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Ultime notizie dal Comune di Melissano

Melissano – È stata ritrovata incendiata la Fiat Punto grigia utilizzata per le recenti rapine agli uffici postali di Felline e di Taviano. L’auto, rubata a Racale il 22 luglio, è stata trovata dai carabinieri presso la zona industriale di Melissano. Malgrado l’intervento dei Vigili del fuoco di Ugento, le fiamme hanno distrutto completamente l’autovettura. I due colpi hanno fruttato, rispettivamente, circa 1.600 euro (il 3 agosto a Felline) e circa 500 euro (il 7 a Taviano) e sono stati messi a segno dalla stessa coppia di rapinatori, ogni volta fuggiti a bordo della stessa Fiat Punto ora trovata bruciata.

Casarano – Musica e spettacolo in città con la seconda edizione di “Voci d’estate – Premio Città di Casarano”. Giovedì 9, alle 21 nel chiostro comunale, a sfidarsi a suon di note musicali saranno 16 artisti provenienti da diversi comuni del Sud Salento. A contendersi la vittoria finale saranno Manuela Longo e Simona Verardo di Acquarica del Capo, Giorgia Chezzi di Aradeo, Giada Sabato, Matteo Fasano e Veronica Ventura di Casarano, Chiara Marrocco e Dario Marra di Collepasso, Laura Saranelli di Corsano, Maurizio Protopapa, Giuseppe Toma e Francesco Grasso di Matino, Pasquale Napoli di Melissano, Maria Pia Crusi di Parabita, Manuela Ciardo di Tricase, Maira Memmi di Ugento.

Ospiti e giuria Ospiti della serata saranno due giovani ma già affermati talenti, il 18enne foggiano Marco Lacerenza, tra i finalisti della trasmissione Rai “Ti lascio una canzone” nel 2015, ed Ester Del Popolo (foto), la 17enne di Miggiano reduce dalla finalissima di Sanremo Rock, dove si è aggiudicata il premio IT. La giuria, presieduta da Alberto Nutricati, è composta da Claudio Carbone, Tommaso Lupo, Fernando Stefanelli e Aldo Torsello. A condurre la serata sarà il “matador” Gianni Pino, affiancato da Roberta Guida.

Melissano – Con “CiboPerBacco” i vicoli del centro antico si animeranno in un percorso enogastronomico inedito, presentato dal Comune di Melissano col patrocinio di “Slow Food – Condotta Sud Salento”. L’evento clou dell’estate melissanese è programmato per la serata di martedì 7 agosto e prevede un programma ricco di presenze e di gusti: a partire dalla partecipazione dell’attore e chef Andy Luotto, con un laboratorio dedicato alla cucina di recupero. “Cucinare con gli avanzi fa bene all’ambiente – spiega Luotto – riduce la quantità di rifiuti, fa bene al portafogli ed è di fondamentale importanza per la salvaguardia della nostra salute e di quella del pianeta, inoltre stimola la creatività”.

Al centro i produttori dell’agroalimentare salentino e non – La qualità sarà l’unico comune denominatore comune. Oltre alle realtà e alle squisitezze cittadine ben affermate, come l’Antica Salumeria del Centro e le storiche rustichelle melissanesi, il bar Carioca con i suoi classici calzoni, il Gran Caffè con lo spumone, i vini della cantina “Unione Agricola di Melissano” e dell’azienda vitivinicola “Torre Ospina”, l’Azienda Agricola Manco con la frutta a km 0, saranno presenti anche dei presidi, comunità del cibo di Terra Madre e Cantine “Slow Wine”: si tratta di piccole realtà sostenute e valorizzate da Slow Food, associazione culturale fondata da Carlo Petrini e pensata come risposta al dilagare del fast food e del junk food, al fine di divulgare le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo.

Numerose le aziende e le proposte culinarie presentate  A “CiboPerBacco” ci saranno, fra gli altri, i salumi del Salumificio Santoro di Cisternino, la pasta con il pomodoro fiaschetto di Calemone di Torre Guaceto, Terra Apuliae di Melissano, le patate novelle al Vincotto balsamico di Salento Street Food di Melissano, le friselle de I Contadini di Ugento, i formaggi del Caseificio Lanzillotti di San Vito dei Normanni, la “pignata” con i legumi di Calò & Monte di Zollino, la birra artigianale del Birrificio B94 di Cavallino, il Vincottino di Giovanni Venneri di Alliste, Biscottificio Preite di Casarano, Orto Buono di Vizzino di Minervino e i vini di Agrinatura di Andria.

Gli eventi collaterali – Ad accompagnare le presentazioni agroalimentari ci saranno le luminarie da terra di Gustavo e le note pop, funky, easy jazz, acustica, soul e pop-rock di Megaron, Voce in Capitolo, Guitar Club e Don Ray. Previsto anche l’affascinante e suggestivo spettacolo di bolle della bubble artist Alessandra Manco, di Melissano. Ad arricchire il programma della serata, che verrà inaugurata alle 20,30 dalla Confraternita del Pampascione Salentino di Alezio, due spunti a sfondo sociale: la prima iniziativa vedrà protagonista la parrocchia di Melissano, alla quale saranno donati i prodotti agroalimentari da parte dei presidi e delle comunità Slow Food partecipanti all’evento; la seconda prevede, invece, una cena solidale nei giorni successivi, con il ricavato che sarà poi donato in beneficenza.

Le parole del sindaco – “Si tratta di un evento all’insegna dei presidi Slow Food, della tutela delle produzioni di valore, dei marchi di qualità legati ai prodotti territoriali, di quei cibi che senza questi produttori di nicchia andrebbero dispersi, portando anche alla dispersione degli aspetti socio-culturali legati alla memoria delle produzioni stesse – spiega il sindaco di Melissano, Alessandro Conte. – Metteremo in risalto la sostenibilità, anche ambientale, con l’impiego di materiale eco-compatibile e di sistemi per la raccolta differenziata”.

Matino – Ritorna l’appuntamento con la musica di “Note d’Estate”. Il concorso canoro nato nel 2007 è ormai uno degli appuntamenti più importanti per le nuove voci grazie a premi importanti e a giurie d’eccezione. Anche quest’anno gli organizzatori, Circolo Anspi “B. M. Teresa di Calcutta”, hanno affidato la direzione artistica dell’autore Nicco Verrienti di Casarano.

Saranno 14 i partecipanti divisi in 2 categorie: 6 per gli inediti e 8 per gli editi con un vincitore assoluto che si aggiudicherà il Trofeo Note d’Estate più la realizzazione e produzione di un singolo, scritto da Nicco Verrienti, con relativo videoclip e presentazione dello stesso a Sanremo Giovani con etichetta discografica (valore 2mila €). Antonio Cavalli e Valentina Persia presenteranno insieme la serata e accompagneranno pubblico e concorrenti sino alla premiazione finale. Lo show si aprirà con la Violinist Performer Chiara Conte accompagnata dalle coreografie dei ballerini del Centro Danza Silphide di Melissano.

Presiederà la giuria Roberto Casalino, produttore autore e cantautore che vanta diversi successi italiani come “Non ti scordar mai di me” e “Novembre” di Giusy Ferreri, “Cercavo amore” di Emma Marrone, “Distratto” di Francesca Michelin, “L’essenziale” di Marco Mengoni. L’evento sarà seguito e commentato in diretta dagli speaker di Radio Venere e Peter Pan e dall’emittente televisiva “Canale 85”. Appuntamento per domenica 5 agosto Piazza del Redentore (largo Cimitero).

Casarano – Con un’asta di ferro ha tentato di sfondare il portoncino d’ingresso di un condominio e poi, vistosi scoperto, ha tentato la fuga senza, però, sfuggire all’arresto. Nella notte le manette dei carabinieri sono scattate per il 39enne di Melissano Massimiliano Capone (foto). Intorno alle 2 l’intervento in una palazzina di via Memmi dove l’uomo, con l’arnese di ferro lungo circa un metro e mezzo, ha provato l’irruzione al fine di rubare. È stato uno dei condomini ad accorgersi di quanto stava accadendo chiamando i carabinieri i quali, prontamente giunti sul posto, hanno raggiunto e bloccato il ladro nella vicina via Bari. Dopo le formalità di prassi in caserma, il 39enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Lecce – Dieci arresti, a neppure 24 ore da un’esecuzione mafiosa (quella del 22enne Francesco Fasano), meritano il plauso dei vertici dell’Arma. Così è stato visto che il comandante della Legione dei carabinieri Puglia Giovanni Cataldo, in visita al Comando provinciale di Lecce, si è complimentato con i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo e della Compagnia di Casarano “per il brillante risultato investigativo che ha portato, la scorsa settimana, ad eseguire il fermo di dieci persone a Melissano, due delle accusate di omicidio”. Il generale Cataldo, destinato a breve alla guida della Legione “Sicilia”, ha incontrato gli ufficiali del Reparto operativo e dei reparti territoriali ed una rappresentanza dei comandanti di Stazione e dei militari in servizio nella provincia di lecce, nonchè dei delegati della rappresentanza militare. Cataldo, già comandante della Sezione anticrimine di Lecce, ha pure incontrato il prefetto Claudio Palomba, il presidente del tribunale Francesco Giardino, il procuratore generale della Repubblica Leonardo Leone De Castris ed il presidente del Tar Lecce Antonio Pasca.

Daniele Manni

Melissano – “Gravi e concordanti indizi di colpevolezza” hanno portato il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, a confermare gli arresti per i dieci uomini che sei giorni fa sono stati coinvolti, in misura differente, nell’omicidio di Francesco Fasano, 22 anni, di Melissano. Ad eccezione dei presunti autori dell’uccisione, Daniele Manni (foto sotto), 32enne di Melissano ma residente a Casarano, e Angelo Rizzo, 23 anni, di Melissano, per tutti gli altri il giudice non ha riconosciuto tra le motivazioni addotte per il fermo di polizia quello del pericolo di fuga. Gli otto componenti i gruppi che si stanno fronteggiando per contendersi il mercato della droga nella zona, la sera dell’agguato mortale sulla Provinciale per Ugento, erano stati rintracciati tutti nelle loro case. Non così Daniele Manni e Rizzo, che si sono subito allontanati dal paese, passando per Gallipoli e poi Lecce.

Degli altri otto arrestati, solo due hanno scelto la linea di rispondere alle domande del magistrato, respingendo nettamente ogni accusa: Antonio Librando di 52 anni e Gianni Vantaggiato, 47enne residente in provincia di Asti. Hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere Pietro Bevilacqua 32 anni, Biagio Manni, Luciano Manni di 50 e 65 anni (i due capi dei due gruppi in contrasto fanno parte di una lunga famiglia e sono cugini, non fratelli come erroneamente riportato in un primo momento), Maicol Andrea Manni di 27 anni, Luca Piscopiello37enne e Luca Rimo di 36 anni. I loro avvocati difensori puntano a giocarsi le loro carte nei passaggi successivi del procedimento giudiziario. Che intanto ha visto premiato il lavoro svolto dalla Procura della Repubblica di Lecce e dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi, con i carabinieri di Melissano e del Nucleo investigativo di Lecce. Magistrati e forze dell’ordine hanno portato portare all’esame del Gip una mole notevole di intercettazioni ambientali (microspie) e telefoniche.

Gli indizi a carico dei dieci indagati sono  di una gravità tale circa la “partecipazione al sodalizio dedito al traffico di stupefacenti sulla piazza di Melissano (com’è facile da desumere dai discorsi sul prezzo, la qualità della sostanza stupefacente”, che il carcere è l’unica misura cautelare adeguata sia per congiurare l’inquinamento delle prove che il rischio di reiterazione del reato, anche alla luce dell’alta tensione tra i due gruppi e della spregiudicatezza criminale di alcuni di loro, tra pregiudicati e i tre condannati per omicidio.

Il giudice per le indagini preliminare sancisce l’esistenza di due gruppi come descritto da Piazzasalento, in quello che era stato fino al marzo scorso il regno di Manuele Cesari, ferito in un agguato e poi morto in ospedale dopo una settimana. Da allora sono scattate le indagini ma anche le lotte interne a chi doveva prenderne il posto. In lizza Luciano Manni, padre del presunto assassino Daniele, e Biagio Manni. Grazie sempre alle meticolose intercettazioni, il Gip scrive tra l’altro dei “contrasti  insorti tra due fazioni in ordine alle gerarchie interne a seguito della rapida escalation di Manni Daniele, personaggio violento, autoritario e senza scrupoli, che poteva contare sul sostegno del padre Luciano e del fratello Maicol”. Secondo l’accusa, Daniele Mani è anche protagonista del primo tentativo di far fuori Fasano, cinque giorni prima del colpo alla tempia sparato da distanza ravvicinata con una calibro 9.

Gli esami Stub diranno fra qualche giorno se si sono riscontrate tracce di esplosivo sulle mani dei due bloccati per primi, Manni e Rizzo. Oltre a loro due, fanno parte del gruppo di Luciano Manni, l’altro figlio Maicol, Luca Rimo, 35enne. Con Biagio Manni, oltre al defunto  Fasano, ci sono Pietro Bevilacqua, Luca Piscopiello, Antonio Librando, Gianni Vantaggiato. L’autopsia molto probabilmente confermerà che l’omicidio è avvenuto intorno alle 23, orario in cui dal telefonino Francesco Fasano risponde ad una chiamata. Dieci minuti dopo il traffico da quel cellulare finirà.

I carabinieri di Casarano

Casarano – Ha portato al controllo di circa 500 soggetti, all’elevazione di 150 contravvenzioni al Codice della strada e a numerose denunce l’attività di controllo del territorio operata negli ultimi giorni dai carabinieri della Compagnia di Casarano. In città, nell’abitazione del 21enne A.I., i militari hanno ritrovato tre piante di cannabis alte circa 50 centimetri mentre 31enne P.R. è stato denunciato perchè trovato in auto con un manganello in legno da 42 centimetri. Ad Alliste è stato denunciato il 48enne G.C., residente a Racale, nella cui auto è stato trovato un altro manganello con manico in legno lungo 30 centimetri (l’uomo si è pure rifiutato di sottoporsi agli accertamenti sanitari per verificare l’uso di sostanze stupefacenti).

Liti per “futili motivi” Sempre a Casarano il 37enne J.A. è stato denunciato in stato di libertà per aver minacciato il proprio vicino di casa, a quanto apre per futili motivi, con una sciabola lunga 42 centimetri mentre a Taviano stessa denuncia per il 47enne A.C. che, sempre per futili motivi, ha minacciato il padre con un coltello danneggiando una sedia all’interno dell’abitazione.

Lite in un bar A Mancaversa (marina di Taviano), invece, un ipovedente 40enne residente a Taviano ha denunciato il 53enne W.C. il quale, lavorando in un bar della marina, lo avrebbe colpito alla testa con un piattino. La vittima è stata soccorsa e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Sacro Cuore di Gallipoli dove è stata curata e dimessa con alcuni giorni di prognosi.

Si schianta contro un muro: è ubriaca Per aver provocato un incidente stradale sotto l’effetto di sostanze alcoliche (1,4 grammi per litro al controllo) è stata denunciata a Matino la 25enne M.V., residente a Casarano, che, in via Saluzzo, ha perso il controllo della Lancia Y di proprietà del padre del convivente (nato a Gallipoli) andando a sbattere contro un muro. Per essersi rifiutati di sottoporsi agli accertamenti sanitari (per alcol o droga) sono stati, invece, denunciati ben 11 soggetti tra Casarano, Taurisano, Racale, Matino e Alliste.

Allacci abusivi alla rete elettrica A Parabita il 44enne R.G.I. e la 41enne G.H. (quest’ultima rumena) sono stati denunciati per furto aggravato di energia elettrica per aver realizzato un allaccio abusivo alla rete di distribuzione alterando la lettura del contatore. A Taviano è stato denunciato il 30enne G.D. di Rossano Calabro per essersi allontanato dalla comunità terapeutica nella quale era ristretto per raggiungere i propri genitori nel paese calabrese. Il 43enne G.F. è stato sorpreso in piena notte nella vicina Taviano malgrado l’obbligo di dimora nel suo paese, ovvero Racale. A Taviano, invece, il marocchino 22enne Z.K., già sottoposto agli arresti domiciliari, è stato sorpreso in compagnia di persone non autorizzate in violazione degli obblighi che gli erano stati imposti. Stessa violazione per  il 47enne F.N. mentre, sempre a Taviano, il 32enne B.P.D., sottoposto a libertà vigilata con obbligo di dimora nel suo comune dalle 20 alle 7, ad un controllo delle 23.30 è stato trovato lontano dalla propria abitazione.  Malgrado fosse ai domiciliari, anche il 24enne di Casarano L.C. è stato sorpreso in compagnia di persone non autorizzate. A Melissano il 39enne F.M., residente a Gallipoli, è stato intercettato in via dei Campi a bordo della propria autovettura malgrado il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Melissano per la durata di tre anni.

Evasioni e maltrattamenti in famiglia Per evasione è stato denunciato il 28enne M.M.C. il quale, residente a Trepuzzi, era agli arresti domiciliari nel suo paese con il solo permesso di recarsi a Matino per lavorare mentre è stato fermato in contrada Dote a Melissano. Per maltrattamenti in famiglia sono stati denunciati a Racale il 18enne N.I.G. (la madre e la sorelle le sue vittime, quest’ultima colpita con uno schiaffo, è stata giudicata guaribile in tre giorni), e a Ruffano il 45enne M.L., residente a San Cesario di Lecce, responsabile per aver colpito la propria compagna 45enne in via D’Azeglio procurandole un ematoma al braccio destro e graffi in varie parti del corpo.

In casa polvere da sparo non “autorizzata” A Matino il 64enne M.P. è stato denunciato perchè nella propria abitazione i carabinieri hanno trovato 500 grammi di polvere da sparo acquistata otto mesi prima in una armeria di Cutrofiano senza averne dato comunicazione al competente Comando di pubblica sicurezza.

Sannicola – Appuntamento in piazza della Repubblica, sulla scalinata della chiesa matrice, lunedì 30 luglio alle ore 21 per la sfilata “Fashion e moda sotto le stelle” organizzata dal bar La Palma con intermezzi musicali di Francesca Pisanello e coreografie del centro danza “Sylphide” di Melissano. Gli abiti che saranno presentati sono realizzati dallo stilista leccese Massimo Orlando. L’evento gode del patrocinio del Comune ed è alla sua seconda edizione.

Musica live con le cover di Vasco e di Eros Il primo agosto sempre il bar La Palma organizza una serata musicale dedicata a Vasco Rossi con il gruppo “Vasco live” mentre il 5 agosto la serata sarà dedicata ad Eros Ramazzotti con il gruppo “Eros live band tribute”. Entrambi gli eventi prenderanno l’avvio alle 21 e sono inseriti nel cartellone estivo del Comune. Il 3 e 4 agosto, a cura del Comune e sempre alle 21 sulla scalinata della chiesa matrice, due eventi per la rassegna “Teatro sotto le stelle”: venerdì 3 andrà in scena la replica de “I Promossi sposi” (a cura di Alessandro Errico) della compagnia Anonima Teatrale e il 4 “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, messo in scena dai giovanissimi allievi del corso di teatro organizzato dall’associazione Vesepiart.

Casarano – Ultima delle tre serate sul tema della legalità promosse dal comitato “Casarano Libera”. Questa sera alle 19 in piazzetta Petracca interverranno il questore di Lecce Leopoldo Laricchia ed il giornalista “antimafia” Antonio Nicola Pezzuto. Dopo aver dialogato con il prefetto Claudio Palomba, con il ministro Barbara Lezzi e con il referente regionale di Libera Mario Dabbicco, la rassegna “Piazze destate” propone, dunque, un’altra opportunità di riflessione e di lettura “sulle dinamiche che attraversano il nostro territorio”, come affermano i promotori del comitato.

Intanto, dopo il recente agguato mortale in cui ha perso la vita il 22enne Francesco Fasano, il locale Presidio di Libera esprime “apprezzamento e gratitudine alla Procura di Lecce e all’Arma dei Carabinieri per aver saputo, con grande capacità e dedizione, affrontare e risolvere velocemente le tragiche e violente vicende che hanno interessato il territorio del Comune di Melissano”.

Luciano Manni

Melissano – Uno ha 65 anni, l’altro 50. Uno proviene da attività illecite classiche (furti d’auto con riscatto, armi), l’altro da traffici legati agli stupefacenti. L’uno e l’altro collaboravano sotto il comando dispotico e alterato dall’uso di cocaina di Manuele Cesari, morto a seguito di un attentato a marzo scorso; ora l’uno è in guerra con l’altro. L’uno e l’altro sono fratelli. Luciano Manni e Biagio Manni  entrambi di Melissano, si stanno disputando la partita del controllo di ciò che fu il giro di Cesari, che godeva anche di appoggi da gruppi del Nord Salento.

In ballo vi sono ingenti guadagni dalla vendita di droga Proprio Cesari aveva allargato il giro anche alle “piazze” vicine di Taviano, Racale, Ugento. Pestando i piedi a qualcuno tanto che si faceva vedere in giro molto poco prima dell’agguato fatale. E chi c’era da prima sul mercato delle droghe, Biagio Manni, non intende fare spazio e lasciare campo libero a chi è arrivato dopo, fosse pure il fratello maggiore. Da qui il conflitto ormai senza esclusione di colpi, che ha fatto registrare agli inquirenti

Biagio Manni

nell’ultimo mese una escalation di minacce scambiate via cellulari, promesse di morte tra i due gruppi più o meno definiti.

I “militanti” dei due gruppi Facevano parte del clan di Luciano Manni i figli Daniele, 33 anni, domiciliato a Casarano, e Maikol, 27; l’altro accusato di aver ucciso Francesco Fasano il 24 luglio scorso, Angelo Rizzo, 23enne, insieme a Daniele Manni; Luca Rimo, 35enne che però proprio tanto schierato non risulterebbe, come uno che sta a guardare piuttosto come si mettono le cose. Con Biagio Manni, oltre a Fasano e a Pietro Bevilacqua, 32 anni, scampato ad un primo attentato con Fasano stesso cinque giorni prima di quello mortale, ci sarebbero Luca Piscopiello, 37 anni, Antonio Librando, 51 anni, Gianni Vantaggiato di 48 anni residente in provincia di Asti, che ha appena finito di scontare la pena per l’omicidio di un tabaccaio durante una rapina a Taviano.

Tra i dieci, tutti fermati che lunedì vedranno se il giudice confermerà o meno il provvedimento restrittivo, molti rimandano ad altre brutte pagine della criminalità in questa zona. Alcuni sono infatti ex “ragazzi di Troisi”, Francesco Troisi, il capo poi uscito di scena di Racale. Andando indietro agli anni Novanta rispuntano le figure di Luciano Stefanelli, gli scontri tra Fabio Reho e i suoi di Taviano e Guido Marzo di Racale. Altri legami portano ai Padovano e poi ai Cardellini di Gallipoli, come Librando. Lo stesso Luciano Manni ha rapporti con gli Scarlino di Taurisano.

“La piazza, la piazza, la piazza… ma che vogliono, la piazza non è loro… chiunque viene a parlare della piazza digli che venga a parlare con me, cu lu Barbetta”, tuona al telefono parlando col figlio Daniele, Luciano, il più anziano dei Manni. “Vogliono la guerra? Li spriculu tutti…”, prosegue. I fatti, dopo appena due settimane da questa intercettazione, avrebbero tragicamente confermato il suo pesante ammonimento.

Il primo “soldato” a cadere è stato il giovanissimo Fasano, il più indifeso, ancora incensurato, senza un’arma. E in procinto di scoppiare, con conseguenze imprevedibili, dopo il primo tentativo di farlo fuori mentre era in auto, seguito con un’altra auto da Bevilacqua. Parlando con Biagio prefigura dimostrazioni pubbliche, segnali da mandare a chi sanno loro, come andarsi a sedere sulle scale di casa di Luciano, fare il pazzo per attirare l’attenzione pensando ingenuamente di mettere fine così alla caccia in atto. Il coraggio di andare a fare denuncia contro chi gli ha sparato addosso non ce l’ha. Sarà il suo errore più grande.

Biagio scalpita contro il concorrente in casa; Luciano non molla la piazza e non intende fare sconti o cedere territorio. E dopo questo attacco, la palla della rappresaglia passa di mano. E’ vero che adesso tutti – quindi anche i protagonisti in campo – sanno di essere seguiti e controllati passo passo, ma appare poco credibile che tutto finisca qui come se niente fosse e, soprattutto, sena aver definito a chi devono andare quegli enormi flussi di soldi portati dallo spaccio di droga. “La razza è longa”, dice chi li conosce. E la “razza longa” non è solo quella dei Manni.

Melissano – Intercettazioni, osservazioni dei movimenti, indagini fitte in corso da marzo; poi, appena scoppiato lo scontro interno ai due gruppi di quello che era un unico sodalizio, l’intervento a colpo quasi sicuro. Nell’arco di 24 ore dall’omicidio di Francesco Fasano, 22enne, sono finiti in carcere dieci uomini: Daniele Manni, Angelo Rizzo, Pietro Bevilacqua, Antonio Librando, Biagio Manni, Luciano Manni, Maicol Andrea Manni, Luca Piscopiello, Luca Rimo, Gianni Vantaggiato.

La guerra interna ha assunto i toni ultimativi quando nel marzo scorso qualcuno ha tentato di uccidere il leader della zona, Manuele Cesari; non vi era forse quella intenzione. Chi ne contestava il potere e la durezza nei rapporti probabilmente mirava ad un avvertimento, una gambizzazione che però – per le ferite riportate da quei colpi, hanno condotto il boss alla morte dopo alcuni giorni di ospedale. Si è appreso questo ed altro dalla conferenza stampa svoltasi a Lecce questa mattina.

Come che sia, la scomparsa di Cesari aveva acceso nel clan la lotta alla successione per gestire in prima persona il traffico di droga di notevoli dimensioni con il relativo mare di soldi. Sorprende per certi versi che la vittima designata di martedì notte, attirata fiori paese per essere liquidata ferocemente per poi essere travolta da un automobilista di passaggio, fosse già stata fatta segno di un altro attentato sconosciuto ai più perché non denunciato. Il 19 luglio Fasano era in macchina con uno degli arrestati, Pietro Bevilacqua; ad un certo punto un’altra auto si era affiancata e da lì erano partiti dei colpi d’arma da fuoco che però non avevano raggiunto i bersagli umani. A chi chiede al 22enne – lo si legge in una intercettazione – se lo hanno fatto apposta per non colpirli o se hanno sbagliato la mira, l’interessato risponde con tono quasi premonitore che secondo lui si sono sbagliati.

Eppure dopo il primo chiaro attacco Fasano non apre bocca, non denuncia, non ne parla; non se ne sa niente; anche il suo compagno presente in macchina tace. All’incontro con la morte, forse sentendosi ormai senza più via di scampo, quasi rassegnato il giovane ci va con l’auto intestata al padre di Bevilacqua. E’ il suo ultimo viaggio, da ragazzo incensurato eppure capitato in un giro molto più grande di lui. Rispecchia questi sentimenti qualche commento di quelli apparsi sulla pagina Facebook di Fasano. “Non credevo fosse possibile arrivare a questo”, confida una ragazza; eppure “Eri proprio tu a chiedere a me, negli ultimi messaggi, come sto…” scrive un’altra giovane donna. E ancora: “Non meritavi di andartene così”. Infine: “Sempre con la mano sulla tua spalla. C’ho provato ma non è bastato”, il messaggio di un uomo. Lui ha lasciato il suo di messaggio postato tempo fa in copertina: “Amo sognare. Almeno lì va tutto come dico io”.

In paese le reazioni sono visibilmente imbarazzate più che altro: facce rassegnate al peggio, persone che si stringono nelle spalle; qualcuno ricorda che fino a pochi mesi fa quel giovane era andato a lavorare in Germania (a Cuxhaven, Bassa Sassonia) e che non sembrava proprio “uno di quelli”. La paura per quel che non si vedeva o che non pareva possibile è palpabile. Ha preso la parola il parroco don Antonio Perrone (di Galatone): “Non credo ci sia molto da dire per non fare retorica, ma molto da riflettere. Non servono parole ma impegno da parte di tutti per mostrare ai giovani che le cose nella vita possono andare diversamente”.

Un altro sacerdote, don Raffaele Bruno di Libera, associazione nazionale antimafia di don Luigi Ciotti, si mostra prostrato: “Un ragazzo di 22 anni, era un ragazzo di 22 anni… possibile che non ci si ponga la domanda su che fare per agganciare Francesco e i ragazzi come lui?Possibile girarsi invece dall’altra parte senza chiedersi che sta succedendo? Serve urgente una operazione culturale, educativa”. In Comune il Sindaco Alessandro Conte (foto; sotto, il Procuratore Leone De Castris) ha chiamato la Prefettura: chiede una riunione specifica del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. Lo aveva già fatto dopo il morto di marzo, ma ora torna alla carica: vuole lo Stato accanto alla sua comunità in questo terribile periodo. Anche Conte è convinto che un vero salto culturale per convincere chiunque che il crimine non paga mai. In paese si ricordano le iniziative degli ultimi mesi, con l’Istituto comprensivo, la manifestazione “Sulle note della legalità”, il concerto con la Fanfara della Polizia di Stato.

Cosa accadrà ora? La risposta del comandante dei carabinieri Ma a questo punto i fatti di sangue finiscono qui? La gente se lo chiede, col timore inconfessabile che ce ne saranno altri di scontri davanti ad una torta, quella dello spaccio di droghe, tanto appetitosa quanto ricca di clienti “di ogni età e di ogni classe sociale”, come ha stigmatizzato in una nota il Procuratore della Repubblica Leonardo Leone De Castris. In conferenza stampa si è parlato ovviamente anche dei possibili sviluppi della situazione. Il comandante dei carabinieri di Lecce, Giampaolo Zanchi, ha così risposto: “Il sodalizio con due fazioni all’interno con la voglia di primeggiare è stato disarticolato. Il Sindaco me ne ha parlato ma credo di poter dare un messaggio di ottimismo alla comunità: è stato dato un colpo molto serio all’associazione delinquenziale di questa zona”.

 

 

Melissano – “Lo Stato è presente più che mai sul territorio e aumenterà ulteriormente la pressione su ogni forma di illegalità. Per ciò che attiene al traffico e al consumo di stupefacenti non smetterò mai di ricordare – e parlo alle decine di migliaia di soggetti di ogni età e classe sociale che quotidianamente assumono cocaina e marijuana sul territorio – che ogni tipo di cocaina e ogni canna fumata alimentano le ricchezze della criminalità organizzata così come ogni euro speso finisce nelle tasche dei mafiosi”: non capita tutti i giorni che un alto magistrato inquirente decida di scrivere una nota, quasi un appello, per mettere in assoluto risalto cause e conseguenze di comportamenti illeciti diffusi e di sostanziale indifferenza. Alla luce della gravissima situazione a Melissano e dintorni, con due morti ammazzati in quattro mesi, entrambi collegabili ad un ingente traffico di droghe, a prendere l’inconsueta iniziativa è Leonardo Leone De Castris (foto), il Procuratore della Repubblica del distretto di Lecce, il capo cioè di quei magistrati ai quali i cittadini si rivolgono per ottenere giustizia davanti a torti o violenze.

Una verità da riconoscere con coraggio “Se non si ha il coraggio  di riconoscere questa verità – ammonisce il dottor Leone De Castris – se si continua ad alimentare anche episodicamente il consumo di stupefacenti, così creando obiettivo intralcio al contrasto che le istituzioni nel loro insieme rivolgono alla criminalità organizzata, non si ha alcun titolo per lamentarsi della escalation di furti e rapine, fenomeni criminali di ogni tipo, o ancora indignarsi per l’occupazione da parte della criminalità di interi settori della realtà economica della zona, che pure con impegno e fatica la Magistratura e le forze dell’ordine continuano a contrastare”.

Preoccupato da una situazione che conosce molto bene, anche per la sua esperienza in diverse sedi, il procuratore capo prova così a  far crescere la consapevolezza intorno al mondo della criminalità che ha nel traffico organizzato di droghe la sua fonte principale di approvvigionamento di denaro, da impiegare nella economia legale e sana, in particolare – come si legge da un bel po’ di tempo a questa parte nelle relazioni semestrali e annuali  – nel settore turistico, la gallina dalle uova d’oro che attrae anche attenzioni assai poco desiderabili.

Nell’esprimere soddisfazione per le conclusioni delle indagini sull’esecuzione di Francesco Fasano (vedasi altri articoli sul caso su questo sito), e sottolineando l'”eccezionale impegno profuso” dal procuratore aggiunto e da due sostituti procuratori, dal Nucleo investigativo del Comando dei carabinieri di Lecce e della Compagna di Casarano,  il Procuratore della Repubblica scrive: “Le evidenze indicano che la causale dell’omicidio va ancora una volta ricercata nel traffico organizzato di stupefacenti e nelle controversie relative alla spartizione dei territori di influenza, che da tempo costituisce il ‘core business’ della criminalità organizzata salentina, così come dimostrato dalle decine di tonnellate di stupefacente sequestrate nell’anno in corso”.o

 

Melissano – Daniele Manni di 34 anni e Angelo Rizzo di 23. sono ritenuti dai carabinieri gli autori materiali dell’uccisione, con un colpo di pistola alla testa, del 22enne Francesco Fasano (foto), anche lui di Melissano come gli arrestati. Con la coppia di presunti assassini sono stati fermati altri otto presunti complici: sul loro capo pesa l’accusa di associazione a delinquere e di spaccio di stupefacenti in quantità ingenti.

L’operazione dei carabinieri della compagnia di Casarano e del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce ha già alcuni punti fermi, a meno di 30 ore dall’omicio del giovane, incensurato ma con frequentazioni tutt’altro che tranquillizzanti, ammazzato sul bordo della Provinciale Melissano-Ugento pochi minuti prima della mezzanotte tra martedì 24 e mercoledì 25. Hanno guidato sul campo gli investigatori il procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e due sostituti procuratori. Senza sosta, evidentemente, fino a quando non hanno potuto mettere le mani sui malavitosi durante la scorsa notte in base a provvedimenti giudiziari definiti ieri sera, vale a dire a meno di 24 ore dall’agguato mortale.

La velocità nella ricostruzione dell’accaduto e nel decidere le misure necessarie si spiega col fatto che il gruppo dedito allo spaccio di stupefacenti era seguito molto da vicino dal marzo scorso, quando nello stesso ambiente era maturato l’omicidio di Manuele Cesari, il 37enne fatto fuori davanti ad un fast food a Melissano il 27 marzo di quest’anno. Il lavoro svolto in questi mesi ha contribuito non poco a fare piena luce in poche ore su quest’altro omicidio, perpetrato con modalità da criminali incalliti: Fasano sarebbe stato fatto stendere a terra e poi freddato con un colpo alla tempia. Non solo: lo stesso “bersaglio” ed un altro componente del sodalizio erano sfuggiti per caso alla caccia in atto il 19 luglio scorso, sempre per mano di Manni e Rizzo, accusati per quest’altro episodio sfuggito alle cronache, di tentato omicidio il 19 luglio scorso.

Un traffico di droga in quantità industriale, dalla marijuana  alla cocaina (di provenienza, come da tradizione consolidata dei clan calabresi), tale da far rimarcare agli inquirenti che si tratta di “ingenti quantitativi”. Tanto voluminosi questi sporchi affari da produrre un giro di denaro inimmaginabile, capace di sollecitare appetiti sempre crescenti, con gli equilibri interni ai gruppi criminali messi sotto forti pressioni sia per la ripartizione degli utili sia per la definizione delle aree d’influenza e quindi di spaccio. Queste due uccisioni a distanza di quattro mesi l’una dall’altra sono la prova schiacciante della resa dei conti in atto a Melissano e dintorni. Non va sottovalutato infatti lo stretto legame con la malavita di Casarano di quella di Melissano, gerarchicamente sottoposta e controllata.

 

 

 

 

 

Carabinieri di Casarano

Melissano – Sarebbero tre i primi sospettati per l’agguato che nella notte ha portato la morte a Francesco Fasano (foto), 22 anni appena compiuti, sul ciglio della Provinciale che conduce ad Ugento, poco meno di un chilometro fuori dal centro abitato, intorno alla mezzanotte scorsa. Tre giovani sarebbero stati portati in caserma per interrogatorio e per la prova Stub (rivelatrice di residui a seguito di uso di armi da fuoco). Un’auto, una Ford Fiesta grigia, è sotto sequestro.

E’ lo stesso automezzo che i carabinieri di Melissano, della Compagnia di Casarano e – subito dopo – del Nucleo investigativo dell’Arma giunto da Lecce, hanno trovato poco distante dal corpo ormai senza vita del giovane, noto alle forze di polizia per precedenti per droga. Il proprietario è di Melissano e l’avrebbe data in prestito a Fasano, che gliel’aveva chiesta ignaro di stare recandosi ad un appuntamento fatale. Un colpo di pistola alla testa (ma non forse non l’unico sparato dagli esecutori del delitto) è stato fatale. L’uomo si è accasciato sull’asfalto per poi essere travolto da un automobilista di passaggio che non si è accorto di quell’ostacolo improvviso.

Indaga la Procura antimafia Sarà l’autopsia disposta dal sostituto procuratore di turno, Stefania Mininni, a completare il quadro delle ferite per i colpi sparati dai sicari. Più difficile sembra ricostruire il quadro del delitto, il secondo in quattro mesi a Melissano, dopo l’uccisione davanti ad un fast food il 27 marzo scorso di Manuel Cesari, 37enne. In Procura è lo stesso Procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi a seguire le indagini. E’ lo stesso magistrato che cura da vicino tutte le vicende legate alla criminalità organizzata della zona di Casarano e dell’arco jonico. In un recente passato gli inquirenti hanno ribadito l’ipotesi che vi sia nella zona uno scontro tra gruppi criminali emergenti in cerca di assumere il comando dopo la scomparsa o il carcere di alcuni capi, come Augustino Potenza (ucciso davanti ad un supermaket di Casarano) e il suo sodale Tommaso Montedoro, entrambi casaranesi. Con Melissano che storicamente è sempre stata considerata come una realtà in diretta connessione con la mala del centro più grosso.

Tutta la notte è trascorsa con i carabinieri – ai quali alcuni automobilisti si erano rivolti – impegnati in perquisizioni, controlli e interrogatori, per cercare di assumere informazioni utili da famigliari, amici e conoscenti della vittima. Il giovane, che aveva frequentato il Nautico di Gallipoli, era stato da ultimo visto al lavoro in un supermercato della zona.

Melissano – Invece di rispettare l’obbligo di dimora nel suo comune, quello di Ugento, il 65enne Pasquale Preite è stato intercettato dai carabinieri nel pomeriggio di ieri a Melissano. Dopo un breve inseguimento, l’uomo è stato bloccato a bordo di una Fiat Punto, risultata a noleggio, intorno alle 16 su via Corvaglia. Preite è un sorvegliato speciale con condanne anche per motivi di estorsione. Dopo le formalità di prassi in caserma, l’arresto è stato condotto nel carcere leccese di Borgo San Nicola.

Corigliano d’Otranto – Maxi sequestro di sostanze dopanti e anabolizzanti, per un valore pari a circa un milione di euro, in un garage di Corigliano d’Otranto. L’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Lecce, insieme ai colleghi della locale Stazione, ha portato all’arresto di cinque persone: in carcere sono finiti il 33enne Stefano Nunziato, nato a Savigliano (Cuneo) e residente a Melissano, ed il 32enne Daniele Morello, nato a Gallipoli e residente ad Alezio (entrambi già noti alle forze dell’ordine), mentre i domiciliari sono stati disposti per gli incensurati Alessia Esposito, 29enne di Gallipoli,  Valeria Chirilli, 24enne di Cursi e Luigi Sfragara, 31enne di Galatina, tutti e tre incensurati. Il box auto in questione era nella disponibilità di questi ultimi due, mentre appena fuori dal garage, il servizio di osservazione organizzato dai militari nell’immediatezza del sequestro ha permesso di sorprendere gli altri tre con le chiavi dello stesso locale e i possesso, a loro volta, di altre sostanze vietate. Nell’abitazione del 33enne residente a Melissano sono poi state sequestrate, oltre ad oltre 65mila euro in banconote di piccolo taglio, anche numerose buste e pacchi provenienti da indirizzi in Italia e all’estero e varie carte di credito prepagate.

I collegamenti con l’estero Si tratta di uno dei maggiori sequestri di questo tipo di sostanze vietate operati in Italia con ramificazioni in tutto il mondo. Molti dei prodotti sono risultati, infatti, di produzione estera (Cina, India, Moldavia, Russia, Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Turchia e altre ancora). Nel corso di uno specifico servizio finalizzato a contrastare i reati contro la salute pubblica, i carabinieri hanno appurato come nel box auto fossero nascoste oltre 3.000 fiale e 500.000 pasticche tra nandrolone, ketamina, efedrina, steroidi anabolizzanti, compresse di ormoni (anche per equini), farmaci per la disfunzione erettile, psicofarmaci e pure 7.242 compresse di farmaci ormonali normalmente utilizzati per terapie tumorali.

Altro ingente materiale è ancora in corso di catalogazione: di certo sono state trovate 8.600 compresse dal principio attivo sconosciuto contenute in confezioni artigianali senza etichetta nonché 122 fiale contenenti una sostanza liquida sconosciuta sempre priva di etichetta oltre a rilevanti quantità di medicinali broncodilatatori, insulina, farmaci inibitori della lattazione, diuretici e varie sostanze di taglio e a materiale per il confezionamento di dosi e spedizioni. La perquisizione ha pure portato alla scoperta di documenti di identità intestati a cittadini stranieri sui quali sono in corso accertamenti. Si tratta di capire anche perchè la base di tale consistente spaccio e distribuzione fosse nel cuore del Salento, quali canali venissero usati e quali locali e palestre siano coinvolte.

Gallipoli – Da una stalla per bovini, in pratica nata e morta poco dopo negli anni Settanta, ad una cantina con ristorante insieme ad un angolo di arte pittorica ed un museo di storia di una azienda che viene da lontano. Il mix ha fatto dire all’assessore dell’Industria turistica, Loredana Capone, che si è di fronte ad una “storia positiva di radici e di futuro”. Ed ha sorpreso molti degli invitati alla inaugurazione della nuova cantina de “I Coppola”, l’ultima di una lunga tradizione iniziata, come fanno rilevare i diretti interessati, nel 1489.

Il filo che lega il presente ai predecessori ed ai familiari che prima di Giuseppe, Nanni e gli altri, si sono dati da fare, lo ha ripreso il padrone di casa nell’incipit del suo intervento, ovviamente soddisfatto per la meta raggiunta: “In questo stesso giorno in cui tagliamo questo traguardo è morta mia madre (Maria, ndr)”. L’idea della sala ristorante in cantina e tutto il resto, in ossequio al binomio di sicuro avvenire (come sostenuto dalla stessa Capone e dal parlamentare Dario Stefàno, padre riconosciuto della legge regionale sull’enoturismo) è nata cinque an,ni fa per poi concretizzarsi in un progetto presentato alla Regione nel 2014 per i bandi del piano di sviluppo rurale. Per il ristorante “Vigneto del gusto” si è costituita un’altra società.

Questa realizzazione “ha radici molto profonde, rimandano al capostipite siciliano, ci sono di mezzo 15 generazioni”, ha voluto ricordare il presidente Vito Primiceri della Banca popolare pugliese, ringraziata ampiamente dai Coppola per la collaborazione. Il dottor Primiceri ha conosciuto da vicino il nonno Niccolò Coppola, residente ad Alezio da cui la famiglia è originaria,  e Carlo Coppola: “Impossibile non parlare di chi ha gettato le basi ante litteram del turismo legato all’agricoltura”.  Accogliere, trattare bene, vendere emozioni: il turismo di qualità vuole questo, hanno ribadito in molti, e questo cercano di fare qui, litoranea nord di Gallipoli, con tre aziende turistiche e circa 150 dipendenti tra diretti e indiretti, da Maglie, Melissano ad Alezio, Gallipoli ed altri paesi dell’entroterra più prossimo (proprio in questi giorni sono stati festeggiati i 50 anni del camping “La vecchia torre”)..

Dalla bottaia al terrazzo Motivi di orgoglio per “una storia antica che si rafforza grazie a visioni sul futuro” ha parlato il Sindaco gallipolino Stefano Minerva; di spirito che precorre i tempi come rilevato dall’assessore regionale Salvatore Leo e dal presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone; di una cantina – progettista l’architetto Giungato, direttore enologo Pizzolante – che sa diventare un attrattore turistico inserendosi in un trend nazionale in costante crescita si è avuto un forte sentore anche per chi non conosceva cosa c’era fino a qualche anno fa in quel posto. Il giro illustrativo è partito dalla bottaia, è passato dalla sala con le opere (copie di quelle donate al Comune, Sindaco Mario Foscarini) di Giovanni Andrea Coppola, ed è finito in terrazzo, metafora premonitrice di un  successo auspicato da tutti.

 

Collepasso – Le top runners del Sud Salento si sono fatte valere in occasione della nuova edizione della Crono Salento. La gara a cronometro organizzata dalla Saracenatletica e svoltasi domenica scorsa a Collepasso, ha visto Pamela Greco di Casarano protagonista assoluta della classifica femminile (foto).

La casaranese, tesserata per la società organizzatrice, è salita sul gradino più alto del podio dopo aver fatto registrare il tempo di 20:48. Greco ha sbaragliato la concorrenza percorrendo cinque chilometri a ritmi incessanti affermandosi profeta in patria di una competizione, che è stata valida come ottava prova del circuito “Salento Tour” con l’egida del Comitato provinciale della Fidal Lecce. Alle spalle della vincitrice si è piazzata Elena Conte della As Atletica Taviano 97 Onlus. La podista di Melissano ha fermato l’orologio a 20:55 precedendo di otto secondi Maria Grazia Distante della Tre Casali.

Tra i numerosi uomini in gara si è distinta la performance di Emanuele Scrimieri della Asd La Mandra, che ha fatto registrare il tempo di 16:46. L’atleta di Noha è giunto al terzo posto assoluto della manifestazione, dietro a Luca Quarta della As Action Running e a Daniele Leggio della Tre Casali, giunti rispettivamente al primo e al secondo posto della classifica generale. La gara si è svolta in massima sicurezza ed è stata riservata alle categorie Promesse, Juniores e Seniores. Piazza Dante è stato lo scenario della partenza, dell’arrivo e della cerimonia di premiazione che ha chiuso in bellezza l’evento sportivo.

Racale – Dovrà scontare nel complesso 5 anni e mezzo di carcere la coppia alla quale sono stati attribuiti ben sei furti con “spaccata” nell’area del casaranese. Il Tribunale di Lecce ha condannato a due anni e dieci mesi la 27enne Ines Stamerra (di Andrano) e a due anni e 8 mesi il 41enne Marco De Lorenzis (di Racale). All’arresto dei due, lo scorso  26 aprile, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Casarano giunsero analizzando le immagini degli impianti di videosorveglianza degli esercizi colpiti e la particolare tecnica utilizzata, spesso con una Renault Kangoo (rubata ad Alliste il 2 febbraio scorso) come “ariete” per sfondare porte e vetrine (i carabinieri denominarono l’operazione “Spacco matto”).

La sequenza dei colpi Tutti in sequenza i colpi (ben sei in quattro notti. Il 2 febbraio ad Andrano il furto (da 300 euro) ai danni di una pizzeria (dopo aver divelto la porta d’ingresso con l’autovettura); nella stessa notte il colpo in un negozio di casalinghi di Ruffano forzando la porta d’ingresso con dei grimaldelli per asportare dalla cassa 200 euro. Solo tentato, invece, il furto ai danni di un supermercato di Melissano del 3 febbraio (per l’attivazione del sistema d’allarme) mentre a segno (1.000 euro) è andato il colpo del giorno dopo in un negozio di abbigliamento di Matino così come quello del 5 ai danni di un centro scommesse di Melissano (300 euro e un monitor di un computer). Le scorribande terminarono con il colpo, sempre del 5 febbraio, ai danni di un bar di Felline quando l’allarme fece desistere la coppia non prima di aver asportato dalla cassa appena dieci euro. La conferma dell’avvenuta identificazione dei due ladri giunse  la stessa sera del 5 febbraio quando De Lorenzis venne arrestato in flagranza di reato e la Stamerra denunciata in stato di libertà subito dopo aver commesso una rapina ai danni di una tabaccheria di Ugento, proprio con la stessa Renault Kangoo.

 

Gallipoli – “È nato come un gioco”: lo rivela subito Marco Buccarella, allenatore dei portieri del Gallipoli Football 1909 nonché ideatore del “Goalkeeper Summer Training”, campus estivo itinerante per portieri di calcio giunto alla sua terza edizione. Quaranta gli iscritti da Aradeo, Galatina, Gallipoli, Melissano, Sannicola, Taviano, Tricase e anche da Brindisi; cinque strutture coinvolte: Ecoresort Le Sirenè, i centri sportivi “Evergreen” e “La Masseria”, “Il Mio Gallipoli Stadium”, lo stadio comunale “Antonio Bianco”; dieci istruttori: Marco Buccarella e Antonio Faita (Gallipoli), Franco Paleari (Trapani), Marco Garofalo (Lazio), Francesco Negro (Novara), Francesco Garzilli (Lecce), Antonio Galasso e Mino Giannotti (Nitor Brindisi), Rocco Leone (Leverano), Rocco Pellegrino (Monopoli).

Numeri significativi messi al servizio di quello protagonista del corso: il numero uno, il portiere. “Il calcio è fatto da tante piccole cose importanti – dice Buccarella – e qui abbiamo alternato esercizi specifici a giochi a tema, creando anche un torneo a punti in stile Champions League che è durato per tutto il camp. Gli iscritti sono stati divisi per età. Avevamo 17 ragazzi e 23 bambini. Per questi ultimi l’approccio al ruolo è delicato, pochi vogliono fare il portiere. Si sono allenati tre ore al giorno per undici giorni e alla fine i genitori si sono fatti loro portavoce di una richiesta per un campus invernale. Mi hanno emozionato e posso essere soddisfatto della riuscita del corso”.

Creare un ambiente sano per la crescita e il miglioramento dei ragazzi era l’obbiettivo principale del corso: “Tre anni fa siamo partiti con 15 iscritti, oggi ne abbiamo quasi il triplo. Credevo nel progetto – conclude Buccarella – ma mi ha sorpreso questa crescita rapida. Io dico sempre che il modo più bello per realizzare le idee è dare forma ai propri sogni”.

M.C.

Gallipoli – Stanno per tingersi di rosa le notti del centro storico della città, con eventi, mostre e concerti tutti al femminile. Prenderà infatti il via oggi, sabato 7 luglio e durerà fino a domani, la prima edizione della “Notte rosa” dal titolo “Il canto delle sirene”. La manifestazione, organizzata dalla Commissione pari opportunità, presidente Filomena Micale, insieme agli assessorati del Comune di Gallipoli ed ai Comuni dell’Ambito sociale e territoriale di Gallipoli (tra cui Tuglie, Racale e Melissano – con la collaborazione delle associazioni Agap, Mater lab, Amart, Emys, Fidapa e Pro loco – è nata con l’obiettivo di favorire la conoscenza e la promozione del talento delle donne del territorio; stimolare l’interesse della collettività ed infine, per offrire visibilità alle donne che si occupano di arte, cultura, spettacolo, musica e artigianato sul territorio.

L’evento è stato presentato il 6 luglio presso palazzo Adorno a Lecce, con la partecipazione della presidente Micale, l’assessore Anna Sergi, l’avvocato Angela Stasi e la dottoressa Daniela Fusco (nella foto). “Un lavoro straordinario della Commissione pari opportunità, che già lo scorso novembre ha regalato alla città un evento dedicato alle donne – afferma il sindaco Stefano Minerva- un ulteriore spunto di riflessione sullo straordinario ruolo e valore della donna”. Per coinvolgere tutta la cittadinanza, è stato ideato poi il concorso “Vetrina in Rosa”, rivolto ai commercianti, che sono stati invitati ad addobbare la propria vetrina o ad adattare il proprio menù “in rosa”, nel caso di bar e ristoranti, prevedendo, inoltre, degli sconti speciali.

Questo il programma completo: l’inaugurazione si terrà sabato 7 Luglio alle ore 19:00 in piazza Castello, con i saluti di apertura del sindaco Stefano Minerva e delle altre autorità locali, tra cui la consigliera regionale di Parità Anna Grazia Maraschio (di Patù ma residente a Lecce) e la consigliera provinciale di Parità Filomena D’Antini (di Surbo). Interverranno inoltre l’assessore Anna Sergi, l’avvocato Angela Stasi di Alezio e la dottoressa Daniela Fusco (di Lecce). Si entrerà dunque nel vivo della manifestazione con il primo evento targato Fidapa alle ore 20 e 30, che porterà in scena una sfilata di abiti della nota stilista salentina Carol Cordella. Alle ore 21, inizio poi del tour nel centro storico: in piazzetta Santa Teresa, le Associazioni Off limits e “A Cumbriccula” metteranno in scena “A pezza a culore”; presso il Blanc, si terranno letture e piccole esibizioni in strada a cura degli “Indisciplinati” di Racale; presso il Municipio, ci sarà invece una mostra di quadri di Tonia Romano e Maria Scilla; presso Palazzo Balsamo, invece, si terrà poi un’esposizione di abiti da sposa di “Emozioni sposa” di Melissano; presso la Sala Coppola, monologo a cura de “La Calandra” di Tuglie e mostra Pix Cataldi e Pietre in miniatura. Alla Biblioteca Sant’Angelo, mostre di Luciana Bianco e Paola Marzano, in via De Pace (Palazzo Grassi) si terrà invece la mostra “Falsi d’Autore” di Anna Pisanello. Proseguendo poi per le vie Ferrai, Catalano, Rosario si raggiungerà il Chiostro di San Domenico dove Patrizia Chiriacò esporrà le sue opere. Coreografia della serata a cura di Anna Rizzello.

Domenica 8 luglio ci saranno poi tutte le mostre attive fino a sera: si continuerà poi alle ore 19 con una visita guidata teatralizzata a cura di Agap; mentre alle 21 in piazza Aldo Moro, si proseguirà con le premiazioni del concorso di poesia e narrativa “Aspasia”, del Concorso “Vetrine in Rosa” ed infine delle “Eccellenze femminili salentine” in cui saranno premiate 5 donne del territorio che si sono distinte per talento e creatività: Carol Cordella (nata a Copertino ma residente a Lecce), Marina Ricci Buttiglione (di Gallipoli ma residente a Roma), Maria De Giovanni (di Borgagne), Gianna Trianni (nata a Gallipoli a residente a Londra) e le sorelle Anna e Sonia Verardi (entrambe di Racale). Alla premiazione saranno presenti il presidente della Provincia Antonio Gabellone e la consigliera di Parità Filomena D’Antini. Presso l’area del Vescovato, “Clown therapy” con “Gli amici di Anastasia” di Racale. L’evento si concluderà poi con un concerto dedicato a Maria Callas ed Edith Piaf a cura del Maestro Enrico Tricarico. Durante queste due serate, tutte le chiese del centro storico rimarranno aperte e visitabili.

Gallipoli – Ancora pochi giorni e Gallipoli si tingerà di rosa per due notti. E’ infatti iniziato il conto alla rovescia per la prima edizione della Notte rosa denominata Il canto delle Sirene, che si terrà nel weekend di sabato 7 e domenica 8 luglio. L’evento è creato dalla Commissione pari opportunità, presidente Filomena Micale, insieme agli assessorati del Comune di Gallipoli, ai Comuni dell’ambito sociale e territoriale di Gallipoli come Tuglie, Racale e Melissano; e infine, alle associazioni culturali del territorio tra cui Fidapa, Pro loco , Mater Lab, Emys, Amart, e Agap.

Mettere in mostra opere di donne Scopo della manifestazione è favorire la promozione del talento e della creatività delle donne del territorio, offrendo visibilità a coloro che si occupano di arte, cultura, spettacolo, musica e artigianato, stimolando l’interesse verso le professionalità e le capacità creative femminili e concorrendo alla promozione turistica del territorio, mettendo appunto in mostra gli aspetti culturali e dell’identità territoriale. “Gli eventi che costelleranno la lunga notte al femminile sono davvero numerosi – afferma la presidente Micale – ed i visitatori potranno avventurarsi alla scoperta seguendo un percorso strutturato nelle vie del centro storico di Gallipoli, durante il quale potranno ammirare mostre di quadri e fotografiche, assistere agli spettacoli di artisti di strada e a monologhi di compagnie teatrali, esposizioni del gusto e dell’artigianato e ascoltare esibizioni canore come quelle del coro della Pro loco e delle Lendinelle, formato da donne che hanno recuperato i canti della tradizione gallipolina e che suonano con svariati strumenti di fantasia. Per tutta la notte, inoltre, le attività commerciali esibiranno vetrine in rosa, mentre i ristoranti che hanno aderito all’iniziativa proporranno per l’occasione un menù a tema”.

Questo il programma del primo giorno L’inaugurazione si terrà sabato 7 Luglio alle ore 19:00 in piazza Castello, con i saluti di apertura del sindaco Stefano Minerva e delle altre autorità locali, tra cui la consigliera regionale di Parità Anna Grazia Maraschio (di Patù ma residente a Lecce) e la consigliera provinciale di Parità Filomena D’Antini (di Surbo). Interverranno inoltre l’assessore Anna Sergi, l’avvocato Angela Stasi di Alezio e la dottoressa Daniela Fusco (Lecce). Si entrerà dunque nel vivo della manifestazione con il primo evento targato Fidapa alle ore 20 e 30, che porterà in scena una sfilata di abiti della nota stilista salentina Carol Cordella. Alle ore 21, inizio poi del tour nel centro storico: in piazzetta Santa Teresa, le Associazioni Off limits e A Cumbriccula metteranno in scena “A pezza a culore”; presso il Municipio, ci sarà invece una mostra di quadri di Tonia Romano e Maria Scilla. Alla Biblioteca Sant’Angelo, mostre di Luciana Bianco e Paola Marzano, in via De pace (Palazzo Grassi) si terrà invece la mostra “Falsi d’Autore” di Anna Pisanello. Proseguendo poi per le vie Ferrai, Catalano, Rosario si raggiungerà il Chiostro di San Domenico dove Patrizia Chiriacò esporrà le sue opere. Coreografia della serata a cura di Anna Rizzello.

Domenica 8 luglio L’8 tutte le mostre saranno attive fino a sera: si continuerà poi alle ore 19 con una visita guidata teatralizzata a cura di Agap; ; mentre alle 21 in piazza Aldo Moro, si proseguirà con le premiazioni del concorso di poesia e narrativa “Aspasia”, del Concorso “Vetrine in Rosa” ed infine delle “Eccellenze femminili salentine” in cui saranno premiate cinque donne del territorio che si sono distinte per talento e creatività: Carol Cordella (nata a Copertino ma residente a Lecce), Marina Ricci Buttiglione (di Gallipoli ma residente a Roma), Maria De Giovanni (di Borgagne), Gianna Trianni (nata a Gallipoli a residente a Londra) e le sorelle Anna e Sonia Verardi (entrambe di Racale). Alla premiazione saranno presenti il presidente della Provincia Antonio Gabellone (di Tuglie) e la consigliera di Parità Filomena D’Antini. L’evento si concluderà con un concerto dedicato a due grandi donne: Maria Callas ed Edith Piaf a cura del Maestro Enrico Tricarico. Durante queste due serate, tutte le chiese del centro storico rimarranno aperte e visitabili.

 

 

 

 

Gallipoli – La presentazione si è avuta il 12 febbraio scorso all’hotel Bellavista (foto); adesso è la volta di un’anteprima di quello che sarà, entro l’anno sicuramente, uno vero e proprio Workshop sul centro storico di Gallipoli, sulle sue storie, sulla diffusione di esse, sulle cure da approntare con gli architetti di oggi e di domani e con gli artigiani contemporanei in grado di evitare brutture, trascuratezze, ferite difficilmente rimarginabili. Per il 2 luglio è dunque fissata una prima passeggiata nella Gallipoli antica, dedicato a laureandi in architettura, artigiani, fotografi e studenti di Belle arti, dalle 17 alle 20 con ritrovo al Bellavista Club di Gallipoli.

Rigenerare e rivivere il borgo antico Il progetto più ampio denominato “Intersezioni nel Salento, residenze di Architettura per studenti” punta ad apportare un contributo alla rigenerazione e fruizione del centro storico, insieme agli artigiani che, nel tempo, hanno eseguito lavori di bottega vere opere di ingegno, e che hanno avuto l’occasione, anche più volte, con la loro manualità di accarezzare i particolari costruttivi e costitutivi del sito e rinnovare l’ambiente urbano. Guiderà il gruppo di lavoro l’architetto Vincenzo Vallone di Benevento, assiduo frequentatore della “città bella”, ideatore del percorso, e dal direttore di Caroli Hotels, Attilio Caputo, attratto da questo possibile “laboratorio di idee, di concetti e di simboli estetici ed etici della memoria collettiva”, come si legge in una nota del gruppo alberghiero.

L’ok del Politecnico di Bari e dei suoi studenti  Una particolare occasione per rigenerare l’animo del sito storico gallipolino attraverso il dialogo e tanti incontri, di cui questo è solo un assaggio, una passeggiata. Dal gruppo di partecipanti si attendono gli elaborati riguardanti ricerche storiche (accenni), studi preparatori (non obbligatori) proposte e soluzioni  compatibili con le  esigenze conservative, adeguate alla evoluzione dei tempi.  l’opera di sensibilizzazione presso enti ed istituzioni, piccole aziende. Il Politecnico di Bari, facoltà di Architettura ha risposto e suoi saranno gli studenti in architettura coinvolti insieme a quelli di altri istituti. Ha dato la sua adesione anche il Consiglio nazionale degli architetti.

“Insieme si possono fare cose importanti in nome della bellezza” “Attraverso una comune visione culturale, sulla base delle indicazioni della Soprintendenza – aveva rimarcato a febbraio l’architetto Vallone – far capire che insieme si possono fare cose importanti, creare una coscienza collettiva, introdurre il senso della vergogna in rapporto alla bellezza”. Qualche esempio operativo: l’eliminazione delle superfetazioni, il recupero di decorazioni, intarsi, incisioni; la protezione di pietre e lavori in ferro battuto in un quadro cromatico generale (da definire una volta per tutte, dopo tanti annunci). “E tante altre cose – affermano i promotori, col direttore Attilio Caroli Caputo in testa – purché le stesse possano potenziare e concretizzare la bellezza esistente, sopra e sotto l’isola del borgo antico.

Le prime realtà artigianali aderenti Si parte da un primo elenco di artigiani disponibili, Vetreria Cristalvetri di Fabrizio Benvenga, Falegnameria Scarpina, Makers Young di Gallipoli;  gli altri sono tutti di fuori città: AB Stilcasa Casarano; Impresa Leopizzi 1750 Parabita; Fonderie De Riccardi Maglie; Luminarie fratelli Parisi Taurisano; Vetreria Due Emme Matino; Falegnameria De Nuzzo Melissano: Pitardi Cavamonti Maglie; Pavimenti De Filippi Lecce; De Pascalis Impianti Galatina; Officina Mosaico Otranto.

Silvia Coronese

Gallipoli – Mobilitati tutti i parroci e tutti i medici di base: il piano sociale di zona, con una dotazione milionari da spendere in servizi ai soggetti deboli e in difficoltà, cambia passo col pieno appoggio dell’Asl di Lecce. Su impulso dell’assessore del Comune capofila, la gallipolina Silvia Coronese, e della responsabile locale di Cittadinanzattiva – Tribunale dei diritti del malato, Agata Coppola, è stato inserito nel patto di partecipazione – sottoscritto, oltre che dai Comuni di Alezio, Alliste, Melissano, Sannicola, Taviano, Racale, Tuglie – l’impegno “ad assicurare attraverso strumenti moderni e innovativi quale il portale dedicato e i social network più utilizzati, la comunicazione e la diffusione nonché la partecipazione attiva di tutte le organizzazioni sociali”.

Quante persone sanno dei servizi a portata di mano? “Ci siamo resi conto – afferma Agata Coppola – che dei tanti servizi sociali di cui il Piano dispone, fuori, nei paesi, tra gli utenti, si conosce ben poco. E spesso si verificano casi di richieste di aiuto captate anche per caso, quando c’è un diritto che non è noto. Abbiamo quindi cominciato a pensare a cosa fare per arrivare ai diretti interessati, come rompere un muro che li separa dall’Ambito sociale di zona”. Si è pensato così ai parroci “che per la prima volta sono venuti tutti alle riunioni”; poi anche ai medici di base “che da noi svolgono ancora un ruolo di collegamento diretto con la gente”. “I nostri parroci – dice l’assessore Coronese, riferita a Gallipoli – possono essere preziosi soprattutto nei confronti degli anziani, direttamente o tramite il centro di ascolto della Caritas della parrocchia di Sant’Agata”. Dopo la serie di incontri per la programmazione partecipata, c’è ancora da fare un ultimo passaggio dal coordinamento istituzionale (il 28 prossimo a Gallipoli) per poi passare dai Consigli comunali degli otto Comuni.

Il dépliant informativo pronto entro ottobre. “Ma non è stato facile” Subito dopo il Piano sociale 2018-2020 diverrà operativo. La Carta dei servizi potrebbe essere pronta entro ottobre, secondo le previsioni. Restano due le linee di fondo del programma di interventi sociali nel triennio: i minori e gli anziani con gli annessi e connessi quali l’integrazione sociosanitaria, l’inclusione sociale e le famiglie, il welfare di accesso per immigrati, le disabilità e la violenza di genere. “Non è stato facile giungere alla migliore conclusione possibile nell’elaborazione del piano – conclude Coronese – anche perché le situazioni nei vari Comuni non sono omogenee: c’è un Comune, ad esempio, che ha solo l’assistente sociale dell’Ambito e preferisce i contributi ‘tradizionali’; un altro ha problemi di dissesto”. Ma la sintesi, con una interessante novità, alla fine si è trovata.

 

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