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Gallipoli – Arrivano i big nazionali per sostenere e promuovere partiti e candidati del proprio schieramento. Domani 23 febbraio, alle 11 in piazza Sant’Oronzo, Giorgia Meloni incontrerà simpatizzanti, militanti e dirigenti di Fratelli d’Italia, oltre ai candidati di FdI al plurinominale e all’uninominale di Camera e Senato; l’iniziativa è finalizzata a “promuovere i prodotti del Salento in occasione dell’iniziativa nazionale del partito dedicata alla difesa del Made in Italy. Hanno assicurato la presenza anche i rappresentanti di categoria del comparto agroalimentare”, si legge in una nota del partito provinciale.

Alle 18,30 Massimo D’Alema, candidato al Senato per “Liberi e uguali” sarà a Lecce, sempre domani, presso il cineteatro Cinema d’essai in via dei Salesiani per una iniziativa pubblica con Pietro Grasso, presidente di Leu, e Rossella Muroni.

Per il centrodestra il candidato al Senato, collegio uninominale, Luciano Cariddi domani incontra gli elettori di Taurisano (ore 17), Calimera (ore 18); alle 19 con Totò Ruggeri e Francesco Bruni a Uggiano la Chiesa; alle 20,30 a Copertino.

Prosegue il tour della viceministro Teresa Bellanova. Ecco il suo programma annunciato: domani alle 17.30 a Lucugnano di Tricase, nel Frantoio agriturismo Santa Croce per la serie di incontri con tutti i candidati avviati dalla Coldiretti provinciale. “La rigenerazione dell’agricoltura salentina” è il tema di oggi cui parteciperanno anche l’on. Rocco Palese e l’on. Roberto Marti. Sabato, 24 febbraio, alle ore 18.30 incontro a Miggiano nel teatro comunale, con altri candidati: saluti di Antonio Coppola, segretario cittadino Pd; Ada Fiore, on. Francesco Boccia, Lavinia Puzzovio, Sandra Antonica. Alle  19.30 iniziativa nel teatro di Tricase con la partecipazione degli stessi candidati di Miggiano.

 

Gallipoli – Prima la Corte costituzionale, chiamati in ballo dai magistrati del Tar Lecce su un presunto conflitto tra leggi regionali e statali, aveva dato ragione ai Comuni neklkl’aprile del 2017; ieri lo stesso Tribunale amministrativo ha confermato: la Regione non può applicare l’ecotassa prevista e decisa per ogni tonnellata di rifiuto conferito in discarica per euro 25,82, neanche se richiama la sua legge, la 38 del 2011.

Il braccio di ferro iniziato nel 2014. La questione risale al 2014 quando 74 Comuni, tra il capoluogo, si sono opposti alla decisione di Bari che colpiva quegli Enti locali che non avevano raggiunto le quote percentuali stabilite di raccolta differenziata. Nel ricorso, a cura dell’avvocato Luigi Quinto, sono stati censurati gli atti regionali per violazione della legge statale risalente al 1995, che ha istituito l’ecotassa. I Comuni hanno rivendicato, con il loro legale, la riduzione dell’80% del tributo prevista per l’ipotesi in cui è conferito in discarica solo lo scarto di uno dei trattamenti previsti dalla legge. Richiesta cui la Regione si è opposta, invocando la 38 del 2011, che prevede la premialità solo per il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, di fatto disapplicando la legge statale che invece valorizza il trattamento dei rifiuti prima dello smaltimento.

I conferimenti in discarica di rifiuti salentini tra i più bassi della Puglia. Davanti ai giudici è stato dimostrato che il sistema impiantistico della provincia di Lecce, in funzione dal 2009, determina lo smaltimento in discarica di una percentuale contenuta nella misura del 30%, la più bassa della Puglia e tra le più basse del Paese. Inoltre, è stato rilevato che “non si possa dare rilievo esclusivamente al momento iniziale della raccolta, ma occorra valorizzare anche la successiva fase di trattamento, poiché quello che conta è il quantitativo finale che viene conferito in discarica”. Nonostante la decisione della Corte costituzionale, la Regione peraltro aveva continuato a richiedere l’ecotassa maggiorata, non solo per il 2014, ma anche per le annualità successive, obbligando i Comuni a proporre altrettante impugnazioni. Ad avvalorare il carattere definitivo della decisione del Tar c’è anche l’orientamento del Consiglio di Stato, richiamato in sentenza, secondo cui “il trattamento svolto presso gli impianti siti in provincia di Lecce appare rispondente alle finalità del sistema premiale in termini sia di recupero energetico che di riduzione della frazione di rifiuto smaltito”. Il tributo a carico dei Comuni non potrà quindi superare l’importo di € 5,16 per tonnellata di rifiuto in discarica.

Le conseguenze: per il passato vanno restituiti agli Enti i soldi incassati e non dovuti. Ma sugli sviluppi nell’immediato lo stesso avvocato Quinto precisa: “Bisogna distinguere due periodi temporali, quello precedente alla sentenza e quello successivo. Per il passato, della decisione potranno beneficiare i soli Comuni ricorrenti, in quanto gli atti regionali impugnati sono a contenuto plurimo. Stabiliscono infatti una tariffa per ogni singolo ente locale. L’annullamento disposto dal Giudice non riguarda l’intero provvedimento, bensì le singole determinazioni tariffarie. Solo chi ha proposto ricorso ha quindi diritto ad ottenere dalla Regione la differenza tra quanto versato e la minor somma di € 5,16. A meno che l’Ente regionale non decida di estendere gli effetti della decisione del Tar a tutti i Comuni per evitare disparità di trattamento. Si tratta di cifre  enormi, che ad oggi superano i 10 milioni di euro, che dovranno essere restituite dalla Regione e che potranno contribuire a diminuire la pressione fiscale a carico dei cittadini. Per il futuro – continua il legale di Lecce – c’è da augurarsi che la Regione Puglia prenda finalmente atto dei principi sanciti dal Tar, dal Consiglio di Stato e dalla Corte costituzionale ed adotti in senso conforme i futuri provvedimenti sull’ecotassa, riconoscendo al territorio il merito di aver raggiunto eccellenti risultati in termini di riduzione dei conferimenti in discarica, che è poi l’obiettivo perseguito dal legislatore con  l’istituzione del tributo”.

 

 

Casarano – Nuovi mammografi installati e tempi di attesa considerevolmente abbattuti: lo annuncia la direzione generale della Asl Lecce  confermando il rispetto del crono programma previsto. Al momento, delle nove apparecchiature acquistate, sono state installate, collaudate e sono effettivamente in servizio i mammografi destinati al reparto di Radiologia di Casarano, della Cittadella della Salute di Lecce, del Presidio territoriale di assistenza (Pta) di Poggiardo e del Polo oncologico di Lecce. La mammografia per il PTA di Campi Salentina è stato installato e collaudato, mentre a Gagliano del Capo si sta procedendo all’installazione in queste ore. «Cinque mammografi su sei sono stati montati nell’ultimo mese, di fatto recuperando parte del tempo perduto in precedenza», fa sapere la Asl.

Per accogliere il nuovo apparecchio, inoltre, sono stati ultimati i lavori anche nel seminterrato del vecchio Poliambulatorio di Martano: il cantiere è stato chiuso il 14 febbraio, “addirittura con sei giorni d’anticipo  rispetto alla data prevista del 20 febbraio”. In questo caso l’installazione dovrebbe avvenire nella prima decade di marzo 2018. A seguire si procederà per il Pta di Maglie e per l’ex dispensario. «Per quanto riguarda i tempi d’attesa per eseguire una mammografia, il monitoraggio d’inizio febbraio conferma l’andamento molto positivo degli ultimi mesi: l’esame, infatti, si può effettuare in 3-5 giorni, garantendo le priorità previste dal Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa. Risultati ottenuti grazie al nuovo modello organizzativo previsto dal progetto della Asl Lecce “Noi insieme a te per la prevenzione”», conclude la nota della direzione.

Gallipoli – Un sorriso, un vademecum ed uno scambio di battute per ricordare che dire “no” è possibile. Nel giorno di San Valentino, insieme agli auguri per gli innamorati, il “Progetto camper” della Polizia di Stato ha fatto tappa a Gallipoli, in piazza Carducci e poi nelle scuole (Polo 2 e liceo “Quinto Ennio”), per informare e far riflettere sulla violenza di genere anche quanti credono di essere lontani da tali situazioni. “Questo non è amore” è il tema della campagna di sensibilizzazione che, soltanto dallo scorso luglio, ha permesso a quasi 19mila persone di avvicinarsi ai camper della Polizia non solo per curiosare e chiedere informazioni, ma spesso anche per denunciare situazioni insostenibili. «Insieme alle richieste di aiuto aumenta anche la consapevolezza nelle vittime che c’è chi lavora al loro fianco. Non occorre avere paura nel denunciare. Sperata questa’ansia le istituzioni sono vicine a chi vive situazioni di sofferenza, fisica o psicologica, e crede di non poterne uscire. La Polizia, i centri antiviolenza e i servizi sociali hanno personale specializzato, sale d’ascolto protette e quanto occorre per fornire un supporto concreto alle vittime», ha affermato Marta De Bellis, dirigente del commissariato di Pubblica sicurezza di Gallipoli, in piazza accanto agli agenti ed ai rappresentati delle associazioni impegnate in questo delicato settore. Tra questi il centro antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce, in piazza Carducci con la presidente Maria Luisa Toto, e “Il Melograno” di Parabita (telefono 328/8212906), presente con la psichiatra Liliana De Maria (di Gallipoli) e l’avvocato Paola Sperti (di Tuglie).

Il ruolo dei centri antiviolenza – Se le denunce aumentano (1522 è il numero gratuito attivo 24 ore su 24 con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking), resta la consapevolezza che ciò che rimane sommerso è ancora tanto. «Occorre evitare il rischio della “normalizzazione del fenomeno”. Noi lavoriamo molto nelle scuole, partendo dalle materne, per educare e far riflettere già in classe su alcuni codici di comportamento. Poi – afferma Liliana De Maria – ci sono i progetti di “alfabetizzazione emotiva” con i quali cercare di far comprendere l’importanza di gesti e atteggiamenti che, se prevaricano, normali non sono e non devono passare come “accettabili”». Le fa eco Paola Sperti: «I ragazzi sono molto sensibili e curiosi, rispondono bene se stimolati. Un tratto comune è quello della percezione della violenza che loro, da giovani, considerano solo per ciò che riguarda l’aspetto fisico più eclatante, magari l’occhio nero, e spesso non sono consapevoli che l’aspetto psicologico può avere una rilevanza uguale se non maggiore».

Gallipoli – Artisti baresi solidali con i contadini salentini per gli ulivi colpiti dalla Xylella. Nasce così il cortometraggio “Figli di Madre Terra”  prodotto e realizzato dal Teatro delle molliche di Corato, in collaborazione con Morpheus Ego, con il patrocinio di Unapol nazionale e Legambiente Puglia. Il corto è stato selezionato ai Rome Web Awards 2018, gli Oscar italiani del Web, sezione Sociale, e presto sarà presentato in diverse città pugliesi e d’Italia. In 17 minuti vengono trattati i temi dell’amore e del dolore; della problematica comunicazione generazionale; del dialogo con la sfera religiosa e della speranza nel cambiamento. Scritto e interpretato da Francesco Martinelli, direttore artistico del Teatro delle Molliche di Corato, e girato dal regista Michele Pinto, il corto ha lo scopo di sensibilizzare sulle conseguenze devastanti del batterio ed è stato girato nelle campagne di Acaya e soprattutto tra Gallipoli, Racale e Taviano.

Ispira Papa Francesco – L’ispirazione per il progetto, partito nel 2014, è arrivata dall’enciclica di Papa Francesco “Laudato si”, Martinelli partendo dalle cronache ha poi voluto vedere personalmente gli alberi colpiti e le campagne devastate. Da qui la decisione di dare un contributo artistico di sensibilizzazione verso un problema che affligge i secolari testimoni della storia del Salento. Tra gli altri collaboratori si menzionano: Antonio Molinini per le musiche; Libera Martignetti e Sara Matarrese per le interpretazioni; la presenza del piccolo Emauele Karol Martinelli e la partecipazione di Alberto Rubini, al fianco del direttore di produzione Francesca Lucia Perrone e dell’assistente alle riprese Michele Cuonzo; didascalie e composizioni poetiche a cura di Alessandro De Benedittis; traduzioni di Lara Maroccini; grafiche di Danilo Macina.

 

 

Castrignano del Capo  – Truffe on-line sempre d’attualità ma sempre più spesso smascherate dall’attività investigativa dei carabinieri. Negli ultimi giorni, in provincia, le indagini condotte dai militari hanno permesso di risalire agli autori di tre raggiri informatici. I carabinieri di Corigliano d’Otranto hanno denunciato un pregiudicato 44enne di Legnano, nel milanese, già noto alle forze dell’ordine (A.G. le sue iniziali) il quale, dopo aver messo in vendita un’autovettura Ford Fiesta su un noto sito di compravendite on-line è riuscito a farsi accreditare 2.500 euro tramite carta Postepay dall’aspirante acquirente salvo rendersi irreperibile. Una volta individuato dai carabinieri, tramite controlli incrociati, nei suoi confronti è scattata la denuncia per il reato di “frode informatica”.

A Corsano – A Corsano, invece, i militari della locale Stazione hanno denunciato per truffa il napoletano 44enne G.F. il quale, dopo aver inserito un fittizio annuncio di vendita di un cellulare IPhone 7 plus su un noto sito online, ha fatto perdere le proprie tracce dopo aver incassato (sempre tramite Postepay) la somma i 429 euro pattuiti con la vittima di turno, una ragazza 18enne nata a Tricase.

A Castrignano del Capo – Stesse modalità anche in un altro caso, questa volta a Castrignano del Capo, dove una persona, pensando di poter acquistare a buon prezzo un cellulare Samsung Galaxy note, ha versato 316 euro a titolo di corrispettivo senza però ricevere il prodotto sperato. Ad essere denunciato per truffa è stato il 37enne brindisino G.M..

 

Lecce – Promettendo interessi sino al 120% sono riusciti a truffare almeno una cinquantina di famiglie della provincia di Lecce. Ma il giro potrebbe essere ben più ampio tanto che la stessa Guardia di finanza invita quanti ritengano di essere stati coinvolti a rivolgersi agli inquirenti. Per ora ammonta ad oltre un milione e mezzo di euro l’ammontare del raggiro messo in atto (nell’arco di due anni) dal 41enne italo-brasiliano Fabiano Simoes Santos arrestato martedì 6 febbraio dall’Interpol a Praga, in esecuzione di un mandato di arresto europeo. Particolarmente complesse sono state le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria delle Fiamme gialle di Lecce anche perché l’indagato, insieme a due collaboratori (uno dei quali con “elevate competenze” maturate presso istituti bancari), era riuscito ad instaurare un sistema di trasferimento dei fondi sottratti agli ignari risparmiatori su conti esteri.

Le prime denunce nel 2016 – Le prime denunce risalgono all’ottobre del 2016 in seguito ad alcune denunce prodotte da alcuni risparmiatori che lamentavano la mancata restituzione delle somme investite in un società finanziaria con sede in Belize (stato dell’America centrale) denominata “Advertising Corp”. Secondo quanto denunciato, i malcapitati investitori sarebbero stati avvicinati dall’indagato e dai suoi collaboratori i quali, operando al di fuori degli ordinari canali di intermediazione finanziaria, avrebbero proposto fantomatici investimenti in una società estera operante nel settore pubblicitario. Le somme investite, a dire dei proponenti, sarebbero state utilizzate per l’acquisto di banner pubblicitari on line da rivendere o noleggiare ai maggiori siti mondiali e motori di ricerca internazionali quali Google, Ebay, Amazon, Facebook, Bing ed altri, che li avrebbero utilizzati per inserire annunci pubblicitari. Il sistema utilizzato consisteva nel carpire la buona fede di persone disponibili ad investire i propri risparmi, le quali venivano convinte ad effettuare direttamente da casa propria le operazioni di home banking on line con versamenti su conti correnti accesi presso vari istituti di credito esteri ubicati nella Repubblica Ceca, in Spagna, Polonia, Stati Uniti e Svizzera, intestati alla citata società estera.

Le cene sfarzose – Al fine di rendere credibile le operazioni, i relativi contratti d’investimento venivano consegnati ai clienti in un secondo momento nel corso di riunioni (e cene sfarzose) appositamente organizzate nelle quali Simoes Santos rientrava dall’estero presentandosi ai propri clienti come blasonato investitore finanziario operante sui mercati internazionali nonché quale amministratore della Advertising Corp. Sempre al fine di rendere credibili gli investimenti proposti, e allo stesso tempo  favorire l’abboccamento di nuovi clienti, il sistema prevedeva la corresponsione, per i primi mesi, di cedole accreditate su dei cosiddetti “E-wallet”, ovvero dei “portafogli elettronici”, attraverso piattaforme web di pagamento situate in stati a fiscalità privilegiata (come Lituania ed Irlanda. Allo scorso ottobre risale l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’italo – brasiliano, una volta accertata l’irreperibilità dell’indagato che nel frattempo aveva abbandonato il territorio nazionale, così come dell’apposita rogatoria commissione rogatoria tendente ad ottenere il sequestro delle somme depositate sui conti esteri in quanto costituenti il profitto del reato.

Gallipoli – Anche al Festival di Sanremo 2018 i pugliesi saranno di casa. La regione fa sentire la sua voce anche nell’edizione che celebra i 60 anni di “Nel blu dipinto di blu”, il brano con cui un gigantesco Domenico Modugno (originario di Polignano a Mare) rivoluzionò la canzone italiana e fece letteralmente “volare” un’intera nazione. Fra i 20 big in gara nell’edizione che si apre stasera, martedì 6 febbraio, ci sono il brindisino Bungaro, che con Ornella Vanoni e Pacifico porta sul palco “Imparare ad amarsi”, il tarantino Diodato che canta il brano “Adesso” accompagnato alla tromba dal leccese d’adozione Roy Paci. E poi ancora il barese di origine albanese Ermal Meta che duetta con Fabrizio Moro con il brano “Non mi avete fatto niente”. Unico solista fra i pugliesi l’altro tarantino Renzo Rubino, presente alla kermesse con la canzone “Custodire” scritta da Giuliano Sangiorgi. Sì, il “Giuliano dei Negramaro” (per citare Zalone). Il leader della band “made in Salento” che giovedì 8 torna a Sanremo fra i superospiti, dopo la bruciante eliminazione nel 2005 di “Mentre tutto scorre”, brano che poi decretò il successo del gruppo. Va detto, però, che Sangiorgi in questi anni ha sempre mantenuto un rapporto con il Festival. La sua scrittura, infatti, ha prodotto canzoni per diversi artisti tra cui Malika Ayane e la coppia Giovanni Caccamo-Debora Iurato (terzi due anni fa). La loro esibizione è ancora top secret, chissà però che non ci sia la sorpresa di ascoltare insieme il direttore artistico Claudio Baglioni con il cantante di Copertino. Ma la presenza della Puglia non finisce qui. Tra i giovani di “Area Sanremo Tour” c’è anche la cantante e attrice Selenia Stoppa, nata a Torre Santa Susanna ma attualmente residente a Felline mentre colonne portanti della sezione ritmica della grande orchestra che accompagnerà i cantanti al Teatro Ariston sono il leccese Maurizio Dei Lazzaretti alla batteria (oramai presenza fissa della manifestazione) ed il percussionista nato a Galatina Alessandro Monteduro (già membro storico dell’Orchestra Notte della Taranta). Dietro le quinte non mancherà la presenza di Gianpiero Pisanello (di Tuglie), direttore del Salento Book Festival, nel ruolo di opinionista e membro della giuria dei giornalisti, così come di Gianluca Guido (originario di Collepasso) per la Sony Music e del duo di fotografi Flavio e Frank (originari di Matino).

Lecce – È intitolato a “Sergio Rini” il nuovo reparto di Chirurgia pediatrica dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. La divisione inaugurata lunedì 5 febbraio conserva, dunque, il nome del dottore che è stato il fondatore e il direttore del reparto del “Ferrari” di Casarano, trasferito di fatto nella nuova struttura.  Al “Fazzi” prende, dunque, forma il Polo pediatrico del Salento: oltre ai 15 posti letto di Chirurgia Pediatrica, allestiti al terzo piano, l’ospedale di Lecce dedica ai piccoli pazienti anche i 20 posti letto di Pediatria (comprensivi di Day hospital), i dieci di Oncoematologia pediatrica (e Day Hospital), i dodici di Neonatologia  più i quattro di Terapia intensiva neonatale (quest’ultimi due, in base al Piano di riordino, dovranno essere  incrementati rispettivamente a 16 e 10).

Il disappunto della onlus “Per un sorriso in più” – Accanto all’amarezza più volte manifestata a Casarano (che ha perso uno dei reparti d’“eccellenza” del suo presidio), in occasione della recente inaugurazione anche l’associazione onlus “Per un sorriso in più” ha espresso il proprio disappunto per aver visto il corpo infermieristico di onco-ematologia pediatrica dimezzato “in un batter d’occhio, con il passaggio di ben sei infermiere – da noi formate nel tempo – al reparto di Chirurgia pediatrica”. «Si dirà che non c’è da preoccuparsi perché il corpo infermieristico verrà integrato con altre unità. Ma non è difficile prevedere – si legge in una nota dell’associazione dei genitori – che tali unità non avranno alcuna esperienza in onco-ematologia pediatrica. Tanto valeva, allora, trasferire direttamente queste ultime al reparto di chirurgia pediatrica».

Il presidente Emiliano – Intanto il presidente Emiliano, intervenuto al taglio del nastro, ha richiamato l’impegno di un’altra associazione. « Due anni fa avevamo promesso all’associazione “Tria Corda” e all’intero territorio che avremmo posto rimedio ad una lacuna terribile della sanità salentina: la mancanza di un reparto di Chirurgia Pediatrica presso l’ospedale “Fazzi” di Lecce. È stata una promessa faticosa e complicata perché abbiamo accorpato qui tutte le energie della provincia per dare a questo hub di secondo livello il massimo delle possibilità di cura immaginabili».  il presidente della Regione ha ricordato “il sostegno delle associazioni dei genitori, della cittadinanza e di una felice collaborazione con il privato”, facendo espresso riferimento all’assunzione di nuovo personale “utilizzando tutto il danaro che risparmieremo dai farmaci inutilmente prescritti”.

La Asl Lecce – Piena soddisfazione è stata espressa anche dal direttore generale della Asl Lecce, Ottavio Narracci. «Un progetto complesso e importante che arricchisce e qualifica la nostra offerta sanitaria facendole compiere un deciso salto di qualità. Realizzare il Polo Pediatrico qui a Lecce vuol dire creare un punto di riferimento per tutto il territorio, dotandolo di sub-specialità in grado di dare risposte ai bisogni di tutta la fascia d’età pediatrica». Le  prospettive della nuova unità ospedaliera sono state sottolineata anche dal direttore del reparto, Carlo Rossi, che ha ricordato i dati dell’attività “cresciuta da 670 a 780 interventi chirurgici nell’ultimo anno e con oltre 40 operazioni su neonati affetti da malformazioni congenite”.  I presenti hanno ricordato il “fondamentale contributo” di Tria Corda e della rete sociale “Solo x loro – Insieme per il Polo Pediatrico”, che hanno raccolto i fondi destinati all’acquisto degli arredi delle stanze di degenza, allestite in un ambiente confortevole e studiato appositamente per i bambini. Una parte di queste donazioni è il frutto del contributo della Fondazione Mediolanum, attraverso il progetto “Stammi vicino”.

Gallipoli – Controlli “a tappeto” anche nel Salento da parte della Guardia di finanza per contrastare il lavoro “nero” e “irregolare”. Gli scorsi 30 e 31 gennaio il Comando regionale ha disposto un piano di interventi istituzionale allo scopo di tutelare il corretto andamento del mercato del lavoro. L’operazione ha registrato l’esecuzione di 199 interventi in tutta la regione, 40 dei quali nel Salento, nel corso dei quali sono stati scoperti 162 lavoratori impiegati totalmente “in nero” (24 in provincia di Lecce), oltre a sette lavoratori la cui posizione è risultata “irregolare”, con la conseguente verbalizzazione di complessivi 85 datori di lavoro. Ben 280 invece sono le posizioni lavorative ancora in fase di definizione, per le quali sono necessari ulteriori accertamenti. L’attività ispettiva è stata condotta “trasversalmente” nei confronti di numerose tipologie di imprese (soprattutto per ditte di restauro e costruzioni) individuate a seguito di specifiche “analisi di rischio”. Nel nord barese, ad esempio, un’impresa manifatturiera è risultata completamente sconosciuta al fisco. Le attenzioni delle Fiamme gialle si sono incentrate anche nei confronti di un call center con 54 impiegati le cui posizioni risultano “sospette e in fase di accertamento”.

Gallipoli – Le agenzie di scommesse, ormai disseminate in ogni angolo delle città, devono (o meglio dovrebbero) rispettare dei criteri anche in relazione alla loro collocazione. La legge prevede almeno 500 metri di distanza da edifici scolastici, luoghi di culto e di aggregazione. Per questo i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Gallipoli hanno sanzionato cinque esercizi del circondario che non rispettavano tale normativa. Sono intervenuti a Gallipoli in via Granmsci, Aradeo in via Frigino, a Sannicola in via Grassi, a Galatone in via XXIV Maggio e ad Alezio in via Perrella elevando altrettante sanzioni da 3.333,33 euro nei confronti dei rispettivi gestori. Oltre a ciò è pure partita la segnalazione ai rispettivi Comuni ed alla Questura di Lecce perché si proceda con la sospensione o con il ritiro della licenza.

Gallipoli – La fase critica dell’emergenza può dirsi alle spalle ma la situazione resta di forte difficoltà. Malgrado le piogge di stagione e l’incremento di utilizzo dell’acqua di falda, infatti, l’Acquedotto Pugliese conferma il permanere delle restrizioni in rete, seppur in forma più attenuata rispetto all’ultimo periodo, “e sempre nel rispetto dei minimi garantiti dalla carta dei servizi”. Per far fronte all’“anno più siccitoso degli ultimi due secoli”, l’Ente idrico ha dovuto integrare le sue fonti con l’acqua dei pozzi ed avviare un’ottimizzazione delle risorse, ad iniziare dalla riparazione delle perdite sulla rete di distribuzione, con investimenti straordinari per oltre 300 milioni di euro. Malgrado le attività avviate dal luglio scorso permettano di immettere in rete oltre 25mila metri cubi di risorsa al giorno, però, il livello di acqua presente negli invasi, utilizzati normalmente anche ai fini irrigui, rimane al di sotto del 50% rispetto alla media degli ultimi 10 anni. Nell’ultimo trimestre del 2017, comunque, il risparmio d’acqua è stato pari a circa 3,5 milioni di metri cubi.  Le riduzioni ancora previste  potrebbero causare disagi ai piani superiori negli stabili privi di autoclave. La società precisa in ogni caso che “è nella responsabilità dei privati rendere fruibile all’interno di uno stabile il servizio che Aqp eroga al contatore”. Intanto Acquedotto Pugliese fa sapere che, proprio al fine di garantire la continuità del servizio, è impegnata nella stipula dei nuovi contratti relativi ai servizi di conduzione e manutenzione delle reti idriche e fognarie sul territorio, compresa la provincia di Lecce. Le aziende subentranti hanno dato, inoltre, la disponibilità ad assorbire tutti i lavoratori delle ditte uscenti.

Casarano – Il blitz con gli arresti, le dure condanne in primo grado e poi la prescrizione. Questo l’iter che ha quasi cancellato le sentenze di primo grado (per oltre 77 anni complessivi) a carico di 30 persone per la maxi-truffa all’Inps smascherata dalla Guardia di finanza con l’operazione “Caronte”. Quaranta furono gli arresti che all’alba del 4 febbraio 2009 coinvolsero un noto studio di consulenza di Casarano, imprenditori del calzaturiero, oltre 70 falsi lavoratori ed anche un sindacalista, per una truffa da un milione e 754mila euro. Oggi il giudice della Corte d’Appello del Tribunale di Lecce ha dovuto prendere atto che per 19 dei 30 imputati è intervenuta la prescrizione mentre per otto degli undici condannati le pene sono state ridotte (alla fine per complessivi 37 anni) sempre perché la prescrizione ha eliminato alcuni capi d’imputazione. Solo per tre tunisini è stata confermata la condanna a cinque anni ciascuno. La truffa, secondo quanto appurato dalle indagini, era stata finalizzata ad intascare varie indennità dell’Inps (disoccupazione, maternità, malattia) facendo risultare sulla carta assunzioni e licenziamenti di falsi lavoratori (in alcuni casi i diretti interessati erano pure all’oscuro delle operazioni). A ciò si aggiungano i finti contratti di lavoro per far ottenere il permesso di soggiorno a decine di extracomunitari che, stando a quanto accertato dai finanzieri, avrebbero fruttato tra i 1.500 ed i 2.000 euro a pratica.

Le condanne – A vario titolo, i reati contestati sono stati quelli di ’associazione a delinquere, truffa aggravata, falso, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, istigazione alla corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio. Di Casarano (in larga parte), Maglie, Parabita, Acquarica del Capo, Gallipoli, Matino, Martignano, Supersano, Montesano e Gagliano del Capo le persone coinvolte. Tra i condannati (seppur con pene ridotte) il funzionario Inps C.M. (61 anni di Maglie) a due anni e otto mesi;l’avvocato 52enne di Casarano B.C. a due anni; O.D.M di Gallipoli (50 anni) a un anno e un mese; I.S., 54enne di Casarano a un anno e un mese; A.R., 55enne sindacalista di Ruffano, a un anno e due mesi; L.S. a 5 anni e 4 mesi; P.S. 68anni di Casarano a 5 anni e 4 mesi; E.G., 47anne di Casarano a 5 anni  4 mesi.

 

Lecce – Trasferimento (da Casarano) e attivazione completati per la nuova divisione di “Chirurgia pediatrica” del “Vito Fazzi” di Lecce. Dopo aver ottenuto dal dipartimento “Promozione della salute” della Regione Puglia l’autorizzazione all’esercizio per trasferimento e l’accreditamento istituzionale dell’Unità Operativa di Chirurgia nella nuova sede, può dirsi concluso l’iter (tormentato) del trasferimento del reparto dall’Ospedale di Casarano. «Con la riattivazione dei ricoveri, si completa anche il percorso più articolato legato alla nascita del Polo Pediatrico del Salento», si legge in una nota della Direzione generale della Asl Lecce..

Capo di Leuca – Dolcetti e monetine in cambio di favori sessuali. Questo l’orrendo baratto messo in atto da un pensionato 63 (originario del Basso Salento) nei confronti di una bambina di nove anni. L’episodio incriminato sarebbe accaduto il 13 dicembre del 2015 in un paese del Capo di Leuca. Quattro anni e quattro mesi di reclusione la condanna definita dal nei giorni scorsi dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Lecce. Il pensionato è stato condannato anche ad una serie di pene accessorie e ad un risarcimento di 50mila euro nei confronti dei genitori della piccola. La denuncia di questi ultimi è scattata in seguito alla scoperta di strane annotazioni sul diario della figlia. Quando l’allarmante episodio è venuto fuori, la minore è stata ascoltata dagli esperti della Procura i quali hanno confermato l’attendibilità delle sue dichiarazioni. Adescandola con dolcetti, patatine e  qualche euro, il 63enne avrebbe convinto la bimba (vicina di casa) a prestarsi ai suoi voleri.

Racale – Pazienti (finalmente) coinvolti direttamente nell’uso terapeutico della cannabis. La recente richiesta di ascolto (l’ennesima) da parte dell’associazione “LapianTiamo” di Racale ha prodotto il risultato sperato (ritenuto “molto positivo” da parte dei diretti interessati) con la prevista partecipazione dei rappresentanti individuati dalle associazioni di pazienti nell’ambito della Rete aziendale della Asl per la prescrizione di cannabis ad uso terapeutico. All’incontro in direzione generale del 9 gennaio erano presenti il direttore generale della Asl Lecce Antonio Sanguedolce, la referente della direzione sanitaria Maria Rita Canitano, il primario di Nefrologia del “Fazzi” Giorgio Trianni ed una delegazione dell’associazione racalina, insieme ad una rappresentanza da Taranto e da Foggia. Gli ammalati che sono costretti a fare ricorso alla cannabis per alleviare i sintomi di sclerosi multipla, tumori, epilessie e altre gravi patologie, da sempre lamentano le difficoltà nell’individuare medici disposti alle prescrizioni. « Nell’intera provincia di Lecce – fanno sapere i diretti interessati – su circa 300 pazienti aventi diritto, il servizio pubblico mette a disposizione appena due medici: uno a Gallipoli ed un altro a Scorrano, ma la Asl impone pure il requisito della territorialità per cui le nostre difficoltà aumentano. « Su questi temi delicati serve una diagnosi precisa per individuare il farmaco e la terapia giusta, secondo linee guida e regole chiaramente definite » , ha affermato Trianni mentre Sanguedolce ha auspicato “un cambio di passo sull’intera questione”. « Per questo abbiamo istituito un gruppo aziendale multidisciplinare, con il coinvolgimento diretto dei rappresentanti dei pazienti », ha affermato il direttore sanitario il quale ha garantito che il tavolo di lavoro sarà permanente “con riunioni a cadenza periodica”. Sui requisiti della “prescrizione” e dell’”appropriatezza” ha insistito pure Trianni ricordando come “la Asl Lecce sia stata una delle prime in Italia ad applicare una delibera regionale per il trattamento della Sla. Oggi ci sono diversi pazienti in terapia, anche dal “Gemelli” di Roma”. Tra i prossimi passaggi dell’operazione “coinvolgimento” è prevista l’integrazione della delibera del 23 giugno 2017 con i rappresentanti dell’associazione “LapianTiamo” “in modo da migliorare la comunicazione tra le parti e affrontare i casi specifici all’interno del gruppo di lavoro, con percorsi formativi dedicati, come richiesto dai pazienti”.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Cristian Casili (di Nardò), il quale, parlando di “inerzia del Governo regionale”, sollecita il presidente Emiliano ad intervenire. «Chiederemo con forza che venga discussa la proposta di legge per la coltivazione e trasformazione in loco della cannabis teraupetica», afferma Casili il quale inviata anche la Giunta ad autorizzare le Asl all’importazione diretta della cannabis anche fuori dai confini europei, come avviene oggi con l’Olanda».  Anche per mettere fuori gioco il mercato nero, Casili rinnova la richiesta già avanzata mesi fa ad Emiliano per “allestire i laboratori galenici all’interno delle farmacie territoriali e ospedaliere e procedere con le importazioni dirette».

 

Racale – Amichevole di prestigio, giovedì 11 gennaio, allo stadio “Basurto” con il Lecce di Liverani, capolista del girone C di Serie C,  ospite dell’Asd Città di Racale. Fischio d’inizio alle ore 14,30 con ingresso gratuito. Per le due compagini sarà l’occasione di mettere a punto la preparazione in vista dei prossimi impegni ufficiali. Domenica 14 gennaio alle ore 15 al “Via del Mare” il Lecce sfiderà il Matera per l’accesso agli ottavi di Coppa Italia (il 21 la ripresa del campionato con la sfida al vertice contro il Catania, sempre in casa), mentre il Città di Racale, secondo nel girone C di Prima categoria, giocherà sempre il 14 in casa contro il Veglie l’ultima gara del girone d’andata. Per Racale e dintorni si preannuncia una vera e propria giornata di festa con la società di casa, guidata da Fabio Reho e Ilvo Stanca, che ha esteso l’invito a partecipare alle famiglie e a tutti i tifosi del Basso Salento. Mutuando uno slogan già da tempo in voga nel basket, è stato scelto “#ilovethisgame” quale motto della giornata. All’ingresso dell’impianto sportivo ci sarà pure “Wolfy”, la mascotte ufficiale del Lecce, e verranno distribuiti gadgets e volantini colorati per la coreografia. Al termine dell’amichevole, staff e giocatori del Lecce visiteranno il Centro polifunzionale di riabilitazione del Gruppo Palaia Human Care di Racale. Da segnalare come il Lecce faccia ritorno al “Basurto” dopo la gara amichevole disputata il 20 agosto del 2015 quando oltre 600 furono gli spettatori che applaudirono gli ospiti allora allenati da Tonino Asta e la squadra di casa guidata da Graziano Tartaglia.

Surano – La ristrutturazione della casa in campagna è totalmente abusiva e, a Surano, scattano quattro denunce. L’intervento di questa mattina da parte dei carabinieri di Nociglia ha permesso di accertare che le opere in corso di esecuzione in un manufatto agricolo ricadente nel territorio di Surano fossero prive di alcuna autorizzazione, e quindi perfettamente abusive. Le trasformazioni in edilizie stavano portando alla parziale demolizione di alcune murature ed alla diversa distribuzione interna, con sostanziali variazioni della cubatura complessiva. Sono stati denunciati per inosservanza alle norme in materia edilizia i due proprietari, un uomo e una donna di 70 e 67 anni, entrambi nati e residenti a Nociglia, e i due esecutori dei lavori, un  54enne nato a Martano ed un 22enne nato a Tricase. L’opera abusiva sequestrata ammonta ad un valore di circa 10mila euro.

Ugento – Il caos rifiuti di questi ultimi giorni in provincia di Lecce (con la discarica di Burgesi-Ugento “costretta” ad accogliere temporaneamente i camion destinati a Cavallino) provoca conseguenze sul normale calendario di raccolta della differenziata. Domani, infatti, la plastica non verrà raccolta in quei comuni dove il normale calendario lo prevederebbe. Tra questi Casarano, Galatone, Presicce e molti altri. «Informo che domani 26 dicembre non sarà effettuata la consueta raccolta della plastica a causa dei disagi che si stanno verificando con le discariche della nostra provincia», ha scritto il sindaco di Casarano, Gianni Stefàno, sulla sua pagina facebook invitando i cittadini a condividere l’avviso per estendere l’informazione. La plastica non verrà ritirata neanche a Galatone come già anticipato sulla pagina facebook istituzionale del Comune: «Il servizio di nettezza urbana per quanto concerne le festività natalizie del 24, 25 e 26 dicembre verrà effettuato esclusivamente nella notte tra domenica 24 e lunedì 25, a partire dalla mezzanotte, con la raccolta indifferenziata. Non verrà quindi ritirata la plastica nella giornata di martedì 26».

Centro storico di Gallipoli

Gallipoli – Sarà il Tar di Lecce a decidere, il prossimo 20 febbraio, se e quanto dovranno pagare i Comuni per saldare i debiti nei confronti della “Progetto Ambiente”, gestore dell’impianto Cdr di Cavallino. Una questione spinosa che si trascina da anni e che vede l’uno di fronte all’altro lo schieramento compatto delle 97 municipalità salentine e la società che cura lo smaltimento.

Tariffe di smaltimento ferme al 2010: sugli adeguamenti è guerra in tribunale. Nel paese alle porte di Lecce l’impresa che fa capo al consorzio Cogeam, produce il combustibile derivante da rifiuto e i Comuni che negli anni hanno conferito le loro immondizie devono pagare una tariffa stabilita da un contratto firmato nel 2004 dall’allora commissario delegato per l’emergenza ambientale, l’ex Governatore regionale Nichi Vendola. Il problema sono gli adeguamenti tariffari a partire dal secondo semestre 2010 fino a tutto l’anno in corso, stabiliti con un decreto dal commissario ad acta dell’Agenzia territoriale dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano. La somma in ballo non è decisamente trascurabile: 27 milioni, euro più euro meno, calcolata sulla scorta degli indici Istat per cui il commissario Grandaliano aveva stabilito tariffe che vanno dai 102,56 euro del 2010 ai 112,95 del 2017, per ogni tonnellata di rifiuto conferito.

Il forte rischio: da 72 euro a tonnellata di immondizie conferite a 113. Una batosta per le casse comunali visto che sborsavano 72 euro e 60 centesimi a tonnellata. Inoltre, per la “Progetto ambiente” anche la tariffa di 112,95 è bassa, in quanto sostiene che per la copertura dei costi di esercizio occorrono almeno 128 euro a tonnellata. Le parti hanno presentato ognuna un ricorso ai giudici amministrativi. I Comuni (che in questo caso si sono raggruppati in tre aree equivalenti a nord, centro e sud Salento) hanno dato mandato agli studi legali di Ernesto Sticchi Damiani, Angelo Vantaggiato e Gianluigi Pellegrino; la società si è rivolta al legale Luigi Quinto, che tra le altre cose durante le febbrili trattative dei mesi scorsi aveva prospettato l’ipotesi che un’eventuale vittoria al Tar avrebbe fatto schizzare la tariffa a 145 euro.

I “debiti” da prevedere ad oggi: Gallipoli 1 milione 237mila, Ugento 704 mila, Casarano 651mila. Se venisse confermata la validità del decreto di Grandaliano, i Comuni sarebbero costretti ad un gravoso esborso. Nell’ex Ato Lecce 1 la stessa città capoluogo avrebbe un debito di 3 milioni e 618 mila euro, Copertino 484 mila, Carmiano 343mila, Leverano 348mila, Porto Cesareo 640mila, Trepuzzi 376mila e Veglie 467mila; nell’ex Ato Lecce 2 su Gallipoli peserebbe un debito di 1 milione e 237mila euro, per Cutrofiano 270mila, a Galatina 752mila, a Galatone 616mila, per Maglie 371mila, ad Otranto 383 mila, a Sannicola 198mila, poi Alezio 180mila, Aradeo 367mila, Neviano 134mila, Supersano 111mila e Tuglie 150mila; nell’ex bacino Lecce 3 infine, Taviano dovrebbe pagare 443mila euro, Casarano 651mila, Alliste 223mila, Castrignano del Capo 237mila, Matino 349mila, Parabita 300mila, Salve 256mila, Tricase 526mila e Ugento 704mila.

La motozappa rubata e poi ritrovata

La Stazione dei Carabinieri a Tricase

Carabinieri di Tricase

TRICASE. Furto di motozappa con finale a sorpresa a Tricase Porto. I carabinieri della locale Stazione sono, infatti, riusciti a rintracciare l’attrezzo agricolo che era stato rubato all’alba del 19 luglio da un’abitazione della marina. Dopo la denuncia del proprietario, i militari si sono orientati sul 52enne (del posto) P.M. il quale nei giorni precedenti il furto era stato notato nei pressi dell’abitazione in questione. Con somma sorpresa del legittimo proprietario della motozappa, quest’ultima non solo è stata ritrovata dai carabinieri ma gli è stata restituita pure con gli ingranaggi perfettamente oliati. Altro intervento dei militari a Miggiano dove il 44enne del posto D.S.D. nel corso dell’attività di volantinaggio si è impadronito di un cellulare (270 euro il suo valore) distrattamente lasciato incustodito all’interno di un furgone. A riprendere il furto è stata, però, la telecamera di un impianto di videosorveglianza e così i carabinieri hanno potuto identificare l’autore del colpo. L’uomo, però, immaginando che qualcosa non fosse andato per il verso giusto, si è disfatto del telefonino. A risarcire il derubato ci ha pensato il proprietario della ditta dove lavora il 44enne che, venuto a conoscenza dell’episodio, ha voluto risarcire la vittima del danno economico subito.  

Referendum: Trivelle; aperti seggi elettorali, 47mln al votoAd Acquarica del Capo, Ugento e Taviano “passa” il referendum sulle trivelle. Bocciato a livello nazionale, con un’affluenza alle urne pari al 31,19% (e l’85,84% dei voti contro la proroga delle concessioni), l’appuntamento referendario di domenica 17 aprile ha visto la provincia di Lecce seconda in tutta Italia per affluenza ai seggi con un 47,5% di votanti preceduta solo da Potenza che ha primeggiato con il 49%. In parallelo anche il dato delle regioni che vede la Basilicata (50,2%) prevalere sulla Puglia (41,7%). In provincia di Lecce sono 34 i comuni dove il “quorum” del 50% è stato superato: su tutti Patù dove si è recato al voto il 62,49% degli aventi diritto. Nell’arco ionico-salentino hanno promosso il referendum solo Acquarica del Capo (50,4%), Ugento (50,14%) e Taviano (50,11%). Molti, comunque,  i centri sopra la media regionale. Tra questi Taurisano (49,8), Presicce (49,5%), Nardò (47,7%), Melissano (47,1), Neviano e Parabita (45,3), Racale (45,2), Casarano (45), Galatone (44,8), Alliste (44%), Seclì (43,9), Gallipoli (43,8), Alezio (42,8), Sannicola (42,6) e Aradeo (41,9). Tra gli ultimi in provincia Matino (fermo al 41,22%) e Tuglie (41,07%): solo Guagnano (40,65%), Ruffano (40,58%) e Collepasso (40,02%) hanno fatto peggio.

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L’apertura della Porta Santa a Nardò

Sorelle e fratelli nel Signore,
Natale è celebrare il ricordo della nascita di un bambino: Gesù! Ma chi è che nasce realmente? E cosa spinge la follia di un Dio così buono a mandare in mezzo a noi peccatori il suo unico Figlio? Il Nuovo Testamento, in riferimento all’azione del Figlio, si esprime in termini di misericordia (eleos) come sintesi dell’opera che Gesù ha compiuto nel mondo nel nome del Padre (cfr. Mt 9,13).
La misericordia di Cristo si manifesta soprattutto quando Egli si piega sulla miseria umana dimostrando la sua compassione (viscere di misericordia) verso i bisognosi, gli ammalati, gli anziani soli, gli emarginati e i peccatori. Tutto in Gesù parla di misericordia. Gesù è Misericordia Vivente.
Occorre perciò ricordare in questo preciso momento storico che in Cristo, Dio si è manifestato nella carne come “Emmanuele”, Dio con noi, e si è unito all’umanità in un vincolo indissolubile. L’Incarnazione è il “sigillo storico” dell’eterno Amore, il momento in cui Dio, infinito e senza tempo, irrompe nella storia nell’umiltà della natura umana, dichiarando il suo Amore, folle, traboccante per l’uomo e la donna di tutti i tempi.
Mentre vi scrivo ho nel cuore davvero l’immagine di Gesù che si fa carico del peso della nostra debolezza, delle nostre preoccupazioni.

Insieme al santo padre Francesco, abbiamo spalancato le porte di Cattedrali e Basiliche, di dormitori e parrocchie celebrando solennemente l’inizio di questo Anno Santo, Giubileo Straordinario della Misericordia. Non manchiamo di spalancare la porta del nostro cuore, facciamo entrare Cristo nel Sacrario della nostra vita! Non ci accada di essere uomini e donne che si illudono che seguendo regole, tradizioni e precetti di varia natura, possono fare a meno dell’Amore! Né tanto meno possiamo convincerci di essere indegni di accogliere Gesù nel nostro cuore! Qualunque siano le nostre condizioni sociali e morali, qualunque sia la percezione della vita che ci portiamo addosso in questo momento, anche se fossimo presi da ansia, paura e, Dio non voglia, disperazione… Gesù, il Cristo, è nato per te, per ciascuno di noi! Facciamo insieme la scoperta di un Dio che si fa carico delle nostre tribolazioni, che con noi condivide il dolore e la gioia grande della nostra umanità. Diventiamo con Lui, per Lui e in Lui “affamati di vita buona”! Spalanchiamo le porte del cuore a relazioni che siano sane, generose, comunionali. Affrontiamo insieme, come comunità, il dramma della precarietà e della disoccupazione, non giriamoci dall’altra parte quando un nostro fratello o una nostra sorella (qualunque sia il suo credo o nazionalità di provenienza) chiede aiuto nei modi più svariati. Torniamo ad essere “casa accogliente” per chi casa non ha! E mi riferisco, innanzitutto alla capacità che abbiamo di non far cadere nel baratro della solitudine il “prossimo” che a noi si presenta mendicante d’amore! E’ il Bambino Gesù che bussa alla porta delle nostre vite! La Misericordia che il Padre ci dona nel Figlio per lo Spirito Santo siamo chiamati ad esercitarla concretamente nei confronti di chi ci viene affidato perché incontrato.
Un pensiero di particolare preghiera lo elevo per quanti, giovani donne e uomini della nostra Diocesi, provenienti soprattutto dalla Cattedrale di Nardò, con il supporto di alcuni benefattori, si sono recati per trascorrere in Uganda questi giorni di festa ed esprimere così la comunione con una meravigliosa “Chiesa sorella”, l’Arcidiocesi di Gulu. Sono una testimonianza viva, entusiasta di quanto la Misericordia di Dio possa realizzare cose belle e grandi.

In perfetta sintonia con Cristo poi è il cuore della Madre. Non si può scindere il Natale da Colei che, con il suo “fiat”, ha fatto sì che il Verbo diventasse carne. “Scelta per essere la Madre del Figlio di Dio, Maria è stata da sempre preparata dall’amore del Padre per essere Arca dell’Alleanza tra Dio e gli uomini. Ha custodito nel suo cuore la divina misericordia in perfetta sintonia con il suo Figlio Gesù. Il suo canto di lode, sulla soglia della casa di Elisabetta, fu dedicato alla misericordia che si estende ” di generazione in generazione ” (Lc 1,50). Anche noi eravamo presenti in quelle parole profetiche della Vergine Maria. Questo ci sarà di conforto e di sostegno mentre attraverseremo la Porta Santa per sperimentare i frutti della misericordia divina”. (Misericordiae vultus 24). Sentiamoci allora incoraggiati dalla Vergine Santa a intraprendere la via della generosità, dell’affidamento totale alla volontà di Dio. Scopriremo che vivere significa amare!
“Dopo che Gesù è venuto nel mondo non si può fare come se Dio non lo conoscessimo. Come se fosse una cosa astratta, vuota, di referenza puramente nominale; no, Dio ha un volto concreto, ha un nome: Dio è misericordia”. (Papa Francesco, Angelus, 18 agosto 2013). La Misericordia si è fatta carne! Oggi è Nato Gesù, Misericordia incarnata. AUGURI! In alto i cuori!

Nardò, Natale del Signore 2015

S.E. Mons. Fernando Filograna
Vescovo di Nardò-Gallipoli

Voce al Direttore

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Il recente rinvio a giudizio per 23 persone di Parabita, Matino, Casarano, Racale, Alliste, Alezio per "diffamazione aggravata a mezzo internet", con minacce e...