del programma la definizione di politica “impegnarsi per fare del tuo Paese un posto bello e dignitoso”. Segue l’individuazione delle priorità: benessere sociale, cura del territorio, innovazione, sicurezza, solidarietà sociale che si realizzano attraverso azioni concrete che riguardano la famiglia per la quale si parla dell’istituzione di uno Sportello, di una  scuola per genitori, di interventi contro il bullismo e di prevenzione della violenza contro le donne; attenzione poi ai giovani, anziani, al fenomeno dell’immigrazione, della disabilità.  Qualità urbana: Spongano deve essere un paese accogliente e gradevole, quindi cura anche delle piccole opere, un paese ben pulito, illuminato, con strade ben tenute,  percorsi ciclabili. Per le opere pubbliche si parla di completamento e riqualificazione di Parco Uro, Palazzetto dello Sport, ecocentro, Parco Rini, centro storico, zona Le More. Per il lavoro  si punta sulla creazione di un gruppo interdiscipinare dedicato all’individuazione dei bandi per finanziamenti comunitari ed europei. Infine la sicurezza pubblica  con videosorveglianza e l’aiuto dei “nonni civici”

“Progetto Spongano” schiera come candidato sindaco Luigi (detto Gigi) Rizzello 53 anni, impiegato presso la Provincia di Lecce. Il programma si sviluppa lungo due linee: partecipazione alla vita amministrativa e vivibilità del paese . La partecipazione passa attraverso le commissioni, la creazione di un comitato di cittadini con un rappresentante per ogni rione, la diretta streaming dei Consigli comunali, l’informatizzazione totale del comune (creazione numero whatsapp e canali social). Seguono poi i vari ambiti in cui la partecipazione trova realizzazione: le politiche sociali, la famiglia, la scuola, l’associazionismo e le politiche giovanili, l’economia del territorio. La seconda linea direttrice, la vivibilità, si basa sul principio di un paese a misura d’uomo che significa attenzione al verde e al decoro urbano, alla sicurezza anche dei bambini che vanno a scuola (progetto “piedibus”), creazione di piste ciclabilili. Urbanistica (piano di zona dei colori e albergo diffuso nel centro storico), patrimonio pubblico (creazione nella zona Uro di un giardino dei frutti minori e luogo attrezzato per bambini) , ambiente e territorio (realizzazione di orti comunali, rivalutazione area Le More, incremento raccolta differenziata), sport e cultura (rivalutazione degli impianti sportivi, progetto “adotta un libro”) e turismo sono i temi che vengono affrontati con una serie di proposte che i cittadini in questi giorni possono leggere  sui depliant elettorali  e ascoltare nei vari incontri.

 

Nardò – Nardò al primo posto con Peschici (Gargano) e Martina Franca col massimo del punteggio; seguono distanziati ma sempre nella parte alta della graduatoria, Otranto, Gallipoli, e Ugento Torre Mozza: la Regione ha pubblicato i risultati del bando per progetti che rendessero più interessanti e produttivi gli info point destinati ai turisti. Quarantuno i Comuni finanziati (con somme che vanno dai 20 mila euro ai 10mila): ci sono anche scorrendo l’elenco, Specchia, Lecce, Poggiardo, Melpignano.

Cosa cambia per l’informazione turistica lo spiega il Comune di Nardò, con una nota che illustra il progetto locale. “Innanzitutto, è previsto un piano editoriale che contempla la gestione del sito web (e dell’app) visitnardo.it – vi si legge – in grado di far entrare nel mercato il territorio neretino e di presentarlo nel modo più completo ed esaustivo, nonché di offrire al turista la possibilità di reperire facilmente informazioni chiare e appropriate e di usufruire dei servizi. Oltre ad un generale rafforzamento sui social network del brand “Nardò” attraverso l’attività dedicata su Facebook, Twitter e Instagram. Ci sarà poi un’offerta migliore per quanto riguarda guide e mappe cartacee da proporre gratuitamente a turisti e visitatori, fino ad implementare un processo di rilevazione e raccolta dei flussi turistici e prolungare gli orari di apertura. L’attività di animazione “on-site” nel corso dell’estate contribuirà al miglioramento del giudizio complessivo sulla destinazione, contribuendo a definire e migliorare la reputation (off e online)”. In particolare le attività di animazione saranno ambientate o avranno inizio dall’area di piazza Salandra, nella zona antistante i locali del Sedile, sede dello Iat. Altro punto di forza segnalato sono le visite guidate gratuite nel centro storico, da realizzarsi a piedi o

n bicicletta. Il Comune fornirà le bici senza costi di nolo, oltre a due apecalessino per minitour. “Abbiamo battuto tutti – esulta il Sindaco Giuseppe Mellone – con una proposta di qualità e fortemente migliorativa dei servizi di informazione ed accoglienza. zie al mio staff ed all’impegno dell’assessore Giulia Puglia (foto)”.

Sul versante di Gallipoli, il progetto prevede la realizzazione di interventi e  il potenziamento del servizio d’informazione e accoglienza turistica che fino al 9 settembre vedrà orari di apertura più lunghi. “Il servizio di accoglienza on desk sarà garantito, soprattutto negli  orari di punta, da almeno due unità operative che lavoreranno in  contemporanea – informa il Comune – ed è prevista anche una turnazione al fine di salvaguardare  gli standard qualitativi elevati e una copertura sui canali social quali  Facebook e Instagram. Allo stesso modo, prevista anche la realizzazione  di materiale informativo cartaceo da distribuire gratuitamente ai  fruitori dei servizi info point: mappe, mini guide, locandine e flyer  che promuoveranno la città e le sue bellezze. Varie le attività che si svolgeranno nell’arco di tempo individuato: laboratori creativi, letture di gruppo, attività multimediali alla  scoperta del territorio nelle giornate di martedì, giovedì e sabato  presso la Biblioteca comunale per un totale di 50 appuntamenti di due ore  ciascuno”. Nel pacchetto anche 32 percorsi guidati alla scoperta della città con speciale  riferimento agli aspetti storici, artistici, paesaggistici e  folcloristici e “Food in the street”, azioni integrate di co-marketing  con gli esercizi commerciali di prodotti a km0 con produttori locali con  i quali si organizzeranno degustazioni in via Sant’Angelo. “Sono orgoglioso di questo risultato che garantisce un surplus di  qualità al servizio di accoglienza della nostra città”, dichiara  l’assessore al Turismo Emanuele Piccinno (foto), con particolare riferimento delle attività nel centro storico, a degustazioni, percorsi e laboratori.

 

 

 

 

Gallipoli – Un patto col territorio, che è finora mancato, ed una convivenza forzata ma il più possibile innocua da attuarsi in dieci mosse: i consiglieri regionali del M5S Antonella Laricchia e Cristian Casili (di Nardò, al centro) ed i loro parlamentari Patty L’Abbate, Ruggiero Quarto, Giovanni Vianello e Gianpaolo Cassese hanno presentato oggi la loro “ricetta” per cercare di venire a capo di un flagello che è sembrato, almeno finora, incontenibile, individuato per la prima volta nel bacino del Gallipolino e poi propagatosi fino alle province di Brindisi e Taranto. “Con queste linee guida – hanno affermato – il Movimento parte dall’emergenza per far evolvere l’agricoltura pugliese in un’agricoltura sostenibile e di qualità. Per quello proponiamo un vero e proprio “patto con il territorio”: è indispensabile che Governo nazionale, Regione, Comuni, consorzi, ricercatori, agricoltori e cittadini, formino una efficiente “rete operativa” per gestire e contenere in modo condiviso l’avanzare della Xylella. Riteniamo che la Regione Puglia, con i suoi ritardi e inefficienze nelle politiche agricole inerenti la questione, abbia gravi responsabilità; né discutibili piani e decreti legislativi calati dall’alto possono porre un serio freno alla propagazione del batterio”.

Il primo dei dieci punti riguarda le buone pratiche agricole; il secondo interessa il diserbo meccanico “eseguendolo ovunque possibile nel periodo giovanile di sviluppo del vettore philaenus spumarius meglio noto come “sputacchina”;
poi è previsto il diserbo con tecniche innovative nelle aree pubbliche e in quelle marginali difficilmente raggiungibili “attraverso il ricorso a prodotti non residuali oppure ricorrendo alla già collaudata tecnica del pirodiserbo o alla innovativa tecnica del vapore d’acqua ad alta temperatura la cui fattibilità è già oggetto di studio e approfondimento. I Cinque stelle non escludono poi il ricorso a trattamenti con prodotti fitosanitari sostenibili nelle fasce di contenimento nei periodi di diffusione degli adulti di Philaenus spumarius. “Tali prodotti – specificano – devono manifestare efficacia verso il vettore e al contempo contemperare le esigenze delle aziende in Biologico, limitando i trattamenti obbligatori a due secondo tempi e modalità previsti dalle norme vigenti e usando principi attivi compatibili con l’ambiente e la salute”. Da introdurre in questo campo un abbattimento dei costi per l’acquisto di questi presidi fitosanitari attraverso aiuti economici”.

Neppure le eradicazioni sono esclusa ma con “Interventi chirurgici” interessanti le piante malate “dato che gli alberi colpiti da Xylella sono ulteriori fonti di inoculo”. A tale scopo vanno trovate le risorse necessarie per rendere più efficienti i monitoraggi, “dando costante e trasparente informazione agli agricoltori e ai cittadini”. Capitolo reimpianto (sesto punto) nella zona infetta con cultivar ritenute idonee che manifestano tolleranza/resistenza al batterio, “incentivando lo studio e la ricerca sul germoplasma autoctono e l’individuazione di semenzali locali che manifestino resistenza/tolleranza al disseccamento”. Va poi aperto il capitolo della rigenerazione del paesaggio dell’olivo e ricostruzione paesaggistica delle aree maggiormente colpite “che tenga conto dei caratteri identitari del paesaggio pugliese e delle esigenze di carattere sociale ed economici”. Da introdurre poi monitoraggi estesi e ripetuti della Regione, eseguiti con modalità idonee anche per studi geostatistici”. Per concludere gli esponenti del M5S chiedono , controlli tempestivi ed efficaci sull’adempimento delle azioni di controllo del vettore, con sanzioni ed
esecuzione in danno e una ricerca scientifica multidisciplinare “mirata alla comprensione della diffusione e gestione di Xylella fastidiosa”.

Gallipoli – Mercoledì 23 maggio alle ore 12 si riunirà il Consiglio regionale per un’altra seduta avente per tema “Xylella e il disseccamnto nel territorio pugliese”. relazionerà ai consiglieri l’assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia; tirerà le somme il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (foto). Nella stessa giornata ad un paio di migliaia di km da Bari, i Servizi fitosanitari degli Stati dell’Unione si ritrovano per esaminare gli ultimi dati e stabilire se spostare o meno la fascia cuscinetto ancora più a nord, praticamente alle porte di Bari. Terzo appuntamento: il 25 a Bari è indetta una manifestazione delle associazioni ambientaliste e movimenti per chiedere il ritiro del “decreto Martina”, l’atto con cui si recepiscono le indicazioni operative della Commissione Ue in fatto di contenimento della diffusione del micidiale batterio con il blocco – tramite insetticidi – del principale insetto vettore, la “sputacchina”.

Intanto anche il Comune di Gallipoli ha preso posizione. con un’ordinanza il Sindaco Stefano Minerva ha vietato interventi con insetticidi sul territorio gallipolino. Ma come detto, il fronte dei Sindaci non è compatto, anzi solo una minoranza ha messo mano ad ordinanze sindacali o ricorsi giudiziari (con Zollino che rivendica la primogenitura, il 3 maggio, strappandola a Nardò). A tal proposito il consigliere regionale Cristian Casili (M5S) ha provocatoriamente rivolto loro una domanda: “Sanno quanti trattamenti si utilizzano per le produzioni orticole, per i vigneti e quant’altro? Perchè non fanno una campagna di informazione per i contadini che entrano nelle farmacie agricole e comprano il glifosato inquinando le campagne?”. Dalla lista delle sostanze chimiche che il Servizio fitosanitario pugliese sta per emanare, proprio in virtù del decreto ministeriale, dovrebbe sparire l’Imidacoprid messo fuori legge dall’Ue proprio in queste settimane.

La giunta nazionale della Cia, infine, dopo un sopralluogo nel Brindisino e a Presicce, ha ribadito i suoi punti fermi. Che sono abbattimenti degli alberi infetti (motivo per cui i ritardi accumulati hanno messo l’Italia sotto accusa a Bruxelles) senza più indugi; concreti aiuti per il mondo olivicolo così duramente colpito ed al settore del vivaismo; usare nei quattro trattamenti previsti da qui a dicembre solo di sostanze che vanno bene anche per aziende condotte con protocolli bio (la differenza di costi dovrebbe essere, secondo la Confederazione italiana agricoltori, a carico delle Istituzioni). Messa all’angolo da più parti, la Regione mete a punto la linea difensiva chiamando  in causa i ricorsi giudiziari che hanno rallentato ogni tipo di attività; le resistenze degli agricoltori; i vincoli di natura urbanistica e paesaggistica. “Per questo è necessario – ha dichiarato l’assessore Leonardo Di Gioia – un decreto legge che semplifichi gli interventi da parte dei nostri uffici”.

 

Tricase – Ritorna anche quest’anno, dal 20 al 26 maggio su tutto il territorio regionale, la Settimana della biodiversità pugliese promossa dalla Regione Puglia, con una serie di incontri con mostre, seminari, presentazioni di libri, visite guidate nei campi dove sono conservate le piante autoctone, degustazioni. L’iniziativa rientra nel progetto regionale “Conoscere l’agrobiodiversità pugliese” finanziata dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Tra gli altri Enti è presente anche il Parco naturale regionale Costa OtrantoSanta Maria di Leuca– bosco di Tricase con una serie di appuntamenti.
Si inizia alle 9 di domenica 20 con una visita guidata al Belvedere dei frutti minori a Marittima di Diso con il biologo del parco, dott. Francesco Minonne (foto). Il Belvedere dei frutti minori è uno spazio agricolo dedicato al recupero degli alberi tipici della tradizione salentina fuori dal mercato tradizionale: pero Monaco, fico Paolo, azzeruolo, gelso, carrubo, sorbo, melograno. Si tratta di 45 alberi da frutto che un tempo erano molto diffusi, poi quasi scomparsi e ora recuperati nel Balvedere, che è stato inaugurato a marzo scorso, grazie al progetto integrato Re.Ge.Fru.P, (recupero del germoplasma frutticolo pugliese) promosso dalla Regione Puglia con lo scopo di recuperare le specie frutticole autoctone. Dopo la visita al Belvedere si passerà a quella dei paesaggi agrari costieri.
Nel pomeriggio altro appuntamento questa volta nel territorio di Tricase sul tema” Tricase e le colture orticole tradizionali”. Alle 17, presso la chiesa dei diavoli, ci saranno alcune proiezioni: “Diversity food” di Klesha Production, cartoon sulle varietà tradizionali, “La Pestanaca di Santu Pati”, documentario di Pierpaolo Battocchio Biata, produzioni di Terrarossa per il Sac Porta d’Oriente, “La cicoria bianca di Tricase” di Salento Km0 e in anteprima “La marcia del seme”. L’iniziativa è a cura della coop Terrarossa, la Masseria Nonno Tore e l’azienda agricola Gli Orti di Peppe, sempre in collaborazione con il Parco naturale Otranto-Leuca e Meditinere. Successivamente nella masseria Nonno Tore saranno rivelate le proprietà del carciofo spinoso di Tricase, coltivato nella zona fin dall’Ottocento. Nell’azienda agricola Gli orti di Peppe ci sarà un laboratorio pratico alla scoperta di antiche varietà locali. La giornata si chiuderà con un aperitivo “marenna” alla chiesa dei diavoli: birra al carciofo tricasino, vino biodiverso dei bambini, stuzzichini”furesi”. Necessaria l’adesione al 320 7709937

Gallipoli – Un dato che poco circola ma che è reale è che proprio qui, in queste zone del Gallipolino fino ad AlezioTaviano, Racale, Melissano, Alliste e Ugento, dove per prima ha colpito la Xylella fastidiosa quattro anni fa circa, lasciando dietro di sé un deserto grigiastro, le quattro irrorazioni con insetticidi che dovrebbero essere fatte entro dicembre – come indicato da Direttive Ue e rilanciato dal ministero e dalla Regione – non si faranno poiché gli insetti vettori, dove tutto è secco, semplicemente non ci sono.

Nelle zone secche trattamenti inutili ormai. Il problema dei patentini L’altro dato è che per attuare questi interventi con i componenti chimici indicati (acetamiprid, neonicotinoide, e deltametrina, piretroide) i contadini devono essere “abilitati” da un patentino che conseguono dopo un corso specifico: quanti ce ne sono operativi e disposti ad eseguire gli obblighi ormai in vigore? I patentini, già prima della comparsa del batterio venuto dal Centro America, erano conseguiti proprio perchè quelle sostanze, unite ad altre, vengono utilizzate come da routine per combattere in agricoltura comuni parassiti, come ad esempio la mosca dell’ulivo e la tignola, oltre che per disinfestazioni urbane (per esempio, quelle anti larvali contro le zanzare). “Decreto ministeriale e deliberazione regionale sembrano fatti apposta per far vedere alla Commissione europea che l’Italia sta facendo quanto dovuto”: c’è chi lo dice a mezza voce, considerando  comunque che le sostanze da impiegare nei trattamenti sono state valutate e approvate dall’Efsa, l’ente europeo per la sicurezza alimentare, anche se su alcuni di questi vi è una discussione in corso che potrebbe portare ad un eventuale blocco dell’utilizzo nel prossimo anno. Ad oggi l’Efsa, anche sul temuto principio attivo denominato glifosate, si è espressa classificandolo come non carcerogeno (contraria la Svezia). Naturalmente se ci si limita nelle dosi e dei tempi consentiti: da qui l’esigenza, rilevata da più parti, di continui controlli e monitoraggi.

In campo gli europarlamentari Fitto e De Castro Nel frattempo anche questa volta come in precedenza in altri momenti topici (l’esistenza o meno della Xylella, il piani per eradicazioni mirate) è tutto uno scontro in cui, troppo spesso, il punto centrale – bloccare almeno gli insetti vettori – si smarrisce nel polverone delle polemiche settarie. Provano a introdurre qualche elemento di auspicato equilibrio due europarlamentari che, fin dagli inizi, hanno portato in seno all’Unione europea una linea mediana e unitaria; Raffaele Fitto (Conservatori e riformisti europei) e Paolo De Castro (Socialisti e democratici, nella foto). “Basta “santoni” nell’agricoltura pugliese, molti dei quali sono gli stessi che hanno impedito di mettere in atto il piano di eradicazione degli ulivi infettati dalla xyella o presenti nella zona cuscinetto e che oggi hanno iniziato una nuova crociata contro l’uso dei fitofarmaci previsti nel decreto del Ministero dell’Agricoltura proprio come “misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione della xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica italiana”.

“Stare dalla parte della scienza”: richiamo ai Sindaci Fitto e De Castro si schierano con gli scienziati, i ricercatori, gli esperti contro “pseudo ambientalisti che, purtroppo, in alcuni casi rivestono anche ruoli pubblici e quindi producono danni peggiori con i loro provvedimenti”, con riferimento ad alcuni Sindaci (Nardò, Nociglia, Scorrano che hanno messo mano ad ordinanze urgenti vietando l’uso dei pesticidi; Galatone ha intrapreso invece la strada del ricorso giudiziario contro il decreto Martina). “Gli insetticidi previsti nel decreto – ribadiscono i due europarlamentari – sono autorizzati non solo dal Ministero della Sanità, ma dalla Commissione europea che affida all’Efsa (sicurezza alimentare) il minuzioso controllo che viene svolto da un gruppo di scienziati altamente qualificati. Noi ci fidiamo di loro! Ci fidiamo della parole di chi, come il prof Martelli, oggi spiega che sono da sempre stati usati (anche nell’agricoltura biologica) e che i risultati, quelli positivi, che la nostra agricoltura ha raggiunto negli ultimi 50 anni sono dovuti anche al loro uso”. Infine un altro riferimento ad amministratori pubblici locali: “Bene ha fatto il sindaco di Lecce a non imbarcarsi in questa crociata senza senso e senza scienza. Chi ha ruoli istituzionali non dovrebbe mai cavalcare ondate populistiche così pericolose che nel Salento hanno già prodotto danni irreparabili”.

Il ricorso di Galatone: “Dal 2019 alcuni neonicotinoidi indicati nel decreto saranno vietati” “Il decreto appare in contrasto con quanto previsto dallo stesso Ministero nel “Piano di azione nazionale (Pan) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” introdotto con decreto del 22 gennaio 2014 che stabilisce: “ai fini della tutela della salute e della sicurezza pubblica è necessario ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari o dei rischi connessi al loro utilizzo nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, ricorrendo a mezzi alternativi (meccanici, fisici, biologici)”; si legge nella deliberazione della Giunta comunale galatonese presieduta da Flavio Filoni. “La stessa autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) – si aggiunge – aveva concluso che “la maggior parte dei modi in cui i pesticidi neonicotinoidi vengono usati rappresenta un rischio per le api selvatiche e quelle mellifere”, conclusione che poi ha comportato la messa al bando di 3 neonicotonoidi (imidacloprid, il clothianidin e il tiamethoxam). Infine il 27 aprile scorso i Paesi membri dell’Ue hanno approvato la richiesta della Commissione europea di porre fine all’utilizzo nei campi all’aperto dei tre neonicotinoidi nocivi a partire dalla fine del 2018, consentendone l’uso solo in serra.  Non si vede quindi come alcuni di questi neonicotinoidi siano inseriti nel  decreto nell’elenco dei pesticidi/insetticidi da usare per la lotta al Philaenus spumarium (il principale insetto vettore, ndr)”.

 

 

Andrano – Promuovere la ricerca scientifica e saperla comunicare, attraverso una divulgazione critica che parta dalla scuola: questo il senso della “Festa della scienza”, che giunge alla sua IX edizione e si terrà dal 15 al 19 maggio, con il castello Spinola-Caracciolo a fare da principale teatro degli eventi. Organizzata dal Comune di Andrano, con il patrocinio della Regione Puglia e il supporto scientifico dell’Istituto Pasteur-Italia, dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), dell’Università del Salento e dell’Università La Sapienza di Roma, la Festa della scienza si svilupperà quest’anno intorno al tema “Trasformazioni” e avrà come ospite d’onore lo scienziato Pier Paolo Di Fiore, che opera a livello internazionale nel campo dell’oncologia molecolare.

Nella nona edizione studenti ed esperti insieme Accanto a esperti del settore, i protagonisti saranno soprattutto i ragazzi delle scuole di primo e secondo grado: sfruttando il linguaggio semplice e immediato tipico dei giovani, saranno chiamati a diventare divulgatori in erba, con lo scopo di far capire alla cittadinanza le ripercussioni che la scienza ha nella vita quotidiana di tutti. Ad aprire la manifestazione saranno i laboratori didattici e di lettura creativa in programma domani, martedì 15, e mercoledì 16 maggio presso la scuola primaria di Andrano: qui, dalle ore 9 alle 13, sotto la guida di Paola Bisconti (foto) e del gruppo di lavoro della biblioteca comunale, i bambini scopriranno come raccontare la scienza e le figure delle donne scienziate. I laboratori si concluderanno con una mostra aperta al pubblico giovedì 17 (dalle ore 16 alle 19) presso il castello Spinola-Caracciolo.

Le novità, i rischi veri o presunti Sempre al castello, nella serata di venerdì (ore 18) ricercatori e docenti si confronteranno nella tavola rotonda sul tema “Trasformazioni, tumori e timori: tra progressi della scienza, fake news e scoop giornalistici”. Introduce Antonio Musarò (direttore scientifico della manifestazione), modera la giornalista Roberta Villa. Intervengono: Elena Piccinin (ricercatrice Airc – Università di Bari), Michele Maffia (Unisalento), Angela Santoni (Istituto Pasteur Italia – Fondazione Cenci Bolognetti) e Pier Paolo Di Fiore (Istituto europeo di Oncologia – Milano, foto).

Laboratorio “Capire per crescere” Sabato 19, nella giornata conclusiva, si parte con la conferenza stampa presso la biblioteca del parco (ore 10), per poi spostarsi (alle 11) nella scuola secondaria di primo grado di Andrano, dove verrà inaugurato il laboratorio scientifico “Capire per crescere”. A partire dalle 15 si torna poi al castello, dove verranno presentati e distribuiti i volumetti del progetto “I ragazzi del Pasteur”, libri che uniscono un testo scientifico a un fumetto realizzato partendo da una sceneggiatura scritta dagli studenti. Nel corso della serata, inoltre, ci saranno la premiazione del concorso rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Lecce (che partecipano con elaborati video sul tema della divulgazione scientifica); e alle 19 una lectio magistralis di Pier Paolo Di Fiore.

Spongano – Sfida a tre per le Amministrative del 10 giugno che non vedono nella competizione l’ex sindaco Antonio Candido, che ha deciso di non ricandidarsi. Tre liste per un paese che non raggiunge i 4mila abitanti, così come avvenne nella scorsa tornata elettorale.
La lista “Uniamo Spongano” è capeggiata da Salvatore Donno, tecnico radiologo (classe 1959) che si presenta per la terza volta nella competizione per l’amministrazione della sua città. L’attuale squadra è formata da: Oronzo Carluccio, Angelo Gabriele Bonavoglia, Fernando Scarciglia, Giovanni Rizzelli, Vittorio Corvaglia, Valentina Giannelli, Gabriele Vittorio Petruzzo, Alfredo Rizzello, Michele Pandarese, Roberto Picci, Aurora Schifano, Ippazia Vittoria Borlizzi.
“Uniti per la svolta” è lo slogan della squadra capeggiata da Alfredo Marti, (classe 1964) impiegato, ex presidente della Pro loco: Marcello dott. Bramato, Salvatore dott.Casarano, Daniele Casciaro, Rocco Coppola, Giuseppe Corvaglia, Paolo Lanzilao, Giovanni Marti, Patrizia Marti, Maria Elena Santa Pedone, Consuelo Maria Rizzello, Giovanni Rizzo,Vincenzo Tarantino. Quest’ultimo è stato consigliere di maggioranza nella passata amministrazione.
La lista “Progetto Spongano” schiera come candidato sindaco Luigi (detto Gigi) Rizzello (classe 1965) dipendente della Provincia di Lecce. I candidati: Vittorio (detto Giuseppe) Alemanno, Ivan Giuseppe Alemanno, Serena Bramato, Michele Casarano, Marco De Ronzo, Oronzo Donadeo, Stefano Donadeo, Claudia Lecci, Antonio Alberigo Marti, Giancarlo Marti, Paolo Paiano, Rocco Costantino Rizzo.
Nella tornata elettorale di cinque anni fa si era imposto Antonio Candido, avvocato, a capo della lista “Impegno e coerenza”. Dopo una battaglia serrata, risultò vincitore con un vantaggio di appena 26 voti: 890 (pari al 34,63%) contro Salvatore Donno che si fermò a 864 (pari al 33,61%) con la lista “Rinascita di Spongano”, e Felice Gerardo Rizzelli a 816 voti (31,75%) con la lista “Spongano si rinnov@.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...