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Notizie da Sant'Isidoro, frazione di Nardò

Nardò – Oggi è la Giornata nazionale del Paesaggio, istituita dal Ministero dei beni ambientali culturali e turistici nel 2016 con l’obiettivo di richiamare il paesaggio quale valore identitario del Paese per tutte le generazioni. Il Comune di Nardò vi ha aderito “proprio con lo scopo di sensibilizzare i cittadini ai temi della difesa del paesaggio e dell’identità culturale” e ha annunciato la propria adesione al flash mob virtuale organizzato dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio delle province di Lecce, Brindisi e Taranto inserendo sulla homepage del proprio sito web e sugli account istituzionali sui social network una fotografia di un proprio paesaggio e il banner dell’iniziativa. L’immagine scelta dal Comune di Nardò è uno scatto di Torre dell’Alto (foto), realizzato da Mino Natalizio, assessore all’Ambiente. Anche il Museo della Preistoria di Nardò e Archeoclub Terra d’Arneo hanno aderito alla Giornata Nazionale del Paesaggio. “Occasioni come questa – dichiara Natalizio – devono servire a far comprendere a tutti, istituzioni, scuole, mezzi di informazione, associazioni, imprese, il bisogno assoluto di essere parte attiva nella difesa del paesaggio. Un elemento caratterizzante del territorio e della nostra identità che abbiamo il dovere di preservare nelle forme in cui lo abbiamo ricevuto. Non a caso, la nostra Costituzione ci dice, all’art. 9, che la Repubblica tutela il paesaggio, assegnando la massima dignità normativa a un impegno che tutti noi dobbiamo condividere. Nardò ha scelto questa foto di Torre dell’Alto che esalta tutta la bellezza del contesto, ma nello stesso tempo fa intravedere la sua fragilità, il fatto di essere esposto, aggredibile, richiamandoci quindi al dovere della sua tutela”.

Nella decisione dell’Amministrazione comunale di aderire alla Giornata del paesaggio vi vede un qualcosa di poco coerente il consigliere pd (opposizione) Lorenzo Siciliano, a proposito della lottizzazione della “Sarparea” di Torre S. Isidoro. “Scagliarsi contro un piano di lottizzazione, condurre una battaglia al fianco degli ambientalisti e dei cittadini, domandare “chi ci guadagna con questo progetto” che prevede un resort e 45 villette, diventare Sindaco grazie ai voti degli ambientalisti che ti hanno accordato la loro fiducia; poi approvare, dopo pochi mesi, quello stesso piano di lottizzazione e dire che quella enorme quantità di denaro porterà ricchezza alle imprese locali: mi chiedo se questa gente è proprio così o lo faccia apposta. Se davvero sono così imbevuti di spirito di onnipotenza da pensare che una comunità intera abbia improvvisamente dimenticato l’aberrante approvazione di un folle piano di lottizzazione che porta la firma della Giunta e del Sindaco e che permetterà di cementificare decine di ettari di uliveto monumentale, sfregiando un patrimonio paesaggistico dall’incommensurabile valore ambientale e storico”.

La costa tra Santa Maria e Santa Caterina (foto Fernando Spirito)

Nardò – Tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina (Torre dell’Alto) ne sorgeranno cinque; altri tre tra Torre Uluzzo, Sant’Isidoro e Torre Squillace: questo dice la graduatoria finale dei bandi emanati  nel dicembre 2015 e del settembre 2016 e finalmente arrivati al traguardo. Con una determina dell’ufficio competente del 5 marzo scorso si fissano i nuovi lidi lungo la costa neretina insieme a due “spiagge libere con servizi”. E’ stato un percorso molto accidentato principalmente a causa tra una nuova legge regionale (la numero 17) fatta e poi, dopo un po,’ rifatta per cercare di colmare problemi interpretativi non di poco conto da cui sono scaturiti – a Nardò, Gallipoli ed altri centri costieri – procedimenti, dinieghi da parte dei Comuni, contenziosi e sentenze da parte del Tribunale amministrativo, atti ritirati in autotutela.

Avviata la verifica di documenti e dichiarazioni degli assegnatari Fatta la graduatoria finale, adesso tocca al Comune verificare i documenti e le dichiarazioni presentate dai richiedenti. Di domande per gli otto lotti destinati a stabilimenti balneari ne sono arrivate 45. Le società concessionarie, selezionate senza casi di pari merito, sono la New Eden srl di Brindisi (due lotti); Andrea Giorgio Romano di Lecce; Cds Hotels di Lecce; Gruppo La Pergola di Nardò; Giulio Falconieri di Nardò; Gerardi Mattia, Graziano Potenza, Isabella Cerfeda di Copertino; Selecta ecoservizi di Nardò. Le due spiagge libere con servizi sono andate, dopo una procedura comparativa con altre istanze, alla Oasi Salento srl di Porto Cesareo e a Giorgio Benvenuto. Tra i concorrenti bocciati società del Brindisino, di Muro Leccese, Matino, Gallipoli, Castrignano del Capo, Lecce, Lizzanello , Novoli, Castrignano dei Greci.

Le vertenze non sono finite Ma le contese per un pezzo di litorale tra i più ammirati del Salento non sono finite. Per uno dei lotti ancora non assegnati, nel novembre scorso si è conclusa una assegnazione di un lotto – il numero 10 – a Sant’Isidoro. Il Tar in questo caso ha ribaltato la graduatoria scaturita da una procedura di comparazione davanti alla commissione apposita. Al primo posto invece della società “La Nave”, è andata la “Oasi srl”. Né il Comune né gli ex vincitori hanno proposto appello per cui il caso, almeno questo, è concluso.

Nella foto di Fernando Spirito, la costa tra Santa Maria e Santa Caterina

 

Nardò – Manette ai polsi per il 33enne pregiudicato di Nardò Damiano Cosimo Giusto Prete. Tentato omicidio, minaccia, porto e detenzione di arma da sparo sono i reati dei quali è ritenuto responsabile in seguito a quanto accaduto lo scorso 11 agosto a Sant’Isidoro, località marina di Nardò. In seguito ad una lite con un 19enne incensurato di Copertino, a quanto pare provocata da futili motivi, il neretino saprò in aria tre colpi d’arma da fuoco non prima di averlo ferito con una lama all’ascella sinistra e con una bottiglia di vetro più volte in testa minacciandolo di morte. A denunciare quanto accadde intorno alle 4 del mattino dell’11 agosto nei pressi del Lido dell’ancora fu proprio la vittima che, per le ferite riportate, venne giudicata guaribile in dieci giorni dai sanitari dell’ospedale di Copertino. In un primo momento, tuttavia, la vittima dichiarò ai carabinieri di essere caduta dalla scale salvo formalizzare la denuncia il giorno seguente il ferimento. Una conferma della veridicità di tale versione venne acquisita, poi, direttamente dai carabinieri perché proprio la sera seguente la brutale aggressione, il padre della vittima venne arrestato dai carabinieri per essersi introdotto abusivamente all’interno della loro Stazione a Porto Cesareo. L’uomo scavalcò il muro di recinzione della caserma ritenendo di essere stato inseguito da due tipi con una moto e il casco integrale, a suo dire per motivi legati all’accoltellamento del figlio della sera precedente.

Il precedente di settembre L’arresto di Prete scaturisce per la “pervicacia criminale dimostrata dall’indagato”, come accertato dai carabinieri, il quale potrebbe reiterare il reato commesso costituendo “un serio pericolo per l’incolumità della vittima”. Dello scorso settembre un altro episodio che ha visto coinvolto il pregiudicato il quale tentò di sfuggire ad un controllo dei carabinieri sulla SP 359 di Nardò alla guida di una Dacia Duster, ignorando l’alt intimato con la paletta alzata. Fermato dopo un breve, ma pericolosissimo inseguimento, l’uomo non solo er privo di patente di guida ma nell’auto nascondeva 32 grammi di cocaina purissima.

Nardò – È stata ritrovata bruciata a Nardò, in contrada “Ingegna”, l’Alfa Romeo 166 con la quale alle 6 di questa mattina due individui hanno rapinato il bar “Coffee break” annesso al distributore Esso sulla Copertino-Sant’Isidoro. Appena tre quarti d’ora dopo il colpo, sono stati i carabinieri del Nucleo radiomobile di Campi Salentina ad individuare l’auto, di color grigio e sprovvista di targa, sulla quale i due malfattori sono riusciti a fuggire facendo perdere le proprie tracce. A guidarla è stato un loro complice rimasto in auto nel corso della rapina. Il colpo ha fruttato i 150 euro in contanti che erano in cassa nonché diversi tagliandi gratta e vinci e stecche di sigarette di varie marche. I due hanno agito con il volto coperto da passamontagna e armati di pistola e di un grosso coltello.

 

Nardò – La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nell’Aro 6 ha ormai le settimane contate, Presto le novità contenute nella gara d’appalto conclusasi nel novembre scorso dopo quasi quattro anni, diventeranno realtà per l’intero territorio di Nardò e per gli altri Comuni che fanno parte dell’Ambito ottimale, cioè Alezio, Aradeo, Collepasso, Galatone, Neviano, Sannicola, Seclì, Tuglie. A spuntarla, come si ricorderà, sono state tre imprese salentine in associazione temporanea: la “Bianco Igiene ambientale” di Nardò, la “Gial Plast” di Taviano e la “Armando Muccio” di Taurisano. Le tre società hanno portato a casa un appalto da 102 milioni 986.734, 96, vale a dire 11 milioni 443mila euro annui. L’affidamento definitivo della gara con capofila Nardò e passata attraverso varie traversie ed un commissariamento (nel marzo scorso, da parte della Regione), è datato 20 novembre. In una nota del Comune si parla di “novità nei prossimi mesi” e, oltre al potenziamento del servizio, si ricorda la raccolta del rifiuto organico (previa distribuzione ovviamente del bidoncino dedicato). “Tali miglioramenti del servizio – si sottolinea – non comporteranno alcun costo “finale” per i cittadini”.

Intanto però da maggio nelle marine neretine scompariranno  i bidoni e sarà introdotta la raccolta porta-a.porta del rifiuto differenziato. Il servizio riguarderà le marine di Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e Torre Inserraglio, che registrano una maggiore presenza di popolazione residente nei 12 mesi dell’anno. “I cittadini non dovranno più fare i conti con situazioni di sporcizia e cattivo odore generate dai bidoni, soprattutto durante la stagione estiva. L’Amministrazione comunale e Bianco Igiene Ambientale (capofila) – si conclude – hanno già programmato la pulizia e il lavaggio straordinario delle sedi stradali che da anni ospitano i bidoni, non appena questi verranno rimossi in coincidenza dell’avvio del servizio di raccolta porta a porta”.

 

Giuseppe Verardi

Nardò – Cinque interventi per rendere maggiormente accessibili le spiagge della marina neretina di Sant’Isidoro. Li ha progettati il Comune di Nardò che li ha visti approvare dalla Giunta comunale nei giorni scorsi: li finanzierà l’Area marina protetta di Porto Cesareo. Si tratta di opere di “ingegneria naturalistica e riqualificazione costiera finalizzate alla riduzione delle barriere architettoniche, al recupero e alla rinaturalizzazione di alcune aree a Sant’Isidoro e Lido dell’Ancora;, previste dal progetto Less Barrier. Il primo degli interventi è previsto a Lido dell’Ancora e consentirà la realizzazione di una barriera verde a protezione della spiaggia, la demolizione dei manufatti in pietra esistenti e la realizzazione di una pedana in legno per accessibilità e fruibilità della spiaggia. Il secondo sarà realizzato alla spiaggetta di San Nicola per le stesse modalità e finalit come per la terza opera a Sant’Isidoro. Il quarto intervento prevede il completamento della delimitazione e della protezione del cordone dunale della spiaggia di Sant’Isidoro (lungomare Cristoforo Colombo); l’ultimo sarà il rinforzo della barriera verde a protezione della spiaggia, la demolizione dei manufatti esistenti e il prolungamento della pedana in legno. Le criticità e quindi gli interventi necessari sono stati individuati dall’Area funzionale n. 1 del Comune di Nardò e dal consigliere comunale Giuseppe Verardi, delegato alla pesca e alle risorse del mare nonché ai rapporti con i residenti di Sant’Isidoro.

I fondi provengono dal bilancio del consorzio dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, ente di cui fa parte anche Nardò. I relativi progetti hanno il parere favorevole degli uffici Urbanistica e Paesaggio del Comune di Nardò, della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio, del Servizio Demanio costiero e portuale della Regione Puglia e l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il Comune di Nardò, consegnatario delle aree demaniali interessate dagli interventi, coordinerà le operazioni. “Il tratto di costa interessato – dice il consigliere Verardi – ha urgente bisogno di interventi come quelli preventivati, sia per un discorso generale di tutela e riqualificazione delle spiagge, sia per una esigenza di valorizzazione a fini turistici. Nel corso dei decenni in questa zona non si è intervenuto oppure lo si è fatto nel modo sbagliato. Il problema dell’accessibilità di queste aree ha reso un tratto di costa bellissimo il più delle volte non fruibile o non completamente fruibile”.

Nardò – Accende una sigaretta in auto e viene avvolta dalle fiamme. È stata sfiorata la tragedia nel pomeriggio di martedì 12 dicembre in contrada Santo Stefano, a Sant’Isidoro (marina di Nardò). Attorno alle 16.30, una 54enne neretina appena entrata nella sua automobile ha acceso una sigaretta non avvedendosi della perdita dalla bombola del gas (da 25 chilogrammi) trasportata nella stessa vettura. In un istante, l’abitacolo della Grande Punto della signora è stato avvolto dalle fiamme e solo il pronto intervento dei Vigili del fuoco e dei sanitari del 118 ha impedito conseguenze ben più gravi. La donna si trova ora ricoverata al Centro grandi ustionati dell’ospedale “Perrino” di Brindisi con ustioni di secondo e terzo grado al viso e alle braccia.

Località Sant’Isidoro di Nardò

Nardò – Non trova pace il nuovo assetto urbanistico della costa, disciplinato da ultimo dal Piano comunale delle coste varato pochi mesi fa. S’intrecciano casi precedenti ed attuali tra scelte dell’Amministrazione, aspiranti concessionari che litigano e giudici amministrativi di continuo chiamati in ballo. E’ di questi giorni la notizia che una società che aveva vinto la gara anche per comparazione con il concorrente, è stata esclusa proprio per l’intervento di una sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Lecce cui si era rivolto il secondo classificato. La prima società, che peraltro non ha presentato istanza al Consiglio di Stato lasciando che la sentenza diventasse definitiva, è “La Nave”; la ricorrente è la “Oasi srl”. Il nodo del contendere una concessione di demanio marittimo a Sant’Isidoro, lotto 10, per realizzare uno stabilimento balneare. La revoca con determina è datata 15 novembre ed è a firma del dirigente comunale che segue queste materie. La sentenza del Tar non è stata appellata neanche dal Comune, pure chiamato in causa. I giudici hanno ritenuto errato tra l’altro che il Comune abbia preso in esame la domanda di concessione de “La Nave” del giugno 2015 per una parte del lotto indicato come ampliamento di una concessione già esistente del 2008, trascurando il fatto che l'”Oasi” ne aveva già prodotta una per l’intero lotto 10 nel febbraio dello stesso anno. Errata anche la decisione di mettere in comparazione le due domande aventi oggetti diversi (una ampliamento, l’altra nuova concessione).

Intanto ecco un altro ricorso. I giudici del Tar sono stati intanto richiamati in causa da un altro esposto firmato da una decina di residenti nel tratto che va dalle Quattro colonne di S. Maria al Bagno a Santa Caterina. Motivo: pur contando una trentina di km di litorale, in appena due km sono stati concentrati – dal pino coste citato . ben 16 lidi, con assai probabile aumento dei  problemi di traffico e di quiete. In questo caso è l’intero Piano ad essere impugnato. I ricorrenti infatti “data la particolare rilevanza della costa e dei siti interessati” ritengono, col loro legale avv. Daniele Montinaro, che lo strumento di programmazione urbanistica andava sottoposta a Vas, Valutazione ambientale strategica. Il riferimento è alla Palude del Capitano, Portoselvaggio, Torre Uluzzo, Grotte di capelvenere.

 

Nardò – «Abbiamo fatto l’impossibile, per quest’anno non siamo riusciti ma per il prossimo non dovremmo avere problemi». Con questa premessa-promessa, il consigliere comunale di maggioranza Giuseppe Verardi risponde via Facebook a una cittadina che nei giorni scorsi ha sollevato il problema dell’assenza, nel litorale di Sant’Isidoro, di pedane e accessi in spiaggia per disabili. Verardi, la cui attenzione per la marina di Sant’Isidoro è nota avendo anche la delega ai rapporti con i cittadini lì residenti, ha tranquillizzato tutti: «Posso capire bene il disagio – ha scritto il consigliere di “Giovani in Azione”, che di recente ha aderito a “Movimento Regione Salento” – e quindi sono il primo a voler fortemente queste pedane. Saranno interventi importanti che riguarderanno la spiaggia di Sant’Isidoro, la spiaggetta San Nicola e Lido dell’Ancora. Ne occorre uno anche a Torre Squillace e mi sono già attivato, anche se lì siamo ancora all’anno zero. È un bel progetto – ha concluso – e i fondi già ci sono». L’estate 2018 dovrebbe quindi portare all’abbattimento dell’ennesima barriera architettonica.

Sant’Isidoro – Tutto pronto per il “1° Triathlon Terra d’Arneo” di Sant’Isidoro. Saranno 158 gli atleti che prenderanno parte alla gara “sprint” (750 metri di nuoto, 20 km di bici e 5 km di corsa), 40 coloro che si disimpegneranno nella più accessibile “supersprint”. La Polizia municipale, per il prossimo 15 ottobre, ha sviluppato un piano di temporanea sospensione del traffico nelle vie interessate dal percorso: dalle ore 9 alle 14 niente automobili in via Leuca, strada Brusca e via Cucchiara per il passaggio delle bici; via Ugento, via Valle d’Itria, via Trani, via Sorrento, via Terracina, via Lavinio saranno invece alcuni dei tratti sospesi al traffico per consentire agli atleti una corsa in sicurezza. L’evento è organizzato dal Comitato Regionale Fitri in collaborazione con Gianni Casaluce dell’associazione Verdesalis, e con presidente e vice della “J Nardò Bianconera”, Tony De Paola e Tiziano De Pirro.

 

SANT’ISIDORO (NARDÒ). Un manufatto abusivo, realizzato in blocchi di tufo e con copertura in eternit, è stato sequestrato dalla Guardia costiera di Gallipoli a S. Isidoro, località marina di Nardò. I sigilli sono scattati nel corso di alcuni controlli di polizia marittima. Il manufatto, privo di qualsivoglia titolo autorizzativo e di circa dieci metri quadrati, sorge in zona demaniale all’interno dell’Area marina protetta di Proto Cesareo. Da una prima ricognizione sembrerebbe essere utilizzato come deposito di attrezzature e  materiale vario.

SANT’ISIDORO. Era uscito di casa per una battuta di pesca subacquea, da navigato pescatore, ma qualcosa doveva essere andato sorto se i familiari fino a sera tardi non lo avevano visto rincasare. L’allarme alla Capitaneria di porto è partito dai familiari dell’uomo, un anziano, e sono subito scattate le ricerche che hanno portato al ritrovamento, nel tratto di mare tra S. Isidoro e Torre Inserraglio. Di un corpo incastrato con le gambe in una fessura della scogliera.  Gli agenti delle due motovedette impegnate nell’operazione hanno subito chiamato il “118”; giunti sul posto, i sanitari intorno alle 8,45 di oggi non hanno potuto far altro che constatare la morte di A. N., originario di Nardò ma residente da tempo a Fiorano Modenese. L’uomo aveva indosso la muta, pinne e maschera e probabilmente inseguendo una preda era finito per imprigionarsi senza scampo in un passaggio rivelatosi troppo stretto.

 

NARDÒ. Agosto rovente in quel di Nardò, nonostante le già alte temperature meteo: dopo il “sì” del progetto di lottizzazione della Sarparea a Sant’Isidoro da parte della Giunta comunale arriva – come c’era da attendersi – la pioggia di reazioni sul provvedimento. Non si fa attendere la nota con cui il comitato “Salviamo la Sarparea” commenta la decisione dell’esecutivo di Mellone, annunciando di dare battaglia sul piano legale: “Si mostra un chiaro disinteresse – scrivono gli attivisti coordinati da Stefania Ronzino – verso la palese e incontrovertibile presenza di un uliveto secolare protetto dalla Costituzione e dalle leggi statali e nazionali. Il Comitato annuncia il ricorso in ogni sede contro questa scellerata decisione che tradisce la vocazione del territorio”.
Di tutt’altro tono l’intervento della “Oasi Sarparea”, la società inglese che costruirà il resort tra gli ulivi, che per bocca dell’amministratrice unica Alison Deighton si dice soddisfatta: “La giornata di oggi rappresenta per noi un momento di particolare orgoglio, che manifestiamo nel consegnare finalmente un’idea funzionale alla comunità di Nardò. Ci preoccuperemo – scrive la Deighton – di approfondire il legame con il territorio, come dimostrato dalla volontà di creare un parco monumentale con tre ettari di ulivi secolari. Un vero e proprio dono per la comunità, col progetto che punterà a destagionalizzare il turismo salentino”.
L’opposizione consiliare annuncia dal canto suo la richiesta di un Consiglio monotematico sulla faccenda e rimarca le “contraddizioni” tra i diversi comportamenti di Mellone: “Nel 2014 la posizione di Pippi Mellone, all’epoca consigliere comunale di opposizione, era un netto no alla realizzazione di una struttura che non avrebbe portato ricchezza al territorio, sosteneva, richiamando anche il parere negativo unanime della Consulta per l’ambiente. Oggi dribblando l’assise comunale dà il via libera a questa follia senza precedenti”, scrive il consigliere Lorenzo Siciliano (Pd). Gli fa eco Lucio Tarricone, del centro studi “Salento Nuovo”: “Chiediamo noi oggi a Mellone chi ci guadagna, come facevano allora lui e De Tuglie dall’opposizione agli amministratori di allora. Ovviamente ci aspettiamo per coerenza le dimissioni dell’assessore”. Per Tarricone “la Sarparea con i suoi ulivi millenari non è solo un luogo incantato, è l’essenza stessa della nostra storia, della nostra cultura, del nostro essere persone”.

NARDÒ. A Sant’Isidoro si può fare e si farà il il complesso residenziale progettato dalla società inglese “Oasi Sarparea srl”. Oggi la Giunta comunale presieduta dal Sindaco Giuseppe Mellone ha approvato la lottizzazione spiegandone i motivi in una deliberazione di 17 pagine. Per gli amministratori neretini – alcuni dei quali fortemente contrari al progetto – ritengono che gli obiettivi del piano sono adesso idonei, riguardando “la salvaguardia degli ulivi monumentali presenti nel comparto;  la valorizzazione e tutela del paesaggio e in particolare dell’uliveto; la realizzazione delle strutture con la massima riduzione di impatto ambientale”.
Come si ricorderà, il tragitto di questo insediamento per turisti di fascia alta è cominciato nel 2009 ed ha attraversato varie vicissitudini tra Comune e Regione, con il cambio di alcune normative in corso. La zona ha una destinazione urbanistica di tipo C5 (zone residenziali di espansione); il  comparto che misura 21 ettari e mezzo, era stato già interessato in una sua parte da una precedente lottizzazione, quella della società “Soviva”, in corso di realizzazione per oltre 200 villette. Il nuovo piano redatto dalla “Oasi Sarparea” ha ottenuto nel 2015 il parere favorevole della Soprintendenza e nel 2016 il parere paesaggistico di compatibilità rispetto al Piano paesaggistico territoriale regionale da parte della Giunta regionale, oltre a contenere gli adeguamenti necessari alle prescrizioni nell’ambito della procedura di Valutazione ambientale strategica.
“Le composizione edilizie che appaiono oggi nel piano di lottizzazione  – si spiega in una nota dell’ufficio stampa comunale – sono naturalmente mere esemplificazioni delle opere e non sono vincolanti. Anche perché il Comune di Nardò ha previsto una serie di prescrizioni alla società proponente che dovranno necessariamente essere rispettate nel successivo progetto esecutivo delle opere e quindi nella prospettiva del permesso a costruire. Tra queste, il fatto che qualsiasi intervento debba essere preceduto da rilievi georeferenziati del perimetro dell’ulivo monumentale, delle alberature monumentali isolate e dei manufatti che testimoniano l’antica attività rurale. Ciò al fine di verificare eventuali interferenze tra le infrastrutture e gli alberi di ulivo, il cui espianto o spostamento, se necessario, dovrà in ogni caso essere autorizzato secondo la normativa vigente. Peraltro, lo schema edilizio del piano ha un andamento variabile in funzione proprio della presenza degli ulivi”.
Per Mellone “il piano non è quello originario ed ha accolto in toto le osservazioni anche del mondo ambientalista”. “La questione degli ulivi è un falso problema – aggiunge il Sindaco – perché la presenza degli ulivi è il cuore stesso della filosofia costruttiva del complesso residenziale. I primi a non voler mettere mano agli ulivi sono proprio quelli di Oasi Sarparea”.  Infine Melone rileva che l’investimento che a società ci accinge a fare ammonta a 60 milioni di euro.

Il pesce è di incerta provenienza e scattano i sigilli in due ristoranti di Sant’Isidoro. Con l’aumento del flusso turistico aumentano anche i controlli lungo la filiera della pesca da parte della Guardia costiera. In questo caso, il Nucleo ispettivo di Gallipoli ha constatato la mancanza della corretta documentazione su otto vasetti di polpa di riccio, due chilogrammi di cozze, 250 ricci di mare oltre ad un kg di tonno in tranci, 2,5 kg di tranci di pesce spada e due kg di filetto di salmone. Per tali irregolarità sono stati elevati verbali per complessivi 3.000 euro. Altre operazioni hanno permesso alle motovedette della Polizia marittima di elevare un verbale da 3.098 euro a carico di un soggetto sorpreso “indebitamente” al comando di un motopeschereccio dove sono state riscontrate “gravi deficienze” sia nella composizione dell’equipaggio sia nella sicurezza a causa di un motore privo dei dovuti controlli. Una tartaruga della specie “caretta caretta” recuperata dopo essere stata ferita da un amo da pesca è stata, infine, consegnata all’osservatorio faunistico di Calimera per le cure necessarie.

Marco Pisacane

NARDÒ. Sant’Isidoro si appresta a vivere un’intera giornata all’insegna della pesca sportiva. Per il prossimo 30 luglio, la Proloco Torre S. Isidoro, con la collaborazione tecnica della Over Fishing Salento, ha in programma una gara di bolentino aperta a tutti con un massimo di tre concorrenti per equipaggio. Ogni partecipante potrà utilizzare una sola canna o lenza a mano armata con massimo tre ami, l’area della competizione sarà delimitata da boe a tre miglia dalla costa. Il raduno dei concorrenti è previsto per le ore 6, un’ora più tardi l’inizio della gara sino alle 12. Dopo la consegna del pescato, alle 13.15 le operazioni di pesatura ed esposizione classifiche presso la Proloco S. Isidoro. In serata, dalle ore 20 in poi, spettacolo musicale con Cordella Band e pizzica, e la cerimonia di premiazione (trofeo ai primi tre equipaggi e al concorrente che avrà catturato la preda più pesante). «I partecipanti saranno liberi di muoversi a piacimento – spiega il presidente della Over Fishing Salento, Marco Pisacane (foto) – anche pescando a scarroccio (pratica diffusa su fondi sabbiosi). Cerchiamo di rafforzare il sentimento di libertà presente in ognuno di noi». Per iscrizioni inviare una mail a overfishingsalento@gmail.com entro il 28 luglio. In caso di avverse condizioni meteo, la gara sarà rinviata al 5 agosto. Gli ufficiali di gara saranno Marcello De Monte, Paolo Gaballo e Andrea Romeo. Immancabile sfondo solidale in favore dell’associazione Cuore Amico.

turisti nardoNARDÒ. Se la stagione turistica fosse una gara di Formula 1, si potrebbe dire che esercenti e operatori delle marine di Nardò stanno scaldando i motori per farsi trovare ben preparati per il periodo più intenso e impegnativo. Quello che vivono per il momento Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e Sant’Isidoro sembrerebbe un giugno a ritmi alterni e piuttosto blandi. Che però dal tramonto in poi comincia a riempire locali e bar: «Come ogni anno questo è un periodo in cui non passa ancora tantissima gente – dice Jacopo, di Galatone, da anni attivo nel bar di famiglia all’interno dell’area pedonale di Santa Maria – soprattutto nelle ore calde. In questi giorni si va al mare e quindi persino il sabato e la domenica nel pomeriggio si lavora meno rispetto ai mesi precedenti.

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Giuseppe Verardi

Giuseppe Verardi

NARDÒ. Barriere architettoniche, viabilità, arredo urbano: sant’Isidoro punta a risolvere i problemi annosi con cui ogni anno in estate fanno i conti residenti, commercianti e turisti. Il parcheggio gratuito per trecento auto individuato su un’area di proprietà comunale è uno dei tasselli che contribuiranno a cambiare il volto della marina neretina: «La zona è adiacente a via Giusti ed intercetterà il flusso veicolare – spiega il consigliere delegato alla pesca e alla valorizzazione delle risorse del mare, Giuseppe Verardi (foto) – prima che questo congestioni la litoranea e il centro abitato».

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NARDÒ. Opere abusive a servizio di un noto bar di Sant’Isidoro e scatta il sequestro da parte della Guardia costiera. I militari dell’ufficio marittimo di Porto Cesareo, insieme al personale dell’Ufficio tecnico del Comune di Nardò, hanno accertato, anche grazie al confronto ortofografico effettuato tramite il sistema informatico del Demanio, come un locale si fosse “allargato” in assenza di qualsivoglia titolo autorizzativo. L’abuso è ancor più grave perché ricadente nell’ambito di un’Area marina protetta di “Zona A” e in zona sottoposta a tutela idrogeologica. Il sequestro preventivo ha colpito un locale di circa 66 metri quadrati, due strutture ombreggianti di circa 15 mq e una recinzione in muratura. Il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito all’autorità giudiziaria.

ulivoNARDÒ. Puntuale, a pochissimi giorni dalla presentazione del nuovo piano sull’insediamento turistico a Sant’Isidoro, venerdì scorso ha fatto quadrato intorno agli ulivi monumentali della Sarparea il comitato di cittadini e associazioni che si oppongono alla lottizzazione dell’area e alla costruzione del resort. Tanti i comitati e le associazioni, neretine e dei centri limitrofi, e i cittadini (un centinaio i presenti all’atto costitutivo) che hanno aderito al comitato “Salviamo la Sarparea”, coordinato da Stefania Ronzino. Oltre alle sigle ambientaliste di lungo corso o più giovani , e alle associazioni culturali che hanno sposato la causa, presente anche qualche esponente politico: il consigliere regionale Cristian Casili (M5S) si è messo a disposizione della “causa”; dal Pd si uniscono al comitato i consiglieri comunali Lorenzo Siciliano e Daniele Piccione. Lo stesso fa la sezione leccese di Sinistra Italiana.

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sarpareaNARDÒ. Se in precedenza c’è stato un difetto di comunicazione che ha prodotto anche  una “informazione parziale”, stavolta si previene quel rischio fornendo tutti i particolari sul piano attuativo dentro al quale prenderà forma il “Sarparea resort & spa” nella marina di Sant’Isidoro. O quantomeno si cerca di evitarli, perché già in conferenza stampa non sono mancati accenti decisamente contrari anche al nuovo piano rimodulato fino a trovare il consenso della Regione e della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio. Non poteva essere diversamente, anche perché – tra sentenze del Tar, cambi normativi interventi dal 2009 in poi, interventi anche ministeriali – la società “Oasi Sarparea” ha recepito nel suo prodotto tecnico finale, a firma dello studio dell’architetto Francesco Pellegrino di Lecce, scomparso proprio pochi giorni fa, anche il Piano paesaggistico territoriale regionale. “Nel corso di questi anni ho potuto conoscere ed apprezzare non solo un validissimo professionista – ha detto la signora Elison Deighton, amministratore delegato della “Oasi Sarparea” ricordando l’arch. Pellegrino – ma anche una persona ferma e volitiva. La sua morte è una perdita per tutti ma dobbiamo andare avanti. Possiamo sempre contare sui suoi validi collaboratori, come l’architetto Mariella Giordano, che lo ha affiancato nel lavoro. Insieme a loro abbiamo dato vitaall’evoluzione del progetto. Un bel progetto”. Gli investitori inglesi – l’altro socio è Ian R. Taylor, presidente ed amministratore della multinazionale “Vitol”, operante per lo più nel settore energetico – hanno coinvolto anche un paesaggista di rilievo internazionale, Andreas Kipar. Molti i suoi progetti realizzati e le partecipazioni a concorsi, tra cui si segnalano le opere di grande impatto paesaggistico quali l’insediamento produttivo della Fassa spa tra le colline del Monferrato, la valorizzazione del paesaggio di Langa, i nuovi uffici della Diesel a Breganze, sulle colline vicentine. Sarà un insediamento turistico, in un’area a ciò deputata, di alta qualità, in un uliveto per molti anni trascurato. “Già oggi si raccolgono 2mila quintali di olive – ha rilevato la signora Deighton – e puntiamo ad un prodotto riconosciuto biologico”. Su questa strada si procederà per tutto il resto, anche per rinforzare l’ida che “non si tratta di un vilalggio turistico chiuso”. Ma cos’è tutto il resto? La risposta alle mire imprenditoriali è stata data dalla Regione nell’agosto scorso con il “via libera” ad un insieme di interventi ridimensionati rispetto a quelli originari: le unità immobiliari da 61 sono diventate trenta; la volumetria possibile da 160mila metri cubi originari a 95; restano 19 gli ettari interessati di cui quattro riservati ad un parco pubblico in un bosco di ulivi, e i 70 miioni d’investimento. L’assessore regionale al Territorio, Anna Maria Curcuruto, aveva sottolineato: «Si tratta di un progetto sostanzialmente diverso, con meno volumetrie e una accurata rilevazione delle alberature; è un progetto di maggiore qualità sia nel contesto complessivo che nei singoli fabbricati». Di questo, della Valutazione ambientale strategica, dei vari passaggi tecnico legali fin nei particolari hanno parlato larchitetto Giordano, lavvocato Valeria Pellegrino. Ora toccherà alla Giunta comunale di Nardò pronunciarsi e dare così corso alla fase esecutiva, col posizionamento preciso delle villette, il rispetto totale degli ulivi a partire da quelli secolari: Non toccheremo un albero meno . Ha detto il Sindaco Giuseppe Mellone, che dallopposizione si era schierata nettamente contro questo insediamento: Sono venuto per ascoltare e quindi ritengo prematuro ogni commento. Il piano è stato depositato in Comune giovedì pomeriggio e non abbiamo avuto il tempo di vederlo; toccherà allingegnere D’Alessandro, chje ha le competenze necessarie, valutare questo importante progetto. Ma le reazioni non si sono fatte attendere, alcune hanno anzi preceduto la presentazione del piano. Il progetto di villaggio turistico allinterno delluliveto ultra secolare sembra essere una devastante speculazione edilizia funzionale soltanto alla società proponente, attacca Rino Giuri,. Coordinatore del Pd con i consiglieri Danile Piccione, Lorenzo Siciliano. Oggi attendiamo alla prova dei fatti – si legge inoltre nella nota a loro firma – gli attuali amministratori, specialmente quelli che fino a qualche tempo fa minacciavano fuoco e fiamme contro il progetto e che, una volta al potere, sono rimasti in grazioso e ossequioso silenzio. Il consigliere regionale Cristian Casili (M5S) ha scritto:  “Naturalmente la proprietà e chi ne fa gli interessi, a mio avviso, tende a minimizzare gli impatti di un simile intervento sia da un punto di vista occupazionale che ambientale e paesaggistico. A questo punto si rende necessario calendarizzare a stretto giro un intervento in Consiglio regionale e in V Commissione al fine di verificare la validità dei pareri Vas a suo tempo rilasciati, L’assessore regionale al Territorio, Anna Maria Curcuruto deve darci risposte chiare e che entrino nel merito dell’iter autorizzativo e della compatibilità del progetto con lo stato dei luoghi. Ho l’impressione che si sia tirato l’acceleratore pericolosamente”. Nella sala della conferenza infine e fuori Danilo Scorrano (Sinistra italiana, ex consigliere provinciale) e Matteo Vallone (laureato in beni culturali) hanno messo laccento sullulteriore consumo di territorio di cui in Salento si abusa: meglio sarebbe stato, a loro parere, recuperare e riqualificare lesistente senza aumentare la pressione antropica.

NARDÒ. Finivano direttamente in mare le acque reflue di un noto ristorante a Sant’Isidoro. Ad accertare l’abuso sono stati i militari della Guardia costiera di Gallipoli intervenuti nella marina neretina insieme al personale tecnico del Comune di Nardò. L’impianto posto sotto sequestro, con tre pozzetti e due fosse biologiche in cemento, è risultato privo di permesso di costruire e realizzato in area demaniale marittima e in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito all’autorità giudiziaria.

 

IN EVIDENZA. Chi le sceglie ogni estate, chi non lesina critiche, chi le ammira solo in cartolina: Santa Caterina e Sant’Isidoro di Nardò, così vicine e così diverse, due facce di una stessa medaglia, comunque sempre affollate. Alessandro e Anna hanno seguito il consiglio dei loro amici salentini, percorrendo oltre mille chilometri per raggiungere Santa Caterina da Pavia. Lui, “voce nota” per le imitazioni in radio e tv, si dice “entusiasta della scelta perché è un punto d’appoggio superlativo”. «La confusione è l’unico fattore limitante – nota – ma il mare di Santa Caterina e gli scenari di Portoselvaggio sono mozzafiato. Per noi, qui è il top del Salento». Il tragitto di Francesca (32enne avvocato) per raggiungere la marina neretina è decisamente più comodo: dalla vicina Lecce si sposta da 15 anni a Santa Caterina: «Ho un dolce ricordo di tutte le stagioni estive vissute qui. Tuttavia, negli ultimi anni ho notato un calo di turisti, a parer mio legato all’assenza di eventi forti e di attività commerciali di richiamo, fatta eccezione per un paio. Più che veri turisti, è una meta per le vacanze delle famiglie del posto». In effetti Santa Caterina gode di alta considerazione nella fascia più “chic” nord salentina, al contrario di Sant’Isidoro, talvolta trascurata dai ne- retini e “preda” della limitrofa Copertino. Marco ha 51 anni e da 25 lavora in un’industria metallurgica di Duisburg: «Ogni estate Sant’Isidoro è tappa fissa – spiega in un italiano con forte cadenza tedesca – per un legame affettivo, in quanto qui conobbi mia moglie. Sarò sincero: la forza di Sant’Isidoro, a mio giudizio, è proprio la trascuratezza che gli riservano i neretini. L’atmosfera anacronistica che lo caratterizza rende unico questo tratto costiero». Se da un lato non mancano le bellezze paesaggistiche, dall’altro abbondano le problematiche, come spiega la neretina Maria: «Ho una casa qui che da sei anni ho deciso di destinare all’affitto. Non dispongo della rete fognaria e nella mia zona non si rileva alcun segnale telefonico: pare di essere fuori dal mondo. Poi – conclude – il traffico non regolamentato che si crea sul lungomare alla lunga è snervante e trovare parcheggio è una missione impossibile». Meglio andare altrove.

Un modello di compostiera per "digerire" gli umidi

Un modello di compostiera per “digerire” gli umidi

NARDÒ. Basta un ortale o un piccolo giardino e arriva il composter con annesso sconto sulla cartella esattoriale da 30 euro. C’è tempo fino al 30 giugno per fare domanda al Comune, attivarsi per una migliore e conveniente differenziata e portare a casa un risparmio. Il Comune, pur nel frastuono della campagna elettorale tuttora in corso, ha diffuso un comunicato che è però passato per lo più inosservato fra i cittadini. Mettere da parte, in un contenitore apposito (il composter appunto, un bidoncino un po’ più capiente con un particolare sistema di areazione) gli scarti delle verdure, della frutta, di sostanze umide biodegradabili comporta una riduzione notevole dei rifiuti da smaltire e alla fine anche un fertilizzante da riutilizzare in campagna o in giardino, tagliando nel contempo i costi della raccolta, del trasporto e del conferimento di quei materiali ai centri di compostaggio.

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Amp Porto Cesareo. Lavori di riqualificazione a Sant'IsidoroNardò. Terminati i lavori di riqualificazione e una migliore fruizione del litorale costiero Marineria di Sant’Isidoro. L’intervento si è reso possibile grazie al prezioso supporto dell’Ente Area marina protetta di Porto Cesareo – in cui ricade il tratto di costa interessato – e ad una stretta sinergia con il settore Urbanistica, ambiente e demanio del Comune di Nardò. La realizzazione di due pedane di accesso alla spiaggia sita nella marineria, intervento ecocompatibile ed a basso impatto ambientale, consentirà ai diversamente abili di accedere in sicurezza all’arenile. Soddisfazione è stata espressa dal consigliere dell’Area marina protetta Giovanni Portorico:“Migliorare i servizi per la libera balneazione ed accesso alla costa attraverso interventi ecocompatibili sono tra le principali azioni dell’AMP Porto Cesareo che trovano ampio supporto anche nel recentemente approvato Piano Comunale delle Coste di Nardò”, ha affermato. Sui lavori è intervenuto anche il presidente Amp Remì Calasso: “Un nuovo apprezzabile intervento, facente parte di un più complesso piano di riqualificazione ambientale, avviato negli ultimi anni nella riserva marina, che vede chilometri di preziosa costa sabbiosa adeguatamente attrezzati per garantirne una corretta fruizione”.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...