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Ultime notizie dal Comune di Matino

Casarano – Esperienze a confronto sul tema del bullismo grazie all’iniziativa “Stare insieme” ospitato a  Casarano nell’aula magna del liceo Vanini. Istituzioni ed enti dell’Ambito sociale di Casarano hanno incontrato (lunedì 15 ottobre) gli studenti offrendo e ricevendo stimoli sul “vivere tecnologico” che condiziona in maniera totalizzante le nuove generazioni. «Non si tratta di un nuovo progetto ma di uno scambio di esperienze fra quei soggetti che a quei progetti ci lavorano per arricchirli e fare in modo che da essi nascano proposte efficaci per contrastare il fenomeno», affermano i promotori.

I soggetti coinvolti Ad essere coinvolte sono state le scuole con sede dell’Ambito territoriale sociale di Casarano (con il comune capofila anche Collepasso, Parabita, Matino, Ruffano, Supersano e Taurisano). L’incontro è stato promosso dal laboratorio creativo per la comunicazione Gestal house di Parabita con il patrocinio della Asl Lecce e del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Puglia. Vi hanno preso parte operatori della Polizia postale, dirigenti della Prefettura e della Asl di Lecce, l’assessore comunale Francesca Pirri, la presidente della Rete polo d’Ambito scolastico n. 20 Filomena Giannelli e la consigliera di Parità della Provincia Filomena D’Antini. Numerose le scuole rappresentate, tra le quali gli Istituti Comprensivi Polo 2 di Casarano con quelli di Supersano, Collepasso, Matino, Taurisano (Polo 1),e gli istituti superiori “Giannelli” di Parabita, “Montalcini” e “Meucci” di Casarano, il Servizio civile professionale del Comune di Parabita e l’associazione di Promozione sociale di Matino.

“Gestal house” «A ispirare l’iniziativa è la constatazione che a fronte di un problema sempre più attuale, le istituzioni e le agenzie educative fanno fatica a sostenere un confronto assiduo e a sviluppare azioni in sinergia», afferma il presidente di Gestal House Luciano Provenzano. «Sono i meccanismi complessi del vivere tecnologico che determinano, oggi, una sempre più diffusa tendenza ad atteggiamenti da bulli», conclude Provenzano.

 

Matino – Nuovo incidente stradale alquanto singolare, a distanza di neppure 24 ore, a Matino. Protagonista sempre un suv (quello di ieri è praticamente volato su di una Fiat 500 in sosta) che questa volta è finito contro il palo dell’insegna pubblicitaria di una macelleria. Il guidatore dell’auto in questione procedeva da via Piave verso piazza Primiceri, in pieno centro urbano, e avrebbe perso il controllo del veicolo dopo essere stato tamponato da un’altra autovettura uscita da uno stop. Da qui l’urto violento contro il palo, praticamente sul marciapiede, a pochi centimetri dalla vetrina dell’esercizio commerciale. Per fortuna nessun pedone è stato coinvolto mentre per l’autista (a quanto pare) soltanto tanta paura.

Nell’incidente di ieri, invece, su via Vittorio Veneto (zona Sacro Cuore) una Dacia Duster ha travolto una Fiat 500 parcheggiata a bordo strada rimanendo sollevato per aria con le due ruote di destra quasi sul tetto dell’utilitaria, per fortuna senza conseguenze per il guidatore.

Matino – La scena sarebbe quella di un film d’azione (all’americana), con tanto di stuntman professionista esperto in guida acrobatica. Oppure si potrebbe pensare ad un abile fotomontaggio. Invece è pura (stupefacente) realtà ciò che è accaduto in via Vittorio Veneto a Matino, all’altezza dell’incrocio con via Marsala (zona Sacro Cuore), dove una Dacia Duster ha travolto una Fiat 500 parcheggiata a bordo strada. Sarà stata la distrazione dell’autista o chissà cosa, sta di fatto che il suv ha preso quota rimanendo sollevato per aria in perfetto equilibrio: con le due ruote di destra quasi sul tetto dell’utilitaria e le due di sinistra al suolo. Un’incredibile combinazione tra velocità, direzione e pendenza (e una buona dose di fortuna) hanno consentito all’autista di rimanere ben saldo al suo posto di guida, seppur in precario equilibrio, per diversi minuti, dando il tempo ai residenti della zona di scendere per strada, attirati dal rumore dei vetri infranti della Fiat 500, e sostenere con il loro peso la Dacia in attesa dei soccorsi. Curiosamente, tra i soccorritori c’è stato anche il proprietario della stessa auto danneggiata. Una volta giunti sul posto, sono stati i vigili urbani a rimettere le cose a posto. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Per il conducente del Suv solo una bella dose di paura (ed un verbale da parte dei vigili).

Casarano – La Tradeco di Altamura è fallita e il Comune di Casarano si affida ad un’altra ditta per garantire il regolare svolgimento del servizio di raccolta dei rifiuti. È di quest’oggi la determina con la quale il responsabile del settore Ambiente ed ecologia del Comune, architetto Andrea Carrozzo, preso atto del fallimento dell’azienda affidataria (la sentenza del tribunale di Bari è dell’8 ottobre), affida il servizio al Consorzio Gema di Pagani (provincia di Salerno). La ditta campana era stata la sola, insieme a quella barese, a prendere parte alla gara ponte avviata lo scorso febbraio dal Comune in attesa del completamento della gara d’appalto per tutti i comuni dell’Aro 9 (dove, con Casarano, ci sono anche Matino, Miggiano, Parabita, Ruffano, Montesano  Salentino e Specchia).

Non cambia il calendario di raccolta La società di Altamura appena dichiarata fallita (il tribunale ha pure dichiarato inammissibile la domanda di concordato preventivo) era subentrata a Casarano alla Igeco Costruzioni lo scorso agosto avviando, a fatica, la raccolta differenziata spinta con il conferimento dell’umido. Respingendo la domanda di concordato preventivo avanzata dai legali della società, il tribunale ha previsto l’esercizio provvisorio con la nomina di appositi curatori. Il responsabile comunale del settore è però prontamente intervenuto per garantire la necessaria prosecuzione del servizio di igiene urbana riconoscendo il servizio svolto dalla Tradeco sino al 15 ottobre ed affidandosi al Consorzio Gema già da martedì 16 e sino al 2 agosto 2020. Data, quest’ultima, che potrebbe venir anticipata in caso di avvio del servizio unitario da parte dell’Aro 9. Le condizioni per lo svolgimento dell’appalto restano le stesse fissate dal bando.  «Si comunica che in data odierna si è proceduto, alla presenza dei sindacati di categoria, al passaggio del servizio di raccolta e spazzamento rifiuti dalla Tradeco  Srl, dichiarata fallita, al Consorzio Gema. Da domani 16 ottobre il servizio di raccolta dei rifiuti sarà gestito dal Consorzio gema senza alcuna interruzione e senza alcun mutamento nel calendario della raccolta», afferma il sindaco Gianni Stefàno.

A Fasano arriva la Gial Plast da Taviano Il “terremoto” provocato dal fallimento della Tradeco ha portato a conseguenze simili anche a Fasano dove la stessa ditta operava in proroga: nella città brindisina sarà  ora la società Gial Plast, con sede a Taviano, a  garantire il regolare servizio per sei mesi, dal 16 ottobre 2018 al 15 aprile 2019. In questo caso (trattandosi di supplire ad una proroga) l’Amministrazione comunale ha richiesto la disponibilità a tre ditte (oltre a quella di Taviano anche a Monteco e Teckoservice), tutte iscritte nella “white list” delle rispettive Prefetture di riferimento.

Matino – La scuola di Matino è stata premiata dall’Unesco per il concorso “Futuro Presente”. L’importante riconoscimento, promosso da UnescoEdu, è stato assegnato, lo scorso 28 settembre, ai ragazzi della secondaria di primo grado “Dante Aligjieri” dell’Istituto comprensivo diretto da Giovanna Marchio. Quest’anno il tema “Patrimoni del futuro” ha visto premiato l’istituto con l’opera dal titolo “Un tuffo nel passato…il cuore e la pietra” rappresentato da quattro suggestivi scorsi del paesaggio matinese realizzati con la tecnica dell’acquerello dagli alunni delle classi terze coordinati dalla professoressa di arte Luigia Marsano. L’iniziativa organizzata da UnescoGiovani in associazione con il Ministero dell’istruzione si estende a livello nazionale proponendo ogni anno, questa è la seconda edizione, temi creativi, educativi e coinvolgenti in grado di stimolare la partecipazione attiva dei ragazzi. Le opere sono state esposte e premiate al Museo archeologico di Napoli in mostra insieme alle altre 47 produzioni provenienti da tutta Italia. Per la Puglia, oltre a Matino, premiato anche l’Istituto tecnico economico Statale “Olivetti” di Lecce.

Ospedale Gallipoli

Gallipoli – Assegnati i lavori per ristrutturare e mettere a norma alcuni locali ed impianti del Centro trasfusionale presso l’ospedale Sacro Cuore di Gallipoli. La gara si è conclusa nei giorni scorsi. L’appalto è andato alla ditta Ecoverde srl di Lecce che ha offerto il miglior ribasso tra le 12 imprese chiamate dall’Albo telematico dei fornitori (una era stata esclusa per incompleta documentazione). Con il ribasso, l’importo per realizzare gli interventi previsti è adesso di 240.533 euro oltre iva a cui vanno aggiunti 13.526 euro di oneri per la sicurezza. Alla gara hanno partecipato aziende di Taurisano, Parabita, Nardò, Galatone, Matino, Lecce, Vernole, Galatina, Lequile, Copertino e Caprarica di Lecce.

Gli interventi si sono resi necessari per poter mantenere i requisiti richiesti per l’accreditamento istituzionale del Servizio trasfusionale del presidio ospedaliero gallipolino situato al secondo piano della scala E. Nello specifico, si tratta dei servizi igienici distinti per operatori, portatori di handicap e utenti; adeguamento dell’area di attesa dei donatori insieme all’area visite e colloqui e alla sala prelievi; rimodulazione degli spazi tra l’area per le attività di laboratorio, quella per la lavorazione degli emocomponenti e la conservazione del sangue; locale per la sala post donazione per riposo e ristoro; da adeguare lo studio medico, i locali per il personale.

Mentre nessuno ha sollevato problemi nel merito delle ristrutturazioni progettate, aveva suscitato perplessità la scelta dei tempi dell’Asl per i lavori durante la scorsa estate. “Ma perché è stato chiuso e trasferito al sesto piano il centro trasfusionale già a giugno, il 14 esattamente, quando doveva ancora essere indetta la gara d’appalto?”: erano stati prima la Fidas, associazione di donatori di sangue, e poi il comitato Pro Ospedale Sacro Cuore a sollevare questa critica.  L’associazione di donatori di sangue aveva con amarezza sottolineato, in seguito al trasferimento di metà giugno, anche l’interruzione della raccolta di plasma, attività per cui il presidio di Gallipoli è il secondo in Puglia per efficienza (dopo Molfetta). In aggiunta, da più parti viene sollevata qualche perplessità circa l’avvio delle operazioni (con trasloco in primis) proprio alla vigilia dell’estate, stagione alquanto impegnativa a Gallipoli e dintorni, con contemporanei appelli alle donazioni che partono proprio dalla direzione generale dell’Asl.

Alezio – Dipendenze e cyberbullismo, paure, conflitti, persino isolamento. nell’era in cui si è permanentemente connessi: questi ed altri temi, al centro del Mese del benessere psicologico dell’Ordine degli psicologi di Puglia, sono stati ieri sera affrontati nell’iniziativa in programma ad Alezio nell’aula consiliare del Comune con un pubblico attento e per certi versi preoccupato. L’incontro è stato organizzato dalla dottoressa Francesca Paglialonga ed ha toccato sotto vari aspetti lo sviluppo tecnologico, mai così impetuoso come in questi ultimi lustri, e la sua incidenza nella vita quotidiana di tutti.(nella foto da sinistra gli ingegneri Leo e Caroppo; il Sindaco Barone, la psicologa Francesca Paglialonga, il direttoreD’Aprile, il criminologo Feltri)

Non sono tutti problemi quelli che si hanno di fronte. Il convegno infatti nella prima parte ha trattato degli assillanti e delicatissimi effetti delle perenni interconnessioni col mondo, dei rischi di dipendenza e di cattivi incontri sia pure a volte solo virtuali, delle devianze che spesso hanno come prede ragazzi e ragazze. Nella seconda parte psicologa e criminologo – Francesca Paglialonga e Andrea Feltri – hanno lasciato il posto a due ingegneri informatici – Marco Leo e Andrea Caroppo, entrambi di Alezio – alle tecnologie “buone”, quelle che aiutano fisicamente coloro che ne hanno bisogno, gli strumenti realizzati con la ricerca di ieri e di oggi e quelli che potrebbero arrivare domani.

Introdotto e condotto dal direttore di piazzasalento.it, Fernando D’Aprile, l’evento si è aperto con la dottoressa Paglialonga che ha snocciolato dati che, in buona sostanza, dicono che delle tecnologie non si può più fare a meno, sono troppo dentro la nostra vita: il 73% dei dispositivi elettronici vengono utilizzati per collegarsi ad internet; il maggior rischio di dipendenza lo corrono le persone tra i 15 ed i 40 anni; il 75% degli adolescenti usa le connessioni dopo le 23. Oltre a tenersi in contatto con le persone che ci interessano, spesso si finisce ad isolarsi dal reale, dal contatto con chi ci è seduto vicino e ci si mette a scorrere il display; fanno acquisti on line in modo compulsivo o si gioca senza limiti.

Tempo perso vietare l’uso di smartphone e tablet: i tentativi di blocco creano rabbia e depressione, senso di esclusione e disturbi del sonno soprattutto nei ragazzi. Non resta che la condivisione con protagonisti gli adulti. “Spesso i ragazzi credono – è stato rimarcato dagli esperti – che quanto scrivono o fotografano e poi postano magari su facebook, resti lì tra di loro; non immaginano che ogni cosa viene classificata ed elaborato in centri anche lontanissimi da noi”. Condividere allora quanto accade in questa particolarissima ed inedita fase è la strada: “L’adolescente va protetto, non è in grado di regolarsi da solo, non è pronto a valutare pericoli e vantaggi collegati ad una certa decisione”, ha detto tra l’altro la promotrice della riunione, che ha anche spiegato come il cervello di un 15enne ha alcune regioni che si sviluppano in tempi diversi: quella sentimentale prima di quella razionale.

Pedofilia ed internet: il rapporto perverso che si sviluppa in rete con tutti i vari passaggi, dal primo contatto che sembra del tutto casuale a quello sempre più intimo fino all’incontro vero, attraverso sottili lavorii psicologici in cui la vittima predestinata si sente rassicurata e protetta dal nuovo “amico”, messo abilmente in antitesi persino ai propri genitori. L’anonimato insidioso, il lucro che traggono organizzazioni criminali, la cyberpedolifia e pedopornografia, i ricatti on line, il furto dei dati personali: il dottor Feltri ha insistito su quelli che ormai sono riconosciuto come veri e nuovi reati. Con alcuni consigli finali, tra cui affiancare i bambini; prevenire possibili adescamenti; prevenire dipendenze da internet e non pubblicare mai foto di minori al mare o seminudi.

Gli algoritmi che aiutano a superare limiti funzionali, quali quelli della vista, della deambulazione, ma anche per migliorare la propria autonomia, oppure quelli usati per stimolare attività cognitive e aumentare la sicurezza e l’assistenza domiciliare intercettando magari i primissimi segnali di una perdita di equilibrio e quindi intervenire immediatamente hanno parlato, con una buona dose di convinzione ed entusiasmo, Marco Leo e Andrea Caroppo, entrambi ricercatori presso il Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce.

Lavorando insieme a psicologi, sociologi, medici i due ingegnere hanno tratteggiato anche alcuni esperimenti in atto che potrebbero, da qui a cinque-dieci anni, entrare nelle vite di alcuni. Tra una presentazione di un progetto a Monaco di Baviera per garantire a chi ha problemi con la vista spostamenti senza rischi in ambienti complessi, prodotto da una impresa israeliana, e le sperimentazioni in alcuni centri salentini disponibili (Alessano, Matino) di home lab, Leo ha “anticipato” l’arrivo di un robottino, su cui ha messo gli occhi l’elvetica ETH di Zurigo,  in grado di aprire e chiudere porte,  aiutare a sollevare oggetti, raccogliere rifiuti in giardino, insomma un “assistente virtuale” ma concretamente utile.

Delle pillole endoscopiche (per evitare tipi di indagini cliniche dolorose) che vengono ingerite ed espulse normalmente e intanto filmano con due telecamerine, e delle solette elettroniche ha raccontato, tra l’altro, Caroppo. Nel suo futuro prossimo ci sono una piattaforma di stimolazione cognitiva da impiegare contro le forme lievi di Alzheimer ed una per effettuare esercizi ed analisi a casa propria per poi trasmetterle ai medici curanti.Hanno aperto e chiuso i lavori il vicesindaco Roy De Santis e il Sindaco Andrea Barone; entrambi hanno ringraziato gli organizzatori per l’occasione di conoscenza e informazione fornita. Altre ne seguiranno qui e nel resto del Sud Salento secondo un programma di massima, fatti e da fare: a Casarano, Tricase, Ugento, Otranto, Aradeo, Maglie, Scorrano, Nardò. 

 

 

 

 

Casarano – Nasce sotto una cattiva stella il nuovo servizio di raccolta rifiuti a Casarano. Il tribunale di Bari ha, infatti, dichiarato il fallimento della Tradeco srl di Altamura, società alla quale appena un paio di mesi fa era stato affidato il servizio sempre in attesa del completamento della gara d’appalto per tutti i comuni dell’Aro 9 (dove, con Casarano, ci sono anche Matino, Miggiano, Parabita, Ruffano, Montesano  Salentino e Specchia).

Il buco della società ammonterebbe a circa 69 milioni di euro. La richiesta di fallimento da parte della procura risale già a due anni fa: ora il tribunale di Bari ha respinto la domanda di concordato preventivo avanzata dai legali della società concedendo l’esercizio provvisorio con la nomina di appositi curatori. Resta da capire quali ripercussioni potranno esserci nei comuni dove Tradeco gestisce il servizio di raccolta: tra questi anche Casarano. «Non credo che ci saranno ripercussioni – ha detto Gianfranco Grandaliano, commissario dell’Agenzia regionale sui rifiuti», mentre il personale dovrebbe essere tutelato dalla “clausola solidale”.

La Tradeco srl di Altamura, azienda della famiglia Columella (Saverio è stato presidente del Matera calcio) opera da circa 35 anni nel settore ecologia e rifiuti. Negli ultimi anni non sono mancate situazioni difficili con l’apertura di molte vertenze, scioperi e astensioni conditi dalle contestazioni per inadempienze contrattuali da parte di alcune amministrazioni comunali.

La “gara-ponte” conclusasi a Casarano lo scorso febbraio ha permesso di affidare l’importante servizio alla Tradeco  per un importo pari a poco più di 3,5 milioni di euro, al netto del ribasso offerto dell’11,41%, ritenuto in un primo momento “anomalo” salvo poi farlo rientrare nei giusti canoni in virtù di una successiva “relazione economica giustificativa” prodotta su richiesta della Centrale unica di committenza che ha gestito la gara d’appalto. Il progetto relativo al servizio di igiene urbana approvato con deliberazione di Giunta comunale nel dicembre del 2016 prevede una durata massima di 24 mesi, “e comunque non oltre la data di assunzione del servizio da parte del gestore unico individuato dall’Aro 9 Lecce”. Nell’aggiudicazione, al secondo posto si è classificata la Ditta Consorzio Gema, con sede a Pagani (provincia di Salerno), la sola (insieme alla Tradeco srl) ad aver preso parte alla gara.

 

Matino – Orienteering vincente per alunni ed ex alunni del Comprensivo di Matino qualificatisi primi tra le regioni del Sud Italia al recente Trofeo delle Regioni a Comacchio. In evidenza  Fara Pia Stanca, Flavia Stefanì, Cristina Barone, Gaetano Ria, Mattia De Luca e Samuele Magagnino. I ragazzi dell’Istituto matinese si sono messi alla prova anche durante il corso dell’estate partecipando a diverse competizioni sportive tra cui la gara internazionale “5 Giorni d’Italia” a giugno in Trentino, il fine settimana di luglio organizzato tra il bosco di Monte Nerone e il centro storico di Città di Castello e Apecchio a conclusione, il training camp in Trentino a Serrada di Folgaria. Ultimo impegno dei giovani studenti, prima di rimettersi a studiare, il debutto ai Campionati Italiani sprint e long svoltisi a Martina Franca e al Bosco delle Querce di Crispiano, dal 7 al 9 settembre, e la partecipazione al Trofeo Coni svoltosi a Rimini nei giorni scorsi dove gli alunni del Comprensivo di Matino hanno rappresentato l’Orienteering Pugliese. A rendere possibile tutto, insieme alle abilità dei ragazzi, anche la consolidata collaborazione tra il Comprensivo, guidato dalla dirigente Giovanna Marchio, la società leccese EstremaOutdoor e i genitori degli alunni.

Casarano – Insediamento ufficiale come parroco al Cuore Immacolato di Maria di Casarano per don Roberto Tarantino, 40 anni, di Nardò. L’importante nomina era giunta a luglio scorso dopo la firma del decreto vescovile, ed ora sarà lo stesso vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna, ad “immetterlo canonicamente”nella sua nuova funzione presenziando alla celebrazione eucaristica di giovedì 11 settembre, alle ore 19, nella parrocchia del quartiere Botte.

Don Roberto Tarantino subentra, come già scritto su piazzasalento, a don Antonio Pinto (38 anni, anch’egli di Nardò) che il 18 ottobre prossimo sarà parroco a Copertino, nella chiesa del Rosario. Molto noto a Nardò e non solo, don Roberto è entrato in seminario a 20 anni: molto impegnato nel sociale, preparato navigatore nelle reti sociali, tra i suoi impegni di gioventù va certamente ricordato quello con gli Scout. Ordinato prete il 28 giugno 2004 dal vescovo dell’epoca monsignor Domenico Caliandro (ora arcivescovo a Brindisi), ne è stato anche segretario.

Nonostante la giovane età, don Roberto Tarantino è stato per qualche tempo vice parroco a Melissano e poi parroco al Sacro Cuore di Matino. Da qualche anno è anche educatore nel Seminario pontificio di Molfetta, e, con la venuta del vescovo Filograna cinque anni fa, è anche responsabile dell’ufficio-stampa diocesano.

L’assessore regionale Giovanni Giannini

Ugento – Ci sono Ugento al quinto posto con un milione 200mila euro, come Galatone al 16° e Ruffano (800mila euro) subito dopo; Melissano al 24° 800mila euro.. tutti fanno parte dei Comuni che hanno visto approvare oggi i progetti di fognatura pluviale presentati per il finanziamento. Si trovano tra i primi 28 paesi nella graduatoria licenziata oggi con una determina del settore lavori pubblici guidato dal’assessore Giovanni Giannini (foto), con una disponibilità di 30 milioni. Altri 122 progetti sono risultati finanziabili e per loro c’è l’impegno di reperire le risorse necessarie. Il fabbisogno finanziario per tutti questi è di 150 milioni 444mila euro. Le domande pervenute sono state 154, i progetti esclusi solo quattro. L’avviso pubblico venuto a conclusione era quello per “Interventi relativi alla realizzazione di sistemi per la gestione delle acque pluviali nei centri abitati”.

Fra ribassi rivenienti dalle gare per assegnare i lavori ed altri fondi di possibile recepimento (quelli impiegati oggi sono del Por Puglia 2014-20), possono nutrire buone speranze anche altri Comuni del Sud Salento che seguono il 28° posto in graduatoria, come Matino (30°), Presicce (33°), Melpignano (34°), Palmariggi (38°), Alessano (43°). Seguono Andrano, Bagnolo del Salento, Seclì, Castrignano del Capo (65°).

Il bando era finalizzato, si ricorda in una nota della Regione, “alla realizzazione e/o adeguamento dei recapiti finali, al completamento degli schemi idrici di fognatura pluviale nei centri abitati, alla realizzazione di infrastrutture idrauliche atte alla separazione delle acque nere dalle acque bianche, alla realizzazione di schemi idrici per favorire il recupero e riutilizzo”.

Lotta agli allagamenti a causa delle forti piogge “Lo smaltimento delle acque pluviali in recettori finali senza il previo trattamento – ha commentato l’assessore Giovanni Giannini – rappresenta un impatto negativo su suolo e sottosuolo; pertanto, è necessario potenziare le reti pluviali sui territori edificati ed i relativi recapiti finali, sia per evitare i consueti disastrosi allagamenti ad ogni minimo evento piovoso, sia anche per limitare sensibilmente l’afflusso di portata anomala in ingresso agli impianti di depurazione, specie nel caso di eventi meteorici intensi”. Giannini non si nasconde la sproporzione tra fabbisogno e finanziamenti disponibili e così risponde: “Fermo restando l’impegno a reperire eventuali maggiori e nuove risorse da dedicare allo scorrimento della graduatoria, l’approvazione della graduatoria relativa ai primi interventi ammissibili al finanziamento disponibile è un passo importante verso obbiettivi di conservazione e miglioramento della qualità dei corpi idrici pugliesi, nonché di sicurezza dei cittadini dagli allagamenti: obiettivi concreti che stanno a cuore alla Giunta regionale e ne caratterizzano l’azione di governo”.

mar, 09 ottobre 2018 @ 13:22

Lecce – L’interdittiva antimafia che ha colpito la “Igeco costruzioni spa” rischia di provocare un effetto a cascata sulle molteplici attività riconducibili alla società dei Ricchiuto.  Si tratta della più importante delle società del gruppo che da oltre 30 anni opera nel settore delle costruzioni allargando il proprio raggio d’azione alle opere edili, stradali, idrauliche, marittime e nella gestione dei servizi di igiene urbana di molti comuni. Autonomamente o con raggruppamenti di imprese.

Gli appalti pubblici Lo stop da parte del Prefetto di Roma (nella Capitale c’è la sede legale della società) è giunto in seguito alla relazione del Prefetto di Lecce dello scorso luglio e sul parere espresso dal Gruppo Interforze di Roma e di quello Interforze appalti di Lecce, secondo i quali la società di Galugnano (San Donato) risulterebbe “esposta” al rischio di infiltrazioni mafiose. Per questo non potrebbe intrattenere rapporti con le pubbliche amministrazioni. E qui sorgono i problemi per molti enti visto che la società è da sempre presente nei gangli di molte amministrazioni comunali, vuoi per le opere pubbliche (la darsena a San Cataldo) e per il trasporto urbano (a Lecce è socia al 49% della Sgm che gestisce la rete urbana) vuoi per la gestione della raccolta rifiuti. Ma anche, ed è il caso di Santa Maria di Leuca e San Foca a Melendugno (ma anche per il porticciolo di Brindisi), per la gestione delle aree portuali (a Leuca la Igeco è socio di maggioranza, insieme al Comune, della società Porto turistico).

La raccolta dei rifiuti Milioni di euro sono in ballo con la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti: con un raggruppamento di imprese è già presente nell’Aro 2 (Calimera, Caprarica, Castrì, Cavallino, Lizzanello, Melendugno, San Cesario, San Donato, San Pietro in Lama e Vernole) mentre nell’Aro 10 (Ugento, Acquarica del capo, Taurisano e Presicce) prossima sarebbe stata l’aggiudicazione (ora bloccata) all’Associazione temporanea di imprese con la stessa Igeco.  La società ha gestito sino allo scorso luglio il servizio a Casarano mentre a Matino l’appalto è scaduto a gennaio scorso e a Parabita nel novembre 2016. Quest’ultimo Comune è finito nell’occhio del ciclone, con l’operazione Coltura del dicembre 2016 che ha poi portato allo scioglimento del Consiglio comunale, per il ruolo che l’allora  vice sindaco avrebbe avuto assicurando l’assunzione, presso la Igeco, di quattro persone: in questo caso la Procura adombra l’ipotesi del voto di scambio. Delicata la situazione anche a Casarano dove sarebbero emersi rapporti di lavoro con Luigi Spennato, uomo ritenuto vicino al boss Augustino Potenza (quest’ultimo poi ammazzato, il primo ferito gravemente ad un agguato mafioso). Altri soggetti le cui posizioni appaio in aperto conflitto con il Codice antimafia sarebbero anche a Matino, Ruffano (ben 4) e Cellino San Marco oltreché nel tarantino. Secondo i dati ricavati dall’Inps, nel novembre del 2016, negli impianti di San Donato e Novoli, la Igeco aveva alle proprie dipendenze 310 lavoratori, 83 dei quali con precedenti penali di vario tipo e sei accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Per capire quali conseguenze potrà avere l’interdittiva della Procura di Roma su tale vorticoso volume di affari occorrerà, comunque, attendere l’esito dell’impugnazione del provvedimento già anticipato dall’amministratore unico Cinzia Ricchiuto.

 

Taviano –  Week end di festa a Taviano con la fiera della Madonna delle Rine, giunta alla 28^ edizione ed organizzata dalle associazioni Cultura e Salento,  Salentflor e dal Comune di Taviano. Si tratta di una Fiera molto antica che alcuni documenti parrocchiali datano agli inizi del ‘900. L’appuntamento è presso l’antica edicola rustica sulla via per Matino. La sera della vigilia, sabato 6 ottobre, si svolgerà un raduno di tamburellisti, in ricordo di Giorgio Tamborrini di Matino, storico venditore di “cupeta”, da lui stesso prodotta in occasione delle fiere, scomparso l’8 gennaio del 2014. La Fiera del bestiame si inaugura alle 7 di domenica contestualmente alla Fiera mercato dell’antiquariato e alla Passeggiata della solidarietà, sulla distanza di quattro chilometri per le strade di Taviano. I partecipanti e gli organizzatori porteranno beni in natura a lunga conservazione che verranno donati alle persone bisognose di Taviano e paesi limitrofi. La Passeggiata è organizzata dalle associazioni Paideia, Atletica Taviano ’97, Admo, Le ali di Cristina, Taviano Città del Dono e Fidas. Per tutto il giorno per le strade di Taviano la Banda municipale “Città di Taviano” farà sentire le sue note. Alle 17.30 sarà celebrata la Messa dopo la recita del Rosario. Alle ore 19 il concerto bandistico della Banda municipale omaggerà Gioacchino Rossini, a 150 anni dalla sua scomparsa. Si esibiranno il soprano Antonella Alemanno (di Gallipoli)  e il tenore Massimo Liaci con la direzione del  maestro Antonio Mariani. Fuochi d’artificio alle 21 e, a seguire, dalla Notte della Taranta, lo spettacolo di pizzica salentina rock del Complesso Ragna Rock.

Casarano – Droga, tanta, da acquistare e smistare sul mercato, ed un giro d’affari per ripulire il denaro sporco. Nomi e circostanze specifiche  sono quelle contenute nelle nuove dichiarazioni di Tommaso Montedoro che, ora nelle vesti di collaboratore di giustizia, sta gonfiando i verbali del processo scaturito dall’operazione Diarchia. Accanto alla ammissioni di responsabilità vengono alla luce anche i rapporti con il mondo imprenditoriale, locale e non solo. Forte appare la capacità di penetrazione del gruppo criminale nel tessuto sociale, con il coinvolgimento ed il supporto di insospettabili, così come apparso chiaro agli inquirenti sin dall’avvio delle indagini. Vorticoso il giro d’affari (pari a centinaia di migliaia di euro) messo su soprattutto con il traffico di cocaina dai clan calabresi, albanesi e pure con un fornitore di Taviano. Ma gli agganci con il mondo economico vanno oltre. Dalla lucrosa gestione dei parcheggi a Gallipoli (stesso tipo di affari anche in due piccoli comuni della Sicilia), sino all’acquisto di alcune società (una anche a Treviso) ed alla “collaborazione” fruttuosa” con alcuni imprenditori (“ai quali è meglio non chiedere il pizzo ma chiedere favori”). Tra le aziende rilevate anche una del settore calzaturiero con sede a Galatone ed in origine con una diversa ragione sociale. Non mancano gli agganci con le sale gioco e scommesse e pure con la compravendita di televisori e persino con i cavalli: uno, in particolare, venne acquisto in un’asta a Milano e intestato ad un prestanome ma morì prima di essere rivenduto ad un valore decuplicato (dai 60.000 euro iniziali). Un’organizzazione, dunque, ben ramificata nel territorio capace di controllare, quasi capillarmente, affari e traffici tra Casarano, MelissanoMatino, Parabita, Ruffano, Supersano e Taurisano, con puntate (importanti) a Lecce, Galatone e Gallipoli. Qui, ad esempio, viene chiamato lo stesso Potenza nell’agosto del 2016 per “dirimere” una controversia sorta in una nota discoteca fatta oggetto di cinque pistolettate alla porta d’ingresso.

La guerra di mala Tra le ammissioni anche quella relativa al ruolo di Ivan Caraccio all’interno del sodalizio: il 31enne di Casarano (tra gli imputati del processo), in combutta con il clan di Torchiarolo, avrebbe inteso eliminare Montedoro per poter controllare il traffico di stupefacente sulla piazza di Casarano. Questo dice il boss (“ero venuto a conoscenza dell’intenzione da parte di quest’ultimo di ammazzarmi”) in risposta agli inquirenti i quali hanno in mano le intercettazioni dalle quali emerge, chiaro, l’ordine farlo fuori. Fu proprio questa “esecuzione programmata” ad accelerare l’operazione “Diarchia”, con i 14 arresti messi a segno. Nessuna ammissione di responsabilità , invece, per l’omicidio Potenza e per l’agguato a Luigi Spennato. Nel primo caso, secondo quanto affermato da Montedoro, sarebbe stato lo stesso Caraccio a dare appuntamento a Potenza in quel pomeriggio del 26 ottobre 2016 nel parcheggio del centro commerciale prima che due sicari (“venuti da fuori”) aprissero il fuoco con il kalasnikov . Da un diverbio con Caraccio sarebbe, invece, nato l’attentato che il 28 novembre del 2016 ridusse in fin di vita Spennato (considerato il braccio destro di Potenza). Su quanto già detto e quello che verrà aggiunto nei prossimi interrogatori sarà la Procura antimafia ad avviare i necessari riscontri. Il 23 ottobre è prevista la nuova udienza nell’aula di Corte d’assise a Lecce: Montedoro sarà collegato ancora una volta in videoconferenza da una località protetta.

 


Casarano – Progetti da 450mila euro per sfruttare al meglio i beni sottratti alla criminalità organizzata e dare supporto a quanti vivono situazioni di disagio sociale. Questo prevede il percorso di educazione alla legalità “Impariamo a crescere insieme” nell’ambito del quale il Comune di Casarano, quale ente capofila, si è visto finanziare dalla Regione (nell’ambito dei fondi Por 2014-2020 “Cantieri innovativi di antimafia sociale”) le attività che andrà a realizzare nell’arco di un triennio.

I soggetti coinvolti Ad essere coinvolti sono vari partner sociali ed istituzionali: Comune di Parabita, Comune di Taurisano, Fondazione Div.ergo onlus di Lecce, Eufonia società cooperativa (Astragali Teatro) di Lecce, l’associazione Santa Cecilia onlus di Casarano, l’Istituto d’istruzione Secondaria superiore “Giannelli” di Parabita, il Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione  dell’Unisalento, il Centro servizi formativi Ispa di Poggiardo e la cooperativa sociale “Peter Pan” di Matino. A Taurisano gli immobili confiscati alla mala sono tre, in via Monte San Michele, via Spagna e via Crispi. Due a Parabita: Parco Angelica e su via Boccaccio.

Il progetto Le sedi da utilizzare per lo svolgimento delle varie attività devono, necessariamente, essere beni pubblici confiscati alla mafia: per Casarano sarà l’occasione per sfruttare al meglio l’ex bar di piazza Petracca. Il progetto prevede attività di orientamento, laboratori artistici (teatro, musica, produzione di manufatti), formazione specifica sull’educazione alla legalità, integrazione culturale, conoscenza e valorizzazione del territorio, post-formazione finalizzata all’introduzione nel mondo del lavoro.

Gli amministratori «Queste sono le risposte concrete che come Amministrazione comunale di piace dare sul tema della legalità. Oltre alla indiscutibile rilevanza sociale dell’iniziativa, essenziale è il fatto – afferma il sindaco Gianni Stefàno – che le attività dovranno essere svolte in beni pubblici confiscati alla  mafia». «È significativo il fatto che il progetto ha registrato l’adesione di un partenariato di soggetti pubblici e provati di grande spessore. Questo amplifica gli obiettivi e le ricadute positive sul territorio. Appena perfezionate le procedure – afferma l’assessore ai servizi sociali Daniele Gatto – gli uffici comunali saranno a disposizione per fornire le informazioni e gli strumenti utili a quanti vorranno intraprendere con noi questo percorso»

Gallipoli – C’è anche la visita guidata domenica 30 nelle chiese confraternali del centro storico, per i seminaristi teologi ed educatori del Seminario pontificio maggiore di Molfetta, che dal 29 settembre al 7 ottobre saranno ospitati nel seminario di Nardò e nelle varie parrocchie e famiglie dei 18 Comuni del territorio diocesano. “Tra fede e bellezza” il tema dell’escursione lungo le stradine del borgo antico tra i più suggestivi di Puglia. Ad organizzarlo è la diocesi di Nardò – Gallipoli, vescovo mons. Fernando Filograna, nell’ambito del progetto “LookUp! Missione Giovani”. (nella foto un gruppo di seminaristi con mons. Filograna)

LookUp!” – spiegano gli organizzatori in una nota – è il titolo che il comitato organizzatore, guidato dal responsabile diocesano della Pastorale giovanile don Antonio Perrone (Nardò), e da don Antonio Bruno jr (Galatone), rettore del seminario minore, già dalla primavera scorsa, ha scelto per l’evento. Partendo dal significato della parola lookup (in inglese “cercare”) e dalla sua duplice composizione look (guardare) e up (in alto,oltre) la Missione Giovani vuole essere un invito a cercare la propria felicità e la propria gioia guardando in alto, nel cielo, insieme a Dio. I seminaristi, provenienti da tutte le diocesi di Puglia, coordinati dai loro educatori e dal rettore don Gianni Caliandro (simpaticamente definiti la “task force dei preti di Puglia”), in collaborazione con i giovani delle parrocchie, percorreranno strade, piazze, visiteranno luoghi centrali, periferie e scuole superiori per portare con la testimonianza di una esistenza felice, orientata alla scoperta di ciò che conta veramente, spesa nel servizio al prossimo”.

Diversi sono gli appuntamenti previsti, a partire dal pellegrinaggio diocesano presso la Madonna della Lizza ad Alezio sabato pomeriggio 29 settembre (ore 18), cui seguirà la Messa celebrata dal vescovo mons.Fernando Filograna, durante la quale conferirà il mandato di Missione Giovani ai 150 seminaristi di Molfetta. Il ritrovo delle singole foranie avverrà nei punti di raccolta: in via S. Pancrazio – largo Comune le foranie Beata Vergine Maria della Coltura (comprendente le parrocchie dei comuni di Casarano, Matino, Parabita e Tuglie) e Madre della Chiesa (parrocchie di Alliste con le frazioni di Capilungo e Felline, Melissano, Racale e Taviano); in largo Vittime delle Mafie le foranie San Gregorio (Nardò e frazioni) e SS. Crocifisso (Aradeo, Galatone, Neviano Seclì); presso parco don Tonino Bello – via Mariana Albina le foranie S. Agata (Alezio, Gallipoli e Sannicola con le frazioni di Chiesanuova, Lido Conchiglie e San Simone) e S. Giuseppe da Copertino (Copertino e Porto Cesareo con le località di Boncore, Pittuini e Torre Lapillo); in largo Fiera parcheggio/ingresso riservato e anticipato ai portatori di handicap.

La festa conclusiva  Il secondo appuntamento del percorso “LookUp!” è “Home”, in tutti i paesi della diocesi, dal 30 settembre al 5 ottobre: i seminaristi vivranno queste giornate incontrando i giovani nelle parrocchie e nelle città dove saranno ospitati. Durante la mattinata incontreranno gli studenti delle scuole superiori della diocesi. Il 6 ottobre alle 20 festa conclusiva con musica, animazione e testimonianze, a Matino. Durante la serata il Vescovo consegnerà il Credo ai cresimandi e saranno presenti diversi stand animati dalle associazioni giovanili della diocesi e la “tenda dell’ascolto”.

A Gallipoli escursione tra gli oratori confraternali Tornando al pomeriggio di domenica 30 invece, come già detto, ci sarà l’escursione alla scoperta di chiese e oratori confraternali, le cui costruzioni risalgono al lungo periodo che va dal 1400 al 1700. L’appuntamento è alle 16,30  in piazza Aldo Moro e da lì nel Santuario della Madonna del Canneto, dove, meditando tra tele e statue, si rifletterà sul tema  “Maria donna che accoglie”. Superato il ponte seicentesco e piazza Imbriani, una volta raggiunta la chiesetta confraternale della Madonna del Carmine, si mediterà su “Maria icona di bellezza”. Seguirà la chiesetta confraternale della Purità, con “Maria specchio di purezza”; la chiesa di S. Francesco (confraternita dell’Immacolata), con “Maria senza macchia di peccato”; l’oratorio confraternale di S. Maria degli Angeli con “Maria vicina nell’ora della prova”; l’oratorio del Crocifisso con “il mistero della Croce”; la chiesa di San Domenico al Rosario (una volta sede dei padri predicatori ed ora sede della confraternita del Rosario) con “il Santo Rosario, difesa contro il male”. Ultima tappa, la cattedrale di Sant’Agata, con un momento di preghiera mariana, e con il saluto e le conclusioni del parroco nonché vicario episcopale per l’evangelizzazione mons. Piero De Santis (foto, Copertino). Durante il percorso, la guida turistica Giorgio Buccarella di Gallipoli sarà coadiuvata per la parte religiosa e teologica da don Francesco Fiore (Racale) e don Gabriele Cortese (Gallipoli).

 

Casarano -Pene esemplari, per oltre 43 anni di carcere, sono state invocate dalla pubblica accusa per gli otto imputati – tutti di Casarano – nel processo contro la banda ritenuta responsabile di una lunga serie di furti nelle chiese. L’operazione “Santi Medici” smascherò le scorribande, in lungo e largo per chiese e parrocchie del Salento, messe a segno pianificando ogni minimo dettaglio, con sopralluoghi preventivi sui siti prescelti, auto noleggiate per l’occasione e schede telefoniche cambiate di continuo per non lasciare tracce. Capo dell’organizzazione viene considerato il 27enne Emanuele Zompì, tra l’altro ex seminarista, per il quale sono stati chiesti 12 anni di reclusione.  Per Lucio Parrotto (29 anni) il sostituto procuratore Roberta Licci ha formalizzato una richiesta di 8 anni; 6 anni e 8 mesi, invece, per Luigi De Micheli (26); 5 anni e sei mesi per Antonio Valentino (38); 4 anni e 11 mesi per Gianluca De Paolis (31); 3 anni e sei mesi per Antonio Sergio Crisigiovanni (28); un anno e 8 mesi per Veronica Iacobazzi (31) e Antonella Stefàno (25). Il nome soggetto coinvolto nell’operazione, il 26enne Alessio Ciriolo ha invece scelto la strada del patteggiamento.

Tre le chiese prese di mira anche alcune a ParabitaMatinoMelissanoPoggiardoCollepassoRuffanoSupersano, Tricase, Muro Leccese e Neviano (ma non a Casarano, paese di residenza di tutti i nove soggetti arrestati). L’operazione venne sgominata all’alba dello scorso 6 marzo dai carabinieri di Maglie e Casarano insieme ai nuclei operativi di Foggia e Matera, a due unità cinofile del nucleo di Modugno e ad un veivolo dell’Elinucleo di Bari. Nei 22 colpi messi a segno, il gruppo riuscì a portar via tutto quanto fosse poi rivendibile: arredi, paramenti sacri, ex voto, preziosi e pure le offerte delle questue, per un bottino complessivo pari a circa 250mila euro. La sfrontatezza della banda trovò conferma ai su facebook dove gli inquirenti lasciarono tracce indiscutibili della loro attività: su tutte la foto postata dalla stesso Zompì con in braccio un kalasnikov.

La parrocchia di Parabita parte civile Da segnalare come nel processo davanti al Tribunale di Lecce si è costituito, come parte civile, anche la parrocchia di Parabita chiedendo un risarcimento da 10mila euro. La sentenza del gup Vincenzo Brancato è attesa per il prossimo 26 ottobre.

 

 

Tommaso Montedoro

Casarano – Il ricorso in Cassazione decade e la condanna diventa definitiva per il 42enne di Casarano Tommaso Montedoro. I 30 anni comminati sono quelli per l’omicidio del macellaio di Matino Rosario De Salve, avvenuto l’11 marzo 1998. Il corpo dell’uomo venne crivellato a colpi di kalashnikov e bruciato nel portabagagli della sua Fiat Panda. L’omicidio seguì quello dei coniugi Fernando D’Aquino e Barbara Toma (in questo caso Montedoro prese pure un ergastolo, così come Augustino Potenza, poi annullato). Anche per l’omicidio De Salve Montedoro venne condannato in primo grado all’ergastolo, con conferma della pena in Appello, salvo ottenere il rinvio del giudizio proprio dalla Cassazione (che ritenne “inattendibili” le dichiarazioni del boss brindisino Vito D’Emidio, del quale Montedoro era ritenuto il luogotenente). La successiva conferma dei 30 anni in corte d’Appello diventa ora definitiva in seguito alle ammissioni fatte da Montedoro, nelle vesti di collaboratore di giustizia, nell’ambito del processo Diarchia. I verbali con i colloqui avuti con la Direzione distrettuale antimafia di Lecce sono stati trasmessi ai giudici di Cassazione che hanno preso atto delle ammissioni del boss casaranese rigettando il ricorso presentato dai suoi legali ben prima della sua decisione di collaborare. Fatta luce sull’esecuzione di vent’anni fa, tanti restano i veli da squarciare sui più recenti episodi che hanno insanguinato la città nel 2016: dall’omicidio Potenza a quello tentato per Luigi Spennato sino a quello programmato per Ivan Caraccio. La prossima udienza del processo scaturito dall’operazione Diarchia sarà a Lecce il 23 ottobre, con l’esame di Montedoro, collegato in videoconferenza.

 

Parabita – Arriva anche la firma del Presidente della Repubblica Mattarella a suggellare la proroga dello scioglimento per mafia del Comune di Parabita. I 18 mesi inizialmente previsti si protrarranno a 24, dunque, come già proposto dalla Prefettura di Lecce e dal Ministero dell’Interno, e in Municipio continuerà la gestione straordinaria dei commissari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande (nella foto), a questo punto fino a marzo 2019.

«Non risulta esaurita l’azione di recupero e risanamento complessivo dell’istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata»: questa la motivazione alla base del decreto presidenziale datato 17 settembre. Le motivazioni entrano più nel dettaglio con la relazione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nello specifico, settori ancora “deboli” risultano essere l’edilizia popolare con le persistenti occupazioni abusive, la gestione del progetto Sprar per richiedenti asilo e rifugiati (“caratterizzato da una mala gestio sotto il profilo contabile e della rendicontazione per il quale sono stati accertati ammanchi per 170mila euro”), una necessaria continuità nella gestione dei bandi di riqualificazione urbana avviati con Matino e destinati al miglioramento del decoro urbano. Altro necessità è quella di portare a termine la procedura avviata in collaborazione con la regione Puglia per l’affidamento di due beni confiscati alla criminalità organizzata (ovvero Parco Angelica e via Boccaccio). «La gestione dell’ente è stata affidata ad una commissione straordinaria che ha perseguito l’obiettivo di ripristino della legalità con interventi volti ad assicurare i principi di buon andamento e imparzialità», ha scritto il Ministro Salvini, ricordando poi che il programma di risanamento è stato interrotto per 3 mesi, a seguito della sentenza del Tar Lazio poi congelata dal Consiglio di Stato.

«Nell’approssimarsi del termine della gestione commissariale – continua la relazione del Viminale – il Prefetto di Lecce, con proposta del 13 settembre 2018, ha rappresentato che l’attività posta in essere dall’organo commissariale, anche a causa della menzionata interruzione, deve essere proseguita per completare il processo di legalizzazione ed è pertanto necessario predisporre una proroga dello scioglimento del Consiglio comunale. Tale valutazione è stata condivisa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nella seduta del 13 settembre, alla presenza del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce».

Casarano – Si tira fuori dall’omicidio Potenza, così come dalla mancata esecuzione di Luigi Spennato, e nega di essere il capo riconosciuto dell’organizzazione messa alla sbarra dall’operazione Diarchia. Questo l’esordio da collaboratore di giustizia, nell’aula di Corte d’assise a Lecce, per il 42enne Tommaso Montedoro  collegato in videoconferenza, da una località protetta, con l’aula della Corte d’Assise del tribunale di Lecce. Un intervento di pochi minuti in grado di gettare le prime luci sulle faide e i traffici degli ultimi anni ad opera della criminalità organizzata a Casarano e dintorni. A quanto detto va sommato il contenuto dei due verbali depositati dal procuratore antimafia Guglielmo Cataldi che a luglio e nelle scorse settimane ha interrogato Montedoro. Il neo pentito si dichiara, dunque, estraneo agli agguati che marchiarono di sangue Casarano nel 2016 ma conoscerebbe i nomi dei responsabili. Il prossimo 23 ottobre ci sarà la prossima udienza del processo con il rito abbreviato, che coinvolge 13 imputati (il 37enne di Nardò Andrea Cecere ha, invece, scelto il patteggiamento). Il processo in corso, in ogni caso, non riguarda direttamente l’omicidio Potenza.

Le accuse Malgrado la (quasi) inevitabile linea difensiva (l’imputato è ora con l’avvocato leccese Sergio Luceri), testimonianze e intercettazioni in mano all’accusa direbbero però altro. Secondo la Procura sarebbe stato proprio Montedoro ad armare la mano dei killer (due su una moto) che il 26 ottobre 2016 fecero fuori, a colpi di kalasnikov, l’ex sodale Augustino Potenza, nel parcheggio dell’Ipermac, così come a decretare la morte di Luigi Spennato, che un mese dopo sfuggì ad un agguato. Gli arresti dell’operazione Diarchia vennero poi anticipati per evitare la prevista esecuzione di Ivan Caraccio.

L’ex sindaco Venuti testimone Sempre secondo il quadro accusatorio (supportato da numerose intercettazioni ambientali e telefoniche) furono i cugini Luca (27) ed Antonio Andrea Del Genio (32) a ridurre in fin di vita Luigi Spennato davanti alla sua abitazione in contrada Campana (da allora il 42enne di Casarano è cieco e su una sedie a rotelle). Gli avvocati difensori dei due cugini hanno chiamato in aula a testimoniare l’ex sindaco della città Remigio Venuti il quale ha confermato di aver incontrato nei pressi di un distributore di carburante sulla strada per Maglie (distante una manciata di chilometri dal luogo dell’agguato) lo stesso Luca Del Genio intorno alle 19.30 (orario compatibile con quello del ferimento di Spennato). Nello stesso processo si è costituto parte civile il Comune di Casarano (con l’avvocato Francesco Vergine) per difendere l’immagine della città.

Gli imputati Oltre a Montedoro, gli altri sotto processo sono i cugini Del Genio, Damiano Cosimo Autunno (52 anni di Matino, residente a Parabita), Ivan Caraccio (31enne di Casarano), Lucio Sarcinella (22enne di Casarano), Marco Petracca (41enne di Casarano), Sabin Braho (34enne di Durazzo residente a Brindisi), Domiria Lucia Marsano (41, di Lecce), Salvatore Carmelo Crusafio (41, nato a Basilea e residente a Matino) e Giuseppe Corrado (45, di Supersano residente a Ruffano), Eros Fasano (54, di Alliste). A vario titolo, rispondono di associazione a delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, detenzione di armi, ricettazione e furto aggravato, associazione a deliquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.

Matino – Due giorni di festa, a Matino, in onore di San Pio. Sabato 22 e domenica 23 settembre via Modigliani si colora di luminarie per celebrare il Santo di Pietralcina con il programma religioso e civile organizzato per l’occasione. Nel pomeriggio di sabato si tiene la 17esima edizione di “Bici Peppicello” con gimkana, giochi di abilità e divertimento per i bimbi dai 6 ai 12 anni con la guida degli esperti dell’associazione Mountain Bike di Matino. La sera dopo la messa delle 18.30 prende il via la processione per le strade del quartiere. Domenica 23, invece, a partire dalle 20 tutti in strada con lo spettacolo curato da “Animazione in gioco” e il fuoco pirotecnico, dalle 21, della ditta Angelo di Matino. Chiuderanno la manifestazione “Gli Scianari” in concerto subito dopo lo spettacolo pirotecnico.

Matino – Chiude la saracinesca per l’ultima volta lo storico negozio di frutta e verdura di piazza Primiceri a Matino. Sabato 22 settembre Marcello De Luca saluterà i suoi affezionati clienti dopo decenni di attività. «Sono cresciuto tanto in questo settore avviando contemporaneamente un’attività all’ingrosso che ad oggi richiede più tempo ed energie» spiega il titolare mostrando, fiero, una foto del 1950 che ritrae il padre Giuseppe nei pressi del Palazzo Marchesale, con il primo banco di frutta e verdura.

In piazza San Giorgio il primo banco «Molti clienti, soprattutto i più anziani che ricordano di mio padre, hanno reagito con dispiacere e nostalgia. Dispiace anche a me e allo stesso tempo sono grato per il loro affetto». Dal 1950 ad oggi l’attività “tu Pippi fattureddhu” è passata da piazza San Giorgio al mercato coperto, erano gli anni ’70, sino a spostarsi intorno al 1987 presso l’attuale punto vendita. «Quando cominciò mio padre, a 24 anni, erano solo in due a svolgere il lavoro di commerciante di frutta e verdura in paese: dopo di lui l’attività è proseguita con mio fratello e poi io». L’annuncio ufficiale è sbarcato anche su Facebook: «Ebbene sì, a malincuore devo comunicare a tutti i nostri clienti che sabato 22 settembre, dopo 68 anni di storia del commercio matinese, verrà chiusa la vendita al dettaglio di frutta e verdura “Marcello De Luca”». Tanti ringraziamenti ed un arrivederci, dato che l’attività continuerà con la vendita all’ingrosso e le consegne. Ma l’antica saracinesca di piazza Primiceri resterà abbassata.

Casarano – Nomi che si svelano, rapporti che si chiariscono, tessere di un puzzle che trovano il loro posto. Questo è quanto ci si aspetta dalla “collaborazione” con la giustizia di Tommaso Montedoro, il boss della malavita locale che ha scelto la strada del pentitismo per provare  a far breccia tra le molte condanne già maturate e le altre che il suo futuro giudiziario potrebbe riservargli. Il “pentito” è stato già ascoltato in gran segreto dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia e martedì 25  settembre sarà in videoconferenza (dal carcere romano di Rebibbia dov’è ora detenuto) nel corso del processo che mette alla sbarra, con il rito abbreviato, 13 imputati dell’operazione Diarchia, quella che nel maggio 2017 sgominò il sodalizio criminale capace di monopolizzare gli “affari sporchi ” a Casarano e dintorni. Tra gli imputati anche un “insospettabile” commerciante della città (il 42enne Marco Petracca), a conferma del legame tra la malavita e l’imprenditoria locale, sempre più spesso utilizzata per investire (e ripulire) il corposo giro di denaro proveniente dalla droga.

La lunga scia di sangue Sono dunque in molti, in città e non solo, a tremare per quello che Montedoro potrà dire davanti ai giudici. Di certo si attendono “ammissioni” decisive in merito all’esecuzione del 26 ottobre del 2016 che costò la vita all’ex sodale Augustino Potenza (al momento quest’omicidio non è stato imputato a nessuno), così come sull’agguato di contrada Campana del 28 novembre successivo quando, secondo l’accusa, furono i cugini Luca ed Antonio Andrea Del Genio a ridurre in fin di vita il 42enne Luigi Spennato su mandato espresso dello stesso Montedoro. Stessa sorte era stata prevista per Ivan Caraccio: a sventare un’esecuzione già programmata furono i 14 arresti dell’operazione “Diarchia”, accelerata proprio per salvare il 31enne casaranese ritenuto dal clan non più “affidabile” .

La “rete” e le condanne Un’organizzazione, quella retta da Montedoro fino a un certo punto insieme a Potenza, ben ramificata nel territorio, capace di controllare affari e investimenti di rilievo tra Casarano, Matino, Melissano, Parabita, Ruffano, Supersano e Taurisano, ma pure con puntate importanti a Lecce e Gallipoli (nel filone droga & discoteche). Il curriculum del neo-pentito è di assoluto rilievo: per l’esecuzione (a colpi di Kalashnikov) dei coniugi Fernando D’Aquino e Barbara Toma del 5 marzo 1998 Montedoro venne condannato per due volte (insieme a Potenza, pure lui assolto in Cassazione) salvo uscirne assolto per la ritenuta “inattendibilità” delle dichiarazioni del boss brindisino Di Emidio. Sempre lui è ritenuto uno degli esecutori dell’omicidio del macellaio di Matino Rosario De Salve dell’11 marzo dello stesso anno, per il quale, alla fine, è giunta una condanna a 30 anni. Altra condanna, a 14 anni, al termine dell’operazione antidroga “Tam tam”.

Casarano – Sarà collegato in teleconferenza, dalla sua attuale residenza protetta, il boss della sacra corona unità Tommaso Montedoro che ha deciso di parlare nel processo che mette alla sbarra il clan di Casarano. Lo farà da aspirante “collaboratore di giustizia” dopo aver deciso di cambiare strategia difensiva affidandosi, tra l’altro, pure ad un nuovo legale, l’avvocato Sergio Luceri di Lecce. Montedoro dovrà difendersi dall’accusa di essere il mandante del tentato omicidio del 28 novembre 2016 del 42enne Luigi Spennato, ridotto in fin di vita davanti alla sua abitazione in contrada Campana a Casarano, così come di quello programmato (sempre a Casarano) per eliminare Ivan Caraccio.

L’operazione Diarchia e l’omicidio di Augustino Potenza Nel maggio 2017 fu l’operazione Diarchia a sgominare il clan che, intorno alla figura di Montedoro, era riuscito a monopolizzare la quasi totalità dell’attività criminale nella zona, soprattutto dopo il via libera ottenuto dall’eliminazione dell’altro boss, un tempo amico, Augustino Potenza. In un’altra inchiesta, Montedoro è pure accusato di essere il mandante dell’omicidio di Potenza, avvenuto il 24 ottobre del 2016 nel parcheggio dell’ipermercato cittadino. Gli imputati dell’operazione Diarchia sono 13, 12 dei quali hanno scelto la strada del rito abbreviato (solo il 37enne Andrea Cecere, di Nardò, ha scelto invece la strada del patteggiamento). Per tutti il processo è aggiornato al 25 settembre (quando è previsto pure l’ascolto di alcuni testimoni) mentre la requisitoria della Procura è in scaletta per il 9 ottobre e le discussioni con la sentenza per il 23 ottobre.

L’agguato per eliminare Luigi Spennato Di Casarano sono sei dei tredici imputati che, a vario titolo, dovranno rispondere di associazione mafiosa, detenzione di armi, droga, ricettazione, estorsioni e tentato omicidio. Quest’ultimo è quello del 28 novembre 2016, quando, secondo l’accusa, i cugini Luca (27) ed Antonio Andrea Del Genio (32) ridussero in fin di vita il 41enne Luigi Spennato davanti alla sua abitazione in contrada Campana. L’inchiesta mise alla luce i vari affari del sodalizio criminale, tra droga, estorsioni e spaccate ai danni di postazioni bancomat. Nel processo il Comune di Casarano (così come il ministero dell’Interno)  si è pure costituito parte civile (con l’avvocato Francesco Vergine) per difendere l’immagine della città.

Gli imputati Oltre a Montedoro, ritenuto il numero uno del clan, gli altri sotto processo, oltre gli stessi cugini Del Genio, sono Damiano Cosimo Autunno (52 anni di Matino, residente a Parabita), Ivan Caraccio (31enne di Casarano), Lucio Sarcinella (22enne di Casarano), Maurizio Provenzano (47enne di Lecce) di Marco Petracca (41enne di Casarano), Sabin Braho (34enne di Durazzo residente a Brindisi), Domiria Lucia Marsano (41, di Lecce), Salvatore Carmelo Crusafio (41, nato a Basilea e residente a Matino) e Giuseppe Corrado (45, di Supersano residente a Ruffano).

 

Daniele Gatto

Casarano – Sarà un piano sociale d’Ambito improntato sulla continuità con il passato ma anche con importanti novità, quello che la conferenza dei servizi sarà chiamata ad approvare a breve e rendere così operativo (l’Ambito di Gallipoli ha chiuso il cerchio il 30 agosto scorso). L’Ambito territoriale sociale di Casarano comprende, oltre al Comune capofila, anche Collepasso, Matino, Parabita, Ruffano, Supersano e Taurisano; dopo oltre nove mesi dedicati alla programmazione, alla concertazione e alla co-progettazione, è stato messo a punto un piano che mira a consolidare il welfare tradizionale e a costruire un welfare innovativo.

I numeri registrati sono importanti e rendono l’idea della mole di lavoro svolta dall’Ambito, che più volte in passato ha incassato il plauso da parte di enti terzi, come, ad esempio, il Tribunale di Lecce. Ammontano a 663 le domande per il Reddito di inclusione (Rei) presentate nel 2018 e 137 sono i tirocini attivati con il Reddito di dignità (Red) della Regione. In 130 hanno usufruito del Servizio di assistenza domiciliare (Sad) per anziani e in 50 di quello per disabili. L’assistenza domiciliare integrata (Adi) ha riguardato 40 anziani, 17 soggetti con disagio psichico e 12 disabili.

Nell’ambito della prevenzione dalle dipendenze sono stati somministrati 1400 questionari nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. I tirocini per tossicodipendenti sono stati 40. L’assistenza educativa domiciliare (Ade) ha riguardato 33 nuclei familiari, mentre sono stati circa cento gli utenti che si sono rivolti al centro ascolto e 17 quelli seguiti dallo Sportello immigrati. Gli alunni che hanno potuto beneficiare dell’integrazione scolastica sono stati 65. Il servizio di telesoccorso ha riguardato 60 nuclei familiari e 17 cittadini hanno fruito del progetto di vita indipendente (Provi). A questi numeri si aggiungono i progetti regionali con inserimento sociolavorativo, il Centro antiviolenza, il servizio affido/adozione ed altri servizi erogati dall’Ambito ed efficacemente elencati nella Carta dei servizi.

Più protezione per le fasce deboli «L’obiettivo del piano triennale 2018-2020 – spiega la responsabile dell’Ufficio di Piano, Gigliola Todisco – è quello di consolidare quanto già costruito per un  potenziamento della coesione nella comunità e, nello stesso tempo ampliando gli interventi a sostegno delle fasce deboli. Proprio per questo, abbiamo inserito degli interventi che nel precedente piano non c’erano, come ad esempio il Pippi, servizio a sostegno dell’infanzia che mira ad evitare l’allontanamento dalle famiglie. Altra novità sono il servizio di ridistribuzione alimentare che si occupa di recuperare e distribuire prodotti vicini alla scadenza, la mensa sociale per la fornitura di un pasto giornaliero agli utenti segnalati, l’équipe multidisciplinare per l’attivazione del Rei e integrazione del Rei con il Red, l’assistenza domiciliare integrata per i pazienti affetti da Alzheimer».

Personale ridotto all’osso Grande rilievo alle famiglie, investendo sullo sportello ascolto, un servizio che è andato benissimo e che ha registrato un numero crescente di utenti. Come notevole importanza è stata riconosciuta al servizio di prevenzione alle dipendenze nelle scuole, servizio che ha funzionato molto bene in questi anni.  Tutto ciò, con un organico ridotto all’osso. Ad affiancare la responsabile dell’Ufficio, vi sono un amministrativo part-time e quattro operatrici del Servizio sociale professionale, tre a tempo pieno e una part-time. In ogni Comune dell’Ambito è attivo uno sportello con un assistente sociale, che è il trait d’union tra i servizi sociali comunali e l’Ambito.

Aumentano le domande a cui rispondere «Per contro il lavoro aumenta – commenta l’assessore Daniele Gatto – l’utenza del Red e del Rei nell’ultimo anno è aumentata, poiché è cresciuta la platea di utenti che vivono il disagio economico e che si interfacciano con noi, chiedendo risposte e celerità. Va detto, però, che noi facciamo solo da tramite. Il Caf manda i dati all’Inps che eroga i contributi, noi effettuiamo il controllo sulla documentazione e avviamo i progetti lavorativi». Circa tutto il resto “non va scordato – aggiunge Gatto – che quelli che eroga l’Ambito sono servizi essenziali, che devono essere utilizzati al meglio, perché vanno incontro alle esigenze delle fasce più deboli: minori, disabili, anziani. Avere un supporto fa sentire le istituzioni più vicine, con un’ampia varietà di servizi. Non è sempre facile arrivare a tutti, ma si cerca di fare il meglio affinché le persone avvertano che non sono sole. Da qui l’importanza di avere un centro di ascolto per chi, a volte, non ha alcun supporto familiare o economico».

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