Home Nardò Sant'Isidoro
Notizie da Sant'Isidoro, frazione di Nardò

Nardò – Impianto di compostaggio. Anzi no, solo di smaltimento plastica. Nel già infuocato dibattito cittadino interviene anche l’ex sindaco di Nardò, l’avvocato Marcello Risi con una rivelazione non proprio di poco conto.

Riassunto delle puntate precedenti su di un tema delicato La Regione Puglia annuncia nei giorni scorsi la costruzione, a breve, di un impianto di compostaggio a Soleto o a Nardò. Da entrambe le comunità partono preoccupazioni e richieste di chiarimenti. A Nardò protesta l’opposizione, consiliare e non. Alcuni pezzi del centrosinistra locale invitano alla mobilitazione contro l’ipotesi dell’impianto neretino. Il sindaco Giuseppe Mellone contrattacca e assicura: a Nardò non nascerà alcun impianto di compostaggio, la sede scelta dalla Regione è Soleto; due giorni fa annuncia di aver querelato i cinque consiglieri di minoranza e il segretario del Pd neretino per “procurato allarme”. Un impianto per accogliere rifiuti però Nardò lo avrà comunque ed è lo stesso sindaco a rivelarlo: «A Nardò – scrive su Facebook – si tratterà la plastica puntando sull’economia circolare».

“Solo plastica? Ma il Comune aveva chiesto anche l’altro” In campo scende oggi l’ex sindaco Marcello Risi che, carte alla mano, va all’attacco di Comune e Regione. «La devastante coppia sindaco Mellone e governatore Emiliano – attacca Risi – ha deciso: Nardò avrà sul suo territorio un nuovo impianto di trattamento di rifiuti. Secondo le notizie più aggiornate, sarà un centro per selezione e trattamento della plastica al servizio di almeno tre province e sorgerà a Pendinello (nei pressi di Sant’Isidoro, a circa quattro chilometri dalla località marina). Premesso che gli impianti sono necessari, che se i rifiuti si producono poi vanno smaltiti e trattati (e preferibilmente riciclati) e che i ritardi della Regione nel settore sono il risultato di decenni di politiche assolutamente inadeguate, restano grandi punti interrogativi. Perché prima di realizzare nuovi impianti nella nostra città – domanda Risi – non si bonifica definitivamente la discarica di Castellino (foto sopra), a due passi dal centro abitato, fra Nardò e Galatone?». E’ più o meno la stessa richiesta avanzato dal consigliere regionale Cristian Casili, anch’egli rampognato dal Sindaco. Per Risi l’Amministrazione comunale “non in grado di farsi ascoltare e subalterna al potere regionale” mentre quella regionale è “rapida sulla realizzazione del nuovo impianto (già funzionante nel 2020), ma si nasconde dietro infinite improbabili analisi e irritanti rinvii quando si chiede conto di Castellino”. Il colpo è in coda: «Il sindaco Mellone – sottolinea Risi – si era candidato per ospitare a Pendinello un impianto di compostaggio (trattamento rifiuti umidi), ma in Regione la domanda del Comune di Nardò (arrivata per prima) è scivolata all’ultimo posto della graduatoria (il sesto). L’impianto sorgerà così a Soleto (nonostante Mellone)».

“E’ la Regione che non ha voluto, non il Sindaco”. E spunta u n altro disco rosso L’interesse per il compostaggio, smentito dal Sindaco Mellone nella polemica di questi giorni, viene ripreso e rilanciato in rete dal consigliere Lorenzo Siciliano, il quale pubblica i documenti regionali. «Il mega impianto per lo smaltimento della frazione organica – scrive Siciliano – non verrà realizzato a Nardò non perché il Sindaco o qualche suo sodale ha evitato che ciò avvenisse. Tutt’altro. Il Comune di Nardò è stato il primo Comune in Puglia a presentare una candidatura per accogliere questo tipo di impianto attraverso una manifestazione d’interesse del 25 gennaio 2018. È stata la Regione Puglia a non ritenere idoneo il sito del Comune di Nardò per diverse ragioni, tra cui l’incompletezza della documentazione inviata, tanto da relegare l’ente all’ultimo posto con il minor punteggio. Di più. Con quella manifestazione d’interesse, Mellone ha disatteso una delibera di Consiglio comunale, la n. 25 del 2006, che al punto 2 del deliberato “manifestava con fermezza l’indisponibilità della Città di Nardò alla realizzazione di ulteriori impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti nel Comune di Nardò.”».

Nelle ultime ore si è espresso infine anche l’ambientalista Massimo Vaglio, due anni fa sostenitore dell’attuale primo cittadino ma col tempo allontanatosi da quest’ultimo proprio per le forti divergenze in materia ambientale. «A proposito dell’impianto di trattamento plastica che tante polemiche sta suscitando in città – scrive Vaglio – ritengo che il luogo prescelto (“Pendinello”, ndr) sia ideale per insediare una ennesima attività non di certo salubre, essendo lo stesso già gravemente contaminato dalle diossine generate dalla ex discarica cittadina di rifiuti solidi urbani indifferenziati, dove per decenni gli stessi sono stati smaltiti tramite combustione. Quindi – conclude Vaglio con amarezza – meglio sporcare sullo sporco, se proprio lo si deve fare, che sporcare altri luoghi puliti!».

Nardò – Dopo gli attacchi rivolti al sindaco Mellone da consiglieri regionali e comunali sull’impianto di trattamenti dei rifiuti, non poteva mancare la replica del diretto interessato. Tutto è nato quando la Regione Puglia annuncia la realizzazione di un impianto di compostaggio a Nardò (in località “Pendinello” a Sant’Isidoro) o a Soleto. Da qui dubbi e perplessità, manifestate tra gli altri dai neretini Cristian Casili (consigliere regionale M5S), Giovanni Siciliano (ex consigliere provinciale di centrosinistra) e Lorenzo Siciliano (figlio di Giovanni e consigliere comunale Pd). Nel mirino finiscono così il governatore Emiliano e il sindaco Giuseppe Mellone, accusati di voler trasformare la marina di Sant’Isidoro da località turistica a sede di conferimento rifiuti e di non aver ancora agito per la messa in sicurezza della discarica di Castellino.

Replica al vetriolo alle critiche di Casili e Siciliano Il primo cittadino smentisce la nascita dell’impianto a Nardò e ribadisce che la sede scelta per il compostaggio è Soleto. «Leggo – aggiunge poi il primo cittadino, togliendosi evidentemente qualche sassolino dalla scarpa risalente alle ultime elezioni politiche – rilievi e appunti al sottoscritto sulla prospettiva di un impianto a Nardò da parte del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili. Rilievi che, pur se ben confezionati, appaiono simili a discussioni da bar. Proprio sull’ambiente, non solo non abbiamo mai avuto un sostegno tangibile dal nostro rappresentante in Regione, ma continuiamo a subire un inutile ronzio, al quale, fino ad oggi, non ho mai risposto. Ma ora i 5 Stelle, con la Lega, governano l’Italia e io posso far finta di dimenticare le sciocchezze inaudite dette da Casili per contestare i rapporti di collaborazione tra la Lega, il mio movimento e la mia maggioranza, ma non posso chiudere gli occhi su un fatto importante: oggi il Ministro dell’Ambiente è del Movimento 5 Stelle. Le politiche ambientali e dei rifiuti, quindi, dipendono da scelte del movimento di cui fa parte il consigliere regionale Casili».

“Da domani il riciclo della plastica” Se a Nardò il compostaggio non si farà, lo stesso non si può dire per il trattamento della plastica: «A Nardò da domani ricicleremo la plastica – aggiunge il sindaco – con occasioni di sviluppo per una filiera a economia circolare. Inoltre portando l’umido a Soleto, abbattiamo i costi di trasporto. Tutto a vantaggio dei cittadini». Mellone riserva poi una replica anche a Giovanni Siciliano, che aveva invitato alla mobilitazione popolare contro l’eventuale impianto di compostaggio: «Non mi stupisce vedere che Casili – prosegue il primo cittadino – sia appaiato a vecchi politici della “generazione Castellino”, come Giovanni Siciliano, padre di altri mille disastri e calamità politiche per la Nardò degli ultimi venti anni, protagonista del peggiore Pd nostrano del quale, forse, è esponente».

La controreplica di Casili «Mi spiace aver precisato al Sindaco e al suo compagno Emiliano – ribatte subito il consigliere regionale pentastellato – di mettere in sicurezza quanto prima e una volta per tutte la discarica di Castellino: tanti tanti annunci e ancora pochi fatti. Mellone la prossima volta si scelga Compagni migliori di Emiliano che si è dimostrato il peggior governatore di sempre».

Nardò Bene Comune: “Benefici e bonifiche? Mai visti da queste parti”  «Un impianto nella bella marina di Sant’Isidoro – scrive il movimento politico presieduto da Antonio Manieri – che dovrebbe portare “benefici” alla comunità: ovviamente non in termini di salute e di bene comune, ma solo di riduzione tariffaria. Una storia, quella dei benefici mai goduti, terribilmente simile a quella che portò alla nascita del vero eco-mostro di Nardò e cioè la discarica di Castellino mai bonificata, simile alla bugia dello scarico zero a Torre Inserraglio, simile all’ormai sfumata bufala degli idrovolanti che avrebbero dovuto portare da Santa Caterina a Corfù. La promessa di un taglio in bolletta in cambio di un impianto “a casa nostra”, insomma, ha l’odore acre del fumo negli occhi. Una cosa del genere, prima di dare l’ok e ratificare accordi con la Regione, richiederebbe incontri pubblici con la cittadinanza per spiegare bene la questione e ascoltare il punto di vista di cittadini e portatori di interesse. Non stiamo mica decidendo di fare una rotatoria! »

Mellone denuncia tutta l’opposizione. Il Pd chiama i giornalisti Finita qui? Certo che no. Ieri 14 giugno i cinque consiglieri comunali di opposizione (Siciliano, Piccione, My, Marinaci e Falangone) chiedono la convocazione della Commissione Ambiente per parlare, si legge nell’oggetto, “della probabile realizzazione di un impianto di compostaggio in località Pendinello” e stamattina il segretario cittadino del Pd, l’avvocato Salvatore Falconieri, ha annunciato per domenica 17 giugno una raccolta firme a Sant’Isidoro contro l’impianto di compostaggio. Due episodi che hanno nuovamente fatto infuriare il sindaco Mellone. Poche ore fa il primo cittadino è tornato sull’argomento annunciando stavolta di voler querelare per procurato allarme tutta l’opposizione consiliare neretina. «Ho proceduto quest’oggi – ha dichiarato Mellone – a sporgere denuncia querela nei confronti dei cinque consiglieri di opposizione e del segretario del Pd locale. Stanno da ore parlando di un impianto di compostaggio a Nardò e preparano conferenze stampa, sit-in e richieste di commissione sul nulla! Ancora una volta un atto utile solo a scatenare odio sociale e paura, montando polemiche su un impianto (peraltro ecologico e assolutamente necessario) che non si farà a Nardò. L’impianto di compostaggio si farà a Soleto. Lo sanno anche i bambini. Ho provveduto a denunciare il procurato allarme da parte di questi soggetti». Nel frattempo il Pd neretino conferma per le 19.30 di oggi una conferenza stampa nella sede del circolo in piazza Pio XI.

Nardò – Si terrà oggi la discussione in Regione sui tre impianti di compostaggio di prossima realizzazione in Puglia: uno nel Foggiano, uno tra Brindisi e Taranto e un altro tra Nardò e Soleto nel Salento. Quest’ultimo scatena il dibattito nel territorio, con esponenti politici che di vario orientamento ,a che chiedono una riflessione maggiore sul tema delicato. Prendono così posizione  i consiglieri regionali Sergio Blasi (Pd) e Cristian Casili (M5S), l’ex consigliere provinciale di centrosinistra Giovanni Siciliano e il consigliere comunale Lorenzo Siciliano (Pd).
Blasi: “Positivo che la gestione sia pubblica ma sbagliato farlo a Nardò”. «Sono tre – spiega Blasi – le considerazioni da fare. La prima, positiva, riguarda la gestione pubblica degli impianti. Da tempo, infatti, sostengo il passaggio a una gestione interamente pubblica del ciclo dei rifiuti tutte le sue fasi, dalla raccolta allo smaltimento. E devo dire che questa decisione va esattamente in questa direzione, l’unica possibile per preservare il settore dal rischio di infiltrazioni criminali. La seconda considerazione riguarda la tecnica di compostaggio. Da quanto emerge, lo smaltimento non avverrà per mezzo di un processo aerobico bensì di “digestione anaerobica”. Questo è da evitare». Il riferimento dell’esponente del Pd è alla differenza tra due modalità opposte di “sbarazzarsi” dei rifiuti urbani: il sistema aerobico (all’aria) e il sistema anaerobico (in assenza d’aria). L’aerobico demolisce la sostanza organica in modo “naturale”, senza produrre gas combustibili. Anzi, se con l’aerobico si utilizzano sostanze organiche selezionate, magari provenienti da raccolta differenziata spinta, sfalci e potature verdi, si può ricavare ottimo fertilizzante per impieghi agricoli e florovivaistici. L’anaerobico invece produce gas e percolato liquido inquinante. Il rifiuto esausto viene poi “stabilizzato” in presenza d’aria e, seppur definito “compost”, potrebbe in realtà avere composizione chimica e perciò qualità inferiore al “vero” compost aerobico. Addirittura il sistema anaerobico potrebbe generare altro rifiuto da conferire sempre in discarica. Quest’ultima sembra essere l’ipotesi seguita per l’impianto di Nardò (o di Soleto), che preoccupa Blasi. «Credo che Soleto – prosegue l’ex sindaco di Melpignano – sia più idoneo a ospitare questo genere di impianto, in primis perché Nardò ha già pagato in termini ambientali con la discarica di Castellino e poi perché l’impianto dovrebbe nascere nella splendida marina di Sant’Isidoro, che merita di essere valorizzata con interventi migliorativi anziché con lo smaltimento della frazione umida. Per altro, Sant’Isidoro risulterebbe poco sensata anche dal punto di vista logistico. Soleto, trovandosi al centro del Salento, sarebbe più facilmente raggiungibile dai camion provenienti da ogni parte della provincia, con beneficio per tutti, addetti ai lavori e cittadini. Mi attiverò – promette infine Blasi – affinché anche queste criticità vengano superate, nella convinzione che questi tre impianti di compostaggio pubblici possono rappresentare l’inizio di un nuovo modo di concepire e gestire il ciclo regionale dei rifiuti».
Le reazioni neretine: Giovanni Siciliano, Lorenzo Siciliano e Cristian Casili. Un no all’eventuale impianto a Sant’Isidoro arriva da due ferrei sostenitori di Blasi: l’ex consigliere provinciale di centrosinistra Giovanni Siciliano e il figlio Lorenzo, consigliere comunale del Pd. «No all’impianto di compostaggio a Nardò in località “Pendinello” – scrive Giovanni Siciliano su Facebook – a mille metri dalla marina di Sant’Isidoro. Chiedo ai neretini di manifestare il proprio dissenso, se necessario anche attraverso pubbliche manifestazioni». «Nonostante si tratti di un impianto a intera gestione pubblica, dunque rappresentativo di un punto di svolta in un panorama desolante come quello del ciclo dei rifiuti in Puglia – scrive invece Lorenzo Siciliano – i dubbi sono diversi e degni di approfondimento. Innanzitutto perché, da quanto emerge, lo smaltimento avverrà per mezzo di un processo anaerobico; altro punto nodale è la portata di questo impianto, che sarà di circa 55mila tonnellate. Nardò, in tal modo, si candiderebbe a ospitare il rifiuto umido (o plastico, secondo alcune notizie emerse) della metà dei Comuni della Provincia di Lecce. Ritengo inoltre assolutamente inidoneo il sito individuato per la realizzazione dell’impianto di compostaggio. Chiederò la convocazione urgente – conclude il giovane consigliere comunale – della Commissione Ambiente, alla quale invitare il commissario dell’Ager Gianfranco Grandaliano e il Sindaco Mellone. Su questa questione la nostra attenzione sarà massima». Pochi minuti fa è tornato sull’argomento anche il consigliere regionale Cristian Casili. «Oggi in Regione – ricorda il pentastellato neretino – si discute il piano dei rifiuti per la Puglia. Anche qui si registra il fallimento del Governo Emiliano. Vanno bene gli impianti pubblici, ma perché non puntare su impianti aerobici di dimensioni più piccole? In provincia di Lecce, per esempio, piuttosto che puntare su un impianto anaerobico di 60mila tonnellate potremmo puntare sulla dislocazione di due impianti aerobici più piccoli di 20-30mila tonnellate, uno al centro e uno a sud della Provincia, così da essere anche più facilmente raggiungibili dai comuni conferenti». Una proposta, quella di Casili, che appare in linea con quella avanzata dal suo collega del Pd Blasi. Anche ieri il capogruppo in Regione dei Cinque Stelle si era espresso sull’argomento, precisando così la propria posizione: «Siamo favorevoli a questo tipo di impiantistica, a patto però che vengano date garanzie adeguate e che si sistemino, una volta per tutte, le criticità ambientali pregresse, come appunto la discarica di Castellino e la sua messa in sicurezza, dopo che per anni ha ricevuto i rifiuti di mezza provincia. Quindi Emiliano e Mellone, prima di attivarsi su altri progetti, diano garanzie alla popolazione in termini di sicurezza ambientale e certezza dei ristori».

Nardò – L’area mercatale di Sant’Isidoro è abusiva? La questione tinta di giallo rimbalza da giorni su stampa e social network ma non è nuova. Lo scorso 29 maggio, in un modo o nell’altro, è arrivata anche in Consiglio comunale. Quel giorno infatti durante i lavori consiliari ha fatto irruzione in aula un gruppo deciso ma pacifico di commercianti operanti nella marina. Presa di mira però non l’Amministrazione comunale ma un consigliere di minoranza, il capogruppo pd Daniele Piccione. Per cercare di capire il motivo è necessario un passo indietro.
Il 19 aprile scorso Piccione chiede ad Asl, Comune, Capitaneria di porto di Gallipoli e Comando di polizia locale chiarimenti sul mercato di Sant’Isidoro. La risposta della Asl è dell’8 maggio ed ha una sorpresa: “Agli atti di questo servizio non risulta pervenuta alcuna richiesta né, di conseguenza, risulta essere stato rilasciato alcun parere e/o autorizzazione per l’area sita in Sant’Isidoro…”. L’area mercato quindi, attiva in quella zona da moltissimi anni, stando a quanto mette per iscritto l’Asl, potrebbe non essere mai stata autorizzata.

l 12 maggio si esprime anche la Polizia locale. «L’area mercatale in oggetto – scrive il comandante Cosimo Tarantino – risulta regolarmente inserita nella deliberazione di Consiglio comunale n.50 del 4/6/2010, con la quale veniva approvato il Piano commercio su aree pubbliche del Comune di Nardò. Nel quadro delle aree riconosciute e approvate come aree mercatali per il territorio comunale vi è disciplinato e regolamentato il mercato denominato “Jolly Mare – Sant’Isidoro” con un numero di trenta posti». Posteggi addirittura aumentati negli anni successivi, con ulteriori delibere del Consiglio comunale. Tuttavia il comandante Tarantino non esclude eventuali altre problematiche e, nonostante i commercianti risultino in possesso di regolare autorizzazione amministrativa, chiede agli uffici comunali preposti “di attivare il dovuto procedimento atto a chiarire la reale situazione sia dell’area mercatale in questione, sia delle altre site in Sant’Isidoro (nella marina è presente un’altra zona mercato oltre a quella in oggetto, ndr) e in località Quattro Colonne a Santa Maria al Bagno, anch’esse inserite e previste in seno al richiamato Piano Commercio”.
Temendo decisioni drastiche, i commercianti il 29 scorso raggiungono Palazzo Personè. Dopo il Consiglio comunale vengono ricevuti dal sindaco Mellone, dal vicesindaco Oronzo Capoti, dall’assessore al Commercio Giulia Puglia e dai consiglieri comunali Giuseppe Verardi e Luigi Venneri. «Questi commercianti – dichiarerà il primo cittadino al termine dell’incontro – sanno di essere in regola, pagano le tasse e fanno sacrifici importanti, come tutti in questo settore. Giustamente sono arrabbiati per le piroette del consigliere Piccione”, attacca Mellone. “Negli anni scorsi si è occupato direttamente delle problematiche del mercato – prosegue – è stato vicino agli operatori, li ha aiutati nelle pratiche amministrative, oggi di colpo si è “ricordato” che c’è qualcosa che non va, pretende verifiche di ogni sorta e vuole mandare sul lastrico queste famiglie. Il doppio gioco, inevitabilmente, non è sfuggito ai commercianti. Ma a parte questo, abbiamo scelto di incontrarli subito e di approfondire i loro problemi, con onestà e sano realismo, a differenza di qualcun altro che è scappato a gambe levate».

Il capogruppo del Pd non ci sta ovviamente a passare per il nemico dei commercianti e diffonde in rete un ulteriore documento. Si tratta di una lettera di quasi un anno fa, datata 10 luglio 2017, inviata dall’attuale primo cittadino Giuseppe Mellone al Comando provinciale della Guardia di Finanza di Lecce dalla quale si evince che era stato Mellone a chiedere un anno fa alle Fiamme gialle di intervenire per punire le irregolarità delle aree mercato di Sant’Isidoro, “al fine di ristabilire – si legge testuale – il minimo grado necessario di legalità, decoro urbano e sicurezza stradale. Intervento deciso, mirato e, se necessario, reiterato volto a risolvere la situazione”.
Prossima puntata in arrivo: nei prossimi giorni il confronto tra commercianti e amministratori proseguirà, stavolta alla presenza anche del comandante Tarantino.

Nardò – Cassonetti stradali gradualmente rimossi e info-point per orientare l’utente: parte la tanto attesa raccolta differenziata porta a porta nelle marine. Una novità, fa sapere il Comune, che ridurrà i disagi a residenti, villeggianti e commercianti ma in generale un passo in avanti sul fronte della difesa dell’ambiente. Come è noto, la raccolta porta a porta dei rifiuti è attiva a Nardò dal 2014 ma finora erano state escluse dal servizio le località di Santa Maria al Bagno, Mondonuovo, Santa Caterina, Cafari e Torre Inserraglio (esclusi i villaggi “muniti” di isole ecologiche), per un totale di circa 3mila utenze.

Per venire incontro a dubbi e interrogativi e ricevere il kit di bidoni, la ditta Bianco Igiene Ambientale ha da ieri allestito un info-point per il pubblico in via Filiberto, 96, a Santa Maria al Bagno. L’ufficio è aperto da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.30; il sabato solo 9-12. Per informazioni restano comunque sempre attivi i consueti recapiti telefonici di Bianco Igiene Ambientale: 0833561513 e il numero verde 800276611.

Per un servizio prezioso che finalmente prende il via, da Palazzo Personè l’invito alla collaborazione dei cittadini è particolarmente sottolineato: “È necessaria la piena collaborazione – si legge in una nota del Comune – e l’osservanza di poche regole che consentano di mettere nelle migliori condizioni gli operatori incaricati della raccolta. L’invito è rivolto a tutti gli utenti e in modo particolare a quelle categorie come i commercianti o gli operatori della ristorazione, che conferiscono significative quantità di rifiuto. I cittadini, finalmente, non dovranno più fare i conti con sporcizia e cattivo odore generati dai cassonetti stradali. Ciò contribuirà alla riqualificazione delle strade e al ripristino del decoro, costantemente compromesso nel tempo dai conferimenti abusivi all’esterno dei cassonetti e da comportamenti incivili”. Ancora più esplicito l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio (foto): «Ai cittadini – dichiara – chiediamo collaborazione perché il servizio raggiunga gli obiettivi auspicati. Tra i quali, in prospettiva, anche obiettivi di risparmio, possibili con la realizzazione di impianti pubblici, voluti anche dal presidente Emiliano, che saranno ben distribuiti sui territori per evitare onerosi costi di trasporto. Finora, infatti, siamo stati costretti a tariffe vertiginose a causa dell’impiantistica privata che hanno ridotto allo stremo i pugliesi».

Altra novità, prevista per i prossimi mesi, riguarderà il potenziamento della raccolta su tutto il territorio neretino, poiché al sistema ad oggi attivo si aggiungerà la raccolta del rifiuto organico. Si tratta in questo caso di una delle nuove previsioni dell’appalto del servizio integrato dell’Aro 6, di cui è risultata aggiudicataria una Ati con capogruppo Bianco Igiene Ambientale. Tutti questi miglioramenti, ha precisato Palazzo Personè, non comporteranno sorprese in bolletta.

Torre Uluzzo (Nardò) – Soccorso in mare, nella tarda mattina di oggi, con la Guardia costiera intervenuta nei pressi di Torre Uluzzo. La segnalazione al numero 1530 è giunta da un piccolo natante con cinque persone a bordo, tra cui due donne ed un bambino. Constatando il progressivo peggioramento delle condizioni meteo marine, l’imbarcazione si è diretta verso Torre Uluzzo richiedendo assistenza per procedere al rientro in porto. Dalla sala operativa della Guardia costiera di Gallipoli è, quindi, partita una motovedetta Cp 848 che, dopo aver raggiunto il natante in difficoltà, ha dapprima prestato soccorso alle due donne ed al bambino, in evidente stato di agitazione, scortando l’imbarcazione a lento moto sino a Sant’Isidoro garantendo un ormeggio in sicurezza.

Nardò – Accoglienza turistica e mobilità locale: Comune e privati scaldano i motori in attesa dell’estate 2018. Palazzo Personè ha annunciato in queste ore il sistema di mobilità turistica che da giugno interesserà la città e, soprattutto, turisti e visitatori. Si tratta di taxi boat, apecalessinio e minibus elettrici. L’obiettivo è quello di associare la mobilità con vere e proprie immersioni nel paesaggio e nella storia di Nardò, tra itinerari e percorsi sostenibili. Il Comune ha affidato tale servizio di taxi boat, api calessino e minibus elettrici (beni acquisiti nell’ambito del Sac Arneo-Costa dei Ginepri), all’impresa “Salento Open Tour”.

Da giugno al 30 settembre ogni giorno un taxi boat, dalle 9.30 alle 20 partirà dalla darsena di Santa Caterina per visite guidate su prenotazione. Due gli itinerari, di circa due ore ciascuno: uno Portoselvaggio-Torre Uluzzo-Palude del Capitano-Sant’Isidoro, l’altro Santa Maria al Bagno-Quattro Colonne-Montagna Spaccata. Previsto anche un itinerario archeologico in mare in collaborazione con il Museo della Preistoria. Costo: a partire da 15 euro a persona.

Altro servizio sarà quello degli apecalessini, con tre itinerari. Ogni giorno partenze da piazza Salandra per visite guidate di un’ora nel centro storico nelle fasce orarie 9.30-12.30 e 18-22. Costo: da 5 euro a persona. Secondo itinerario: giro panoramico di trenta minuti, al costo di cinque euro a persona, nelle marine di Santa Caterina e Santa Maria al Bagno. In questo caso il servizio sarà attivo il martedì, giovedì, sabato, domenica nei mesi di giugno e settembre e tutti i giorni a luglio e agosto. Fasce orarie: 9.30-12.30 e 18-22. Terzo itinerario: Parco di Portoselvaggio, con collegamento tra aree di sosta e ingressi al Parco, nei pressi di Villa Tafuri e a Torre Uluzzo. Le api calessino effettueranno su richiesta anche trasferimenti tra le due marine, dalla stazione ferroviaria e dalla fermata di SalentoinBus verso b&b e altre strutture ricettive neretine. Infine, al costo di 2 euro a persona si potrà visitare Portoselvaggio anche a bordo di minibus elettrici da 13 posti tutti i giorni, da giugno a settembre, nella fascia oraria 9-20.

«Per la prima volta in maniera così strutturata – ha dichiarato l’assessore al Turismo Giulia Puglia (foto) – è offerta al turista la possibilità di vivere la città integralmente, spostandosi in modo veloce e sostenibile tra i suoi angoli più belli. Abbiamo fatto un lavoro faticoso per mettere le tessere al posto giusto in questo mosaico che è il sistema di mobilità turistica, grazie al quale valorizziamo davvero Nardò e per cui la città non credo abbia nulla da invidiare a località più blasonate del Salento e della Puglia, che però hanno un vantaggio innegabile per aver programmato molti anni prima di noi». L’assessore al Turismo si sofferma anche su un’altra recente iniziativa finalizzata all’accoglienza turistica: il corso gratuito d’inglese, appena terminato, che il Comune ha organizzato nei mesi scorsi per commercianti e operatori turistici. Il 22 maggio al Chiostro dei Carmelitani sono stati consegnati gli attestati di partecipazione a commercianti, gestori di strutture ricettive, ristoratori, camerieri, ecc. che hanno seguito le lezioni. Le attività didattiche, coordinate dalla cooperativa Fluxus, sono state affidate alle insegnanti Alessandra Greco, Maria Mollone (madrelingua inglese) e Debbie Stacey (inglese residente a Nardò da pochi mesi). «È stata una esperienza molto utile – ha dichiarato in questo caso l’assessore Puglia – soprattutto per le tante persone che hanno l’esigenza di relazionarsi con ospiti stranieri. Ovviamente anche l’occasione per la città di crescere e colmare questo antico deficit dell’accoglienza. Ci sono le premesse per ripetere il corso il prossimo anno».

Porto Cesareo – Si è svolta oggi come previsto dal programma “Clean Sea Life”, la giornata dedicata dalla pulizia straordinaria dei fondali e dell’ambiente marino.  La seconda edizione dell’evento “A pesca di rifiuti”, ultimata con una raccolta davvero straordinaria (anche con notevole preoccupazione per l’incuria di tanta gente verso la natura) di rifiuti di ogni genere. L’iniziativa di sensibilizzazione e protezione del mare si è svolta con le stesse modalità dello scorso anno: la pulizia della costa con pescatori sportivi, associazioni e liberi cittadini e la pulizia dei fondali marini con esperti sommozzatori ed apneisti dalle 9 alle 13 in località Santo Isidoro di Nardò, Isola dei Conigli e isole minori di Porto Cesareo. L’evento rientra nel progetto europeo della Direttiva del 17 giugno 2008 sulla Strategia per l’ambiente marino (la cosiddetta Marine Strategy).

L’Area marina protetta di Porto Cesareo ha subito aderito al progetto “Clean Sea LIfe”, cofinanziato dall’Unione Europea, nell’ambito del programma “Life” di sensibilizzazione per la riduzione dei rifiuti marini), in collaborazione con i Comuni di Porto Cesareo e Nardò e con il supporto della Capitaneria di Porto – Guardia costiera di Gallipoli, Ufficio locale marittimo di Porto Cesareo ed Ecotecnica, ha organizzato un doppio appuntamento

La prima attività del programma ha avuto il seminario/breaking dal titolo “Il Problema dei rifiuti in mare” l’11 maggio nel pomeriggio, nel Museo di biologia marina di Porto Cesareo.

Nardò – Riqualificazione di Sant’Isidoro, incontro “esplorativo” e progetti annunciati. Nei giorni scorsi l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio e il consigliere delegato alla pesca e alla valorizzazione delle risorse del mare Giuseppe Verardi (foto), hanno incontrato nella marina operatori economici e residenti per informarli che il Comune parteciperà a un bando Por Puglia 2014-2020 teso a promuovere il patrimonio naturale. La prima consultazione, fa sapere Palazzo Personè, è utile a valutare criticità ambientali e logistiche di Sant’Isidoro e portata dell’intervento. Ai rappresentanti della marina è stato illustrato il progetto che, se finanziato, andrà ad eliminare il cemento dalla costa, sostituendolo con più verde e piste ciclabili. In particolare, gli interventi attraverseranno il litorale in un’area che va dalla torre costiera al confine con le aree interessate dalle attuali attività del “Jolly Mare”. Si “metterà mano” anche alle zone di sosta pedonale e all’area antistante i giardini pubblici che dovrebbe essere resa ordinata e distinta tra piste ciclabili e pedonali e aree di sosta per gli autoveicoli. Spariranno, assicura l’Amministrazione neretina, edifici privi di concessione demaniale, recinzioni, aree che appartenevano al litorale sabbioso oggi trasformate in parcheggio e reti infrastrutturali che limitano la visuale.

«Se il progetto dovesse essere finanziato – dichiara il consigliere comunale Giuseppe Verardi – sarebbe una svolta straordinaria per Sant’Isidoro, che ha una caratterizzazione strutturale e ambientale vecchia di molti decenni. Il progetto prevede tanto verde e l’eliminazione del cemento, oltre a cospicui interventi di arredo urbano». Verardi promette però che anche in caso di mancato finanziamento la marina non sarà privata di attenzioni e interventi: «A prescindere dal finanziamento – conclude infatti il consigliere delegato – l’amministrazione comunale ha tracciato la strada per la riqualificazione della marina che certamente nel corso degli anni passati non ha avuto la stessa attenzione riservata alle altre. Questo è un progetto molto valido, ma se non dovesse avere riscontro finanziario con questa misura, lo candideremo alle prossime e cercheremo altre opportunità per avere a disposizione risorse che ci consentano di intervenire». Nel frattempo, proprio nei giorni scorsi, a Sant’Isidoro in via Giusti è stato realizzato un rialzo pedonale e sono stati annunciati ulteriori interventi di eliminazione del cemento dalla scogliera anche in località Quattro Colonne, nella marina di Santa Maria al Bagno.

Nardò – “Quanto ad eventuali altre alberature che pur non essendo ancora censite, avessero i caratteri della monumentalità nelle Norme tecniche di attuazione allegate al Piano adeguato la società si impegna a produrre in fase di progettazione utile ad ottenere il pdc e comunque prima di qualsivoglia intervento un rilievo georeferenziato nel rapporto di scala adeguato del perimetro dell’uliveto monumentale, delle alberature monumentali isolate, dei manufatti testimoniali dell’antica attività rurale”, Di conseguenza “il relativo interesse eventualmente vantato dalla ricorrente potrà essere fatto valere in sede esecutiva del progetto, dato che ivi lo stesso potrà rivestirsi dell’attualità necessaria”: sono questi i principali passi della sentenza emessa oggi dalla sezione prima del Tribunale amministrativo regionale di Lecce sul ricorso presentato da Codici Ambiente e comitato pro Sarparea per annullare la deliberazione della Giunta comunale del 4 agosto 2017, la numero 345, relativa al piano di lottizzazione presentato dalla “Oasi Sarparea srl”, amministratore unico Alison Zoe Klebanoff (nella foto col Sindaco Mellone). Il comparto interessato si trova nella marina di Sant’Isidoro.

Il ricorso è stato respinto perché “infondato”. L’iter procedurale può dunque procedere, secondo i giudici amministrativi, che hanno smontato le eccezioni di natura paesaggistica ed urbanistica sollevate dai legali delle due associazioni. Sarà soltanto nella fase della progettazione esecutiva verificare se, a censimento delle piante monumentali avvenuto, il villaggio turistico d’alta fascia può essere realizzato senza toccare gli alberi monumentali individuati. I giudici in precedenza avevano superato l’obiezione di irricevibilità del ricorso presentata da parte della società anglo-americana ed il 4 aprile scorso avevano inviato la causa per il giudizio. A difesa delle proprie decisioni si era costituito nel giudizio anche il Comune, retto dal Sindaco Giuseppe Mellone.

Tra le primissime reazioni ufficiali – al di là dei commenti diffusi via web – si registra quella del consigliere comunale Giuseppe Verardi (lista giovani in azione): «Non ci sono velleità di cancellazione degli ulivi della Sarparea da parte di nessuno – afferma il consigliere di maggioranza – come emerge dalla sentenza. C’è invece un progetto legittimo da parte di un privato, che tra l’altro ha modificato in corso d’opera l’ipotesi originaria adeguandosi a prescrizioni e norme di tutela del contesto e degli ulivi. E c’è la volontà, altrettanto legittima, dell’Amministrazione comunale di Nardò, che nella piena osservanza della legge e in una logica di difesa del territorio e di armonizzazione degli interessi pubblici con quelli privati, ha deciso di dialogare con la società proponente il progetto, senza pregiudizi di sorta, nell’ottica dello sviluppo sostenibile del territorio”. Verardi garantisce infine che  “è evidente che se l’iter del progetto, in fase esecutiva, dovesse risultare non più in linea con una logica sacrosanta di sviluppo del territorio, l’amministrazione comunale, per quanto di sua competenza, sarà la prima a mettersi di traverso».

NardòSanta Caterina chiusa al traffico ma raggiungibile con navette gratuite e musei aperti per accogliere turisti e locali. Sono le novità riguardanti la festa del Primo Maggio a Nardò. Partiamo dal piano traffico di Santa Caterina, dove si è deciso di intervenire per tempo poiché la marina il Primo Maggio è meta di migliaia di salentini (e non solo) per la tradizionale apertura del “Barrueco”, locale che in questa data inaugura la stagione con eventi musicali molto partecipati. Per questo motivo, e anche per evitare i disagi automobilistici puntualmente registrati negli anni scorsi, l’Amministrazione comunale ha programmato, di concerto coi commercianti della zona, modifiche e limitazioni alla viabilità. Dalle 10 alle 22 è vietata la circolazione di tutti i veicoli sul tratto di via Cantù compreso tra via Giordano e via Verga. Per questo, i veicoli che circolano su via Cantù con direzione di marcia Santa Maria al Bagno, saranno deviati su via Giordano e via Sardegna. Per lo stesso intervallo orario è stata stabilita l’inversione dell’attuale senso unico di circolazione su via Verga con ingresso da via Sardegna e direzione di marcia verso via lungomare Giulio Verne.

Dalle 15.30 alle 20.30 (salvo modifiche impartite al momento dalla Polizia Locale) è interdetta la circolazione stradale di tutti i veicoli in ingresso a Santa Caterina, eccetto residenti e veicoli autorizzati. Di conseguenza, i veicoli su strada Santa Caterina provenienti da Nardò con direzione Santa Caterina, giunti al bivio con strada Cucchiara dovranno proseguire su quest’ultima (direzione Sant’Isidoro). I veicoli invece provenienti da Sant’Isidoro/strada Cucchiara e diretti a Santa Caterina, dovranno proseguire su strada Santa Caterina in direzione Nardò. Inoltre sarà invertito l’attuale senso unico di circolazione su strada Torre Santa Caterina con ingresso da via lungomare Emanuele Filiberto e direzione di marcia verso strada Santa Maria. I veicoli in circolazione su lungomare Emanuele Filiberto, provenienti da Santa Maria al Bagno con direzione di marcia Santa Caterina, giunti all’intersezione con strada Torre Santa Caterina dovranno proseguire su strada Torre Santa Caterina in direzione strada Santa Maria. Da divieti e limitazioni sono ovviamente esclusi i veicoli di emergenza e di sicurezza.

Per ridurre l’uso dei veicoli, l’Amministrazione comunale ha predisposto un servizio di bus navetta continuo e gratuito dalle 16 alle 21: come accade in estate, punto di partenza e arrivo sarà l’area parcheggio di Posto di Blocco. Qui si potranno lasciare vetture e ciclomotori e utilizzare la navetta con fermata unica a Santa Caterina, a pochi passi dalla “movida”.

Nardò – Oggi è la Giornata nazionale del Paesaggio, istituita dal Ministero dei beni ambientali culturali e turistici nel 2016 con l’obiettivo di richiamare il paesaggio quale valore identitario del Paese per tutte le generazioni. Il Comune di Nardò vi ha aderito “proprio con lo scopo di sensibilizzare i cittadini ai temi della difesa del paesaggio e dell’identità culturale” e ha annunciato la propria adesione al flash mob virtuale organizzato dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio delle province di Lecce, Brindisi e Taranto inserendo sulla homepage del proprio sito web e sugli account istituzionali sui social network una fotografia di un proprio paesaggio e il banner dell’iniziativa. L’immagine scelta dal Comune di Nardò è uno scatto di Torre dell’Alto (foto), realizzato da Mino Natalizio, assessore all’Ambiente. Anche il Museo della Preistoria di Nardò e Archeoclub Terra d’Arneo hanno aderito alla Giornata Nazionale del Paesaggio. “Occasioni come questa – dichiara Natalizio – devono servire a far comprendere a tutti, istituzioni, scuole, mezzi di informazione, associazioni, imprese, il bisogno assoluto di essere parte attiva nella difesa del paesaggio. Un elemento caratterizzante del territorio e della nostra identità che abbiamo il dovere di preservare nelle forme in cui lo abbiamo ricevuto. Non a caso, la nostra Costituzione ci dice, all’art. 9, che la Repubblica tutela il paesaggio, assegnando la massima dignità normativa a un impegno che tutti noi dobbiamo condividere. Nardò ha scelto questa foto di Torre dell’Alto che esalta tutta la bellezza del contesto, ma nello stesso tempo fa intravedere la sua fragilità, il fatto di essere esposto, aggredibile, richiamandoci quindi al dovere della sua tutela”.

Nella decisione dell’Amministrazione comunale di aderire alla Giornata del paesaggio vi vede un qualcosa di poco coerente il consigliere pd (opposizione) Lorenzo Siciliano, a proposito della lottizzazione della “Sarparea” di Torre S. Isidoro. “Scagliarsi contro un piano di lottizzazione, condurre una battaglia al fianco degli ambientalisti e dei cittadini, domandare “chi ci guadagna con questo progetto” che prevede un resort e 45 villette, diventare Sindaco grazie ai voti degli ambientalisti che ti hanno accordato la loro fiducia; poi approvare, dopo pochi mesi, quello stesso piano di lottizzazione e dire che quella enorme quantità di denaro porterà ricchezza alle imprese locali: mi chiedo se questa gente è proprio così o lo faccia apposta. Se davvero sono così imbevuti di spirito di onnipotenza da pensare che una comunità intera abbia improvvisamente dimenticato l’aberrante approvazione di un folle piano di lottizzazione che porta la firma della Giunta e del Sindaco e che permetterà di cementificare decine di ettari di uliveto monumentale, sfregiando un patrimonio paesaggistico dall’incommensurabile valore ambientale e storico”.

La costa tra Santa Maria e Santa Caterina (foto Fernando Spirito)

Nardò – Tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina (Torre dell’Alto) ne sorgeranno cinque; altri tre tra Torre Uluzzo, Sant’Isidoro e Torre Squillace: questo dice la graduatoria finale dei bandi emanati  nel dicembre 2015 e del settembre 2016 e finalmente arrivati al traguardo. Con una determina dell’ufficio competente del 5 marzo scorso si fissano i nuovi lidi lungo la costa neretina insieme a due “spiagge libere con servizi”. E’ stato un percorso molto accidentato principalmente a causa tra una nuova legge regionale (la numero 17) fatta e poi, dopo un po,’ rifatta per cercare di colmare problemi interpretativi non di poco conto da cui sono scaturiti – a Nardò, Gallipoli ed altri centri costieri – procedimenti, dinieghi da parte dei Comuni, contenziosi e sentenze da parte del Tribunale amministrativo, atti ritirati in autotutela.

Avviata la verifica di documenti e dichiarazioni degli assegnatari Fatta la graduatoria finale, adesso tocca al Comune verificare i documenti e le dichiarazioni presentate dai richiedenti. Di domande per gli otto lotti destinati a stabilimenti balneari ne sono arrivate 45. Le società concessionarie, selezionate senza casi di pari merito, sono la New Eden srl di Brindisi (due lotti); Andrea Giorgio Romano di Lecce; Cds Hotels di Lecce; Gruppo La Pergola di Nardò; Giulio Falconieri di Nardò; Gerardi Mattia, Graziano Potenza, Isabella Cerfeda di Copertino; Selecta ecoservizi di Nardò. Le due spiagge libere con servizi sono andate, dopo una procedura comparativa con altre istanze, alla Oasi Salento srl di Porto Cesareo e a Giorgio Benvenuto. Tra i concorrenti bocciati società del Brindisino, di Muro Leccese, Matino, Gallipoli, Castrignano del Capo, Lecce, Lizzanello , Novoli, Castrignano dei Greci.

Le vertenze non sono finite Ma le contese per un pezzo di litorale tra i più ammirati del Salento non sono finite. Per uno dei lotti ancora non assegnati, nel novembre scorso si è conclusa una assegnazione di un lotto – il numero 10 – a Sant’Isidoro. Il Tar in questo caso ha ribaltato la graduatoria scaturita da una procedura di comparazione davanti alla commissione apposita. Al primo posto invece della società “La Nave”, è andata la “Oasi srl”. Né il Comune né gli ex vincitori hanno proposto appello per cui il caso, almeno questo, è concluso.

Nella foto di Fernando Spirito, la costa tra Santa Maria e Santa Caterina

 

Nardò – Manette ai polsi per il 33enne pregiudicato di Nardò Damiano Cosimo Giusto Prete. Tentato omicidio, minaccia, porto e detenzione di arma da sparo sono i reati dei quali è ritenuto responsabile in seguito a quanto accaduto lo scorso 11 agosto a Sant’Isidoro, località marina di Nardò. In seguito ad una lite con un 19enne incensurato di Copertino, a quanto pare provocata da futili motivi, il neretino saprò in aria tre colpi d’arma da fuoco non prima di averlo ferito con una lama all’ascella sinistra e con una bottiglia di vetro più volte in testa minacciandolo di morte. A denunciare quanto accadde intorno alle 4 del mattino dell’11 agosto nei pressi del Lido dell’ancora fu proprio la vittima che, per le ferite riportate, venne giudicata guaribile in dieci giorni dai sanitari dell’ospedale di Copertino. In un primo momento, tuttavia, la vittima dichiarò ai carabinieri di essere caduta dalla scale salvo formalizzare la denuncia il giorno seguente il ferimento. Una conferma della veridicità di tale versione venne acquisita, poi, direttamente dai carabinieri perché proprio la sera seguente la brutale aggressione, il padre della vittima venne arrestato dai carabinieri per essersi introdotto abusivamente all’interno della loro Stazione a Porto Cesareo. L’uomo scavalcò il muro di recinzione della caserma ritenendo di essere stato inseguito da due tipi con una moto e il casco integrale, a suo dire per motivi legati all’accoltellamento del figlio della sera precedente.

Il precedente di settembre L’arresto di Prete scaturisce per la “pervicacia criminale dimostrata dall’indagato”, come accertato dai carabinieri, il quale potrebbe reiterare il reato commesso costituendo “un serio pericolo per l’incolumità della vittima”. Dello scorso settembre un altro episodio che ha visto coinvolto il pregiudicato il quale tentò di sfuggire ad un controllo dei carabinieri sulla SP 359 di Nardò alla guida di una Dacia Duster, ignorando l’alt intimato con la paletta alzata. Fermato dopo un breve, ma pericolosissimo inseguimento, l’uomo non solo er privo di patente di guida ma nell’auto nascondeva 32 grammi di cocaina purissima.

Nardò – È stata ritrovata bruciata a Nardò, in contrada “Ingegna”, l’Alfa Romeo 166 con la quale alle 6 di questa mattina due individui hanno rapinato il bar “Coffee break” annesso al distributore Esso sulla Copertino-Sant’Isidoro. Appena tre quarti d’ora dopo il colpo, sono stati i carabinieri del Nucleo radiomobile di Campi Salentina ad individuare l’auto, di color grigio e sprovvista di targa, sulla quale i due malfattori sono riusciti a fuggire facendo perdere le proprie tracce. A guidarla è stato un loro complice rimasto in auto nel corso della rapina. Il colpo ha fruttato i 150 euro in contanti che erano in cassa nonché diversi tagliandi gratta e vinci e stecche di sigarette di varie marche. I due hanno agito con il volto coperto da passamontagna e armati di pistola e di un grosso coltello.

 

Nardò – La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nell’Aro 6 ha ormai le settimane contate, Presto le novità contenute nella gara d’appalto conclusasi nel novembre scorso dopo quasi quattro anni, diventeranno realtà per l’intero territorio di Nardò e per gli altri Comuni che fanno parte dell’Ambito ottimale, cioè Alezio, Aradeo, Collepasso, Galatone, Neviano, Sannicola, Seclì, Tuglie. A spuntarla, come si ricorderà, sono state tre imprese salentine in associazione temporanea: la “Bianco Igiene ambientale” di Nardò, la “Gial Plast” di Taviano e la “Armando Muccio” di Taurisano. Le tre società hanno portato a casa un appalto da 102 milioni 986.734, 96, vale a dire 11 milioni 443mila euro annui. L’affidamento definitivo della gara con capofila Nardò e passata attraverso varie traversie ed un commissariamento (nel marzo scorso, da parte della Regione), è datato 20 novembre. In una nota del Comune si parla di “novità nei prossimi mesi” e, oltre al potenziamento del servizio, si ricorda la raccolta del rifiuto organico (previa distribuzione ovviamente del bidoncino dedicato). “Tali miglioramenti del servizio – si sottolinea – non comporteranno alcun costo “finale” per i cittadini”.

Intanto però da maggio nelle marine neretine scompariranno  i bidoni e sarà introdotta la raccolta porta-a.porta del rifiuto differenziato. Il servizio riguarderà le marine di Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e Torre Inserraglio, che registrano una maggiore presenza di popolazione residente nei 12 mesi dell’anno. “I cittadini non dovranno più fare i conti con situazioni di sporcizia e cattivo odore generate dai bidoni, soprattutto durante la stagione estiva. L’Amministrazione comunale e Bianco Igiene Ambientale (capofila) – si conclude – hanno già programmato la pulizia e il lavaggio straordinario delle sedi stradali che da anni ospitano i bidoni, non appena questi verranno rimossi in coincidenza dell’avvio del servizio di raccolta porta a porta”.

 

Giuseppe Verardi

Nardò – Cinque interventi per rendere maggiormente accessibili le spiagge della marina neretina di Sant’Isidoro. Li ha progettati il Comune di Nardò che li ha visti approvare dalla Giunta comunale nei giorni scorsi: li finanzierà l’Area marina protetta di Porto Cesareo. Si tratta di opere di “ingegneria naturalistica e riqualificazione costiera finalizzate alla riduzione delle barriere architettoniche, al recupero e alla rinaturalizzazione di alcune aree a Sant’Isidoro e Lido dell’Ancora;, previste dal progetto Less Barrier. Il primo degli interventi è previsto a Lido dell’Ancora e consentirà la realizzazione di una barriera verde a protezione della spiaggia, la demolizione dei manufatti in pietra esistenti e la realizzazione di una pedana in legno per accessibilità e fruibilità della spiaggia. Il secondo sarà realizzato alla spiaggetta di San Nicola per le stesse modalità e finalit come per la terza opera a Sant’Isidoro. Il quarto intervento prevede il completamento della delimitazione e della protezione del cordone dunale della spiaggia di Sant’Isidoro (lungomare Cristoforo Colombo); l’ultimo sarà il rinforzo della barriera verde a protezione della spiaggia, la demolizione dei manufatti esistenti e il prolungamento della pedana in legno. Le criticità e quindi gli interventi necessari sono stati individuati dall’Area funzionale n. 1 del Comune di Nardò e dal consigliere comunale Giuseppe Verardi, delegato alla pesca e alle risorse del mare nonché ai rapporti con i residenti di Sant’Isidoro.

I fondi provengono dal bilancio del consorzio dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, ente di cui fa parte anche Nardò. I relativi progetti hanno il parere favorevole degli uffici Urbanistica e Paesaggio del Comune di Nardò, della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio, del Servizio Demanio costiero e portuale della Regione Puglia e l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il Comune di Nardò, consegnatario delle aree demaniali interessate dagli interventi, coordinerà le operazioni. “Il tratto di costa interessato – dice il consigliere Verardi – ha urgente bisogno di interventi come quelli preventivati, sia per un discorso generale di tutela e riqualificazione delle spiagge, sia per una esigenza di valorizzazione a fini turistici. Nel corso dei decenni in questa zona non si è intervenuto oppure lo si è fatto nel modo sbagliato. Il problema dell’accessibilità di queste aree ha reso un tratto di costa bellissimo il più delle volte non fruibile o non completamente fruibile”.

Nardò – Accende una sigaretta in auto e viene avvolta dalle fiamme. È stata sfiorata la tragedia nel pomeriggio di martedì 12 dicembre in contrada Santo Stefano, a Sant’Isidoro (marina di Nardò). Attorno alle 16.30, una 54enne neretina appena entrata nella sua automobile ha acceso una sigaretta non avvedendosi della perdita dalla bombola del gas (da 25 chilogrammi) trasportata nella stessa vettura. In un istante, l’abitacolo della Grande Punto della signora è stato avvolto dalle fiamme e solo il pronto intervento dei Vigili del fuoco e dei sanitari del 118 ha impedito conseguenze ben più gravi. La donna si trova ora ricoverata al Centro grandi ustionati dell’ospedale “Perrino” di Brindisi con ustioni di secondo e terzo grado al viso e alle braccia.

Località Sant’Isidoro di Nardò

Nardò – Non trova pace il nuovo assetto urbanistico della costa, disciplinato da ultimo dal Piano comunale delle coste varato pochi mesi fa. S’intrecciano casi precedenti ed attuali tra scelte dell’Amministrazione, aspiranti concessionari che litigano e giudici amministrativi di continuo chiamati in ballo. E’ di questi giorni la notizia che una società che aveva vinto la gara anche per comparazione con il concorrente, è stata esclusa proprio per l’intervento di una sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Lecce cui si era rivolto il secondo classificato. La prima società, che peraltro non ha presentato istanza al Consiglio di Stato lasciando che la sentenza diventasse definitiva, è “La Nave”; la ricorrente è la “Oasi srl”. Il nodo del contendere una concessione di demanio marittimo a Sant’Isidoro, lotto 10, per realizzare uno stabilimento balneare. La revoca con determina è datata 15 novembre ed è a firma del dirigente comunale che segue queste materie. La sentenza del Tar non è stata appellata neanche dal Comune, pure chiamato in causa. I giudici hanno ritenuto errato tra l’altro che il Comune abbia preso in esame la domanda di concessione de “La Nave” del giugno 2015 per una parte del lotto indicato come ampliamento di una concessione già esistente del 2008, trascurando il fatto che l'”Oasi” ne aveva già prodotta una per l’intero lotto 10 nel febbraio dello stesso anno. Errata anche la decisione di mettere in comparazione le due domande aventi oggetti diversi (una ampliamento, l’altra nuova concessione).

Intanto ecco un altro ricorso. I giudici del Tar sono stati intanto richiamati in causa da un altro esposto firmato da una decina di residenti nel tratto che va dalle Quattro colonne di S. Maria al Bagno a Santa Caterina. Motivo: pur contando una trentina di km di litorale, in appena due km sono stati concentrati – dal pino coste citato . ben 16 lidi, con assai probabile aumento dei  problemi di traffico e di quiete. In questo caso è l’intero Piano ad essere impugnato. I ricorrenti infatti “data la particolare rilevanza della costa e dei siti interessati” ritengono, col loro legale avv. Daniele Montinaro, che lo strumento di programmazione urbanistica andava sottoposta a Vas, Valutazione ambientale strategica. Il riferimento è alla Palude del Capitano, Portoselvaggio, Torre Uluzzo, Grotte di capelvenere.

 

Nardò – «Abbiamo fatto l’impossibile, per quest’anno non siamo riusciti ma per il prossimo non dovremmo avere problemi». Con questa premessa-promessa, il consigliere comunale di maggioranza Giuseppe Verardi risponde via Facebook a una cittadina che nei giorni scorsi ha sollevato il problema dell’assenza, nel litorale di Sant’Isidoro, di pedane e accessi in spiaggia per disabili. Verardi, la cui attenzione per la marina di Sant’Isidoro è nota avendo anche la delega ai rapporti con i cittadini lì residenti, ha tranquillizzato tutti: «Posso capire bene il disagio – ha scritto il consigliere di “Giovani in Azione”, che di recente ha aderito a “Movimento Regione Salento” – e quindi sono il primo a voler fortemente queste pedane. Saranno interventi importanti che riguarderanno la spiaggia di Sant’Isidoro, la spiaggetta San Nicola e Lido dell’Ancora. Ne occorre uno anche a Torre Squillace e mi sono già attivato, anche se lì siamo ancora all’anno zero. È un bel progetto – ha concluso – e i fondi già ci sono». L’estate 2018 dovrebbe quindi portare all’abbattimento dell’ennesima barriera architettonica.

Sant’Isidoro – Tutto pronto per il “1° Triathlon Terra d’Arneo” di Sant’Isidoro. Saranno 158 gli atleti che prenderanno parte alla gara “sprint” (750 metri di nuoto, 20 km di bici e 5 km di corsa), 40 coloro che si disimpegneranno nella più accessibile “supersprint”. La Polizia municipale, per il prossimo 15 ottobre, ha sviluppato un piano di temporanea sospensione del traffico nelle vie interessate dal percorso: dalle ore 9 alle 14 niente automobili in via Leuca, strada Brusca e via Cucchiara per il passaggio delle bici; via Ugento, via Valle d’Itria, via Trani, via Sorrento, via Terracina, via Lavinio saranno invece alcuni dei tratti sospesi al traffico per consentire agli atleti una corsa in sicurezza. L’evento è organizzato dal Comitato Regionale Fitri in collaborazione con Gianni Casaluce dell’associazione Verdesalis, e con presidente e vice della “J Nardò Bianconera”, Tony De Paola e Tiziano De Pirro.

 

SANT’ISIDORO (NARDÒ). Un manufatto abusivo, realizzato in blocchi di tufo e con copertura in eternit, è stato sequestrato dalla Guardia costiera di Gallipoli a S. Isidoro, località marina di Nardò. I sigilli sono scattati nel corso di alcuni controlli di polizia marittima. Il manufatto, privo di qualsivoglia titolo autorizzativo e di circa dieci metri quadrati, sorge in zona demaniale all’interno dell’Area marina protetta di Proto Cesareo. Da una prima ricognizione sembrerebbe essere utilizzato come deposito di attrezzature e  materiale vario.

SANT’ISIDORO. Era uscito di casa per una battuta di pesca subacquea, da navigato pescatore, ma qualcosa doveva essere andato sorto se i familiari fino a sera tardi non lo avevano visto rincasare. L’allarme alla Capitaneria di porto è partito dai familiari dell’uomo, un anziano, e sono subito scattate le ricerche che hanno portato al ritrovamento, nel tratto di mare tra S. Isidoro e Torre Inserraglio. Di un corpo incastrato con le gambe in una fessura della scogliera.  Gli agenti delle due motovedette impegnate nell’operazione hanno subito chiamato il “118”; giunti sul posto, i sanitari intorno alle 8,45 di oggi non hanno potuto far altro che constatare la morte di A. N., originario di Nardò ma residente da tempo a Fiorano Modenese. L’uomo aveva indosso la muta, pinne e maschera e probabilmente inseguendo una preda era finito per imprigionarsi senza scampo in un passaggio rivelatosi troppo stretto.

 

NARDÒ. Agosto rovente in quel di Nardò, nonostante le già alte temperature meteo: dopo il “sì” del progetto di lottizzazione della Sarparea a Sant’Isidoro da parte della Giunta comunale arriva – come c’era da attendersi – la pioggia di reazioni sul provvedimento. Non si fa attendere la nota con cui il comitato “Salviamo la Sarparea” commenta la decisione dell’esecutivo di Mellone, annunciando di dare battaglia sul piano legale: “Si mostra un chiaro disinteresse – scrivono gli attivisti coordinati da Stefania Ronzino – verso la palese e incontrovertibile presenza di un uliveto secolare protetto dalla Costituzione e dalle leggi statali e nazionali. Il Comitato annuncia il ricorso in ogni sede contro questa scellerata decisione che tradisce la vocazione del territorio”.
Di tutt’altro tono l’intervento della “Oasi Sarparea”, la società inglese che costruirà il resort tra gli ulivi, che per bocca dell’amministratrice unica Alison Deighton si dice soddisfatta: “La giornata di oggi rappresenta per noi un momento di particolare orgoglio, che manifestiamo nel consegnare finalmente un’idea funzionale alla comunità di Nardò. Ci preoccuperemo – scrive la Deighton – di approfondire il legame con il territorio, come dimostrato dalla volontà di creare un parco monumentale con tre ettari di ulivi secolari. Un vero e proprio dono per la comunità, col progetto che punterà a destagionalizzare il turismo salentino”.
L’opposizione consiliare annuncia dal canto suo la richiesta di un Consiglio monotematico sulla faccenda e rimarca le “contraddizioni” tra i diversi comportamenti di Mellone: “Nel 2014 la posizione di Pippi Mellone, all’epoca consigliere comunale di opposizione, era un netto no alla realizzazione di una struttura che non avrebbe portato ricchezza al territorio, sosteneva, richiamando anche il parere negativo unanime della Consulta per l’ambiente. Oggi dribblando l’assise comunale dà il via libera a questa follia senza precedenti”, scrive il consigliere Lorenzo Siciliano (Pd). Gli fa eco Lucio Tarricone, del centro studi “Salento Nuovo”: “Chiediamo noi oggi a Mellone chi ci guadagna, come facevano allora lui e De Tuglie dall’opposizione agli amministratori di allora. Ovviamente ci aspettiamo per coerenza le dimissioni dell’assessore”. Per Tarricone “la Sarparea con i suoi ulivi millenari non è solo un luogo incantato, è l’essenza stessa della nostra storia, della nostra cultura, del nostro essere persone”.

NARDÒ. A Sant’Isidoro si può fare e si farà il il complesso residenziale progettato dalla società inglese “Oasi Sarparea srl”. Oggi la Giunta comunale presieduta dal Sindaco Giuseppe Mellone ha approvato la lottizzazione spiegandone i motivi in una deliberazione di 17 pagine. Per gli amministratori neretini – alcuni dei quali fortemente contrari al progetto – ritengono che gli obiettivi del piano sono adesso idonei, riguardando “la salvaguardia degli ulivi monumentali presenti nel comparto;  la valorizzazione e tutela del paesaggio e in particolare dell’uliveto; la realizzazione delle strutture con la massima riduzione di impatto ambientale”.
Come si ricorderà, il tragitto di questo insediamento per turisti di fascia alta è cominciato nel 2009 ed ha attraversato varie vicissitudini tra Comune e Regione, con il cambio di alcune normative in corso. La zona ha una destinazione urbanistica di tipo C5 (zone residenziali di espansione); il  comparto che misura 21 ettari e mezzo, era stato già interessato in una sua parte da una precedente lottizzazione, quella della società “Soviva”, in corso di realizzazione per oltre 200 villette. Il nuovo piano redatto dalla “Oasi Sarparea” ha ottenuto nel 2015 il parere favorevole della Soprintendenza e nel 2016 il parere paesaggistico di compatibilità rispetto al Piano paesaggistico territoriale regionale da parte della Giunta regionale, oltre a contenere gli adeguamenti necessari alle prescrizioni nell’ambito della procedura di Valutazione ambientale strategica.
“Le composizione edilizie che appaiono oggi nel piano di lottizzazione  – si spiega in una nota dell’ufficio stampa comunale – sono naturalmente mere esemplificazioni delle opere e non sono vincolanti. Anche perché il Comune di Nardò ha previsto una serie di prescrizioni alla società proponente che dovranno necessariamente essere rispettate nel successivo progetto esecutivo delle opere e quindi nella prospettiva del permesso a costruire. Tra queste, il fatto che qualsiasi intervento debba essere preceduto da rilievi georeferenziati del perimetro dell’ulivo monumentale, delle alberature monumentali isolate e dei manufatti che testimoniano l’antica attività rurale. Ciò al fine di verificare eventuali interferenze tra le infrastrutture e gli alberi di ulivo, il cui espianto o spostamento, se necessario, dovrà in ogni caso essere autorizzato secondo la normativa vigente. Peraltro, lo schema edilizio del piano ha un andamento variabile in funzione proprio della presenza degli ulivi”.
Per Mellone “il piano non è quello originario ed ha accolto in toto le osservazioni anche del mondo ambientalista”. “La questione degli ulivi è un falso problema – aggiunge il Sindaco – perché la presenza degli ulivi è il cuore stesso della filosofia costruttiva del complesso residenziale. I primi a non voler mettere mano agli ulivi sono proprio quelli di Oasi Sarparea”.  Infine Melone rileva che l’investimento che a società ci accinge a fare ammonta a 60 milioni di euro.

Voce al Direttore

by -
Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...