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Matino – Hanno vinto il divertimento e l’integrazione nella terza edizione del Mundialito giovanile organizzato dalla Polisportiva Virtus Matino. La manifestazione, quest’anno primo Torneo Silver Hotel, è stata ideata dal tecnico Antonio Toma ed ha coinvolto, oltre alla polisportiva della presidente Cristina Costantino, anche i ragazzi della Fondazione Filograna Casarano, dell’Asd Football Parabita, della Polisportiva Supersano e di Ascla. L’ente di formazione (con sede a Casarano) , in particolare, ha preso parte al torneo con una propria squadra oltre a sponsorizzare dell’evento. Il Mundialito (rivolto a ragazzi dai 5 ai 16 anni) ha rappresentato una sorta di campus estivo per i ragazzi che hanno frequentato la scuola calcio della Virtus. Per la categoria “Piccoli amici” ha vinto la Fondazione Filograna, per i “Primi calci” e per i “Giovanissimi” la Polisportiva di casa e per i “Pulcini” l’Asd Football Parabita”.

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Nociglia – Sabato 30 dalle 15 alle 20 e domenica 1 luglio dalle 9 alle 13 presso il locali del Castello baronale di Nociglia incontri di informazione e comunicazione pugglici per prendere visione del progetto della futura zincheria che dovrebbe sorgere nella zona industriale di Nociglia, “delle criticità connesse con tale installazione e per condividere idee e suggerimenti in merito a tale problematica”: l’iniziativa è a cura del comitato No Zincheria sorto lo scorso 26 maggio.

Si tratta di un comitato spontaneo di cittadini “finalizzato ad impedire la realizzazione, nelle immediate vicinanze del Parco agricolo multifunzionale dei Paduli”, della fabbrica “per il trattamento di superfici metalliche mediante processi elettrolitici o chimici con vasche di trattamentio di volume non superiore a 30 metri cubi”.Si legge questo nella comunicazione della Provincia di Lecce del 2 maggio scorso indirizzata al Comune di Nociglia, All’Arpa Puglia, all’Asl di Lecce e, per conoscenza alla società Cp Zinc di Lecce. La Provincia deve verificare se la procedura è soggetta a valutazione di impatto ambientale.

La zincheria a caldo è ritenuta dal comitato una “industria insalubre e potenzialmente dannosa per l’intero territorio dei Comuni delle Terre di Mezzo”; preoccupazioni ed allarmi sarebbero giunte infatti anche da paesi vicini a Nociglia, come San Cassiano, Botrugno, Supersano, Surano e Montesano.

Scopo dichiarato del comitato è quello di “promuovere ogni iniziativa utile e necessaria volta a tutelare l’ambiente, la salute e la qualità della vita dei cittadini, agendo in particolare attraverso campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di tutti gli Organi Istituzionali che abbiano il potere di intervenire in maniera diretta o indiretta sulla questione”. Chi ne volesse sapere di più può scrivere a comitato.nozincheria.nociglia@ gmail. 

Lecce – Il 25 giugno scorso presso il Dipartimento di Scienze dell’economia ha preso il via il progetto di Summer School Pmpa, Performance management in pubblica administrations, realizzato nell’ambito della “Adesione al Piano di azione per la Coesione (Pac)” Fse (programmi europei), avviso Regione Puglia del 2017. Il progetto finanziato dalla Regione Puglia e dall’Ue e promosso da un gruppo di docenti di Economia aziendale dell’Università del Salento in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Lecce, si è posizionato ai primi posti della graduatoria dei progetti finanziati dalla Regione Puglia e ha ricevuto quasi un centinaio di candidature provenienti in gran parte da Commercialisti, dirigenti e funzionari della Pubblica amministrazione.

Le candidature provenienti dai Comuni pugliesi, sono in prevalenza della provincia di Lecce: Calimera, Cavallino, Lecce, Lizzanello, Matino (foto), Minervino, Otranto, San Cesario, Supersano, Taurisano, Trepuzzi), ma anche delle province di Brindisi (Carovigno, Cellino San Marco, Erchie, Torre Santa Susanna), Bari (Bari, Castellana Grotte, Ginosa, Santeramo in Colle) e Taranto (Maruggio). Numerose anche le candidature pervenute da professionisti (commercialisti) he svolgono attività di revisione e consulenza a favore della Pubblica amministrazione.

“La logica progettuale alla base della Summer School Pmpa – si legge nella nota di Unisalento – pone l’accento sulla vocazione ‘funzionale’ delle informazioni inerenti la performance delle pubbliche amministrazioni, nell’ottica di promuovere la consapevolezza che la gestione della performance, supportata da adeguati dati e indicatori, rappresenta, non solo uno strumento utile per l’accountability e la trasparenza, ma anche un fondamentale supporto a livello decisionale per migliorare l’efficacia, l’efficienza e l’impatto delle azioni intraprese”. Le attività didattiche della Summer School continueranno sino a domani, 29 giugno 2018, giornata conclusiva in cui si svolgerà, presso l’Aula Magna, edificio R2 del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università del Salento, una conferenza aperta al pubblico, oltre che ai partecipanti al progetto, con la partecipazione di esponenti della Pubblica amministrazione regionale, provinciale e locale, dei Presidenti dell’Odcec e di Fondazione Messapia, nonché di esperti del settore che si soffermeranno sulle problematiche della gestione della performance nelle Pubbliche amministrazioni.

Gallipoli – Eletta quest’oggi la nuova Commissione Pari opportunità provinciale. I consiglieri di Palazzo Celestini hanno votato le candidate presentate da associazioni e sodalizi, i loro curriculum secondo i termini e le regole contenute nel bando provinciale e quindi, con voto segreto si sono espressi. Dall’urne è uscito un risultato a sorpresa: su undici componenti la commissione, cinque sono di Gallipoli (anche se due sono residenti ad Alezio). Si tratta di Teresa Chianella, Agnese Milano, Maria Grazia Rizzo, Vanessa Schirosi (le ultime tre candidate con Gallipoli Futura alle elezioni comunali ultime), Maria Antonietta Negro. Molto soddisfatta la consigliera provinciale Titti Cataldi, consigliera anche a Palazzo Balsamo: “Ci ho messo tutto il mio impegno per queste care concittadine che hanno partecipato al bando. Alcune vicine a Fasano? Io non guardo questo; ho pensato piuttosto al loro valore e come gruppo Salento Bene Comune, sia pure di minoranza, le abbiamo sostenute. Ed ecco i risultati”.

“Grande successo per Gallipoli – afferma il Sindaco Stefano Minerva in una breve nota – grazie all’impegno della nostra consigliera Titti Cataldi che è riuscita a far valorizzare Gallipoli oltre i confini territoriali, ora si potrà fare molto di più. Con una commissione provinciale ancora più vicina si potrà lavorare in sinergia con quella comunale ed ottenere risultati migliori. Complimenti di cuore alle elette per il nuovo incarico e buon lavoro a tutte: che questo sia un percorso fruttuoso e produttivo”.
Le altre componenti la commissione provinciale sono Teresa Sabato di Taviano, Gabriella Marra di Collepasso, Lucia Patrizia Orlando di Surbo, Valentina Presicce di Otranto, Maria Luisa Colomba di Nardò, Maria Giovanna Nuccio di Supersano.

Gallipoli – Anche il Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, ha firmato in Prefettura il “Patto per l’attuazione della sicurezza urbana”. Lo ha fatto questa mattina a Lecce, aprendo per il Comune una strada – più volte invocata in passato – che consentirà di accedere ai fondi ministeriali destinati alle attività di monitoraggio e controllo del territorio. Si tratta in altre parole dell’istallazione di videocamere, volte soprattutto a prevenire possibili fatti illeciti. “Abbiamo scelto di sfruttare in fondo tutte le opzioni derivanti dalla Legge e pertanto abbiamo deciso sia di potenziare la strumentazione esistente (circa quaranta postazioni risalenti alla Giunta Errico ma in gran parte fuori uso per motivi vari) sia di implementarla con altrettante apparecchiature”, il commento di Minerva. Che ha così proseguito: “Stiamo cercando di attivare progetti che possano coprire la gran parte del tessuto urbano, dal centro storico alle periferie passando per il centro, perché riteniamo che la sicurezza sia un elemento fondamentale per i cittadini, assieme alla tutela del decoro urbano”. Il Patto odierno va dunque in quella direzione.

Annunciati rinforzi degli organici delle forze di polizia Il prefetto Claudio Palomba ha anche annunciato che in provincia saranno rafforzati gli organici delle forze di polizia, misura che – se attuata come auspicato – non potrà non veder coinvolta Gallipoli insieme alle località di maggiore richiamo turistico della provincia leccese. Anche per questo il Sindaco ha ringraziato re “il Prefetto di Lecce, che ancora una volta ha dimostrato concreta attenzione e vicinanza per questo territorio”, accogliendo con soddisfazione la notizia data dallo stesso Prefetto, che ha informato i Sindaci presenti che rispetto alla scorsa stagione, sarà implementata la dotazione di forze dell’ordine, per il periodo estivo, prevista per la provincia di Lecce.

Gli altri Comuni sottoscrittori dell’accordo anti criminalità e violenza sono sono in grandissima parte del Sud Salento: Alessano, Alliste, Bagnolo del Salento, Botrugno, Castro, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Matino, Melissano, Miggiano, Ruffano, Parabita, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Supersano, Taurisano e Ugento, oltre a Monteroni, Calimera, Novoli, Lecce. Per il capoluogo e Casarano la Prefettura ha annunciato dei piani particolari in via di definizione con una collaborazione tra istituzioni pubbliche e privati per un quadro di sicurezza integrata. In tutto 21 Comuni, di certo scelti non a caso edi n cui sono state individuate già le zone da videosorvegliare.

Ruffano – Grande entusiasmo per l’Asd Judo Club di Ruffano impegnata nel recente trofeo Createc, il campionato provinciale  organizzato presso il locale Palazzetto dello sport.  L’associazione sportiva diretta dal campione Roberto Maria Orlando ha portato a casa nove ori, cinque argenti e nove bronzi classificandosi saldamente al primo posto. «Sono felicissimo, come primo anno mi sembra veramente un ottimo risultato», fa sapere Orlando.  Fatica e impegno sono gli elementi che ha consentito ai judoka ruffanesi di macinare risultati sempre più lusingheri, fino alla vittoria netta nel trofeo casalingo. Un secondo e meritato posto è andato ad un club storico per gli appassionati del genere: il Judo Club Shintai di Supersano che quest’anno festeggia 43 anni di attività e che nel torneo ruffanese ha conquistato 147 punti nelle varie categorie.  «Il Trofeo è stato organizzato in maniera eccellente, commenta il dirigente dello Shintai Giuseppe Frascaro, siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto dalla nostra società grazie e dei piazzamenti ottenuti dai nostri piccoli judoka. Loro rappresentano le speranze del judo salentino del futuro». Al terzo posto si è classificata l’Asd Judo Kodakan Poggiardo del maestro Giuseppe Maraschio.  Nel corso del torneo sono stati anche raccolti dei fondi (pari a mille euro) in favore dell’associazione “Per un sorriso in più”.

Matino – “Il mondo in tour” è il progetto di campus estivo proposto dal centro aperto polivalente per minori “Futuro in gioco” di Matino. Questo pomeriggio, nella sede di via Maestri del lavoro (presso la zona industriale), la presentazione delle iniziative programmate dall’11 giugno al 10 agosto prossimi. Insieme ad alcune associazioni locali, a partire dalle 18.30 ci sarà il “Family day di presentazione” (ad ingresso gratuito). «Si tratta – fanno sapere i promotori – di una struttura aperta anche alla partecipazione non continuativa di minori e giovani dell’Ambito territoriale e dei  paesi limitrofi  che operano in raccordo con i servizi sociali dei Comuni, le istituzioni locali e gli Istituti scolastici». Inoltre, il servizio dell’Ambito territoriale sociale di Casarano (insieme ai comuni di Matino, Parabita, Ruffano, Supersano, Taurisano e Collepasso) si impegna ad offrire attività occupazionali, ricreative, sportive, educative, culturali ed extra scolastiche. Sono previsti pure dei programmi di prevenzione e recupero, aperti a tutti i minori, esposti a rischio di emarginazione, o diversamente abili, che non richiedono alta intensità assistenziale.

I programmi Nel corso del “Family day di presentazione”,  a cura dell’equipe organizzativa, spazio a musiche, colori e fiabe . nel corso del campus, ogni settimana, i piccoli partecipanti dai 6 ai 12 anni, oltre a conoscere una nuova nazione, faranno anche una riflessione sul tema legato all’integrazione.  Le attività programmate prevedono esperienze ludico creative e manipolative, giochi di squadra, circo teatro con la realizzazione di uno spettacolo conclusivo alla fine del percorso. Significativi per la crescita dei bambini saranno anche i  laboratori espressivi e artistici, di arte e manipolazione, teatrali e proiezione di film, giornalismo,  lingua inglese, avviamento all’informatica e allo sport, educazione ambientale e senso civico, attività aggregative e di inserimento sociale.

Gallipoli – Bontà (ed aziende) salentine ancora una volta in vetrina su Rai 1 nel programma “Buona a sapersi” condotto da Elisa Isoardi. Questa mattina le telecamere della nota trasmissione dedicata alla salute e all’alimentazione hanno illustrato le qualità delle melanzane con l’inviato Ivan Bacchi in collegamento diretto dall’azienda “Natura Salentina” di Gallipoli. Sono stati Dario e Alessandro Manzo (padre e figlio, di Taviano) a spiegare i segreti della coltivazione del prodotto  ortofrutticolo così come le modalità di commercializzazione. Non è mancato il momento culinario con la presentazione della ricetta light, ovvero le melanzane con latte e origano cotte al forno senza uova. L’azienda “Natura Salentina” si trova nel territorio di Gallipoli, in località Li Foggi, ed ha raccolto l’eredità della precedente azienda, condotta dagli stessi imprenditori originari di Taviano, che già negli anni ’70 iniziò a coltivare fiori per poi “convertirsi”, dopo la crisi del settore, su ortaggi, erbe aromatiche e primizie.

Questa appena iniziata è l’ultima settimana della programmazione stagionale di “Buono a sapersi” che ha visitato il Salento quattro volte, tra a Gallipoli e Torre Suda (Racale) per la coltivazione della spigola con Reho Mare, presso l’azienda “Pralina” di Melpignano per parlare di piselli e nella masseria Le Stanzie di Supersano.

Gallipoli – Di 24 squadre ne sono rimaste soltanto quattro: le big four del campionato Amatori Salento Over 30 si incroceranno sabato prossimo, nell’ambito delle semifinali che si disputeranno alle 16 in contemporanea. Al Comunale di Muro Leccese si giocherà la gara Muro Amici Giallorossi – Taurisano, mentre sul campo di Tiggiano si affronteranno il Tricase e il Melissano. Sono queste le quattro compagini che si daranno battaglia dopo un campionato molto combattuto e sublimato da un ottimo tasso tecnico.

In attesa delle finali di campionato e di Coppa Salento che si disputeranno al “Capozza” di Casarano per i primi di giugno, si è chiuso il primo capitolo della stagione che ha raccontato le gesta di alcuni protagonisti. Il Tricase è stato trascinato dalle reti del capocannoniere Umberto Minerva (foto a sinistra) )arrivando primo nel Girone Sud, ma anche il Taurisano ha fatto affidamento sulla vena realizzativa di Claudio Potenza. Per quanto riguarda il Muro (primo nel Girone Centro) si sono messi in luce il casaranese Andrea Tridici e Armando Gabrieli, mentre il Melissano ha potuto contare sulle ottime performance del taurisanese Rocco Stasi, nonostante la pesante assenza per infortunio del capitano Donato Greco. In Coppa Salento, invece, le semifinali vedranno fronteggiarsi l’Amatori Maglie e il Muro Amici Giallorossi da una parte, e l’Ugento e l’Amatori MontesanoMiggiano dall’altra. Le date delle due gare sono ancora da stabilirsi, ma lo spettacolo è assicurato.

“Quest’anno abbiamo avuto un campionato di altissimo livello con alcuni ex giocatori che hanno militato in categorie di spessore – spiega Loris Bavone (a destra) di Supersano, responsabile della Asd Amatori Salento insieme a Lello Legari e Damiano Merico -. Oltre all’over 30, per l’anno prossimo intendiamo organizzare un campionato Over 40 per allargare il nostro movimento e dare spazio ad un’altra fascia d’età”.

Collepasso – Nuovo fine settimana dedicato al teatro antico nel chiostro del Palazzo baronale di Collepasso. Nell’ambito della rassegna “Il tempio delle fole”, giovedì 3 e sabato 5 sempre alle 20.30,  sarà di scena “Edipo Re” mentre venerdì 4 e domenica 6 “Antigone”, entrambe le tragedie di Sofocle sono proposte dalla cooperativa “Costruzioni teatrali – Poieofolà”. La nuova realtà nasce dai “Ragazzi di via Malinconico” di Gallipoli coinvolgendo, a vario titolo,  Roberto Treglia (direttore artistico della cooperativa e regista degli spettacoli), Alberto Greco, Riccardo Abbate e Luana Greco. La prima edizione della rassegna gode del patrocinio della Provincia di Lecce e dei Comuni di Gallipoli, Collepasso, Taurisano e Alezio ”. È lo stesso Treglia ad interpretare Edipo, mentre i panni di Antigone sono affidati all’attrice romana, di origini salentine, Francesca Trianni. Interprete d’eccezione è la cantante Cinzia Corrado (di Supersano), nel ruolo della Sfinge. Il resto del cast è formato da artisti di tutte le età, provenienti da tutta Italia, di cui molti pugliesi. La rassegna, che proseguirà sino al 20 maggio, rientra nel calendario di eventi promossi attraverso il circuito dell’associazione nazionale “Borghi autentici d’Italia” di cui fa parte il comune di Collepasso. La colonna sonora degli spettacoli è inedita, prodotta dalla nota casa d’incisione salentina Corrado Production. C’è anche una sezione della rassegna dedicata alle scuole superiori (con una serie di matinèe dal 2 al 15 maggio.

Gli attori e il corpo di ballo – Per “Edipo Re” sono sul palco Roberto Marius Treglia,  Cinzia Corrado, Laura Cortese, Alberto Greco, Luigi Mba Pi Tricarico, Giuseppe Calamunci Manitta, Riccardo Abbate, Emanuele Frisenna, Fiorella De Mitri, Annalisa Gallo, Luana Greco, Isaura Scorrano, Chiara Tricarico, Silvia Carrino, Desy Codognotto, Yvonne Di Sancarlo, Mariagrazia Pisanello. Per il corpo di ballo: Mario Sansò, Adriano Cortese, Maria Tricarico, Imma Maggino, Rosa Carrozza, Gioia Luperto, Marta Piccolo, Martina Greco, Lucia Vincenti. Compongono il cast di Antigone Francesca Trianni, Tiziana Renni, Alberto Greco, Tommaso Fiorentino, Luigi Mba Pi Tricarico, Roberto Marius Treglia, Emanuele Frisenna, Cinzia Corrado, Fiorella De Mitri, Annalisa Gallo, Luana Greco, Isaura Scorrano, Chiara Tricarico, Yvonne di San Carlo, Mariagrazia Pisanello. Per il corpo di ballo: Mario Sansò, Adriano Cortese, Fabio Corciulo, Maria Tricarico, Maria De Vita, Stefania Occhilupo, Emanuela Polo, Francesca Manzolelli, Desirè Casole.

 

 

 

Supersano – Hanno fatto centro le torte rustiche e le altre delizie preparate con la consueta maestria presso la Masseria le Stanzie, questa volta per far bella mostra nel corso del programma di Rai Uno “Buono a sapersi”. Lo scorso giovedì 26 aprile la trasmissione del mattino condotta da Elisa Isoardi ha trattato l’argomento delle torte rustiche con l’inviato Umberto Salamone ospite dell’azienda di Donato Fersino alla scoperta di tutti i segreti dell’impasto e della cottura, a cominciare dall’utilizzo della legna d’ulivo “per riuscire ad ottenere un prodotto più flagrante”. Tra le tante pietanze offerte alle immagini della televisione anche la classica “pitta di patate” salentina insieme a tante focacce variamente condite. Come consuetudine del programma, la conduttrice ha poi ringraziato le varie testate giornalistiche che hanno presentato l’appuntamento, tra le quali Piazzasalento.it. 

Supersano – È ormai di casa nel Salento il programma di Rai Uno “Buono a sapersi” condotto da Elisa Isoardi che giovedì 26 aprile sarà in collegamento con “Masseria le Stanzie” di Supersano.  A partire dalle 11.05, la nota trasmissione del mattino Rai tratterà l’argomento delle torte rustiche con l’inviato Umberto Salamone ospite dell’azienda di Donato Fersino che dal 1980 si caratterizza per la tutela dell’ambiente, la conservazione del paesaggio e la valorizzazione dei prodotti tipici legati al territorio. Quella delle Stanzie è tra l’altro una delle location più gettonate del  Salento per set cinematografici, matrimoni per vip, cortometraggi  e varie trasmissioni televisive: da Sereno Variabile a Linea Verde, passando per Gambero rosso e Alle falde del Kilimangiaro e Eat Parade, con c’è programma che non sia giunto nelle campagne di Supersano per raccontare il Salento vissuto e conservato in masseria. Già lo scorso 9 aprile il programma condotto dalla Isoardi è stato a Melpignano (nell’azienda “Pr.ali.na”) per parlare di piselli mentre lo scorso 14 dicembre aveva visitato l’azienda “Reho mare” per la coltivazione della spigola a Torre Suda (Racale) e per le fasi di produzione a Gallipoli.

La scaletta del programma La trasmissione di giovedì 26 aprile si soffermerà, invece, sulle torte rustiche, “gustose, nutrienti e, se fatte con farina integrale, adatte a chi soffre di pesantezza allo stomaco”. Elisa Azzimondi, storica dell’alimentazione, ne illustrerà le principali varianti  dando preziose indicazioni su come riconoscere le migliori mentre Stefania Papa,  esperta di sicurezza nutrizionale, ne descriverà le proprietà benefiche, consigliando i ripieni più salutari. Sarà poi il gastroenterologo del Policlinico Gemelli di Roma, Giovanni Cammarota, a spiegherà come la farina integrale sia una valida alleata per chi soffre di pesantezza allo stomaco mentre la maestra di cucina Antonia Di Stasi mostrerà come realizzare tre salse di accompagnamento per le torte rustiche. Le farà eco la collega Anna Maria Palma che, invece, proporrà una “pizza rustica alla parmigiana”. Spazio, infine, al “borsino” della spesa, con le quotazioni di “Mr. Prezzo”, Claudio Guerrini direttamente dai banchi del mercato “Testaccio” di Roma.

 

Maglie – “Ponte” lungo e ricco di incontri quello che si accingono a vivere gli affezionati amici della “Scatola di latta”.  Dopo un appuntamento particolare, quello del 24 a Botrugno in cui vengono affrontate  “Storie di ordinaria resilienza e straordinario amore” partendo da una riflessione sul tempo (a conferma che si può “camminare” anche condividendo pensieri e storie personali), per il 25 si torna sulla strada e si riprende il cammino alla scoperta dei luoghi variamente suggestivi del Salento. Il giorno della Liberazione vedrà il gruppo (che come al solito si formerà spontaneamente e non ci sarà bisogno di prenotazione) nel Parco Paduli  “terra di ulivi e libertà” per un ritorno alla terra “consapevole e ragionato “ che diventa “una piena forma di resistenza”.  Paduli, infatti, con la sua storia e con le condizioni attuali, “mette al centro dell’attenzione il tema del valore ambientale, della resistenza e della condivisione”. Del Parco Paduli dell’Unione Terre di Mezzo fanno parte i Comuni di San Cassiano, Supersano, Surano, Nociglia, Botrugno, Scorrano, Sanarica, Giuggianello, Maglie e Muro Leccese.

Il raduno è presso l’Uliveto Pubblico alle 10, poi si raggiungerà a piedi il punto panoramico da cui lo sguardo spazierà sugli ulivi  dei Paduli. Passeggiata, quindi, lungo le stradine delimitate dei muretti a secco, accolti da Niodemo, il guardiano del Parco, realizzato da Dem (Marco Barbieri)  con  “radici di ulivo, ossa di animali, piume, iperico o erba di San Govanni, cardi”, tra i  “nidi d’artista”, rifugi biodegradabili realizzati con materiali di scarto dell’agricoltura.

Nell’Uliveto pubblico si consumerà il pranzo o autogestito o messo a disposizione con un piccolo contributo dagli organizzatori (friselle con i pomodori, vino e birra). Consigli: scarpe comode, una bottiglietta d’acqua, un cappello per il sole, voglia di camminare e stare insieme. La passeggiata, di 6 chilometri che si percorreranno in circa due ore e mezza,  è organizzata dall’associazione Abitare i Paduli in collaborazione con La scatola di Latta e Lua (Laboratorio urbano aperto). Per info Parco Paduli 3775341053 servizi@parcopaduli.it

Fissati già i prossimi appuntamenti: il 29 alle 17, passeggiata per Diso in attesa della festa dei Santi patroni Filippo e Giacomo, in compagnia dello storico locale Salvatore Coppola e del comitato organizzatore della festa. Per il 30 è prevista una visita ad un’azienda produttrice di barbatelle presso  i Laghi Alimini  di Otranto e una passeggiata”musicale” nel centro storico di Otranto in compagnia di Dario Muci di Nardò e Paolo Ricciardi.

 

 

 

Ruffano – La sentenza di condanna diventa esecutiva ed il 55enne Gaetano Marra viene arrestato. L’accusa mossa all’uomo in sede processuale è stata quella di ricettazione in conseguenza del relativo reato commesso a Supersano il 12 settembre del 2010. L’ordine di esecuzione della pena è stato emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Lecce. Dopo le formalità di prassi in caserma, l’uomo è stato condotto presso la propria abitazione dove dovrà scontare, ai domiciliari, la pena pari a un anno di reclusione.

Casarano – Ammontano a 392 le richieste di accesso al Reddito di inclusione (Rei) pervenute all’Ambito territoriale sociale di Casarano, composto dai Comuni di Casarano, Collepasso, Matino, Parabita, Ruffano, Supersano e Taurisano. Di queste, quelle già istruite e per le quali i richiedenti hanno già ricevuto o stanno per ricevere il sussidio sono 299; altre 93 sono in fase di verifica. Il Rei è una misura del governo nazionale di contrasto alla povertà che prevede, per gli aventi diritto, una cifra mensile che va da poco meno di 200 a 540 euro, a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare.

Per quel che concerne il Reddito di dignità (Red) relativo al 2016-2017, le domande ammesse e istruite sono state 379. Di queste, 273 erano finalizzate all’accesso tanto al Sostegno all’inclusione sociale (Sia) quanto al Red. Le restanti 106, invece, riguardavano solo il Red. Il Red è una misura regionale di integrazione del reddito corrisposta a fronte della sottoscrizione di un «patto di inclusione sociale attiva» che vincola il beneficiario alla partecipazione ad un tirocinio o a un diverso progetto di sussidiarietà. Il Sia, sostituito dal Rei a partire dal primo gennaio scorso, era rivolto alle famiglie in condizioni di povertà con un minorenne, un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza.

Non fa mistero delle difficoltà incontrate dagli uffici dell’Ambito l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Casarano Daniele Gatto. «Stiamo sopperendo – commenta l’assessore – alle criticità legate alla carenza di personale, alla lunghezza dei tempi per l’istruttoria e alla poca comunicazione tra gli enti coinvolti che rende farraginosa e poco lineare la procedura. Nonostante questo, si tratta certamente di interventi molto importanti per dare un minimo di sollievo ai beneficiari. Sarebbe auspicabile l’allargamento della platea di coloro che in futuro potranno usufruire di simili misure. I parametri d’accesso, infatti, sono così rigidi che molte persone, in evidente stato di difficoltà, sono escluse, pur non disponendo di grandi entrate, magari perché hanno una casa di proprietà lasciata loro in eredità».

 

Casarano – Agenzie di scommesse ancora nel mirino delle forze dell’ordine impegnate da tempo in un controllo capìllare del territorio al fine verificare il rispetto della normativa di riferimento. I militari della Compagnia di Casarano, nel corso di uno specifico servizio finalizzato al contrasto della diffusione del gioco d’azzardo patologico, hanno segnalato ai rispettivi Comuni ed alla Questura di Lecce, per l’adozione dei provvedimenti di competenza, ben 8 agenzie in quanto collocate a meno di 500 metri da strutture ritenute “sensibili” (ai sensi della legge regionale n. 43/2013), ovvero scuole, chiese, impianti sportivi, case di cura e altro.

I locali interessati I carabinieri sono intervenuti nei centri scommesse di via Matino, via Ferrari e via Ricasoli a Casarano, nella rivendita di via Regina Margherita e nel circolo di via don Luigi Sturzo a Taviano, nel bar di via Garibaldi e nel centro scommesse di piazza Beltrano a Racale e nel centro scommesso di via San Francesco a Supersano.

Casarano – “La nuova carta dei diritti della Bambina: presentazione e adozione” è il titolo del convegno organizzato venerdì 13 aprile, alle ore 9, presso la Sala consiliare del Comune di Casarano. Si tratta di una iniziativa della locale sezione Fidapa, presieduta da Anna Maria Tunno, ispirata alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia del 1989 e sostenuta dalla Provincia di Lecce. Saranno 14 i Comuni chiamati ad adottare il documento che rappresenta  un’enunciazione di principi di valore morale e civile finalizzati a promuovere la parità sostanziale fra i sessi, la valorizzazione delle differenze tra bambine e bambini e il superamento degli stereotipi che limitano la libertà di pensiero e di azione in età adulta. Il programma prevede i saluti di Anna Maria Tunno, presidente della sezione di Casarano della Fidapa Bpw Italy, di Iolanda Palazzo, componente distrettuale del gruppo di lavoro della Carta dei diritti della Bambina, del sindaco Gianni Stefano, del presidente della Provincia Antonio Gabellone, della consigliera di parità della Provincia di Lecce Filiomena D’Antini, della consigliera del Comune di Casarano con delega alle Pari opportunità Fabiola Casarano, delle dirigenti scolastiche Rita Augusta Primiceri (Polo Uno e Polo Tre) e Luisa Cascione (Polo Due) nonché della dirigente dell’Istituto superiore “Montalcini” Monia Casarano. Gli interventi saranno curati da Eufemia Ippolito e da Fiorella Annibali con le conclusioni affidate a Fiammetta Perrone, segretaria nazionale Fidapa. Modera Anna Adamo, referente di sezione del progetto “Carta dei diritti della Bambina”.

I comuni coinvolti Ad adottare la Carta dei diritti della Bambina saranno i comuni di Acquarica del Capo, Alliste, Castrignano dei Greci, Collepasso, Matino, Melissano, Parabita, Patù, Racale, Salve, Supersano, Taviano, Taurisano e Ugento. «La Carta deve essere letta come una premessa fondamentale per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita. La bambina deve essere infatti aiutata, protetta ed educata fin da subito in modo da crescere come cittadina attiva, nella piena consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri. Obiettivo della Carta è dunque quello di formare culturalmente bambine e bambini al fine di garantire il rispetto dei diritti umani e l’eliminazione di ogni forma di violenza e di discriminazione di genere. Partendo da questo primo atto, Fidapa Casarano continuerà a favorire iniziative integrate e sinergiche con le Istituzioni Pubbliche, il mondo scolastico, le famiglie, attraverso un’ incisiva campagna di sensibilizzazione».

Parabita – In attesa di sviluppi in casa Aro/9,  Parabita prova a far ripartire la gara per l’affidamento dei servizi di igiene urbana. Il sindaco Cacciapaglia, appena re-insediatosi, ha ripreso in mano le redini della procedura sollecitando l’Autorità nazionale anti-corruzione ad esprimersi sulla possibilità di conferire rifiuti organici in impianti diversi da quelli indicati in sede di gara. Gli impianti individuati dalle ditte che hanno presentato le offerte, allegando dichiarazione di disponibilità degli stessi, si sono dichiarati successivamente indisponibili a ricevere il rifiuto umido, “per raggiunti limiti di portata”. All’Anac viene dunque chiesto se è possibile conferire i rifiuti in impianti diversi da quelli indicati in sede di gara. Risposta che Parabita attende da otto mesi. «È sorprendente constatare – scrive oggi Cacciapaglia – come un anno di gestione commissariale, che proprio sul settore rifiuti avrebbe dovuto focalizzare la propria attenzione, non sia riuscita a concludere la gara. Ho dovuto scrivere io esortando il presidente dell’Autorità anticorruzione, informando al contempo Prefetto e commissario dell’Ager, a dare urgente riscontro alla richiesta di parere, al fine di poter concludere la procedura di gara, nelle more della quale, il sottoscritto, si vedrebbe costretto ad adottare ulteriori provvedimenti di proroga del servizio in essere». Proroghe, precisa ancora Cacciapaglia, adottate anche dalla gestione commissariale. «Delle due l’una: o il mio agire sull’argomento è stato corretto ed allora non si comprende come possa essere stato censurato nella relazione prefettizia che proponeva lo scioglimento del Comune, oppure, anche quella commissariale, è stata una “gestione anomala”, per riprendere una definizione della suddetta relazione».

La gara dell’Aro 9 A che punto è, invece, la procedura congiunta dell’Aro 9? L’ultimo passaggio è stato una seduta pubblica nell’aula consiliare di Casarano, lo scorso 23 marzo, nel corso della quale è stata valutata la documentazione amministrativa prodotta dalle  otto società partecipanti al bando da oltre 56milioni di euro (durata 9 anni) che riguarda i comuni di Casarano (capofila), Matino, Miggiano, Montesano Salentino, Parabita, Ruffano, Specchia. A giorni si conosceranno le ditte ammesse alla fase successiva quando sarà la commissione giudicatrice a valutare le offerte tecniche.

Nociglia – Si chiama “Rural Revolution” il progetto presentato dai Comuni dell’Unione delle Terre di Mezzo (Botrugno, Giuggianello, Nociglia, Sanarica, San Cassiano, Supersano, Surano) che con un attimo quinto posto su 83 concorrenti della graduatoria regionale ed un  primo posto tra le aggregazioni di piccoli Comuni con abitanti compresi tra i 15mila e i 30mila, ha ottenuto un finanziamento di 3 milioni di euro. La fonte è il bando regionale sulla Rigenerazione urbana, destinato alle aree con particolari condizioni di marginalità sociale ed economica, finalizzato a favorire i processi di contrasto alla povertà e di inclusione sociale delle fasce disagiate della popolazione residente. In questo caso le risorse in arrivo sono un importante traguardo per i paesi del Parco Paduli, per un lavoro iniziato 15 anni fa, e che ancora una volta, ha dato ragione a chi da tempo ha deciso di agire come territorio e non come singole entità: «Quando si lavora in sinergia – commenta infatti il Sindaco di Nociglia e presidente di turno dell’Unione, Massimo Martella (foto) – i risultati arrivano. Il recupero dei nostri beni è fondamentale per dare ancora più lustro alle nostre comunità.»

Un lavoro durato 15 anni. Protagonisti di questo complesso e lungo lavoro sono stati cittadini, associazioni, consorzi del Piano sociale di zona, dipartimenti universitari, Arca-Sud e imprese che, insieme alle amministrazioni comunali “hanno condiviso una strategia capace di coniugare il carattere rurale di questi piccoli centri con un’idea di smart-land, ossia un sistema di servizi intelligente, in grado di migliorare la qualità della vita nei centri urbani, renderli più sostenibili e ecologici, recuperare gli edifici dismessi per potenziare e innovare l’offerta e la qualità dei servizi per i cittadini ed essere più vicini alle esigenze delle fasce di popolazione più disagiate e marginali”, come si sottolinea in un comunicato. Nello specifico questi i progetti da realizzare.

I progetti approvati paese per paese.Nociglia, Comune capofila, mediante il recupero di un edificio dismesso di proprietà pubblica, sarà realizzato un frantoio di comunità, uno spazio destinato agli abitanti – contadini e consumatori del Parco, ma anche una scuola di “social rural innovation”, luogo del confronto e della divulgazione di pratiche agricole sostenibili. Grazie all’accordo di partenariato con l’Ambito sociale di Poggiardo, saranno coinvolti i cittadini titolari di reddito di dignità. A Botrugno la riqualificazione e pedonalizzazione degli spazi di connessione tra la chiesa Madre e la “Congrega” completerà il processo di pedonalizzazione di una parte della rete viaria del centro urbano realizzando un percorso in sicurezza che collegherà vari servizi di natura sociale (asilo d’infanzia, casa di riposo, futuro centro diurno per persone affette da Alzheimer e il centro culturale previsto nel palazzo marchesale Ignazio Guarini). L’intervento di riqualificazione consentirebbe di mettere in sicurezza la mobilità veicolare e ciclopedonale oltre a recuperare l’utilizzo parziale di alcuni edifici che saranno acquisiti dal Comune come sede dei servizi sociali da adibire a case-parcheggio. A Giuggianello la “Foresteria dei Bambini” sarà uno spazio di accoglienza di gruppi di scolari, insieme ai loro accompagnatori, in visita al Parco dei Paduli. La foresteria, oltre ad aprire a nuove prospettive occupazionali, diventa l’occasione per il potenziamento del “servizio integrato per gli affidi e le adozioni”: infatti ospiterà una scuola di Genitorialità, con finalità di sostegno alle famiglie e contrasto della caduta demografica. A Sanarica la riqualificazione di edifici di proprietà comunale, oggi dismessi consentirà la realizzazione della “Casa del Pellegrino” una struttura a vocazione sociale-religiosa, che ospiterà i fedeli che si recano ogni anno in pellegrinaggio, al Santuario della Madonna delle Grazie. In parte dell’edificio troverà spazio la sede dei servizi sociali e casa parcheggio. A San Cassiano sarà realizzata una piazza di comunità: attraverso un laboratorio di cohousing, a cui prederanno parte gli abitanti delle case ex-iacp e Arca Sud Salento, saranno rigenerati edifici e spazi pubblici, avviando la sperimentazione del primo modello di autogestione e manutenzione ordinaria degli spazi e dei fabbricati collettivi in cambio di una calmierazione del costo dell’affitto. A Supersano la “Casa degli animali terapeutici” sarà un parco ha vocazione multifunzionale, poiché è destinata non soltanto alla prevenzione del randagismo e alla tutela delle condizioni psico-fisiche degli animali, ma anche all’organizzazione e promozione dell’adozione dei cani, all’offerta di servizi di dog-sitting, all’organizzazione di attività educative e ricreative per bambini e ragazzi di età scolare. In particolare la struttura sarà destinata in accordo con il Consorzio per la realizzazione del sistema integrato di welfare dell’ambito di Poggiardo e Casarano, al servizio di pet-therapy. A Surano sarà realizzata la Casa della Comunità. Si tratta di recupero e ristrutturazione di un edificio di proprietà comunale e la sua trasformazione in complesso destinato a sede di un poliambulatorio sociale, dei servizi assistenziali domiciliari, dell’anagrafe cittadina, del comando di Polizia municipale. Si tratta di un progetto pilota di integrazione di servizi della comunità.

 

Ugento – Turismo e fede a braccetto grazie all’iniziativa “Sepolcri” promossa dalla Fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca. Lo scopo è quello di valorizzare, in adesione al progetto “Chiese aperte” promosso dalla Regione Puglia con il Fondo speciale cultura e patrimonio culturale, gli allestimenti sacri realizzati all’interno delle chiese e dei calvari delle 18 comunità della diocesi retta da monsignor Vito Angiuli in occasione della Settimana santa e meta del pellegrinaggio del giovedì e del venerdì santo. «S’intende mettere a fuoco quest’appuntamento della tradizione religiosa, molto sentito e vissuto dalle comunità locali, attraverso l’organizzazione di un convegno in cui verranno invitati alcuni esperti, la realizzazione di materiale informativo, promozionale e divulgativo e l’apertura straordinaria delle chiese e del Museo diocesano nei periodi di maggior afflusso di pellegrini e turisti. Verrà anche bandito un concorso tra le confraternite che volessero partecipare e alla confraternita vincitrice sarà restaurata una suppellettile sacra. Il Museo diocesano prolungherà, inoltre, tale iniziativa con una mostra sul tema», fanno sapere gli organizzatori.

Le confraternite interessate dal progetto sono le seguenti: Madonna Assunta in cielo e Sant’Antonio – SS. Trinità a Specchia, Madonna Santissimo Rosario a Gemini (Ugento), Sant’Antonio a Castrignano del Capo, Assunta ad Acquarica del Capo, Carmine e Trinità a Ruffano, Confraternita dell’Immacolata a Sant’Eufemia a Tricase, Confraternita dell’Immacolata Sant’Angelo a Tricase, Santi Medici a Ugento, Confraternita dell’Immacolata a Supersano, Immacolata e San Nicolò a Tutino (Tricase), confraternita dell’Immacolata e Santo Stefano a Taurisano, Cuore eucaristico a Patù, confraternita dell’Immacolata a Corsano, confraternita dell’Immacolata a Giuliano di Lecce (Castrignano del Capo), Madonna delle Grazie e Sacramento a Torre Paduli (Ruffano), confraternita dell’Immacolata – Santissima Eucaristia – San Francesco di Paola a Gagliano del Capo, confraternita dell’Immacolata e SS, Sacramento a Caprarica del Capo, Madonna Assunta e San Luigi Gonzaga a Presicce e confraternita di Sant’Antonio a Ugento.

Casarano – La malavita locale messa alla sbarra sceglie di essere processata tramite il rito abbreviato: questa la decisione di 12 dei  13 imputati coinvolti nell’operazione “Diarchia” con la quale nel maggio 2017 i carabinieri sgominarono il clan facente capo al 42enne Tommaso Montedoro. Quest’ultimo, in un’altra inchiesta, è pure accusato di essere il mandante dell’omicidio dell’ex amico Augustino Potenza, avvenuto il 24 ottobre del 2016 nel parcheggio dell’ipermercato cittadino. Di Casarano sono sei dei tredici imputati che, a vario titolo, dovranno rispondere di associazione mafiosa, detenzione di armi, droga, ricettazione, estorsioni e tentato omicidio. Quest’ultimo è quello del 28 novembre 2016, quando, secondo l’accusa, i cugini Luca (27) ed Antonio Andrea Del Genio (32) ridussero in fin di vita il 41enne Luigi Spennato davanti alla sua abitazione in contrada Campana. L’inchiesta mise alla luce i vari affari del sodalizio criminale, tra droga, estorsioni e spaccate ai danni di postazioni bancomat. Nel processo il Comune di Casarano (così come il ministero dell’Interno)  si è pure costituito parte civile (con l’avvocato Francesco Vergine) per difendere l’immagine della città.

Gli imputati – Montedoro, ritenuto il numero uno del clan, sarà giudicato con il rito abbreviato condizionato all’acquisizione della documentazione relativa ad altri processi che lo hanno visto assolto. Gli altri sotto processo, oltre gli stessi cugini Del Genio, sono Damiano Cosimo Autunno (52 anni di Matino, residente a Parabita), Ivan Caraccio (31enne di Casarano), Lucio Sarcinella (22enne di Casarano), Maurizio Provenzano (47enne di Lecce) di Marco Petracca (41enne di Casarano), Sabin Braho (34enne di Durazzo residente a Brindisi), Domiria Lucia Marsano (41, di Lecce), Salvatore Carmelo Crusafio (41, nato a Basilea e residente a Matino) e Giuseppe Corrado (45, di Supersano residente a Ruffano). Il 37enne Andrea Cecere, di Nardò, ha scelto invece la strada del patteggiamento (la pena concordata, di 4 anni e tre mesi, è ora al vaglio del gup con udienza fissata il 22 maggio). Per tutti gli altri il processo è ora aggiornato al 25 settembre (quando è previsto pure l’ascolto di alcuni testimoni) mentre la requisitoria della Procura è in scaletta per il 9 ottobre e le discussioni e la sentenza per il 23 ottobre.

L’assassinio di Manuele Cesari Intanto resta alto il livello di attenzione e di preoccupazione degli inquirenti in merito ai recenti episodi criminosi verificatisi a Casarano e Melissano: ai tre attentati intimidatori compiuti, con un facile calibro  12 , all’alba del 14 marzo (13 i colpi sparati nel totale contro una concessionaria d’auto, una palestra e l’auto di un muratore) ha fatto seguito, una settimana dopo, l’assassinio del 37enne di Melissano Manuele Cesari, morto ieri all’ospedale “Ferrari” dopo essere stato colpito da tre colpi di pistola sparatigli addosso da almeno un paio di killer la sera del 21 marzo davanti al fast food di via Enrico Berlinguer, nel suo paese. Per fare il punto sulle indagini in corso, ieri mattina in procura a Lecce si è svolto un vertice tra il procuratore Antimafia Gugliemo Cataldi, il comandante del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Lecce Paolo Nichilo e il comandate della Compagnia di Casarano Enrico Clemente, alla presenza del sostituto procuratore Maria Vallefuoco.

Supersano – “Incredibili vite nascoste nei libri” è la raccolta di racconti scritti da Patrizia Caffiero (foto) presentata domenica 25 marzo, alle 18.30, presso il Mubo’s cafè di piazza IV Novembre a Supersano. L’iniziativa rientra nell’ambito della rassegna di incontri “Domenica al Mubo’s· Libri, musica, parole” dedicati ai libri e all’incontro tra musica e parole. A dialogare con l’autrice, leccese di origini ed emiliana d’adozione, sarà Luciano Pagano.

Maglie – Tre clan, con un giro d’affari di circa 900mila euro annui, capaci di controllare larga parte del territorio salentino con collegamenti importanti non solo nel barese così come a Roma e Napoli, ma anche in Albania, Spagna e Marocco. Le tre associazioni per delinquere sgominate questa mattina dai carabinieri con l’operazione “Orione” sono quelle guidate da Vincenzo Amato a Scorrano, Paolo Serra a Martano e dai fratelli Luigi e Paolo Guadadiello a Torchiarolo: quest’ultima a carattere mafioso, inserita nella Sacra corona unita e facente capo al clan “De Tommasi” di Campi Salentina. Abbondante la disponibilità di armi (anche da guerra) e droga: se i viaggi all’estero erano finalizzati alla fornitura dello stupefacente (in Albania con Dario Profka e Ermal Harizaj), i contatti con la Capitale e il quartiere napoletano di Secondigliano puntavano ad allacciare contatti con altri clan mafiosi nostrani mentre è stato accertato che una delle associazioni sgomitate riforniva stabilmente il clan “Di Cataldo” di Bitonto.

Grande dispiegamento di forze dei carabinieri L’operazione dei carabinieri è stata condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Maglie insieme ai colleghi del Comando provinciale di Lecce in collaborazione con le Compagnie di Brindisi e Alghero: 157 le unità di personale dispiegate con 47 autovetture. Le operazioni hanno avuto inizio all’1 di questa mattina con il supporto di sei unità cinofile del Nucleo cinofili di Modugno e Tito (Potenza) e del team artificieri antisabotaggio del Comando provinciale di Lecce.

La suddivisione del territorio Precisa la suddivisione territoriale: Serra e i suoi operavano nei territori di Borgagne, Carpignano Salentino, Martano, Melendugno e Otranto (con contatti riferibili al clan Tornese di Monterosi e all’associazione capeggiata da Vincenzo Amato a Scorrano); Amato nei territori di Botrugno, Cursi, Cutrofiano, Maglie, Muro Leccese, Neviano, Nociglia, Poggiardo, Santa Cesarea Terme, Scorrano e Ruffano, mentre l’associazione capeggiata dai fratelli Guadadiello tra Squinzano, Torchiarolo e Trepuzzi con una ramificazione a Tricase. Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, l’indagine ha portato all’arresto di 37 persone permettendo di accertare circa 200 episodi di spaccio e numerosi casi di estorsione. Nel totale sono 62 i soggetti indagati.

La droga e le armi – Oltre 27 i chilogrammi di hashish sequestrati, insieme a 320 grammi di cocaina e altro stupefacente per un valore di circa 295mila euro. In fase di esecuzione delle misure cautelari sono stati sequestrai ulteriori 440 grammi di eroina, 90 di marjiuna 8,5 di hashish ed un ordigno improvvisato di grandi dimensioni ad alto potenziale offensivo. Cinque le pistole sequestrate insieme ad un kalashnikov e alle relative munizioni.

Il gruppo di Martano: donne, minori e “accortezze varie” – Particolari le cautele adottate dai componenti dei vari clan. Per evitare le intercettazioni dei carabinieri, alla fine comunque puntuali nel ricostruire le dinamiche d’azione dei tre sodalizi criminali, il gruppo di Martano usava il meno possibile le utenze cellulari, cambiando spesso schede telefoniche, e usando sempre un linguaggio volutamente criptico. Frequente pure il ricorso a strumentazioni tecnologiche in grado di rilevare la presenza di sistemi di intercettazione ambientale in autoveicoli e abitazioni. Per questo  si ricorreva anche al frequente cambio delle autovetture utilizzate per gli spostamenti. La droga era spesso nascosta all’interno di contenitori per le derrate agricole, lontano dalle aree urbane. Rilevante il ruolo delle donne e dei minori, utilizzati spesso per non destare sospetti. Le estorsioni avvenivano con la tecnica del cosiddetto “cavallo di ritorno”: rubando le auto veniva richiesto un corrispettivo per la loro restituzione. Non mancavano le rapine e gli incendi su commissione, spesso richiesti da concorrenti commerciali in danno di altre attività o per regolare dissidi personali. In una situazione accertata dai militari, Sergio Pede e Angelino Giuseppe condussero un terzo soggetto in un luogo isolato nei pressi dei laghi Alimini (Otranto) facendolo confessare in ginocchio e mimando le modalità tipiche dell’esecuzione mafiosa.

L’associazione capeggiata da Vincenzo Amato a Scorrano – Amato, noto come “pisciuleddhru”, è un personaggio di spicco della criminalità organizzata locale, già associato al clan della Scu “Coluccia” di Noha-Galatina: latitante dal febbraio 2016, su di lui pende già una condanna definitiva a 19 anni e mezzo per traffico internazionale di droga con la Colombia. Anche questa associazione è risultata in possesso di armi da fuoco ed esplosivi, tra cui 4 detonatori ad alto potenziale. Anche in questo caso si utilizzavano i rilevatori si microspie e un cambio “ossessivo” di schede telefoniche (anche estere). L’organizzazione guidata da Amato era in grado di rifornirsi in  Spagna, Albania e Marocco. In un bar di Muro Leccese era la base operativa, li dove spesso sono stati avvistati esponenti di altre associazioni leccesi e pure trafficanti albanesi venuti per contrattare i termini delle forniture (in alcuni casi con scambi da 40 e 65mila euro). Al gruppo sono state sequestrate decine di chilogrammi di droga, nascosta in bidoncini interrati o nascosti in muretti a secco (anche a Supersano tra l’ottobre 2015 e il gennaio 2016). Dai pizzini recuperati si ha contezza che soltanto in un mese, quello di settembre 2015, la contabilità in materia di spaccio di stupefacente ammontava a circa 300mila euro.

Armi da fuoco e  fucili da guerra a Torchiarolo – Di sicuro molto più numeroso rispetto ai soli dieci arrestati, il gruppo di Torchiarolo e Squinzano capeggiato dai fratelli Guadadiello, inserito all’interno della Sacra corona unita leccese. Fondamentale il ruolo delle donne in grado di portare all’esterno del carcere le disposizioni date dai capi del clan mafioso (alcuni di questi, infatti, detenuti al tempo dell’indagine). Alba Conte, moglie di Paolo Guadidiello, avrebbe svolto il ruolo di contabile nel corso della detenzione del marito, distribuendone i proventi agli appartenenti e decidendo le nuove forme di “investimento”. L’associazione, dotata di armi da fuoco e fucili da guerra (5 pistole e un ak47 kalashnikov con relativo munizionamento, ha eseguito un elevatissimo numero di estorsioni nei confronti dei soggetti acquirenti di stupefacente, anche appartenenti al gruppo stesso, non disdegnando di ingaggiare vere e proprie sparatorie nei pressi delle abitazioni degli stessi.

Gli arrestati – Sono 37 le persone arrestate, 20 in carcere e 17 ai domiciliari. Dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostante stupefacenti, danneggiamento, danneggiamento seguito da incendio, detenzione abusiva di armi e materie esplodenti, detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione, favoreggiamento personale, furto aggravato, minaccia aggravata, porto abusivo di armi, ricettazione, sequestro di persona e violenza privata. Tra di loro anche l’ex portiere del Lecce e del Nardò Davide Petrachi.

  • Ordine di carcerazione in carcere per:
  1. AMATO Vincenzo nato a Galatina il 28.01.1977;
  2. ANGELINO Giuseppe nato a Poggiardo il 31.07.1993;
  3. CAPUTO Andrea inteso “cavallo” nato a Maglie il 05.08.1978;
  4. DE MITRI Fabrizio nato a Poggiardo il 27.01.1979;
  5. FUSO Luigi nato a Martano il 10.01.1956;
  6. GUADADIELLO Antonio Roberto nato a Lecce il 10.06.1982;
  7. GUADADIELLO Anna Maria Cristina nata a Lecce 02.10.1985;
  8. GUADADIELLO Luigi nato a Lecce il 17.07.1981;
  9. GUADADIELLO Paolo nato a Lecce il 28.11.1987;
  10. GUADADIELLO Stefano nato a Lecce l’11.02.1984;
  11. MAGGIO Marco nato a Lecce il 17.04.1990;
  12. MERICO Paolo nato a Poggiardo il 30.05.1984;
  13. MIGGIANO Cosimo nato a Galatina (Le) il 09.02.1981;
  14. PEDE Sergio nato a Maglie il 16.12.1975;
  15. SERRA Paolo Domenico nato a Carpignano Salentino (Le) il 05.10.1959;
  16. SPARAPANE Piero nato a Lecce il 28.06.1972;
  17. SPARAPANE Stefano nato a Lecce il 31.12.1992;
  18. STOMEO Christian, nato a Scorrano (Le) il 08.08.1993;
  19. TUNNO Vittorio, nato a Poggiardo (Le) il 20.05.1981;
  20. VISCONTI Adele, nata a Squinzano (Le) il 03.11.1995

 

  • ARRESTI DOMICILIARI
  1. ANTONACI Lorenzo, nato a Lecce il 05.10.1976
  2. CAFARO Alessandro, nato a Campi Salentina (Le) il 16.02.1984
  3. CAPOCELLI Armando, nato a Maglie (Le) il 30.12.1985
  4. COLUCCIA Cristian, nato a Treviglio (BG) il 17.04.1991
  5. CONTE Alba nata a San Pietro Vernotico (Br) il 31.05.1993;
  6. DE IACO Antonio inteso “barba”, nato a Poggiardo (Le) il 08.04.1983
  7. DE RINALDIS Carmine inteso “macellaio”, nato a Poggiardo (Le) il 03.05.1977
  8. GNONI Virgilio inteso “olio”, nato a Nociglia (Le) il 13.11.1970
  9. GRECO Alessandro inteso “topo”, nato a Cursi (Le) il 21.09.1979
  10. GUIDO Cosimo Davis, nato a Campi Salentina il 04.07.1979
  11. LONGO Cesario, nato a Casarano il 05.03.1978
  12. MIHAILESCU Alina Elena, nata in Romania il 25.02.1983
  13. NUZZO Giuseppe inteso “ruspa”, nato a Cursi (Le) il 24.08.1970
  14. PETRACHI Davide inteso “calcio”o “portiere”, nato a Lecce il 14.08.1986
  15. SPEDICATI Lorenzo, nato a Lecce il 13.03.1992
  16. TOMASI Antonio, nato a Maglie (Le) il 21.04.1970
  17. ZEZZA Antonio inteso “bufalo”, nato a Tricase (Le) il 16.06.1989

 

Casarano – Non si può certo dire che la vocazione per le “cose di Dio” mancasse: non quella del seminarista, però, quanto piuttosto quella che lo portava a prediligere, insieme alla sua banda, chiese e parrocchie per i tanti furti messi a segno. Ha del clamoroso, infatti, la metamorfosi del 27enne Emanuele Zompì che, dopo gli studi in seminario abbandonati da qualche anno, in chiesa ci tornava spesso ma per rubare. Lui è ritenuto il campo dell’organizzazione criminale sgominata dall’operazione “Santi Medici”, condotta all’alba di martedì 6 marzo dai carabinieri di Maglie e Casarano insieme ai nuclei operativi di Foggia e Matera, a due unità cinofile del nucleo di Modugno e ad un veivolo dell’Elinucleo di Bari. Insieme ai suoi complici (otto e tutti residenti a Casarano), l’ex seminarista è ritenuto responsabile di 22 colpi messi a segno facendo razzie in molte chiese portando via tutto quanto fosse poi rivendibile: arredi, paramenti sacri, ex voto, preziosi e pure le offerte delle questue, per un bottino complessivo pari a circa 250mila euro.

Il “timor di Dio”,le botte in carcere e il “rispetto” per Casarano – Curiosamente le scorribande sono avvenute in tantissimi centri del Salento (ben 18, tra cui Parabita, Matino, Melissano, Poggiardo, Collepasso, Ruffano, Supersano, Tricase, Muro Leccese e Neviano) salvo che a Casarano, paese di residenza di tutti i nove soggetti arrestati. Forse per “timor di Dio” (almeno di quello considerato “più vicino”) visto che dalle intercettazioni in mano agli inquirenti emerge la forte preoccupazione degli arrestati che rubare nelle chiese fosse contrario ad un certo “codice etico” della malavita. Ed una conferma di ciò sarebbe l’aggressione subita in carcere dallo stesso Zompì (dopo l’arresto del 7 febbraio 2016 avvenuto a Neviano) per i furti ritenuti “sacrilegi” anche dai compagni di cella.

Su Facebook con il mitra in braccio Prima di procedere con gli arresti, i carabinieri hanno passato al setaccio non soltanto le immagini degli impianti di videosorveglianza, lì dove esistenti, ma anche le tante tracce lasciate (spesso inconsapevolmente) dagli stessi componenti l’associazione a delinquere sui social network: in un caso lo stesso Zompì aveva postato una foto che lo ritraeva con in braccio un kalasnikov.

I parroci invitati a catalogare le opere Tante le chiese razziate, scelte soprattutto tra quelle dove più facile risultava introdursi, quasi sempre  di notte, per l’assenza di sistemi d’allarme o porte anti-intrusione: in questi casi avveniva un sopralluogo poche ore prima (con auto prese a noleggio) per nascondere gli attrezzi utili per scardinare gli infissi. Per scoraggiare tale tipo di furti, i carabinieri stanno invitando i vari  parroci a catalogare quanto di valore è conservato nelle loro chiese in modo tale da permettere di individuare con precisione ciò che viene trafugato ed impedirne il facile smercio sul mercato della ricettazione.

 

Casarano – I furti in chiese e parrocchie erano, ormai, diventati la loro specialità: sono 22 i casi attribuiti alla banda sgominata quest’oggi dai carabinieri di Maglie e di Casarano. Sono nove sono gli arrestati (tutti residenti a Casarano) e dieci gli indagati nell’operazione “Santi Medici”, così chiamata dai carabinieri perché proprio nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Neviano, nel febbraio 2016, vennero arrestati tre componenti della banda. I militari hanno agito all’alba insieme ai nuclei operativi di Foggia e Matera, a due unità cinofile del nucleo di Modugno e ad un veivolo dell’Elinucleo di Bari.

22 colpi in 18 comuni L’indagine, sviluppata dall’agosto 2015 all’agosto 2016, ha permesso non solo di accertare  22 colpi messi a segno in chiese, parrocchie ed istituzioni religiose di 17 comuni della provincia di Lecce, ma anche altri tre furti in bar e sale slot, per un valore della refurtiva valutabile tra i 200mila e i 250mila euro. L’attività investigativa ha pure portato alla luce altre attività illecite commesse dalla banda, dalla ricettazione al  traffico di stupefacenti, dalla detenzione abusiva di armi ai furti d’auto.

A Neviano i primi tre arresti Quello della notte tra il 26 e il 27 febbraio a Neviano non è stato il primo furto della banda: in quella circostanza i carabinieri si appostarono nei pressi della chiesa dei Santi Medici ad attendere i tre ladri dopo aver raccolto sufficienti indizi in seguito a precedenti  azioni dello stesso tipo compiute in altre chiese della zona. Da professionisti del settore l’attrezzatura utilizzata, vari arnesi da scasso, coltelli a serramanico, guanti, chiavi alterate e grimaldelli, per forzare porte e portoni e poi depredare denaro in contante, paramenti sacri e preziosi ex-voto. Nella loro disponibilità anche alcune pistole.

Le contromisure della banda A nulla sono valse le varie accortezze messe in atto dai vari componenti dell’associazione a delinquere per nascondere le proprie tracce: i ladri erano soliti, infatti, cambiare di frequento le schede telefoniche, prestando comunque la massima attenzione nel corso dei colloqui temendo, evidentemente, le intercettazioni dei carabinieri. I sopralluoghi, prima di entrare in azione, avvenivano solitamente in coppia e con auto prese a noleggio ovvero con auto o targhe rubate. In un caso l’autovettura utilizzata venne poi data alla fiamme per non lasciare tracce. Massima attenzione anche nelle operazioni di vendita di quanto veniva rubato così come nel dissimulare la corporatura di chi agiva, anche con abiti usa e getta. Gli investigatori non solo hanno vagliato le immagini degli impianti di videosorveglianza, ma hanno anche analizzato i contatti e i messaggi sui social network lasciati dai sospetti.

Le chiese “visitate” Oltre quella di Neviano, le chiese “visitate” sono state quella di San Domenico a Tricase, dell’Addolorata a Corigliano d’Otranto, dell’Annunziata a Muro Leccese, dell’Immacolata a Montesano Salentino, di Cristo Re a Collepasso, e poi ancora a Matino (2), Melissano, Cannole, Sternatia, Supersano, Parabita, Poggiardo, Carpignano, Miggiano, Minervino, Ruffano (2) e Sanarica (2), Lucugnano, Cocumola, Serrano.

Gli arrestati Tutti residenti a Casarano i destinatari delle nove ordinanze di custodia cautelare, tre notificate a soggetti già detenuti. In carcere sono finiti Luigi De Micheli (26 anni), Lucio Parrotto (28), Antonio Valentino (38), Gianluca De Paolis (31) ed Emanuele Zompì (28) – questi ultimi già detenuti – mentre ai domiciliari sono stati ristretti Antonella Stefàno (25), Veronica Iacobazzi (31), Antonio Sergio Crisigiovanni (28) e Alessio Ciriolo (27), quest’ultimo, già detenuto,  per il reato di furto in abitazione. Per tutti, a vario titolo, i reati imputati sono quelli di associazione a delinquere, cessione di sostanza stupefacente, detenzione illegale di armi, minaccia aggravata, detenzione e porto abusivo di armi, ricettazione e furto.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...