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Gallipoli – Attività produttive, turismo e ambiente in Puglia tra libera iniziativa economica e percorsi di sviluppo sostenibile: questi i temi al centro di una “due giorni” con inizio alle 15 di domani, venerdì 19 ottobre, al teatro Schipa di Gallipoli. Organizzano il confronto, dopo una estate decisamente pesante per la città jonica in particolare, l’Ordine dei commercialisti e esperti contabili della provincia di Lecce, presieduto dal gallipolino Giuseppe Venneri, con il loro Consiglio nazionale e la Fondazione Messapia dello stesso Ordine professionale.

In un periodo di grandi sfide, inedite opportunità e vantaggi – afferma il presidente Venneri – che si ripercuotono su tutta l’economia di un territorio quale quello salentino, abbiamo voluto promuovere e organizzare un momento di confronto su una tematica, quella del turismo, particolarmente avvertita dagli operatori del settore. Il Salento oggi è meta sempre più amata dai turisti provenienti da ogni parte del mondo, attratti dalle sue bellezze, dal mare limpido e cristallino, dalle tipicità architettoniche. Una Terra ricca di emozioni che, purtroppo, si scontra con l’inadeguatezza delle infrastrutture e dell’accoglienza di qualità. Non solo. Con l’avvento del turismo di massa e della globalizzazione il turismo si è trasformato in uno dei fenomeni economici e sociali più importanti a livello globale, driver strategico per tutte le attività. E per questa sfida dobbiamo essere pronti”. I primi numeri intanto del periodo gennaio-luglio parlano di un +8%. (nella foto Venneri e Minerva)

Bisogna introdurre strumenti fiscali concreti ed operativi – aggiunge Fabio Corvino, presidente della Fondazione Messapia – per sostenere il patrimonio culturale e artistico. E’ possibile con gli incentivi al turismo digitale, sgravi fiscali per l’ammodernamento di strutture ricettive e il cosiddetto Art Bonus. Sono cambiati i turisti così come gli operatori che lavorano con il turismo. Si può dire che anche il turismo “viaggia”, a suo modo, passando da un turismo di destinazione a uno di motivazione. L’importanza non è più centrata sulla località scelta come luogo di arrivo ma sul valore esperienziale, sulla percezione del posto, sulla voglia di imparare, sperimentare, vivere pienamente il luogo stesso e conoscere la sua gente. In questa nuova competizione non possiamo più rimanere impreparati”.

Il programma si apre con i saluti istituzionali di Venneri e Corvino, dei presidenti di Regione (Michele Emiliano) e Provincia (Antonio Gabellone), del Sindaco Stefano Minerva (sarà assente il ministro Centinaio). Poi il via alla prima sessione di lavori incentrata su Attività produttive e turismo dalla gioventù ala maturità: guadagno facile o maturità?. Previsti gli interventi di Giuseppe Laurino del Consiglio nazionale dei commercialisti; Donato Speroni dell’Avsis(alleanza per lo sviluppo sostenibile); il senatore Rosario Costa; l’architetto Alfredo Foresta; l’architetto Daniele Kihlgren (le esperienze di Santo Stefano in Sessanio e Matera); Vittorio Sgarbi (cultura, arte, turismo e commercio).

La seconda sessione inizierà alle 9,30 di sabato con “la scatola degli attrezzi del policy-maker: sistemi agroculturali, industrie culturali e creative, proprietà intellettuali, indicazioni geografiche ed assets immateriali del territorio”. Interventi in programma di Achille Coppola (Consiglio nazionale dell’Ordine), Loredana Capone, assessore regionale all’Industria turistica; Clelia Maria Puzzo (Fao); Francesca Toso; Rocco Palma dell’Università Cattolica di Milano; Antonio De Vito , direttore generale Puglia Sviluppo spa. Spunti, riflessioni ei ndicazioni che ben si attagliano anche alla fase che vive Gallipoli, con i suoi maggiori centri d’attrazione (Parco Gondar, Samsara su tutti) fuori gioco per questioni giudiziarie e vertenze infinite poggiate su presunte violazioni ed incerte norme che rendono difficile l’intraprendere; come per i lidi con l’annnosa altalena autunnale tra smontaggi e no e come per i pontili per barche da diporto ad Otranto da rimuovere. Discorso a parte per quanti partono con l’idea di sfruttare ambiente e lacune amministrative per fare i propri comodi ed incappano nelle reti della magistratura prima o poi.

 

Bagnolo del Salento – È un pensionato l’ultima vittima della truffa dello specchietto rotto: la denuncia è giunta ai carabinieri di Bagnolo del Salento ai quali l’anziano automobilista ha riferito quanto successo lo scorso venerdì 12 ottobre sulla strada statale Maglie – Otranto. Giunto all’altezza dello svincolo per il suo paese, l’uomo è stato affiancato dal conducente di una Bmw modello berlina di colore blu il cui autista gli ha fatto cenno di fermarsi accostando l’auto. Fatto ciò, il pensionato si è visto di fronte un giovane che, con fare deciso, lo ha accusato di aver danneggiato lo specchietto retrovisore laterale sinistro della sua auto richiedendo 300 euro per la riparazione. Anche per evitare di attivare la copertura assicurativa, l’anziano ha subito consegnato allo sconosciuto i 180 euro che aveva con se e lasciandosi convincere a raggiungere la propria abitazione per “saldare” il conto. Una volta in paese, però, il truffatore si è dileguato senza attendere il resto del denaro, forse insospettito che il suo raggiro potesse essere in qualche modo scoperto. Sulla base della descrizione fornita dalla vittima del raggiro, i carabinieri sono sulle tracce di un giovane tra i 20 e i 25 anni, alto circa un metro e 70 e con i baffetti.

Otranto – Importante appuntamento sui tesori della Chiesa lunedì 15 ottobre (con inizio alle 9,30) nella Sala triangolare del Castello aragonese di Otranto promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Lecce (presidente Raffaele Dell’Anna – foto – di Nardò), dall’arcidiocesi di Otranto guidata da mons. Donato Negro), dalla Regione Puglia e dal Cetma (centro europeo di ricerche in tecnologie design e materiali di Brindisi, presidente Francesco Saponaro), in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e col patrocinio della Città di Otranto.

L’iniziativa prende le mosse dal bando regionale da 20 milioni per “progetti di riqualificazione e destinazione alla fruizione culturale dei beni ecclesiastici”. “Restauro, riqualificazione, valorizzazione di santuari e altri luoghi di culto, nonché di arredi, opere d’arte, paramenti che costituiscono il prezioso patrimonio immobiliare ecclesiastico, per innescare, a partire dalla fase della progettazione degli interventi, un circuito virtuoso che non si limiti al recupero del bene, ma ne favorisca l’inserimento in precisi percorsi di fruizione turistico–culturale e quindi, in prospettiva, la redditività e l’autosostentamento: è l’obiettivo dichiarato del bando “Tesori ecclesiastici”, frutto dell’estensione al restyling dei beni della Chiesa della strategia Smart-in  messa in campo dalla Regione Puglia nell’ambito delle azioni del Piiil Cultura”, fanno sapere gli organizzatori in un comunicato stampa.

I 20 milioni previsti dal Bando regionale sono destinati per 15 milioni di euro a restauri di beni immobili, e i restanti 5 milioni per progetti relativi a beni mobili.

La giornata di lavori è articolata in due sessioni. Dopo i saluti del Sindaco di Otranto Pierpaolo Cariddi e del presidente dell’Ordine degli ingegneri Raffaele Dell’Anna, si darà inizio alla prima sessione dei lavori, su “il ruolo degli enti ecclesiastici quali attrattori culturali e turistici” in cui verrà presentato il bando regionale e i progetti già presentati in provincia di Lecce. Interverranno l’assessore all’Industria turistica e culturale della Puglia Loredana Capone, il responsabile dell’Ufficio beni culturali della diocesi di Otranto don Antonio Accogli e il direttore del Dipartimento “nuove tecnologie e design” del Cetma, Italo Spada.

La seconda sessione verterà invece su “casi e strumenti di successo nella fruizione dei beni culturali” ed entrando più nello specifico vedrà la presenza del direttore del “Dipartimento economia della cultura e valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale” Aldo Patruno, del soprintendente alle “Belle Arti” di Lecce, Brindisi e Taranto Maria Piccarreta e del consigliere dell’Ordine degli ingegneri di Lecce, Nicola Santoro.
“Nel corso del seminario, con l’ausilio di un visore 3D – concludono gli organizzatori del convegno – saranno illustrati gli interventi di restauro dell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce e della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina, ai cui progetti ha partecipato il consorzio Cetma”.

Supersano – La bellezza dei borghi salentini quale sfondo ideale lo shooting fotografico per la Maison Claire Joly, la casa di moda francese specializzata in abiti da sposa su misura. È stata la giovane stilista di Amiens Claire Joly, innamorata degli scorci salentini, ad organizzare qui il servizio fotografico per la presentazione della sua nuova collezione di abiti da sposa. Gli scatti andranno sulla rivista specializzata Wedding. Oltre alle foto sono stati girati anche dei video che verranno proiettati durante un défilé a Bruxelles, dove la stilista ha intenzione di aprire uno show-room.

Gli scatti a Gallipoli, Otranto e Leuca «Conosco il Salento grazie alla mia amica Daniela Marini, di Supersano. Sono già quattro anni – confida la giovane Claire Joly –  che vengo qui per trascorrere le vacanze ed è stato impossibile non innamorarsi di questi fantastici posti, così diversi e particolari rispetto a quelli che conosco, e della luce particolare che c’è, ideale per gli shooting». Vestiti delicati e raffinati che ben si sposano, è il caso di dirlo, con la semplicità della vita salentina, con colori che ben si accostano a quelli delle case dei centri storici. E anche la scelta dei tessuti, trapezi e merletti, richiamano le tradizioni sartoriali salentine. Ruffano, Gallipoli, Supersano, Otranto, Leuca e anche Alberobello tra le mete prescelte per gli scatti. «Il bel tempo ci ha permesso di lavorare in tranquillità per tutto il tempo, solo a Leuca abbiamo trovato un cielo grigio e minaccioso, con il vento che ogni tanto tirava forte – conclude la stilista – nonostante ciò è stato suggestivo poter fotografare con quei colori. È stata davvero una bella esperienza».

 

Otranto – Non erano regolari neanche le boe messe a segnalare una rete “da posta”, come viene tecnicamente chiamata, che suddivisa in tre parti misurava una lunghezza di tre km circa. Reti anonime, in genere utilizzate dai pescatori professionisti, attrezzi che rientrano tra quelli “passivi”: disposte verticalmente, catturano il pesce che rimane impigliato: le hanno rinvenute gli agenti della Guardia costiera della Capitaneria di Gallipoli l’altro ieri mattina, durante un servizio per il controllo della pesca appunto.

Alla vista delle boe, situate in tratto di mare tra il Mulino d’acqua ed i laghi Alimini, gli addetti vi si sono avvicinati ma non hanno trovato niente che possa identificare i proprietari. Poiché le boe costituivano un pericolo concreto alla navigazione, gli attrezzi sono stati sequestrati. La parte del pescato , circa quattro chilogrammi – idonea al consumo è stata all’associazione Misericordia onlus di Otranto; il resto è stato distrutto dagli agenti dell’Ufficio circondariale marittimo di Otranto.

Alezio – Dipendenze e cyberbullismo, paure, conflitti, persino isolamento. nell’era in cui si è permanentemente connessi: questi ed altri temi, al centro del Mese del benessere psicologico dell’Ordine degli psicologi di Puglia, sono stati ieri sera affrontati nell’iniziativa in programma ad Alezio nell’aula consiliare del Comune con un pubblico attento e per certi versi preoccupato. L’incontro è stato organizzato dalla dottoressa Francesca Paglialonga ed ha toccato sotto vari aspetti lo sviluppo tecnologico, mai così impetuoso come in questi ultimi lustri, e la sua incidenza nella vita quotidiana di tutti.(nella foto da sinistra gli ingegneri Leo e Caroppo; il Sindaco Barone, la psicologa Francesca Paglialonga, il direttoreD’Aprile, il criminologo Feltri)

Non sono tutti problemi quelli che si hanno di fronte. Il convegno infatti nella prima parte ha trattato degli assillanti e delicatissimi effetti delle perenni interconnessioni col mondo, dei rischi di dipendenza e di cattivi incontri sia pure a volte solo virtuali, delle devianze che spesso hanno come prede ragazzi e ragazze. Nella seconda parte psicologa e criminologo – Francesca Paglialonga e Andrea Feltri – hanno lasciato il posto a due ingegneri informatici – Marco Leo e Andrea Caroppo, entrambi di Alezio – alle tecnologie “buone”, quelle che aiutano fisicamente coloro che ne hanno bisogno, gli strumenti realizzati con la ricerca di ieri e di oggi e quelli che potrebbero arrivare domani.

Introdotto e condotto dal direttore di piazzasalento.it, Fernando D’Aprile, l’evento si è aperto con la dottoressa Paglialonga che ha snocciolato dati che, in buona sostanza, dicono che delle tecnologie non si può più fare a meno, sono troppo dentro la nostra vita: il 73% dei dispositivi elettronici vengono utilizzati per collegarsi ad internet; il maggior rischio di dipendenza lo corrono le persone tra i 15 ed i 40 anni; il 75% degli adolescenti usa le connessioni dopo le 23. Oltre a tenersi in contatto con le persone che ci interessano, spesso si finisce ad isolarsi dal reale, dal contatto con chi ci è seduto vicino e ci si mette a scorrere il display; fanno acquisti on line in modo compulsivo o si gioca senza limiti.

Tempo perso vietare l’uso di smartphone e tablet: i tentativi di blocco creano rabbia e depressione, senso di esclusione e disturbi del sonno soprattutto nei ragazzi. Non resta che la condivisione con protagonisti gli adulti. “Spesso i ragazzi credono – è stato rimarcato dagli esperti – che quanto scrivono o fotografano e poi postano magari su facebook, resti lì tra di loro; non immaginano che ogni cosa viene classificata ed elaborato in centri anche lontanissimi da noi”. Condividere allora quanto accade in questa particolarissima ed inedita fase è la strada: “L’adolescente va protetto, non è in grado di regolarsi da solo, non è pronto a valutare pericoli e vantaggi collegati ad una certa decisione”, ha detto tra l’altro la promotrice della riunione, che ha anche spiegato come il cervello di un 15enne ha alcune regioni che si sviluppano in tempi diversi: quella sentimentale prima di quella razionale.

Pedofilia ed internet: il rapporto perverso che si sviluppa in rete con tutti i vari passaggi, dal primo contatto che sembra del tutto casuale a quello sempre più intimo fino all’incontro vero, attraverso sottili lavorii psicologici in cui la vittima predestinata si sente rassicurata e protetta dal nuovo “amico”, messo abilmente in antitesi persino ai propri genitori. L’anonimato insidioso, il lucro che traggono organizzazioni criminali, la cyberpedolifia e pedopornografia, i ricatti on line, il furto dei dati personali: il dottor Feltri ha insistito su quelli che ormai sono riconosciuto come veri e nuovi reati. Con alcuni consigli finali, tra cui affiancare i bambini; prevenire possibili adescamenti; prevenire dipendenze da internet e non pubblicare mai foto di minori al mare o seminudi.

Gli algoritmi che aiutano a superare limiti funzionali, quali quelli della vista, della deambulazione, ma anche per migliorare la propria autonomia, oppure quelli usati per stimolare attività cognitive e aumentare la sicurezza e l’assistenza domiciliare intercettando magari i primissimi segnali di una perdita di equilibrio e quindi intervenire immediatamente hanno parlato, con una buona dose di convinzione ed entusiasmo, Marco Leo e Andrea Caroppo, entrambi ricercatori presso il Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce.

Lavorando insieme a psicologi, sociologi, medici i due ingegnere hanno tratteggiato anche alcuni esperimenti in atto che potrebbero, da qui a cinque-dieci anni, entrare nelle vite di alcuni. Tra una presentazione di un progetto a Monaco di Baviera per garantire a chi ha problemi con la vista spostamenti senza rischi in ambienti complessi, prodotto da una impresa israeliana, e le sperimentazioni in alcuni centri salentini disponibili (Alessano, Matino) di home lab, Leo ha “anticipato” l’arrivo di un robottino, su cui ha messo gli occhi l’elvetica ETH di Zurigo,  in grado di aprire e chiudere porte,  aiutare a sollevare oggetti, raccogliere rifiuti in giardino, insomma un “assistente virtuale” ma concretamente utile.

Delle pillole endoscopiche (per evitare tipi di indagini cliniche dolorose) che vengono ingerite ed espulse normalmente e intanto filmano con due telecamerine, e delle solette elettroniche ha raccontato, tra l’altro, Caroppo. Nel suo futuro prossimo ci sono una piattaforma di stimolazione cognitiva da impiegare contro le forme lievi di Alzheimer ed una per effettuare esercizi ed analisi a casa propria per poi trasmetterle ai medici curanti.Hanno aperto e chiuso i lavori il vicesindaco Roy De Santis e il Sindaco Andrea Barone; entrambi hanno ringraziato gli organizzatori per l’occasione di conoscenza e informazione fornita. Altre ne seguiranno qui e nel resto del Sud Salento secondo un programma di massima, fatti e da fare: a Casarano, Tricase, Ugento, Otranto, Aradeo, Maglie, Scorrano, Nardò. 

 

 

 

 

Otranto – Estorce del denaro ai legittimi proprietari dopo aver rubato un motociclo e due uccelli esotici ma viene individuato e denunciato dai carabinieri. Protagonista dei due episodi di estorsione è risultato il 41enne di Cerignola G.F.. Nel primo caso dopo aver rubato e nascosto un motociclo ha contattato il proprietario, un 54enne di Otranto, minacciandolo e chiedendogli 150 euro. In un altro episodio, invece, il furto ha avuto per oggetto una gabbia contenente due uccelli esotici sottratti ad una 72enne pensionata idruntina. L’uomo, però, è stato rintracciato dai carabinieri presso l’autoparco di Maglie e trovato in possesso dei due volatili e pure di due banconote da 50 euro quale presunto provento dell’estorsione. Per lui è scattato il deferimento in stato di libertà peri reati di furto aggravato, estorsione e furto in abitazione.

Gallipoli – Si avvia alla conclusione la “Settimana della cultura del mare”, l’evento dedicato al mare e giunto alla settima edizione. Sono diversi gli appuntamenti “in blu” per il fine settimana di chiusura. Intanto ecco un primo bilancio: “Questa edizione ci ha regalato grande soddisfazione- afferma la presidente Alessandra Bray che presiede l’associazione Puglia&Mare, organizzatrice dell’evento – perché ogni sera abbiamo incontrato persone appassionate che hanno apprezzato i tanti volti de mare. Abbiamo visto sguardi attenti e incuriositi, emozionati ed empatici, come ad esempio durante la serata di giovedì 4 ottobre dal titolo  “L’immenso mare delle donne”, in cui le donne hanno raccontato le loro storie con il mare di gioia o di tragedia, di amore o di passione. Speriamo di condividere altre emozioni nei prossimi appuntamenti”.

Il programma prevede la mattina di sabato 6 ottobre, presso il Liceo Quinto Ennio e l’Istituto Amerigo Vespucci, si terrà la proiezione del documentario “Anche i pesci piangono”, prodotto dall’associazione Adriatic Recovery Project, con un incontro con Vittoria Gnetti, componente del progetto. Alle ore 16 nel centro storico invece, si terrà “Nel blu dipinto di blu”: una visita guidata a cura dell’associazione culturale Amart con ritrovo presso il Museo civico in via De Pace. Alle ore 19,30, presso il salone polifunzionale di San Lazzaro, si terrà la “Serata blu di sensibilizzazione ai temi ambientali e di musica popolare”,  con la proiezione del documentario “Anche i pesci piangono” commentato da Vittoria Gnetti. Seguirà poi la presentazione delle ricerche su Monfalcone e Laigueglia (città gemellate con Gallipoli), realizzate dagli allievi degli istituti comprensivi cittadini del Polo 2, diretto da Lucilla Vaglio, e del Polo 3 diretto da Martinella Biondo. Concluderà la serata l’esibizione di canti popolari marinari a cura del coro della Pro loco.

Domenica 7 ottobre invece, si inizierà alle 10 con la “Regata velica delle Tonnare di Gallipoli”, nell’ambito della prima tappa del Campionato invernale Città di Gallipoli organizzato dalla locale Lega navale insieme al Circolo della vela, l’Istituto Amerigo Vespucci, il club velico Ecoresort Le Sirenè e con Assonautica provinciale. Al termine si terrà la premiazione presso il Castello di Gallipoli. La “Settimana della cultura del mare 2018” si concluderà poi nella stessa giornata di domenica alle ore 19 e 30 presso il Chiostro di San Domenico con la serata di “Visioni Blu: il mare nella letteratura salentina del Novecento”, introdotta dal Sindaco Stefano Minerva con lo scrittore Antonio Errico. Seguirà un concerto poetico in collaborazione con “Il Presidio del libro- Archivio del libro d’artista Verbamanent” di Sannicola, dove Maddalena Castegnaro introdurrà la performance di Matteo Greco con voce e musica del maestro Daniele Vitali. A seguire, “Blu Street food- show Cooking”, con la partecipazione di My cool kitchen di Alessandra Ferramosca e degustazioni del gambero di Gallipoli, in collaborazione con Vista mare e Cooperativa armatori jonica.

Laboratorio e mostra Come si ricorderà, tutti gli appuntamenti della “Settimana della Cultura del Mare” sono gratuiti e per tutta la settimana sono previste visite gratuite al Museo del mare e visite gratuite, per i minori accompagnati dagli adulti, del Centro di cultura del mare Marea nel Chiostro di San Domenico dalle ore 17 alle 19. L’evento ha ottenuto il patrocinio della Regione Puglia con Pugliapromozione che ha concesso il riconoscimento di #Weareinpuglia e della Provincia di Lecce. Continua infine il laboratorio didattico sul mare, con proiezioni multimediali per gli allievi delle classi prime medie degli istituti comprensivi di Gallipoli, Otranto, Tricase e Porto Cesareo, curato dall’associazione Emys. Continua poi la mostra di fotografie subacquee “Dentro il blu”, della campionessa italiana Virginia Salzedo (artista di origini salentine che vive a Trento), presso il Liceo Quinto Ennio, visitabile anche questo weekend  dalle ore 19 alle 22.

 

Otranto – Affittavano alloggi all’insaputa dei legittimi proprietari i due uomini di Cerignola denunciati per truffa dai carabinieri di Otranto (foto). L’indagine è partita dalle denunce presentate da quattro campani aspiranti villeggianti nella città idruntina. I due foggiani, attraverso raggiri e artifizi, dopo aver postato su alcuni siti internet la disponibilità all’affitto di alcuni appartamenti a Otranto per lo scorso mese di agosto erano pure riusciti ad ottenere il pagamento di alcune caparre, tramite bonifici bancari e accrediti con carte prepagate, salvo poi rendersi irreperibili. Sulle loro tracce sono però giunti i carabinieri della locale Stazione che dopo averli individuati, incrociando i dati bancari e le tracce lasciate in Rete, li hanno deferiti all’autorità giudiziaria in stato di libertà per il reato di truffa continuata in concorso.

Ugento – Il linguaggio variegato e creativo dell’arte per raccontare, in un modo nuovo e particolare, il paesaggio rurale, che ha solo conosciuto le parole del lavoro duro, della fatica della semina e della gioia del raccolto. E adesso della disperazione per la morte. Le province di Brindisi, Lecce e Taranto colpite dalla Xylella, ora più che mai si trovano a dover fare i conti con la propria identità e l’arte diventa strumento di riflessione e condivisione di un momento fragile, legato in maniera sostanziale (e antropologica) alla vita futura del territorio. L’arte quale luogo di incontro fra il mondo produttivo e quello culturale. In mezzo il territorio, il paesaggio, eredità da consegnare alle generazioni future. È questa l’essenza di landXcape, un progetto culturale multisciplinare di valorizzazione integrata del patrimonio identitario e paesaggistico del Salento, attraverso i linguaggi dell’arte, il racconto e il paesaggio. Diversi gli spettacoli in programma, che proseguono nei prossimi giorni, con tre diversi appuntamenti nello scenario dei Parchi naturali.

Il programma nei parchi del Salento Venerdì 5 ottobre 2018 nel Parco naturale regionale litorale di Ugento è prevista una visita guidata sul tema “Un mare di cultura e biodiversità”, alle 19.30 nel Nuovo museo archeologico, ed alle 21 presso la chiesa di Santa Filomena lo spettacolo “Cielo nero”, di Francesco Niccolini e Pierpaolo Piludu (una produzione Cada die Teatro – prenotazioni al 328/3424894). Si prosegue sabato 6 ottobre, presso il Parco naturale regionale Costa OtrantoSanta Maria di Leuca e Bosco di Tricase. Alle 20 presso il Castello di Andrano ci sarà “Produttori di paesaggio”, vista guidata/incontro con il parco, ed alle 21 nel cortile del Castello di Andrano si potrà assistere a “Marbleland” uno spettacolo di e con Soledad Nicolazzi (una produzione Compagnia Stradevarie, Campsirago residenza – prenotazioni al 347/8130497). Domenica 7 ottobre, invece, nel Parco naturale regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano, alle 16 presso Torre dell’Alto ci sarà la visita guidata “Paesaggi in evoluzione”, mentre alle 17 sempre presso la Torre dell’Alto, lo spettacolo “Tempeste”: l’olivo, il vino, le pietre. Trilogia della rinascita dalle Metamorfosi di Ovidio. Uno spettacolo scritto e narrato da Sista Bramini polifonie della tradizione mediterranea e orientale trascritte e interpretate da Camilla Dell’Agnola e Valentina Turrini (produzione O Thiasos TeatroNatura, prenotazioni al 349/6799790, incontro per lo spettacolo e la visita via Cantù, Santa Caterina c/o Grotta Capelvenere).

La Regione e i vari partners Il progetto è sostenuto dalla Regione Puglia, assessorato alle Industrie culturali e turistiche, attraverso i Poli Biblio-museali di Lecce e Brindisi e attuato dal Teatro Pubblico Pugliese, in collaborazione con Biennale dei giovani Creativi d’Europa e del Mediterraneo (BJCEM), nell’ambito delle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la coesione, Puglia 2014 – 2020 (Area di intervento  “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali”). LandXcapes nasce da un’istanza del territorio con la spinta delle associazioni di categoria, le associazioni ambientali e tutti i vari soggetti coinvolti dei settori agricoltura, turismo verde, artigianato e ambiente.

Gallipoli – Continuano gli appuntamenti della “Settimana della cultura del mare”, l’evento dedicato al mare e giunto alla settima edizione, organizzato dall’associazione Puglia & Mare (presidente Alessandra Bray) insieme al Comune di Gallipoli e con la direzione artistica di Giuseppe Albahari. Nella mattinata di oggi gli studenti delle Superiori cittadine hanno partecipato presso il Teatro Italia alla proiezione cinematografica dal titolo “Mare Nostro”, con la partecipazione del regista Andrea Gadaleta Caldarola e del giornalista e scrittore Nicolò Carnimeo.

“L’immenso mare delle donne” è invece il titolo dell’incontro serale, organizzato in collaborazione con la locale sezione della Fidapa Bpw Italy presieduta da Anita Marzano. La conversazione sul mare è in programma alle ore 19,30 presso la Biblioteca comunale di via Sant’Angelo e ci saranno gli interventi dell’assessore Antonella Russo, della giornalista e scrittrice Maria De Giovanni, della dirigente scolastica del “Vespucci”  Paola Apollonio, della scrittrice Maria Gabriella de Judicibus, di Loredana Abbate (vedova del mare), della poetessa Maria Consiglia Mercuri, di Titty Pagliarini (presidente dell’associazione culturale La Fenice), di Giuseppina Antonaci (presidente dell’Istituto tecnico superiore per l’industria dell’ospitalità e del turismo allargato di Lecce), di Imma Petìo (Centro studi relazioni adriatico-mediterranee di Lecce) e della campionessa di vela Federica Rima. Faranno da cornice all’incontro le opere ispirate al mare della pittrice Patrizia Chiriacò, mentre gli intermezzi musicali

Antonella Russo

saranno a cura della pianista Gabriela Greco.

Venerdì 5 ottobre invece a partire dalle ore 9,30 nel centro storico, ci sarà la giornata del Parco letterario “Isola lampante”, con la presentazione della Mappa letteraria della città vecchia e con le visite guidate, con partenza dal Frantoio ipogeo in via Antonietta De pace, in collaborazione con l’associazione Gallipoli Nostra e con gli allievi del liceo Quinto Ennio. Alle 20,30 invece, presso il Teatro Tito Schipa, Barbara Politi e Giuseppe Albahari presenteranno la serata dal titolo “Blu mediterraneo”: serata di “Suoni del mare” con l’ensamble musicale del Maestro Enrico Tricarico e la partecipazione del compositore e musicista albanese Aulon Naci. Durante la serata, allietata dalle esibizioni della Betty Boop Dance Academy di Eleonora Benvenga, ci sarà la consegna dei premi “Vela Latina” alle personalità che si sono distinte per il loro impegno rivolto al mare e verrà proiettato il video realizzato con il drone vincitore del concorso Icaro.

Per tutta la settimana si svolgerà il laboratorio didattico sul mare, con proiezioni multimediali per gli allievi delle classi prime medie degli istituti comprensivi di Gallipoli, Otranto, Tricase e Porto Cesareo, curato dall’associazione Emys. Continua poi la mostra di fotografie subacquee “Dentro il blu”, della campionessa italiana Virginia Salzedo (artista di origini salentine che vive a Trento), presso il  Liceo Quinto Ennio, visitabile dalle ore 19 alle 21 (sabato e domenica dalle ore 19 alle 22).

Tutti gli appuntamenti della “Settimana della Cultura del Mare” sono gratuiti e per tutta la settimana sono previste visite gratuite al Museo del mare e visite gratuite per i minori accompagnati dagli adulti, del Centro di cultura del mare Marea nel Chiostro di San Domenico dalle 17 alle 19. L’evento ha ottenuto il patrocinio della Regione Puglia con Pugliapromozione che ha concesso il riconoscimento di #Weareinpuglia e della Provincia di Lecce.

 

Gallipoli – L’ultimo libro di Antonio Errico “L’imperfetto lettore” (AnimaMundi edizioni, Otranto giugno 2018) è un inno alla lettura e ai libri. Ha fatto bene Errico a “infilare” come in una collana gli interventi che tiene sul Nuovo Quotidiano di Puglia nella rubrica “I resti di Babele” perché ha dato continuità ad un discorso che la misura dei pezzi in una rubrica giornalistica costringe a pause forzate e a continui rimandi. Come un discorso interrotto continuamente che ora, in questo piccolo libro di 115 pagine, acquista unità  tanto che anche le inevitabili deviazioni appaiono come ricchezza del tema di fondo.

Il bambino che legge, la lettura in tenera età, le maestre che insegnano a leggere (sono più brave di quelle che insegnano a fare i conti), il bambino che in treno legge “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepùlveda mentre gli adulti sono fissi sui loro tablet, i libri letti nell’adolescenza che restano come pietre miliari e punti di riferimento per tutta la vita, i libri prestati, quelli che si leggono a metà o solo nell’incipit, le librerie come luoghi del cuore: tutti temi che ricorrono all’interno dei vari interventi che il metro giornalistico rende brevi e incisivi. Metti la passione di Errico per la lettura, metti la sua passione per l’insegnamento (dirige il liceo Quinto Ennio a Gallipoli) non  appesantita da precetti didascalici,  metti il suo amore per Borges, Ariosto, Calvino  Cervantes, Marquez, Morante (ma l’elenco è ancora lungo): quello che viene fuori dallo scrittore originario di Sannicola è un invito a chi già legge a essere un lettore “imperfetto”, perché in questo caso l’aggettivo non designa un aspetto negativo, anzi.

Il lettore perfetto non esiste  Chi legge  “è uno che ha piena consapevolezza della propria imperfezione… chi legge lo fa per compensare la propria esperienza con quella degli altri. Però non vuole farlo con creature reali” che sono imperfette come lui e crede di poter trovare creature perfette nella finzione. Ma si illude, perché “le creature che vivono nei libri, essendo a immagine e somiglianza dell’uomo, sono imperfette”. Il lettore perfetto, quindi, non esiste o forse è proprio il lettore incontentabile, quello che “prende un libro e lo esplora, come fosse un bosco in cui nessuno ha osato addentrarsi, come fosse un mare che nessuno ha mai navigato, oppure, più semplicemente, come fosse una casa che una volta ha abitato e nella quale ritorna con nostalgia di com’era, per ritrovarsi, per riscoprirsi”. Un libro come ritorno a casa per ritrovare se stessi.

Come l’indicativo imperfetto  A pensarci bene il lettore “perfetto” è quello che presenta le caratteristiche dell’imperfetto  indicativo: l’incompletezza (la sua libreria è piena di libri ancora da sfogliare), l’abitudine  (non può fare a meno di leggere), la ripetitività (si legge e rilegge il medesimo “libro” di cui si è innamorati nell’adolescenza), il desiderio (mai completamente soddisfatto). E poi l’imperfetto è il tempo della narrazione  e del gioco dei bambini “facciamo che io ero un libro e tu un lettore perfetto…”.

 

 

 

Gallipoli – Che metropolitana di superficie è se lascia fuori mezzo Salento, quello jonico? L’interrogativo se lo sono posto in tanti, soprattutto dopo che l’antica chimera, tre settimane fa, ha registrato una forte accelerata verso la realtà. Martina Franca (Taranto) – Lecce- Maglie la linea principale con le diramazioni, sempre partendo da Maglie, per Otranto e per Arigliano (Gagliano del Capo) è prossima a vedere aprire i primi cantieri per chiudirli nel 2021, secondo le previsioni. Da dicembre scorso è assicurato anche il finanziamento annunciato dal presidente della Regione, Michele Emiliano, nell’ambito del Patto per la Puglia. Per Gallipoli, Ugento o Nardò nessuna novità.

Anni fa la progettazione sul versante adriatico “E’ vero, ma perché non c’è mai stato nessun vero progetto per la dorsale jonico-salentina”, risponde l’assessore regionale alla Mobilità, Giovanni Giannini che venerdì scorso ha presenziato alla consegna di nuovi pullman delle Sud Est a Lecce. Bisogna andare indietro nel tempo per capire la risposta di Giannini, a prima dello scandalo sulle Ferrovie del Sud Est, che ha travolto amministratori, aspettative, progetti. Tra quelli messi in stand by dalla drammatica parentesi giudiziaria (è di pochi giorni fa il concordato preventivo che libera le mani alla nuova dirigenza Fse), c’era l’elettrificazione della Martina Franca- Lecce in un primo momento, poi allungata fino a Maglie con le appendici Otranto-Gagliano. L’impresa appaltatrice a giorni comincerà il cantiere da 130milioni di euro. Proprio oggi gli stessi lavori – elettrificazione e sistema di sicurezza sulla marcia dei treni – sono iniziati sulla tratta Putignano – Martina Franca, sempre Ferrovie del Sud Est; i treni saranno sostituiti, per i prossimi due anni, da autobus.

L’assessore regionale Giovanni Giannini

Una notizia positiva: il passante ferroviario che collegherà Lecce a Brindisi aeroporto, finanziato dal Cipe (Comitato interministeriale della programmazione economica) lo scorso febbraio, governo Gentiloni, con 60 milioni, è entrato nella progettazione delle Ferrovie statali. Si sta cominciando a fare sul serio, a quanto pare. E Gallipoli? “Quello che posso dire al momento – prosegue l’assessore Giannini – è che le Sud Est ora hanno un vertice pienamente operativo e lo dimostrano le iniziative di queste settimane. Ci stiamo impegnando a far tornare la gente a viaggiare in treno e far diventare il trasporto su gomma addizionale”,

Ok ad uno studio di fattibilità dell’opera Troppo pochi i viaggiatori in treno attualmente. Non va giù né all’assessore né ai dirigenti Fse che “nell’area di Lecce ogni giorno si muovano 13 mila persone, di cui solo 2mila in treno”. Lo stesso discorso vale, soprattutto nella lunga stagione estiva, per Gallipoli e le altre marine joniche. “Certo, non c’è dubbio – risponde Giannini – e per questo farò il primo passo con Fse: chiederò loro uno studio di fattibilità intanto”. Da qui si comincerà a capire a quanto ammonta lì’opera, dove trovare i soldi (“compito della Regione”, rileva l’assessore), poi pensare al progetto da passare “ai validatori indipendenti, all’Agenzia nazionale sicurezza ferroviaria…”. La strada non è breve ma il primo passo è fondamentale.

Adesso passi veloci per recuperare” La denuncia di questa grave carenza per “chiudere” l’anello della rete metropolitana era partita proprio da Gallipoli, dal presidente dell’associazione dei commercianti e degli imprenditori presieduta da Matteo Spada. Il rappresentante del sodalizio aveva inviato una lettera a tutti i Sindaci dei centri jonici del Salento, da Porto Cesareo a Nardò, da Presicce a Ugento, passando ovviamente per Gallipoli, invitandoli  quantomeno a svolgere una qualche pressione per cercare di mettere al centro il problema. Non ci sono state molte risposte. E su questa rilasciata a Piazzasalento Spada commenta: “Restiamo perplessi perché non capiamo chi ha fatto la scelta per la linea adriatica, in base a quali criteri, quali priorità… evidentemente i rappresentanti di questo territorio in Regione non hanno saputo farsi valere. Ma visto che recriminare è ormai inutile, confidiamo nell’assessore Giannini: acceleri al massimo, perché non s’impieghi per la progettazione lo stesso lunghissimo tempo impiegato per quella che sta per entrare in fase esecutiva. Speriamo che all’assessore siano chiari i tantissimi benefici per l’intero arco jonico: serve questa opera più di tutto e di qualsiasi altro intervento”. (nella foto la stazione ferroviaria gallipolina nell’agosto scorso)

Giovanni Venneri con il figlio RobertoPoggiardo – Con inizio alle 19,30 Poggiardo celebra la terza Giornata nazionale dei Borghi autentici, avente per tema “Cibo e vino: orgoglio di comunità”. Il centro storico sarà animato, come da programma, con musica, percorsi, enogastronomici, show cooking, cibo di strada, visite ai beni culturali, estemporanee d’arte, laboratori, mostre, degustazioni guidate di prodotti e produttori di eccellenze salentini. Tutti i momenti artistici e storici saranno curati dagli studenti del Liceo artistico “Nino della Notte”. Anche la musica è “garantita” con il concerto del gruppo Connection Trio curato dall’associazione Oltretromba Jazz Club.

Una festa corale insomma, che comincerà con la proiezione in largo Santa Sofia del film “Campi sperimentali di Ercole Maggio”, un documentario di Cristian Manno che racconta la scoperta e il recupero dei grani antichi del Salento del Mulino Maggio. Le note itineranti di alcuni giovani musicisti, a partire dalle 20, introdurranno l’apertura di percorsi enogastronomici e show cooking con alcune leccornie nell’area di piazza Giovanni Paolo II: “pipirussi alla salamura e pimmitori scattarisciati”e “pitilla di mare”a cura del Farmer’s Sac; “patate con vin cotto e curcuma” a cura di Salento Street Food (Melissano),  “frisa gourmet” a cura di Aia di San Giorgio (di Vignacastrisi, Ortelle); “pasticcini e distillati” a cura di Manfredi Crema e Cioccolato. I vini, forniti da Cursano Bevande, saranno rigorosamente abbinati alle diverse pietanze mentre la birra è del birrificio artigianale Bad’O di Otranto.

Immancabili due capisaldi della tradizione salentina: il re pasticciotto nella versione show cooking curata da Giovanni Venneri (foto, Cafè dei Napoli di Alliste) e l’olio presentato in degustazione da Donna Olearia.

Sfiziosa anche la proposta in largo S. Sofia dove sarà possibile degustare distillati, sigari e cioccolato a cura della Tabaccheria Borgi e ascoltare, alle 21.30, la musica dei Connection – Hammond Trio (Vince Abbracciante, hammond; Antonio Macchia, tromba; Antonio Cerfeda, batteria), a cura di Oltretromba Jazz Club. Sullo sfondo i beni culturali di Poggiardo e Vaste, e fino a mezzanotte si potrà ammirare la mostra permanente del Liceo artistico “Nino della Notte” in via Principe di Piemonte e il Museo degli Affreschi Bizantini di Santa Maria degli Angeli in piazza Episcopo. La manifestazione è a cura del Comune di Poggiardo.

Casarano – Prodotti ittici senza le necessarie indicazioni sulla tracciabilità del prodotto e scattano le denunce della Guardia costiera. I militari della Capitaneria di porto di Gallipoli insieme a quelli dell’ufficio circondariale marittimo di Otranto, nel corso dei loro controlli lungo la filiera della pesca, a tutela dei consumatori, hanno controllato alcuni ristoranti della zona constatando quelle che appaiono “dimenticanze” sempre più frequenti. I tre locali controllati da ultimo sono a Casarano, Surano e Lecce. Durante le ispezioni è stata verificata sia la corrispondenza tra i documenti commerciali e le specie ittiche vendute, che la corretta indicazione delle informazioni rivolte al consumatore finale. In due esercizi commerciali è stata riscontrata la mancanza di tracciabilità di alcuni prodotti e nel terzo esercizio la commercializzazione di prodotti alimentari con la presenza di doloranti ma senza l’etichetta informativa “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”.

Le sanzioni Per tali irregolarità sono stati elevati ai rispettivi titolati tre verbali per un importo complessivo pari a 13mila euro. I sequestri hanno riguardato 16 kg di mazzancolle tropicali, 55 di code delle stesse, 2,5 di uova di pesce volante e 1,2 di tonno.

  Vignacastrisi (Ortelle) – Una serata dedicata a Carmelo Bene a 50 anni dal film “Nostra Signora dei Turchi” sabato 29 settembre. Cinquanta anni fa, era il 1968, veniva presentato alla  33^ Mostra del cinema di Venezia il film/non film di Carmelo Bene “Nostra Signora dei Turchi”. Non vinse il Leone d’oro a cui Bene e la sua compagna Lydia Mancinelli aspiravano, ma ottenne il Gran premio della giuria.  “Nostra Signora dei Turchi” era nato come romanzo due anni prima e fu portato anche a teatro prima e dopo l’uscita del film.  Fu il primo dei cinque film di Carmelo Bene, figlio della cultura dell’epoca, recensito in modo difforme dai critici. Esaltato o denigrato, “Nostra Signora dei Turchi” rimane comunque nella storia del cinema italiano.

Evento da ricordare  Sabato dunque una serata sarà dedicata a Carmelo Bene e all’uscita del film che fu girato interamente nel Salento tra Santa Cesarea Terme, Otranto, Gallipoli e la Grotta Zinzulusa di Castro. L’incontro, dal titolo “Versi Di-Vini”, organizzato con il sostegno di Spot&Go, si terrà alle  20.30  nella cornice della  “Dimora d’Arte – L’Aia di San Giorgio” di Vignacastrisi. Sarà l’attrice Marina Polla de Luca (foto), accompagnata dal musicista Roberto Gagliardi,  a proporre la lettura di alcuni brani e degli stralci tratti dal suo monologo “Voce del verbo Amare. Dedicato a…”. Si tratta di “un omaggio al primo grande amore Carmelo Bene. Una confessione, una richiesta di perdono per aver tanto amato una collana di parole in cui il soggetto scivola fuori da sé per restare fedele a se stesso come altro. Abbandono alla parola che diviene attore del suo stesso fremere. E dove c’è fremito, non c’è posto per il debito della vita, ma solo e ancora una volta per l’abbandono alla parola che culla il soggetto nell’ultima veglia stanca e rasserenata”.

Marina Polla de Luca, altoatesina, ha studiato con Aldo Trionfo, Luca Ronconi, Marisa Fabbri, Andrea Camilleri, Monica Vitti e ha lavorato a teatro, al cinema e in tv con, tra gli altri, Giorgio Strehler, Ronconi, Fabio Troiano, Anna Galliena e Stefano Dionisi. Nel 1984 ha debuttato in “Otello” con Carmelo Bene di cui è stata compagna di vita per cinque anni e sua prima attrice in alcune opere.

Dimora d’Arte: l’Aia di San Giorgio è un luogo che nasce da un’idea di Raffaele di Staso con la direzione artistica di Serena Spedicato, per ospitare gli artisti che desiderano non solo incontrare il pubblico ma anche fermarsi, respirare la calma, entrare in contatto profondo con il proprio io creativo. Si trova a Vignacastrisi in via Vecchia Ortelle. Info 0836.920451 – 329 9852006

 

 

 

Gallipoli – Giornata di navi da crociera sulla bocca di tutti a Gallipoli. Stamattina, causa mare grosso nel Canale di Otranto, ha abbandonato lasua meta (Otranto) ed ha virato verso la città sul versante jonico, quindi al riparo dai venti da nord la Silver Whisper, ancora attraccata al molo foraneo del porto commerciale, mentre i suoi passeggeri girovagano per il centro storico. Questo pomeriggio in rada è comparsa una “vecchia conoscenza”, il quattro alberi “Sea Cloud”, arrivato in porto già quattro anni fa. Oggi, non avendo trovato posto, si è dovuta accontentare di rimanere un poco fuori ma sempre alla portata degli sguardi dei curiosi e di chi invidia quei vacanzieri d’alto bordo.

La nave Sea Cloud è lunga 96 metri è fa infatti crociere di lusso. Non è potuto entrare nel porto perché la banchina era occupata dalla silver whisper. Sono scesi a terra una ventina di persone con le scialuppe. Proviene dal Montenegro, esattamente da Dubrovnik, e a differenza della Silver Whisper, la sua sosta a Gallipoli era prevista. La nave batte bandiera di Malta e domani, mare permettendo, prenderà la navigazione verso Otranto.

Anche quest’anno infatti Otranto è nei programmi di numerose imbarcazioni da crociera fino al 7 novembre prossimo. Grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale e dell’Agenzia marittima Adriatic Shipping, il programma crocieristico è stato ancora più ricco rispetto agli scorsi anni. Tra i 31 approdi previsti, c’era anche il bellissimo veliero dell’omonima compagnia di navigazione tedesca fondata nel 1978: costruito nel 1932 e ristrutturato nel 2011, Sea Cloud ha 64 cabine per un totale di 120 passeggeri.

 

Gallipoli – E’ entrata nel porto poco dopo le 7 di stamattina ed ha subito attirato le attenzioni su di sé la Silver Whisper, nave da crociera con sette ponti battente bandiera delle Bahamas. Non era previsto il suo arrivo, a quando è dato sapere. La nave infatti era diretta ad Otranto ma le pessime condizioni del mare nel Canale d’Otranto, battuto da forti venti da nord, hanno consigliato una deviazione quando era a 15 miglia da Leuca.

Alcuni dei 382 passeggeri dopo qualche ora sono scesi a terra ed hanno visitato il centro storico e parte del borgo. La nave, che dovrebbe prendere il largo non appena le condizioni meteo lo consentiranno, è lunga 186 metri, è stata varata nel 2000 e riammodernata dieci anni dopo. Conta 302 membri di equipaggio e, in un contesto di lusso e ricercatezza, mette a disposizione dei suoi ospiti che se lo possono permettere anche appartamenti da 123 metri quadrati.

La Silver Whisper proveniente dalla Grecia, proseguirà il suo viaggio sul versate occidentale del Mediterraneo.

Uggiano la Chiesa – Aveva trasformato il proprio fondo agricolo in una vera e propria discarica il 57enne di Uggiano la Chiesa denunciato dai carabinieri della Forestale di Otranto. L’uomo (G.D. le iniziali del suo nome) è ritenuto responsabile di ripetuti scarichi di rifiuti (non pericolosi) derivanti da attività di demolizione edile su di un’area pari a circa 500 metri quadrati. Il fondo in questione ricade pure in zona sottoposta a vincolo paesaggistico.

Poggiardo – “Per chi è assente peggio per lui: si riporterà i rifiuti a casa”: amareggiato ma combattivo, il Sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati, ha risposto così all’ultima domanda dell’assemblea dei 46 Comuni che smaltiscono rifiuti domestici solidi nell’impianto di Pastorizze, tra gli scarti umidi che l’impianto non  tollera. Non può essere soddisfatto Colafati, al suo secondo mandato, davanti a tante sedie vuote del salone del Palazzo della Cultura. Hanno risposto alla convocazione del commissario dell’agenzia regionale per la gestione dei rifiuti (Ager), Gianfranco Grandaliano, meno della metà dei Comuni che ogni mattina spediscono a Poggiardo il “residuo secco non riciclabile” ma anche una percentuale insostenibile e fuorilegge (si parla di quasi il 50%) di rifiuto umido, con conseguente spandimento di puzze insopportabili nelle comunità di Poggiardo, della frazione Vaste e della vicina Giuggianello.

Tra Sindaci, assessori e tecnici comunali hanno risposto, oltre ai due paesi citati, Neviano, Tuglie, Seclì, Muro Leccese, Surano, Sanarica, Cutrofiano, Nociglia, Andrano, Diso, Otranto, Minervino, Sogliano Cavour, Maglie, Ortelle, Casarano, Corigliano d’Otranto, vale a dire diciannove su 46. Anche se al padrone di casa pesano soprattutto le assenze di Nardò e Gallipoli, i più popolosi quindi i maggiori produttori di immondizie. “Come se il problema fosse solo nostro, di questa comunità”, rimarca Colafati, il quale potrebbe perdere anche la pazienza e fare il passo successivo alle due diffide inviate dal 30 agosto al 21 settembre: “Impedirò l’ingresso degli automezzi sul territorio di Poggiardo se non hanno separato l’umido dal rifiuto da conferire qui”.

Alla presenza di un dirigente della società che gestisce il biostabilizzatore, ing. Cordella che ha partecipato ai lavori, la riunione piena di problemi e piuttosto vara di soluzioni almeno al momento, un rinnovato richiamo ai Comuni affinché analizzino e stimino la produzione di rifiuto umidi su base settimanale, Su quei dati l’Ager “farà conoscere la destinazione e la tariffa”, considerando naturalmente le compostiere più vicine, che sono Ginosa, Manduria e Laterza, tutti e tre nel Tarantino ed il fatto che nel Leccese non ce n’è manco una. Piccolo precedente non proprio rassicurante circa la collaborazione degli Enti locali: alla domanda “Dove smaltite l’umido?” fatta dall’agenzia ai primi del mese, hanno risposto solo in tre. Galatina, Melpignano e Corigliano d’Otranto.

L’attacco di Neviano con replica “Visto che la Regine decide su tutto, perché non indicate voi il sito? Nardò, per esempio, ha ettari ed ettari di terreno sulla via per l’Avetrana… non scaricate le colpe sui Sindaci, come ha fatto Grandaliano in un’assemblea con i Sindaci comunisti. Diteci quanto costa, si sentono in giro tante cifre, chiediamo chiarezza, qui non si capisce niente. Se vado io col camion dei rifiuti il peso risulta di 1.300 tonnellate, se vanno da soli le tonnellate diventano 2.200 chissà perché…”: una scatenata Silvana Cafaro, Sindaco di Neviano ha regolato i conti a modo suo col commissario, reo di aver partecipato ad una riunione “che è diventata un processo al Sindaco, spalleggiato da altri sindaci comunisti”. Non senza qualche sforzo e interruzione, il commissario ha ricordato che il capitolo rifiuti è per legge in capo ai Sindaci”. “la Regione fa il suo – ha continuato – come per esempio scegliere la via di un sistema impiantistico pubblico. Abbiamo dovuuto commissariare venti Aro perché gli amministratori locali non si mettevano d’accordo (tra gli altri Maglie, Nardò, Casarano e Tricase nel marzo scorso, ndr); il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Regione su tutti i punti su cui hanno aperto vertenze i Comuni negli ultimi venti anni. La Regione ha scelto la via della condivisione col territorio per i siti: ci dicano i Comuni dove farli”. Grandaliano ha ricordato anche la soglia del 65% di raccolta differenziata (indicata già per il 2012), sotto la quale scatterà l’ecotassa dal prossimo anno.  Poi l’ammissione di un limite rimarcato dal Sindaco Colafati: “E’ vero, è mancato un ristoro importante per il territorio ospitante; la Regione vuole introdurlo insieme ad una maggiore informazione”.

Una dolente cronistoria L’ex discarica in post gestione dal 2005; gli “anni difficili” 2007-10 della gestione Sud Gas proprio per i cattivi odori; l’arrivo della Progetto Ambiente Lecce 2 nel 2010 con le prescrizioni dei servizi di controllo ambientali della Regione (Aia 2015, Rischi ambientali); il ripresentarsi degli stessi problemi odorigeni: la tormentata convivenza con questo tipo di attività era stata tracciata in apertura dal Sindaco Colafati che aveva posto anche una domanda: “Ma la Regione si è posto mai il problema del perché nessuno dei 97 Comuni vuole questi impianti?”. Per Colafati sono mancate negli anni garanzie di sostenibilità (strade, emissioni, controlli), un consistente sgravio fiscale a carico delle comunità coinvolte, un ristoro finanziario che fino al 2011 non c’era (il Tar ha poi dato ragione a Poggiardo ma i soldi non sono mai arrivati in Comune). Oltre a rinforzi del personale di Ufficio tecnico vigili urbani.

 Rifiuti marini, automezzi inadeguati, controlli Altri chiarimenti sono stati posti nelle due ore di riunione al dottor Grandaliano circa i contratti in essere che non prevedono la raccolta separata dell’umido (Sogliano Cavour); i rifiuti che il mare deposita sui tratti costieri (assessore De Donno di Otranto); la gara-ponte avviata nell’Aro di Maglie (il presidente Antonio Fitto); le carenze di vigili per controllare gli automezzi carichi anche di percolato. A riportare le lancette indietro è arrivata la domanda finale di un Sindaco: “Ma da quando dovremmo separare l’umido?”. Bruciante e la risposta quasi all’unisono di Colafati e Grandaliano: “Da subito! Non c’è più tempo: siamo fuori legge”. Tra ‘altro, incombe la verifica dell’impianto da parte dell’Aia: qualora riscontrasse problemi non imputabili ai rifiuti conferiti, potrebbe scattare anche il fermo.

 

 

Torre Mozza (Ugento) – Tragedia sfiorata ieri sera nelle acque del basso Ionio per un veliero incagliatosi tra le rocce affioranti nelle secche al largo del litorale ugentino. L’imbarcazione trasportava, in pessime condizioni igienico sanitarie, circa 65 immigrati (35 uomini, 14 donne e 16 minori). Ad intervenire sul posto il BSO 249 della seconda squadra unità navale della Guardia di Finanza di Leuca alle dipendenza della sezione operativa di Gallipoli.

Due arresti I militari hanno intercettato l’imbarcazione, bloccato e arrestato i due scafisti (di probabile nazionalità ucraina) per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due, tra l’altro, dopo aver abbandonato l’imbarcazione e l’equipaggio hanno cercato di darsi alla fuga a bordo di un tender mettendo ancor di più a rischio la salute dei migranti. L’operazione dei militari della Guardia di Finanza, atta a disincagliare il veliero in secca, è continuata fino alle prime ore di questa mattina mentre i migranti sono stati soccorsi e “scortati” verso il porto di Gallipoli dalla Capitaneria di Porto e trasferiti nel centro di accoglienza Don Tonino Bello di Otranto.

Maglie – Chiuso il tavolo di concertazione tra associazioni, terzo settore e organizzazioni sindacali, il Piano di zona dell’Ambito sociale di Maglie è pronto. L’assemblea dei Comuni  che comprende Maglie (capofila), Bagnolo, Cannole, Castrignano dei Greci, Corigliano, Cursi, Giurdignano, Melpignano, Muro, Otranto, Palmariggi, Scorrano, l’ha già adottato. A breve la conferenza dei servizi , ultimo atto prima della realizzazione del piano di aiuti e sostegni a favore delle fasce di popolazione più deboli con una serie di progetti che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e di prevenire ed eliminare gli ostacoli che potrebbero inficiarla. Dopo Gallipoli, è dunque Maglie a tagliare l’importante traguardo della pianificazione per il 2018. Si resta in attesa degli altri Ambiti, ancora alle prese con programmazione e  ripartizione dei fondi.

Linee di fondo e risorse. Le direttrici su cui si muove il Piano sono quelle che riguardano anziani, giovani e disabili e ricalcano in linea di massima il percorso degli anni scorsi.  Le risorse economiche  a disposizione ammontano a  7.261.956,38 di cui  5.054.348,04 risorse Asl; si può contare, inoltre, su 40mila euro di residui dello scorso anno. Rispetto al Piano precedente bisogna registrare, però,  delle novità che sono derivate proprio dal confronto avvenuto sui tavoli di concertazione.  «Il lavoro di preparazione del Piano di zona è stato molto intenso – dice Sonia Mariano, presidente del consorzio per l’integrazione e l’inclusione sociale dell’Ambito territoriale sociale di Maglie e sindaco del comune di Bagnolo del Salento – sono stati numerosi i tavoli di concertazione per recepire le esigenze del territorio che nel Piano sono diventati servizi come quelli per il Pis (Pronto intervento sociale) per superare situazioni di emergenza abitativa (30mila euro), oppure l’attenzione alle nuove dipendenze che interessano i ragazzi e gli adolescenti per cui il collegamento con le scuole è fondamentale».

Le novità Si tratta, infatti, di interventi nuovi rispetto al passato. I servizi di Pronto intervento sociale costituiscono una risorsa temporanea per fornire sostegno a famiglie o persone singole in caso di sfratto già eseguito, di alloggio privo di servizi igienici o in presenza di ordinanza sindacale di rilascio dell’alloggio. «Oltre al pagamento dell’affitto – aggiunge Anna Maria De Carolis, responsabile del Piano di zona – è prevista, per 33 utenti, anche la fornitura  di pasti caldi mediante convenzioni con mense sociali presenti sul territorio  per un massimo di 30 giorni»

Le attuali dipendenze degli adolescenti  Si chiamano Internet e social network le nuove dipendenze che interessano un numero sempre crescente di ragazzi. Lo sanno bene le agenzie educative, (famiglie e scuola) che spesso si trovano in difficoltà e non sanno come intervenire. Ne prende atto il Piano di zona che prevede un piccolo intervento (10mila euro) per contrastare queste nuove dipendenze patologiche.  Il progetto che “ mira a informare, formare e approfondire il fenomeno” sarà realizzato all’interno degli istituti scolastici dell’Ambito attraverso la metodologia del “fare insieme”.

Percorsi di inclusione socio-lavorativa  per sostenere il reddito di cittadini che versano in condizioni disagiate. Si tratta di un progetto di “cittadinanza attiva” rivolto a immigrati presenti sul territorio dell’Ambito.  Gli utenti riceveranno una card acquisti nella rete di supermercati e farmacie che aderiranno all’iniziativa, in cambio di un’attività volontaria di attività sociale. Anche qua si tratta di un progetto da 10mila euro. La medesima cifra sarà impiegata per migliorare il benessere di persone con problematiche psico-fisiche di moderata entità. Previsti laboratori esperienziali e ricreativo-socializzanti per sostenere anche un possibile processo di inclusione nel mondo del lavoro (nella foto accanto Sonia Mariano).

Arrivano otto assistenti e quattro impiegati «Bisogna fare il conto con le risorse economiche disponibili – conclude Sonia Mariano -. Se ce ne fossero di più, le impiegheremmo per gli anziani non autosufficienti e per la disabilità giovanile. Per fortuna possiamo contare su nuove risorse umane, finora tutto è gravato sulle spalle della dirigente  De Carolis. In arrivo otto assistenti sociali e quattro amministrativi  con un contratto a tempo determinato fino alle fine del prossimo anno».

 

Ugento – Numeri che si riconfermano a livelli alti con un lieve calo, quasi fisiologico: così si può raccontare, al momento, la stagione turistica ormai agli sgoccioli, vista attraverso le esperienze degli operatori di Ugento, che i dati ufficiali di arrivi e presenze incoronano come regina dell’estate. Probabilmente per il tipo di turismo, non tanto giovanile (come quello di Gallipoli che poi ha risentito della chiusura del Parco Gondar e di strutture simili) ma familiare.

Ugento al primo posto fra le località salentine Osservando il trend degli ultimi tre anni fotografato attraverso il report dell’Osservatorio turistico regionale, Ugento è davanti a Gallipoli e Otranto. Fra il 2015 e il 2017, la città ha registrato infatti una crescita sia del turismo italiano che di quello straniero, nei due indicatori degli arrivi e delle presenze (numeri dei giorni trascorsi dai villeggianti sul territorio): in particolare, si è passati dai 103.403 arrivi (totali fra italiani e stranieri) del 2015 ai 107.617 del 2016, fino ai 114.428 del 2017; mentre per le presenze il 2015 ne ha registrate 800.580, passate a 830.869 nel 2016 e cresciute ancora nel 2017, quando sono arrivate a 865.507. Si parla di dati ufficiali, riscontrati, comunicati dalle strutture ricettive; altra cosa sono le stime ed i flussi tanto reali quanto non quantificabili.

Chi c’era ha speso di più In zona, la flessione più importante – che resta comunque contenuta – si è registrata a inizio stagione: soprattutto a giugno, con cali fra il 5 e il 20%; e a luglio, con un meno 10%. Per agosto, invece, il quadro è immutato rispetto allo scorso anno, quando non addirittura in crescita. Discordanti i dati di settembre: se alcune strutture hanno recuperato, per altre il fine estate è risultato amaro. Andando per settori e per fasce di vacanzieri a Ugento e marine, è necessario osservare com’è cambiato il target di chi sceglie di trascorrere qui le vacanze: “La fascia alta, quella che sceglie residence e villaggi, ha continuato a prenotare perché ha trovato i servizi che cerca. Sappiamo, però, che altrove il calo si è sentito di più, soprattutto nella fascia bassa, quella che opta per le case vacanze”, fanno sapere dal residence La Giulita, a Torre Mozza. Ospiti di fascia medio-alta quindi, come confermano anche dal ristorante Morfeo, a Torre San Giovanni: “Dopo il leggero calo di giugno – afferma il proprietario, Luca Scarcia – a luglio gli incassi sono stati uguali rispetto alla passata stagione: qualche cliente in meno, ma quelli che c’erano hanno speso di più”.

Meno vacanze fai da te, meno giovani Il turismo qui sembra premiare la qualità. Ne sono convinti i gestori dell’agriturismo Torre Casciani e Giovanni Cavalera del bar-ristorante Baxter, entrambi a Torre San Giovanni. Per Cavalera, la stagione è stata buona, perfino in crescita, ma ammette: “A livello generale, parlando anche con altri operatori, il calo c’è stato, anzi, sarebbe più corretto parlare di un cambio di tendenza: meno turismo giovanile, cosa che si è ripercossa sui bar, con una riduzione nel consumo degli alcolici. Riguardo il mio locale, però, siamo riusciti a lavorare bene puntando sulla cucina e diversificando l’offerta con il sushi bar, che è l’unico in zona”. Anche da Torre Casciani arriva una simile analisi: “Perché gli agriturismi fidelizzano i clienti, lavorano sulla qualità e il km 0 e questo ci ha favoriti”.

Dopo il boom del 2017, si torna alla normalità Nessuna stagione compromessa, semmai una estate 2018 di ritorno alla buona “normalità” precedente: “Il meno 5-10% di cui si parla – afferma Alessandro Pierri, presidente dell’associazione commercianti di Torre San Giovanni, oltre che gestore dell’agenzia immobiliare Verso Sud – dipende anche dal confronto con lo scorso anno, quando c’è stato un boom di presenze che, se ha portato indubbiamente vantaggi economici, ha anche influito in negativo sulla vivibilità e i servizi: Torre San Giovanni non è pronta ad affrontare flussi come quelli del 2017. Quest’anno, con qualche presenza in meno, la qualità della vacanza è aumentata”. Sulla stessa lunghezza d’onda Mirko Congedi, proprietario dell’omonimo frantoio a Ugento, ma anche del b&b Dimora Terranostra  sempre a Ugento e di alcuni appartamenti a Torre San Giovanni: “L’annata 2017 è stata il top, una sorta di anomalia in positivo. Forse anche per questo, nel confronto con la passata stagione, quest’anno qualcuno parla di un calo”.

Note dolenti: “pubblicità negativa” e infrastrutture ko. Ma non si pensi che la situazione sia tutta rose e fiori. “Anche se la nostra struttura ha lavorato bene – aggiungono i gestori di Torre Casciani – il quadro generale è tutt’altro che rassicurante. Il problema principale è che oggi la pubblicità negativa sul Salento è stata fatta a 360°, associando il territorio alla Xylella, all’Ilva e a Cerano, oltre che a un turismo giovanile (quello di Gallipoli) per così dire ‘sfrenato’. E poi c’è il problema del mancato investimento nelle infrastrutture e nei trasporti, con molti voli che da Brindisi sono stati dirottati su Bari, per non parlare del fatto che i turisti che arrivano in aeroporto sono abbandonati a sé stessi. Le strutture che puntano sulla qualità hanno resistito meglio, ma il calo è stato sentito. Anche perchè negli ultimi anni si è puntato ad avere quanti più clienti possibili nell’immediato, senza porsi però il problema di come farli tornare. Vediamo tante strutture che alzano i prezzi mantenendo una qualità dei servizi bassissima”.

La concorrenza dell’Est Europa è un altro elemento da considerare. Lo sostiene Maria Rita Chirivì, del b&b Messapia a Ugento: “Il fenomeno Salento si sta sgonfiando, perché i prezzi sono troppo alti e i servizi scadenti: con lo stesso budget, la gente preferisce andare in Albania o in Grecia, dove l’offerta è migliore. Per noi la stagione non è stata bellissima, abbiamo avuto un leggero calo a luglio, mentre settembre è stato terribile: lo scorso anno abbiamo lavorato fino al 20, quest’anno invece abbiamo 15 giorni del tutto vuoti”.

Cresce il turismo estero Seppur si tratti di una fetta ancora esigua rispetto ai villeggianti italiani, in arrivo un po’ da tutte le regioni e da Napoli, viene avvertito in crescita il turismo da Paesi esterni all’Italia. Secondo Mirko Congedi, “gli stranieri sono in aumento, ma non arrivano in alta stagione, piuttosto a maggio e ottobre. Quest’anno abbiamo avuto molti inglesi e francesi”. Dal ristorante Morfeo fanno sapere di aver avuto “molti clienti francesi e belgi, concentrati nella settimana successiva ai Mondiali di calcio”. I serbatoi dei villeggianti stranieri sono ovviamente i famosi villaggi ugentini, aperti e quasi al completo da aprile ad ottobre; una realtà consolidata ed a sé stante.

Otranto Tricase – Il Parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase torna in tv e sul canale principale della Rai. Lo comunica lo stesso ente invitando all’appuntamento per domani 16 settembre su Rai Uno.

La trasmissione si chiama Linea Verde Estate e va in onda intorno alle 12; si tratta di un ritorno per la verità, essendo il parco naturale stato già sugli schermi televisivi qualche tempo fa.

Con la collaborazione e le proposte del biologo dell’Ente Parco, Francesco Minonne (foto), “la scaletta si presenta come una planata sul lembo estremo di Salento. Stacchi di ripresa – informano gli amministratori del parco – si susseguono come archi narrativi uniti dalla natura incontrastata dell’area protetta”.

Il conduttore di Linea Verde Estate, Federico Quaranta, condurrà gli spettatori domenicali lungo i pascoli otrantini, i percorsi a cavallo sino alla cava di Bauxite, che rimane un punto di richiamo per la sua conformazione cromatica. Infine la promozione del territorio con le proposte dell’Ente Parco, sempre con un occhio particolare alle attività sostenibili in aree di particolare fragilità e bellezza come Porto Badisco, con il conduttore Quaranta che, tenendo assieme sport ed evocazione storica di omerica memoria, approderà da una canoa.

Immancabile infine uno spazio suggestivo a Santa Maria di Leuca, la “finestra sul Mediterraneo” come l’ha chiamata Papa Francesco durante la sua visita sulla tomba di don Tonino Bello ad Alessano.

Gallipoli – La Xylella sottospecie Pauca parla ormai tedesco (un focolaio, eradicato), spagnolo (Alicante, Isole Baleari, in una serra in Andalusia), francese (Corsica e Costa azzurra da epidemia), oltre che salentino e pugliese: lo si evince dalla relazione svolta a Roma in questi giorni davanti alla Commissione Agricoltura della Camera dei deputati da uno dei protagonisti della ricerca, il Cnr di Bari e il dottor Pierfederico La Notte, tra risposte incoraggianti, altre deprimenti e opposizioni polemiche ormai da accantonare.

Un albero malato in due anni crea un cimitero intorno a sé L’inedita partita – con un batterio che, inserito in un nuovo contesto rispetto a quello di provenienza, ha costretto i ricercatori a cominciare da zero – si sta giocando su più tavoli: per cercare di limitare l’azione del principale insetto vettore si è arrivati a pensare di inficiarne persino l’attività sessuale, per dire che si sta lavorando a 360 gradi per trovare la coesistenza utile ed economicamente sostenibile tra batterio e ulivi, ma anche mandorli e ciliegi. Senza tralasciare uno degli elementi fonte di recriminazioni e scontri, il fattore tempo essenziale soprattutto nella zona cuscinetto: “Un alberto infetto che rimane al suo posto per due anni genera una diffusione della malattia disastrosa”, ha raccontato La Notte.

Il quadro più aggiornato del flagello che ha colpito la zona del Gallipolino cinque anni fa per poi diventare un problema italiano ed europeo, è stato presentato mercoledì scorso a Montecitorio, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla Xylella. Il ricercatore dell’Istituto  per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari, ha ricevuto alla fine i complimenti per contenuti, completezza e pacatezza. L’Istituto da cui proviene è il coordinatore di numerosi progetti di ricerca di atto, a cominciare dai due a carattere internazionale, Horizon 2020 e X Factor con 29 partner, multidisciplinare e con studiosi sparsi per il mondo, da Taiwan al Brasile ed agli Stati uniti. Ha insomma la bussola in mano, dovendo interfacciarsi anche con l’Osservatorio fitosanitario regionale e nazionale e con gli organismi europei come quello sulla sicurezza alimentare (Efsa). Lo sguardo del ricercatore ha infatti spaziato sui diversi piani, con passaggi inediti o poco noti: in Italia si è giunti alla convinzione che il batterio non era più eradicabile e che quindi si doveva cambiare strategia passando al contenimento nel 2015; in Corsica e alle Baleari la “non eradicabilità” della Xylella è stata dichiarata nel dicembre scorso.

Colpiti 22mila km quadrati in Europa Accertata la provenienza dal Costa Rica (Centro America), questa specie di batterio ha finora colpito 22mila km quadrati di territorio europeo (lo 0,5%), La strategia del tamponamento si è basata su quattro pilastri stabiliti a livello mondiale: controllo vivai, monitoraggio, inoculo, insetto vettore. Ma ricercatori e studiosi hanno dovuto fare i conti con numerosi elementi diversi da zona a zona: ad esempio, qui nel Salento la gamma delle piante ospiti è salita a 31 specie; in America i vettori sono del tutto diversi da quelli individuati in Italia (l’anno scorso ne sono stati intercettati altri due anche se il principale resta la Sputacchina); cambiano da caso a caso anche le metodologie d’intervento.

Per la Sputacchina, di conseguenza, si è giunti a definire il raggio d’azione (cento metri circa), a pensare a piante-trappola, ad erbe repellenti, fino ai messaggi vibrazionali che l’insetto emette a scopo riproduttivo. “Le linee di studio sono proprio tante – ha sottolineato il dottor La Notte – e adesso nutriamo forti speranze sulle resistenze genetiche di alcune specie”. Sulle 15 esaminate due si sono rivelate, com’è noto, resistenti al batterio, il Leccino (la terza varietà più diffusa nel Salento) e la F17 Favolosa. “Questo punto di arrivo – ha continuato il ricercatore – ha portato a rimuovere il divieto di reimpianto nella zona infetta ed ora lì si può ripartire”. la novità sta nel fatto che il Leccino può essere usato come argine naturale alla diffusione del contagio: riceve il batterio, lo ospita ma non lo trasmette.

Si apre uno spiraglio anche per i Monumentali .L’esperto ha fato riferimento ad un caso segnalato da Giovanni Melcarne, agronomo e produtture di un olio Dop di Gagliano del Capo: “Questa Ogliarola di 80 anni colpita da Xylella, per metà risulta innestata, circa 50 anni fa con Leccino. La parte innestata è quella a sinistra, l’apparato fogliare di Ogliarola a destra. Questa pianta è la più bella evidenza empirica, mai trovata fino ad ora, e fa diventare sempre più reale la possibilità di salvare i nostri Monumentali”, ha affermato Melcarne su Facebook (foto in alto; a sinistra il convegno su Xylella alla Fiera del Levante). Ma la ricerca riguarda anche i semenzali selvatici, l’inoculazione in serra, il sovrainnesto su piante infette e tanto screening: su 12 ettari privati nel Sud Salento sono state innestate 440 varietà italiane ed europee nell’aprile 2016; con gli altri fondi della Regione in arrivo l’esperimento  continuerà “e forse potremo restituire le chiome agli alberi secolari”.

Altro capitolo: le medicine Un versante su cui “i risultati non sono stati finora incoraggianti” è quello della ricerca dei medicinali adatti, di qualcosa che applicato alle piante le faccia guarire. Qualcosa di importante, soprattutto per i vivai di barbatelle della vite della zona di Otranto, si è registrato ancora una volta quando sono state scoperte e testate alcune varietà inattaccabili dalla Xylella e che hanno procurato l’annullamento del divieto per la loro movimentazione. Qualcos’altro di importante si potrebbe ottenere se ci fossero controlli adeguati sui materiali vegetali in ingresso un Europa: “Solo che il Cile ha due punti d’ingresso, l’Unione europea ben 42: questo sistema lascia molto a desiderare”. E preoccupare, anche per il futuro.

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