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Tricase – Prosegue il percorso del “Festival organistico del Salento”, giunto alla sua quarta edizione. Il programma si snoderà fino a dicembre nelle più belle chiese delle diocesi salentine: il prossimo appuntamento è per sabato 20 ottobre presso la chiesa di S. Antonio da Padova a Tricase, alle ore 20.

Obiettivo del Festival è valorizzare il patrimonio degli organi storici del Salento, tutti restaurati negli anni Ottanta e Novanta, e di far conoscere – accanto a musicisti di chiara fama – giovani organisti. La direzione artistica è di Francesco Scarcella, docente presso il Conservatorio di Lecce e ispettore onorario presso il Ministero dei beni e delle Attività culturali per gli organi storici alla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.

Il programma: ecco le prossime tappe – Dopo Tricase, il “Festival organistico del Salento” porterà la sua musica a: Matino (21 ottobre, chiesa di S. Giorgio alle ore 19,30), Lecce (27 ottobre, Basilica cattedrale Maria SS. Assunta, ore 20), Muro Leccese (28 ottobre, chiesa Maria SS. Assunta, ore 19), Santa Maria di Leuca (4 novembre, Basilica S. Maria de Finibus Terrae, ore 19,30), Soleto (9 novembre, chiesa Maria SS Assunta, ore 18), ancora a Tricase (10 novembre, chiesa natività B.V. Maria, ore 18,30), Gagliano del Capo (10 novembre, chiesa San Rocco confessore, ore 19), Presicce (17 novembre, chiesa Madonna del Carmine, ore 18), Spongano (18 novembre, chiesa San Giorgio martire, ore 18,30), Lecce (24 novembre, chiesa San Filippo Smaldone, ore 19), Tiggiano (25 novembre, chiesa S. Ippazio, ore 19), Corigliano d’Otranto (1 dicembre, chiesa di San Nicola, ore 19).

Gran partecipazione per la tappa a Morigino (frazione di Maglie) domenica 14 ottobre: per l’occasione, la chiesa di San Giovanni Battista (recentemente restaurata) è stata gremita come nel giorno della festa del Santo a cui è dedicata. Partecipazione ed entusiasmo che sarebbe irriverente (considerato il posto) definire “da stadio”, applausi dopo ogni esibizione e infine un bis del pezzo più apprezzato (tra gli altri anche la Pastorale gallipolina che ha anticipato l’aria natalizia). Nel corso della serata, la voce di Maria Cristina Fina e il maestro Francesco Scarcella all’organo del 1740 (restaurato dieci anni fa) hanno deliziato gli appassionati con melodie di Vivaldi, Haendel, Mercadante, Bellini, Mozart.

Salento ricco di organi  storici. Il più antico è quello di Galatina (1558), che si trova nella chiesa di S. Caterina. Segue quello Salve, costruito nel 1628 e restaurato nel 1978 con la consulenza tecnico-artistica del Maestro Luigi Celeghin del Conservatorio “S. Cecilia” di Roma. Ancora, gli organi “positivi” (di piccole dimensioni e trasportabili) costruiti dal maestro Carlo Sanarica: quello per la chiesa di S. Antonio a Minervino nel 1733, e quello per la chiesa di San Nicola a Maglie realizzato nel 1755. Il Festival dà spazio anche ai nuovi compositori: il 4 novembre nella basilica di Leuca verrà presentato il cd di Biagio Putignano “Desiderium Animae”, con l’organista Pier Damiano Peretti, docente alla Hochschle fur Musik di Vienna.

Gli organizzatori. Il “Festival organistico del Salento” è organizzato dall’Istituto di Cultura Musicale J.S.Bach di Tricase, in collaborazione col Parco culturale ecclesiale Terre del Capo di Leuca  “De Finibus Terrae” (diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca), che sostiene i “Vespri organistici lungo i Cammini di Leuca”, sotto il patrocinio della Provincia di Lecce, l’Arcidiocesi e il Conservatorio di musica “T. Schipa” di Lecce, la Società italiana di musica contemporanea, d’intesa con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.

(Nella galleria fotografica, alcuni momenti del concerto presso la chiesa di Morigino)

 

 

 

Antonio Spano, presidente dell’associazione “La Pastorella”

Muro Leccese – C’era una volta, a Muro Leccese, un gruppo di amici che, per passare una serata in compagnia, decisero di cucinare un intero maiale condividendone ogni singola parte. Secondo la tradizione quella sera nacque la festa de “Lu porcu meu”, sagra che si terrà il 20 e 21 ottobre e sentita dai muresi come una vera e propria festa patronale. Da 35 anni, infatti, ogni terzo weekend di ottobre a Muro Leccese fanno ritorno persone da ogni parte d’Italia e dalla Svizzera, desiderose di partecipare a questa tradizione che rinsalda i legami tra il paese e le loro famiglie.

Numerosi gli stand dove poter assaggiare piatti come il tradizionale bollito, carne alla griglia, porchetta e altre specialità tutte rigorosamente a base di maiale, principe della serata. I festeggiamenti inizieranno domani, sabato 20 ottobre, alle 19 con l’apertura degli stand e la musica popolare del Trio Salento e, in seconda serata, la pizzica degli Alla Bua, musicisti di Casarano che continueranno a suonare domenica con la fiera per le vie del paese a partire dalle 8. Nello stesso giorno, alle 17 ci sarà la storica “Cuccagna de lu porcu meu”, dove i giovani si sfideranno ad arrampicarsi sul palo ben coperto di grasso per raggiungere i premi messi in palio. Dalle 19 si riaccendono le numerose griglie, pronte a soddisfare la fame dei partecipanti, e la musica dei “Li cumpari”, Cesare dell’Anna e “Opa cupa”.

Organizzatrice della festa è l’associazione La Pastorella i cui numerosi membri ogni anno, sotto la guida del presidente Antonio Spano, s’impegnano per rinnovare la festa e contribuire per la solidarietà. L’anno scorso, infatti, la festa ospitò stand del Comune di Visso, città marchigiana colpita dal sisma, e dopo la festa Antonio Spano e una delegazione di Muro Leccese ha portato a Visso l’assegno del ricavato della serata. Quest’anno la solidarietà si ripete. Nell’area mercatale, dove si terrà la fiera, si potranno trovare anche stand con prodotti gluten free.

Negli stessi giorni saranno presenti in paese giornalisti e blogger di testate nazionali molto note impegnati in un “press tour“ di arte e cultura nei piccoli borghi. Promosso dal Comune di Muro Leccese e finanziato da Puglia Promozione (agenzia della Regione Puglia), i giornalisti potranno vivere in diretta un evento così radicato e raccontare le bellezze della città messapica di Muro Leccese e dei muresi, soprannominati “porci de muru” proprio per il loro legame a questa tradizione che si concluderà con la storica sfilata del maiale, protagonista di questa due giorni.

 

Muro Leccese – Pota gli alberi e rompe parzialmente un cavo elettrico rimasto penzolante sulla sede stradale. Intorno alle 12 di ieri, domenica 14 ottobre, i tecnici dell’Enel sono intervenuti lungo la strada statale MaglieLeuca perchè in agro di Muro Leccese dei lavori di potatura effettuati su di un terreno agricolo adiacente alla carreggiata avevano provocato la parziale rottura di una cavo elettrico. L’attraversamento aereo della sede stradale da parte del cavo ha messo in pericolo la sede stradale che, infatti, è rimasta chiusa al traffico fino alle 18. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile di Maglie,

Serra di Supersano – L’arte contemporanea e il paesaggio rurale in simbiosi e da godere nella XIV Giornata del Contemporaneo, sabato 13 ottobre nel Parco dei Paduli, tra Supersano, Nociglia, San Cassiano, Sanarica, Giuggianello, Scorrano. L’Amaci, l’associazione dei Musei d’arte contemporanea, dal 2005 dedica una giornata all’arte contemporanea. I Musei che aderiscono all’associazione promuovono eventi, mostre, conferenze laboratori per fare conoscere apprezzare la ricchezza dell’arte contemporanea. Il Lua, Laboratorio urbano aperto, e l’associazione Abitare i Paduli per  l’occasione lanciano due iniziative gratuite.

Ore 10, si pedala nel parco tra le opere d’arte  L’appuntamento è per le 10 presso Centro servizi Parco Paduli, via della Vittoria n.151, a San Cassiano. Tutti in bici nel Parco tra le installazioni artistiche tra le quali  le sculture di Cyop& Kaf, omaggio a Vittorio Bodini, e l’edicola realizzata da Fabrizio Bellomo dedicata a  San Rocco nell’ambito del progetto “La Terra Matta”. Il percorso continuerà nell’Uliveto pubblico per ammirare i Nidi d’artista nati dal progetto “Nidificare i Paduli” e la scultura Niodemo dell’artista Dem. La partecipazione è gratuita, ma occorre prenotarsi (tel. 3775341053 o mail servizi@parcopaduli.it. Per chi non possiede una bici, c’è la possibilità di prenotarne una.  (nella foto di Francesco Buccarelli)

Pomeriggio al Museo  Nel pomeriggio, dalle 16 alle 19, visita gratuita al Miab, Museo iconografico dell’arte  bizantina, in via Monticelli, sempre a San Cassiano, per visitare la mostra  “Solidi. Il bizantinismo ai tempi del mediaevo – 10 sculture di Cyop&Kaf” (i due artisti napoletani che con i loro graffiti hanno messo in rilievo la bellezza dei quartieri spagnoli di Napoli e del centro storico di Taranto tracciando percorsi di inedita bellezza). La mostra “indaga, con il linguaggio dell’arte contemporanea, l’essenza dell’uomo del ‘mediaevo’ e il suo vivere nella società accelerata del ventunesimo secolo”.  L’installazione artistica cerca di indagare sul filo che lega l’uomo del  Medioevo a quello del Mediaevo.

Il Miab, nato da un’idea del Comune di San Cassiano in collaborazione con il Laboratorio Urbano e Abitare i Paduli, è un museo in divenire e insieme archivio fotografico che cataloga, documenta e rende consultabile il patrimonio iconografico delle numerose chiese, rupestri e non, presenti nel territorio dei Comuni del Parco dei Paduli e del Sac, Sistema ambientale e culturale delle Serre salentine.  Info: 377 5341053.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maglie Poggiardo – Il Centro per l’impiego di Maglie di via Gallipoli è un porto di mare. Un viavai continuo di giovani, ma anche di uomini e donne di mezza età ad attendere pazientemente che uno sportello si liberi per essere ascoltati. C’è un’impiegata sollecita che si alza dalla sua postazione e si avvicina a chi sta attendendo, chiede qualcosa, indirizza e poi ritorna al suo tavolo. Tutti in attesa di qualcosa che cambi la prospettiva di vita o quantomeno di un aiuto. Ed anche qui, come a Gallipoli, manca personale, i computer sono obsoleti, le connessioni lente. Mentre incalzano compiti che richiedono impegno e tempo: per esempio, i patti personali di servizio, per ogni interessato prevedono un colloquio di un’ora per definire il profilo di chi cerca occupazione e la compilazione di un questionario.

Vent’anni di faticose speranze I Centri per l’impiego hanno sostituito gli Uffici di collocamento dal 1997. I Cpi svolgono anche altre attività: iscrizione alle liste per trovare lavoro, mobilità ed elenchi delle categorie protette, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro, certificati di disoccupazione ed altro.  Gestiti fino a poco tempo fa dalle Province, dal 30 giugno scorso sono passati in carico alle Regioni. Con uno dei decreti attuativi del Jobs Act è stata istituita l’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, con il compito di coordinare la rete dei servizi dell’impiego. L’Agenzia però è nata all’interno di un assetto istituzionale diverso, quello della riforma della Costituzione bocciata il 4 dicembre (prevedeva l’assistenza nella ricerca di un’occupazione competenza esclusiva dello Stato). Bocciato il referendum, le Regioni continuano ad avere competenze concorrenti e tutto procede lentamente. In questo contesto si inserisce l’attuale progetto del governo noto come reddito di cittadinanza.

Faro puntato sui Cpi Il punto centrale del progetto che prevede le misure antipovertà e il reddito di cittadinanza, è la presenza sul territorio nazionale di 550 sportelli dei Cpi che contano circa 9mila dipendenti . I Centri per l’impiego devono farsi carico dell’inserimento nel mondo del lavoro grazie anche a “una struttura informativa centralizzata” cioè un Sistema informatizzato unico sul lavoro, a cui l’Anpal sta lavorando. L’investimento previsto è di 2,1 miliardi di euro per il potenziamento del personale e l’ammodernamento delle strutture. Davanti a tutti questi compiti i Centri per l’impiego, soprattutto al Sud, sono finiti sotto pressione con un’ondata di proteste pubbliche. Carrozzoni inutili, soldi pubblici dilapidati, operatori incompetenti, superati e vecchi: questi i giudizi che si sentono anche negli stessi Cpi da parte degli utenti spesso piuttosto arrabbiati. Ma Silvio Astore, direttore dei Cpi di Maglie e Poggiardo li smonta uno ad uno.

Nella sede di Poggiardo in tre per 14 Comuni Se il Cpi di Maglie è un porto di mare, il suo direttore è un fiume in piena «Difendo con i denti – dice – il lavoro degli operatori che lavorano con generosità e competenza. Le critiche che in questi giorni si stanno riversando sui Centri per l’impiego sono ingiuste e non tengono conto delle condizioni in cui siamo costretti a lavorare». In realtà l’organico nei due centri è carente: a Maglie (che serve i comuni di Bagnolo del Salento, Cannole, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cursi, Giurdignano, Melpignano, Muro Leccese, Otranto, Palmariggi, Scorrano) lavorano in undici; a Poggiardo con i comuni di competenza (Andrano, Botrugno, Castro, Diso, Giuggianello, Minervino di Lecce, Nociglia, Ortelle, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Spongano, Surano, Uggiano La Chiesa) sono appena in tre. «Se consideriamo i compiti che i Cpi sono chiamati a svolgere, servirebbero per Maglie ancora tre o quattro unità, a Poggiardo dieci». Per avere l’idea del carico di lavoro, basta citare i cosiddetti patti di servizio: serve un’ora per fare il profilo per ogni disoccupato che ha bisogno gli sia riconosciuto lo stato di disoccupazione e quindi la relativa indennità (Naspi, Nuova assicurazione sociale per l’impiego)”.

Appello allo Stato “Non serve prendersela con la Regione – incalza Astore – che solo da giugno ha in carico i Cpi: sarebbe davvero ingeneroso; il governo centrale trovi le risorse necessarie senza le quali non si può andare avanti”. Il nucleo del problema anche qui è che “manca la materia prima che è il lavoro” su cui dovrebbero incrociarsi domanda e offerta. «La politica si attivi per creare i presupposti che favoriscano il lavoro e fornisca ai Cpi gli strumenti adatti», vale a dire computer moderni, connessioni veloci, una rete nazionale dell’utenza”. Sugli addetti il direttore di Maglie-Poggiardo mette la mano sul fuoco: “I nostri operatori, anche se sono sprovvisti del titolo accademico come qualcuno vorrebbe, hanno esperienza e professionalità da vendere».

Le tensioni, la sicurezza nei Cpi Con l’aumento delle tensioni sociali e delle pressioni sugli impiegati, emerge infine un altro problema: la sicurezza. «Intanto si attivi subito la mobilità interna permettendo il contributo di personale ‘parcheggiato’ in altri uffici», conclude Astore che aggiunge anche un suggerimento che ormai riguarda tutti i Cpi: l’ordine pubblico. «Gli ex agenti di polizia provinciale, passati alla Regione, vengano utilizzati per garantire l’ordine pubblico nei Cpi». Le difficoltà di trovare accesso al mondo del lavoro, le attese, i tentativi andati a vuoto possono anche esasperare gli animi fino ad incrinare le regole della convivenza civile e del rispetto.

 

 

 

 

 

 

Casarano -Pene esemplari, per oltre 43 anni di carcere, sono state invocate dalla pubblica accusa per gli otto imputati – tutti di Casarano – nel processo contro la banda ritenuta responsabile di una lunga serie di furti nelle chiese. L’operazione “Santi Medici” smascherò le scorribande, in lungo e largo per chiese e parrocchie del Salento, messe a segno pianificando ogni minimo dettaglio, con sopralluoghi preventivi sui siti prescelti, auto noleggiate per l’occasione e schede telefoniche cambiate di continuo per non lasciare tracce. Capo dell’organizzazione viene considerato il 27enne Emanuele Zompì, tra l’altro ex seminarista, per il quale sono stati chiesti 12 anni di reclusione.  Per Lucio Parrotto (29 anni) il sostituto procuratore Roberta Licci ha formalizzato una richiesta di 8 anni; 6 anni e 8 mesi, invece, per Luigi De Micheli (26); 5 anni e sei mesi per Antonio Valentino (38); 4 anni e 11 mesi per Gianluca De Paolis (31); 3 anni e sei mesi per Antonio Sergio Crisigiovanni (28); un anno e 8 mesi per Veronica Iacobazzi (31) e Antonella Stefàno (25). Il nome soggetto coinvolto nell’operazione, il 26enne Alessio Ciriolo ha invece scelto la strada del patteggiamento.

Tre le chiese prese di mira anche alcune a ParabitaMatinoMelissanoPoggiardoCollepassoRuffanoSupersano, Tricase, Muro Leccese e Neviano (ma non a Casarano, paese di residenza di tutti i nove soggetti arrestati). L’operazione venne sgominata all’alba dello scorso 6 marzo dai carabinieri di Maglie e Casarano insieme ai nuclei operativi di Foggia e Matera, a due unità cinofile del nucleo di Modugno e ad un veivolo dell’Elinucleo di Bari. Nei 22 colpi messi a segno, il gruppo riuscì a portar via tutto quanto fosse poi rivendibile: arredi, paramenti sacri, ex voto, preziosi e pure le offerte delle questue, per un bottino complessivo pari a circa 250mila euro. La sfrontatezza della banda trovò conferma ai su facebook dove gli inquirenti lasciarono tracce indiscutibili della loro attività: su tutte la foto postata dalla stesso Zompì con in braccio un kalasnikov.

La parrocchia di Parabita parte civile Da segnalare come nel processo davanti al Tribunale di Lecce si è costituito, come parte civile, anche la parrocchia di Parabita chiedendo un risarcimento da 10mila euro. La sentenza del gup Vincenzo Brancato è attesa per il prossimo 26 ottobre.

 

 

Il commissario Grandaliano al centro col Sindaco Colafati e l’assessore Pappadà

Poggiardo – Seconda diffida del Sindaco di Poggiardo alla Regione, alla sua Agenzia per la gestione dei rifiuti ed al gestore Progetto Ambiente Lecce 2 nel giro di meno di tre settimane ed assemblea generale convocata dal commissario di Ager per martedì alle 11,30 al Palazzo della Cultura di piazza Umberto I a Poggiardo, per reclamare provvedimenti ed uscire da una sorta di autodenuncia collettiva.

Gli amministratori dei Comuni di Alezio, Andrano, Aradeo, Bagnolo del Salento, Botrugno, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Castro, Collepasso, Corigliano D’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Diso, Galatina, Galatone, Gallipoli, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Martano, Melpignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nardò, Neviano, Nociglia, Ortelle, Otranto, Palmariggi, San Cassiano di Lecce, Sanarica, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Seclì, Sogliano, Cavour, Soleto, Spongano, Sternatia, Supersano, Surano, Tuglie, Uggiano la Chiesa, Zollino. 46 con lo stesso Poggiardo, sono infatti chiamati a rispondere in sostanza della grave violazione delle prescrizioni Aia (Autorizzazione integrata ambientale) circa il rifiuto da conferire all’impianto di località Pastorizze.

La denuncia e l'”autodenuncia” dei Comuni A quel biostabilizzatore deve finire il rifiuto indifferenziato secco, non anche i resti dei pranzi domestici o del giardinaggio casalingo e simili con conseguente percolato che spesso finisce per strada. La violazione, secondo alcuni, avrebbe aspetti penali perché non rispetta l’Aia, ma le proteste dei cittadini di Poggiardo e della vicina Giuggianello non sono di carattere legale, bensì di disagi olfattivi ripetuti e ricorrenti, insomma non più sopportabili.

Dopo la prima diffida del Comune di Poggiardo datata 30 agosto, erano partite dal commissario Ager lettere di avvertimento a tutti gli Enti che fanno parte di questo bacino; il Comune di Poggiardo si era impegnato anche a creare un servizio ad hoc per controllare i camion compattatori in arrivo e verificare le perdite di percolato durante il loro tragitto. Il commissario si era anche detto disposto a collaborare con i Comuni per trovare la struttura più conveniente, in termini di distanze, per lo smaltimento della parte umida dei rifiuti solidi urbani.

Prima delle auspicate risposte ha fatto notizia l’ennesima ondata di cattivi odori che ha investito la zona. Con la nuova protesta ufficiale e la minaccia di interrompere il trasporto degli automezzi verso Pastorizze, il Sindaco Giuseppe Colafati oltre alla formale diffida ha richiamato il commissario Gianfranco Grandaliano che ha piuttosto velocemente reagito, convocando i responsabili di quanto accade, cioè i Sindaci dei 46 Comuni (Poggiardo compreso, altro paradosso), che non differenziano come dovrebbero. “Noi abbiamo già chiesto all’Ager informazioni circa l’impianto a cui portare il nostro rifiuto umido – ha dichiarato ai media l’assessore all’Ambiente di Poggiardo, Antonella Pappadà – ed appena avremo la risposta procederemo mettendo da parte la frazione umida dall’indifferenziata”.

Il punto dolente è proprio questo: dove portare il rifiuto umido di Gallipoli, Nardò (fascia jonica), Maglie, Otranto, Andrano (fascia adriatica)? In tutta la provincia di Lecce un impianto idoneo ancora non c’è. C’è la volontà della Regione di realizzarlo ma ancora non si sa dove farlo. Pochi mesi fa ad un avviso pubblico avevano risposto positivamente alcuni Comuni tra cui Melpignano, Nardò, Soleto. La scelta era caduta su quest’ultimo Comune che però poco dopo, temendo ricadute negative sul proprio territorio, vi ha rinunciato, costituendo così un ulteriore paradosso in questa in credibile vicenda in cui, per fare un altro esempio, neanche la società che gestisce il biostabilizzatore per i rifiuti residui secchi può fare molto se non chiudere i cancelli a quegli utenti visibilmente non in regola.

Costringerò tutti i Comuni a conferire solo la frazione secca”, ha assicurato Grandaliano in vista della riunione plenaria di martedì. Ha aggiunto che ci sono impianti adeguati in provincia di Taranto e di Brindisi. “Ma per predisporre il flusso di camion dal Salento fin là ho bisogno di sapere da ogni singolo Comune a quanto ammonta l’umido”, afferma il commissario sottolineando l’urgenza imposta dalla situazione.

Chi pagherà i costi del trasporto fuori provincia?  Mentre il commissario rimane in trepida attesa di una urgente risposta, anzi di 46 risposte, gli amministratori locali si pongono o tornano a porsi un’altra domanda dalla risposta difficile ed anche questa in attesa di risposta; quanto costerà il servizio di trasporto fuori provincia, probabilmente nel Tarantino? E chi lo pagherà?

Maglie – Chiuso il tavolo di concertazione tra associazioni, terzo settore e organizzazioni sindacali, il Piano di zona dell’Ambito sociale di Maglie è pronto. L’assemblea dei Comuni  che comprende Maglie (capofila), Bagnolo, Cannole, Castrignano dei Greci, Corigliano, Cursi, Giurdignano, Melpignano, Muro, Otranto, Palmariggi, Scorrano, l’ha già adottato. A breve la conferenza dei servizi , ultimo atto prima della realizzazione del piano di aiuti e sostegni a favore delle fasce di popolazione più deboli con una serie di progetti che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e di prevenire ed eliminare gli ostacoli che potrebbero inficiarla. Dopo Gallipoli, è dunque Maglie a tagliare l’importante traguardo della pianificazione per il 2018. Si resta in attesa degli altri Ambiti, ancora alle prese con programmazione e  ripartizione dei fondi.

Linee di fondo e risorse. Le direttrici su cui si muove il Piano sono quelle che riguardano anziani, giovani e disabili e ricalcano in linea di massima il percorso degli anni scorsi.  Le risorse economiche  a disposizione ammontano a  7.261.956,38 di cui  5.054.348,04 risorse Asl; si può contare, inoltre, su 40mila euro di residui dello scorso anno. Rispetto al Piano precedente bisogna registrare, però,  delle novità che sono derivate proprio dal confronto avvenuto sui tavoli di concertazione.  «Il lavoro di preparazione del Piano di zona è stato molto intenso – dice Sonia Mariano, presidente del consorzio per l’integrazione e l’inclusione sociale dell’Ambito territoriale sociale di Maglie e sindaco del comune di Bagnolo del Salento – sono stati numerosi i tavoli di concertazione per recepire le esigenze del territorio che nel Piano sono diventati servizi come quelli per il Pis (Pronto intervento sociale) per superare situazioni di emergenza abitativa (30mila euro), oppure l’attenzione alle nuove dipendenze che interessano i ragazzi e gli adolescenti per cui il collegamento con le scuole è fondamentale».

Le novità Si tratta, infatti, di interventi nuovi rispetto al passato. I servizi di Pronto intervento sociale costituiscono una risorsa temporanea per fornire sostegno a famiglie o persone singole in caso di sfratto già eseguito, di alloggio privo di servizi igienici o in presenza di ordinanza sindacale di rilascio dell’alloggio. «Oltre al pagamento dell’affitto – aggiunge Anna Maria De Carolis, responsabile del Piano di zona – è prevista, per 33 utenti, anche la fornitura  di pasti caldi mediante convenzioni con mense sociali presenti sul territorio  per un massimo di 30 giorni»

Le attuali dipendenze degli adolescenti  Si chiamano Internet e social network le nuove dipendenze che interessano un numero sempre crescente di ragazzi. Lo sanno bene le agenzie educative, (famiglie e scuola) che spesso si trovano in difficoltà e non sanno come intervenire. Ne prende atto il Piano di zona che prevede un piccolo intervento (10mila euro) per contrastare queste nuove dipendenze patologiche.  Il progetto che “ mira a informare, formare e approfondire il fenomeno” sarà realizzato all’interno degli istituti scolastici dell’Ambito attraverso la metodologia del “fare insieme”.

Percorsi di inclusione socio-lavorativa  per sostenere il reddito di cittadini che versano in condizioni disagiate. Si tratta di un progetto di “cittadinanza attiva” rivolto a immigrati presenti sul territorio dell’Ambito.  Gli utenti riceveranno una card acquisti nella rete di supermercati e farmacie che aderiranno all’iniziativa, in cambio di un’attività volontaria di attività sociale. Anche qua si tratta di un progetto da 10mila euro. La medesima cifra sarà impiegata per migliorare il benessere di persone con problematiche psico-fisiche di moderata entità. Previsti laboratori esperienziali e ricreativo-socializzanti per sostenere anche un possibile processo di inclusione nel mondo del lavoro (nella foto accanto Sonia Mariano).

Arrivano otto assistenti e quattro impiegati «Bisogna fare il conto con le risorse economiche disponibili – conclude Sonia Mariano -. Se ce ne fossero di più, le impiegheremmo per gli anziani non autosufficienti e per la disabilità giovanile. Per fortuna possiamo contare su nuove risorse umane, finora tutto è gravato sulle spalle della dirigente  De Carolis. In arrivo otto assistenti sociali e quattro amministrativi  con un contratto a tempo determinato fino alle fine del prossimo anno».

Maglie – Due denunce per spaccio di droga e furto percosse e minacce: così si sono conclusi due distinti interventi da parte dei carabinieri. Nel primo caso un uomo di 62 anni, nato a Lecce e residente a Maglie è stato denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti. Durante una perquisizione della sua abitazione, i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Maglie hanno rinvenuto quattro piante di marijuana; nove vasi di vetro contenenti la stessa sostanza per un totale di 265 grammi; altri due vasetti contenenti diversi tipi di semi di canapa indiana; due bilancini di previsione di cui uno elettronico. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro e l’uomo segnalato all’autorità giudiziaria.

Con un ladro manesco se la sono dovuta vedere invece i carabinieri di Scorrano. A seguito della denuncia arrivata in caserma e delle indagini successive, i militi dell’Arma hanno denunciato  per furto aggravato, percosse e minaccia G. L. di 65 anni, di Scorrano. Gli elementi raccolti dai carabinieri per il fatto avvenuto l’11 settembre scorso raccontano di un malintenzionato che, dopo aver percosso e minacciato chi poi lo avrebbe denunciato, si era impadronito dell’auto, una Volkswagen Golf, ed era andato via. L’auto è stata recuperata e riconsegnata al suo proprietario.

Muro Leccese – Ancora denunce a carico di chi fa lavorare in nero e senza alcuna garanzia immigrati irregolari. I carabinieri di Muro Lecce, alla fine di indagini ed accertamenti, hanno denunciato A. P. nato a Giuggianello 54 anni. La ditta individuale di proprietà del denunciato all’autorità giudiziaria, aveva alle proprie dipendenze sei operai dei quali tre irregolari: uno di 40 anni di Maglie; uno di nazionalità rumena di 46 anni; un ganese domiciliato a Giuggianello, privo di passaporto e permesso di soggiorno. Nessuno di loro aveva un contratto di assunzione.

La denuncia per il titolare della ditta è di lavoro subordinato di manodopera immigrata e favoreggiamento per permanenza di clandestino o irregolare. L’uono di nazionalità africana è stato portato all’Ufficio immigrazione della Questura di Lecce perché si proceda al’espulsione. Il datore di lavoro è stato anche segnalato alla Direzione provinciale del lavoro di Lecce per l’applicazione delle sanzioni del caso.

Nei giorni scorsi sempre a Muro i carabinieri denunciato per gli stessi reati ipotizzati prima,  M. D. nato il provincia di Salerno e residente a Porto Cesareo, 58enne. Per conto suo stava svolgendo attività lavorativa un cittadino indiano di 35 anni, senza fissa dimora e sprovvisto di documenti e permesso di soggiorno. L’uomo di nazionalità indiana è stato consegnato alla Questura per l’espulsione ,mentre il denunciato è stato anche segnalato alla Direzione provinciale del lavoro di Lecce.

Muro Leccese – Muro Leccese festeggia oggi la raccolta del cece nero con il mercato dei sapori antichi. Si terrà questa sera alle 20 presso la villa comunale del paese a pochi chilometri da Maglie, la prima edizione di presentazione del legume tipico locale. Organizzata dall’associazione Arci “Liberi cantieri” con il patrocinio del Comune di Muro e l’Arci di Lecce, il mercatino sarà un occasione per celebrare il cece nero e altre eccellenze locali.

Molto diffuso nei tempi passati, il cece nero è un legume dalle notevoli qualità. Molto resistente sia al freddo che alla siccità, il cece nero ha trovato nel Salento, con la sua terra rossa e povera di calcare, l’habitat ideale. Al giorno d’oggi rischia di scomparire ma resiste ancora negli orti di qualche anziano contadino.

“Prodotti gustosi, musica e colori” promettono gli organizzatori: “Li abbiamo piantati, sarchiati e ‘vattuti’ e ora siamo pronti a presentarveli”, insieme ad altre produzioni locali. L’elenco dei produttori comprende Arci Liberi cantieri, la cooperativa agricola Karadrà tra Aradeo e Cutrofiano, la masseria Arci Miele di Lecce, l’azienda agricola Aia del Convento di Muro, Vivere la Canapa di Vaste (Poggiardo) e l’azienda agricola L’amaca di Nociglia. Alle 21 inizierà un incontro su tematiche ed opportunità del settore agricolo, a cui seguirà lo ska reagge di Christian Bevilacqua.

I Malfattori

Muro Leccese – Da venerdì 31 agosto a domenica 2 settembre, al Parco del Crocefisso si svolgerà una kermesse di tre giorni di cabaret e musica promossa e organizzata dallo staff del Pipa, bar di ultima generazione situato all’interno del parco, uno dei più suggestivi “polmoni verdi” della provincia.  Vi si accede dalla strada provinciale 157 e costituisce la meta abituale per grandi e piccoli, soprattutto nella stagione estiva quando diventa luogo ideale per manifestazioni di intrattenimento.

Si inizia venerdì sera, alle ore 22, con il cabaret  dei Malfattori di Racale e dintorni: Sabina Blasi, Gianpaolo Viva, Roberto Rovito e Sergio Orlanduccio, ormai conosciutissimi in tutto il Salento, ironizzano su alcuni aspetti della vita quotidiana puntando sull’improvvisazione e suscitando dappertutto ilarità e divertimento. Al cabaret seguirà la musica del dj Roberto Serra.

Sabato primo settembre, house music di Cristian Carpentieri, Marco Erroi e Daniele Marzano. L’appuntamento musicale sarà anche l’occasione per visitare il bel parco, con la chiesa a croce greca dedicata al Crocefisso,  la cui costruzione fu iniziata nel 1573 e completata nel 1613. Sulla pala dell’altare maggiore anche un Crocifisso ligneo, opera dello scultore salentino Placido Boffelli. Nelle vicinanze anche le mura messapiche.

Saranno i Verguenza Live  a chiudere le tre notti del Parco, domenica 2 settembre con il loro tipico repertorio irriverente, festoso, a tratti esilarante, fatto di tributi alla storia del folk, di incursioni nella tradizione popolare e, soprattutto, di tanto Bruno Petrachi, il loro cavallo di battaglia.

 

 

 

 

Nardò – Non sembrava una giornata fortunata, eppure Andrea Zollino ha ancora una volta stupito tutti. Domenica 26 agosto a Val Vibrata (Teramo) si è disputata la sesta prova del campionato italiano Aci Karting e il pilota neretino si è reso protagonista di una rimonta che ha strappato applausi tra gli applausi nella categoria Rotax Max. Sul circuito abruzzese di 1.050 metri, però, gli avvenimenti hanno subito un andamento burrascoso, proprio come le abbondanti piogge che hanno condizionato la gara: Zollino (Maranello Rotax), ultimo dopo le qualifiche pre-gara, ha rimontato in pista conquistando un prezioso secondo posto, alle spalle del primo classificato Filippo Laghi (Tony Kart) e davanti al leader della classifica Davide Vuano (Praga-Tm).

“Un problema tecnico al motore – ha fatto sapere lo stesso Zollino – ha condizionato le qualifiche e di conseguenza la mia gara, costringendomi a partire dalle retrovie. La pista bagnata, sulla quale mi trovo particolarmente a mio agio, mi ha favorito (suo il miglior tempo, ndr) e son riuscito a rimontare sino ad un secondo posto che, considerate le premesse della vigilia, è un ottimo piazzamento”.

Nella classifica generale dei piloti Rotax Max, archiviati gli appuntamenti di Siena, La Conca (Muro Leccese), Lonato del Garda (Brescia) e appunto Val Vibrata, Zollino occupa attualmente il secondo posto con una gara dal termine. Prossimo appuntamento, il 23 settembre, a Castelletto di Branduzzo (Pavia). Prima, però, il pilota neretino si disimpegnerà, il prossimo 2 settembre, alla Pista salentina di Torre San Giovanni (Ugento) per il campionato regionale Aci Karting 2018 Puglia-Calabria. Un appuntamento di casa per dimostrare, ancora una volta, tutto il proprio valore.

Gallipoli – Cresce il gruppo misto, quello dell’Udc va in frantumi: la geografia degli eletti gallipolini, per la verità sempre piuttosto mobile quando non agitata, registra altre novità subito dopo la nascita del Minerva bis. La nuova Giunta del Sindaco definita dallo stesso “tecnico-politica” perde un partito che, al pari del Pd, aveva raggiunto il 6,6% alle ultime Comunali. Vede rinforzarsi il gruppo misto – in cui ci sono già Vincenzo Piro (ex Gallipoli Futura. e Tony Piteo, (ex Pd) – la cui linea però è stata prevalentemente filo-Amministrazione, almeno finora.

Dietro lo scudo crociato non pare esserci rimasto più nessuno. Caterina Fiore, la consigliera comunale al centro di unoscontro con un vigile che l’ha vista alla fine isolata in seno alla maggioranza) ieri ha ufficializzato l’abbandono: “Da questo momento e, dopo attenta e travagliata riflessione – ha scritto in una nota resa pubblica – lascio l’Udc partito del quale ero capogruppo in Consiglio comunale. Le divergenze politiche,ma soprattutto quelle comportamentali del suo massimo rappresentante regionale on.Salvatore Ruggeri, che contro ogni etica politica trattava direttamente con il Sindaco Minerva un assessore a noi sconosciuto e per altro neanche residente a Gallipoli (il riferimento è al dottor Mita, ndr), mi hanno indotta anche nell’interesse anche della città ,a trasmigrare nel Gruppo misto con la ferrea volontà di presenziare ad ogni attività del Consiglio comunale ,contribuendo come sempre alla crescita della mia città, anche se i miei suggerimenti sono spesso stati disattesi”. Non c’è di scritto nulla finora da parte dell’ex assessore Emanuele Piccinno, politicamente molto legato alla Fiore ma anche lui sarebbe in uscita, dopo aver deciso di dimettersi dalla Giunta un mese fa. Va con la lista Gallipoli democratica, pro Minerva alle elezioni (279 voti raccolti, nessun seggio) la consigliera Federica Portolano.

Quintana: “Da punto di forza a punto morto” Il consigliere Sandro Quintana, in quel partito fino a circa cinque anni fa, poi in Italia destati e pro Minerva al ballottaggio commenta i recenti passaggi di casacca. “L’Udc non ha più rappresentanza in Consiglio comunale. Oggi sono state protocollate le dimissioni da capogruppo Udc della consigliera Fiore, che passa al Gruppo misto,e della consigliera Portolano che passa nella civica “Gallipoli democratica”. L’udc dunque da punto di forza per la conquista di Palazzo Balsamo da parte di Stefano Minerva e della sua coalizione, ad una inimmaginabile ”dipartita”. Cambiano gli assetti politici: cambierà qualcosa per il paese?”.

Il segretario regionale Ruggeri: “L’Udc c’è sempre” L’on. Salvatore Ruggeri, indiscusso numero uno dell’Udc pugliese e assessore nella Giunta di Michele Emiliano (ha preso il posto del compianto Totò Negro di Muro Leccese) non si mostra per niente preoccupato. “L’importante è che si lavori per l’Amministrazione Minerva, non ho altri problemi”, comincia. Poi chiarisce: “Sono loro (i transfughi, ndr) a dover spiegare come e perché: una (Caterina Fiore, ndr) si è messa contro l’intera Amministrazione con i suoi comportamenti; l’aassessore Emanuele Piccinno, ha deciso tutto da solo…”, La conclusione ha il sapore del rilancio: “L’Udc c’era, c’è e ci sarà. A giorni daremo alla città i nuovi dirigenti”.

 

 

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GallipoliMaglie, Gallipoli, Taurisano, Santa Cesarea Terme, Otranto: questi gli scenari in cui nelle ore tra il 14 e il 15 si è svolto un altro episodio dello scontro tra spacciatori e forze di polizia impegnate nel loro contrasto. mdma (detta anche Ecstasy), cocaina, hashish, marijuana, ketamina: droghe per tutti i gusti, in confezioni e in pasticche, da distributori e acquirenti in entrambi i casi appena ventenni.

Carabinieri e poliziotti hanno messo sotto stretto controllo le zone più frequentate della provincia. I carabinieri della Compagnia di Maglie hanno proceduto a sette arresti nei pressi o all’interno di locali notturni nella zona di Santa Cesarea Terme; gli spacciatori sono stati colti in flagrante nell’atto di cedere dosi di stupefacenti. Nella rete sono finiti Giuseppe Lamagna 27 anni della provincia di Napoli, con 47 pasticche di ecstasy; Daniele Bartolo 23enne di Triggiano (Bari) con 14 dosi di ketamina; Manuela Persichetti 33enne di Torino di Sangro (Chieti) con dosi di mdma e di cocaina; Simone De Castro 24 anni di Nichelino (Torino) e Alberto Basilotta, stessa età e stesso paese, con marijuana, Mdma, ketamina; Federico Rosa 21enne di Settimo Torinese con ecstasy, mdma; Giuseppe Russo, 21 anni, originario della provincia di Caserta, con 10 dosi di cocaina. Denunciate inoltre al’autorità giudiziaria tre persone ritenute responsabili di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio: L. R. di Brescia 38enne; G. M. 26 anni di Novoli; G. S. 18enne di Muro Leccese.

In zona Baia verde di Gallipoli i carabinieri hanno proceduto all’arresto di un colombiano residente a Torino – di 23 anni – colto mentre consegnava dosi di droghe; addosso aveva stupefacenti di tipo cocaina, hashish, marijuana e un bilancino di precisione. Il giovane è stato quindi trasferito al carcere di Lecce. Denunciate invece per detenzione di droghe ai fini di spaccio D. A.  e M. C. di Rivoli (Torino) , trovati in possesso di hashish.

Colpo grosso, questa volta ad opera degli agenti del commissariato di polizia di Taurisano, in paese. Durante i controlli del territorio programmati, è stata fermata un’automobile con a bordo un uomo di 39 anni del posto di cui non sono state fornite le generalità. Il conducente avrebbe manifestato segni di nervosismo alla vista dei poliziotti. Durante la perquisizione del fermato, già noto alle forze dell’ordine, sono saltata fuori due buste di cellophane sigillate con nastro adesivo; in ognuna di esse vi erano 25 grammi si una sostanza stupefacente tipo cocaina per un totale di 50 grammi.

 

Muro Leccese – Il sinistro sarebbe stato denunciato “ad arte” e per il comandante dei vigili urbani scatta la denuncia dei carabinieri. Il caso accade a Muro Leccese dove lo scorso 20 luglio è proprio il capo della Polizia locale a recarsi in caserma per denunciare il danneggiamento della propria autovettura ad opera di terzi. Le indagini condotte dai militari hanno, però, accertato che i danni lamentati sarebbero stati causati, il 14 luglio, dallo stesso denunciante il quale, procedendo in retromarcia, avrebbe centrato un cassonetto all’interno dell’ecocentro comunale. Per il comandante è scattata la denuncia in stato di libertà per truffa aggravata, fraudolento danneggiamento di beni assicurati e simulazione di reato.

Muro Leccese – L’antico borgo apre le sue mura messapiche per ospitare la prima edizione del “Messapia jazz festival”, una serata di musica all’altezza dei luoghi e che si pone l’obiettivo di allargare il proprio pubblico andando incontro ad altre musiche e alle generazioni più giovani e capaci di apprezzare la buona musica. L’appuntamento è per il 21 luglio, alle 21, presso piazza del Popolo dove numerosi artisti si destreggeranno in virtuosismi jazz fusi all’inconfondibile ritmica partenopea e per un omaggio collettivo allo scomparso Pino Daniele, maestro di tante di queste melodie.

Nel corso della serata si alterneranno sul palco Alberto Gurrisi e Laura Klain con “Two Late Duo”; Simona Severini, Filippo Bubbico e Dario Congedo; Davide Shorty & Straniero Band con Davide Sciortino (terzo classificato a X Factor 9, foto), Manuel Prota, Emanuele Triglia, Alessandro Donadei, Claudio Guarcello;  Bebo Ferra e Alberto Tafuri Lupinacci, quest’ultimo direttore artistico della prima edizione del “Messapia Jazz Festival”.

Pianista, compositore e produttore discografico italiano, Alberto Tafuri Lupinacci ha all’attivo collaborazioni con alcuni tra i più importanti artisti italiani e mondiali; Fabrizio De André, Jovanotti, Enrico Ruggeri, Elio e le Storie Tese, Stewart Copeland dei Police (già direttore artistico della Notte della Taranta di Melpignano), Eugenio Finardi, Fiorella Mannoia, Antonella Ruggiero e Robert Palmer per nominarne alcuni. Una serata di grande musica in uno dei luoghi più belli del Salento, a pochi passi da Otranto.

La serata è organizzata da “Vernaleone & Associati” in collaborazione con il Comune di Muro Leccese; ingresso gratuito.

 

Scorrano –  Unire due modi di vivere l’arte, quello surreale e quello pop, per dare vita a delle opere piene di colore e di gioia, che hanno la voglia di elogiare il mondo infantile con le tecniche fresche dell’acquerello e del pastello per riuscire a vedere il mondo con gli occhi di un bambino.

Queste le caratteristiche della mostra “Giochi utili per gente inutile”, che si terrà dal 4 all’ 8 luglio a Scorrano, in concomitanza con i festeggiamenti della festa patronale di Santa Domenica, presso la Chiesa di San Giovanni Evangelista. Realizzata dal collettivo MaPa, cioè Mauro Amato e Andrea Pasca (foto) di Scorrano e Muro Leccese, la mostra, come spiegano gli organizzatori, “nasce dalla voglia di giocare con mondi ed elementi semplici, frutto di immaginazione, ma anche dall’osservazione di una realtà che poi viene trasfigurata”. 

“Il titolo è nato dal fatto che durante la realizzazione delle opere ci siamo sentiti “inutili”- continuano Pasca e Amato – proprio perché a diventare “utili” sono stati i nostri manufatti artistici, che hanno preso il nostro posto e parlano il linguaggio della nostra anima meglio di noi”. In questo percorso artistico ci sarà anche l’omaggio a Santa Domenica: infatti, nell’ abside della chiesetta, sarà esposto un trittico di grande dimensione che raffigura la Santa in chiave contemporanea, per dare vita ad una nuova iconografia dal linguaggio odierno e Pop.

Non mancherà infine in questa mostra la solidarietà: è infatti partita in questi giorni la raccolta di giocattoli che serviranno al completamento di un’installazione artistica all’ interno della mostra e che successivamente saranno affidati all’associazione Onlus “Cuori e mani aperte verso chi soffre” che li donerà a tutti i bimbi del reparto di chirurgia pediatrica del “Vito Fazzi” di Lecce.

 

Ada Fiore

Un invito alla riflessione viene dall’iniziativa in programma oggi, domenica 1 luglio alle ore 20.30, nel Palazzo del Principe, promossa dal Comune di Muro Leccese, in collaborazione con l’associazione culturale La Bussola e la Compagnia teatrale Calandra. Due i momenti ben distinti collegati però dal comune impegno dei protagonisti.

“Sonoliberadentro”, il libro di Ada Fiore Alle 20.30 ci sarà la presentazione del libro “Sonoliberadentro, eserciziario per le stagioni della vita”, di Ada Fiore (foto). Modererà Federico Della Ducata. Le detenute della casa circondariale di Borgo San Nicola di Lecce sono le protagoniste: “per cinque mesi, hanno accettato di mettersi in gioco partecipando ad un laboratorio filosofico attraverso cui sconfiggere “la periferia umana”, condizione di fatto, e a volte cliché, attribuito alla generalità degli istituti penitenziari”. Ada Fiore, docente di Storia e Filosofia al liceo Capece di Maglie, ha proposto loro letture tratte da Aristotele, Platone, Sant’Agostino. Da qui “un traffico di pensieri stupefacenti attraverso i quali sentirsi per la prima volta libere dentro”. Il materiale raccolto in questi incontri è stato suddiviso in quattro sezioni: amore, amicizia,tempo e libertà, che corrispondono alle quattro stagioni della vita (rispettivamente primavera, estate, autunno ed inverno). L’eserciziario è naturalmente rivolto a tutte le donne, soprattutto a quelle apparentemente libere, ma prigioniere inconsapevoli della loro esistenza.

Spettacolo teatrale tratto da Aristofane Alle 21.30 lo spettacolo “Donne a Parlamento. Allegro, ma non troppo” tratto da Aristofane diretto dal regista e attore Luigi Giungato e interpretato dai ragazzi del Liceo F. Capece (co-produzione della Compagnia Calandra e del Liceo Classico F. Capece) di Maglie. Gli attori sono: Stefano Congedo, Carmela De Donno, Luisa Giagnotti, Silvia Greco, Maria Francesca Greco, Giorgia Mangia, Chiara Montefusco, Pietro Pede, Donatella Tarantino ( partecipazione di Patrizia Miggiano). Lo spettacolo prende le mosse dal testo originale di Aristofane per poi “dipanarsi in una contaminazione di generi, canti e drammaturgie scaturite dal lavoro di studio e improvvisazione delle giovani attrici e attori in scena. Il risultato è, nello spirito stesso del commediografo greco del 450 a.C, una commedia più contemporanea e libera di quanto potremmo essere disposti ad accettare”. Al centro la lotta senza fine e senza soluzione tra uomini e donne.

Maglie – Due arresti per droga, nella giornata di mercoledì 27 giugno, da parte dei carabinieri del Nucleo radiomobile di Maglie. A Cursi è stato bloccato il 21enne Giovanni Pulimeno che all’interno di un garage nascondeva 285,85 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e 96 euro quale provento dell’attività di spaccio. A Muro Leccese, invece, la perquisizione nell’abitazione del 21enne Gabriele Maggiulli ha portato alla luce altri 656,04 grammi di marijuana e otto piante di cannabis, oltre ad un bilancino di precisione e a 96 euro in contanti. Dopo le formalità di prassi in caserma, i due soggetti, già noti alle forze dell’ordine, sono stati condotti presso le proprie abitazione in regime di arresti domiciliari.

Muro Leccese – Un 19enne è stato denunciato dai carabinieri perchè ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione nei confronti dei propri genitori. Il giovane, nato a Lentini (provincia di Siracusa) e residente a Muro Leccese, mediante violenze e minacce avrebbe tentato, in più occasioni, di estorcere ai propri genitori piccole somme di denaro adducendo, ogni volta, futili motivi. Esasperati, i genitori del ragazzo hanno denunciato gli episodi ai carabinieri.

Nardò – Brilla ancora la stella di Andrea Zollino (foto). Il pilota neretino, lo scorso 27 maggio, si è piazzato al secondo posto nel Campionato italiano Aci Karting sulla pista World circuit “La Conca” di Muro Leccese. Una grande soddisfazione per il 22enne kartista dell’Esercito italiano, un piazzamento insperato in quanto era molto impegnato nell’operazione “Strade sicure” a Perugia: determinato a partecipare alla gara, ha chiesto un permesso straordinario, ha viaggiato di notte riposando solo tre ore e settato il suo kart appena poco prima del via.

“Non è stato semplice – afferma lo stesso Zollino – in quanto ho saltato le prove libere del giovedì, riposando poco e presentandomi alle ore 7.30 del venerdì in pista. Dopo appena un paio di uscite ho dato tutto in gara riuscendo a strappare un secondo posto senz’altro positivo”. La felicità per la piazza d’onore, però, non è abbastanza: “Punto sempre ad arrivare quanto più avanti possibile ed è un peccato non aver conquistato il primo posto, ma considerate le difficoltà va più che bene così. Resta, ad ogni modo, il mio personale orgoglio di aver rappresentato l’Esercito in una gara così prestigiosa”.

Testa al futuro, adesso. Prossimo appuntamento a Lonato del Garda (Brescia) per l’Italian Championship Aci Karting in programma dal 28 giugno al primo luglio. “Intanto mi alleno a Mottola (Taranto) con il mio meccanico Marcello La Gala – aggiunge Zollino, unico pilota salentino del team Rotax Max – e ringrazio di cuore chi sostiene i miei sforzi, fra cui lo sponsor Camera Cafè che mi supporta incondizionatamente. Cercherò di migliorare ancora – conclude – per tenere alto il nome della mia città e dell’Esercito italiano che mi onoro di rappresentare”.

 

Maglie Melpignano – L’orientamento resta quello di sei anni fa, nonostante polemiche e tensioni e uno studio fatto rifare dal presidente Emiliano e concluso con le stesse indicazioni del precedente. La collocazione pure, quasi un prolungamento della zona artigianale di Maglie che ha il grande vantaggio di essere già infrastrutturata di tutto punto (solo per infrastrutture l’ospedale da costruire tra Monopoli e Fasano assorbirà 30 milioni dal bilancio della Regione). Anche l’obiettivo resta quello indicato dall’allora assessore alla Sanità Ettore Attolini (Giunta Vendola), quello di un ospedale per il Sud Salento adriatico di primo livello, in pratica l’alter ego di Gallipoli per la fascia jonica.

Il grande progetto comincia a camminare Di nuovo oggi c’è che la direzione generale dell’Asl ha firmato e consegnato in Regione lo studio di prefattibilità, in pratica l’analisi e valutazione delle caratteristiche, dei costi e dei possibili risultati sulla base di una preliminare idea di massima. “E’ il primo importante passo” annuncia col suo ufficio stampa l’Asl di Lecce e poiché “”ogni grande marcia comincia con un passo”, l’ospedale nell’area tra Maglie e Melpigiano questo passo l’ha finalmente compiuto. Beninteso, non si tratta di qualcosa che sta dietro l’angolo, neanche adesso che ha cominciato a camminare. Il cronoprogramma scandisce un susseguirsi di mesi lunghissimo, in tutto 89; in anni, ce ne vorranno sette e cinque mesi, compresi i 40 mesi per la consegna del cantiere e i lavori veri e propri in un’area di 120mila metri quadri.

 I dettagli del nuovo nosocomio Il progetto elaborato dall’ingegnere Antonio Leo e firmato dal dg Ottavio Narracci, prevede 350 posti letto, di cui 317 per acuti e i restanti dedicati a Day Hospital/Day Surgery, distribuiti su tre piani oltre il seminterrato, per una superficie coperta di circa 44mila metri quadri, 201 stanze di degenza (con uno o due posti e bagno interno), un’area a parcheggio da circa 1200 posti auto. In coerenza con il Piano di riordino della rete ospedaliera, il nuovo ospedale disporrà di tutti i reparti previsti per un nosocomio di primo livello, come quello di Gallipoli; avrà un gruppo operatorio dotato di sei sale chirurgiche e tre sale parto/travaglio. Saranno presenti o disponibili in rete 24 ore su 24 i servizi di Radiologia, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale. Per le patologie complesse (traumi, cardiovascolari, ictus) saranno previste forme di consultazione, di trasferimento delle immagini e protocolli concordati di trasferimento dei pazienti presso il Centro di II livello. La struttura sarà anche dotata di letti di “Osservazione Breve Intensiva” e di letti per la Terapia Subintensiva (anche a carattere multidisciplinare).

Una megastruttura per un bacino di 209mila abitanti L’ospedale che verrà riguarda un territorio comprendente 43 Comuni e un bacino d’utenza di 209mila abitanti, connesso con le altre strutture ospedaliere presenti a breve distanza (i Presidi di Scorrano e Galatina) e con i quattro distretti socio sanitari di riferimento, Poggiardo, Maglie, Martano e Galatina. La scelta del sito ha considerato tutto questo, prima di respingere le proposte per il nuovo insediamento provenienti da Maglie stessa, Muro Lecce, Scorrano, Poggiardo, Palmariggi. L’individuazione ufficiale è avvenuta durante la riunione della conferenza dei servizi tenutasi il 28 marzo scorso presso il Dipartimento regionale Promozione della Salute, che aveva ricevuto l’input dal presidente del governo regionale di attivare le procedure amministrative nello scorso dicembre.
Perché conviene costruire piuttosto che ristrutturare ospedali esistenti Fa parte dello studio di prefattibilità anche il conto economico, ovviamente, e le giustificazioni per cui – nonostante immobili esistenti e funzionanti – l’analisi puntuale dei costi e dei benefici indica altre strade. Memorie di precedenti polemiche e scontri anche furibondi tra Sindaci – Toma e Stomeo – e Regione), l’Asl mette le mani avanti, “a partire dalla considerazione che gli edifici ospedalieri esistenti sono obsoleti e non a norma dal punto di vista strutturale e impiantistico, per cui qualunque intervento di manutenzione e di adeguamento alle nuove normative vigenti comporterebbe un elevato costo, senza un reale giovamento in termini organizzativi e di efficienza”. Per fare un esempio pratico: l’adeguamento degli Ospedali di Scorrano (207 posti letto) e di Galatina (143), di cui pure qualche consigliere regionale si è fatto promotore fino a pochissimo tempo fa, per le norme di prevenzione antincendio costerebbe 12,6 milioni; altri 50 milioni circa servirebbero per l’adeguamento strutturale alle norme antisismiche; infine sono stimati altri 10 milioni per i costi indiretti necessari allo svuotamento e trasferimento prima e dopo gli interventi di adeguamento. In totale, se ne andrebbero 76,2 milioni di euro per mettere a norma vecchie strutture ospedaliere; con 142 il territorio ne avrà una d’avanguardia, fornita persino di una linea ferroviaria che attraversa la zona.

Muro Leccese – “Al di là di ciò che vedi” è il volume di Alessandro Astore (nella foto) che viene presentato lunedì 28 maggio alle ore 20 a Muro Leccese. L’appuntamento, organizzato dalla locale Amministrazione comunale, è a Palazzo del Principe in piazza del Popolo. Nel suo volume (Maggioli editore), l’autore di Casarano (dottore in ingegneria civile), forte dei suoi studi condotti anche in Cina, si sofferma sull’analisi delle strutture in legno ad incastro in Cina e Giappone e sulla loro particolare resistenza ai terremoti. «Nell’immaginario collettivo il legno è considerato un materiale “debole”, ma ha una resistenza a trazione e compressione di gran lunga superiore all’acciaio ed al calcestruzzo», afferma l’autore nel rilanciare anche in Italia tale tecnica costruttiva, ad incastro e senza l’utilizzo di chiodi o colle.

Otranto – Il Castello aragonese e il “Borgo antico” riconosciuto dall’Unesco quale patrimonio culturale e “sito messaggero di pace” saranno il palcoscenico della Festa dei fiori e dei giardini nel mese di maggio che avrà luogo quest’anno da venerdì 25 a domenica 27. Il programma della manifestazione consisterà in un esposizione di aziende, produttori singoli e consorziati che operano nell’ambito florovivaistico ed anche nella progettazione e arredamento per esterno attraverso la promozione di iniziative che riguardano la progettazione di giardini, la realizzazione di composizioni floreali per grandi e piccoli eventi, vivai, arredamenti da esterno, decorazioni per vetrine e tante altre proposte legate a questo settore che saranno promesse e pubblicizzate in queste tre giornate.

Saranno, poi, allestite anche le piazze, le aiuole, i giardini e le statue, dislocate nel centro storico e sul lungomare, con decorazioni floreali in modo che i colori e i profumi dei fiori possano fondersi con la bellezza della cittadina per una suggestiva e meravigliosa atmosfera. Questa festa, alla scoperta dei fiori e dei giardini, sarà accompagnata anche da 6 concerti musicali dove verranno riscoperti grandi pezzi come quelli della musica classica, balcanica, argentina e non solo. Nella giornata di domenica 27 maggio ci sarà , per chiudere in bellezza, il festival dedicato alla fisarmonica durante il quale saranno rivisitati in chiave modera i grandi classici della musica mediterranea e internazionale. Infine, sempre nell’ultima giornata, avrà luogo la premiazione del “balcone in fiore” con la partecipazione dei cittadini del centro storico che allestiranno il proprio balcone per il concorso alla fine del quale saranno premiate le composizioni più suggestive.

“Questa sarà la prima edizione- afferma Domenica De Donno (foto), assessore al marketing turistico e all’identità culturale di Otranto – con l’obiettivo di promuovere la bellezza e la magia dei fiori attraverso la loro esposizione con decorazioni in tema in concomitanza con la stagione primaverile. Ringrazio tutti i commercianti che con il loro impegno e la loro partecipazione ci hanno aiutati a realizzare questo magnifico evento con la speranza di riuscire a ripeterci anche il prossimo anno”. Hanno confermato la loro presenza tra l’altro la Joint wellness room (Lecce), la Casamata (Muro Leccese)  la Brico center e vivaisti come Antonio Castrignanò (Surano), Mauro Toma (Maglie), Gianmarco Cagnazzo (Leverano) e De Giorgi Roberto ( Melendugno).

M.M.

 

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