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L’ospedale di Casarano

Casarano – Un’operazione di persuasione, accompagnata da una raccolta firme, per convincere il governatore Emiliano circa la bontà del progetto “Ospedali riuniti Casarano – Gallipoli”. È quanto propongono 12 circoli del Partito democratico riuniti lo scorso 18 dicembre a Casarano su iniziativa del segretario della locale sezione, Gabriele Caputo (nella foto). Dallo stesso partito del presidente della Regione è giunto l’invito ad “andare oltre la sfera squisitamente politica, coinvolgendo su un tema comune anche gli enti territoriali interessati, in particolare quelli che fanno parte dell’Unione dei Comuni, un’area territoriale ricompresa tra Casarano e Gallipoli”. La richiesta espressa formulata ad Emiliano è quella di “dare attuazione a quanto già ipotizzato il 7 giugno dal direttore del dipartimento Sanità della Regione, Giancarlo Ruscitti, chiamando a collaborare con pari dignità gli ospedali di Casarano e Gallipoli attraverso una efficiente divisione dei compiti e delle specialità che vedano la nascita di un unico presidio di primo livello su due plessi”. La soluzione “Ospedali riuniti” è stata sottoscritta da segretari e componenti il direttivo dei circoli di Acquarica del Capo, Collepasso, Ruffano, Supersano, Taurisano, Racale e Taviano. Ma l’adesione arriva anche dal Pd di Alliste, Matino, Melissano e Ugento, i cui responsabili (pur assenti per la concomitanza con altri impegni) hanno manifestato il loro consenso al documento condiviso. All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Racale, Donato Metallo (anche lui tra i sottoscrittori), mentre hanno garantito sostegno all’iniziativa, condividendone le motivazioni, anche i Primi cittadini di Alliste, Matino, Melissano e Taviano. tra i presenti anche Fabrizio Cananiello, responsabile del dipartimento Sanità della segreteria provinciale del Pd. «Unanime la richiesta dei presenti perché quest’area possa vantare per i prossimi anni una sanità d’eccellenza, attraverso una intelligente divisione dei compiti tra i due nosocomi», fa sapere Caputo il quale ricorda come già nel giugno del 2014 (“in tempi non sospetti”) in qualità di consigliere provinciale si rese promotore di un’analoga iniziativa promuovendo la collaborazione tra i due nosocomi. «La posizione di Casarano, pertanto, oggi non è di necessità, ma di convinta strategia per il futuro. A tal fine è emersa nel corso della riunione l’opportunità di avviare iniziativa di adesione pubblica sul documento formulato, mediante una raccolta firme su tutto il territorio interessato».

 

Matino – “Incontro festoso” è l’appuntamento di martedì 19 dicembre, alle ore 16, presso il palazzo Marchesale di Matino per la tradizionale festa di Natale dei pazienti del Centro di salute mentale dell’Ambito territoriale sociale di Casarano. Nel corso della serata ci sarà l’esibizione della “Celentarock”, la tribute band di Adriano Celentano. Obiettivo dell’incontro quello di “rinforzare i rapporti con il territorio, gli utenti, le famiglie, i servizi di rete e il volontariato”, come affermano i promotori. “Il Centro di salute mentale di Casarano si apre al territorio promuovendo la cultura della salute mentale nella cittadinanza. Il tradizionale appuntamento della festa di Natale – afferma Antonietta Grosso, direttrice del Csm – rappresenta un momento importante sia per la comunità che per i fruitori del servizio. L’intento è quello di promuovere interventi riabilitativi che mettano al centro azioni di inclusione sociale per favorire il benessere psichico ed abbattere ogni pregiudizio”. L’Ambito territoriale sociale di Casarano è presieduto dal sindaco Gianni Stefàno e comprende anche i comuni di Matino, Parabita, Collepasso, Ruffano, Supersano e Taurisano.

Ruffano – Un traguardo di assoluto prestigio è stato raggiunto dallo Judo salentino ai Campionati italiani riservati alla categoria Esordienti B, maschile e femminile di Ostia. Sui tatami del Palapellicone ha brillato la stella di Giorgia Paglialonga, tesserata per l’Asd Judo Club Ruffano, che ha conquistato una medaglia d’argento nella cat. kg 70. La giovanissima judoka (14 anni) ha superato nel primo combattimento Elena Dagnino dell’Asd Kimura di Genova e Domitilla Giannone dell’Asd Libertas Firenze in quello successivo. Nell’incontro valido per l’accesso alla finale ha trovato di fronte la temuta Chiara Longo della Banzai Cortina di Roma, già medagliata nello scorso anno, ma l’ha superata brillantemente staccando un biglietto per il match decisivo, dove si è arresa a Emma Petrarolo della Buso Luino.  Ma è stata l’intera associazione di Ruffano a raccogliere considerazione e successi. Hanno infatti ben figurato, pur non salendo sul podio, anche Cristina Casciaro e Selene Margarito (anche loro della Judo Club Ruffano) che hanno gareggiato nella cat. kg 57, dove si sono imposte sulle avversarie provenienti dalla Puglia.

 Nel settore maschile, invece, si erano qualificati alla fase finale del campionato italiano Gabriele Nestola dell’Asd Just Fit Copertino nella cat. kg 50; Giacomo De Filippis della Budokan Judo di Lecce nella cat. kg 55; Antonio Frisullo dello Judo Club Ruffano nella cat. kg 55; Mattia Chilla della Nuova Judo Nippon Martano nella kg. 60 e Riccardo Miceli dello Judo Club Shintai Supersano nella cat. kg 60. Visti i risultati ottenuti, sono arrivati i complimenti del responsabile Scuola e Promozione Gianfranco Marchello, che ha plaudito anche i tecnici Roberto Orlando della Judo Club Ruffano, capace di qualificare 4 atleti e conquistare un Argento; Giuseppe Frascaro, Rocco Quarta, Simone Longo e Cosimo Sicuro che hanno portato alla fase nazionale i propri atleti “testimoniando ancora una volta la grande vivacità agonistica di una provincia che può dire la sua in tutte le competizioni italiane”, come si rileva in una nota del Coni, comitato regionale Puglia.

 

CASARANO – Sarà un processo di mafia quello che verrà celebrato dal prossimo 5 febbraio al Tribunale di Lecce. Alla sbarra il clan sgominato lo scorso maggio con l’operazione “Diarchia”, seguita all’omicidio di Augustino Potenza del 24 ottobre 2016 ed alla tentata esecuzione di Luigi Spennato di appena un mese dopo. A Casarano avvennero i due fatti di sangue così come della stessa città sono ben sei dei 13 imputati – da Tommaso Montedoro (41 anni) in giù – che dovranno ora rispondere, a vario titolo,  di associazione mafiosa, detenzione di armi, droga, ricettazione, estorsioni e tentato omicidio. Quest’ultimo è quello del 28 novembre 2016, quando, secondo l’accusa, i cugini Luca (26) ed Antonio Andrea Del Genio (31) ridussero in fin di vita il 40enne Luigi Spennato in contrada Campana. Per la Direzione distrettuale antimafia  non vi sono dubbi che il mandante di tale agguato (fallito per pura fatalità) sia stato Montedoro, così come per quello che invece costò la vita a Potenza nel parcheggio dell’ipermercato.

L’omicidio Potenza ancora non c’entra – Nessuno dei 13 imputati per i quali è stato disposto il giudizio immediato dovrà però rispondere (almeno per ora) dell’omicidio Potenza, per il quale, in un’inchiesta parallela, è indagato lo stesso Montedoro. La recente scoperta di un bunker all’interno della casa natale di Potenza, in via Albenga, promette di squarciare molti segreti intorno agli affari condotti dai due boss della malavita locale, un tempo sottobraccio, da ultimo in conflitto. Proprio per scongiurare un’altra esecuzione, questa volta a carico di Ivan Caraccio, gli inquirenti diedero un’accelerata alle indagini con l’operazione “Diarchia” del 29 maggio scorso. Il 30enne casaranese sarebbe dovuto restare vittima di una lupara bianca perché ritenuto “poco affidabile” dai nuovi vertici del clan. Esecuzioni programmate con il solo obiettivo di assicurarsi il controllo del territorio di Casarano e dei paesi limitrofi. Bar, sale giochi, aziende calzaturiere e negozi d’abbigliamento: questi i settori nei quali investire e reinvestire i proventi delle attività illecite.

Gli imputati: tra Matino e Parabita il numero 2 del clan – Dietro Montedoro, ritenuto il numero uno del clan pur se ai domiciliari in Liguria, gli inquirenti collocano Damiano Cosimo Autunno (51 anni di Matino residente a Parabita). Altri nomi alla sbarra quelli dello stesso Ivan Caraccio (già in carcere), dei cugini Del Genio, di Lucio Sarcinella (21enne di Casarano), di Maurizio Provenzano (46enne di Lecce) e di Marco Petracca, l’“insospettabile” 41enne di Casarano, gestore di un Outlet, ritenuto il cassiere del gruppo ed il “naturale” referente di Montedoro. Altri imputati sono Sabin Braho (33enne di Durazzo residente a Brindisi), Andrea Cecere (37, di Nardò) e Domiria Lucia Marsano (40, di Lecce), Salvatore Carmelo Crusafio (41, nato a Basilea e residente a Matino) e Giuseppe Corrado (45, di Supersano residente a Ruffano).

Maglie – La Prefettura di Bari sta valutando in queste ore se commissariare tutti gli appalti della “Ercav srl”, una new company nata da un ramo d’azienda della “Lombardi Ecologia” operante nel settore dei rifiuti. Da ieri la società di Triggiano (Bari) è stata colpita da interdittiva antimafia ieri, 29 novembre.

L’ombra pesante dei clan di Bari e Bitonto sulla ditta. E non solo. Troppi i legami con i Lombardi, anche dopo il fallimento della loro impresa. Pesanti i contatti con clan baresi e bitontini di prima grandezza che rispondono ai nomi di Savino e Tommaso Parisi, Gaetano Cassano e gli Zonno, con la presenza tra i 320 dipendenti di pregiudicati o persone vicine a questi gruppi. In 15 pagine la Prefettura richiama i carichi pendenti della famiglia Lombardi, i risultati della Direzione investigativa antimafia e l’inchiesta in corso della Procura di Milano, con un capitolo che richiama le indagini condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce che portano dritte all’imprenditore Gianluigi Rosafio e all’ergastolano Giuseppe Scarlino di Taurisano, con in ballo una tangente da un milione – che sarebbe stata pagata per metà – per vincere una grossa gara d’appalto. Una inchiesta giudiziaria ancora aperta.

In attesa delle decisioni della Prefettura di Bari anche 22 Comuni salentini. Ma adesso ad essere in fibrillazione sono i tanti Comuni che hanno assegnato ad “Ercav” il servizio di gestione delle immondizie. Non solo nel Barese ma anche nel Salento: l’Aro 7 è tra questi. Maglie ne è capofila; ne fanno inoltre parte Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa. Si tratta di 22 paesi per un totale di 93.956 abitanti. Tutti in attesa, amministratori comunali e cittadini, della decisione prefettizia. Ciò che si teme è una eventuale interruzione del servizio per qualche problema che potrebbe insorgere in questi passaggi di mano e di carte. Senza trascurare più che probabili ricorsi giudiziari. Ma balza anche agli occhi quanto siano veritieri i continui richiamai dei magistrati impegnati in attività antimafia, a Lecce (Dda) come a Roma (Dna) sulle persistenti minacce di infiltrazioni criminali negli appalti e nella pubblica amministrazione in genere.

Il premio nazionale vinto un anno fa. E c’è anche chi va col pensiero ad appena un anno fa quando l’Aro 7, unica in Puglia, aveva vinto un premio nazionale bandito da Anci (Comuni d’Italia) e Conai (consorzio nazionale imballaggi) per i progetti a sostegno della creazione di una sempre più forte educazione e cultura ambientali imperniata sulla raccolta differenziata degli scarti domestici, del riciclo e del riuso di materiali da imballaggio.

Persi dieci mesi per un caso analogo a Gallipoli. Da questo tipo di preoccupazioni comunque ci sono passati anche altri Comuni. Gallipoli, con Taviano, Racale, Alliste e Melissano, ha visto allungarsi di quasi dieci mesi l’assegnazione del servizio per l’interdittiva antimafia che aveva colpito nel dicembre 2016 la “Camassa ambiente” spa, altra azienda barese ritenuta inquinata ma vincitrice con Gial PLast di Taviano dell’appalto, A seguito di quel provvedimento e dopo aver consultato l’Anac (l’organismo nazionale anti corruzione), l’azienda tavianese ha visto cambiato il proprio partner e proprio in questi giorni il nuovo servizio, atteso dal 2013 – può finalmente partire.

SUPERSANO – Grave incidente sul lavoro questa mattina a Supersano. Intorno alle 9, un operaio 43enne è caduto dal tetto di un’abitazione, sita nei pressi della stazione di servizio sulla via per Casarano, mentre era impegnato a risistemare un colonnato colpito nella notte da un fulmine. Per motivi in corso di accertamento, l’uomo (sposato e con un figlio) ha perso l’equilibro e dopo un volo di almeno quattro metri si è schiantato al suolo,  andando prima a sbattere sulla passamano. Immediatamente soccorso, è ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce dov’è giunto con “codice rosso”. In quadro clinico appare complicato da un trauma cranico e da varie lesioni L’incidente è avvenuto nell’abitazione del titolare dell’azienda presso la quale il 43enne lavora. Sul posto, insieme ai carabinieri, anche gli uomini dello Spesal, il “Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro” per ricostruire l’accaduto ed accertare il rispetto delle condizioni di sicurezza.

NOCIGLIA – Ha ripreso la sua marcia il “Freebike Tour del Salento”, la serie di escursioni promosse per promuovere la passione della bici, il territorio e soprattutto per sostenere l’attività della Lega italiana tumori (Lilt). Il 19 novembre la prossima tappa a Matino, cui seguirà Casarano (il 3 dicembre) e Monteroni (il 10) prima delle uscite programmate nel 2018 (Copertino, Leverano, Sannicola, Brindisi e Campi Salentina). Intanto si sono già svolte le tappe di Uggiano la Chiesa (il 29 ottobre) e di Nociglia (il 5 novembre). In quest’ultima uscita i ciclisti che hanno preso parte a “Pedalando, “padulando” da Nociglia a Specchia”, promossa dall’Asd Cicloclub Nociglia con il social group Mtb Matino, sono stati circa 150. L’escursione, favorita dal bel tempo, è partita da piazza Aldo Moro a Nociglia ed ha attraversato i territori di San Cassiano, Supersano, Surano, Montesano, Miggiano e Specchia. La comitiva ha pedalato in lungo e in largo nel Parco dei Paduli visitando la chiesetta di Sant’Eufemia ed ha scattato la consueta foto di gruppo presso la chiesa di Santa Caterina annessa al convento dei Francescani Neri. Poi, dopo la visita al frantoio ipogeo “Scupola” di Specchia, il rientro al Palazzo Baronale di Nociglia per il buffet finale.

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C’era una volta un orco, ovviamente mostruoso come vuole l’antica tradizione romana. Compariva invariabilmente – sarà stato un maleficio – non appena qualcuno accennava...