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Patù –  Conclusi in questi giorni a Patù i lavori per la realizzazione della rotatoria nell’intersezione tra le strade provinciali Gagliano del CapoSalve e Ruggiano-Patù e una strada comunale. Il progetto è stato elaborato dal Comune di Patù e trasmesso alla Provincia di Lecce, ente che ha poi finanziato e realizzato l’intervento, a stretto contatto con l’Amministrazione comunale, valutando le dimensioni ottimali per garantire gli standard di sicurezza e la salvaguardia dello spazio pubblico dell’adiacente Villa Don Tonino Bello. intanto verrà definita a breve l’acquisizione di un terreno di 1.000 metri quadrati per la realizzazione di un parcheggio in via Garibaldi, proprio a ridosso del centro storico del paese.

Patù – Patù si interroga sullo sviluppo delle sue marine. Il recente Consiglio  comunale  monotematico, convocato su richiesta del gruppo d’opposizione “Scegliere liberamente Patù”, ha permesso una discussione aperta (con il contributo di varie associazioni)  per discutere sui progetti che prevedono la realizzazione di stabilimenti balneari e spiagge libere attrezzate sulle marine di San Gregorio e Felloniche. «Tre progetti su una costa così piccola sono davvero tanti e sconvolge la previsione di un pontile galleggiante di circa 800 mq sul promontorio, in prossimità di casa Colaninno, e di una piattaforma sul litorale di Felloniche di circa 25,50 metri per 11,50»,  ha affermato il capogruppo d’opposizione Maria Luisa Cucinelli, rimarcando le perplessità di molti circa l’impatto ambientale degli interventi previsti. Nel mirino della minoranza anche le tre relazioni presentate a corredo dei progetti, “molto simili tra di loro per forma e contenuto. «Tre relazioni a firma di uno stesso progettista che, peraltro, ha redatto il Piano delle Coste. È pacifico – ha spiegato la Cucinelli – che il privato possa scegliere chi vuole ma crediamo non sia deontologicamente corretto». La stessa consigliera (nello stimolare le associazioni ambientaliste ad intervenire) ha poi espresso la propria contrarietà all’accordo che vedrebbe l’ex opificio Filanto sottoposto a operazioni di recupero e bonifica per la realizzazione di un parcheggio (autonomo o al  servizio dei nuovi lidi).

Il sindaco Abaterusso Da parte sua, il sindaco Gabriele Abaterusso ha sottolineato come la presentazione dei progetti sia “la conseguenza naturale della pubblicazione del Piano delle coste dello scorso novembre, necessaria per  evitare il commissariamento subito da molti altri paesi”. «Le  valutazioni che stiamo affrontando sono le stesse che si stanno facendo in tutta la Puglia. Di certo la nostra non sarà una decisione che produrrà scompiglio. Si tratta – ha affermato il sindaco – di un dibattito che si inserisce in quello più ampio che attiene lo sviluppo costiero. Abbiamo iniziato con questi due incontri e ce ne saranno altri perché non deve succedere a Patù, come in altri paesi, che ci si trovi nella condizione in dover accettare ogni tipo di concessione presentata». Netta contrarietà alla realizzazione dei progetti è stata espressa anche dal presidente del Consiglio comunale Francesco De Nuccio il quale ha affermato: «Se se ci sarà da fare battaglia allora la farò».

Le associazioni Presente anche il comitato “San Gregorio libero”, dal 2009 impegnato della difesa del territorio, e i rappresentanti dell’Arci che, con Antonio De Marco (vicepresidente di Arci terra Archeorete del Mediterraneo) ha invitato a decidere “prendendo in considerazione il parere e lo stato emozionale della popolazione e dei turisti”. Significativo l’intervento di Marcello Seclì, presidente di Italia Nostra Sud Salento di Parabita, il quale oltre a difendere il lavoro dei progettisti, ha evidenziato come “il piano coste non impone di fare gli stabilimenti: dice che al massimo può essere utilizzato il 40% della parte utilizzabile. Ma mica è un obbligo».

Gallipoli – “Si potrà andare al mare col treno di domenica?”. Come ogni anno, con l’estate ormai alle porte, il problema dei mezzi pubblici, dei treni in particolare, è al centro delle aspirazioni dei villeggianti e delle cronache giornalistiche, con rimpalli di responsabilità tra Regione e Provincia (per potenziare “Salentoinbus”, per esempio) le proposte avanzate da privati nel tentativo di dare qualche certezza in più all’ondata dei vacanzieri in arrivo. Un copione scontato che peraltro dovrebbe puntare non solo al trasporto pubblico collegato ai flussi turistici di punta, ma anche alla destagionalizzazione ed alla mobilità dei cittadini per tutto il corso dell’anno. Se così fosse, con servizi efficienti e con l’affermazione della cultura dei trasferimenti senza l’auto al seguito, sarebbe più semplice affrontare l’”emergenza” annunciata. Invece si corre ai ripari in piena estate e dopo mille proteste: due anni fa ad agosto furono utilizzate di domenica le vecchie e gloriose littorine; l’anno scorso, sempre ad agosto, niente treni ma collegamenti su gomma. Quest’anno ancora nessuna certezza, si aspetta l’incontro tra l’azienda che ha assorbito la Sud Est, cioè le Ferrovie dello Stato, e la Regione Puglia il prossimo 28 maggio.

I treni “vietati” per assenza e per lentezza Lo spostamento in treno è praticamente impossibile di domenica, non solo perché rimangono in deposito (e questo tutto l’anno) ma anche per il tempo che impiegano a coprire le varie tratte, visto che sono costretti a non superare  i 50 km orari secondo le prescrizioni  dell’Agenzia nazionale sicurezza ferroviaria (Ansf), limite che potrà essere superato quando sarà installato il sistema di sicurezza Scmt (Sistema di controllo marcia treno).  I viaggiatori (che ci sono e in buon numero anche nelle corse non usate fra un po’  dagli studenti) sono ormai rassegnati, anche due ore e mezza da Lecce a Gagliano del Capo o Gallipoli. Se si scorrono le recensioni dei turisti sui trasporti salentini ci si rende conto che sole, mare, vento e accoglienza ospitale possono consolare ma non per sempre: sono sempre più numerosi quanti dicono che non metteranno più piede nel Salento. Anche quest’anno quindi, per mancanza di personale i collegamenti con le località marine sembra che non saranno potenziati e continueranno a essere assenti la domenica: «A nulla purtroppo è servito l’ingresso delle Ferrovie del Sud Est nel gruppo Ferrovie dello Stato, la mancanza di corse ferroviarie la domenica costituisce un grave vulnus nel sistema del trasporto locale. Non si può sempre sperare che il turista abbia pazienza perché “il mare è bello e il cibo è buono”» dice il consigliere regionale pentastellato Antonio Trevisi.

Una mano da Freccia link ma solo per i viaggiatori del Roma-Lecce Dal 10 giugno al 16 settembre ci sarà il servizio  di Trenitalia Freccia link che quest’anno interesserà oltre Gallipoli, anche Otranto e Marina di Ugento. Si tratta di un servizio bus in connessione con i Frecciargento  in arrivo e partenza sulla tratta Lecce/Roma.  Ogni sabato e domenica, quindi, ci saranno due corse (andata e ritorno) Lecce/Otranto e Lecce – Torre San Giovanni, marina di Ugento; quattro corse per Gallipoli. I biglietti si possono prenotare direttamente sul sito.

L’intervento dei privati  Se il servizio pubblico è carente, intervengono i privati o almeno ci provano.  Il Capo di Leuca si dà una mossa per far giungere a destinazione quanti arrivano alla stazione di Arigliano-Gagliano e non possono raggiungere le località marine. L’associazione dei commercianti di Castrignano del Capo e l’Amministrazione comunale stanno lavorando a un progetto di mobilità estiva: un bus navetta da 56 posti “Bus Viva Leuca” che dalla stazione di Gagliano toccherà  il camping S. Maria di Leuca, spiazzo Messapia Hotel, basilica di S. Maria di Leuca, Hotel Approdo, Hotel Terminal e porto turistico, piazzetta in paese, Torre dell’Omomorto, Punta Ristola, spiazzo Tatanka, Marina di Felloniche e San Gregorio (Marine di Patù), Patù Giuliano, Castrignano, stazione ferroviaria. La navetta  potrebbe effettuare quattro corse in collegamento con gli orari ferroviari e sei nei mesi di luglio e agosto, alleggerendo i problemi di traffico e di parcheggio per i visitatori.

Castrignano del Capo – Un bus navetta da 56 posti per portare a destinazione quanti arrivano alla stazione ferroviaria più a sud-est del Salento, quella di Gagliano del Capo: è l’idea prossima alla realizzazione su cui stanno lavorando da qualche settimana l’associazione dei commecianti di Castrignano e quella Amministrazione comunale. Visto che il vecchissimo problema dei trasporti e dei collegamenti locali appare tuttora di là da venire, gli operatori locali con le Istituzioni si danno una mossa e provano a farcela da sole. “La creazione di un servizio di trasporto pubblico locale estivo è un valore aggiunto per la stagione turistica del nostro territorio. Il “Bus Viva Leuca” nasce dall’esigenza di trovare soluzioni costruttive a problematiche che impediscono il reale sviluppo economico turistico della località”, si legge nel progetto a cura dell’associazione commercianti presieduta da Rizieri Siciliano. “Leuca non è una destinazione legata ad un’economia industriale, commerciale o artigianale – si rimarca – Leuca e le zone limitrofe sono luoghi ricchi di storia, tradizioni, vita quotidiana, mare e cultura, paesaggi rimasti incontaminati, che richiamano i turisti ammaliati dalle loro bellezze e peculiarità”.

I dati degli arrivi degli ultimi anni preoccupano Turisti che arriverebbero in numero ben maggiore di quello attuale solo se “arrivati qui potessero poi muoversi con facilità”. E’ l’obiezione che si raccoglie ovunque, quella sulla mobilità locale e che sicuramente incide sui numeri, appunto, quelli ufficiali dell’Osservatorio regionale sul turismo. Per Gagliano del Capo l’andamento appare ondivago rispetto agli ultimi tre anni (5.214 arrivi nel 2015, 4.904 nel ’16 e 5.498 l’anno scorso); per Castrignano, sia pure con numeri decisamente più importanti, si registra un analogo risultato: gli arrivi sono stati 18.781 nel 2015, 19.486 nel ’16 e 17.892 nel ’17. Si tratta ovviamente di dati ufficiali che non tengono conto della fetta, piuttosto consistente anche qui, di “nero” e di sommerso nel settore ricettivo. Ma le preoccupazioni, ben motivate, ci sono. “Abbiamo fatto diverse riunioni e da parte nostra c’è il massimo di disponibilità – afferma Santo Papa, Sindaco di Castrignano del Capo – dobbiamo risolvere il problema dei turisti che arrivano qua e poi non sanno come potersi muovere anche per andare al mare”.

Il percorso tappa per tappa Ecco allora il bus navetta, per cui si stanno valutando le possibili forme di gestione (in concessione, costi coperti dal cambio con la pubblicità assicurata e simili), ma che ha già il suo percorso: stagione Fse di Arigliano-Gagliano, camping S. Maria di Leuca, spiazzo Messapia Hotel, basilica di S. Maria di Leuca, Hotel Approdo, Hotel Terminal e porto turistico, piazzetta in paese, Torre dell’Omomorto, Punta Ristola, spiazzo Tatanka, Marina di Felloniche e San Gregorio (Marine di Patù), Patù e Giuliano, Castrignano, stazione ferroviaria. Il Comune sta lavorando anche per individuare gli stalli per la sosta della navetta, per ubicare delle pensiline alle fermate indicate. “In un mese – dice Papa – potremmo aver finito tutto ed il servizio pronto per entrare in funzione”. “Il supporto del Comune è essenziale – conclude il presidente dei commercianti – presto avremo anche l’atto ufficiale della collaborazione”.

Secondo il piano strutturato con vari capitoli, “Bus Viva Leuca” potrebbe effettuare quattro corse in collegamento con gli orari ferroviari e sei nei mesi di luglio e agosto, alleggerendo non poco i problemi di traffico e di parcheggio per i visitatori.

Patù – Una passeggiata in bici, con annessa caccia al tesoro, è quanto propone la pro loco di Patù domenica 20 maggio. Il tradizionale appuntamento primaverile quest’anno seguirà la via dei Messapi, con partenza alle ore 8.30 da piazza Indipendenza. Il ciclo corteo percorrerà le stradine del borgo e quelle dei paesi limitrofi tracciando un percorso intriso di cultura, tradizione e mistero. Alla caccia al tesoro possono partecipare grandi e piccoli uniti in squadre (massimo 5 componenti) e muniti di ingegno e tanta curiosità. Alla partenza, ogni squadra riceverà una mappa con le indicazioni per ritrovare un tesoro nascosto dagli stessi Messapi oltre mille anni fa: tutte le prove per la risoluzione degli enigmi si svolgeranno all’interno del perimetro della Masseria San Nicola. In palio sono previsti, oltre al tesoro, molti premi e riconoscimenti alla squadra più giovane, alla più simpatica e a quella più originale. « Abbiamo pensato di unire sport, gioco e storia in un unico evento. Sarà – afferma Giovanni Brigante, presidente della Pro loco e portavoce dell’intero direttivo – non solo l’occasione per stare insieme ma anche il pretesto per ricordare il “tesoro culturale” che gli antichi Messapi hanno lasciato nella nostra terra».

 

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Patù –  I progetti che prevedono la realizzazione di nuovi stabilimenti balneari sulle marine di San Gregorio e Felloniche sono al centro del Consiglio comunale straordinario (e monotematico) convocato per quest’oggi alle 17.30 a Patù. L’iniziativa è del gruppo di minoranza “Scegliere liberamente Patù” giunta in seguito alla presentazione di tre richieste di costruzione di nuovi lidi sul litorale roccioso di San Gregorio.  Il primo, presentato da una società di Vernole, prevede l’installazione di una spiaggia libera con servizi e un pontile galleggiante; il secondo, molto simile al primo, è stato invece proposto da una società leccese; il terzo riguarda il noleggio ombrelloni, lettini e canoe e prevede l’allargamento di una struttura (già autorizzata) sita in località Felloniche (di proprietà di una ditta individuale del posto). Il dibattito è, dunque, aperto, tra coloro che vedono queste iniziative come un’opportunità di crescita per San Gregorio e chi invece punta l’indice contro una “corsa all’oro” che si starebbe verificando ai danni della costa.

Il confronto politico «Non capisco come possano accettarsi progetti che, di fatto, stravolgerebbero il litorale roccioso con un impatto ambientale non indifferente. L’amministrazione Abaterusso – fa sapere la consigliera di minoranza Maria Luisa Cucinelli – sta svendendo il nostro territorio lasciando che l’interesse economico prevalga su quello ambientale». La risposta del sindaco, Gabriele Abaterusso, non è tardata ad arrivare. «Mi sorprende sapere che la Cucinelli insorga a tutela della costa tra San Gregorio e Felloniche, visto che l’unico stabilimento balneare ad oggi esistente sulla marina è stato autorizzato e concesso dall’Amministrazione comunale, di cui lei stessa era assessore e vicesindaco, proprio in quel tratto di litorale che oggi dice di voler difendere. All’epoca la costa non veniva forse stravolta? Non c’era impatto ambientale?». Il Consiglio comunale monotematico sarà l’occasione non solo per discutere sui progetti dei nuovi lidi, ma anche per fare il punto sulla situazione sul nuovo Piano comunale delle coste. «Siamo riusciti ad evitare, assieme a pochi altri Comuni, il commissariamento da parte della  Regione Puglia, e questo è un buon punto di partenza. Adesso si apra il confronto». Nei giorni scorsi, lo stesso Abaterusso ha incontrato cittadini e operatori economici presso la marina di San Gregorio per illustrare i progetti di riqualificazione della rotonda e dello scalo nell’ambito dei finanziamenti regionali Por Puglia 2014-2020.

Capo di Leuca – L’estate è alle porte e molte marine si trovano costrette a fare i conti con le recenti ordinanze della Capitaneria di porto che, di fatto, chiudono (anche) alla balneazione diversi tratti di costa. Molte zone “rosse”, classificate dal Piano di assetto idrogeologico regionale (Pai) come Pg2 o Pg3, ovvero a pericolosità geomorfologica “elevata” o “molto elevata”, sono collocate nei comuni di Galatone, Alliste, Castrignano del Capo e Patù. Il problema è quello, ben noto, dell’erosione costiera già valutato e classificato dal Piano di assetto idrogeologico regionale. Ma i Comuni interessati, oltre ad apporre l’”idonea segnaletica di divieto”, come intimato dalla Capitaneria, cosa possono fare?

San Gregorio (Patù) A San Gregorio (marina di Patù) la zona interdetta copre circa un chilometro e mezzo di costa, dal Bar del Moro a Felloniche. «Per far fronte al problema, in grado di assestare un colpo non indifferente al turismo locale, abbiamo deciso di approfondire le indagini conferendo al geologo Marcello de Donatis, di Ruffano, il compito di effettuare un approfondimento tecnico», fa sapere il sindaco Gabriele Abaterusso. Dalla relazione idrogeologica elaborata è emerso come, nelle zone a pericolosità elevata classificate come Pg2 non vi sia il concreto pericolo di crollo e, pertanto, potrebbe essere consentita la balneazione. «La speranza è che, alla luce dei nuovi riscontri tecnici, la Capitaneria possa rivedere la sua posizione annullando l’ordinanza», conclude Abaterusso. La relazione emersa è stata consegnata alla Capitaneria di porto di Gallipoli nella mattinata del 10 maggio e già nei prossimi giorni si attende una risposta.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – L’ordinanza della Capitaneria di porto ha interessato anche Santa Maria di Leuca evidenziando numerose zone in cui la balneazione, la navigazione e tutte le altre attività d’interesse verranno limitate o vietate, in base alla pericolosità del frontale roccioso. Saranno inaccessibili le acque antistanti a Punta Meliso, alla Colonia Scarciglia e al ponte Papa Benedetto XVI mentre sarà necessario mantenere una distanza di sicurezza di 30/25 metri dalla scogliera di Punta Ristola, dalle “Tre porte” e dalla “Grotta del fiume”. Divieto di bagni e tuffi anche in località Marchello, in prossimità della Grotta del Drago e in località Ciardo. «Prenderemo atto di quanto contenuto nell’ordinanza – afferma Roberto Calabrese, consigliere di maggioranza dell’Amministrazione comunale. Eravamo già a conoscenza del dissesto idrogeologico in cui versa la costa rocciosa, tanto che già da alcuni anni sono state imposti dei limiti per quanto riguarda l’accesso delle barche nelle grotte. Se ci saranno delle osservazioni in merito, le faremo ma, sostanzialmente, riconosciamo la legittimità delle restrizioni imposte e il reale rischio di crolli e frane».

 

Patù –  Dopo il successo dell’anno scorso, l’associazione “Li Quattru catti” organizza e ripropone il corso pratico per la realizzazione di un orto sinergico a spirale. L’appuntamento è per domenica 13 maggio alle ore 17 in località “li Puzzi”. Durante il corso, totalmente gratuito, verranno spiegate le tecniche usate nell’agricoltura sinergica e l’importanza della “pacciamatura”. Si tratta di una particolare tecnica di copertura del terreno, attraverso uno strato di paglia, foglie secche, tessuti e altro, che impedisce la crescita di erbe infestanti e assicura un prodotto naturale al 100% senza l’utilizzo di ammendanti. In sostanza, terreno fertilizza se stesso in modo spontaneo e perenne offrendo prodotti di elevata qualità, con proprietà nutritive superiori, energeticamente forti e maggiormente resistenti agli agenti. L’orto a spirale necessita di poca manutenzione e una volta piantato, è perenne infatti, sufficiente inter cambiare le piante.

San Gregorio (Patù) – L’estate bussa alle porte e la litoranea tra San Gregorio e Torre Vado (marina di Morciano di Leuca) resta sempre chiusa al traffico. Malgrado la strada sia provinciale (l’ordinanza di chiusura è dello scorso febbraio), per cercare di stringere i tempi sui lavori da fare per il suo ripristino, il Comune di Patù ha chiesto di poter acquisire l’incarico per la progettazione e l’esecuzione dei lavori nella speranza di poter garantire, entro l’estate, la riapertura di un’arteria fondamentale anche e soprattutto per i collegamenti turistici della zona. «Stiamo cercando – fa sapere il sindaco Gabriele Abaterusso – di intervenire nel più breve tempo possibile. Abbiamo già svolto vari incontri con gli Enti coinvolti nella vicenda e deliberato di stanziare 3.000 euro del Bilancio comunale per la redazione di un progetto definitivo. La speranza è quella di iniziare e finire i lavori per giugno, anche se siamo consapevoli che non sarà un’impresa semplice». Per risistemare la sede stradale occorrono, infatti, circa 60mila euro ed in tal senso è già stata avanzata un domanda in regione per poter accedere ad appositi finanziamenti.

Il rischio idrogeologico Il problema è sorto in seguito dei “sondaggi diagnostici” svolti per la realizzazione di un elettrodotto dell’Enel, dalla ex Filanto a Torre Vado, su richiesta dell’Autorità di bacino della Puglia, in zone classificate ad “alta pericolosità geomorfologica” dal Piano di assetto idrogeologico. L’esito delle indagini ha evidenziato la presenza di una cavità di “rilevanti dimensioni” posta proprio al di sotto della strada, a circa 50 centimetri dal piano di campagna e sino a 2,80 metri di profondità e per l’intera sede stradale. L’instabilità ed il pericolo derivante da tale situazione ha, poi. comportato l’immediata chiusura con conseguenti disagi nella circolazione stradale visto che l’accesso è, al momento, consentito soltanto a residenti e frontisti con deviazione del traffico sulla statale 274.

Patù – Mercoledì 9 maggio alle ore 9, presso l’auditorium della scuola media di Patù, incontro per ricordare Peppino Impastato nel quarantesimo anniversario della sua morte. L’evento è organizzato da Arci Lecce, Arci Terra di Mezzo, Presidio del libro del Capo di Leuca, biblioteca comunale di Patù, Istituto comprensivo di SalveMorciano di Leuca e con patrocinio del comune di Patù. Durante l’incontro i componenti dell’amministrazione, i docenti e alcuni alunni leggeranno delle poesie scritte dal giornalista e rifletteranno insieme sulle letture tratte dal libro “Amore non ne avremo”.
Peppino Impastato, militante della sinistra extraparlamentare e giornalista, venne ucciso il 9 maggio del 1978, a Cinisi, un piccolo paese a 30 km da Palermo. Denunciò ai microfoni di una radio libera la collusione tra il potere politico e quello mafioso. Solo dopo alcuni anni dalla morte venne però riconosciuta la matrice mafiosa dell’attentato.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – La costa rocciosa ionica non gode, in larga parte, di buona salute e la prospettiva è quella, drastica, di un’estate senza tuffi. Dalla Montagna spaccata sino al promontorio di Leuca sono tante le zone interdette dalle ordinanze della Capitaneria di porto di Gallipoli dopo averne rilevato  il “potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità”. Le valutazioni fatte partono dal Piano di assetto idrogeologico regionale (Pai) che classifica tali zone come Pg2 o Pg3, ovvero a pericolosità geomorfologica “elevata” o “molto elevata”. In queste aree la roccia appare particolarmente friabile a causa del fenomeno dell’erosione e per questo le falesie continuano inesorabilmente a sgretolarsi, mettendo a rischio l’incolumità dei frequentatori, prima di tutto dei bagnanti. Stesso provvedimento (ampiamente  disatteso) è stato adottato ( e più volte rimodulato) anche per il tratto urbano di costa rocciosa a Gallipoli.

Le zone “rosse” Nel territorio di Galatone i tratti interdetti alla balneazione, alla navigazione, alla pesca, all’ancoraggio ed a qualunque attività sportiva o subacquea sono quelli della Montagna spaccata e poco più a nord sempre lungo la litoranea Gallipoli – Santa Maria al Bagno. Sono addirittura 12 le zone “rosse” nel territorio di Alliste mentre a Patù le tre aree sono a San Gregorio (anche nella nota baia) e Felloniche per un totale di circa un chilometro e mezzo. Gravi anche i provvedimenti adottati a Leuca a Punta Meliso (presso l’ex colonia), Ponte Benedetto XVI, Punta Ristola, Grotta tre porte – Grotta del fiume, località Marchiello, da Grotta del drago e località Ciardo. Spetterà ora ai Comuni interessati provvedere ad installare l’opportuna cartellonistica “monitoria”, redatta anche in più lingue, per far rispettare i divieti e per permettere l’esatta indicazione del pericolo esistente. In alcuni casi i provvedimenti adottati dalla Capitaneria di Porto ricalcano disposizioni già assunte nel recente passato, ma non è escluso che nelle prossime settimane altre località salentine possano subire lo stesso “trattamento”. Per evitare di compromettere del tutto la stagione turistica, i Comuni interessati potrebbero produrre una relazione tecnica che smussi la “severità” dei provvedimenti adottati: ma se Alliste ha già comunicato di aver dato incarico ad un geologo, altrove ciò non è ancora accaduto. E l’estate è ormai arrivata.

Giuliano di Lecce – Domenica 29 aprile si svolgerà l’open day organizzato dall’associazione culturale Casello 72 di Giuliano di Lecce (presidente Cinzia Sarinelli), in collaborazione con “Spano signal” e “Terra Noscia” che, per l’occasione, offriranno ai partecipanti un rinfresco finale con degustazione di prodotti tipici. Il programma prevede una passeggiata culturale nei luoghi simbolo del Capo di Leuca con partenza alle ore 9 da Barbarano del Capo (complesso di Leuca piccola) ed arrivo alle 12 a Santa Maria di Leuca con sosta all’Erma votiva del pellegrino e alla basilica Finibus Terrae. Il tour durerà circa 3 ore e attraverserà i paesi di Giuliano di Lecce, Patù e Salignano soffermandosi nei luoghi che impreziosiscono l’apparato storico culturale e architettonico della zona del Capo: a Giuliano la chiesa di San Pietro, il pozzo e la chiesa di San Giovanni Crisostomo; a Patù le Centopietre; a Salignano la chiesa di San Giuseppe. Un percorso culturale aperto e gratuito destinato ai turisti, ai curiosi e agli appassionati.

Patù – “Abbi cura dei tuoi ricordi perché non potrai viverli di nuovo”: si è aperta con queste parole la “Giornata della capsula del tempo” organizzata dai ragazzi dell’associazione “Li Quattru catti” nel pomeriggio di domenica 22 aprile presso l’antica città di Vereto. Per 50 anni, la terra rossa del Salento rurale ospiterà monili, piccoli oggetti, foto, poesie e messaggi che gli abitanti di Patù hanno deciso di tramandare ai posteri sotto il peso di una lastra circolare in pietra leccese incisa in ricordo di questa giornata, per molti versi “memorabile”. Per tali operazioni è stata preziosa la collaborazione dell’archeologa Mariangela Sammarco che ha sovrinteso ai lavori.

Le ragazze “Vip” L’evento è stato fatto coincidere con la Giornata mondiale della Terra e per l’occasione, alcuni volontari, hanno piantumato cinque alberi di fico che rappresentano la vita e la fecondità, il lascito (forse) più importante che può essere tramandato alle generazioni future. Un pomeriggio baciato dal sole e dai colori raggianti delle ragazze Vip (“Viviamo in positivo”), che svolgono attività di volontariato nei reparti di pediatria, oncologia ed ematologia del “Vito Fazzi” di Lecce e che per l’occasione hanno animato e divertito i bambini presenti all’evento lasciando, anche loro, un nasino rosso in eredità al futuro e a testimonianza dell’impegno sociale della loro associazione.  A caratterizzare l’evento la musica dell’associazione Sud Salento che ha presentato “Fiori di te”: incontri tra musica estemporanea e liberi autori.

L’impegno verso le prossime generazioni « In questi dieci anni di attività e iniziative svolte senza fine di lucro c’è stata una partecipazione di pubblico sempre crescente. In questa giornata – afferma Marco Milo, presidente dell’associazione “Li quattru catti”  –  abbiamo voluto ricordate l’importanza della vita e del tempo piantando degli alberi e tramandando ai posteri usanze e tradizioni del nostro tempo». Il presidente dell’associazione ha poi consegnato al sindaco, Gabriele Abaterusso, un quadretto delegando il Comune di Patù ad organizzare la cerimonia di apertura della capsula del tempo il 22 aprile 2068, al fine di consegnare ai posteri le memorie. «Questa iniziativa ha per tutti noi una doppia valenza. Oltre a tramandare alle future generazioni il ricordo della nostra comunità,   operosa, impegnata nel sociale e con tanta voglia di fare, darà ai posteri l’immagine esatta del territorio che gli stiamo lasciando. Noi tutti – conclude Abaterusso –  abbiamo il dovere di consegnare alle future generazioni un mondo e un ambiente migliori di quelli che abbiamo trovato».

 

 

Associazione Li quattru catti – Patù

Patù – Raccontare quello che è oggi Patù alle generazioni future, lasciare una testimonianza del mondo che viviamo a chi lo abiterà fra 50 anni: è densa di suggestioni la “Giornata della capsula del tempo” organizzata per domenica 22 aprile dall’associazione “Li quattru catti”, con partenza alle 14:30 da piazza Indipendenza. La capsula, la cui realizzazione è stata affidata a un artista locale, sarà un contenitore di dimensioni 100×50 cm che verrà interrato in località Vereto con all’interno foto e testimonianze scritte che raccontano il paese e i suoi abitanti. Sottoterra, la capsula custodirà il tempo e la memoria, fino al momento in cui verrà riaperta: nel 2068. Per la raccolta degli oggetti da consegnare ai posteri, l’associazione “Li quattru catti” ha già coinvolto diverse realtà locali: in particolare, ai ragazzi della scuola elementare sono stati chiesti temi e disegni legati alla storia di Patù, foto di classe (corredate di anno dello scatto e nomi degli alunni); le associazioni porteranno foto di gruppo degli associati, un volantino delle ultime manifestazioni organizzate o una foto di Patù, e un documento che racconti la storia dell’associazione; il Comune contribuirà invece con una foto dei componenti dell’amministrazione, una copia dell’ultimo censimento e una foto da satellite del paese. Anche i singoli cittadini possono lasciare la loro testimonianza nella capsula portando una foto di famiglia oppure oggetti di uso comune.

Nella giornata di domenica 22 aprile, partendo da piazza Indipendenza si farà una breve passeggiata per arrivare poi in località Vereto. Prima di interrare la capsula del tempo, i volontari procederanno alla piantumazione di alberi e piante. Ad animare l’evento ci saranno l’associazione clown terapia che intratterrà i più piccoli e la pizzica del gruppo “Li quattru catti piccinni”. In chiusura, piccolo rinfresco con taralli, vino e succhi di frutta.

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Salve – Si è conclusa con successo a Salve la quarta edizione della mostra-concorso organizzata dal locale circolo Legambiente “Giglio delle dune” (presidente Giovanni Ponzetta). L’esposizione del opere realizzate si è avuta presso Palazzo Ramirez in collaborazione con le associazioni Banca del tempo, coop Libellula e Pro loco di Patù. Vi hanno preso parte circa 175 partecipanti (singoli e gruppi) con 137 opere prodotte da ragazzi e adulti. Durante la mostra sono stati esposti manufatti artistici e vari oggetti realizzati attraverso il riciclo di materiali “di scarto” per dar loro nuova vita e consentirne il riutilizzo al di promuovere e sostenere il concetto di “economia circolare” con una sostanziale riduzione dello spreco.  Originalità, creatività e inventiva hanno caratterizzato le opere vincitrici accendendo un entusiasmo virale e una maggiore attenzione al recupero di oggetti caduti in disuso.

Patù – Tappa partecipata e colorata, quella di Patù, per le “Olimpiadi dell’amicizia 2018”, organizzate dalla Provincia di Lecce e dal comitato provinciale Unicef con il coinvolgimento delle scuole e dei Consigli comunali dei ragazzi. I ragazzi e le ragazze dell’Istituto comprensivo SalveMorciano – Patù si sono ritrovati in piazza per misurarsi con le loro capacità creative, di gioco e sportive animando una competizione fondata sull’amicizia, sulla pace e sulla non discriminazione. Il buon esito dell’evento è stato possibile grazie all’impegno degli organizzatori, dei docenti e di tutti i partecipanti che hanno ricevuto il sincero apprezzamento delle autorità presenti.

Nardò – Si terrà, come annunciato, il 20 aprile il primo degli incontri con i direttori generale delle sei Asl pugliesi, cui seguirà – secondo il cronoprogramma della Giunta regionale – la conferenza dei Sindaci di Puglia (in più sessioni) per poi concludere il dossier Punti di primo intervento da “riordinare” e sostituire col servizio 118, con una riunione finale della Giunta. Alle 15 del 20 aprile presso il Dipartimento regionale delle Politiche per la salute (via Gentile 52, Bari) comincia dunque l’esame della deliberazione del governo pugliese datata 10 aprile, con cui si è avviato il procedimento di chiusura dei Ppi. Intanto continuano le critiche e le proposte alternative, come quelle venute da Nardò ad opera di esponenti di Leu e del Pd sull’operato del presidente ed assessore alla Sanità. Michele Emiliano.

Adesso a prendere la parola, sempre con riferimenti al Pta di Nardò, è il consigliere regionale Ernesto Abaterusso (foto), di Patù. “È preoccupante la politica di smantellamento che si sta portando avanti nel campo della sanità, senza che a questa sia dato uno benché minimo straccio di prospettiva. Un grave errore – afferma Abaterusso (Leu) – oltre che una sconfitta del buon senso. Bene ha fatto dunque il direttore generale della Asl di Lecce Narracci, all’indomani della delibera di Giunta regionale del 10 aprile con il quale si è dato il via libera alla chiusura di 39 punti di primo intervento, a dichiarare che per Nardò occorre un “trattamento particolare”. Ne prendiamo atto. Al contempo però chiediamo a Narracci di spiegare meglio cosa intende con “trattamento particolare”. Dal consigliere regionale parte quindi l’invito a relazionare “in Consiglio regionale sui programmi che ha per la città seconda città più grande della provincia di Lecce. Sarebbe certamente una buona occasione per intavolare un confronto e una discussione seria che tengano conto tanto delle reali esigenze del territorio quanto delle risposte da offrire”. “Faccia altrettanto Mellone”, è il secondo invito di Abaterusso – dica il Sindaco di Nardò come intende, al di là degli annunci roboanti e dei progetti fantomatici, far fare alla sanità neretina quel balzo in avanti tanto atteso”. Abaterusso conclude richiamando e rilanciando una sua proposta: “Oggi torno a riproporre la costruzione del nuovo ospedale del Salento (quello di cui si parla da anni, da realizzare nell’area Melpignano-Maglie, ndr) nell’area compresa tra Nardò, Copertino e Galatina. Su questo Mellone farebbe bene a uscire dal silenzio assordante in cui si è trincerato – conclude il consigliere regionale – e a dire cosa pensa. Sono convinto che sia questa la vera sfida per dare alle domande di cura e di assistenza dei cittadini le giuste risposte e garantire al Salento quel rispetto e quelle attenzioni che merita. Il resto è solo un gettare fumo negli occhi dei cittadini”.

 

Casarano – “La nuova carta dei diritti della Bambina: presentazione e adozione” è il titolo del convegno organizzato venerdì 13 aprile, alle ore 9, presso la Sala consiliare del Comune di Casarano. Si tratta di una iniziativa della locale sezione Fidapa, presieduta da Anna Maria Tunno, ispirata alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia del 1989 e sostenuta dalla Provincia di Lecce. Saranno 14 i Comuni chiamati ad adottare il documento che rappresenta  un’enunciazione di principi di valore morale e civile finalizzati a promuovere la parità sostanziale fra i sessi, la valorizzazione delle differenze tra bambine e bambini e il superamento degli stereotipi che limitano la libertà di pensiero e di azione in età adulta. Il programma prevede i saluti di Anna Maria Tunno, presidente della sezione di Casarano della Fidapa Bpw Italy, di Iolanda Palazzo, componente distrettuale del gruppo di lavoro della Carta dei diritti della Bambina, del sindaco Gianni Stefano, del presidente della Provincia Antonio Gabellone, della consigliera di parità della Provincia di Lecce Filiomena D’Antini, della consigliera del Comune di Casarano con delega alle Pari opportunità Fabiola Casarano, delle dirigenti scolastiche Rita Augusta Primiceri (Polo Uno e Polo Tre) e Luisa Cascione (Polo Due) nonché della dirigente dell’Istituto superiore “Montalcini” Monia Casarano. Gli interventi saranno curati da Eufemia Ippolito e da Fiorella Annibali con le conclusioni affidate a Fiammetta Perrone, segretaria nazionale Fidapa. Modera Anna Adamo, referente di sezione del progetto “Carta dei diritti della Bambina”.

I comuni coinvolti Ad adottare la Carta dei diritti della Bambina saranno i comuni di Acquarica del Capo, Alliste, Castrignano dei Greci, Collepasso, Matino, Melissano, Parabita, Patù, Racale, Salve, Supersano, Taviano, Taurisano e Ugento. «La Carta deve essere letta come una premessa fondamentale per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita. La bambina deve essere infatti aiutata, protetta ed educata fin da subito in modo da crescere come cittadina attiva, nella piena consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri. Obiettivo della Carta è dunque quello di formare culturalmente bambine e bambini al fine di garantire il rispetto dei diritti umani e l’eliminazione di ogni forma di violenza e di discriminazione di genere. Partendo da questo primo atto, Fidapa Casarano continuerà a favorire iniziative integrate e sinergiche con le Istituzioni Pubbliche, il mondo scolastico, le famiglie, attraverso un’ incisiva campagna di sensibilizzazione».

Patù – “Poteri forti (o quasi) – Memoria di oltre quarant’anni di giornalismo” è il volume di Ferruccio de Bortoli che verrà presentato, giovedì 19 aprile alle ore 17.30 presso la Sala consiliare del Comune di Patù. Con l’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore dialogherà il consigliere regionale Ernesto Abaterusso, dopo i saluti del sindaco Gabriele Abaterusso. Si tratta di un’iniziativa promossa dall’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, in collaborazione con l’associazione Presìdi del Libro. Ad introdurre e moderare l’incontro sarà Mario Carparelli (del Presidio del libro del Capo di Leuca). Nel volume (edito da “La Nave di Teseo”), de Bortoli svela alcuni retroscena del potere in Italia, dalla finanza alla politica e alle imprese, dai media alla magistratura, finendo con il raccontarsi alla stregua di un diario.

Lecce – E’ partita da Lecce la lunga maratona delle “Olimpiadi dell’amicizia”, evento promosso con successo da ormai sette anni da Provincia di Lecce e Unicef – Comitato provinciale Lecce. Dopo la prima tappa di martedì 10 nella Villa comunale del capoluogo salentino, fino al prossimo 20 aprile migliaia di giovani salentini delle scuole elementari e medie provenienti dagli oltre 70 Comuni che hanno partecipato al 9° Raduno dei Consigli comunali dei ragazzi e delle ragazze si sfideranno a colpi di creatività con giochi, giochi da tavolo, sport-orienteering, grafica creativa, musica a tema. Quest’anno l’evento è organizzato insieme a 20 CCRR, ai  Consigli Comunali degli Adulti e alle scuole dei Comuni di Carpignano Salentino, Casarano, Castrì, Collepasso, Copertino, Galatina, Gallipoli, Guagnano, Lecce, Martano, Matino, Melendugno, Otranto, Patù, Poggiardo, Ruffano, Soleto, Tricase, Tuglie, Vernole. Fino al 20 aprile in ogni Comune prenderà vita uno specifico evento, durante il quale ragazzi e ragazze si misureranno in gare all’insegna dell’amicizia, della non discriminazione, della pace e dei nuovi stili di vita. Questo il calendario delle giornate (ore 9-12): 11 aprile Carpignano (orienteering), Martano (grafica creativa), Tuglie (giochi); 12 aprile Casarano (orienteering), Collepasso (grafica creativa), 13 aprile Otranto (giochi da tavolo), Poggiardo (grafica creativa), 14 aprile Gallipoli (orienteering), 16 aprile Galatina (giochi da tavolo), Soleto (giochi), 17 aprile Castrì (musica), Melendugno (orienteering), Vernole (giochi), 18 aprile Patù (grafica creativa), Tricase (musica), 19 aprile Copertino (giochi), Guagnano (giochi da tavolo), 20 aprile Matino (orienteering), Ruffano (grafica creativa). La manifestazione conclusiva delle Olimpiadi si svolgerà nel Comune di Carmiano, dove si svolgerà una sintesi di tutta l’attività svolta e verrà riconosciuto ufficialmente l’impegno dei Consigli Comunali dei Ragazzi (CCRR) organizzatori delle Olimpiadi.

Patù – “Il Consiglio regionale deve conoscere e prendere in seria considerazione i dati dello studio commissionato dalla Lilt sul nesso tra l’inquinamento ambientale di molte parti del Salento e la grave situazione epidemiologica della popolazione”: la richiesta è a firma di . Ernesto Abaterusso (Art.1-Mdp, foto a sinistra), che oggi ha annunciato di aver depositato una richiesta di audizione in V Commissione consiliare dei Sindaci dei Comuni interessati, dei vertici di Arpa, della Asl e della setta Lega italiana per la lotta ai tumori.

Inquinamento ambientale e malattia “Non si può essere insensibili –  prosegue Abaterusso – quando a rischio vi è la salute pubblica e l’integrità ambientale, né si si può ignorare il fatto che in un’area comprendente ben 32 Comuni il pericolo per le ricadute sulla salute dei cittadini raggiunge livelli elevati quanto preoccupanti”. Tra le aree su cui gravano i maggiori sospetti figurano da tempo la discarica di Burgesi (Ugento, con interessati i territori di Acquarica e Presicce), la zona di Casarano-Matino e zone del Capo di Leuca (per via della concentrazione di calzaturifici prima della grave crisi, e il conseguenze problema dei pellami da smaltire), Galatina e dintorni per il cementificio.  “E’ bene, dunque, – conclude Abaterusso – approfondire questo caso e fare piena luce. L’auspicio è che l’audizione serva sì ad ascoltare le parti, ma anche ad individuare, insieme alle realtà maggiormente coinvolte, le azioni necessarie per il bene del territorio e dei salentini. Noi di Art.1-Mdp saremo sempre al loro fianco per evitare le ricadute gravissime che il Salento potrebbe dover subire in caso di inerzia e fare della prevenzione, dei controlli e della tutela della salute e dell’ambiente una battaglia di civiltà”.

La Lilt e il progetto Geneo La prevenzione primaria – da sempre obiettivo principale delle attività della Lilt  provinciale che ha sede a Casarano, direttore scientifico Giuseppe Serravezza (foto sopra)-  si sostanzia ora di un progetto di ricerca voluto dai volontari dell’associazione e che interpreta il desiderio impellente, presso la collettività, di conoscenza circa lo stato di salute dei suoli salentini in correlazione con le aree a rischio per le neoplasie. E’ nato così lo studio Geneo, acronimo del più esteso titolo “Sistemi di valutazione delle correlazioni tra GEnotossicità dei suoli e NEOplasie in aree a rischio per la salute umana”. In anticipo sui tempi di effettiva attività del Centro Ilma, l’Istituto di ricerca scientifica iIndipendente in via di ultimazione in agro di Gallipoli che si occuperà proprio di monitorare e di aggiornare le mappe del territorio secondo i parametri di sostenibilità e di sicurezza per la salute degli organismi viventi, con lo studio Geneo e con i primi risultati, si è entrati entra nel vivo della ricerca oncologica ambientale. “E’ assodato infatti . si legge sul sito della Lilt Lecce – che all’aumentare della concentrazione di sostanze genotossiche nell’ambiente, aumentano pure determinate patologie correlate quali i tumori, le allergie, le sindromi autoimmuni. Le sostanze ad attività genotossica presenti nel terreno possono avere effetti avversi sulla salute umana attraverso l’inalazione delle polveri, l’ingestione di prodotti vegetali che assorbono tali composti dal suolo, l’ingestione di prodotti come il latte derivante da animali che pascolano su terreni inquinati, o il dilavamento di tali composti dal suolo fino al raggiungimento delle falde acquifere con enorme rischio per le acque potabili (Watanabe and Hirayama, 2001)”.  Tra le sostanze ad attività genotossica ci sono, ad esempio, cromo, piombo, mercurio, ciclodieni, benzene, policlorobifenili, pesticidi, diossine. “Si comprende quindi l’importanza di valutare le correlazioni esistenti tra la qualità del suolo in aree a rischio da contaminazione chimica persistente (aree industriali e aree caratterizzate da agricoltura intensiva) e aumento della casistica di tumori nella popolazione residente in tali aree, considerato che tali patologie sono strettamente legate all’inquinamento ambientale”, conclude la Lilt.

Tricase – Si cambia, in tema di rifiuti, nell’Aro 8. Il servizio di Igiene urbana nei Comuni di Tricase(capofila), Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Morciano di Leuca, Patù, Salve, Tiggiano, è pronto a partire con la differenziata “porta a porta” per utenze domestiche e non e con una novità assoluta in provincia: il trattamento dei rifiuti domestici “umidi” (resti di pranzi, scarti di verdure o di altri alimenti nella preparazione dei pasti…). L’Ambito rifiuti ottimale, che conta circa 50mila abitanti, ha avviato in questi giorni (fino al 30 aprile) la distribuzione di materiali, informazioni e attrezzature utili per realizzare “un sistema avanzato di raccolta dei rifiuti”, come si legge nel volantino (reperibile anche sul sito arolecce8.it), a firma dell’associazione temporanea d’imprese (Ati) che ha vinto la gara e composta da Gial Plast Taviano e Bianco Igiene ambientale Nardò.

Gli utenti possono ritirare quanto previsto dalle  9-13 e dalle 16-18 presso i luoghi segnalati da ciascun Comune dell’Ambito: sala convegni del Comune di Alessano; in piazza Indipendenza a Castrignano del Capo, a S. Leuca in piazza Savoia angolo via IV Novembre, a Giuliano sul prolungamento di via Panzera presso ex edificio scolastico; a Corsano in via Campania (centro polivalente); a Gagliano del Capo in piazzetta Maria Luisa De Marillac (centro diurno polivalente); a Morciano in piazza Berlinguer di Barbarano del Capo (ex Media); a Patù in via Giuseppe Romano 5; a Salve via P. P. Cardone (sala convegni); a Tiggiano in via XX Settembre; a Tricase in via Vittorio Emanuele II, 21.Gli intestatari delle bollette della Tari al punto di distribuzione del proprio Comune devono fornire la carta d’identità ed il tesserino sanitario. Tra i bidoni classici, i citatdini troveranno appunto quello riservato alla frazione umida organica; tolta la quale dal materiale conferito in discarica, si abbassa il peso complessivo e quindi anche in prospettiva il costo dello smaltimento.

“Il nuovo servizio di Igiene urbana all’interno dell’Ambito di raccolta ottimale Aro Lecce 8 inizierà immediatamente dopo la fase di distribuzione delle attrezzature, già partita il 3 marzo scorso – dicono i gestori del servizio – in tutti i Comuni interessati. Fino all’effettivo avvio del servizio, la cui data sarà comunicata prossimamente, i cittadini dovranno continuare ad utilizzare le vecchie attrezzature e le vecchie modalità di conferimento”. Tra le innovazioni in arrivo, particolare attenzione è rivolta anche a molteplici azioni finalizzate al coinvolgimento dell’intera utenza e alla separazione in alta qualità delle diverse tipologie di rifiuti differenziati da avviare a riciclo o recupero. Telefoni utili: per i cittadini di Tricase, Tiggiano, Salve, Alessano e Morciano 800 303333 e 370 1037842; per i cittadini di Castrignano del Capo, Gagliano, Corsano, Patù 800 363623 e 345 3411504.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Tanta gente, anche quest’anno, ha scelto Leuca e le marine del Capo quale meta per trascorrere il lungo finesettimana di Pasqua. Favoriti dalla bella giornata, turisti e pendolari locali hanno gremito praticamente ogni tratto di scogliera, in alcuni concedendosi pure ai primi bagni di stagione. A Santa Maria di Leuca il Comune di Castrignano del Capo ha aperto la cascata monumentale tra il consueta ammirazione di moli spettatori. Le prossime probabili aperture sono previste per mercoledì 25 aprile e per martedì 1 maggio. Nella Baia di San Gregorio (Patù) il tradizionale appuntamento del lunedì di Pasquetta con il Moro Sunset ha richiamato tantissima gente tra musica ed entusiasmo (prossimo appuntamento previsto per il 25 aprile). Da segnalare anche il successo a Otranto, per la cantante Lucia Golemi (di Castrignano del Capo) che con la sua energia contagiosa ha richiamato molta gente sul lungomare degli Eroi.

Patù – Più si avvicina la data dell’eccezionale appuntamento – la mattina del 20 aprile – più intensamente si susseguono le iniziative di preparazione all’evento dell’incontro con Papa Francesco ad Alessano, paese di don Tonino Bello, nel 25° anniversario della sua morte. Il Papa sosterà sulla sua tomba, per poi, dopo un breve saluto, proseguire per Molfetta dove il vescovo dei poveri esercitò sino alla morte il suo ministero episcopale.

Un nuovo volume con scritti inediti, sempre nel solco di un’alta spiritualità Di particolare rilievo in questo percorso è la presentazione del nuovo libro di Giancarlo Piccinni (foto) “Don Tonino, Sentiero di Dio” di 144 pagine, edito da “San Paolo Edizioni”. In libreria dal 25 marzo scorso, il libro sarà presentato il 5 aprile nel Palazzo Romano (ex scuderie) di Patù alle ore 18. L’autore, che è presidente della Fondazione omonima, ne discuterà con il professore Hervé Cavallera di Tricase, dell’Università del Salento. Introdurrà i lavori il prof. Mario Carparelli (di Taurisano) dei Presidi del libro del Capo di Leuca. L’associazione è tra i promotori dell’incontro insieme alla Regione, al Comune di Patù, “Salentosophia”, Fondo per lo sviluppo e la coesione. Saluteranno i convenuti il Sindaco Gabriele Abaterusso e il consigliere delegato alla Cultura, Pina Leo.  Il volume racconta “la storia e la spiritualità di don Tonino, non disgiunte dall’impegno per la pace” (egli fu infatti anche presidente di Pax Christi). Vari i temi trattati nel testo, come vari furono gli impegni del vescovo della “Chiesa del grembiule” prematuramente scomparso e, secondo i più, prossimo all’ onore degli Altari. Il libro è arricchito anche da alcuni scritti inediti di don Tonino, tra cui uno scambio epistolare con padre Davide Maria Turoldo: due lettere che sintetizzano il loro modo di porsi – con una denuncia senza se e senza ma – davanti all’industria della guerra e delle armi (tra l’altro molto prolifica in Italia), contrapposto a certa gerarchia ecclesiastica, che invece invitava alla prudenza e al silenzio. Nel libro non mancano nemmeno i riferimenti ad un altro profeta del nostro tempo, padre Ernesto Balducci, anch’egli segnato dalla stessa sorte e dallo stesso male.

“Con don Tonino non si può percepire il sentimento del lutto” Di forte impatto emotivo lo scritto introduttivo dell’autore,  concittadino e discepolo della prima ora di don Tonino,  oggi affermato primario ospedaliero a Gallipoli e presidente della Fondazione: “Chi come me ha conosciuto don Tonino – scrive Piccinni – è rimasto a lui intimamente legato, e non riesce a percepire, pur nella sofferenza del distacco, il sentimento di lutto. Non è mai scomparso, infatti,né  dalla nostra vita, né dai nostri cuori: semmai si consuma quotidianamente un’esperienza unica  in cui – prosegue l’autore – morte e risurrezione si fondono sino a poter intravvedere, grazie alla sua presenza, mondi nuovi e cieli nuovi”. Particolarmente toccante è anche la prefazione al libro (che qui riportiamo integralmente, scritta dal presidente di “Libera” don Luigi Ciotti: ”Tonino Bello non basta ricordarlo, bisogna trasformare il ricordo in memoria feconda, memoria viva. Grazie dunque a Giancarlo Piccinni perché questo libro che raccoglie testi di Tonino e su Tonino, arricchiti da documenti inediti e preziosi, ce lo restituisce più che mai vivo, a venticinque anni dalla morte. Vivo, come sempre sarà una vita totalmente plasmata dal Vangelo, dalla sua sfida etica e teologica. Primo: riconoscere Dio nei poveri, negli esclusi, negli oppressi. Secondo: impegnarsi per la giustizia e la pace di questo mondo. È questo, a ben vedere, lo “scandalo” di don Tonino, quello scandalo che oggi, con papa Francesco, scuote dal vertice l’intera struttura della Chiesa: non possiamo dirci davvero cristiani se, insieme alla fede nel Regno, non c’impegniamo a contrastare le ingiustizie dell’al di qua. Non possiamo dirci davvero cristiani – conclude don Luigi Ciotti – se non ci avventuriamo nell’agitato mare della Storia e, uscendo dai luoghi sacri, consacriamo quelli più deserti, periferici, abbandonati. Non possiamo dirci davvero cristiani se non stiamo dalla parte dei poveri denunciando chi li sfrutta, li umilia, li respinge”.

Ugento – Turismo e fede a braccetto grazie all’iniziativa “Sepolcri” promossa dalla Fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca. Lo scopo è quello di valorizzare, in adesione al progetto “Chiese aperte” promosso dalla Regione Puglia con il Fondo speciale cultura e patrimonio culturale, gli allestimenti sacri realizzati all’interno delle chiese e dei calvari delle 18 comunità della diocesi retta da monsignor Vito Angiuli in occasione della Settimana santa e meta del pellegrinaggio del giovedì e del venerdì santo. «S’intende mettere a fuoco quest’appuntamento della tradizione religiosa, molto sentito e vissuto dalle comunità locali, attraverso l’organizzazione di un convegno in cui verranno invitati alcuni esperti, la realizzazione di materiale informativo, promozionale e divulgativo e l’apertura straordinaria delle chiese e del Museo diocesano nei periodi di maggior afflusso di pellegrini e turisti. Verrà anche bandito un concorso tra le confraternite che volessero partecipare e alla confraternita vincitrice sarà restaurata una suppellettile sacra. Il Museo diocesano prolungherà, inoltre, tale iniziativa con una mostra sul tema», fanno sapere gli organizzatori.

Le confraternite interessate dal progetto sono le seguenti: Madonna Assunta in cielo e Sant’Antonio – SS. Trinità a Specchia, Madonna Santissimo Rosario a Gemini (Ugento), Sant’Antonio a Castrignano del Capo, Assunta ad Acquarica del Capo, Carmine e Trinità a Ruffano, Confraternita dell’Immacolata a Sant’Eufemia a Tricase, Confraternita dell’Immacolata Sant’Angelo a Tricase, Santi Medici a Ugento, Confraternita dell’Immacolata a Supersano, Immacolata e San Nicolò a Tutino (Tricase), confraternita dell’Immacolata e Santo Stefano a Taurisano, Cuore eucaristico a Patù, confraternita dell’Immacolata a Corsano, confraternita dell’Immacolata a Giuliano di Lecce (Castrignano del Capo), Madonna delle Grazie e Sacramento a Torre Paduli (Ruffano), confraternita dell’Immacolata – Santissima Eucaristia – San Francesco di Paola a Gagliano del Capo, confraternita dell’Immacolata e SS, Sacramento a Caprarica del Capo, Madonna Assunta e San Luigi Gonzaga a Presicce e confraternita di Sant’Antonio a Ugento.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...