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Ultime notizie dal Comune di Parabita

Parabita – Tre giorni di appuntamenti per ricordare l’eccidio di Parabita, a 98 anni da quel nero 23 giugno 1920, con quattro  contadini uccisi in piazza Regina del Cielo mentre protestavano per i propri diritti. Un dovere civico non solo nei riguardi della memoria collettiva ma anche per i problemi attuali che, in fatto di diritti dei lavoratori e rispetto alle battaglie del secolo scorso, ha cambiato solo forma ma non sostanza. «Ancora oggi assistiamo ad un fenomeno dilagante e che non fa sconti a nessuno, per razza e genere, come quello del caporalato, che prende di mira ancora una volta migliaia di braccianti, come i nostri avi parabitani», fanno sapere le associazioni “La Scatina” e “Il Comitato Primo Maggio Tugliese” che organizzano le tre date.

Il programma della “tre giorni” Dal 22 al 24 giugno, così, presso l’atrio di Palazzo Ravenna, in piazza Umberto I, si terranno una serie di incontri sul tema “Lotta, territorio, poesia”. Venerdì 22 giugno alle 20 si discuterà di diritti e caporalato con Yvan Sagnet (presidente associazione NoCap e Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana), Paolo Paticchio (presidente e fondatore dell’associazione Tdf Mediterranea) e Giuseppe Pezzulla (regista) che presenterà la proiezione del documentario “Santi caporali”. Il giorno successivo verrà ricordato Ernesto Russo, storico sindacalista parabitano e agitatore sociale vicino ai braccianti e alle loro lotte. A ricordarlo saranno lo storico Aldo D’Antico e Salvatore Imperiale del “Centro diritti Tuglie”. A seguire Giancarlo Paglialunga, cantore e tamburellista, e Massimiliano De Marco, chitarrista. Domenica 24, invece, si ricorderà il poeta parabitano Rocco Cataldi; importante è il suo insegnamento, portatore di un messaggio di speranza nella società che verrà, con Aldo D’Antico accompagnato dalla lettura di alcuni brani composti dal poeta. Seguirà l’intervento musicale del cantautore Dario Muci.

Parabita – C’è attesa, a Parabita, per l’esito dell’udienza con la quale il Consiglio di Stato deciderà le sorti dell’Amministrazione comunale guidata da Alfredo Cacciapaglia. I giudici della terza sezione si riuniranno per valutare il ricorso presentato dal Ministero dell’Interno contro la sentenza del Tar Lazio che aveva riabilitato l’Amministrazione parabitana sciolta per “infiltrazioni malavitose”. Oltre al merito della questione, e cioè la liceità del provvedimento di scioglimento applicato il 17 febbraio 2017, i togati romani di Palazzo Spada sono chiamati, al momento, ad esprimersi su due questioni preliminari di fondamentale importanza.

Ricorso “fuori tempo”? – Secondo l’Amministrazione parabitana e secondo i suoi legali, gli avvocati Pietro Quinto e Luciano Ancora, l’Avvocatura dello Stato avrebbe presentato il ricorso per conto del Ministero fuori tempo massimo, a termini scaduti, quando ormai la sentenza del Tar Lazio sarebbe passata in giudicato. La prima risposta che si attende dal Consiglio di Stato, dunque, verte sull’ammissibilità del ricorso stesso. Se il ricorso venisse giudicato tardivo e irricevibile, la partita si chiuderebbe domani stesso ancor prima di cominciare.

Torna il rischio del commissariamento Altro nodo che dovrebbe essere sciolto domani è quello sulla richiesta di sospensiva avanzata dal Ministero. Gli avvocati dello Stato, infatti, in attesa della sentenza ultima e definitiva sulla questione, hanno chiesto di sospendere l’efficacia della sentenza del Tar Lazio, quella che ha riportato in Comune il sindaco Cacciapaglia e la sua squadra. Se la sospensiva fosse accolta, il Comune di Parabita tornerebbe ad essere commissariato. E in questo caso il Governo potrebbe decidere di far tornare a Parabita la stessa triade di commissari uscenti, Andrea Cantadori, Sebastiano Giangrande e Gerardo Quaranta, rimasti in carica fino al 22 marzo, oppure di nominarne di nuovi. Se la richiesta di sospensiva fosse respinta, invece, rimarrebbe in carica il sindaco Alfredo Cacciapaglia.

Il “merito” della questione – Più lunghi i tempi per affrontare il cuore della questione, ovvero lo scioglimento per mafia dell’Amministrazione comunale di Parabita e la permeabilità della sua azione all’influenza della criminalità organizzata. Per il Tar Lazio le vicende penali da cui ha preso il via l’indagine amministrativa (cioè l’arresto dell’ex vicesindaco Giuseppe Provenzano e di altre persone nell’ambito dell’operazione antimafia Coltura), riguardavano solo l’ex vicesindaco e si riferivano a fatti antecedenti alle elezioni del 2015. L’Avvocatura dello Stato, per conto del Ministero dell’Interno e della Prefettura di Lecce, sostiene invece che la vita politico-amministrativa del Comune di Parabita sia stata “compromessa” e che esistono quei requisiti “concreti, univoci e rilevanti” richiesti dalla legge per arrivare ad un provvedimento drastico come lo scioglimento del Consiglio.

foto di Enrico Del Gottardo

Parabita – Passaggio a livello, punto e a capo. L’ennesimo disservizio si è verificato nei giorni scorsi all’imbocco della provinciale per Alezio (nella foto un caso precedente). Al passare del treno, le sbarre del passaggio a livello sono rimaste nuovamente aperte, creando panico e confusione tra gli automobilisti presenti. Uno di loro, un cittadino di Parabita, ha evitato il peggio impedendo con la sua auto l’avanzare di altri veicoli o persone durante il passaggio del convoglio. Quant’è bastato per portare il sindaco Alfredo Cacciapaglia a scrivere nuovamente alla direzione di Ferrovie Sud Est, all’assessore regionale alla mobilità Giovanni Giannini, al Prefetto di Lecce Claudio Palomba e alla Procura di Lecce per segnalare l’accaduto.

La lettera del Sindaco «Con ripetute note, a partire dal maggio 2016 – scrive il Primo cittadino – ho segnalato la problematica connessa al malfunzionamento delle sbarre dei passaggi a livello ubicati nel territorio comunale di Parabita durante il transito dei treni. In data 5 settembre 2016 presso la Prefettura di Lecce, alla presenza dell’assessore regionale, si è tenuto un incontro relativo alla problematica, esistente anche in altri Comuni salentini. Ma, nonostante le rassicurazioni in merito durante la predetta riunione, ad oggi, il sistema di fermata telecomandabile a distanza non è stato perfezionato e, quindi, ancora non funziona correttamente. Gli investimenti tecnologici che hanno reso quella di Parabita una fermata telecomandabile dal Dirigente centrale operativo con sede presso le stazioni di Nardò centrale si sono dimostrati una scelta inopportuna, in quanto tale sistema non funziona perché nessuno è in grado di accorgersi che i treni transitano e le sbarre non si abbassano».

Parabita – Fine anno scolastico, a Parabita, con la manifestazione “Piccinerie” organizzata dall’Istituto comprensivo diretto da Antonia Perrone.  Prima del classico “sciogliete le righe” , nel corso della giornata di festa è stato illustrato il bilancio annuale relativo al progetto “Pon” dell’anno scolastico 2017/18. Il progetto sull’inclusione, intitolato “Il filo di Arianna” ha coinvolto gli studenti della Primaria e della Secondaria di primo grado nello svolgimento di diversi moduli didattici (sport, consiglio comunale dei ragazzi, educazione digitale, ambiente, matematica, inglese e altro). A caratterizzare la manifestazione, tra giochi, performance e gare è stata anche l’inaugurazione del nuovo auditorium “Aula Angelica” della scuola media “G. Dimo”, recentemente arredato e attrezzato di un nuovo impianto insonorizzato a cura del comitato dei genitori. La serata è stata allietata dai concerti musicali “L’elisir d’amore”, diretto dal professor Carlo Provenzano con il coro delle classi quinte della scuola primaria, e “Movie and video songs” a cura della professoressa Stefania Liquori con le classi prima, seconda e terza della sezione C della Primaria. «Per il prossimo anno scolastico – fa sapere la dirigente Perrone – il nostro istituto è già stato autorizzato a seguire altri tre altri progetti Pon legati su competenza di base (lingua italiana e scienze), cittadinanza globale e valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico di Parabita».

 

Santa Caterina di Nardò – Novità rilevante in vista per il 37enne don Francesco Martignano di Parabita, che dal prossimo 8 luglio sarà parroco a Nardò, nella marina di Santa Caterina d’Alessandria. Lo ha stabilito in questi giorni l’ordinario diocesano mons. Fernando Filograna, che nei prossimi giorni ne ufficializzerà la nomina, firmando l’apposito decreto, col quale sarà sollevato dal precedente incarico di vicario parrocchiale a Maria Santissima Annunziata di Tuglie. Don Francesco Martignano prenderà il posto di don Piero Inguscio, che nei giorni scorsi è stato nominato parroco a Copertino, chiesa dei Santi Medici.

Al momento non è dato sapere di altri spostamenti di sacerdoti che sembrano comunque essere all’orizzonte, secondo fonti bene informate, e per le quali c’è quindi da aspettare.  dovrebbero esserci, ma saranno comunicate volta per volta. Ancorché piuttosto giovane, don Martignano è anche professore presso l’Istituto teologico pugliese di Molfetta, membro del Consiglio presbiterale e direttore dell’Ufficio liturgico e ministeri laicali diocesano, incarichi questi ultimi, che dovrebbe continuare a svolgere.

Parabita – Pena all’ergastolo confermata per il 50enne Biagio Toma accusato del cruento omicidio della piccola Angelica Pirtoli. Fu lui, anche secondo i giudici della Corte d’assise d’appello, ad eseguire l’ordine di eliminare, con efferata crudeltà, la bimba di appena due anni con l’unica “colpa” di essere la figlia di Paola Rizzello, a sua volta uccisa dagli uomini della sacra corona unita perchè ritenuta “inaffidabile”. La nuova condanna conferma, dunque, l’attendibilità delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi De Matteis, presunto complice di Toma, il quale ha ricostruito quelle drammatiche ore del 20 marzo 1991 permettendo ai giudici di ricostruire i fatti. facendo ricorso al rito abbreviato, De Matteis ha chiuso i suoi conti con la giustizia con una condanna di 16 anni e otto mesi.

Il duplice omicidio nel casolare di campagna La piccola Angelica venne, dunque, uccisa dopo essere stata lasciata da sola a piangere disperatamente all’interno del casolare dove, due ore prima, era stata fucilata la madre. I mandanti del duplice omicidio, già stati condannati all’ergastolo, sono Luigi Giannelli, sua moglie Anna De Matteis e Donato Mercuri. Biagio Toma scegliendo, invece, di essere giudicato dalla Corte d’assise si è visto condannato all’ergastolo. Paola Rizzello venne uccisa a soli 27 anni per le sue conoscenze sulle attività del clan e per la gelosia di Anna De Matteis, moglie del boss Luigi Giannelli. Il suo corpo venne ritrovato a distanza di anni all’interno di una cisterna, in località “Tuli”, sempre a Parabita. Il corpo della piccola Angelica venne ritrovato solo il 5 maggio del 1999, grazie alle dichiarazioni di De Matteis, in una collinetta nelle campagne di Matino. Per gli stessi giudici di primo grado, si trattò dell’omicidio più cruento compito dalla sacra corona unita.

L’appello in Cassazione Per le motivazioni della nuova sentenza occorrerà attendere i prossimi tre mesi mentre l’ultima possibilità di salvezza (o di sconto di pena) sarà in ricorso in Cassazione già preannunciato dai legali difensori di Toma.

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Parabita – Un violento impatto contro il muro, causato dall’asfalto bagnato e dalle pozzanghere, e la Parabita – Alezio è protagonista di un altro brutto incidente d’auto. L’ennesimo, dati i suoi tristi trascorsi di cronaca. L’episodio di questa mattina ha avuto per sfortunata protagonista una 28enne di Parabita. La ragazza, a bordo di una Citroen, stava percorrendo di buon mattino la strada provinciale in direzione Alezio, per recarsi a Gallipoli, sul suo posto di lavoro. All’altezza di contrada Capani, però, proprio a ridosso del confine tra i due centri, ha perso il controllo del veicolo andando a schiantarsi contro un muro. Sulle cause del sinistro stanno indagando i carabinieri della locale Stazione ma è apparso subito chiaro, a presenti e testimoni, che lo sbandamento è stato dovuto all’asfalto bagnato e scivoloso della strada, ancora allagata dopo i forti acquazzoni dei giorni scorsi. L’impatto è stato davvero brutale.

Gravi le condizioni della ragazza ricoverata  La ragazza, estratta vigile dall’abitacolo, è stata soccorsa dai sanitari del 118, allertati immediatamente ad intervenire. Le sue condizioni sono sembrate però subito molto gravi e, a sirene spiegate, è stata trasportata in ospedale in codice rosso. Sul posto sono giunti poi gli uomini della Polizia municipale e i Carabinieri della stazione di Parabita, guidati dal maresciallo Italo Memoli. Nessun’altra vettura sembra essere stata coinvolta dalla dinamica. Tanti gli incidenti (spesso mortali) lungo quella stretta striscia d’asfalto che collega i due paesi: appena lo scorso 13 maggio uno scontro tra un Suv Toyota e una Ford ha provocato il ferimento dei due automobilisti alla guida.

Parabita – Chiede soldi quale “contributo” per aiutare chi è in carcere e finisce denunciato per tentata estorsione. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di risalire all’identità del 29enne marocchino H.C., nato a Khouribga e residente in città, in quale si è presentato presso una pizzeria di via Coltura chiedendo,a  quanto pare con fare minaccioso, mille euro in contanti per aiutare, non meglio identificati, “soggetti di Parabata attualmente detenuti in carcere”. Alla risposta negativa del titolare dell’esercizio commerciale, il giovane si è allontanato facendo perdere le proprie tracce ma la successiva denuncia presentata in caserma ha comunque portato alla sua identificazione.

Parabita – L’arte dello scultore Emanuele Nassisi (al centro nella foto) è approdata anche  nel Comando regionale dei Carabinieri di Bari. In occasione del recente 204°  anniversario dell’Arma, il maestro parabitano ha donato al colonnello Domenico Punzi, vicecomandante della Legione Puglia, una sua opera in pietra leccese con la riproduzione dello stemma dell’Arma. La scultura è stata collocata nel cortile del Comando in ricordo dei militari defunti. Alla cerimonia barese, hanno preso parte il generale e comandante della Legione, Giovanni Cataldo e le massime autorità regionali insieme ai vertici delle altre forze dell’ordine. Nassisi, reduce dalla realizzazione di una chiesa in Portorico, è chiamato ora ad un’importante esperienza lavorativa in Qatar, commissionatagli da uno sceicco, per la realizzazione di un mosaico su una cupola.

 

Parabita – È uscito oggi in radio e sui digital stores “Tutto sa di noi”, il nuovo singolo di Niro, alias Gervasio Provenzano, un brano estivo, allegro e ritmato che punta a diventare il nuovo tormentone dell’estate 2018. Il brano, con musica e testo dello stesso Niro, racconta di un amore capace di resistere al tempo e alle difficoltà. «È un’ode all’amore. A parlare – commenta Provenzano –  è un uomo che crede fortemente nel suo sentimento e spera in una magia che possa tornare ad essere vissuta». Frizzante e scanzonato anche il video, girato sulle strade e sulle spiagge di Gallipoli, con il cantante attorniato da ballerine e belle donne. Il brano è prodotto dalla casa discografica Redland Music di Lelio D’Aprile & Matteo Tateo. Lo scorso anno il 25enne di Parabita si è distinto anche come semifinalista di “Area Sanremo 2017”, mentre l’esordio musicale risale al 2015 con la pubblicazione del suo primo singolo “Mondo Zero”, seguito nel 2016 con “È questa la realtà”.

Parabita – Grande attesa a Parabita per l’arrivo delle reliquie di Sant’Antonio di Padova. Molto ricco il programma dell’evento in programma da sabato 30 giugno a martedì 3 luglio. Ad accompagnare le reliquie del Santo nella città delle Veneri saranno alcuni padri provenienti dalla basilica pontificia di Padova, i quali hanno già manifestato la loro disponibilità per i colloqui personali e le confessioni dei fedeli. Il rito di accoglienza è previsto il 30 giugno alle 18, presso il monumento di San Pio, nella piazzetta sita sulla strada per Collepasso. Subito dopo, si snoderà una processione verso la nuova chiesa parrocchiale di Sant’Antonio. Intorno alle 19.30 seguirà la celebrazione della messa da parte del parroco don Albino De Marco (di Casarano) e alle 21.30 una veglia di preghiera. Domenica 1 luglio le celebrazioni della mattina saranno alle 8.30 e alle 11 mentre in serata la celebrazione delle 19.30 sarà presieduta dal vescovo della diocesi di Nardò- Gallipoli, Fernando Filograna. Alle 21, nel salone parrocchiale, spazio alla presentazione del musical “Fra cielo e terra” a cura della compagnia teatrale “Iride” di Parabita.

Il giorno successivo, lunedì 2 luglio, l’attenzione verrà rivolta agli ammalati e agli anziani. Durante la mattinata, il reliquiario della “Sacra Costola” visiterà gli infermi e gli ospiti del Centro di solidarietà “Madonna della Coltura”. L’ultimo appuntamento della giornata è stato fissato alle 21.30, quando i parrocchiani si ritroveranno per dare inizio alla veglia dei Simboli di Sant’Antonio. Martedì 3 luglio alle 11 è poi previsto il saluto comunitario caratterizzato da un momento di preghiera e riflessione. La sera, intorno alle 20, le reliquie raggiungeranno la comunità di Sant’Antonio di Padova di Gallipoli, guidata da don Salvatore Leopizzi. Anche per questa circostanza, si terrà la cerimonia di accoglienza e la celebrazione della messa seguita da una veglia di preghiera. Il commiato avverrà nella prima mattinata di mercoledì 4 luglio.

Gallipoli – Con la piccola tregua di questo pomeriggio, il maltempo lascia un margine per far contare i danni a coloro che ne sono stati colpiti. Allagamenti si segnalano un po’ dappertutto, nelle zone ormai “classiche” anche se di classico il meteo in questo periodo prevede ben altro, di solito appunto. Ecco allora segnalazioni di passanti e residenti della Baia verde di Gallipoli evidenziare le aree dove si creano accumuli ad ogni precipitazione intensa, come al primo imbocco della Statale per entrare nel quartiere. Come da tradizione, sommersa tutta la zona della fine di corso Roma, parte di piazza Moro (il Canneto); paradossalmente ci si trova tra i due mari, eppure manca ancora un efficiente sistema di scarico per le emergenze.

Abitazioni allagate e senza energia elettrica tra Parabita e Alezio; senza luce sono stati i residenti in quelle case sparse per più di cinque ore ieri pomeriggio, poi il servizio emergenza Enel ha riparato i guasti. Allagamenti anche in alcune zone a valle di Casarano. Non si registrano grossi disagi e per vedere gli effetti più pesanti e i danni consistenti bisogna andare nelle campagne, soprattutto tra i vigneti di Alezio e Parabita.

Vigneti feriti, peronospera in agguato Nelle foto di Franca Bassini, una lettrice di Piazzasalento, sono evidenti i segni della grandine che ha rotto foglie e acini. “Su quelle ferite – spiega l’agronomo Saverio Gabellone di Alezio – si corre il fischio che si depositi l’infezione da peronospera. Infatti dopo grandinate del genere, sempre micidiali per il trauma che crea alle piante, sono previsti trattamenti contro quella malattia”. “Per fortuna – aggiunge Giuseppe Coppola, agricoltore e imprenditore agrituristico – la potatura verde non ancora effettuata ha fatto da protezione ai grappoli, limitando in qualche modo i danni”. Da una prima verifica, la grandine avrebbe colpito in una area ristretta di Alezio, zona di vini Doc, lasciando indenni i vigneti di Sannicola.

Parabita – Seconda edizione del quadrangolare di calcetto a 5 organizzato dall’Adovos Messapica Parabita in collaborazione con le associazioni donatori volontari del sangue di Alessano, Castrignano del Capo e Taviano. L’appuntamento, nato in occasione della giornata mondiale del donatore, è in programma sabato 16 giugno alle 18, presso l’Heffort Sport Village di Parabita. A scendere in campo sarà anche una piccola componente femminile proveniente dalle tre realtà associative federate con la Fidas (Federazione Italiana associazioni donatori di sangue). «Non si tratta di una competizione ma di una ricorrenza che ci invita a riflettere sull’importanza della donazione», afferma il presidente della Messapica parabitana, Giovanni Coluccia. Al termine della manifestazione, oltre alla consegna delle medaglie ai partecipanti e le coppe per i vincitori, verrà anche attribuito un riconoscimento particolare per il miglior portiere e capocannoniere. Tra le menzioni speciali si inserisce anche quella al  giocatore più corretto in campo.

Alfredo Cacciapaglia

Parabita – Asilo comunale o oratorio parrocchiale? Si infiamma a Parabita il dibattito sulle sorti dell’edificio di via Ferruccio, sede dello storico asilo delle suore ”Pisanello”. I commissari prefettizi avevano destinato l’immobile alla parrocchia S. Anna per farne un oratorio, accogliendo la richiesta del parroco don Gianni Cataldo, con un contratto di comodato d’uso (decennale) e l’impegno di realizzare attività educative rivolte a bambini, adolescenti e giovani della parrocchia e della città. Il sindaco Alfredo Cacciapaglia, appena rientrato alla guida della città dopo il periodo di commissariamento, ha invece annullato quella delibera, disponendo il trasferimento in quell’edificio dell’asilo comunale di via Berta. Decisione, questa, risalente al 2016, quand’erano ancora in corso i lavori di efficientamento dell’immobile di via Ferruccio, per il quale la comunità parabitana ha speso 1 milione e 600 mila euro. «L’asilo di via Berta – ha spiegato il sindaco – solo nell’ultimo inverno è costato 7mila euro per l’acquisto del gasolio dell’impianto di riscaldamento». Una spesa che ora il Comune intende abbattere trasferendo l’asilo da via Berta a via Ferruccio, immobile dotato di impianto geotermico e fotovoltaico per la produzione della corrente elettrica.

Ipotesi mensa Nell’ex Pisanello, inoltre, potrebbe trovare posto il centro di cottura della mensa scolastica cittadina, ovviando alla “migrazione” dei pasti, oggi preparati altrove e poi portati nelle scuole parabitane per essere consumati dai bambini. È lo stesso Sindaco, però, a suggerire una soluzione che vada incontro alle esigenze di tutti. «Ho inviato una nota alla Diocesi Nardò-Gallipoli e alla parrocchia che mette a loro disposizione l’intero piano superiore dell’immobile, da adibire a centro di aggregazione. Per il resto – spiega Cacciapaglia – ci siamo mossi a tutela della salute e del conforto migliore possibile da dare ai piccoli e dell’utilizzo ragionevole delle risorse pubbliche il cui spreco è stato più volte censurato dalla magistratura contabile».

Parabita – Arriva il secondo mandato per padre Alessio Romano, il presule domenicano 38enne di Parabita, confermato alla guida del santuario napoletano di Madonna dell’Arco. La notizia è stata ufficializzata giovedì 31 maggio dal priore della provincia di San Tommaso D’Aquino in Italia, padre Francesco La Vecchia. Dopo essere entrato nell’ordine di San Domenico di Guzmán proprio a Madonna dell’Arco,  padre Alessio  ha  terminato l’anno di prenoviziato nel 1999. Ha compiuto gli studi filosofici a Napoli, presso il convento di Santa Maria della Sanità, e quelli teologici in quello di San Domenico a Bologna. Attualmente ricopre il ruolo di “baccelliere” in filosofia e teologia. Appassionato di musica e grande amante dell’opera lirica, ha diretto la corale parabitana della basilica della Coltura, l’orchestra di San Domenico a Bologna e quella della basilica pontificia di San Nicola a Bari.

Ordinato sacerdote l’8 settembre 2007, ha prestato il suo primo servizio in qualità di amministratore nella basilica barese e nel frattempo ha diretto il “Museo nicolaiano” e ha pure rivestito il ruolo di redattore del bollettino di San Nicola. Trasferito a Madonna dell’Arco nel 2013, l’anno successivo è stato nominato amministratore delle opere dello stesso santuario e parroco dell’annessa parrocchia. Il 25 febbraio 2015 i suoi confratelli lo hanno  eletto per la prima volta priore del convento, assumendone di seguito l’ufficio di Rettore. Recentemente, gli è stato conferito il premio “Buona Sanità 2018” da parte della Giunta regionale della Campania poiché, durante questi anni,  padre Alessio si è speso notevolmente per la crescita e lo sviluppo delle case di riposo di Madonna dell’Arco, che oggi ospitano più di 60 anziani.

 

Maglie – Soltanto una monumentale Emanuela Gemma ha impedito a Sara Grasso di salire sul gradino più alto del podio della “Stracittadina Magliese”. La manifestazione podistica giunta alla settima edizione, ha visto tra i protagonisti la tesserata per la As Podistica Parabita presieduta da Antonio Leopizzi. Grasso ha fatto registrare il tempo di 36:21 viaggiando ad una media di 4 minuti a chilometro. Un prestigioso secondo posto ottenuto in classifica femminile, che ha dato lustro all’associazione dilettantistica di Parabita, pronta a preparare la nuova edizione della “Scalata delle Veneri” in programma domenica 24 giugno con partenza alle 19 in via Vittorio Emanuele II (Parabita).

Tra i numerosi uomini in gara si è distinta invece la prova del solito Emanuele Capasa dell’Atletica Corigliano d’Otranto, che ha fermato il cronometro a 29:55 alle spalle di Mario Scrimieri della Asd La Mandra e di Giammarco Buttazzo dell’Atletica Casone Noceto (quest’ultimo vincitore della classifica maschile. La corsa su strada, alla quale hanno preso parte oltre 700 podisti, è stata organizzata dalla Podistica Magliese del presidente Stefano Rizzo. La competizione si è svolta sotto l’egida della Fidal Lecce ed è stata valevole come sesta prova del circuito “Salento Tour”. Gli atleti si sono impegnati sul percorso di 9.100 chilometri dando vita ad un evento sportivo dagli elevati contenuti tecnici. Durante la manifestazione si  è dipanato anche il “Trofeo Salvatore Rizzo” riservato alle categorie giovanili.

Gallipoli – Articolo 1 – Mdp/Leu si riorganizza a Lecce e in provincia. Il coordinatore provinciale, Salvatore Piconese (foto), Sindaco di Uggiano La Chiesa, ha nominato i dirigenti provinciali che si riuniranno per la prima volta lunedì 18 giugno, alle ore 17.30, presso il coordinamento provinciale di Lecce. Del direttivo fanno parte Gabriele Abaterusso, Sindaco di Patù, vice coordinatore; Francesca Torsello, Sindaco di Alessano; Matilde Surano, assessore di Melissano; Dori Mengoli, assessore di Soleto; Anna Inguscio, consigliera comunale di Copertino e consigliera provinciale; Nunzio Dell’Abate, consigliere comunale di Tricase, Silvio Merico, consigliere comunale di Uggiano la Chiesa, Francesco Volpe, che ricoprirà la carica di tesoriere, Alfonso Rampino (Trepuzzi), Stefano Prete (Parabita), Daniela Sindaco (Galatina), Gianni Colucci (Lecce), Irene Strazzeri (Lecce), Mauro Maggio (Squinzano), Eduardo Calò (Zollino), Barbara Sergi(Castrignano del Capo), Barbara Marino (Carmiano), Alessandra Boccardo (Nardò), Pierluigi Melcarne (Gagliano del Capo), Monica Viva (Porto Cesareo), Pierluigi Valentino (Leverano) e Antonella Bentivoglio (Gallipoli).

“Si parte con un nuovo gruppo dirigente che, negli ultimi mesi, ha dimostrato, sul campo, competenza, radicamento e passione politica. Affronteremo con grande determinazione – afferma Piconese, già segretario provinciale del Pd prima della scissione – l’attuale fase politica che con la nascita del governo Lega-M5S sposta sempre più l’asse politico nazionale a destra”. Liberi e uguali “dovrà ricostruire il campo progressista e dovrà contribuire alla nascita di un nuovo partito della sinistra in Italia”. Ma senza trascurare le problematiche locali come “il lavoro, l’occupazione e le vertenze sindacali, la Xylella e l’impoverimento del mondo agricolo, la sanità, le infrastrutture e lo sviluppo economico”.

San Simone (Sannicola) – Sport e solidarietà a braccetto per l’evento organizzato di recente dalla Polisportiva Mauro Fedele di San Simone insieme all’associazione “Academy In-super-abili” del Centro sportivo dell’Asd Soccer Dream di Parabita. «La Polisportiva  – spiega il presidente Fernando Leo – ha organizzato questo evento per parlare di disabilità, ma in un momento gioioso ludico e ricreativo e per la consegna di un contributo che la Polisportiva ha devoluto in favore dei ragazzi diversamente abili». Alla manifestazione, condotta dal giornalista Antonio Imperiale, hanno preso parte un gruppo di ragazzi, insieme ai tecnici e ai testimonial Pasquale Bruno e Roberto Rizzo. «Si è trattato di un’occasione veramente speciale – prosegue il presidente Leo –  per entrare in contatto con questo mondo di persone fortissime che conservano tutta la loro voglia di vivere pienamente la vita e divertirsi e hanno tanto da insegnare a noi e a tutti riguardo al senso della vita e a come affrontarla sempre in modo positivo e con il sorriso sul volto. Proseguiremo di certo negli anni questa bella collaborazione con altri eventi e sarebbe desiderabile che anche altre associazioni si unissero a noi tutti in queste iniziative»

 

Racale – Volley Racale in paradiso: la formazione del presidente Stefano Gaetani è approdata in serie C dopo un campionato entusiasmante. Nei giorni scorsi la squadra salentina ha superato il Volley Gioia per tre set a zero (25-23, 25-16, 27-25) compiendo l’agognato salto di categoria dinanzi al proprio pubblico. I racalini hanno avuto la meglio sul Gioia nell’ambito della seconda gara della finale play off di serie D. Un successo che ha fatto il paio con quello della prima partita giocata il 27 maggio scorso sul campo degli avversari e vinta al tie-break (23-25, 25-20, 30-28, 15-25, 15-8).

La soddisfazione per il traguardo della promozione tagliato dalla squadra del tecnico Rocco Carbone traspare direttamente dalla pagina ufficiale Facebook del Racale: “Volley Racale promossa in Serie C. Vittoria al tie break contro Gioia del Colle. Che notte indimenticabile! Grazie a tutti ragazzi, siete stati fantastici. Un grazie anche al patron Stefano Gaetani, a tutti i dirigenti, al mister Rocco Carbone, al professore Fernando Cataldi (di Parabita, ndr), ai nostri senatori, a tutti gli atleti, a Carmelo Portaccio, a Dania Preite, al pubblico di Racale e Taviano e a tutti quelli che ci hanno creduto. Ma anche a quanti non ci hanno creduto perché ci hanno spinto a fare ancora meglio! E adesso ci godiamo la vittoria. Che Serie C sia”. Ancora qualche giorno per gustare fino in fondo la soddisfazione per il traguardo raggiunto e poi tutti al lavoro: c’è da onorare la serie C col massimo impegno.

Parabita – Riconoscimento prestigioso per il Centro federale territoriale di Parabita, nell’ambito del progetto “Un goal per la salute” avviato dal settore giovanile e scolastico della Federazione italiana gioco calcio. Il secondo polo pugliese, guidato da Orazio Colazzo e operativo dallo scorso 23 ottobre presso la struttura Heffort, ha preso parte alla campagna 2017/18, per la sensibilizzazione dell’educazione alla salute e al rispetto delle regole. La manifestazione, ha visto la collaborazione della Commissione federale antidoping con il patrocinio e il supporto operativo del Comitato italiano per l’Unicef. La proposta di realizzare degli spot informativi sull’importanza di tale tematica, ha interessato tutti i Centri federali presenti sul territorio nazionale che oggi rappresentano dei poli di eccellenza per la valorizzazione e la formazione tecnico-sportiva di circa 20mila giovani calciatori e calciatrici di età compresa tra i 12 e i 15 anni. È stato il presidente della giuria Carlo Sica, membro della Commissione antidoping e tutela della salute della Figc Carlo Sica, ad analizzare i 30 video partecipanti premiando quelli prodotti dai Centri federali territoriali di Parabita, Casalnuovo di Napoli e San Giorgio di Nogaro (Udine).
«L’importanza dell’argomento ha entusiasmato i nostri ragazzi. In attesa di conoscere quale di questi tre video si aggiudicherà ufficialmente la vittoria, per il momento possiamo ritenerci soddisfatti dell’esito espresso da parte della commissione», afferma Milena Ciullo (di Tuglie), psicologa della struttura parabitana e referente del progetto. La programmazione delle attività laboratoriali è stata, inoltre, coordinata anche dal sociologo Danilo Coronese (di Racale). La premiazione ufficiale della terza edizione “Un goal per la salute” si svolgerà il prossimo 19 giugno, presso la sede centrale della Figc di Coverciano (Firenze).

Il Centro si presenta con l’Open day Intanto, giovedì 14 e venerdì 15 giugno, sempre alle 16, il Centro federale territoriale presso l’Heffort sport village si presenta alle società della provincia con l’Open day programmato “per far vivere ai giovani calciatori il clima che si respira all’interno di un Cft e le relative modalità di coinvolgimento”, affermano i promotori. L’invito a partecipare è rivolto a tecnici e dirigenti, nonché agli allievi e alle allieve nati nel 2005 e nel 2006 e alle loro famiglie. L’obiettivo è anche quello di “informare correttamente gli adulti coinvolti rispetto alle diverse attività del progetto, sia per quanto riguarda dal parte tecnica in campo che quella formativa e informativa in aula”. Gli organizzatori precisano, tuttavia, che l’iniziativa non ha alcuna finalità di selezione in vista della prossima stagione sportiva. Le società interessate a partecipare sono tenute a confermare la propria presenza entro il 12 giugno (email orazio.colazzo@alice.it – telefono 340/2963672)

Gallipoli – Anche da chiuso (momentaneamente), il Parco Gondar fa discutere ed anche litigare sostenitori ed avversari. Mentre si prepara il “Parco Gondar Community” di domenica con l’elenco degli artisti che si allunga, entra in campo con una voce piuttosto severe Marcello Seclì, presidente di Italia Nostra, sezione  Sud Salento. Seclì non se la prende solo con l’iniziativa, nata per mettere insieme con spirito solidaristico, quanti vogliono manifestare il proprio sostegno alla principale struttura d’intrattenimento del Sud Italia, quanto con un’associazione ambientalista che si sarebbe inserita “scandalosamente”  tra i promotori della  manifestazione pubblica. Il sodalizio non viene citato ma l’unico con quelle caratteristiche che ha aderito è Legambiente, circolo locale, quindi non si scappa.

“La Sezione Sud Salento di Italia Nostra, impegnata da sempre nella difesa dei beni ambientali, paesaggistici e culturali del territorio salentino ed anche di Gallipoli – scrive in una nota diffusa questo pomeriggio – sente il dovere di prendere la più totale distanza da tale iniziative che avrà il solo effetto di distrarre i cittadini dalla primaria esigenza di tutelare le aree naturali (ancorché protette) mettendo in cattiva luce l’operato della Procura della Repubblica e delle Forze dell’ordine che, spesso, sono costrette ad intervenire per reprimere comportamenti illeciti che arrecano danno alle risorse primarie

Marcello Seclì

del territorio”. “Italia Nostra” sottolinea che, a parere del firmatario della presa di posizione “trattasi di una struttura di 30.000 mq in cui si svolgono le più svariate attività ludico-ricreative (discoteca, concerti, spettacoli, pizzeria, sport, giochi, pub) che la Procura della Repubblica di Lecce ha posto sotto sequestro in ragione che su una parte di tali aree  (classificate Siti di interesse comunitario e Zone di protezione speciale, in parte anche demaniali) sono state realizzate abusivamente alcune infrastrutture”. “In una città drammaticamente esposta ad una serie di problematiche di carattere ambientale, spesso correlate ad un modello di economia turistica assolutamente insostenibile – attacca ancora Seclì – risulta ancora più scandaloso rilevare la partecipazione in detta manifestazione di un’associazione che si qualifica ambientalista e che , invece di denunciare abusi e comportamenti illeciti, non ha avuto il ritengo nel mettersi alla testa di una iniziativa che certamente non risponde agli obiettivi che l’associazione dovrebbe perseguire”.

Interpellato per una eventuale replica, Maurizio Manna, esponente locale e dirigente regionale di Legambiente, rimanda alle motivazioni già espresse su piazzasalento circa l’adesione all’iniziativa pro Gondar: “Legambiente non si è mai tirata indietro nel denunciare le irregolarità verificatesi sul territorio – aveva dichiarato Manna – ma in questo caso non posso non sottolineare la valenza sociale ed economica della struttura: moltissime iniziative sociali hanno avuto luogo nel Parco Gondar: non dimentichiamo ad esempio quella in occasione del referendum contro lo trivelle ad aprile 2016, una delle iniziative più significative a livello regionale, ma anche altre manifestazioni di carattere sportivo come la Salento sport convention o dedicate agli studenti come la giornata dell’Arte”. Per Manna il Parco Gondar “significa avere un luogo dove comunicare buoni e sani principi, tematiche di carattere globale non solo locale; e questo lo si fa anche attraverso la scelta degli artisti, con tematiche importanti con cui si diffondono i principi dell’inclusione, della globalizzazione, della fratellanza e della giustizia sociale”.

Gallipoli – Anche il Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, ha firmato in Prefettura il “Patto per l’attuazione della sicurezza urbana”. Lo ha fatto questa mattina a Lecce, aprendo per il Comune una strada – più volte invocata in passato – che consentirà di accedere ai fondi ministeriali destinati alle attività di monitoraggio e controllo del territorio. Si tratta in altre parole dell’istallazione di videocamere, volte soprattutto a prevenire possibili fatti illeciti. “Abbiamo scelto di sfruttare in fondo tutte le opzioni derivanti dalla Legge e pertanto abbiamo deciso sia di potenziare la strumentazione esistente (circa quaranta postazioni risalenti alla Giunta Errico ma in gran parte fuori uso per motivi vari) sia di implementarla con altrettante apparecchiature”, il commento di Minerva. Che ha così proseguito: “Stiamo cercando di attivare progetti che possano coprire la gran parte del tessuto urbano, dal centro storico alle periferie passando per il centro, perché riteniamo che la sicurezza sia un elemento fondamentale per i cittadini, assieme alla tutela del decoro urbano”. Il Patto odierno va dunque in quella direzione.

Annunciati rinforzi degli organici delle forze di polizia Il prefetto Claudio Palomba ha anche annunciato che in provincia saranno rafforzati gli organici delle forze di polizia, misura che – se attuata come auspicato – non potrà non veder coinvolta Gallipoli insieme alle località di maggiore richiamo turistico della provincia leccese. Anche per questo il Sindaco ha ringraziato re “il Prefetto di Lecce, che ancora una volta ha dimostrato concreta attenzione e vicinanza per questo territorio”, accogliendo con soddisfazione la notizia data dallo stesso Prefetto, che ha informato i Sindaci presenti che rispetto alla scorsa stagione, sarà implementata la dotazione di forze dell’ordine, per il periodo estivo, prevista per la provincia di Lecce.

Gli altri Comuni sottoscrittori dell’accordo anti criminalità e violenza sono sono in grandissima parte del Sud Salento: Alessano, Alliste, Bagnolo del Salento, Botrugno, Castro, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Matino, Melissano, Miggiano, Ruffano, Parabita, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Supersano, Taurisano e Ugento, oltre a Monteroni, Calimera, Novoli, Lecce. Per il capoluogo e Casarano la Prefettura ha annunciato dei piani particolari in via di definizione con una collaborazione tra istituzioni pubbliche e privati per un quadro di sicurezza integrata. In tutto 21 Comuni, di certo scelti non a caso edi n cui sono state individuate già le zone da videosorvegliare.

Matino – Una partecipazione che ha toccato un nuovo record, con dieci istituti superiori in gara e 189 elaborati; un’alta qualità complessiva degli elaborati che ha complicato la vita alla commissione di valutazione; il piacere di cimentarsi con la scrittura e col giornalismo su temi di assoluto impegno come la globalizzazione ed i suoi effetti, le giornaliste di guerra e il viaggio con tutte le sue declinazioni evocative: la quinta edizione del Premio giornalistico “Aldo Bello” nel palazzo marchesale di Matino, ha avuto il suo epilogo in una generale soddisfazione, come ha rimarcato nella sua introduzione il professore Cosimo Mudoni, de centro studi omonimo e presidente dell’associazione autori matinesi.

Dieci istituti superiori, 189 elaborati in concorso Ad animarlo gli studenti del triennio degli istituti “De Viti De Marco” (46 elaborati) di Casarano, “Vanini” (45) di Casarano, “Vespucci” (2)di Gallipoli, “Vallone” (16) di Galatina, “Rita Levi Montalcini” (13) di Casarano, “Stampacchia” (12) di Tricase, “Don Tonino Bello” (4) di Copertino, “: Colonna” (4) di Galatina, “Laporta – Falcone e Borsellino” (3) di Galatina. “Quinto Ennio” (44) di Gallipoli. Accanto i loro docenti che hanno saputo stimolarli evidentemente nel modo giusto, accendendo ricerche, riflessioni e ricchi testi finali. Il 45% degli elaborati della sezione giornalismo ha preso in esame la traccia “Società globale, crisi economica, nuove povertà”, seguita da quella sulla prima guerra mondiale, seguita da quella su ambiente e catastrofi naturali. “E’ emerso in maniera chiara – ha sottolineato il prof. Mudoni ed altri partecipanti alla manifestazione finale – il piacere dei giovani di cimentarsi con la scrittura e con quella giornalistica in particolare, di esternare i propri sentimenti e la propria visione della vita e dei rapporti con gli altri, sulla base dei modelli culturali appresi a scuola e sui quali si è innescato indubbiamente, vista la profondità dell’analisi, un processo di interiorizzazione e di elaborazione personale anche in forma critica e originale (es. il modello di Odisseo). Sorprendente, in alcuni elaborati (in particolare alla traccia n. 5 sulle croniste di guerre e n. 6 sul tema del viaggio), la capacità di spaziare in ambienti di vita molto distanti e non solo geograficamente dai propri o quella di calarsi nei panni di giornalisti di chiara fama (tra tutti Oriana Fallaci e Ilaria Alpi), considerati modelli a cui riferirsi per i valori che hanno orientato le loro scelte di vita e professionali”.

“La cultura rischia di morire di freddo” Al giornalista cui è intitolato il premio sono stati riservati ricordi, spunti, apprezzamenti. A cominciare dall’amore per la cultura e lo studio, gli strumenti con i quali non ci si sente soli, che consentono di trovare degli amici e dei modelli di riferimento “per orientarvi in una società sempre più globale e conflittuale. La cultura, come sosteneva Aldo Bello, rischia di “morire di freddo” se non viene alimentata e supportata; se, al contrario, essa è amata, riscalda i cuori, stimola a compiere “egregie cose”, consente di conservare l’ animo puro, la mente aperta, il cuore sereno”. Ringraziamenti particolari i promotori hanno rivolto alla famiglia Bello (Ada, Lucianna, Mauro, Sergio), alla Bancap popolare pugliese, al MacMa (il museo di arte contemporanea di Matino), al gruppo di promozione e coordinamento del Premio, Vito Primiceri, Sergio Bello, Elio Romano, Aldo D’Antico e Antonio Errico; alla commissione giudicatrice, la giornalista Sonia Tura, Ada Bello Provenzano, Fabio D’Astore presidente della Società Dante Alighieri di Casarano, Fernando D’Aprile direttore di piazzasalento, all’associazione Autori matinesi di Donato Stifani e Tonio Ingrosso, agli amminuistratori comunali di Matino e Galatina (città natale di Bello). Un grazie particolare è poi andato al “Giannelli” di Parabita che ha preparato un omaggio musicalecurato dal prof. Francesco Protopapa dell’indirizzo musicale di Casarano e al “Vanini” di Casarano per il servizio accoglienza degli ospiti.

Segnalati, menzionati e premiati dell’edizione 2018, sezione narrativa  Per la sezione narrativa (classi seconde, in deroga al regolamento) sono stati segnalati Alessio Troisi, Mosè Vitali e Francesco Casto, tutti e tre del “Vanini” con docente referente la prof.ssa Lina Rossetti. Per il triennio si sono distinti Federica Spinelli (docente Sabina Congedo) e Zuyauan Yang (prof.ssa Maura Russo) entrambi del Vanini; Chiara Maggio (decente Antonella Giuliese) dello “Stampacchia” di Tricase; Claudia Caputo (Anna Lucia Buellis docente) del Classico di Casarano; Maria Giulia Leo (docente Giovanna Torsello) del “Quinto Ennio” di Gallipoli; Camilla Duma (docente Mariella Benegiamo) dei Classico di Galatina. Menzioni speciali a Martina Sanapo (Eufemia Ecclesia) dello “Stampacchia”; Anna Ronga (Rossana Fedele) del Classico di Casarano; Miri Gemi8Claudia Costantino) del “Vanini”; Federica Jaconeta (Emanuele Dell’Atti) del “Vanini”; Riccardo De Luca (Giuseppe Manco) del “De Viti De Marco”2; Flavia Papadia (Mariella Benegiamo) del Classico di Galatina; Letizia Paglialunga (Luigi Bianco)  dello Scientifico di Galatina. Premi in denaro Tatiana Dell’Anna di Galatina classificatasi prima e Francesco Raccioppi (Seerena Schirosi) del “Vespucci” di Gallipoli.

E quelli della sezione giornalismo Nella sezione giornalismo il primo premio (500 euro) è andato a Carlotta Olive (prof.ssa Lucia Caputo) del “Vanini”; il secondo premio (300 euro) a Salvatore Muci (Giovanna Torsello) del “Quinto Ennio”; terzo (200 euro) a Antonella Laetitia Toscano (Vincenzo Bianco) del “Quinto Ennio” di Gallipoli. Menzioni speciali ad Alice Corsano (Giuseppe Caramuscio) del “Vanini”; Francesca De Luca (Laura Marzo) “De Viti De Marco”; Alberto Seclì (M. Rosaria Palumbo) del “Vanini”; Francesco Caputo (Cristina Errico) del “Quinto Ennio”; Riccardo Grasso (Loreta Vadacca) del “Don Tonino Bello” di Copertino; Francesco De Marco (M. Roaria Palumbo) del “Vanini”; Pierantonio Carrozzini (Luigi Bianco) del “Vallone” di Galatina; Elena Crespino (Carlo Solidoro) del “Quinto Ennio”. Per concludere ecco la motivazione del primo premio a Carlotta Olive: “L’immagine stereotipata che vuole i giovani d’oggi fatui e disimpegnati viene demolita punto per punto, con intelligenza ed ironia, dall’Autrice, la quale – facendo ricorso ad uno stile di scrittura brillante, fluido ed estremamente diretto – mette a nudo i luoghi comuni sui quali si basa la prospettiva di partenza e giunge a ribaltare conclusioni all’apparenza scontate, individuando valori e aspirazioni propri dei Millennials che andrebbero colti e valorizzati”.

 

 

 

 

 

Parabita – Passa al Comune di Parabita la titolarità della collezione di manifesti di Rocco Coronese, un patrimonio di stampe pubblicitarie, cinematografiche, libri e manifesti di varie epoche collezionate dall’artista parabitano scomparso nel 2002. Il catalogo era fino ad oggi di proprietà della famiglia di Coronese, docente di grafica pubblicitaria a Lecce e direttore dell’Accademia di Belle arti di Frosinone, ma dal 1982 era custodita in diversi immobili comunali, in attesa dell’allestimento di un museo dedicato. Le stampe d’epoca sono state custodite prima in un immobile di via De Jatta, poi a Palazzo Ferrari e poi nell’ex convento dei Domenicani, dove, in balìa del braccio di ferro tra Comune e famiglia, parte della collezione è rimasta alla mercè dell’incuria e dei tarli, sotto spessi strati di cellophane tra umidità, insetti e polvere. Un caso finito perfino sulla scrivania dell’allora ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Oggi, finalmente, un accordo tra Comune di Parabita ed eredi Coronese chiude definitivamente la questione legata alla proprietà della collezione, che passa alla gestione pubblica.

L’assessore Cataldo e il consigliere Cacciatore «È un passo importante per la città di Parabita, indubbiamente il primo necessario verso la realizzazione di quel Museo del Manifesto auspicato da Rocco Coronese a cui anche nuovi collezionisti guardano con interesse. Adesso –  afferma l’assessore alla Cultura Sonia Cataldo – la scommessa è trovare un finanziamento adatto agli allestimenti del Museo , dal momento che Parabita, nel periodo di commissariamento, è stato l’unico paese a non partecipare al bando Community Library, un bando triennale che ci avrebbe consentito di rendere giustizia a tali opere». Le accuse di inerzia rivolte alla gestione commissariale vengono, però, respinte dal consigliere Alberto Cacciatore il quale specifica come il bando in questione fosse destinato “alle biblioteche esistenti. «Sarebbe invece opportuno riconoscere all’operato dei commissari l’aver riavviato i rapporti con la proprietà e smetterla di criticare l’operato di chi, per un anno, ha guidato questa città», conclude Cacciatore che, a sua volta, critica l’Amministrazione per aver “mancato” l’appuntamento con il bando “Città che legge”.

Parabita – Ritorna sabato 2 giugno la 24° passeggiata in bicicletta organizzata dall’“Adovos Messapica Parabita” presieduta da Giovanni Coluccia, in collaborazione con l’associazione “Cicloclub” di Nociglia. Alle  8.30 è previsto il raduno dei ciclisti in piazza Rocco Cataldi (nei pressi del monumento di San Pio). Il tragitto da percorrere in bici è di circa 20 km e coinvolgerà le strade urbane insieme ad alcune zone della periferia della città, come vicinale “Rischiazzi”, “Jala”, “Boggi”, “Tammali” e “Marca”. A circa metà percorso, in piazza Sant’Anna, si terrà la prima pausa ristoro e una volta ripreso il fiato e la forza si continuerà a pedalare alla volta di piazza Regina del Cielo. La mattinata terminerà con la premiazione finale nelle vicinanze del parco comunale “Aldo Moro”. L’iscrizione alla manifestazione (dal costo di 5 euro per i singoli  e 10 per le famiglie) oltre a comprendere un fischietto e una maglietta da far indossare a coloro che prenderanno parte alla mattinata, consente pure di partecipare alla lotteria che prevede l’estrazione di una bicicletta.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...