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Otranto – Rifiuti speciali e pericolosi anche in uno dei siti naturalistici più importanti del Salento, e non solo. A scoprirli è stata la Guardia Costiera che a Otranto, in località “Grotta Monaca”, hanno posto sotto sequestro un’area estesa circa 1500 mq. I militari Nucleo operativo di Polizia ambientale della direzione marittima di Bari hanno accerato lo smaltimento illegale di circa di circa 1200 metri cubi di rifiuti urbani e speciali, anche pericolosi quali materiale da demolizione, scarti edili di lavorazione, plastiche e imballaggi vari. L’area pubblica sulla quale è stato accertato il reato risulta particolarmente importante dal punto di vista faunistico in quanto vi dimorano specie di volatili protette dalla cosiddetta “Direttiva uccelli”. Il sito della  “Grotta Monaca” custodisce, infatti, al suo interno una delle più grandi colonie di pipistrelli del Salento.

Otranto – Pomeriggio movimentato quello di ieri al campo sportivo di Otranto. La gara di calcio tra i locali ed il Corato, nel campionato di Eccellenza, è stata caratterizzata dall’esplosione di alcuni grossi petardi indirizzati verso il settore occupato dai circa 50 tifosi ospiti (su circa 350  spettatori in totale). I poliziotti in servizio nell’impianto non sono riusciti ad individuare i responsabili dei primi due botti, per fortuna senza conseguenze, mentre la terza deflagrazione – intorno alle 16.50 –  è stata opera di due soggetti, poi arrestati, “usciti poco prima dal settore della tifoseria locale”, come scritto dalla Questura di Lecce nel comunicato stampa diffuso. Il 45enne Gianni Rocco Massafra ed il 38enne Massimiliano Elia sono stati subito inseguiti e bloccati dal personale in servizio. Per i due stati disposti gli arresti domiciliari. Lo scoppio del petardo ha coinvolto un poliziotto operante del settore ospiti il quale ha riportato un “forte stress uditivo” giudicato guaribile con tre giorni di prognosi dai sanitari del Pronto soccorso di Scorrano. In merito all’accaduto si registra  l’intervento ufficiale della società idruntina che, sul proprio profilo facebook, tramite il  presidente Giovanni Mazzeo, precisa che i due arrestati non sono tifosi otrantini ma “due persone totalmente estranee ad Otranto ed alla società”.

Giuseppe Coppola

Gallipoli – Cosa unisce Puglia e Lombardia sul piano del turismo? Di sicuro il fatto di essere complementari e non in competizione. Partendo da questa constatazione, le due Regioni con i rispettivi assessorati allo Sviluppo economico, hanno stretto così un accordo che unisce la Valtellina e i grandi laghi lombardi alla Puglia e al Salento di Lecce, Gallipoli, Otranto, Ugento e Leuca.

A breve la firma dell’accordo con obiettivi comuni. Lo schema di collaborazione per l’attuazione di iniziative congiunte per incrementare l’attrattività turistica è già stato deliberato al Pirellone lo scorso 20 dicembre e sarà firmato a breve dalle due Istituzioni. L’intesa prevede tra l’altro un investimento di 200mila euro; fissa diversi ambiti di intervento che vanno dalla formazione e qualificazione del personale e la formazione scolastica; definisce gli standard delle strutture e dei servizi offerti alla comunicazione. “Sono convinto che mettere insieme le competenze e le risorse di Puglia e Lombardia per integrare l’offerta turistica rappresenti per il nostro territorio una grande opportunità”, è il primo commento di Giuseppe Coppola, presidente della sezione Turismo della Confindustria provinciale. “Le due regioni presentano nei fatti componenti che da anni si intrecciano; basti pensare che dopo Bari, Milano potrebbe essere considerata la seconda città della Puglia per numero di pugliesi che ospita, in ragione dei flussi migratori e che la Lombardia rappresenta il 16% dell’incoming turistico della nostra regione. Lavorare in simbiosi  – sottolinea Coppola – permetterà dunque non solo di abbracciare un target ampio di turisti ma anche di valorizzare alcuni settori nei quali ancora qui abbiamo tanto da investire. Il tutto partendo anche da risorse comuni. Penso alla nuova legge sull’enoturismo ad esempio, che dà maggiore autonomia agli operatori del settore e che oggi consente di programmare dei percorsi che prevedano la scoperta dei rispettivi comparti enologici, in vari periodi dell’anno, che si concludano con la scoperta del mare, dei borghi, dell’arte e della montagna”.

Buone prassi, meno burocrazia i vantaggi da importare. Dal patto Puglia e Salento posso trarre beneficio soprattutto in termini di acquisizione “delle buone prassi attivate dalla Lombardia, che rappresentano l’eccellenza, e possono facilitare e accelerare i percorsi dei nostri operatori”, come dichiarato dall’assessore pugliese allo sviluppo economico, Loredana Capone. Le lungaggini della burocrazia sono infatti una delle principali lamentele degli operatori salentini. D’altra parte il Salento da sempre ospita numerosi turisti lombardi: “Lavorare insieme permetterà di ottenere il doppio dei risultati raggiungendo un target più ampio allo stesso costo e con un’offerta variegata – ha commentato l’assessore lombardo Mauro Parolini”. Tra gli obiettivi anche quello di monitoraggio dei flussi e l’individuazione dei punti di forza e debolezza dei due territori. “Nel Salento ad esempio – continua Parolini – avete la fortuna di avere delle strade comodissime che collegano le principali località ma c’è tanto da lavorare su altri fronti“.

Otranto – Dopo il cenone di San Silvestro gli amanti della vela si sono radunati ad Otranto ieri mattina, in occasione della manifestazione denominata “La prima regata dell’anno”. L’appuntamento inaugurale del 2018 organizzato da “Più Vela per Tutti” e composto dalle associazioni “Il Gabbiere” e “SalentoinVela”, si è svolto con l’obiettivo di dare il benvenuto all’anno nuovo nel segno della vela e della passione per il mare. Le imbarcazioni sono partite alle 11.15 dal porto di Otranto nell’ambito di un percorso di circa tre miglia. I velisti hanno costeggiato la Torre del Serpe, Punta Facì e la Baia delle Orte, sino ad arrivare al faro di Capo d’Otranto.

Al termine della nona edizione della gara non competitiva, l’organizzazione e i partecipanti hanno ricevuto i saluti del Delegato allo Sport Stefano Panareo (foto). “La partenza è stata molto scenografica ed è stata caratterizzata dallo sparo del cannone – spiega Donato Sansò, presidente de “Il Gabbiere” -. Abbiamo beneficiato della partecipazione attiva del Comune di Otranto e siamo soddisfatti di aver inaugurato rinnovando ancora una volta questa bella iniziativa. All’andata gli equipaggi sono stati condizionati dalle raffiche di vento e dalle onde, ma al ritorno è uscito il sole rendendo la regata più gradevole. Intanto – conclude Sansò di Lecce – ci prepariamo ad ospitare ad Otranto la sesta giornata del campionato invernale “Più Vela per Tutti”, che si svolgerà domenica 7 gennaio in collaborazione con Assonautica provinciale di Lecce”.

 

Gallipoli – Risorsa ambientale ma anche emergenza turistica.  La posidonia oceanica la cui presenza nei nostri fondali rappresenta un segnale evidente della qualità e della limpidezza del mare diventa soprattutto in estate un problema da risolvere sul piano turistico a causa delle sue foglie secche che si depositano lungo la costa sulle spiagge. Cna Balneatori Puglia ha appuntato tra le sue priorità la soluzione a questa problematica. “Da indicatore di qualità – commenta Fabrizio Santorsola (foto), vicepresidente regionale intervenuto in un recente convegno a Gallipoli – le praterie di posidonia che rappresentano peraltro la nursery del mare, diventano un fastidio a causa di norme spesso troppo restrittive”.  La Regione Puglia qualche anno fa ha infatti approvato un disciplinare per la “corretta gestione della posidonia spiaggiata“ che in gran parte viene utilizzata per favorire la ricostruzione del piede dunale  eroso dal mare e dell’arenile.

Utilizzi non sufficienti a smaltirla tanto che l’associazione dei Balneatori, con il vicepresidente regionale Fabrizio Santorsola, ha stilato un accordo con Arpa Puglia per aggiungere una ulteriore possibilità di utilizzo delle foglie creando una sinergia con i Comuni e le aziende interessate al riutilizzo di questa sostanza organica. “A breve – continua Santorsola – dovrebbero dunque essere autorizzati dei siti di stoccaggio, in terreni di proprietà comunale, dove con autorizzazione specifica della Regione si potranno accumulare anche ingenti quantitativi di posidonia per poterla poi conferire,  una volta assolti gli utilizzi imposti,  ad aziende che la utilizzino in maniera innovativa”.

Non solo ricchezza marina,  questa pianta presenta grandi potenzialità anche in agricoltura, nell’industria del fotovoltaico e come additivo nel cemento che costituisce i frangiflutti. Potrebbe essere usata per farne pannelli fonoassorbenti e termo isolanti o come materiale di combustione da utilizzare in termovalorizzatori una volta trasformato in mattoncini tipo “lego“. Alcune aziende salentine hanno già intrapreso sperimentazioni in tal senso. In particolare nel porto di Otranto la Cetma di Brindisi ha avviato il progetto Eco smart Breakwater per realizzare con i resti della posidonia spiaggiata calcestruzzo ecosostenibile per opere a difesa dell’erosione costiera e portuale.

 

Gallipoli – La presentazione del fine anno e di Capodanno – questa mattina in Comune – si è aperta con uno scambio di battute tra alcuni giovani e giovanissimi e l’assessore regionale all’industria turistica e culturale, Loredana Capone, quest’ultima piacevolmente sorpresa nel vedere queste presenze che fanno ben sperare nel futuro di una tradizione popolare piuttosto viva in città. L’arte creativa con la cartapesta (rodata in anni e anni di carri carnevaleschi) e i riti tradizionali hanno tenuto banco nella conferenza stampa con il Sindaco Stefano Minerva e l’assessore Emanuele Piccinno; il Sindaco di Melpignano in rappresentanza della fondazione “Notte della Taranta” Ivan Stomeo, il presidente dei Cantieri di Capodanno Giuseppe Chetta.

Insieme ad un altro tema: un calendario di eventi concordato e coordinato tra Lecce, Otranto e Gallipoli per sviluppare un’attrattività maggiore, tale da convincere che, oltre l’estate, c’è altro cui partecipare e da vivere, secondo quel programma regionale chiamato non a caso “InPuglia365”, una regione buona per tutti i giorni di un anno. “Lavoriamo per avere Gallipoli aperta tutto l’anno – ha ribadito Minerva – ed anche per rinsaldare tradizioni e arte che altrimenti andrebbero perdute”. Il protocollo d’intesa stilato da Comune e associazione dei Pupi ha un respiro di cinque anni, togliendo di mezzo fibrillazioni, ritardi e recuperi in extremis come accaduto talvolta. “Dopo la ‘prima’ dell’anno corso – è infatti tempo di disegnare un percorso ben oltre questa edizione – ha affermato l’assessore Capone – mantenendo il coordinamento con le altre località maggiormente di richiamo che la Puglia intera può vantare”

Minerva e Piccinno hanno ringraziato gli uffici comunale che hanno lavorato sodo per definire tutto quanto: “Sì, ci sono state le solite difficoltà per costruire un dialogo, tra problemi finanziari (abbiamo il Consiglio comunale il 23 novembre), burocrati e gli imprevisti che a Gallipoli sono all’ordine del giorno – ha sottolineato il Sindaco – oltre alle interconnessioni con le altre realtà e con la fondazione”. Il calendario alla fine (manifesti in arrivo) è questo: il 31 dicembre tutto dedicato allo sparo dei Pupi nei diversi rioni (l’associazione riunisce 12 gruppi), come vuole una vecchia consuetudine. L’1 gran concerto con l’Orchestra della Notte della Taranta e lo sparo di un solo Pupo.

Le creazioni di fine 2017 sono state esposte su di un tratto di corso Roma ieri e fino a questa mattina quanto le condizioni meteo hanno consigliato di metterle al riparo. I rioni sono però pronti, fatti gli ultimi ritocchi, a partecipare “ad una gara che rivitalizza la città e la rende consapevole delle proprie ricchezze”, come ha detto l’assessore regionale, per il quale l’obietto di “generare lavoro nei segmenti di cultura e turismo” è percorribile e va perseguito fino in fondo, essendo quelli settori strategici.

 

 

Otranto – “Otranto on ice” sarà in funzione fino al 7 gennaio prossimo. La pista di ghiaccio, con luci, giochi per i bambini, stand natalizi, gastronomici e di artigianato locale è a cura della Pro loco, in piazzale dell’Umanità migrante. Ma sono molti gli appuntamenti che Otranto offre per queste festività, come è ormai tradizione. la Natività nel borgo è visitabile fino al giorno della Befana. A cura dell’associazione Art’Etica e della Pro loco: si tratta di una caratteristica natività allestita nel giardinetto antico del centro storico sito nel vicolo Lopez. Sarà aperta invece fino al 14 gennaio prossimo “L’Arte che fa concorrenza alla realtà”, una mostra innovativa a cura dell’artista iperrealista e anamorfista Tina Marzo, che realizza una serie di disegni distorti a mano libera ottenendo una simpatica e straordinaria illusione ottica che inganna la mente. Si potrà visitare fino al 4 marzo la esposizione a cura di Biagio delle Donne sull’iconografia bizantina a Torre Matta.

Ci sono attrazioni anche fuori dal paese. Fino al 7 gennaio ecco “La magia del mare e del presepe di Porto Badisco”, evento a cura della Pro loco di Porto Badisco. Altra mostra fino al 4 marzo di Fate Velaj, fotografo, pittore, scrittore, uomo politico e diplomatico. Le sue fotografie, esposte per la prima volta ad Otranto, “sono il riflesso di una vita in continuo movimento tra differenti linguaggi espressivi, differenti geografie fisiche ed umane”.

Grande l’attesa intanto per il concerto di Goran Bregovic di venerdì 29 dicembre. E’ la chiusura d’anno col botto, infine, nell’ambito del “Ghironda Winter Festival” che anima l’Alba dei Popoli, sul Lungomare degli Eroi, col musicista di Sarajevo che porterà i ritmi esplosivi della musica balcanica con una grande festa in musica. Il 30 Irene Grandi in concerto a Largo Porta Terra dalle 21. Una vera e propria festa musicale con dj, animazione, divertentismo il tutto in una location d’eccezione per la Notte di San Silvestro. Performance di vario genere, animazione, musica live, dj set, gadgets e tanto divertimento, per uno spettacolo unico nel suo genere e con il pensiero rivolto sempre ad Est ed al Mediterraneo di oggi. A cura del Centro di Educazione Ambientale “Terre di Enea”, è inserito nella lista dei Capodanni più romantici d’Italia.

L’1 gennaio è anche la data della VII edizione della prima Regata dell’Anno. Le imbarcazioni del Campionato Invernale “Più Vela Per Tutti” saluteranno il 2016, in anteprima nazionale, con una veleggiata-regata che partirà dal Porto di Otranto e raggiungerà una boa posizionata a est del Faro di Capo d’Otranto. Dall’1 al 7 cineforum per ragazzi (ingresso gratuito) nella Sala triangolare del Castello aragonese. Capodanno con un concerto ovviamente trova posto nel nutrito programma idruntino. “Concerto per la pace” a cura della Pro loco alle ore 19.30 presso l’Auditorium Porta d’Oriente in via A. Sforza con l’. Orchestra d’archi del Laboratorio di Musica da Camera e Adriana Damato (soprano) del Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Ingresso libero.

“Inseguendo la Befana” è l’evento del 6 gennaio a cura dell’associazione Faera: percorso di orienteering nel borgo antico con sorpresa finale. Appuntamento in centro storico per le 11

OtrantoCutrofiano – Raggiri e truffe on-line sempre all’ordine del giorno. Di quest’oggi è la denuncia da parte dei carabinieri di Otranto nei confronti di due cosentini (di 22 e 54 anni) per aver truffato un 18enne di Otranto al quale era stata prospettata, attraverso un sito internet, la vendita di una scheda madre per un cellulare I-Phone 7plus a 200 euro. Sempre uguale la tecnica utilizzata dai truffatori i quali, dopo essere riusciti, mediante artifizi e raggiri, a far versare la somma pattuita su una carta postepay, non hanno mai consegnato il prodotto. “Truffa in concorso” è il reato contestato anche a due campani in seguito alla denuncia sporta da 46enne di Cutrofiano. In questo caso dietro versamento di ben 1.342 euro, il malcapitato ha atteso invano la consegna di un motore per un’autovettura Volvo. Il contatto tra l’aspirante acquirente e i presunti venditori (in due, entrambi di 44 anni, residenti rispettivamente a Casalnuovo di Napoli e Scafati) è avvenuto sempre attraverso un sito internet.

Casarano – La condanna si aggrava e gli arresti domiciliari si allungano. Quest’oggi, nel giorno della Vigilia di Natale, i carabinieri hanno bussato alla porta del 45enne di Casarano Luigi Bevilacqua, già ai domiciliari per altre causa, per un nuovo provvedimento di arresto relativo, questa volta, ad una condanna maturata per una serie di furti in abitazioni e per il reato di truffa, reati commessi tra Otranto, Maglie, Cutrofiano e Casarano tra il marzo 2010 ed il settembre 2015. L’uomo dovrà scontare ai domiciliari due anni, nove mesi e 17 giorni di reclusione, con una multa di 700 euro da pagare. La precedente condanna è relativa ad una truffa congegnata dal 45enne insieme alla moglie nell’ambito del settore del commercio del bestiame: i due erano riusciti ad escogitare un sistema con il quale raggirare ignari acquirenti che, per evitare ipotetici controlli da parte dei Nas, finivano per pagare somme considerevoli ai truffatori di Casarano.

Otranto – Lascia l’agriturismo senza pagare il conto e si porta via pure un televisore. Protagonista un 23enne di Soleto (S.Z. le sue iniziali) che dopo aver soggiornato per un mese e mezzo con la propria famiglia nella struttura ricettiva “Torre Pinta” di Otranto (per la precisione dal 10 ottobre al 26 novembre scorsi), è andato via senza pagare il prezzo pattuito per il soggiorno e per giunta impossessandosi di un televisore dal valore di circa 300 euro in dotazione all’appartamento preso in locazione. In seguito alla denuncia dei titolari della struttura, i carabinieri della Stazione di Otranto hanno rintracciato e denunciato il giovane per il reato di appropriazione indebita.

Gallipoli – Nell’immaginario collettivo è la città che ha subito il colpo più duro dal declino tumultuoso del Tac, il settore che sfornava camicie, pantaloni, scarpe e simili. Che ci fa allora in testa ai “fornitori” di denaro liquido all’Amministrazione autonoma ei Monopoli di Stato? I casaranesi hanno sborsato – anche gli inconsapevoli, essendo noto il limite delle medie percentuali – nel 2016 ben 1.275,8 euro a testa. Certo, si dirà, si sono divertiti giocando alle video lotterie e alle slot nei 151 punti disseminati in città. Ma il dato resta, e resiste almeno nel Centro-Sud Salento. Corroborato da un altro numerino: le giocate sono aumentate rispetto all’anno precedente del 10,9% per un totale di 25 milioni 740mila euro. Messo il tutto in rapporto alla popolazione (20mila abitanti circa) ed al reddito pro capite (13.770 euro) se ne deduce che i virtuosi non abitano a Casarano. Sono in buona compagnia, però.

Quel brivido a cui non si sa rinunciare fa molti proseliti. Calano diversi indici eppure Maglie incalza da presso con 1.168,8 euro a testa di giocate; l’anno prima erano stati 1338,5 (-13,1). Ci sono meno macchinette in giro (ne restano comunque 121: più di 8,4 per mille abitanti), eppure il gruzzolo versato ammonta ancora a 16 milioni 770mila euro. Tra i poco virtuosi anche i neretini con 987,6 euro pro capite con un incremento dell’8,3 ed una raccolta di 31 milioni 120mila euro tra slot e lotterie on line. Le “occasioni” per puntare sono distribuite in 259 postazioni. Segue Tricase con un totale simile a quello di Maglie (16 milioni 820mila euro) che fanno un “dividendo” di 954,4 euro a cranio per un incremento di 9,4% presso i 141 apparecchi a disposizione. Accondiscendenti alle tentazioni da arricchimento rapido anche a Poggiardo: 846,2 euro a testa, 13,8 in più e un totale di 5 milioni 130mila euro. Un particolare: per ogni mille abitanti ci sono 11,4 macchine. Jonio e Adriatico uniti nelle puntate: Porto Cesareo (696 euro a testa) e Otranto (695 circa), il primo con un balzo del 20,2% di giocate, stazionario l’altro; insieme oltre 8 milioni.
Prendono – ma giusto un po’ – le distanze dai peccatori incalliti i gallipolini. Il loro “obolo” ai Monopoli è di appena 10 milioni 530mila euro, in gran parte provenienti dalle slot (un vero e proprio exploit); pro capite fanno 509 euro (erano 454,6). I nuovi giocatori attirati da 112 punti sono stati quasi 12 per ogni cento abitanti di Gallipoli. In una Puglia, va detto, he ha sborsato per giocate oltre 6 miliardi nell’anno in questione, un nuovo record, e con Lecce e provincia subito dopo Bari, con un miliardo e 200milioni circa.

Incrementi a due cifre e consistenti. Il montante esercito degli appassionati – troppo, in numerosi casi, fino a sfociare nella ludopatia – oltre alle realtà già citate, si trovano a Taurisano (41,6%, tutti appesi alla manopola delle slot machine) portando la quota da 205 euro a 293 pro capite; Cutrofiano (+30,1, con 123 apparecchi pari a 14 quasi per ogni mille abitanti ed un incremento del 75% in un anno); Scorrano (+23,3); Castrignano del Capo (+22) e Ugento (+20,5).

Ma ci sono anche i segni meno. Con qualche sorpresa rispetto a qualche anno fa. A Racale gli incassatori statali devono registrare una debacle o quasi. Dai 1.085,5 euro del 2015 si è scesi fino a 460,5 euro. Le giocate complessive sono crollate del 57,7, pur mettendo insieme 5 milioni 40mila euro e con un aumento degli apparecchi a portata di mano (+9,4). Parabola discendente anche nella vicina Alliste, da 931,9 a 615,3 a residente. Il numero di giocate ha segnato un -34,1. Restando in area “Tram” (dall’acronimo dei quattro Comuni quasi confinanti), i cittadini di Taviano “versano” 3 milioni 870mila euro (319,8 a testa) e consegnano un +14,9% di incremento di giocate). A Melissano le giocate salgono dell’11,2, vi è un +51,9 del numero di slot per un conto pro capite di 334,3 euro.
Aradeo segnala 3 milioni 390mila euro messi insieme, per un’aliquota individuale di 359,7 euro, quasi stabile con un aumento delle postazioni da gioco. Galatone invece ha ben undici slot per ogni migliaio di abitanti per un totale di 171 (+128%) e 4 milioni 250mila euro.

I parsimoniosi resistono: qualche caso. La virtù della parsimonia abita in terra messapica. Alezio e gli aletini sono tra coloro che si contengono: mettono “in discussione” una parte piccola dei propri averi, cioè 872.500 euro nell’anno appena trascorso, sia pure con un +11,8 di giocate; a testa fanno 153 euro o poco più. Parabita è a 210 euro ed un +9% di giocate per un ammontare di 1 milione 920mila euro. Matino però, attaccato al paese precedente, è a 324 euro pro capite con un aumento del 15,4 ed un raddoppio dei totem (ora sono 68) per una conto finale di 3 milioni 720mila euro. Sannicola non molla più di 164 euro (erano 138,5) e 970.160 totali; i giocatori sono cresciuti del 18,9. Di questa area del Gallipolino esce un po’ dal coro Tuglie: pro capite i tugliesi pagano a questo “vizio” 371,6 euro (ma erano 389); la somma fa 1 milione 940mila ma. A parziale consolazione c’è un altro dato: le giocate sono scese del 5,2% come il numero delle postazioni (-7,7). C’è speranza.

Uggiano la Chiesa – Viaggia dall’Emilia al Salento l’ennesimo raggiro informatico. A scoprire il responsabile della truffa sono stati, questa volta, i carabinieri di  in seguito ad una denuncia di un cittadino di Uggiano la Chiesa. Questi, dopo aver versato 190 euro sulla carta Postepay indicata da un presunto venditore su di un noto sito di vendite on line, ha atteso invano il trincia erba (usato) che credeva di aver acquistato. Da qui la denuncia ai carabinieri le cui indagini, seguendo le tracce lasciate dalle operazioni della carta di credito, hanno portato alla denuncia di un 41enne residente a Reggio Emilia e nato a San Candiano (paese della stessa provincia). “Truffa in concorso” è il reato contestato perchè gli artifici e i raggiri posti in essere per farsi accreditare la somma sono stati condotti con l’ausilio di altre persone al momento non ancora identificate.

Otranto – Carabinieri della Forestale in azione quest’oggi nell’agro di Otranto. Tre persone sono state denunciate per lo stoccaggio abusivo di rifiuti inerti. Conci di tufo e pietra calcarea, calcinacci, laterizi e blocchi in calcestruzzo, oltre ad una modica quantità di terre e rocce derivanti dallo scavo per dei lavori in corso di esecuzione, erano stati abbandonati occupando un’area di circa 200 metri cubi. La zona in questione non è stata sequestrata in quanto i tre responsabili si sono detti pronti ad adempiere alle prescrizioni impartite dalla Polizia giudiziaria circa la bonifica.

Alezio – Una sola governance; una regia interistituzionale; un quadro di riferimento unico: come che la si voglia chiamare, l’attività di orientamento dei ragazzi, soprattutto dalle Medie alle Superiori, ha bisogno di una svolta; vanno mandati in archivio la richiesta e l’avvio di corsi e indirizzi senza o con pochi legami con la realtà, senza o con scarsa attinenza alle inclinazioni degli studenti ed alle richieste del territorio. Il seminario promosso dall’Istituto superiore “Giannelli” di Parabita, con sedi a Gallipoli, Alezio, Casarano, con la sala dell’auditorium di Alezio piena di docenti, allievi, amministratori locali (Gallipoli, Alezio, Parabita), ha marcato questo ineludibile passaggio in un contesto in cui alle complessità storiche, se ne sono aggiunte altre e, per certi versi, inedite.

Fare rete, strumento culturale imbattibile. “Si è voluto riunire dirigenti, docenti, genitori, stakeholders e osservatori (tra cui il direttore di Piazzasalento, ndr) per contribuire efficacemente ad indirizzare i giovani verso percorsi formativi più idonei per il loro progetto di vita e di lavoro – commenta il dirigente del “Giannelli”, Cosimo Preite – risulta ormai indispensabile avere strumenti per la ricognizione delle inclinazioni e dei talenti affinché si possa adempiere a pieno all’azione formativa”. Obiettivo ampiamente condiviso, non solo in ambito scolastico (“formare i formatori all’orientamento”, è stato anche richiesto), ma anche istituzionale (Provincia e soprattutto Regione). Lavorare insieme su questo delicato snodo l’altro tema comune. Sul “Fare rete” ha insistito lo stesso prof. Preite, vedendo in essa “uno straordinario strumento di formazione culturale” per offrire a chi si prepara alla vita “orizzonti di opportunità, non irreali obiettivi”. Pur tra forti resistenze e difficoltà: “Coltiviamo il rapporto con le famiglie affinchè possano condividere analisi e sintesi. Di tentativi se ne sono fatti tanti, per lo più non riusciti, ma dobbiamo portarlo a sistema”, ha insistito il dirigente, davanti a suoi colleghi e docenti di altri Istituti della provincia, da Poggiardo e Otranto a Tricase, da Alessano ad Acquarica-Presicce, da Casarano a Lecce.

Disorientamento generale, pure la Scuola ne è contagiata: progetti per i soldi, non uno scopo. Di un passaggio da reinterpretare ha parlato il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Enzo Nicolì: “Lasciamo da parte piagnistei e assistenzialismo, mettiamo in campo intelligenze e capacità e domandiamoci che cosa va avviato, che cosa si può veramente fare, recuperando anche lo storico ritardo sul versante dell’imprenditoria”, tema strettamente collegato al primo. Disorientamenti esistenziali come condizione diffusa di questi tempi, i cui riflessi non possono non interessare anche la scuola “la quale si deve orientare prima di orientare altri”: il docente universitario Salvatore Colazzo, direttore del Ciid di Unisalento, non ha certo risparmiato l’uditorio. Citando un recente studio, ha rilevato tra l’altro “come di fronte fasce sociali più deboli e disarmate, i consigli dei docenti siano al ribasso”, superficiali, senza molto interesse verso le vere capacità del diretto interessato, azioni autoreferenti e autolegittimanti”, mentre “lo sforzo da fare è verso una cultura della ricerca e della valutazione”.

Regione: Visione d’insieme, rapporti più stretti con l’imprenditoria. Anche da docente qual è, l’assessore regionale Sebastiano Leo ha invocato una “obbligatoria visione comune, una più attenta  attenzione al territorio” ed ha criticato “la corsa ai finanziamenti (da parte degli Istituto scolastici) a discapito della qualità dei progetti: “Non bisogna lavorare per i progetti, occorre capire prima i bisogni reali, fare un patto con le imprese per avvicinarle alla scuola”. La Regione ha qualche merito: la dispersione scolastica è calata in dieci anni dal 26,9% al 16 (ma il Friuli è all’8 e l’Unione Europa al 10%); è in arrivo il progetto “A scuola senza zaini”; si lavora per incentivare l’apprendistato (su politiche dello sviluppo e di fondamenti pedagogici ha centrato l’intervento l’esperto Ettore Bambi). “Ma il dimensionamento scolastico deve essere più agganciato alla realtà”, ha ribadito.

Caccia agli indirizzi nuovi: ma servono? sono quelle le priorità? Regione però in tanti guardano – e giustamente – come il soggetto in grado di assicurare quella “governance” di cui si diceva. Il richiamo è stato evidente nei pensieri espressi dalla dirigente scolastica regionale, Anna Cammalleri: “Ci manca quel tanto per fare un bel passo in avanti. la Puglia, è seconda solo alla Toscana per innovazione nella gestione amministrativa; viene solo dopo la Lombardia per politiche sulla legalità. Ma, in quanto a priorità come le alleanze – ha rimarcato – colgo altrove esempi di governance, con la Regione e ed il sistema economico nel suo complesso a guardare insieme all’oggi e al domani”. Riferita al turbato contesto storico, ha concluso: “In questo tempo dobbiamo saper  usare il sestante e le stelle, le onde e il radar”.

I progetti “New Gener@ction” e “Tutti alla meta”. Nel seminario c’è stato spazio anche per due progetti condotti a conclusione. Il primo ha riguardato il bullismo in tutte le sue forme e – illustrato dalla professoressa Serena Strafella di Copertino – il percorso fatto non solo per trovare un efficace logo (gara vinta dai ragazzi del “Giannelli”, ma soprattutto sul miglioramento dei rapporti con i genitori; sulla rottura del “muro del silenzio” e sulla replicabilità del “New Gener@ction”, il modello messo in piedi dagli Istituti “Don Tonino Bello” di Tricase, “Moccia” di Nardò, Iiss di Otranto e Poggiardo, il “Presta Columella” di Lecce, il “Salvemini di Alessano. “Tutti alla meta” l’altro progetto con l’interessante coinvolgimento degli Istituti comprensivi di Acquarica-Presicce e del Polo 3 di Casarano, contro le discriminazioni di genere e la dispersione. “Dobbiamo recuperare il concetto filosofico che la scuola è un luogo di emancipazione – ha sottolineato il prof. Demetrio Ria di Unisalento,che ha rilevato come i due progetti non siano molto distanti tra loro. In questa “scuola in rete, in rete d’intenti”.

Maglie – Domani 6 dicembre alle 11 corso di formazione per aspiranti assaggiatori di oli e di oli d’oliva vergini. L’iniziativa di presentazione si terrà presso l’aula magna dell’Iiss “Egidio Lanoce”. L’incontro sarà condotto dal giornalista Marco Renna, con il dirigente del “Lanoce”, prof. Giovanni Casarano, il presidente di Apol Benedetto Accogli, il presidente di Cia Lecce, Giulio Sparascio, e il presidente di Italia Nostra sezione Sud Salento, Marcello Seclì. L’introduzione sarà affidata a Giuseppe Mauro Ferro, agronomo e accademico dei Georgofili.

Interverranno inoltre il presidente della Banca popolare pugliese, Vito Primiceri; il direttore del DiSTeBa dell’Università del Salento, prof. Luigi De Bellis; il dirigente dell’I.I.S.S. “Presta-Columella” di Lecce, prof. Salvatore Fasano; il presidente dell’Ordine degli agronomi e forestali della provincia di Lecce, Rosario Centonze; il presidente del Gal “Terra d’Arneo”, Cosimo Durante, oltre che rappresentanti dei Comuni di Nardò e Otranto.

Il corso si svolgerà dal 7 al 16 dicembre ed è destinato agli alunni delle classi quinte dell’Istituto tecnico e professionale agrario e ad alunni dell’Istituto tecnico per le biotecnologie ambientali e sanitarie e avrà una durata di 35 ore.

Le lezioni saranno tenute da esperti del settore: il capo panel, Paolo Saracino, Mario Rizzo, Francesco Trono, Antonio De Donno, Fernando De Giorgio, Giuseppe Mauro Ferro. Tutor del corso sarà il prof. Salvatore Tanieli. Al termine del corso sarà rilasciato un Diploma di partecipazione e, a seguito di superamento delle prove, l’Attestato di idoneità fisiologica all’assaggio.

OTRANTO -Un vero e proprio laboratorio per la coltivazione della marijuana è stato scoperto a Otranto dai carabinieri della locale Stazione. In seguito ad un controllo finalizzato al contrasto della produzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti, in casa del 23enne di Scorrano Giorgio è stata ritrovata una gran quantità di marijuana, tra nove steli con foglie e infiorescenze in via di essicazione, per un peso complessivo di un chilo e mezzo, e altri 215 grammi già essiccati. Il livello di “professionalità” raggiunto dal giovane è confermato dalla camera di coltivazione, completa di impalcatura, per la coltivazione “indoor” delle piante oltre alle più varie attrezzature, dalle lampade con i pannelli rifrangenti, a tubi flessibili con ventole elettriche per l’aerazione forzata, umidificatori, filtro anti-odori, ventilatori, temporizzatori e terriccio. Tutto il materiale e la droga sono stati sequestrati e dopo le formalità di prassi, il giovane è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la sua abitazione di residenza a Scorrano.

Maglie – La Prefettura di Bari sta valutando in queste ore se commissariare tutti gli appalti della “Ercav srl”, una new company nata da un ramo d’azienda della “Lombardi Ecologia” operante nel settore dei rifiuti. Da ieri la società di Triggiano (Bari) è stata colpita da interdittiva antimafia ieri, 29 novembre.

L’ombra pesante dei clan di Bari e Bitonto sulla ditta. E non solo. Troppi i legami con i Lombardi, anche dopo il fallimento della loro impresa. Pesanti i contatti con clan baresi e bitontini di prima grandezza che rispondono ai nomi di Savino e Tommaso Parisi, Gaetano Cassano e gli Zonno, con la presenza tra i 320 dipendenti di pregiudicati o persone vicine a questi gruppi. In 15 pagine la Prefettura richiama i carichi pendenti della famiglia Lombardi, i risultati della Direzione investigativa antimafia e l’inchiesta in corso della Procura di Milano, con un capitolo che richiama le indagini condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce che portano dritte all’imprenditore Gianluigi Rosafio e all’ergastolano Giuseppe Scarlino di Taurisano, con in ballo una tangente da un milione – che sarebbe stata pagata per metà – per vincere una grossa gara d’appalto. Una inchiesta giudiziaria ancora aperta.

In attesa delle decisioni della Prefettura di Bari anche 22 Comuni salentini. Ma adesso ad essere in fibrillazione sono i tanti Comuni che hanno assegnato ad “Ercav” il servizio di gestione delle immondizie. Non solo nel Barese ma anche nel Salento: l’Aro 7 è tra questi. Maglie ne è capofila; ne fanno inoltre parte Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa. Si tratta di 22 paesi per un totale di 93.956 abitanti. Tutti in attesa, amministratori comunali e cittadini, della decisione prefettizia. Ciò che si teme è una eventuale interruzione del servizio per qualche problema che potrebbe insorgere in questi passaggi di mano e di carte. Senza trascurare più che probabili ricorsi giudiziari. Ma balza anche agli occhi quanto siano veritieri i continui richiamai dei magistrati impegnati in attività antimafia, a Lecce (Dda) come a Roma (Dna) sulle persistenti minacce di infiltrazioni criminali negli appalti e nella pubblica amministrazione in genere.

Il premio nazionale vinto un anno fa. E c’è anche chi va col pensiero ad appena un anno fa quando l’Aro 7, unica in Puglia, aveva vinto un premio nazionale bandito da Anci (Comuni d’Italia) e Conai (consorzio nazionale imballaggi) per i progetti a sostegno della creazione di una sempre più forte educazione e cultura ambientali imperniata sulla raccolta differenziata degli scarti domestici, del riciclo e del riuso di materiali da imballaggio.

Persi dieci mesi per un caso analogo a Gallipoli. Da questo tipo di preoccupazioni comunque ci sono passati anche altri Comuni. Gallipoli, con Taviano, Racale, Alliste e Melissano, ha visto allungarsi di quasi dieci mesi l’assegnazione del servizio per l’interdittiva antimafia che aveva colpito nel dicembre 2016 la “Camassa ambiente” spa, altra azienda barese ritenuta inquinata ma vincitrice con Gial PLast di Taviano dell’appalto, A seguito di quel provvedimento e dopo aver consultato l’Anac (l’organismo nazionale anti corruzione), l’azienda tavianese ha visto cambiato il proprio partner e proprio in questi giorni il nuovo servizio, atteso dal 2013 – può finalmente partire.

MURO LECCESE – È un 22enne di Catania l’uomo che, fingendosi pure carabiniere, è riuscito a spacciare un paio di banconote false da 100 euro, riscuotendo il resto. La prima denuncia è stata della titolare di una lavanderia di Muro Leccese, dove giovedì 23 novembre il giovane è riuscito a piazzare la prima “cento” pagando in anticipo il lavaggio della divisa che una fantomatica moglie avrebbe poi dovuto far recapitare. Il giorno dopo, un’altra banconota falsa dello stesso valore è stata “spesa” in un minimarket di Scorrano, ai danni di un’altra commerciante donna. Altri due tentativi, a Palmariggi e a Otranto, sono andati a vuoto sabato 25. Messi insieme gli indizi e le modalità operative, i carabinieri delle Stazioni di Muro Leccese e di Scorrano hanno deferito, in stato di libertà, il 22enne G.L., nato ad Adrano, in provincia di Catania, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di spendita di banconote contraffatte e truffa. A lui hanno portato la comparazione delle impronte digitali lasciate sulle stesse banconote nonché le immagini di videosorveglianza ed alcune fotografie.

OTRANTO. Una discarica lungo il litorale adriatico è stata scoperta e sequestrata a Otranto. Rifiuti di ogni tipo deturpavano un’area da circa 600 metri quadrati in località “Baia dei Turchi”. In azione i militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale della direzione marittima di Bari della Guardia Costiera nel corso di un ordinario pattugliamento. Nella discarica non autorizzata sono stati trovati secchi con vernici, apparecchiature elettriche ed elettroniche, coibentazioni interne di frigoriferi ed elettrodomestici  oltre ad un manufatto pericolante, con dentro ombrelloni in disuso, ed un pozzo aperto quanto mai pericoloso per la pubblica incolumità. L’area in questione era stata pure sbancata per consentire un più agile passaggio degli automezzi utilizzati per lo scarico del materiale. Il proprietario del terreno è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per aver violato le norme previste dal Codice dell’Ambiente.

OTRANTO. Per un mese, da domani fino al 3 dicembre, la cattedrale di Otranto sarà chiusa ai fedeli  e ai visitatori per lavori che sono diventati improcrastinabili. Urgenti alcuni interventi di miglioria statica delle navate laterali, già da mesi transennate, e una disinfestazione della struttura lignea delle capriate e delle travi. La presenza di tarli e di funghi, infatti, senza un immediato intervento, renderebbe il legno spugnoso e  più fragile, privo di consistenza.  Per il momento le celebrazioni liturgiche si svolgeranno nella cripta con ingresso da via Basilica.

Per un mese, quindi, i turisti che continuano ad arrivare a Otranto, complice un autunno che riprende luce e colori dell’estate, dovranno “accontentarsi” di ammirare la facciata e la cripta della cattedrale. Devono rimandare la visione del pavimento musivo, di “quell’albero della vita” che ha fatto discutere studiosi di tutto il mondo, e, alzando in alto gli occhi, del soffitto della navata centrale, bellissimo con i cassettoni in legno dorato su fondi bianco e nero. Fu l’arcivescovo Francesco Maria De Aste che nel 1693 fece ricoprire la navata centrale e il presbiterio con l’attuale soffitto a cassonetti in stile moresco, fece abbattere l’iconostasi e costruì l’arco trionfale.

La cattedrale, dedicata alla Vergine Annunziata, fu costruita  dal 1080 al 1088, su insediamenti messapico, romano e paleocristiano e romanici. Fu dichiarata Monumento nazionale nel 1870 ed elevata a Basilica minore il 12 luglio 1945.

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C’era una volta un orco, ovviamente mostruoso come vuole l’antica tradizione romana. Compariva invariabilmente – sarà stato un maleficio – non appena qualcuno accennava...