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Ultime notizie dal Comune di Parabita

Casarano – Esperienze a confronto sul tema del bullismo grazie all’iniziativa “Stare insieme” ospitato a  Casarano nell’aula magna del liceo Vanini. Istituzioni ed enti dell’Ambito sociale di Casarano hanno incontrato (lunedì 15 ottobre) gli studenti offrendo e ricevendo stimoli sul “vivere tecnologico” che condiziona in maniera totalizzante le nuove generazioni. «Non si tratta di un nuovo progetto ma di uno scambio di esperienze fra quei soggetti che a quei progetti ci lavorano per arricchirli e fare in modo che da essi nascano proposte efficaci per contrastare il fenomeno», affermano i promotori.

I soggetti coinvolti Ad essere coinvolte sono state le scuole con sede dell’Ambito territoriale sociale di Casarano (con il comune capofila anche Collepasso, Parabita, Matino, Ruffano, Supersano e Taurisano). L’incontro è stato promosso dal laboratorio creativo per la comunicazione Gestal house di Parabita con il patrocinio della Asl Lecce e del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Puglia. Vi hanno preso parte operatori della Polizia postale, dirigenti della Prefettura e della Asl di Lecce, l’assessore comunale Francesca Pirri, la presidente della Rete polo d’Ambito scolastico n. 20 Filomena Giannelli e la consigliera di Parità della Provincia Filomena D’Antini. Numerose le scuole rappresentate, tra le quali gli Istituti Comprensivi Polo 2 di Casarano con quelli di Supersano, Collepasso, Matino, Taurisano (Polo 1),e gli istituti superiori “Giannelli” di Parabita, “Montalcini” e “Meucci” di Casarano, il Servizio civile professionale del Comune di Parabita e l’associazione di Promozione sociale di Matino.

“Gestal house” «A ispirare l’iniziativa è la constatazione che a fronte di un problema sempre più attuale, le istituzioni e le agenzie educative fanno fatica a sostenere un confronto assiduo e a sviluppare azioni in sinergia», afferma il presidente di Gestal House Luciano Provenzano. «Sono i meccanismi complessi del vivere tecnologico che determinano, oggi, una sempre più diffusa tendenza ad atteggiamenti da bulli», conclude Provenzano.

 

Parabita – Certificazione internazionale della “University of Cambridge” rilasciata a 37 studenti dell’Istituto comprensivo di Parabita. La cerimonia si è svolta venerdì 12 ottobre presso la “Sala Angelica” della scuola media di viale Stazione. L’invito era rivolto a genitori e alunni delle classi quinte della primaria e terze della secondaria. Durante l’anno scolastico 2017/2018 sono stati due i progetti “Cambridge Starters Yle” (per le quinte) e “Ket” (per la terza media) promossi per gli studenti meritevoli nella comunicazione della lingua inglese. Al termine del percorso, i ragazzi hanno dovuto sostenere un esame finale con una commissione di esperti. Nel corso della serata è stata illustrata la nuova offerta formativa per l’anno in corso. A premiare i ragazzi con la consegna degli attestati sono state la dirigente Antonia Perrone e la responsabile alla certificazione esterna della “Oxford” di Lecce, Fabiola Imbriani. Quest’ultima ha pure ribadito che il Comprensivo parabitano risulta essere “centro di eccellenza per la preparazione dell’esame Cambridge”. Grande soddisfazione è stata anche espressa dalle docenti referenti del progetto e in particolare dall’insegnante Ilenia Buffo e dalla professoressa Carla Inguscio.

Galatone – È sorto nei giorni scorsi il Movimento giovani imprenditori di Confartigianato Imprese Lecce. «Si tratta di un gruppo che si propone lo studio dei problemi e la progettazione di nuovi scenari economici, tecnici, sindacali assistenziali e sociali attinenti i giovani imprenditori artigiani», fanno sapere i promotori. Il benvenuto del nuovo organismo all’interno della “famiglia” di Confartigianato è arrivato dal presidente provinciale Luigi Derniolo e dal segretario regionale Dario Longo.

Il comitato di presidenza Accanto al presidente Antonio Benvenga (di Galatone) del comitato fanno parte la sua vice Teresa Stifani (Taurisano) e i componenti Libera Francioso (Melissano), Alessia De Matteis (Parabita), Beniamino Indino (Specchia), Elisa Cazzato (Tricase), Emilio Colaci (Alessano), Giuseppe Zippo (Specchia) e Serena Primiceri (Casarano). All’incontro svoltosi nei giorni scorsi a Lecce nella sede di piazzetta Montale ha pure preso parte Domenico Petruzzella, vicepresidente nazionale del Movimento giovani imprenditori di Confartigianato. In particolare, il nuovo gruppo si propone lo studio dei problemi e delle tematiche “anche attraverso la creazione di condizioni ottimali per il passaggio generazionale, la formazione e l’acquisizione di competenze manageriali per la gestione dell’impresa e lo sviluppo del rapporto tra istituzioni scolastiche e mondo del lavoro”.

I dati in provincia In provincia di Lecce, al 30 giugno 2018, le imprese giovanili sono 8.567 (di cui 7.431 attive), pari al 13% del totale: in larga parte (6.314) si tratta di ditte individuali. Le attività più avviate e gestite dagli under 35 sono il commercio al dettaglio, i servizi di ristorazione, i lavori di costruzione specializzati, le coltivazioni agricole e la produzione di prodotti animali.

Casarano – La Tradeco di Altamura è fallita e il Comune di Casarano si affida ad un’altra ditta per garantire il regolare svolgimento del servizio di raccolta dei rifiuti. È di quest’oggi la determina con la quale il responsabile del settore Ambiente ed ecologia del Comune, architetto Andrea Carrozzo, preso atto del fallimento dell’azienda affidataria (la sentenza del tribunale di Bari è dell’8 ottobre), affida il servizio al Consorzio Gema di Pagani (provincia di Salerno). La ditta campana era stata la sola, insieme a quella barese, a prendere parte alla gara ponte avviata lo scorso febbraio dal Comune in attesa del completamento della gara d’appalto per tutti i comuni dell’Aro 9 (dove, con Casarano, ci sono anche Matino, Miggiano, Parabita, Ruffano, Montesano  Salentino e Specchia).

Non cambia il calendario di raccolta La società di Altamura appena dichiarata fallita (il tribunale ha pure dichiarato inammissibile la domanda di concordato preventivo) era subentrata a Casarano alla Igeco Costruzioni lo scorso agosto avviando, a fatica, la raccolta differenziata spinta con il conferimento dell’umido. Respingendo la domanda di concordato preventivo avanzata dai legali della società, il tribunale ha previsto l’esercizio provvisorio con la nomina di appositi curatori. Il responsabile comunale del settore è però prontamente intervenuto per garantire la necessaria prosecuzione del servizio di igiene urbana riconoscendo il servizio svolto dalla Tradeco sino al 15 ottobre ed affidandosi al Consorzio Gema già da martedì 16 e sino al 2 agosto 2020. Data, quest’ultima, che potrebbe venir anticipata in caso di avvio del servizio unitario da parte dell’Aro 9. Le condizioni per lo svolgimento dell’appalto restano le stesse fissate dal bando.  «Si comunica che in data odierna si è proceduto, alla presenza dei sindacati di categoria, al passaggio del servizio di raccolta e spazzamento rifiuti dalla Tradeco  Srl, dichiarata fallita, al Consorzio Gema. Da domani 16 ottobre il servizio di raccolta dei rifiuti sarà gestito dal Consorzio gema senza alcuna interruzione e senza alcun mutamento nel calendario della raccolta», afferma il sindaco Gianni Stefàno.

A Fasano arriva la Gial Plast da Taviano Il “terremoto” provocato dal fallimento della Tradeco ha portato a conseguenze simili anche a Fasano dove la stessa ditta operava in proroga: nella città brindisina sarà  ora la società Gial Plast, con sede a Taviano, a  garantire il regolare servizio per sei mesi, dal 16 ottobre 2018 al 15 aprile 2019. In questo caso (trattandosi di supplire ad una proroga) l’Amministrazione comunale ha richiesto la disponibilità a tre ditte (oltre a quella di Taviano anche a Monteco e Teckoservice), tutte iscritte nella “white list” delle rispettive Prefetture di riferimento.

Parabita – Espianto di organi, ieri al “Vito Fazzi” di Lecce, grazie alla donazione da parte di un 63enne vittima di un incidente stradale sulla RacaleMelissano. L’uomo, un infermiere di Parabita, era ricoverato nel reparto di Rianimazione del nosocomio leccese quando è deceduto in seguito alle gravissime conseguenze di un incidente stradale avvenuto lo scorso martedì. Sono stati i suoi familiari a prestare il consenso all’espianto con un grande gesto di solidarietà sottolineato dalla direzione generale della Asl Lecce. Il loro “sì” ha permesso il prelievo di fegato, reni e cornee.
La catena di solidarietà, avviata nel rispetto dei rigidi protocolli del caso, ha portato all’arrivo in nottata di un’équipe specializzata da Roma per effettuare il prelievo, e il successivo invio di reni e cornee nel Centro trapianti di Bari e del fegato al Policlinico “Gemelli” di Roma (per il trapianto in un paziente in attesa in Abruzzo). Una giornata drammatica si è, dunque, chiusa con un lume di speranza grazie ad un gesto che permetterà ora ad altre persone di ritornare a guardare alla vita con occhi diversi. La procedura di donazione prevede un meccanismo complesso: dopo l’osservazione di morte cerebrale, le équipe multidisciplinari del “Fazzi” hanno avviato l’iter per verificare l’idoneità degli organi alla donazione e, nel giro di poche ore, sono stati attivati i contatti con i Centri trapianto di tutta Italia e individuati i pazienti compatibili.

La Direzione generale Asl Lecce tiene a rimarcare la grande professionalità di tutto il personale sanitario impegnato in queste delicate attività e a ringraziare i familiari “per la generosità con la quale, nonostante siano stati colpiti da un evento così drammatico, sono stati capaci di trasformare il dolore in un gesto di civiltà. Un atto, la donazione d’organi, che fa onore a chi lo compie e lancia un messaggio forte, perché la costruzione e la diffusione della cultura della donazione si nutre di un continuo lavoro di sensibilizzazione dell’opinione pubblica ma, soprattutto, di buoni esempi».

Ospedale Gallipoli

Gallipoli – Assegnati i lavori per ristrutturare e mettere a norma alcuni locali ed impianti del Centro trasfusionale presso l’ospedale Sacro Cuore di Gallipoli. La gara si è conclusa nei giorni scorsi. L’appalto è andato alla ditta Ecoverde srl di Lecce che ha offerto il miglior ribasso tra le 12 imprese chiamate dall’Albo telematico dei fornitori (una era stata esclusa per incompleta documentazione). Con il ribasso, l’importo per realizzare gli interventi previsti è adesso di 240.533 euro oltre iva a cui vanno aggiunti 13.526 euro di oneri per la sicurezza. Alla gara hanno partecipato aziende di Taurisano, Parabita, Nardò, Galatone, Matino, Lecce, Vernole, Galatina, Lequile, Copertino e Caprarica di Lecce.

Gli interventi si sono resi necessari per poter mantenere i requisiti richiesti per l’accreditamento istituzionale del Servizio trasfusionale del presidio ospedaliero gallipolino situato al secondo piano della scala E. Nello specifico, si tratta dei servizi igienici distinti per operatori, portatori di handicap e utenti; adeguamento dell’area di attesa dei donatori insieme all’area visite e colloqui e alla sala prelievi; rimodulazione degli spazi tra l’area per le attività di laboratorio, quella per la lavorazione degli emocomponenti e la conservazione del sangue; locale per la sala post donazione per riposo e ristoro; da adeguare lo studio medico, i locali per il personale.

Mentre nessuno ha sollevato problemi nel merito delle ristrutturazioni progettate, aveva suscitato perplessità la scelta dei tempi dell’Asl per i lavori durante la scorsa estate. “Ma perché è stato chiuso e trasferito al sesto piano il centro trasfusionale già a giugno, il 14 esattamente, quando doveva ancora essere indetta la gara d’appalto?”: erano stati prima la Fidas, associazione di donatori di sangue, e poi il comitato Pro Ospedale Sacro Cuore a sollevare questa critica.  L’associazione di donatori di sangue aveva con amarezza sottolineato, in seguito al trasferimento di metà giugno, anche l’interruzione della raccolta di plasma, attività per cui il presidio di Gallipoli è il secondo in Puglia per efficienza (dopo Molfetta). In aggiunta, da più parti viene sollevata qualche perplessità circa l’avvio delle operazioni (con trasloco in primis) proprio alla vigilia dell’estate, stagione alquanto impegnativa a Gallipoli e dintorni, con contemporanei appelli alle donazioni che partono proprio dalla direzione generale dell’Asl.

Casarano – Nasce sotto una cattiva stella il nuovo servizio di raccolta rifiuti a Casarano. Il tribunale di Bari ha, infatti, dichiarato il fallimento della Tradeco srl di Altamura, società alla quale appena un paio di mesi fa era stato affidato il servizio sempre in attesa del completamento della gara d’appalto per tutti i comuni dell’Aro 9 (dove, con Casarano, ci sono anche Matino, Miggiano, Parabita, Ruffano, Montesano  Salentino e Specchia).

Il buco della società ammonterebbe a circa 69 milioni di euro. La richiesta di fallimento da parte della procura risale già a due anni fa: ora il tribunale di Bari ha respinto la domanda di concordato preventivo avanzata dai legali della società concedendo l’esercizio provvisorio con la nomina di appositi curatori. Resta da capire quali ripercussioni potranno esserci nei comuni dove Tradeco gestisce il servizio di raccolta: tra questi anche Casarano. «Non credo che ci saranno ripercussioni – ha detto Gianfranco Grandaliano, commissario dell’Agenzia regionale sui rifiuti», mentre il personale dovrebbe essere tutelato dalla “clausola solidale”.

La Tradeco srl di Altamura, azienda della famiglia Columella (Saverio è stato presidente del Matera calcio) opera da circa 35 anni nel settore ecologia e rifiuti. Negli ultimi anni non sono mancate situazioni difficili con l’apertura di molte vertenze, scioperi e astensioni conditi dalle contestazioni per inadempienze contrattuali da parte di alcune amministrazioni comunali.

La “gara-ponte” conclusasi a Casarano lo scorso febbraio ha permesso di affidare l’importante servizio alla Tradeco  per un importo pari a poco più di 3,5 milioni di euro, al netto del ribasso offerto dell’11,41%, ritenuto in un primo momento “anomalo” salvo poi farlo rientrare nei giusti canoni in virtù di una successiva “relazione economica giustificativa” prodotta su richiesta della Centrale unica di committenza che ha gestito la gara d’appalto. Il progetto relativo al servizio di igiene urbana approvato con deliberazione di Giunta comunale nel dicembre del 2016 prevede una durata massima di 24 mesi, “e comunque non oltre la data di assunzione del servizio da parte del gestore unico individuato dall’Aro 9 Lecce”. Nell’aggiudicazione, al secondo posto si è classificata la Ditta Consorzio Gema, con sede a Pagani (provincia di Salerno), la sola (insieme alla Tradeco srl) ad aver preso parte alla gara.

 

Parabita – Le campane della basilica della Coltura di Parabita richiedono un intervento urgente di manutenzione straordinaria, in mancanza del quale non potrebbero continuare a riprodurre il loro suono. Parte dalla comunità parabitana dei frati domenicani,  guidata dal rettore Francesco Marino,  la proposta di una raccolta fondi per poter effettuare in tempi brevi i lavori e scongiurare la chiusura del campanile. La notizia è stata ufficializzata nei giorni scorsi, attraverso un avviso affisso in bacheca che riporta anche il costo complessivo che si aggira intorno ai 24.130 euro più Iva. Si tratta di sostituire quattro portacuscinetti (da 564 euro), l’incasellatura in acciaio per quattro campane  (5.500 euro), canaole (828 euro), ceppi motorizzati (8.800 euro), ammortizzatori (280 euro), elettrobattenti (5.280 euro), la cella campanaria completa (2.500 euro). A ciò occorre aggiungere i  costi legati alla manodopera. «Dato l’ingente esborso economico da affrontare, rivolgo un appello alla generosità dei fedeli. Ciascuno è libero di contribuire con un’offerta libera e volontaria», afferma padre Francesco Marino. La manutenzione, sarà eseguita dalla ditta “Tintinnaboli” di Squinzano.

Santa Maria di Leuca

Gallipoli – Com’era prevedibile, è scattata una intensa fibrillazione nei vari Comuni salentini in cui la Igeco costruzioni spa, colpita da interdittiva antimafia giovedì 4 ottobre, ha attività ed interessi. A Lecce, il presidente del Consiglio di amministrazione della Sgm (posteggi e mobilità urbana), Mino Frasca di Nardò, ha chiesto un incontro urgente col Sindaco Carlo Salvemini per valutare insieme il da farsi: la Igeco detiene il 48% delle quote societarie. Sulla gestione portuale si stanno ponendo domande sia a Melendugno, sia a Leuca, frazione di Castrignano del Capo, dove la società detiene la maggioranza. In mezzo anche i Comuni che hanno affidato o stavano per affidare il servizio di igiene pubblica al colosso salentino, compresi i contratti in scadenza.(nella foto il commissario Grandaliano durante l’assemblea di Poggiardo)

Per mercoledì prossimo il commissario dell’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano, verrà a trovare gli amministratori e i tecnici comunali di Lecce, Monteroni, Arnesano, Carmiano, Ruffano, Taurisano, Parabita, Ugento. Per l’Ager e non solo l’arrivo dei commissari previsti in casi del genere, da incaricare della gestione delle società sotto osservazione per infiltrazioni criminali, è data per scontata. I provvedimenti della Prefettura di Roma, d’intesa con la Prefettura di Lecce che ha collaborato alla lunga inchiesta insieme ai gruppi di Interforze per le indagini, dovrebbero essere presi nella prossima settimana.

Più delicati e complessi gli altri aspetti, compresi quelli contrattuali. “So che la Prefettura di Roma ha comunicato ai vari Comuni – ha affermato Grandaliano alla Gazzetta del Mezzogiorno – le scadenze dei contratti ai fini del commissariamento previsto dalla normativa”. Ma l’amministratrice delegata di Igeco, Cinzia Ricchiuto, ha diffidato gli Enti dall’intervenire sugli accordi in essere. La società ha già presentato ricorso al Tar di Roma ma, considerati i tempi, la sorte degli appalti aggiudicati o da aggiudicare, oltre quelli in essere, diventano il fronte più immediato. L’affidamento del servizio rifiuti all’Aro 10, comprendente Ugento, Taurisano, Presicce e Acquarica del Capo, all’associazione temporanea di imprese di cui fa parte Igeco, era prossimo alla formalizzazione ma adesso risulta tutto sospeso; aggiudicazione già avvenuta ma senza la firma del contratto all’Aro 2 di Melendugno.

L’azienda ovviamente non sta a guardare. Sul capitolo molto corposo ed insidioso dei 36 dipendenti che, secondo la Prefettura di Roma, avrebbero avuto rapporti con clan della Sacra corona unita, la Igeco tra l’altro sostiene che “19 provenivano dal gestore precedente al subentro di Igeco nell’espletamento del servizio di igiene urbana”. Inoltre si fa presente che “la maggior parte di loro proveniva da altra impresa ed è transitato in altra impresa,senza con ciò determinare in capo ai loro datori di lavoro l’adozione di analoghi provvedimenti”. Ad invitare alla cautela davanti ad una “interdittiva che ci ha lasciato molto sorpresi” è infine il presidente di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro.

 

Casarano – Droga ed estorsioni sull’asse Casarano-Gallipoli. Ordini, proposte d’accordi, richieste d’aiuto: questo quanto emerge dalle rivelazioni con le quali il collaboratore di giustizia Tommaso Montedoro sta ingrossando i fascicoli della Direzione distrettuale antimafia. File che si riallacciano, tessere di un grande puzzle che vanno a completarsi. Secondo quanto verbalizzato dal procuratore Guglielmo Cataldi, nel 2012 Montedoro incontrò uno degli uomini di spicco del clan gallipolino dei Padovano per concordare le modalità di spaccio della droga nell’area del casaranese e pure per una richiesta di aiuto nei confronti del detenuto Luigi Giannelli (di Parabita). Ciò conferma il ruolo di leader del 42enne di Casarano con il quale gli esponenti del clan Padovano si rapportavano chiedendo il “permesso” di invadere il territorio di competenza. Montedoro ha affermato: «Non avevo alcun problema che altri spacciassero, tanto sapevo che la qualità della mia roba avrebbe avuto il sopravvento: l’importante era che non creassero problemi a chi spacciava per conto mio»

Il “pizzo” Altra pista calda quella delle estorsioni: un episodio relativo ad una sala giochi chiarisce dinamiche e strategie del clan. Piuttosto che chiedere il pizzo Montedoro preferiva  entrare in rapporti “fruttuosi” con commercianti ed imprenditori (“ai quali è meglio non chiedere il pizzo ma chiedere favori”). Da ciò il suo intervento diretto, insieme ad Augustino Potenza, per stoppare le richieste avanzate dagli stessi Gallipoli ad una sala giochi di Casarano.

Il 23 ottobre la prossima udienza Montedoro è al momento tra gli indagati del processo scaturito dall’operazione Diarchia: dalle sue ammissioni alla Dia stanno emergendo ammissioni di responsabilità (però non sull’omicidio Potenza né sull’attentato a Luigi Spennato) e rapporti con il mondo imprenditoriale per mettere a frutto gli introiti del traffico di sostanze stupefacenti. Altro se ne saprà il prossimo 23 ottobre quando è prevista la nuova udienza nell’aula di Corte d’assise a Lecce: Montedoro sarà collegato ancora una volta in videoconferenza da una località protetta.

Parabita – È un incontro rivolto alle coppie di sposi e fidanzati quello in programma sabato 6 ottobre alle 20, presso la basilica della Coltura a Parabita. La serata prevede la presentazione del libro “È amore – Uomo e donna a immagine e somiglianza di Dio” (edizioni Tau). Un’ opera scritta a quattro mani dal rettore Francesco Maria Marino e dall’animatore della comunicazione e della cultura del santuario parabitano, Fernando Parrotto Rizzello (di Casarano). Questo lavoro si impreziosisce anche della prefazione curata dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le chiese orientali. Oltre agli interventi degli autori è previsto anche quello dell’arcivescovo metropolita della diocesi di Tirana-Durazzo e presidente della Conferenza episcopale albanese, monsignor George Frendo. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Giuseppe Fracasso.

 

Lecce – L’interdittiva antimafia che ha colpito la “Igeco costruzioni spa” rischia di provocare un effetto a cascata sulle molteplici attività riconducibili alla società dei Ricchiuto.  Si tratta della più importante delle società del gruppo che da oltre 30 anni opera nel settore delle costruzioni allargando il proprio raggio d’azione alle opere edili, stradali, idrauliche, marittime e nella gestione dei servizi di igiene urbana di molti comuni. Autonomamente o con raggruppamenti di imprese.

Gli appalti pubblici Lo stop da parte del Prefetto di Roma (nella Capitale c’è la sede legale della società) è giunto in seguito alla relazione del Prefetto di Lecce dello scorso luglio e sul parere espresso dal Gruppo Interforze di Roma e di quello Interforze appalti di Lecce, secondo i quali la società di Galugnano (San Donato) risulterebbe “esposta” al rischio di infiltrazioni mafiose. Per questo non potrebbe intrattenere rapporti con le pubbliche amministrazioni. E qui sorgono i problemi per molti enti visto che la società è da sempre presente nei gangli di molte amministrazioni comunali, vuoi per le opere pubbliche (la darsena a San Cataldo) e per il trasporto urbano (a Lecce è socia al 49% della Sgm che gestisce la rete urbana) vuoi per la gestione della raccolta rifiuti. Ma anche, ed è il caso di Santa Maria di Leuca e San Foca a Melendugno (ma anche per il porticciolo di Brindisi), per la gestione delle aree portuali (a Leuca la Igeco è socio di maggioranza, insieme al Comune, della società Porto turistico).

La raccolta dei rifiuti Milioni di euro sono in ballo con la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti: con un raggruppamento di imprese è già presente nell’Aro 2 (Calimera, Caprarica, Castrì, Cavallino, Lizzanello, Melendugno, San Cesario, San Donato, San Pietro in Lama e Vernole) mentre nell’Aro 10 (Ugento, Acquarica del capo, Taurisano e Presicce) prossima sarebbe stata l’aggiudicazione (ora bloccata) all’Associazione temporanea di imprese con la stessa Igeco.  La società ha gestito sino allo scorso luglio il servizio a Casarano mentre a Matino l’appalto è scaduto a gennaio scorso e a Parabita nel novembre 2016. Quest’ultimo Comune è finito nell’occhio del ciclone, con l’operazione Coltura del dicembre 2016 che ha poi portato allo scioglimento del Consiglio comunale, per il ruolo che l’allora  vice sindaco avrebbe avuto assicurando l’assunzione, presso la Igeco, di quattro persone: in questo caso la Procura adombra l’ipotesi del voto di scambio. Delicata la situazione anche a Casarano dove sarebbero emersi rapporti di lavoro con Luigi Spennato, uomo ritenuto vicino al boss Augustino Potenza (quest’ultimo poi ammazzato, il primo ferito gravemente ad un agguato mafioso). Altri soggetti le cui posizioni appaio in aperto conflitto con il Codice antimafia sarebbero anche a Matino, Ruffano (ben 4) e Cellino San Marco oltreché nel tarantino. Secondo i dati ricavati dall’Inps, nel novembre del 2016, negli impianti di San Donato e Novoli, la Igeco aveva alle proprie dipendenze 310 lavoratori, 83 dei quali con precedenti penali di vario tipo e sei accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Per capire quali conseguenze potrà avere l’interdittiva della Procura di Roma su tale vorticoso volume di affari occorrerà, comunque, attendere l’esito dell’impugnazione del provvedimento già anticipato dall’amministratore unico Cinzia Ricchiuto.

 

Il prefetto Claudio Palomba

Gallipoli – Un’altra interdittiva antimafia interviene per cercare di stoppare infiltrazioni della criminalità organizzata in aziende leader nel loro settori. E ancora una volta tra gli affari che fanno gola ci sono i servizi per la raccolta e smaltimento dei rifiuti. Sembra infatti che a dare la decisiva accelerata alla misura antimafia nei confronti di Igeco costruzioni spa (che, va ricordato, ha carattere preventivo che prescinde dall’accertamento di singole responsabilità) è quanto accertato dalle indagini lunghe e complesse condotto sulla gestione della Nettezza urbana nel Comune di Parabita, dove dal 2010 uomini del clan Giannelli (compreso lo stesso Marco) si  infilavano negli organici della società di San Donato. L’operazione Coltura del 2015 ha portato poi, come si sa e come accaduto in altre realtà pugliesi, allo scioglimento del Consiglio comunale ed all’arrivo dei commissari prefettizi.

L’interdittiva alla Camassambiente a Gallipoli Uno stop dello stesso tipo era arrivato, oltre un anno fa, alla Camassambiente che era risultata vincitrice della gara d’appalto del servizio di igiene ambientale dell’Aro che ha come capofila Gallipoli. La spa barese era stata fermata e data in mano a commissari esterni anche in quel di Bisceglie dove i clan Parisi e simili avevano trovato il modo di far assumere loro uomini.

In quest’ultimo caso è dal 2015 la prima relazione riservata del prefetto di Lecce, Claudio Palomba contenete le risultanze del lavoro durato alcuni mesi del Gruppo interforze per gli appalti. Tra frenate ed accelerazioni sulla linea delle Prefetture di Lecce e Roma, si è dovuto attendere il 4 ottobre 2018 per vedere arrivare il provvedimento interdittivo, comunicato ai Comuni che hanno appaltato servizi o lavori alla Igeco spa tra cui Parabita.

La nostra società in nessuna delle sue sedi ha ricevuto notifica di questo provvedimento”, ha affermato Cinzia Ricchiuto mentre andava in onda su Telerama il servizio sull’accaduto. “Non appena lo avremo, lo studieremo ed utilizzeremo tutte le possibilità che la legge ci offre per tutelare gli interessi dell’azienda”, ha aggiunto la dottoressa Ricchiuto, preannunciando così una più che ovvia battaglia legale. Il colosso salentino fondato da Tommaso Ricchiuto, con cantieri anche in altre regioni italiane, ha registrato un fatturato di 27 milioni nel 2017, contando 276 dipendenti ed un patrimonio netto di circa 20 milioni.

Come prima conseguenza del provvedimento potrebbe scattare il commissariamento delle molteplici attività della Igeco spa, una gestione affidata ad un commissario o più commissari di nomina prefettizia. Poi si porrà il problema di come intervenire sui contratti in atto: non tutti, solo su quegli appalti in cui la puzza dovuta alla vicinanza o all’interessamento della criminalità è decisamente avvertibile.

 

Gallipoli – Con una determinazione del dirigente della Gestione del territorio datata 27 settembre, il Comune di Gallipoli ha rilasciato una concessione demaniale marittima per la realizzazione di uno stabilimento balneare, ultimo passo di un avviso pubblico del 26 maggio dell’anno scorso. la commissione composta dall’ingegnere Sergio Leone, presidente, dal geometra Franco Manni e dall’avvocato Francesca Traldi, tutti dipendenti comunali, ha stilato la graduatoria finale in base alla quale il lotto SB4, ubicato sul litorale a nord della città, è stato aggiudicato dalla società Niccolò Coppola di Gallipoli che ha totalizzato 80 punti.

Della graduatoria fanno parte la barese House Puglia srl (48 punti), la gallipolina Solidoro Management srl (39 punti), la Water Splash di Cutrofiano (39 punti), la Gestin Madaleine Francoise (38 punti) e la Alessia De Salve di Parabita (8 punti). L’area assegnata conta 5.921 metri quadri ed è previsto dal piano delle coste di Gallipoli adottato dal commissario straordinario il 13 novembre 2015 ma mai portato alla sua definitiva approvazione.

Su questo punto in particolare si sofferma la nota di protesta del capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano, diffusa via facebook poche ore fa. “Nulla contro un illuminato imprenditore come lo è il dottor Giuseppe Coppola (amministratore unico della Niccolò Coppola srl, ndr)!. Sindaco Minerva perché continui a ‘concedere’ pezzi di litorale pubblico e non approvi il Piano coste che attende di essere portato in Consiglio comunale fin dal 13 novembre 2015 quando venne adottato dal Commissario con deliberazione n. 88?”. Per il consigliere comunale di opposizione l’assegnazione sia pure “con regolare procedura ad evidenza pubblica” non andava fatta “in totale assenza del Piano coste”.

 

 

Parabita – Festa dei nonni all’insegna dell’allegria per gli ospiti del Centro di solidarietà “Madonna della Coltura” di Parabita. Ben due le scolaresche che questa mattina hanno fatto tappa presso il salone della struttura di via Coltura.  La prima è stata quella della Scuola dell’infanzia paritaria “Snoopy” di via Livorno. I piccoli, oltre a formulare loro gli auguri, hanno pure recitato una poesia e intonato una canzoncina. Poi la merenda finale, con la consumazione dei dolcetti che per l’occasione sono stati offerti dai bambini. A caratterizzare la giornata è stata anche la presenza  degli alunni della Scuola dell’infanzia paritaria “Baby Birbe” di via  Isonzo.  Accompagnati dalle loro insegnanti, i bambini hanno espresso gli auguri  agli anziani con la  recita di una filastrocca. Giovedì 4 ottobre al Centro di solidarietà è attesa la la Scuola dell’infanzia di via Mons. Gaetano Fagiani dell’istituto comprensivo di Parabita.

Casarano – Droga, tanta, da acquistare e smistare sul mercato, ed un giro d’affari per ripulire il denaro sporco. Nomi e circostanze specifiche  sono quelle contenute nelle nuove dichiarazioni di Tommaso Montedoro che, ora nelle vesti di collaboratore di giustizia, sta gonfiando i verbali del processo scaturito dall’operazione Diarchia. Accanto alla ammissioni di responsabilità vengono alla luce anche i rapporti con il mondo imprenditoriale, locale e non solo. Forte appare la capacità di penetrazione del gruppo criminale nel tessuto sociale, con il coinvolgimento ed il supporto di insospettabili, così come apparso chiaro agli inquirenti sin dall’avvio delle indagini. Vorticoso il giro d’affari (pari a centinaia di migliaia di euro) messo su soprattutto con il traffico di cocaina dai clan calabresi, albanesi e pure con un fornitore di Taviano. Ma gli agganci con il mondo economico vanno oltre. Dalla lucrosa gestione dei parcheggi a Gallipoli (stesso tipo di affari anche in due piccoli comuni della Sicilia), sino all’acquisto di alcune società (una anche a Treviso) ed alla “collaborazione” fruttuosa” con alcuni imprenditori (“ai quali è meglio non chiedere il pizzo ma chiedere favori”). Tra le aziende rilevate anche una del settore calzaturiero con sede a Galatone ed in origine con una diversa ragione sociale. Non mancano gli agganci con le sale gioco e scommesse e pure con la compravendita di televisori e persino con i cavalli: uno, in particolare, venne acquisto in un’asta a Milano e intestato ad un prestanome ma morì prima di essere rivenduto ad un valore decuplicato (dai 60.000 euro iniziali). Un’organizzazione, dunque, ben ramificata nel territorio capace di controllare, quasi capillarmente, affari e traffici tra Casarano, MelissanoMatino, Parabita, Ruffano, Supersano e Taurisano, con puntate (importanti) a Lecce, Galatone e Gallipoli. Qui, ad esempio, viene chiamato lo stesso Potenza nell’agosto del 2016 per “dirimere” una controversia sorta in una nota discoteca fatta oggetto di cinque pistolettate alla porta d’ingresso.

La guerra di mala Tra le ammissioni anche quella relativa al ruolo di Ivan Caraccio all’interno del sodalizio: il 31enne di Casarano (tra gli imputati del processo), in combutta con il clan di Torchiarolo, avrebbe inteso eliminare Montedoro per poter controllare il traffico di stupefacente sulla piazza di Casarano. Questo dice il boss (“ero venuto a conoscenza dell’intenzione da parte di quest’ultimo di ammazzarmi”) in risposta agli inquirenti i quali hanno in mano le intercettazioni dalle quali emerge, chiaro, l’ordine farlo fuori. Fu proprio questa “esecuzione programmata” ad accelerare l’operazione “Diarchia”, con i 14 arresti messi a segno. Nessuna ammissione di responsabilità , invece, per l’omicidio Potenza e per l’agguato a Luigi Spennato. Nel primo caso, secondo quanto affermato da Montedoro, sarebbe stato lo stesso Caraccio a dare appuntamento a Potenza in quel pomeriggio del 26 ottobre 2016 nel parcheggio del centro commerciale prima che due sicari (“venuti da fuori”) aprissero il fuoco con il kalasnikov . Da un diverbio con Caraccio sarebbe, invece, nato l’attentato che il 28 novembre del 2016 ridusse in fin di vita Spennato (considerato il braccio destro di Potenza). Su quanto già detto e quello che verrà aggiunto nei prossimi interrogatori sarà la Procura antimafia ad avviare i necessari riscontri. Il 23 ottobre è prevista la nuova udienza nell’aula di Corte d’assise a Lecce: Montedoro sarà collegato ancora una volta in videoconferenza da una località protetta.

 


Casarano – Progetti da 450mila euro per sfruttare al meglio i beni sottratti alla criminalità organizzata e dare supporto a quanti vivono situazioni di disagio sociale. Questo prevede il percorso di educazione alla legalità “Impariamo a crescere insieme” nell’ambito del quale il Comune di Casarano, quale ente capofila, si è visto finanziare dalla Regione (nell’ambito dei fondi Por 2014-2020 “Cantieri innovativi di antimafia sociale”) le attività che andrà a realizzare nell’arco di un triennio.

I soggetti coinvolti Ad essere coinvolti sono vari partner sociali ed istituzionali: Comune di Parabita, Comune di Taurisano, Fondazione Div.ergo onlus di Lecce, Eufonia società cooperativa (Astragali Teatro) di Lecce, l’associazione Santa Cecilia onlus di Casarano, l’Istituto d’istruzione Secondaria superiore “Giannelli” di Parabita, il Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione  dell’Unisalento, il Centro servizi formativi Ispa di Poggiardo e la cooperativa sociale “Peter Pan” di Matino. A Taurisano gli immobili confiscati alla mala sono tre, in via Monte San Michele, via Spagna e via Crispi. Due a Parabita: Parco Angelica e su via Boccaccio.

Il progetto Le sedi da utilizzare per lo svolgimento delle varie attività devono, necessariamente, essere beni pubblici confiscati alla mafia: per Casarano sarà l’occasione per sfruttare al meglio l’ex bar di piazza Petracca. Il progetto prevede attività di orientamento, laboratori artistici (teatro, musica, produzione di manufatti), formazione specifica sull’educazione alla legalità, integrazione culturale, conoscenza e valorizzazione del territorio, post-formazione finalizzata all’introduzione nel mondo del lavoro.

Gli amministratori «Queste sono le risposte concrete che come Amministrazione comunale di piace dare sul tema della legalità. Oltre alla indiscutibile rilevanza sociale dell’iniziativa, essenziale è il fatto – afferma il sindaco Gianni Stefàno – che le attività dovranno essere svolte in beni pubblici confiscati alla  mafia». «È significativo il fatto che il progetto ha registrato l’adesione di un partenariato di soggetti pubblici e provati di grande spessore. Questo amplifica gli obiettivi e le ricadute positive sul territorio. Appena perfezionate le procedure – afferma l’assessore ai servizi sociali Daniele Gatto – gli uffici comunali saranno a disposizione per fornire le informazioni e gli strumenti utili a quanti vorranno intraprendere con noi questo percorso»

Gallipoli – C’è anche la visita guidata domenica 30 nelle chiese confraternali del centro storico, per i seminaristi teologi ed educatori del Seminario pontificio maggiore di Molfetta, che dal 29 settembre al 7 ottobre saranno ospitati nel seminario di Nardò e nelle varie parrocchie e famiglie dei 18 Comuni del territorio diocesano. “Tra fede e bellezza” il tema dell’escursione lungo le stradine del borgo antico tra i più suggestivi di Puglia. Ad organizzarlo è la diocesi di Nardò – Gallipoli, vescovo mons. Fernando Filograna, nell’ambito del progetto “LookUp! Missione Giovani”. (nella foto un gruppo di seminaristi con mons. Filograna)

LookUp!” – spiegano gli organizzatori in una nota – è il titolo che il comitato organizzatore, guidato dal responsabile diocesano della Pastorale giovanile don Antonio Perrone (Nardò), e da don Antonio Bruno jr (Galatone), rettore del seminario minore, già dalla primavera scorsa, ha scelto per l’evento. Partendo dal significato della parola lookup (in inglese “cercare”) e dalla sua duplice composizione look (guardare) e up (in alto,oltre) la Missione Giovani vuole essere un invito a cercare la propria felicità e la propria gioia guardando in alto, nel cielo, insieme a Dio. I seminaristi, provenienti da tutte le diocesi di Puglia, coordinati dai loro educatori e dal rettore don Gianni Caliandro (simpaticamente definiti la “task force dei preti di Puglia”), in collaborazione con i giovani delle parrocchie, percorreranno strade, piazze, visiteranno luoghi centrali, periferie e scuole superiori per portare con la testimonianza di una esistenza felice, orientata alla scoperta di ciò che conta veramente, spesa nel servizio al prossimo”.

Diversi sono gli appuntamenti previsti, a partire dal pellegrinaggio diocesano presso la Madonna della Lizza ad Alezio sabato pomeriggio 29 settembre (ore 18), cui seguirà la Messa celebrata dal vescovo mons.Fernando Filograna, durante la quale conferirà il mandato di Missione Giovani ai 150 seminaristi di Molfetta. Il ritrovo delle singole foranie avverrà nei punti di raccolta: in via S. Pancrazio – largo Comune le foranie Beata Vergine Maria della Coltura (comprendente le parrocchie dei comuni di Casarano, Matino, Parabita e Tuglie) e Madre della Chiesa (parrocchie di Alliste con le frazioni di Capilungo e Felline, Melissano, Racale e Taviano); in largo Vittime delle Mafie le foranie San Gregorio (Nardò e frazioni) e SS. Crocifisso (Aradeo, Galatone, Neviano Seclì); presso parco don Tonino Bello – via Mariana Albina le foranie S. Agata (Alezio, Gallipoli e Sannicola con le frazioni di Chiesanuova, Lido Conchiglie e San Simone) e S. Giuseppe da Copertino (Copertino e Porto Cesareo con le località di Boncore, Pittuini e Torre Lapillo); in largo Fiera parcheggio/ingresso riservato e anticipato ai portatori di handicap.

La festa conclusiva  Il secondo appuntamento del percorso “LookUp!” è “Home”, in tutti i paesi della diocesi, dal 30 settembre al 5 ottobre: i seminaristi vivranno queste giornate incontrando i giovani nelle parrocchie e nelle città dove saranno ospitati. Durante la mattinata incontreranno gli studenti delle scuole superiori della diocesi. Il 6 ottobre alle 20 festa conclusiva con musica, animazione e testimonianze, a Matino. Durante la serata il Vescovo consegnerà il Credo ai cresimandi e saranno presenti diversi stand animati dalle associazioni giovanili della diocesi e la “tenda dell’ascolto”.

A Gallipoli escursione tra gli oratori confraternali Tornando al pomeriggio di domenica 30 invece, come già detto, ci sarà l’escursione alla scoperta di chiese e oratori confraternali, le cui costruzioni risalgono al lungo periodo che va dal 1400 al 1700. L’appuntamento è alle 16,30  in piazza Aldo Moro e da lì nel Santuario della Madonna del Canneto, dove, meditando tra tele e statue, si rifletterà sul tema  “Maria donna che accoglie”. Superato il ponte seicentesco e piazza Imbriani, una volta raggiunta la chiesetta confraternale della Madonna del Carmine, si mediterà su “Maria icona di bellezza”. Seguirà la chiesetta confraternale della Purità, con “Maria specchio di purezza”; la chiesa di S. Francesco (confraternita dell’Immacolata), con “Maria senza macchia di peccato”; l’oratorio confraternale di S. Maria degli Angeli con “Maria vicina nell’ora della prova”; l’oratorio del Crocifisso con “il mistero della Croce”; la chiesa di San Domenico al Rosario (una volta sede dei padri predicatori ed ora sede della confraternita del Rosario) con “il Santo Rosario, difesa contro il male”. Ultima tappa, la cattedrale di Sant’Agata, con un momento di preghiera mariana, e con il saluto e le conclusioni del parroco nonché vicario episcopale per l’evangelizzazione mons. Piero De Santis (foto, Copertino). Durante il percorso, la guida turistica Giorgio Buccarella di Gallipoli sarà coadiuvata per la parte religiosa e teologica da don Francesco Fiore (Racale) e don Gabriele Cortese (Gallipoli).

 

Parabita – Manutenzioni in arrivo per diverse zone del paese: l’annuncio è della Commissione straordinaria di Parabita. Alcuni lavori riguarderanno la realizzazione di nuovi tronchi idrici nell’abitato, come richiesto da Acquedotto Pugliese, in procinto di predisporre nuove infrastrutture idriche e fognanti su via Provinciale Tuglie e su via Pisanelli. Gli altri interventi previsti riguarderanno invece la messa in sicurezza della pubblica illuminazione. Diversi pali della luce pericolanti hanno fatto scattare le segnalazioni dei residenti, rendendo urgente l’intervento del Comune per un serio rischio crollo, dovuto alle forti raffiche di vento degli ultimi giorni, al degrado strutturale e all’usura. L’intervento riguarderà le vie Martiri della Libertà, Mons. Fagiani,  Perugia, Piave, Volta, Padova, Nizza, S. Giovanni Battista e Bovio. È in corso, inoltre, il ripristino del tombino di pubblica illuminazione su via Vittorio Emanuele.

Parabita – Nuove soddisfazioni  per la scuola  calcio“ Soccer Dream 2000” di Parabita. Protagonisti il 15enne Andrea Freddo ed il 18enne Elias Palumbo di recente approdati nel calcio che conta. Il talento del primo è stato notato dal’Unione sportiva Lecce che ha ottenuto il trasferimento nelle sue giovanili (su di lui puntava anche il Matera). Il centrocampista Freddo, di Gallipoli, è entrato a far parte della scuola calcio parabitana circa tre anni fa, prima tra gli “Esordienti” di Pasquale Bruno e poi nei “Giovanissimi” di Gabriele Carluccio. La sua esperienza si è ulteriormente arricchita con il trasferimento dello scorso dicembre al Bisceglie calcio, dove ha preso parte al campionato under 15 di Lega Pro giungendo alla finale scudetto persa 3-1 contro il Padova: circostanza, quest’ultima, due volte sfortunata sia per la sconfitta sia per l’assenza (causa infortunio) della promessa salentina.

Elias Palumbo vola in Portogallo A spiccare il volto, questa volta oltre confine, è anche l’attaccante 18enne Elias Palumbo, di Tuglie, finora tesserato con la Juniores della Soccer dream dopo aver fatto la trafila negli ambienti dell’“Heffort Sport Village” prima nei Giovanissimi e  successivamente tra gli Allievi. Dopo aver esordito in prima squadra, in questi giorni il giovane è  stato ceduto a titolo definitivo al club portoghese del Lusitano Futebol Clube, società di Vila Real de Santo, e ciò a conferma della bontà del vivaio parabitano: dello scorso aprile è, infatti, la conquista del titolo di campioni regionali “Juniores dilettanti”, il primo nella storia del calcio cittadino, da parte dei ragazzi allenati da Javier Chevanton.

 

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Parabita – Nuovo arresto per la 50enne di Casarano Maria Concetta De Blasi (foto) ritenuta responsabile della rapina dello scorso 8 giugno ai danni di un supermercato di Parabita (sito sulla provinciale per Matino). In quella circostanza la donna occultò nella sua borsa alcuni generi alimentari dopo averne rimosso l’etichetta antitaccheggio per poi darsi alla fuga, una volta scoperta dalla cassiera, abbandonando la refurtiva. Quest’ultima fu poi costretta a ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale “Ferrari” che le riscontrarono delle lesioni guaribili di alcuni giorni. L’arresta, già nota alle forze dell’ordine, dopo le formalità di prassi in caserma è stata condotta agli arresti domiciliari. Dovrà rispondere del reato di “rapina impropria”.

Parabita – Arriva anche la firma del Presidente della Repubblica Mattarella a suggellare la proroga dello scioglimento per mafia del Comune di Parabita. I 18 mesi inizialmente previsti si protrarranno a 24, dunque, come già proposto dalla Prefettura di Lecce e dal Ministero dell’Interno, e in Municipio continuerà la gestione straordinaria dei commissari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande (nella foto), a questo punto fino a marzo 2019.

«Non risulta esaurita l’azione di recupero e risanamento complessivo dell’istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata»: questa la motivazione alla base del decreto presidenziale datato 17 settembre. Le motivazioni entrano più nel dettaglio con la relazione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nello specifico, settori ancora “deboli” risultano essere l’edilizia popolare con le persistenti occupazioni abusive, la gestione del progetto Sprar per richiedenti asilo e rifugiati (“caratterizzato da una mala gestio sotto il profilo contabile e della rendicontazione per il quale sono stati accertati ammanchi per 170mila euro”), una necessaria continuità nella gestione dei bandi di riqualificazione urbana avviati con Matino e destinati al miglioramento del decoro urbano. Altro necessità è quella di portare a termine la procedura avviata in collaborazione con la regione Puglia per l’affidamento di due beni confiscati alla criminalità organizzata (ovvero Parco Angelica e via Boccaccio). «La gestione dell’ente è stata affidata ad una commissione straordinaria che ha perseguito l’obiettivo di ripristino della legalità con interventi volti ad assicurare i principi di buon andamento e imparzialità», ha scritto il Ministro Salvini, ricordando poi che il programma di risanamento è stato interrotto per 3 mesi, a seguito della sentenza del Tar Lazio poi congelata dal Consiglio di Stato.

«Nell’approssimarsi del termine della gestione commissariale – continua la relazione del Viminale – il Prefetto di Lecce, con proposta del 13 settembre 2018, ha rappresentato che l’attività posta in essere dall’organo commissariale, anche a causa della menzionata interruzione, deve essere proseguita per completare il processo di legalizzazione ed è pertanto necessario predisporre una proroga dello scioglimento del Consiglio comunale. Tale valutazione è stata condivisa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nella seduta del 13 settembre, alla presenza del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce».

Casarano – Si tira fuori dall’omicidio Potenza, così come dalla mancata esecuzione di Luigi Spennato, e nega di essere il capo riconosciuto dell’organizzazione messa alla sbarra dall’operazione Diarchia. Questo l’esordio da collaboratore di giustizia, nell’aula di Corte d’assise a Lecce, per il 42enne Tommaso Montedoro  collegato in videoconferenza, da una località protetta, con l’aula della Corte d’Assise del tribunale di Lecce. Un intervento di pochi minuti in grado di gettare le prime luci sulle faide e i traffici degli ultimi anni ad opera della criminalità organizzata a Casarano e dintorni. A quanto detto va sommato il contenuto dei due verbali depositati dal procuratore antimafia Guglielmo Cataldi che a luglio e nelle scorse settimane ha interrogato Montedoro. Il neo pentito si dichiara, dunque, estraneo agli agguati che marchiarono di sangue Casarano nel 2016 ma conoscerebbe i nomi dei responsabili. Il prossimo 23 ottobre ci sarà la prossima udienza del processo con il rito abbreviato, che coinvolge 13 imputati (il 37enne di Nardò Andrea Cecere ha, invece, scelto il patteggiamento). Il processo in corso, in ogni caso, non riguarda direttamente l’omicidio Potenza.

Le accuse Malgrado la (quasi) inevitabile linea difensiva (l’imputato è ora con l’avvocato leccese Sergio Luceri), testimonianze e intercettazioni in mano all’accusa direbbero però altro. Secondo la Procura sarebbe stato proprio Montedoro ad armare la mano dei killer (due su una moto) che il 26 ottobre 2016 fecero fuori, a colpi di kalasnikov, l’ex sodale Augustino Potenza, nel parcheggio dell’Ipermac, così come a decretare la morte di Luigi Spennato, che un mese dopo sfuggì ad un agguato. Gli arresti dell’operazione Diarchia vennero poi anticipati per evitare la prevista esecuzione di Ivan Caraccio.

L’ex sindaco Venuti testimone Sempre secondo il quadro accusatorio (supportato da numerose intercettazioni ambientali e telefoniche) furono i cugini Luca (27) ed Antonio Andrea Del Genio (32) a ridurre in fin di vita Luigi Spennato davanti alla sua abitazione in contrada Campana (da allora il 42enne di Casarano è cieco e su una sedie a rotelle). Gli avvocati difensori dei due cugini hanno chiamato in aula a testimoniare l’ex sindaco della città Remigio Venuti il quale ha confermato di aver incontrato nei pressi di un distributore di carburante sulla strada per Maglie (distante una manciata di chilometri dal luogo dell’agguato) lo stesso Luca Del Genio intorno alle 19.30 (orario compatibile con quello del ferimento di Spennato). Nello stesso processo si è costituto parte civile il Comune di Casarano (con l’avvocato Francesco Vergine) per difendere l’immagine della città.

Gli imputati Oltre a Montedoro, gli altri sotto processo sono i cugini Del Genio, Damiano Cosimo Autunno (52 anni di Matino, residente a Parabita), Ivan Caraccio (31enne di Casarano), Lucio Sarcinella (22enne di Casarano), Marco Petracca (41enne di Casarano), Sabin Braho (34enne di Durazzo residente a Brindisi), Domiria Lucia Marsano (41, di Lecce), Salvatore Carmelo Crusafio (41, nato a Basilea e residente a Matino) e Giuseppe Corrado (45, di Supersano residente a Ruffano), Eros Fasano (54, di Alliste). A vario titolo, rispondono di associazione a delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, detenzione di armi, ricettazione e furto aggravato, associazione a deliquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.

Parabita – Esperti a confronto nella città delle Veneri, nell’ambito del convegno “Vite dentro” (La detenzione come percorso di reinserimento sociale),  in programma  martedì 25 settembre alle ore 17. L’incontro si svolgerà presso la Sala consiliare di via Luigi Ferrari (al secondo piano della Casa comunale) ed è organizzato dai  volontari del Servizio civile nazionale insieme al Comune di Parabita e alla Asl di Lecce. Questo appuntamento, inoltre, si arricchisce della collaborazione dell’associazione di promozione sociale parabitana “Gestalt House” guidata dallo psicologo Luciano Provenzano. «L’iniziativa serve a farci  riflettere come il soggetto vive la sua condizione di detenuto e in che modo la società si relaziona nei suoi confronti e della sua famiglia» affermano i promotori. L’apertura  del dibattito sarà preceduta dai saluti istituzionali della Commissione straordinaria del Comune di Parabita.

Temi e relatori Nel corso della serata, saranno diversi i temi che verranno trattati dagli  illustri relatori. “Il ruolo del garante secondo la normativa vigente” sarà argomentato  dal garante regionale Pietro Rossi mentre Maria Mancarella, nelle vestii di garante del Comune di Lecce, illustrerà il tema “Diritti del detenuto a preservare e consolidare il rapporto con il nucleo familiare”. Lo psichiatra Giuseppe Gennaro si soffermerà, invece, sulle “Conseguenze psicopatologiche  della detenzione sul detenuto, sulla famiglia e sulle relazioni familiari”. Alla tavola rotonda sarà presente lo psicologo  Antonio Monittola che svilupperà il teme “Interventi  progettuali a sostegno della genitorialità in carcere e la possibilità di un eventuale  reinserimento all’interno del tessuto sociale”. Seguirà l’esposizione “Lavori socialmente utili e giustizia riparativa” a cura dell’avvocato penalista Gaetano Stea e la “Testimonianza degli interventi realizzati all’interno del carcere dall’associazione Papa Giovanni XXIII” di don Dario Donateo (di Parabita) oggi collaboratore presso la parrocchia “Trasfigurazione di Gesù Cristo” di Alliste. Il dibattito sarà moderato dall’avvocato Luca Laterza.

 

Tuglie – Vari reati di furto, rapina ed estorsione portano ad una condanna da oltre tre anni e mezzo per il 39enne di Tuglie Claudio Vetrugno. L’ordine di esecuzione della pena emesso dal Tribunale di Grosseto, con il conseguente arresto presso il carcere di Lecce, gli è stato notificato questa mattina dai carabinieri della Stazione di Sannicola. I reati incriminati, dai quali è scaturita una condanna a tre anni, sette mesi e 16 giorni di reclusione, risultano commessi il 7 febbraio, l’8 e il 9 aprile del 2011 rispettivamente a Parabita, Galatone e Tuglie, ed il 13 settembre 2016 a Grosseto.

 

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