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Gallipoli – Riconferma di Angelo Oliva quale responsabile del Tribunale dei diritti del malato di Lecce e nomina delle responsabili delle altre “maglie” della rete: Agata Coppola, referente del Tdm di Gallipoli; Patrizia Comi, Giustizia e Diritti di MaglieMaria Luisa Guido , rete Consumatori di Galatina; Stefania Geusa, referente rete Cnam di Galatina; Prisco Piscitelli, rete Ambiente di Maglie; Mariarosaria Fontò. referente Scuola di Gallipoli; Fiorella Di Marco, segretario amministrativo di Gallipoli. Questi i risultati dell’assemblea territoriale di Cittadinanzattiva della provincia di Lecce, in cui si è parlato di “ricostruzione”, dando ufficialmente notizia cella strada autonoma scelta dai volontari Tdm di Casarano.

“La ri-costituzione dell’Assemblea territoriale di Lecce – si legge nella nota emessa a fine lavori – è stata accolta con grande soddisfazione da tutti i componenti del coordinamento regionale che ha apprezzato gli sforzi che ogni Tdm-Cittadinanzattiva  ha profuso sul territorio di competenza. E’ stato sottolineato come sia indispensabile essere uniti, ciò per dar più forza e valenza alle azioni da intraprendere”.

Il segretario regionale Matteo Valentino ha illustrato le direttive del Coordinamento regionale “in conformità con quelle nazionali”. Valentino ha poi delineato per grandi linee la programmazione di eventi futuri e di nuove iniziative “per dar sempre più visibilità al Movimento, essere più attenti alle necessità dei più deboli e sempre vicino alle problematiche che il nostro territorio vive quotidianamente”.

(Nella foto da sinistra: Fiorella De Marco, Mariarosaria Fontò, Stefania Geusa, Patrizia Comi, Matteo Valentino, Maria Luisa Guido, Agata Coppola e Angelo Oliva)

 

Scorrano – Licenza sospesa per 15 giorni nei confronti del titolare del bar di Scorrano dove, lo scorso 20 settembre, scoppiò una maxi rissa. Il 51enne A.T. (residente a Maglie) è ritenuto responsabile per aver organizzato nel suo locale di piazza Vittorio Emanuele pubblici spettacoli senza la prescritta autorizzazione. Nella circostanza, per motivi in corso di accertamento, intorno alle 2.30 almeno sette soggetti vennero alle mani per un’accesa discussione, degenerata in rissa. In seguito alle indagini condotte, i carabinieri della Stazione di Scorrano hanno poi denunciando, a vario titolo, per i reati di rissa e di lesioni personali i sette soggetti individuati, dai 22 ai 30 anni, tutti di Scorrano ed  uno di San Pietro Vernotico.

 

Lecce – Si è parlato di prevenzione, ambiente e molto altro durante il 12esimo corso di aggiornamento su “Esposizione ambientale e salute pubblica” tenutosi presso il centro Ecotekne dell’Università del Salento sabato scorso a Lecce13 ottobre, organizzato dalla sezione provinciale della Lilt che ha sede a Casarano ed è presieduta da Marianna Burlando.

Il Centro Ilma “Dobbiamo puntare sulla prevenzione- ha affermato la Burlando – e partendo dal dato che ad oggi il 95% delle risorse è destinato alle cure delle malattie, noi dobbiamo invece cercare di capire quali siano le cause che conducono a queste malattie. Ecco il perché del centro Ilma, che è in fase di costruzione (sulla Provinciale Alezio-Gallipoli, ndr), ma la ricerca indipendente è già iniziata”. Dopo i saluti istituzionali ha poi preso la parola il dott. Carmine Cerullo, oncologo presso l’ospedale Ferrari di Casarano, che ha parlato del progetto Geneo, il primo studio di Oncologia ambientale in Italia rivolto alla aree verdi ideato dalla Lilt in collaborazione con l’Università del Salento, l’Asl e la Provincia di Lecce.

Lo studio ha trattato i sistemi di valutazione delle correlazioni tra Genotossicità dei suoli e le neoplasie in aree in cui la salute ambientale è a rischio. “Nonostante i progressi delle terapie, a noi oncologi i conti non tornano, perché la mortalità per tumori dal 1980 ad oggi continua a crescere qui nel Salento, raggiungendo la media nazionale per incidenza di nuovi casi. Solo per fare un paragone, ad oggi abbiamo 373mila nuovi casi all’anno di malati; quindi, più di 1000 persone al giorno in Italia scoprono di avere un tumore, mentre nel 1980 i casi all’anno di nuovi malati erano 12mila, con una media di 300 malati al giorno. Quindi – ha proseguito l’oncologo – ad oggi ci si ammala di più, nonostante i tassi di guarigione siano al 50% rispetto al 20% del 1980. Bisogna però tenere presente che se le guarigioni sono aumentate, sono aumentati però anche i nuovi malati”.

Da questa esigenza di confrontare il rapporto tra ambiente e salute è nato il progetto Geneo: i recenti risultati dello studio hanno rilevato soprattutto il livello di arsenico, noto cancerogeno, molto elevato in quasi tutti i terreni dei 32 Comuni della provincia di Lecce esaminati, soprattutto tra Maglie e Galatina; per questo, a breve partirà una nuova fase di ricerca in altri 20 Comuni della Provincia di Lecce. Il convegno è stato coordinato da Tiziana Colluto con gli interventi di Tiziana Grassi dell’Università del Salento, di Roberto Fanelli, dell’istituto “Mario Negri” di Milano, e del dottor Giuseppe Serravezza, oncologo e direttore scientifico della Lilt di Lecce.

In chiusura è stato poi assegnato al professor Silvio Garattini, presidente dell’istituto “Mario Negri” di Milano, il sigillo d’argento dell’Università del Salento insieme ad un pubblico riconoscimento da parte del Comune di Lecce.

Il messaggio di Serravezza “Il messaggio che volevamo dare è di una necessità di sviluppare lo studio delle cause ambientali – ha concluso Serravezza – cioè l’unico strumento attraverso cui si può abbattere l’incidenza di quella malattia che è diventata oggi una vera emergenza. Noi continuiamo a sviluppare la ricerca nell’ambito del nascente centro Ilma e siamo fieri anche della collaborazione dell’Istituto Mario Negri di Milano che rappresenta nel mondo l’emblema della ricerca scientifica libera e indipendente. Ecco, noi abbiamo un grande sogno: quello di poter rappresentare presto anche noi una sorta di “Mario Negri Sud”, all’insegna dell’autonomia e dell’indipendenza della ricerca. Ma tutto questo sarà possibile solo se i salentini continueranno a darci una mano e fiducia”.

Gallipoli – Si svolgerà a Gallipoli quest’anno l’assemblea territoriale di Gallipoli, Galatina, Lecce e Maglie di Cittadinanzattiva: il segretario per la Puglia, Matteo Valentino ha convocato la riunione dei responsabili e degli aderenti dei Tribunali dei diritti del malato – Cittadinanzattiva per procedere alla “Ri-costituzione dell’Assemblea territoriale di Lecce”. (nella foto la referente di Gallipoli, Agata Coppola). L’appuntamento per i convocati è per mercoledì 17 ottobre, domani, alle ore 16 nella sala convegni (2° piano Torre A) dell’ospedale Sacro Cuore.

La riunione di questa associazione di volontariato si aprirà con un’analisi dell’azione di Cittadinanzattiva sul territorio di competenza; quindi si passerà all’elezione del coordinatore dell’Assemblea territoriale ed alla nomina dei responsabili di Rete ( Tdm, Consumatori, Giustizia, Scuola e Europa). Infine verrà eletto il segretario amministrativo. L’Assemblea sarà presieduta dal segretario regionale Valentino e da altri componenti della segreteria regionale pugliese.

Durante l’incontro si comunicheranno anche le attività e le iniziative svolte e da svolgere da ogni singolo Tdm.

Cittadinanzattiva in particolare è una associazione nazionale che si occupa di sanità, con il Tribunale per i diritti del malato, ed il Coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici; di politiche dei consumatori, con i Procuratori dei cittadini; di giustizia, con Giustizia per i diritti; di scuola, con la Scuola di cittadinanza attiva; di cittadinanza europea, con Active citizenship network; di attivismo civico in Italia e nel mondo.

Muro Leccese – Pota gli alberi e rompe parzialmente un cavo elettrico rimasto penzolante sulla sede stradale. Intorno alle 12 di ieri, domenica 14 ottobre, i tecnici dell’Enel sono intervenuti lungo la strada statale MaglieLeuca perchè in agro di Muro Leccese dei lavori di potatura effettuati su di un terreno agricolo adiacente alla carreggiata avevano provocato la parziale rottura di una cavo elettrico. L’attraversamento aereo della sede stradale da parte del cavo ha messo in pericolo la sede stradale che, infatti, è rimasta chiusa al traffico fino alle 18. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile di Maglie,

Bagnolo del Salento – È un pensionato l’ultima vittima della truffa dello specchietto rotto: la denuncia è giunta ai carabinieri di Bagnolo del Salento ai quali l’anziano automobilista ha riferito quanto successo lo scorso venerdì 12 ottobre sulla strada statale Maglie – Otranto. Giunto all’altezza dello svincolo per il suo paese, l’uomo è stato affiancato dal conducente di una Bmw modello berlina di colore blu il cui autista gli ha fatto cenno di fermarsi accostando l’auto. Fatto ciò, il pensionato si è visto di fronte un giovane che, con fare deciso, lo ha accusato di aver danneggiato lo specchietto retrovisore laterale sinistro della sua auto richiedendo 300 euro per la riparazione. Anche per evitare di attivare la copertura assicurativa, l’anziano ha subito consegnato allo sconosciuto i 180 euro che aveva con se e lasciandosi convincere a raggiungere la propria abitazione per “saldare” il conto. Una volta in paese, però, il truffatore si è dileguato senza attendere il resto del denaro, forse insospettito che il suo raggiro potesse essere in qualche modo scoperto. Sulla base della descrizione fornita dalla vittima del raggiro, i carabinieri sono sulle tracce di un giovane tra i 20 e i 25 anni, alto circa un metro e 70 e con i baffetti.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) –  Si è svolta venerdì 12 ottobre nel Forte Village a Santa Maria di Pula, in Sardegna, la cerimonia di premiazione degli Award 2018 Food and Travel Italia che ha “incoronato” Martinucci come “pasticceria dell’anno”. Il premio Food and Travel Awards 2018 viene assegnato alle eccellenze italiane che si sono contraddistinte per la qualità dei prodotti e dei servizi mostrando capacità di rinnovarsi e confermarsi sul mercato. Ad oggi il marchio Martinucci conta 19 punti vendita sparsi per tutta la Puglia e un laboratorio centralizzato ad Acquarica del Capo ed i suoi prodotti distribuiti in Italia ed in oltre 30 Paesi del mondo. Nel Salento i suoi laboratori sono a Leuca, Gallipoli, Maglie, Otranto, Casarano, Tricase, Specchia e nelle marine di Torre San Giovanni, Lido Marini, Torre Vado, Pescoluse e Torre Pali.

La pasticceria a Santa Maria di Leuca La pasticceria più conosciuta del basso Salento ha iniziato a svolgere la propria attività a Santa Maria di Leuca negli anni ’50. Al tempo si trattava di un piccolo laboratorio artigianale che, ben presto, divenne crocevia dei più grandi ingegni della tradizione pasticcera italiana: siciliani, napoletani e veneti, tutti chiamati da Rocco Martinucci a condividere le proprie conoscenze. «Quando ho iniziato a lavorare nella pasticceria di famiglia, esattamente 50 anni fa, Leuca era bellissima. Il locale – ricorda Fabio Martinucci, figlio di Rocco, proprietario e gestore della nota pasticceria leucana –  si trovava vicino al Porto turistico. Poi, nel 1998, ci siamo spostati dove siamo adesso. Da allora, molte cose sono cambiate, tranne l’entusiasmo e la passione che ci muove».

La festa per Angelo cliente fisso e “istituzione” leucana

Sono molti i clienti che ogni anno, in estate ed in inverno, frequentano la pasticceria di Leuca ma, tra gli “immancabili” c’è Angelo, 98 anni e tanta dolcezza. «Angelo è un po’ il nonno di tutti noi – afferma Fabio –  a volte quando fa freddo prende il latte con il miele oppure una coppetta di gelato quando fa caldo e ne ha voglia». Angelo vive da solo, poco distante dal locale, così lo scorso 7 ottobre, in occasione del suo 98esimo compleanno, lo staff Martinucci ha pensato di organizzargli una festa a sorpresa per lui. «Ha mangiato, felice, due pezzi di torta», conclude Fabio.

 

 

Giulietta Masina

Maglie Palmariggi – Nel vecchio percorso Maglie-Otranto non ci si poteva sbagliare: superata la salita e la curva dopo Palmariggi, appariva sulla sinistra la colonna sormontata dalla statua della Madonna (foto) e si era subito sulla strada che attraverso la campagna prima, e la pineta poi, approdava al Santuario di Montevergine, meta di pellegrinaggi dai paesi vicini tutto l’anno, ma soprattutto nel mese di maggio. La nuova strada a quattro corsie andando verso Otranto non permette l’accesso rapido come prima, ma comunque il santuario ci si arriva ugualmente.

La leggenda del pastorello Come faranno domenica, 14 ottobre, quelli della Scatola di latta, che arricchiranno l’archivio dei ricordi con una escursione prima a Montevergine e poi a Palmariggi in occasione del Paniri te le site. Appuntamento intorno alle 16.15 presso il santuario di Montevergine, là dove ancora la sacralità del luogo racconta l’apparizione della Madonna nel 1595: un pastorello, che stava intagliando un ramoscello d’ulivo, aveva perduto il temperino tra i rovi. Mentre disperato lo cercava tra i cespugli, vide una luce e una Signora che glielo porgeva e lo invitava a tornare a Palmariggi e chiedere al parroco e ai fedeli di tornare il quel luogo. Cosa che il pastorello fece: parroco e abitanti del paese tornarono presso i rovi e scavarono finché in una grotta trovarono un affresco raffigurante la Madonna col Bambino.

La zona era chiamata “U munte”, quindi la Madonna del Monte e poi Montevergine. Sulla grotta fu edificata una cappella che successivamente fu distrutta; nel 1703 iniziarono i lavori di riedificazione e ristrutturazione che si conclusero nel 1707 anno in cui il santuario venne dedicato alla Vergine Maria Assunta che conserva l’affresco della Madonna in stile bizantino. Negli ultimi anni i numerosi fedeli hanno costretto ad ampliare il tempio, è stato creato un secondo ingresso, ma la struttura originaria è rimasta identica all’originale.

Quando arrivò a Montevergine Federico Fellini Augusto Benemeglio in Cultura salentina del 22 giugno 2015 racconta che negli anni Sessanta il grande regista fu invitato a Gallipoli. Ma non vi arrivò mai, si fermò, dietro le insistenze della moglie Giulietta Masina, molto devota, al santuario di Montevergine. La Masina entrò dentro a pregare, Fellini si fermò nella pineta a guardare le cicale morte, “scoppiate” a migliaia ai piedi degli alberi, tra gli aghi dei pini. Questo e altri racconti vecchi e nuovi, insieme a detti popolari e poesie, costituiranno nuovo materiale da custodire nella “scatola di latta” virtuale.

Lu paniri te le site Dal santuario in auto fino al centro di Palmariggi dove per le stradine del centro si possono ammirare Palazzo Modoni del 1811, la Cappella della Madonna della Palma del 1755, costruita sui resti di un edificio rituale greco (la cappella sorge nel punto in cui, secondo la tradizione popolare, la Madonna con la palma apparve per liberare il paese dai turchi, evento che segnò la storia del paese e quella del suo nome: Palmariggi infatti significa “Colei che regge la palma”), il Castello aragonese. Nel borgo in questo fine settimana si tiene la festa d’autunno tradizionale “Lu paniri te le site” legata alla melagrana e ai suoi valori reali e simbolici. Da sempre ritenuto simbolo di prosperità, il melograno negli ultimi anni si è diffuso a macchia d’olio nel Salento, tanto che alcuni pensano alla sua coltivazione in sostituzione dell’ulivo saccheggiato dalla Xylella. L’escursione è organizzata da La Scatola di Latta e Pro loco Montevergine Palmariggi. Info: scatoladilatta2014@gmail.com – cell. 339 5920051.

Alezio – Dipendenze e cyberbullismo, paure, conflitti, persino isolamento. nell’era in cui si è permanentemente connessi: questi ed altri temi, al centro del Mese del benessere psicologico dell’Ordine degli psicologi di Puglia, sono stati ieri sera affrontati nell’iniziativa in programma ad Alezio nell’aula consiliare del Comune con un pubblico attento e per certi versi preoccupato. L’incontro è stato organizzato dalla dottoressa Francesca Paglialonga ed ha toccato sotto vari aspetti lo sviluppo tecnologico, mai così impetuoso come in questi ultimi lustri, e la sua incidenza nella vita quotidiana di tutti.(nella foto da sinistra gli ingegneri Leo e Caroppo; il Sindaco Barone, la psicologa Francesca Paglialonga, il direttoreD’Aprile, il criminologo Feltri)

Non sono tutti problemi quelli che si hanno di fronte. Il convegno infatti nella prima parte ha trattato degli assillanti e delicatissimi effetti delle perenni interconnessioni col mondo, dei rischi di dipendenza e di cattivi incontri sia pure a volte solo virtuali, delle devianze che spesso hanno come prede ragazzi e ragazze. Nella seconda parte psicologa e criminologo – Francesca Paglialonga e Andrea Feltri – hanno lasciato il posto a due ingegneri informatici – Marco Leo e Andrea Caroppo, entrambi di Alezio – alle tecnologie “buone”, quelle che aiutano fisicamente coloro che ne hanno bisogno, gli strumenti realizzati con la ricerca di ieri e di oggi e quelli che potrebbero arrivare domani.

Introdotto e condotto dal direttore di piazzasalento.it, Fernando D’Aprile, l’evento si è aperto con la dottoressa Paglialonga che ha snocciolato dati che, in buona sostanza, dicono che delle tecnologie non si può più fare a meno, sono troppo dentro la nostra vita: il 73% dei dispositivi elettronici vengono utilizzati per collegarsi ad internet; il maggior rischio di dipendenza lo corrono le persone tra i 15 ed i 40 anni; il 75% degli adolescenti usa le connessioni dopo le 23. Oltre a tenersi in contatto con le persone che ci interessano, spesso si finisce ad isolarsi dal reale, dal contatto con chi ci è seduto vicino e ci si mette a scorrere il display; fanno acquisti on line in modo compulsivo o si gioca senza limiti.

Tempo perso vietare l’uso di smartphone e tablet: i tentativi di blocco creano rabbia e depressione, senso di esclusione e disturbi del sonno soprattutto nei ragazzi. Non resta che la condivisione con protagonisti gli adulti. “Spesso i ragazzi credono – è stato rimarcato dagli esperti – che quanto scrivono o fotografano e poi postano magari su facebook, resti lì tra di loro; non immaginano che ogni cosa viene classificata ed elaborato in centri anche lontanissimi da noi”. Condividere allora quanto accade in questa particolarissima ed inedita fase è la strada: “L’adolescente va protetto, non è in grado di regolarsi da solo, non è pronto a valutare pericoli e vantaggi collegati ad una certa decisione”, ha detto tra l’altro la promotrice della riunione, che ha anche spiegato come il cervello di un 15enne ha alcune regioni che si sviluppano in tempi diversi: quella sentimentale prima di quella razionale.

Pedofilia ed internet: il rapporto perverso che si sviluppa in rete con tutti i vari passaggi, dal primo contatto che sembra del tutto casuale a quello sempre più intimo fino all’incontro vero, attraverso sottili lavorii psicologici in cui la vittima predestinata si sente rassicurata e protetta dal nuovo “amico”, messo abilmente in antitesi persino ai propri genitori. L’anonimato insidioso, il lucro che traggono organizzazioni criminali, la cyberpedolifia e pedopornografia, i ricatti on line, il furto dei dati personali: il dottor Feltri ha insistito su quelli che ormai sono riconosciuto come veri e nuovi reati. Con alcuni consigli finali, tra cui affiancare i bambini; prevenire possibili adescamenti; prevenire dipendenze da internet e non pubblicare mai foto di minori al mare o seminudi.

Gli algoritmi che aiutano a superare limiti funzionali, quali quelli della vista, della deambulazione, ma anche per migliorare la propria autonomia, oppure quelli usati per stimolare attività cognitive e aumentare la sicurezza e l’assistenza domiciliare intercettando magari i primissimi segnali di una perdita di equilibrio e quindi intervenire immediatamente hanno parlato, con una buona dose di convinzione ed entusiasmo, Marco Leo e Andrea Caroppo, entrambi ricercatori presso il Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce.

Lavorando insieme a psicologi, sociologi, medici i due ingegnere hanno tratteggiato anche alcuni esperimenti in atto che potrebbero, da qui a cinque-dieci anni, entrare nelle vite di alcuni. Tra una presentazione di un progetto a Monaco di Baviera per garantire a chi ha problemi con la vista spostamenti senza rischi in ambienti complessi, prodotto da una impresa israeliana, e le sperimentazioni in alcuni centri salentini disponibili (Alessano, Matino) di home lab, Leo ha “anticipato” l’arrivo di un robottino, su cui ha messo gli occhi l’elvetica ETH di Zurigo,  in grado di aprire e chiudere porte,  aiutare a sollevare oggetti, raccogliere rifiuti in giardino, insomma un “assistente virtuale” ma concretamente utile.

Delle pillole endoscopiche (per evitare tipi di indagini cliniche dolorose) che vengono ingerite ed espulse normalmente e intanto filmano con due telecamerine, e delle solette elettroniche ha raccontato, tra l’altro, Caroppo. Nel suo futuro prossimo ci sono una piattaforma di stimolazione cognitiva da impiegare contro le forme lievi di Alzheimer ed una per effettuare esercizi ed analisi a casa propria per poi trasmetterle ai medici curanti.Hanno aperto e chiuso i lavori il vicesindaco Roy De Santis e il Sindaco Andrea Barone; entrambi hanno ringraziato gli organizzatori per l’occasione di conoscenza e informazione fornita. Altre ne seguiranno qui e nel resto del Sud Salento secondo un programma di massima, fatti e da fare: a Casarano, Tricase, Ugento, Otranto, Aradeo, Maglie, Scorrano, Nardò. 

 

 

 

 

Gallipoli – Santa Maria di Leuca Giunge alla sua 25^ edizione il “Meeting dei due mari”, ovvero il raduno internazionale di auto storiche organizzato dal Salento Club Auto Storiche di Lecce e da Caroli Hotels. Da venerdì 12 a domenica 14 ottobre l’evento vedrà la partecipazione di circa 40 vetture provenienti da ogni parte d’Italia. Il programma prevede per venerdì il ritrovo a Gallipoli presso l’Ecoresort Le Sirenè Caroli Hotels. Sabato è prevista, invece, una suggestiva passeggiata e sfilata di auto storiche su un percorso che attraverserà Maglie, Otranto e Santa Maria di Leuca. Domenica, infine, si ripartirà da Gallipoli fino a Torre Vado, marina di Morciano di Leuca, e ritorno. «Oltre che cinque lustri del Meeting dei Due Mari – sottolinea Franco D’Agostino, presidente del Salento Club Auto Storiche – questa edizione celebra anche i quarant’anni di collaborazione con Caroli Hotels, che ringrazio, nella realizzazione delle varie manifestazione. La prima è stata nel settembre del 1978».

Maglie Poggiardo – Il Centro per l’impiego di Maglie di via Gallipoli è un porto di mare. Un viavai continuo di giovani, ma anche di uomini e donne di mezza età ad attendere pazientemente che uno sportello si liberi per essere ascoltati. C’è un’impiegata sollecita che si alza dalla sua postazione e si avvicina a chi sta attendendo, chiede qualcosa, indirizza e poi ritorna al suo tavolo. Tutti in attesa di qualcosa che cambi la prospettiva di vita o quantomeno di un aiuto. Ed anche qui, come a Gallipoli, manca personale, i computer sono obsoleti, le connessioni lente. Mentre incalzano compiti che richiedono impegno e tempo: per esempio, i patti personali di servizio, per ogni interessato prevedono un colloquio di un’ora per definire il profilo di chi cerca occupazione e la compilazione di un questionario.

Vent’anni di faticose speranze I Centri per l’impiego hanno sostituito gli Uffici di collocamento dal 1997. I Cpi svolgono anche altre attività: iscrizione alle liste per trovare lavoro, mobilità ed elenchi delle categorie protette, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro, certificati di disoccupazione ed altro.  Gestiti fino a poco tempo fa dalle Province, dal 30 giugno scorso sono passati in carico alle Regioni. Con uno dei decreti attuativi del Jobs Act è stata istituita l’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, con il compito di coordinare la rete dei servizi dell’impiego. L’Agenzia però è nata all’interno di un assetto istituzionale diverso, quello della riforma della Costituzione bocciata il 4 dicembre (prevedeva l’assistenza nella ricerca di un’occupazione competenza esclusiva dello Stato). Bocciato il referendum, le Regioni continuano ad avere competenze concorrenti e tutto procede lentamente. In questo contesto si inserisce l’attuale progetto del governo noto come reddito di cittadinanza.

Faro puntato sui Cpi Il punto centrale del progetto che prevede le misure antipovertà e il reddito di cittadinanza, è la presenza sul territorio nazionale di 550 sportelli dei Cpi che contano circa 9mila dipendenti . I Centri per l’impiego devono farsi carico dell’inserimento nel mondo del lavoro grazie anche a “una struttura informativa centralizzata” cioè un Sistema informatizzato unico sul lavoro, a cui l’Anpal sta lavorando. L’investimento previsto è di 2,1 miliardi di euro per il potenziamento del personale e l’ammodernamento delle strutture. Davanti a tutti questi compiti i Centri per l’impiego, soprattutto al Sud, sono finiti sotto pressione con un’ondata di proteste pubbliche. Carrozzoni inutili, soldi pubblici dilapidati, operatori incompetenti, superati e vecchi: questi i giudizi che si sentono anche negli stessi Cpi da parte degli utenti spesso piuttosto arrabbiati. Ma Silvio Astore, direttore dei Cpi di Maglie e Poggiardo li smonta uno ad uno.

Nella sede di Poggiardo in tre per 14 Comuni Se il Cpi di Maglie è un porto di mare, il suo direttore è un fiume in piena «Difendo con i denti – dice – il lavoro degli operatori che lavorano con generosità e competenza. Le critiche che in questi giorni si stanno riversando sui Centri per l’impiego sono ingiuste e non tengono conto delle condizioni in cui siamo costretti a lavorare». In realtà l’organico nei due centri è carente: a Maglie (che serve i comuni di Bagnolo del Salento, Cannole, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cursi, Giurdignano, Melpignano, Muro Leccese, Otranto, Palmariggi, Scorrano) lavorano in undici; a Poggiardo con i comuni di competenza (Andrano, Botrugno, Castro, Diso, Giuggianello, Minervino di Lecce, Nociglia, Ortelle, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Spongano, Surano, Uggiano La Chiesa) sono appena in tre. «Se consideriamo i compiti che i Cpi sono chiamati a svolgere, servirebbero per Maglie ancora tre o quattro unità, a Poggiardo dieci». Per avere l’idea del carico di lavoro, basta citare i cosiddetti patti di servizio: serve un’ora per fare il profilo per ogni disoccupato che ha bisogno gli sia riconosciuto lo stato di disoccupazione e quindi la relativa indennità (Naspi, Nuova assicurazione sociale per l’impiego)”.

Appello allo Stato “Non serve prendersela con la Regione – incalza Astore – che solo da giugno ha in carico i Cpi: sarebbe davvero ingeneroso; il governo centrale trovi le risorse necessarie senza le quali non si può andare avanti”. Il nucleo del problema anche qui è che “manca la materia prima che è il lavoro” su cui dovrebbero incrociarsi domanda e offerta. «La politica si attivi per creare i presupposti che favoriscano il lavoro e fornisca ai Cpi gli strumenti adatti», vale a dire computer moderni, connessioni veloci, una rete nazionale dell’utenza”. Sugli addetti il direttore di Maglie-Poggiardo mette la mano sul fuoco: “I nostri operatori, anche se sono sprovvisti del titolo accademico come qualcuno vorrebbe, hanno esperienza e professionalità da vendere».

Le tensioni, la sicurezza nei Cpi Con l’aumento delle tensioni sociali e delle pressioni sugli impiegati, emerge infine un altro problema: la sicurezza. «Intanto si attivi subito la mobilità interna permettendo il contributo di personale ‘parcheggiato’ in altri uffici», conclude Astore che aggiunge anche un suggerimento che ormai riguarda tutti i Cpi: l’ordine pubblico. «Gli ex agenti di polizia provinciale, passati alla Regione, vengano utilizzati per garantire l’ordine pubblico nei Cpi». Le difficoltà di trovare accesso al mondo del lavoro, le attese, i tentativi andati a vuoto possono anche esasperare gli animi fino ad incrinare le regole della convivenza civile e del rispetto.

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Colafati

Gallipoli – A poco più di 24 ore dalla presentazione delle candidature per il voto che si terrà a Palazzo dei celestini il 31 ottobre, il centrodestra salentino dimostra difficoltà nel presentarsi come coalizione competitiva. Il sorgere e il repentino tramontare dell’ultimo candidato, che sembrava  quello giusto per scendere in campo, la dice lunga. In un turbinio di note e toni accessi e sempre più aspri, il nome di Giuseppe Colafati, Sindaco di Poggiardo, sembra già storia passata, dopo meno di 24 ore dall’annuncio da cui traspariva una convergenza ampia e l’attesa per il “sì” del prescelto.

Invece, proprio da coloro che lo avevano indicato come candidato di largo consenso, Colafati è stato messo da parte uscitando le ire di qualche alleato. In particolare di Luigi Mazzei (Puglia

Giuseppe Mellone

popolare) che ha parlato “di operazione pilatesca” rivolto a Raffaele Fitto ed ai suoi, poiché proprio a Fitto faceva riferimento il Sindaco appena giubilato. Parole di fuoco che lambiscono anche il più rappresentativo esponente di Direzione Italia nel Salento, Antonio Gabellone, apparso in un primo momento convergente su Colafati. Mazzei ha rincarato la dose tacciando di ambiguità il partito di Fitto, che propone e poi ritira i suoi Sindaci, rilanciando l’idea originaria presentata da Gabellone di un “candidato di transizione”. L’ex candidato presidente in una breve nota odierna aveva affermato di “rimettere alla mia parte politica ogni opportuna valutazione”. Che è arrivata intorno alle 14.

La durezza dello scontro tra Puglia popolare e fittiani potrebbe preludere ad un abbandono del tavolo del centrodestra da parte dei primi. I quali, dato non trascurabile, sia pure da poco con il loro capo regionale Cassano sono entrati nell’orbita di Michele Emiliano e nella sua Giunta. Il passo per loro verso la candidatura di Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli, potrebbe rivelarsi davvero breve. A meno che in queste ore di telefonini spenti e di mancate risposte, non maturi qualcosa di straordinario da far tornare al tavolo delle trattative le varie anime. Magari compreso Giuseppe Mellone, Sindaco di Nardò.

Operazione alquanto difficile ricucire col neretino che per primo era sceso in campo sfidando partiti e partitini. Gia ieri il suo movimento Andare oltre, col coordinatore provinciale Giancarlo Erroi, nel sottolineare che il tavolo si era rivelato “il sesto inutile tavolo”, annunciava di aver abbandonato il centrodestra, ricordando che Ao aveva portato come possibili candidati Mellone, Massimo Martella (Lega) e Guido Stefanelli (Direzione Italia). “Data l’evidente incapacità del centrodestra di individuare un nome rappresentativo e in grado di vincere, il movimento Andare Oltre ringrazia Fratelli d’Italia e Area popolare” e annuncia la linea che – salvo ripensamenti – seguirà: “Il movimento, una volta ufficializzate le candidature, deciderà chi sostenere, sentiti tutti gli amministratori, i dirigenti e i militanti”. Conoscendo il feeling tra Mellone ed Emiliano, che ha sostenuto Minerva, qualcuno già scommette su come andrà a finire.

 

 

Otranto – Estorce del denaro ai legittimi proprietari dopo aver rubato un motociclo e due uccelli esotici ma viene individuato e denunciato dai carabinieri. Protagonista dei due episodi di estorsione è risultato il 41enne di Cerignola G.F.. Nel primo caso dopo aver rubato e nascosto un motociclo ha contattato il proprietario, un 54enne di Otranto, minacciandolo e chiedendogli 150 euro. In un altro episodio, invece, il furto ha avuto per oggetto una gabbia contenente due uccelli esotici sottratti ad una 72enne pensionata idruntina. L’uomo, però, è stato rintracciato dai carabinieri presso l’autoparco di Maglie e trovato in possesso dei due volatili e pure di due banconote da 50 euro quale presunto provento dell’estorsione. Per lui è scattato il deferimento in stato di libertà peri reati di furto aggravato, estorsione e furto in abitazione.

Poggiardo – Hanno tempo fino a mercoledì prossimo, 10 ottobre, i 46 Comuni che conferiscono la frazione secca non riciclabili dei rifiuti solidi domestici presso l’impianto di Progetto Ambiente Lecce 2 di Poggiardo. Entro tale data gli amministratori degli Enti devono far conoscere all’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti, segnatamente al commissario Gianfranco Grandaliano, una stima su base settimanale del rifiuto umido prodotto che non dovrebbe essere inviato allo stabilimento poggiardese ma che invece lì arrivano. Con conseguenze pesanti, non solo dal punto di vista dell’irregolare smaltimento, ma anche per i cattivi odori che impestano l’aria dei centri abitati di Poggiardo e di Giuggianello. Tali pesanti condizioni sarebbero dovute proprio al fatto che dai Comuni del Bacino 2 arriverebbero ad un impianto che non è fatto per loro, quantitativi notevoli  di scarti umidi, con conseguente produzione di percolato.

Il materiale fuorilegge raggiungerebbe addirittura anche il 50% delle immondizie conferite alla Progetto Ambiente, come denunciato dalla stessa società e, soprattutto, dal Sindaco di Poggiardo, Giuseppe Colafati che ha aperto questa vertenza contro queste ormai insopportabili condizioni dell’aria che se non incide sulla salute (come assicurato anche dall’Arpa Lecce), di certo insidia pesantemente il benessere generale. Pronto a mettersi in regola, Poggiardo ha sollecitato anche gli altri 45 Comuni del bacino a fare altrettanto e con una certa urgenza anche per superare l’attuale situazione decisamente fuori norma. Con quelle cifre in mano c’è l’impegno di Grandaliano di organizzare il conferimento negli impianti in funzione al di fuori della provincia di Lecce (che non ne ha neanche uno), presumibilmente nel Tarantino.

Intanto, quanti Comuni hanno finora fornito i dati richiesti dall’Ager? A Bari non si sbilanciano: “Faremo uno screening mercoledì”, è la risposta che concede ancora altre ore ad eventuali ritardatari. Dei 46 Comuni solo Galatina, Melpignano e Corigliano d’Otranto hanno fornito risposte chiare, essendosi già messi in regola individuando impianti di consegna dell’umido. Altri 21 Comuni, compresi nell’Aro 7 presieduta da Antonio Fitto di Maglie si erano detti pronti a consegnare le loro previsioni già durante l’assemblea generale convocata da Ager e Comune di Poggiardo il 25 settembre scorso, con numerose sedie vuote.

La fiducia nella “collaborazione fra istituzioni” Il Sindaco Colafati, ben conscio di aver scoperchiato un pentolone ribollente, si dice comunque fiducioso: “Sottraendo l’umido, risolveremo per sempre il problema mettendoci anche in regola – dice – mi aspetto uno sforzo corale: prima arrivano i dati, prima avremo l’impianto dove portare quel tipo di rifiuto. Ho sempre avuto molta fiducia nella collaborazione fra Istituzioni”. Poi toccherebbe attivare la collaborazione dei cittadini “per spiegare loro il nuovo servizio, l’uso delle buste trasparenti, di quelle compostabili…”. “Ci sarà un costo maggiore? Ma avremo anche un risparmio su quello conferito oggi a Poggiardo (che peserà di meno) e i benefici dall’ecotassa dall’anno prossimo (che non scatterebbe per quei Comuni che sono sopra il 65% del riciclato, ndr)”.

 

Scorrano – Piogge e infiltrazioni mettono a dura prova la tenuta di molti edifici scolastici. Nel pomeriggio di martedì 2 ottobre si sono registrati dei seri problemi anche nel plesso Battisti (foto) di via E. Scauro a Scorrano in seguito ad ingenti infiltrazioni di acqua piovana dopo l’acquazzone del pomeriggio. Per questo il sindaco Guido Nicola Stefanelli ha disposto la chiusura del primo piano dell’edificio “fino alla messa in sicurezza dello stesso e alla rimozione di ogni situazione di pericolo”, come scritto nell’apposita ordinanza. In seguito all’allarme partito dal personale scolastico, sul posto sono giunti i tecnici comunali insieme ai vigili del fuoco. Il sopralluogo ha evidenziato “l’ostruzione dei pluviali causati dal distacco di alcune tegole di copertura nonchè la dilatazione dei giunti della grondaia, provocando infiltrazioni d’acqua piovana al piano primo dell’edificio ed in particolare nel corridoio delle aule”. Tali infiltrazioni hanno invaso il sottotetto provocando il rigonfiamento dei pannelli in cartongesso del controsoffitto. In conseguenza dell’ordinanza del sindaco, la dirigente scolastica Angela Venneri ha previsto che fino al termine dei lavori, le classi del primo piano possano trovare sistemazione al piano terra.

Paura anche a Maglie e Nardò Risale, invece, a questa mattina il cedimento di una parte del solaio al primo piano dell’Istituto comprensivo “Don Milani” di Nardò: mattoni e calcinacci sono cascati per terra fortunatamente quando nell’edificio non c’era ancora nessuno. Giovedì scorso, infine, a Maglie era ceduto il controsoffitto del primo piano della scuola “Principe di Piemonte” dove proseguono i lavori di messa in sicurezza mentre gli alunni “evacuati” sono rientrati con sistemazioni temporanee.

 

Maglie – Denunce, verbali e patenti ritirate in conseguenza dell’uso di droga. Il servizio straordinario di controllo del territorio da parte dei carabinieri della Compagnia di Maglie ha portato al deferimento in stato di libertà di sei persone fermate alla guida in “evidente stato di alterazione psicofisica” perchè sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. Nello specifico, il 34enne G.C. di Giurdignano, coinvolto in un incidente stradale, è pure risultato positivo all’alcol con un tasso pari a 0,85 grammi per litro. Gli altri fermati sono il 59enne di Serrano V.D.G., il 18enne di Muro Leccese G.T., il 27enne di Uggiano la Chiesa A.C., il 20enne di Maglie M.C. e la 27enne di Santa Cesarea Terme P.B., questi ultimi due con precedenti penali.

Altre dieci persone sono state segnalate alle competenti Prefetture per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti: si tratta di residenti a Giuggianello (di 21 anni), Cursi (29), Poggiardo (33), Maglie (40), Martano (23), Santa Cesarea Terme (27), Lecce (56), Uggiano la Chiesa (41), Neviano (19) e Galatina 38). Nel complesso sono stati rinvenuti e sequestrati un grammo di eroina, 4,8 di cocaina, 1,5 di hashish, 5,2 grammi di marijuana e due spinelli.

Poggiardo – Definito nelle sue varie articolazioni, il Piano sociale di zona dell’Ambito di Poggiardo, che comprende i Comuni di  Andrano, Botrugno, Castro, Diso, Giuggianello, Minervino, Nociglia, Ortelle, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Spongano, Surano, Uggiano la Chiesa), è pronto per partire. Ultimo passo sarà la conferenza dei servizi una volta che l’elaborato, relativo al primo anno del triennio 201820, sarà tornato dalla Regione col previsto nullaosta ed eventuali prescrizioni (stessa situazione in cui si trova il piano sociale di Maglie, tra gli altri; solo Gallipoli è già operativo da fine agosto).

Aumenta la voglia di coprogettare I tavoli di concertazione, a cui hanno partecipato associazioni di volontariato e del Terzo Settore, sindacati, Asl, scuole, parrocchie, istituzioni locali, hanno fatto registrare “nella fase di coprogettazione un numero di presenze più alto rispetto alle programmazioni precedenti…segno che l’attenzione dell’Ufficio di Piano nella fase di condivisione con le parti sociali è sempre alta e viene percepita all’esterno”, come tengono a sottolineare i curatori.

Sostegni e aiuti per una popolazione in decrescita, nonostante gli immigrati Il Piano dovrà fornire servizi per una popolazione di 44.600 abitanti in costante e lenta decrescita (erano 47.028  nel 2003, 46.043 nel 2011), al pari della tendenza nazionale; si registra infatti anche una diminuzione delle nascite e dei giovani con aumento della popolazione anziana. I nuclei familiari sono 18.494 di cui 5.983 con un solo componente, 4.744  con due, 3.397 con 3, 3.374 con quattro, 821 con cinque, 175  con sei e più. Attualmente gli ultra 65enni in numero di 11.663, incidono sul totale della popolazione per il 26,15 %, gli under 18 si sono ridotti dal 2012 al 2017 da 7.381 a 6612 (-10%). Decrescita netta quindi nonostante l’aumento degli immigrati che negli ultimi cinque anni ha registrato un + 47%. (1.375 unità,710 donne e 664 uomini, rispetto alle 935 del 2013). La comunità straniera più numerosa è attualmente quella proveniente dalla Romania con 403 unità seguita dal Marocco con 386 unità. Il Comune con la maggiore presenza di immigrati è Poggiardo con 247 cittadini.

Dal recepimento delle domande alle risposte  Questi e altri dati  sono stati analizzati e hanno dato vita ad un Piano che, partendo dai bisogni, ha tracciato “un percorso di intervento sistematico connettendo attori diversi ma anche politiche programmatorie diverse che siano in grado di integrare l’ambito sociale con quello sanitario ma anche educativo, formativo, lavorativo e dello sviluppo del benessere nel pieno rispetto della dignità della persona”. Oggetto del Piano gli  anziani e i disabili (servizi domiciliari, assistenza sanitaria e/o socio-sanitaria domiciliare, interventi di sollievo), i minori  (servizi socio-educativi per la prima infanzia, educativa familiare per minori, servizi ciclo diurno, promozione dell’affido familiare), le famiglie (sostegno nella conciliazione vita-lavoro), i soggetti economicamente svantaggiati (opportunità di inserimento socio lavorativo). Tutto  nella linea di continuità del precedente Piano senza ignorare le nuova emergenze. Le rileva Fernando Antonio Minonne,  presidente del Consorzio (che è nato nel 2006 e, primo in Puglia, ha aperto la strada a tutti gli altri).

Il contributo extra dei Comuni «Pur avendo nello scorso triennio raggiunto dei buoni livelli di rispondenza ai bisogni rilevati, c’è la necessità di implementare gli interventi attivati per venire  incontro alle sempre più numerose esigenze della popolazione e per contrastare  la povertà diffusa”.  Da segnalare l’intervento dei Comuni “che sono  venuti incontro con risorse aggiuntive (50mila euro)  – continua Minonne  – per permettere  che gli obiettivi del Piano vengano realizzati”.

Le risorse ammontano complessivamente a poco più di 3 milioni di euro (3.165.174,02) di cui  230.546,30 residui dello scorso anno, 596.771,02  dell’Asl; le risorse comunali sono 557.273,79. «Saranno mantenuti i livelli di assistenza dello scorso anno – dice il direttore del Consorzio, Rossano Corvaglia –  Purtroppo con l’esaurimento delle risorse  del Piano di azione per la coesione (Pac) quest’anno non saranno attivate le sezioni Primavera  che l’anno scorso erano cinque. Abbiamo implementato, però, le attività di sostegno alla genitorialità».  Per i minori e le loro famiglie, infatti, ci sono 413.192,15 euro (asili nido e servizi educativi); 3.000 (Centri di ascolto per famiglie); 181.796,50 (educativa domiciliare per minori); 84.854,47 (promozione affido familiare e adozione); 146.868,25 (servizi a ciclo diurno per minori); 150.000 (strutture residenziali per minori).

Accoglienza, integrazione ed inclusione sociale sono le parole chiave, sottolineate dal direttore e dal presidente del consorzio  “per costruire sempre più un territorio aperto, solidale e sicuro” . In questa direzione va il Piano. Per questo sono previsti  percorsi di inclusione socio-lavorativa,  rete di servizi e strutture per il Pis (Pronto intervento sociale), servizi diurni per anziani e persone non autosufficienti,  servizi per l’ntegrazione scolastica degli alunni disabili, progetti per la vita indipendente e il Dopo di noi, Sportello per immigrati. Per il Servizio sociale professionale e per il Segretariato sociale sono al lavoro 12 assistenti sociali.

Gallipoli – Che metropolitana di superficie è se lascia fuori mezzo Salento, quello jonico? L’interrogativo se lo sono posto in tanti, soprattutto dopo che l’antica chimera, tre settimane fa, ha registrato una forte accelerata verso la realtà. Martina Franca (Taranto) – Lecce- Maglie la linea principale con le diramazioni, sempre partendo da Maglie, per Otranto e per Arigliano (Gagliano del Capo) è prossima a vedere aprire i primi cantieri per chiudirli nel 2021, secondo le previsioni. Da dicembre scorso è assicurato anche il finanziamento annunciato dal presidente della Regione, Michele Emiliano, nell’ambito del Patto per la Puglia. Per Gallipoli, Ugento o Nardò nessuna novità.

Anni fa la progettazione sul versante adriatico “E’ vero, ma perché non c’è mai stato nessun vero progetto per la dorsale jonico-salentina”, risponde l’assessore regionale alla Mobilità, Giovanni Giannini che venerdì scorso ha presenziato alla consegna di nuovi pullman delle Sud Est a Lecce. Bisogna andare indietro nel tempo per capire la risposta di Giannini, a prima dello scandalo sulle Ferrovie del Sud Est, che ha travolto amministratori, aspettative, progetti. Tra quelli messi in stand by dalla drammatica parentesi giudiziaria (è di pochi giorni fa il concordato preventivo che libera le mani alla nuova dirigenza Fse), c’era l’elettrificazione della Martina Franca- Lecce in un primo momento, poi allungata fino a Maglie con le appendici Otranto-Gagliano. L’impresa appaltatrice a giorni comincerà il cantiere da 130milioni di euro. Proprio oggi gli stessi lavori – elettrificazione e sistema di sicurezza sulla marcia dei treni – sono iniziati sulla tratta Putignano – Martina Franca, sempre Ferrovie del Sud Est; i treni saranno sostituiti, per i prossimi due anni, da autobus.

L’assessore regionale Giovanni Giannini

Una notizia positiva: il passante ferroviario che collegherà Lecce a Brindisi aeroporto, finanziato dal Cipe (Comitato interministeriale della programmazione economica) lo scorso febbraio, governo Gentiloni, con 60 milioni, è entrato nella progettazione delle Ferrovie statali. Si sta cominciando a fare sul serio, a quanto pare. E Gallipoli? “Quello che posso dire al momento – prosegue l’assessore Giannini – è che le Sud Est ora hanno un vertice pienamente operativo e lo dimostrano le iniziative di queste settimane. Ci stiamo impegnando a far tornare la gente a viaggiare in treno e far diventare il trasporto su gomma addizionale”,

Ok ad uno studio di fattibilità dell’opera Troppo pochi i viaggiatori in treno attualmente. Non va giù né all’assessore né ai dirigenti Fse che “nell’area di Lecce ogni giorno si muovano 13 mila persone, di cui solo 2mila in treno”. Lo stesso discorso vale, soprattutto nella lunga stagione estiva, per Gallipoli e le altre marine joniche. “Certo, non c’è dubbio – risponde Giannini – e per questo farò il primo passo con Fse: chiederò loro uno studio di fattibilità intanto”. Da qui si comincerà a capire a quanto ammonta lì’opera, dove trovare i soldi (“compito della Regione”, rileva l’assessore), poi pensare al progetto da passare “ai validatori indipendenti, all’Agenzia nazionale sicurezza ferroviaria…”. La strada non è breve ma il primo passo è fondamentale.

Adesso passi veloci per recuperare” La denuncia di questa grave carenza per “chiudere” l’anello della rete metropolitana era partita proprio da Gallipoli, dal presidente dell’associazione dei commercianti e degli imprenditori presieduta da Matteo Spada. Il rappresentante del sodalizio aveva inviato una lettera a tutti i Sindaci dei centri jonici del Salento, da Porto Cesareo a Nardò, da Presicce a Ugento, passando ovviamente per Gallipoli, invitandoli  quantomeno a svolgere una qualche pressione per cercare di mettere al centro il problema. Non ci sono state molte risposte. E su questa rilasciata a Piazzasalento Spada commenta: “Restiamo perplessi perché non capiamo chi ha fatto la scelta per la linea adriatica, in base a quali criteri, quali priorità… evidentemente i rappresentanti di questo territorio in Regione non hanno saputo farsi valere. Ma visto che recriminare è ormai inutile, confidiamo nell’assessore Giannini: acceleri al massimo, perché non s’impieghi per la progettazione lo stesso lunghissimo tempo impiegato per quella che sta per entrare in fase esecutiva. Speriamo che all’assessore siano chiari i tantissimi benefici per l’intero arco jonico: serve questa opera più di tutto e di qualsiasi altro intervento”. (nella foto la stazione ferroviaria gallipolina nell’agosto scorso)

 

Cursi – Tragedia in paese. Uomo spara ai vicini di casa uccidendone tre e ferendone uno. Scenario dell’aggressione omicida via Tevere, poco lontano dal centro di Cursi. Autore della strage, compiuta in pochi minuti intorno alle 23,20 di ieri sera,  Roberto Pappadà, 57 anni.

Ha fatto fuori prima Andrea Marti, classe 1982, operaio, nato a Scorrano e residente a Cursi con i genitori. L’uomo è morto subito per i colpi alla testa ed al torace. Poi, dopo aver intimato alla ragazza che era con l’ucciso di allontanarsi, ha atteso l’arrivo degli altri della famiglia che tornavano a casa in auto ed ha fatto secco con un solo sparo il padre, Francesco Marti, 63enne, pensionato, che si era precipitato nel vano tentativo di soccorrere il figlio riverso sull’asfalto. Quindi ha rivolto l’arma, una 357 Magnum detenuta illegalmente, verso gli altri “nemici”: Fernanda Quarta, 60 anni, madre di Andrea è stata raggiunta da un proiettile ma solo per caso, subito soccorsa all’ospedale di Tricase, ne avrà per 15 giorni; il colpo sparato a Maria Assunta Quarta, sorella di Fernanda, è risultato invece fatale, con la donna morta poco dopo il ricovero all’ospedale di Lecce “Vito Fazzi”.

Solo con l’arrivo immediato sul posto, chiamati da abitanti della zona, dei carabinieri del nucleo radiomobile di Maglie, si è posto fine al premeditato ed eseguito spargimento di sangue, l’unico sistema – avrà evidentemente pensato Pappadà – ad una situazione di tensione e di “soprusi”, come li definisce lo sparatore, che durava da circa un anno e mezzo e ruotava tutta intorno al parcheggio delle auto davanti alle rispettive abitazioni. Nessun segno però di tale sordo ribollire di intenzioni malevole era arrivato ai carabinieri, come denuncia e neppure come segnalazione per quella “fissazione” che stava facendo precipitare quell’uomo nel baratro della violenza la più risolutiva.

L’uomo è stato convinto dai carabinieri a posare l’arma per terra e ad arrendersi,  confessando quasi subito l’accaduto. “Ho sbagliato, lo so, non ne potevo più e adesso devo pagare”, avrebbe detto prima di essere portato in carcere a Lecce. Lascia una sorella portatrice di handicap, in nome della quale sembra avesse chiesto e più spesso preteso di avere il posto libero per la propria auto. Alla proposta dei vigili urbani di segnalare con strisce sull’asfalto un posteggio riservato a disabili, Pappadà però  si era sempre opposto.

In paese in queste ore è un continuo rimbalzo di sensazioni e ricordi, di una famiglia – quella Marti-Quarta – di brave persone, e di un individuo piuttosto isolato e taciturno nel quale è scattata incontrollabile la furia assassina. L’autore della strage risponderà alla Giustizia di omicidio premeditato e aggravato e di detenzione e porto d’arma clandestina. A questo proposito, resta da chiarire solo la provenienza della pistola, una Smith & Wesson, che l’uomo ha dimostrato di saper purtroppo maneggiare con assoluta padronanza. “Me la sono procurata”, è tutto ciò che ha detto finora in proposito il diretto interessato.

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Maglie – La stagione agonistica della Fimco Sport Maglie riparte con un pezzo da novanta a bordo piscina: l’associazione di nuoto presieduta da Gigi Mileti ha ingaggiato Max Di Mito, tecnico di grande prestigio che ha già lavorato con campioni del calibro di Federica Pellegrini, Alice Nesti e Giada Galizi.

L’allenatore verrà affiancato da Giovanni Gigante (di Cavallino), che da quest’anno ricoprirà anche il ruolo di responsabile per il settore riservato all’avviamento all’agonismo. Lo staff del sodalizio magliese sarà completato da Gianni Martina (di Torre Suda), nel ruolo di responsabile per le categorie Esordienti A e B. Anche per quest’anno la Fimco punterà sul talento cristallino di Simone Stefanì (di Castrignano dei Greci), atleta di punta della società salentina che l’anno scorso ha ottenuto la medaglia d’argento ai campionati italiani di Riccione nella specialità 100 rana.

Cercheremo di confermarci ai vertici del nuoto regionale, puntando a ben figurare a livello nazionale – spiega il presidente Mileti.  – Con l’arrivo di De Mito siamo certi di compiere il salto di qualità, perché si tratta di una guida tecnica di assoluto valore”. Il nuovo allenatore è stato presentato a Maglie presso la sala delle Piscine comunali alla presenza del Sindaco Ernesto Toma, del delegato provinciale Coni Antonio Pellegrino, e del presidente della Fimco Gigi Mileti.

Scelta di carriera e di vita: “Il Salento è il posto in cui mi sento a casa” – “La decisione di trasferirmi in Salento nasce dalla mia frequentazione e conoscenza di questa bellissima terra – dice Di Mito – fin dagli anni ’80, periodo in cui cominciai a fare le vacanze qui, a Lido Conchiglie (Gallipoli), cosa che, peraltro, faccio tuttora. La mia è una scelta di vita, questo è sempre stato l’unico posto in cui mi sono sentito davvero a casa. La Fimco Sport è una società che ho sempre seguito in questi anni e che si è messa in luce in ambito nazionale con atleti molto talentuosi. Il progetto del presidente Mileti, volto a creare sinergie e collaborazioni tecniche su tutto il territorio regionale, rappresenta una giusta intuizione e la strada maestra per raggiungere obiettivi di alto livello”, conclude.

Lecce – Liste d’attesa azzerate, strutture collegate in rete e percorsi di cura personalizzati: questi i positivi risultati della Asl Lecce nell’ambito della prevenzione e diagnosi precoce del tumore alla mammella. «ll progetto ha rimesso ordine alla senologia e azzerato le liste d’attesa della Asl Lecce dove oggi bastano uno-due giorni per fare un esame mammografico generale e ogni donna ha a disposizione un percorso individuale», fa sapere l’azienda sanitaria. Nel corso del 2017 si sono avute 42mila prestazioni di senologia istituzionale (30mila delle quali erogate dal pubblico) arrivando al 75% di adesioni allo screening mammografico: si tratta dei numero frutto della “felice sintesi del dialogo instaurato tra esperti, pazienti e associazionismo”. Il riferimento è al progetto  “Io Sono” avviato 12 anni fa con l’impulso dell’associazione “Sos per la vita”, ed in particolare di Rita Tarantino e Nicola Pastore (rispettivamente presidente e vice), condiviso dalla Direzione generale della Asl leccese e dal Comitato consultivo misto, con l’apporto del Tavolo tematico per la Senologia dello stesso.

Le prestazioni Tale progetto prevede un percorso di diagnosi per la donna sana e uno di cura per quella ammalata. Si inizia dalla “segmentazione delle prestazioni” che diventano di routine (ogni 18-24 mesi) per le donne asintomatiche per crescere di livello per le pazienti già operate di cancro alla mammella (“follow-up”) sino all’agenda delle urgenze, a quella dei controlli e q quella per familiarità (ultima arrivata), riservata  alle donne con familiarità al tumore tra i parenti più stretti e positive al test genetico BRCA1.

Visite di controllo per oltre l’80% delle donne invitate Fondamentale, per il funzionamento del sistema, è lo screening mammografico, “riorganizzato e potenziato nell’ultimo biennio”. Nel 2017 sono state, infatti, contattate 25.978 donne tra i 50 e i 69 anni in tutto il Salento, con un’adesione pari al 75,4% (19.604): la migliore performance in Puglia (54% il dato medio) e tra le migliori in Italia (dati del Rapporto Bersagli 2017 della Scuola Superiore “Sant’Anna” di Pisa). Netto l’incremento rispetto al 2016, quando aveva aderito il 59,1%, e confermato anche nei primi otto mesi del 2018, con un’adesione dell’81,1% (14.375 donne su 17.722). «Effetto evidente – fa sapere la direzione generale della Asl – della crescita di una nuova sensibilità tra le donne e, contestualmente, dell’aumento dei centri screening e del numero di mammografie per ogni seduta, passate da 15 a 25».

Liste d’attesa Per abbattere le liste d’attesa, la Asl ha poi istituito il gruppo di lavoro per la Senologia, composto da esperti, medici e rappresentanti dei pazienti e dell’associazionismo. Attualmente ne fanno parte: Rita Tarantino, Daniele Sergi, Fabrizio Quarta, Franco Vantaggiato Pisanò, Luigi Morgante, Franca Carluccio, Rossella Stifani e Nicola Pastore. Il gruppo opera di concerto con Massimo Torsello, direttore del Dipartimento diagnostica per immagini. Il flusso delle richieste è stato regolato con la creazione di Cup senologico con operatrici adeguatamente formate. In più sono stati potenziati gli strumenti informativi, in particolare l’opuscolo “Noi insieme a te per la Prevenzione” e il Punto Rosa.

Le nuove tecnologie Centri collegati in rete «Parallelamente – fa sapere ancora al Asl – si è investito fortemente sulle tecnologie, collegando in rete i vari centri, potenziando gli ecografi già in uso e acquistando nove mammografi 3D di ultima generazione». I nuovi macchinari sono stati distribuiti tra il Polo Oncologico e i dieci Distretti socio sanitari (Campi Salentina, Casarano, Gagliano del Capo, Galatina, Gallipoli, Lecce, Maglie, Martano, Nardò, Poggiardo). Al termine del percorso di cura, la donna positiva viene affidata alla Breast Unit dove un’équipe multidisciplinare esamina il caso e decide il percorso terapeutico più adeguato. Sul versante della riabilitazione, infine, opera il servizio di linfodrenaggio per il trattamento del linfedema secondario. «Così – conclude la Asl – ogni donna del Salento, di qualsiasi età e condizione, può dirsi realmente protagonista del programma di prevenzione e diagnosi precoce del tumore alla mammella della Asl Lecce».

 

Cursi – Ferma un’auto sulla Provinciale, colpisce l’autista al volto e si impossessa dei 6.000 euro contenuti all’interno di una busta. L’episodio risale a poche ore ed è avvenuto sulla strada che collega Bagnolo del Salento e Cursi: un individuo posizionato a bordo della carreggiata, e con un casco integrale in testa, dopo aver fermato la Citroen C5 che sopraggiungeva ha colpito al volto il conducente impossessandosi della busta con i soldi che quest’ultimo avrebbe dovuto versare poco dopo presso l’ufficio postale. Ad avere la peggio è stato l’autista dell’auto, un 55enne di Melpignano che ha riportato lesioni in via da valutazione. Vista la dinamica, facile credere che il rapinatore abbia seguito l’auto e fosse a conoscenza degli spostamenti del 55enne, e forse anche del fatto che questi avesse con se una cospicua somma di denaro. Il malvivente, che ha agito senza armi, si è poi dato alla fuga a bordo di una moto di grossa condotta (di colore scuro) condotta da un complice prendendo la direzione di Cursi. Su quanto accaduto indagano i carabinieri del Nucleo operativo di Maglie.

Surano – Pirandello proposto al pubblico austriaco in lingua italiana. Questa la sfida della compagnia teatrale Salvatore Della Villa che sabato 29 settembre porta presso il prestigioso Musikum Salzburg di Salisburgo “Uno, nessuno e Pirandello” in occasione dei 150 anni dalla morte del drammaturgo siciliano. Allo spettacolo delle 18 seguirà, sempre in lingua italiana, la replica delle 20. Si tratta di un percorso sui testi pirandelliano (“L’uomo dal fiore in bocca …e altre novelle) proposto da Salvatore Della Villa (suoi anche adattamento e regia) e Dante Lombardo con l’organizzazione di Elena Spinelli. L’evento rientra nell’ambito della “Programmazione internazionale della scena teatrale e coreutica pugliese 2018” della Regione Puglia.

Produzione e formazione Intensa l’attiva di produzione teatrale e di formazione della Compagnia fondata nel 2000 da Salvatore Della Villa (fondata nel 2000, precedentemente nel 1994 Assocciazione Teatro Mascaranu, divenuta poi nel 2012 Compagnia Salvatore Della Villa). La Compagnia (con sede a Surano) ha prodotto molte opere autofinanziate (come Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry) mentre di imminente produzione è il racconto teatrale Don Chisciotte. Salvatore Della Villa cura la direzione artistica e organizzativa di stagioni e rassegne teatrali (Maglie, Vignacastrisi, Poggiardo, Spongano, Galatone. La Compagnia è attiva nel campo della formazione attoriale con il centro “La Macchina attoriale-Centro di formazione e ricerca dell’attore” dislocato in diverse sedi della provincia di Lecce.

Maglie – Resterà chiusa sino a lunedì primo ottobre (compreso) la scuola elementare “Principe di Piemonte” a Maglie. Lo prevede l’ordinanza emessa dal sindaco Ernesto Toma in seguito al distacco di una parte del controsoffitto in un corridoio. Il provvedimento è stato adottato “in attesa dell’esito delle verifiche e delle attività già avviata dall’ufficio competente”: a quanto pare non vi sarebbero problemi al solaio ma soltanto ad alcuni pannelli del controsoffitto del corridoio dello storico edificio cittadino di via Matteotti la cui costruzione risale agli anni ’20 dello scorso secolo. Ad accorgersi di quanto accaduto, nelle prime ore di giovedì scorso, sono stati alcuni bidelli che hanno poi informato la dirigente Maria Stella Colella la quale, a scopo precauzionale, sin da subito ha deciso di non far entrare i ragazzi a scuola. In questi giorni, al termine delle verifiche tecniche disposte, si deciderà se riaprire le scuole o se sarà necessario disporre lo spostamento di alcune classi in altri plessi.

Maglie – Un incontro aperto a tutti, per informare la cittadinanza sulle ragioni dell’opposizione al gasdotto Tap: l’appuntamento è per le 18 di venerdì 28 settembre nell’atrio del Liceo Capece (in piazza Aldo Moro). L’evento è promosso dal Coordinamento per la Tutela del Territorio Magliese (Cttm).

Docufilm e interventi di esperti. Si inizia con la proiezione di “Un anno di lotta”, di Baba Paradiso, che racconta la lotta del Movimento No Tap e l’oppressione subita dalla popolazione salentina nel suo opporsi al gasdotto. Seguiranno gli interventi di Michele Carducci (in foto), ordinario di Diritto costituzionale comparato presso l’Università del Salento e coordinatore del Centro di ricerca euro-americano sulle Politiche costituzionali (Cedeuam); Alessandro Manuelli, componente della Commissione tecnica del Comune di Melendugno; Elena Papadia, avvocato, impegnata nella difesa giudiziaria degli attivisti colpiti dalle misure repressive. Coordinerà gli interventi Francesco Palmieri del Movimento No Tap.

Un atto di “ingiustizia climatica”. Così si esprime il prof. Michele Carducci, che afferma: «Il gasdotto Tap in una parola è un’opera anacronistica rispetto agli obiettivi climatici di salvaguardia del pianeta. Per questo diventa rilevante la lesione di diritti umani ambientali. Avallarla significa commettere un atto miope di “ingiustizia climatica”. Secondo il Movimento, l’infrastruttura “trasgredisce numerosi impegni, obiettivi e standard internazionali”, come la Convenzione di Aarhus e l’accordo di Parigi sul clima». La Convenzione, che prende il nome dalla città danese di Aarhus, dove fu firmata il 25 giugno del 1998, è un trattato internazionale che ha lo scopo di garantire il diritto alla trasparenza e alla partecipazione  dei cittadini nei processi decisionali di governo locale, nazionale e transfrontaliero in ambito ambientale. La Convenzione è stata ratificata da 45 Stati e dall’Unione europea (in Italia con la legge n. 108 del 16 marzo 2001). L’accordo di Parigi sul clima è un accordo globale sui cambiamenti climatici, raggiunto il 12 dicembre 2015 nella capitale francese: prevede un piano d’azione per limitare il riscaldamento globale “ben al di sotto” dei 2ºC, e si applicherà a partire dal 2020.

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