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Melpignano – La Notte della Taranta, passato ferragosto, torna ad essere il forte richiamo per trascorrere la fine del mese nel Sud Salento, con il concertone del 25 preceduto da numerosi concerti in tema a Lecce e in gran parte della provincia. L’ormai celebre festival di musica popolare ispirato all’antica tradizione salentina. prevede decine e decine di migliaia di arrivi. Solo la società FlixBus ha in programma partenze da Bergamo, Napoli, Firenze, Siena, Udine, Modena, Roma, Benevento, Macerata ed altre.

Anche così cresce il turismo in Puglia nell’estate 2018; il Sud Salento vede crescere i collegamenti con oltre 80 città del resto d’Italia; la società FlixBus registra circa 80 mila passeggeri trasportati in Puglia nei mesi estivi e fino ad oggi, con un trend di crescita mensile del 20%. Da notare che la Puglia aveva già registrato un aumento dei visitatori negli ultimi due anni, sia italiani che stranieri, entrando così a far parte per la prima volta della top ten italiana per presenze turistiche. Una prima analisi di SWG, società primaria che realizza ricerche di mercato, in uno studio per conto dell’agenzia regionale Pugliapromozione, il 50% dei 700 italiani intervistati desidera ritornare in questa regione e un turista su due è unp che è già tornato e ci tornerà per le vacanze.

I collegamenti giornalieri diretti assicurati da FlixBus con la Puglia sono vari e partono da numerose città italiane. “Fin dal suo arrivo, infatti, l’operatore leader dei viaggi a lunga percorrenza, si è prefissato – si legge nella nota della società – di connettere tanto i grandi centri, quanto i piccoli borghi, arrivando a creare una rete sempre più capillare e funzionale alle esigenze di mobilità dei passeggeri. Le città di provenienza sono diverse, ma quelle in cui si registrano maggiori partenze sono: Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Roma e Torino”.

 

Tricase – Dall’accoglienza alla formazione: fa un passo avanti il programma di alcuni Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che coordinati e gestiti dall’Arci Lecce sono in attività a Tricase, Diso e Patù. Si tratta di accoglienza integrata con l’apporto di realtà del Terzo settore operanti nella formazione professionale “sensibile” allo sviluppo di una comunità allargata. Attraverso quella gastronomia o “arte culinaria” salentina che va per la maggiore ed è sempre in cerca di operatori qualificati.

La leva che ha attivato questo corso per operatore della ristorazione è il progetto KHE formazione e consulenza;  vi hanno partecipato 13 ospiti dei progetti Sprar di Diso, Tricase e Patù, gestiti da Arci Lecce. “Un settore, quello della ristorazione, sempre più traino di uno sviluppo diffuso e capillare del territorio, che rappresenta inoltre un sostegno fondamentale per l’economia degli altri settori: ricettivo, agroalimentare, manifatturiero, delle attività culturali e ricreative – rilevano i promotori – e dotare gli allievi delle conoscenze di base della nostra cultura gastronomica rappresenta sia uno strumento di integrazione culturale e sociale sia un’opportunità reale di inserimento lavorativo”.

Tale percorso formativo – sostengono Antonio De Donno di Tricase, presidente KHE Formazione, e Anna Caputo presidente Arci Lecce – a cui è già stato dato seguito con un corso di falegnameria e la progettazione di ulteriori percorsi di idraulica, manutenzione del verde, assistenza familiare ed altri ancora, rappresenta la migliore realizzazione di un welfare circolare diffuso, permeando la società civile di elementi di condivisione attiva dell’accoglienza che mirano alla neutralizzazione di episodi di intolleranza e alla loro trasformazione in reale e tangibile integrazione sociale e lavorativa”.

Carlo Chiuri, Sindaco di Tricase (nella foto con altri amministratori locali ed i partecipanti al corso), ha ribadito l’importanza del percorso formativo all’interno di una sensibilizzazione alle politiche dell’accoglienza, in accordo con il collega Gabriele Abaterusso, Sindaco di Patu’, che ne sottolinea l’alto valore simbolico e concreto “in un contesto nazionale e internazionale di avversione alle politiche migratorie”. Sulla stessa linea l’assessore del Comune di Diso, Giandomenico Letizia, il consigliere comunale di Tricase Nunzio Dell’Abate, il direttore del Centro per l’impiego, Francesco Stefanelli, che ha voluto sottolineare “la necessità delle politiche formative mirate all’integrazione e all’inserimento lavorativo, in un settore spesso intriso di paure e incomprensioni sulla gestione dei flussi migratori”.

Castro – Taotor fa tappa domani, 3 agosto, a Castro: alle 21 ingresso libero nel Castello aragonese è la volta del Teatro dei Borgia; in scena lo “(Studio su) Arlecchino servitore di due padroni”, spettacolo di Gianpiero Borgia e Elena Cotugno, rielaborazione in chiave contemporanea della celebre opera di Carlo Goldoni. Prima dello spettacolo (dalle 20 -e sempre con ingresso libero, ci sarà la visita guidata del Castello, nel centro storico e nell’area archeologica di Castro. Durante lo spettacolo laboratorio per bambini.

Taotor è un progetto triennale finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dell’Avviso pubblico per lo spettacolo e le attività culturali, fondi di programmi europei 2014-2020 – Patto per la Puglia, promosso da Astràgali Teatro in collaborazione con Ar.Va, Theutra e il Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento e con i Comuni di Lecce, San Cesario, Castro e Vernole, nelle iniziative dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018.

Lo Studio – dicono i promotori del progetto – racconta il paradosso e gli equilibrismi del lavoratore precario di oggi, che si barcamena tra gli espedienti per garantirsi la sopravvivenza. È un’indagine sulla capacità di destreggiarsi per non soccombere. Scaltro eppure di un’ingenuità disarmante, il precario deve saper fare tutto quello che serve, senza tirarsi indietro. Flessibile, versatile, androgino, multitasking, potrebbe passare con disinvoltura dal tailleur di rappresentanza alle scarpe antinfortunistiche. Nello zainetto potrebbe tenere il computer portatile, nella cintura porta-attrezzi le pinze e il martello. Cameriere all’occorrenza, può diventare anche wedding planner, social media manager, grafico, ghost writer, traduttore e dovrebbe certo intendersi di contabilità”. Insomma è il racconto di una figura esistenziale molto diffusa in questa fase storica, che “cammina sul filo teso tra un’invenzione a l’altra, funambolo del quotidiano”.

La dialettica servo/padrone, già descritta da Hegel e rappresentata da Brecht, oggi si arricchisce di nuove sfaccettature, da investigare. Un viaggio dentro il personaggio alla ricerca del nucleo tematico goldoniano che permane nella sua rivoluzionaria modernità. “Un processo sull’identità precaria – si rileva ancora nella presentazione dell’opera – mettendo sotto un cono di luce il personaggio di Arlecchino, Goldoni lo chiama Truffaldino, e ricercare il corrispettivo di oggi, la sua evoluzione , ma anche la sua involuzione; in principio era schiavitù, poi arrivò l’occasione e, con l’occasione, la scelta”.

Lo scarto per l’emancipazione Dove si è inceppata la parabola del lavoratore? “Egli oggi cammina sul filo teso tra un’invenzione e l’altra, funambolo del quotidiano. Senza un lavoro, qual è l’identità? Sei precario, multiforme. Sei Arlecchino. Mille pezzi di stoffa di abiti altrui. Tutto e niente. Allora se sei un uomo o una donna, non importa più. Sei un precario”, l’amara conclusione.

L’ultima replica dello spettacolo, sabato 4 agosto (ore 21 – ingresso libero) nella Masseria della Riserva naturale dell’Oasi Wwf Le Cesine di Vernole.

Otranto – Nuova sentenza dei giudizi amministrativi su di un principio conteso e contrastato periodicamente: una volta espresso il parere di compatibilità dell’opera con il vincolo paesaggistico da parte della Soprintendenza, la stessa non può escludere tale compatibilità solo per alcuni periodi dell’anno. A meno che non espliciti eventuali ragioni specifiche di tutela ambientale durante le diverse stagioni. Si è pronunciato in tale senso il Consiglio di Stato (ordinanza numero 3691 del 2018), che si è espresso sul caso del lido “Spiaggia Azzurra” che si trova in località Laghi Alimini di Otranto. La magistratura romana ha quindi confermando quanto già stabilito in primo grado dal Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Lecce con una sentenza dell’anno scorso.

In prima istanza, i giudici di Lecce avevano dato ragione alla proprietà circa il mantenimento per tutto l’anno dello stabilimento, affermando che le valutazioni operate dalle Amministrazioni, “pur a fronte della mancata alterazione della struttura, avevano illogicamente prospettato un pregiudizio al contesto paesistico durante il solo periodo invernale, e non anche durante quello estivo”. La tesi dei difensori degli imprenditori idruntini è stata sostenuta davanti al Consiglio di Stato dagli avvocati leccesi Pietro e Antonio Quinto. Il lido in questione  può restare al suo posto per tutto l’anno solare “anche perché il manufatto è sempre stato reputato pienamente compatibile con il vincolo paesaggistico insistente sulla zona costiera”, sottolineano i legali.

“Il Consiglio di Stato – evidenzia l’avvocato Pietro Quinto – dando seguito a un orientamento oramai consolidato, ha espresso il convincimento che l’Amministrazione debba chiarire i profili di incompatibilità, opposti a quelli che hanno consentito la realizzazione ed il mantenimento per la stagione balneare che, per ragioni intrinseche, comporta una maggiore rilevanza in termini di impatto paesaggistico in ragione dei numerosi fruitori dello stesso bene tutelato. Non solo. Si è altresì evidenziato che la Soprintendenza deve esprimere, fin dall’autorizzazione paesaggistica, in maniera precisa, i motivi che potrebbero ostacolare il mantenimento di una struttura balneare per l’intero anno solare, specificando eventuali esigenze di tutela ambientale differenti a seconda dei diversi periodi. In casi come questo – concludono i legali – la motivazione deve essere resa in maniera quanto più esaustiva e completa possibile”.

 

Lecce – Dieci arresti, a neppure 24 ore da un’esecuzione mafiosa (quella del 22enne Francesco Fasano), meritano il plauso dei vertici dell’Arma. Così è stato visto che il comandante della Legione dei carabinieri Puglia Giovanni Cataldo, in visita al Comando provinciale di Lecce, si è complimentato con i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo e della Compagnia di Casarano “per il brillante risultato investigativo che ha portato, la scorsa settimana, ad eseguire il fermo di dieci persone a Melissano, due delle accusate di omicidio”. Il generale Cataldo, destinato a breve alla guida della Legione “Sicilia”, ha incontrato gli ufficiali del Reparto operativo e dei reparti territoriali ed una rappresentanza dei comandanti di Stazione e dei militari in servizio nella provincia di lecce, nonchè dei delegati della rappresentanza militare. Cataldo, già comandante della Sezione anticrimine di Lecce, ha pure incontrato il prefetto Claudio Palomba, il presidente del tribunale Francesco Giardino, il procuratore generale della Repubblica Leonardo Leone De Castris ed il presidente del Tar Lecce Antonio Pasca.

Carabinieri di Casarano

Gallipoli – Furto sistematico di catenine d’oro all’uscita della discoteca: è accaduto nella notte di lunedì, in via vecchia Gallipoli. Dopo la segnalazione delle tre vittime dello scippo, intorno alle 4 di lunedì 23 luglio scorso, i carabinieri della Compagnia di Casarano sono giunti sul posto e dopo indagini e contatti col personale della discoteca hanno tratto in arresto un uomo, Vincenzo Orlando (nato a Firenze e residente a Portici, in provincia di Napoli), di 25 anni.

Il ladro colto in flagrante, però, non aveva agito da solo: insieme a lui pare ci fosse un altro complice, ancora da identificare. Indagini sono in corso per arrivare anche al complice.

Prima di vedersi mettere le manette ai polsi, il ladro era stato tenuto d’occhio dagli addetti alla sicurezza della discoteca, che gli hanno precluso qualsiasi possibilità di fuga. Il bottino dei tre furti “con strappo continuato in concorso” – per dirla con il codice penale – è stato valutato in circa mille euro. La sua attività ha infine portato l’uomo dritto dritto nel carcere di Borgo San Nicola di Lecce.

 

Melissano – Intercettazioni, osservazioni dei movimenti, indagini fitte in corso da marzo; poi, appena scoppiato lo scontro interno ai due gruppi di quello che era un unico sodalizio, l’intervento a colpo quasi sicuro. Nell’arco di 24 ore dall’omicidio di Francesco Fasano, 22enne, sono finiti in carcere dieci uomini: Daniele Manni, Angelo Rizzo, Pietro Bevilacqua, Antonio Librando, Biagio Manni, Luciano Manni, Maicol Andrea Manni, Luca Piscopiello, Luca Rimo, Gianni Vantaggiato.

La guerra interna ha assunto i toni ultimativi quando nel marzo scorso qualcuno ha tentato di uccidere il leader della zona, Manuele Cesari; non vi era forse quella intenzione. Chi ne contestava il potere e la durezza nei rapporti probabilmente mirava ad un avvertimento, una gambizzazione che però – per le ferite riportate da quei colpi, hanno condotto il boss alla morte dopo alcuni giorni di ospedale. Si è appreso questo ed altro dalla conferenza stampa svoltasi a Lecce questa mattina.

Come che sia, la scomparsa di Cesari aveva acceso nel clan la lotta alla successione per gestire in prima persona il traffico di droga di notevoli dimensioni con il relativo mare di soldi. Sorprende per certi versi che la vittima designata di martedì notte, attirata fiori paese per essere liquidata ferocemente per poi essere travolta da un automobilista di passaggio, fosse già stata fatta segno di un altro attentato sconosciuto ai più perché non denunciato. Il 19 luglio Fasano era in macchina con uno degli arrestati, Pietro Bevilacqua; ad un certo punto un’altra auto si era affiancata e da lì erano partiti dei colpi d’arma da fuoco che però non avevano raggiunto i bersagli umani. A chi chiede al 22enne – lo si legge in una intercettazione – se lo hanno fatto apposta per non colpirli o se hanno sbagliato la mira, l’interessato risponde con tono quasi premonitore che secondo lui si sono sbagliati.

Eppure dopo il primo chiaro attacco Fasano non apre bocca, non denuncia, non ne parla; non se ne sa niente; anche il suo compagno presente in macchina tace. All’incontro con la morte, forse sentendosi ormai senza più via di scampo, quasi rassegnato il giovane ci va con l’auto intestata al padre di Bevilacqua. E’ il suo ultimo viaggio, da ragazzo incensurato eppure capitato in un giro molto più grande di lui. Rispecchia questi sentimenti qualche commento di quelli apparsi sulla pagina Facebook di Fasano. “Non credevo fosse possibile arrivare a questo”, confida una ragazza; eppure “Eri proprio tu a chiedere a me, negli ultimi messaggi, come sto…” scrive un’altra giovane donna. E ancora: “Non meritavi di andartene così”. Infine: “Sempre con la mano sulla tua spalla. C’ho provato ma non è bastato”, il messaggio di un uomo. Lui ha lasciato il suo di messaggio postato tempo fa in copertina: “Amo sognare. Almeno lì va tutto come dico io”.

In paese le reazioni sono visibilmente imbarazzate più che altro: facce rassegnate al peggio, persone che si stringono nelle spalle; qualcuno ricorda che fino a pochi mesi fa quel giovane era andato a lavorare in Germania (a Cuxhaven, Bassa Sassonia) e che non sembrava proprio “uno di quelli”. La paura per quel che non si vedeva o che non pareva possibile è palpabile. Ha preso la parola il parroco don Antonio Perrone (di Galatone): “Non credo ci sia molto da dire per non fare retorica, ma molto da riflettere. Non servono parole ma impegno da parte di tutti per mostrare ai giovani che le cose nella vita possono andare diversamente”.

Un altro sacerdote, don Raffaele Bruno di Libera, associazione nazionale antimafia di don Luigi Ciotti, si mostra prostrato: “Un ragazzo di 22 anni, era un ragazzo di 22 anni… possibile che non ci si ponga la domanda su che fare per agganciare Francesco e i ragazzi come lui?Possibile girarsi invece dall’altra parte senza chiedersi che sta succedendo? Serve urgente una operazione culturale, educativa”. In Comune il Sindaco Alessandro Conte (foto; sotto, il Procuratore Leone De Castris) ha chiamato la Prefettura: chiede una riunione specifica del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. Lo aveva già fatto dopo il morto di marzo, ma ora torna alla carica: vuole lo Stato accanto alla sua comunità in questo terribile periodo. Anche Conte è convinto che un vero salto culturale per convincere chiunque che il crimine non paga mai. In paese si ricordano le iniziative degli ultimi mesi, con l’Istituto comprensivo, la manifestazione “Sulle note della legalità”, il concerto con la Fanfara della Polizia di Stato.

Cosa accadrà ora? La risposta del comandante dei carabinieri Ma a questo punto i fatti di sangue finiscono qui? La gente se lo chiede, col timore inconfessabile che ce ne saranno altri di scontri davanti ad una torta, quella dello spaccio di droghe, tanto appetitosa quanto ricca di clienti “di ogni età e di ogni classe sociale”, come ha stigmatizzato in una nota il Procuratore della Repubblica Leonardo Leone De Castris. In conferenza stampa si è parlato ovviamente anche dei possibili sviluppi della situazione. Il comandante dei carabinieri di Lecce, Giampaolo Zanchi, ha così risposto: “Il sodalizio con due fazioni all’interno con la voglia di primeggiare è stato disarticolato. Il Sindaco me ne ha parlato ma credo di poter dare un messaggio di ottimismo alla comunità: è stato dato un colpo molto serio all’associazione delinquenziale di questa zona”.

 

 

Alessandra Bray

Gallipoli – “A chi ha scelto la Puglia per il suo mare, vogliamo raccontare anche la sua terra. Cibi saporiti e valori culturali, tradizioni, mestieri e riti capaci di affascinare in autunno, in primavera e in inverno: la Puglia è bella tutto l’anno”: nasce con questo scopo “Puglia Golosa”, l’evento che si terrà a Gallipoli da sabato 28 a lunedì 30 luglio. Una festa per il palato e per gli occhi, un percorso di tre giorni tra sapori e profumi dove esposizioni gourmet, laboratori, convegni, incontri culturali, seminari ma anche musica e installazioni d’arte riprodurranno lo scenario tipico di questa terra “aperta tutto l’anno”, dove il buon cibo è inteso come componente quotidiana ed essenziale. Il tutto dentro una rete di produttori e consumatori, per i quali l’evento “estivo” sia il culmine del lavoro di un intero anno, contribuendo anche così ad incentivare il turismo destagionalizzato e lo sviluppo delle attività economiche.

L’evento – dopo un anno di stasi di Strade golose per motivi tecnici – torna sempre a cura di Mediamorfosi e dell’associazione Puglia e Mare ma torna rinnovato. “Era tempo di cambiare, di allinearci ad una nuova visione – afferma la titolare dell’agenzia promozionale, Alessandra Bray (foto) – il mercato cambia, così come cambiano lo scenario turistico e le aspettative di enti e turisti, cittadini residenti e temporanei. Non solo quindi di chi vive la Puglia nella sua vacanza estiva, ma di chi la vive tutto l’anno: il turista dell’ultimo miglio, il residente pugliese che ama spostarsi sul territorio regionale e fare sempre nuove esperienze. Ma non solo: oggi mangiar bene non è sufficiente. Bisogna mangiar sano, prevenire le patologie che il cibo smodato e incontrollato favorisce, incoraggiare un’alimentazione di qualità a km 0”.

Sostengono questa manifestazione col proprio patrocinio Comune di Gallipoli, Regione, Puglia Promozione, Camera di commercio di Lecce, Confindustria, Confcommercio, Ais (sommeliers), del Distretto Puglia creativa, Imprese di Puglia, Accademia di Belle arti di Lecce. Main Sponsor sono Granoro e Martinucci. Alla manifestazione “Puglia Golosa” verrà associato anche “Apulian lifestyle”, il progetto della Regione Puglia coordinato dal dottor Felice Ungaro, in collaborazione con il “Centre international de hautes etudes agronomiques méditerranéennes” di Bari (Ciheam), l’Aress (Agenzia regionale per la salute e il sociale) e l’Arti (Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione), Dipartimento interdisciplinare di medicina – sezione di scienze e tecnologie di medicina di laboratorio dell’ Università degli studi “Aldo Moro” di Bari), che punta a valorizzazione lo stile di vita pugliese, il suo impatto positivo sugli aspetti salutistici, ambientali e socio-economici del territorio regionale ed il valore della dieta Mediterranea, che giunge a Gallipoli dopo gli esordi di Fasano e  Taranto.

Apulian Lifestyle affronterà il rapporto tra consumatori e aziende, in workshop di geografia, di salute, di identità e di biodiversità. Lo Slow Food curerà invece i laboratori didattici promuovendo gli aspetti salutistici e la qualità dei tanti prodotti, buoni e sani. L’evento si svolgerà tra corso Roma (dove saranno esposti degli stand di prodotti tipici pugliesi), piazza Aldo Moro (dove ci saranno gli stand presidiati dall’Ais, con la degustazione dei migliori vini di Puglia), la Galleria dei due Mari (dove si svolgeranno workshop e seminari con degustazioni, installazioni e spazi multimediali dedicati ad artigiani e artisti), via della Cala e il fossato del Castello. Inoltre, ci sarà un’apposita area con street food e birre artigianali accompagnati da intrattenimento musicale, che renderanno l’esperienza invitante per tutti. Che la festa del gusto abbia dunque inizio.

 

 

Melissano – “Lo Stato è presente più che mai sul territorio e aumenterà ulteriormente la pressione su ogni forma di illegalità. Per ciò che attiene al traffico e al consumo di stupefacenti non smetterò mai di ricordare – e parlo alle decine di migliaia di soggetti di ogni età e classe sociale che quotidianamente assumono cocaina e marijuana sul territorio – che ogni tipo di cocaina e ogni canna fumata alimentano le ricchezze della criminalità organizzata così come ogni euro speso finisce nelle tasche dei mafiosi”: non capita tutti i giorni che un alto magistrato inquirente decida di scrivere una nota, quasi un appello, per mettere in assoluto risalto cause e conseguenze di comportamenti illeciti diffusi e di sostanziale indifferenza. Alla luce della gravissima situazione a Melissano e dintorni, con due morti ammazzati in quattro mesi, entrambi collegabili ad un ingente traffico di droghe, a prendere l’inconsueta iniziativa è Leonardo Leone De Castris (foto), il Procuratore della Repubblica del distretto di Lecce, il capo cioè di quei magistrati ai quali i cittadini si rivolgono per ottenere giustizia davanti a torti o violenze.

Una verità da riconoscere con coraggio “Se non si ha il coraggio  di riconoscere questa verità – ammonisce il dottor Leone De Castris – se si continua ad alimentare anche episodicamente il consumo di stupefacenti, così creando obiettivo intralcio al contrasto che le istituzioni nel loro insieme rivolgono alla criminalità organizzata, non si ha alcun titolo per lamentarsi della escalation di furti e rapine, fenomeni criminali di ogni tipo, o ancora indignarsi per l’occupazione da parte della criminalità di interi settori della realtà economica della zona, che pure con impegno e fatica la Magistratura e le forze dell’ordine continuano a contrastare”.

Preoccupato da una situazione che conosce molto bene, anche per la sua esperienza in diverse sedi, il procuratore capo prova così a  far crescere la consapevolezza intorno al mondo della criminalità che ha nel traffico organizzato di droghe la sua fonte principale di approvvigionamento di denaro, da impiegare nella economia legale e sana, in particolare – come si legge da un bel po’ di tempo a questa parte nelle relazioni semestrali e annuali  – nel settore turistico, la gallina dalle uova d’oro che attrae anche attenzioni assai poco desiderabili.

Nell’esprimere soddisfazione per le conclusioni delle indagini sull’esecuzione di Francesco Fasano (vedasi altri articoli sul caso su questo sito), e sottolineando l'”eccezionale impegno profuso” dal procuratore aggiunto e da due sostituti procuratori, dal Nucleo investigativo del Comando dei carabinieri di Lecce e della Compagna di Casarano,  il Procuratore della Repubblica scrive: “Le evidenze indicano che la causale dell’omicidio va ancora una volta ricercata nel traffico organizzato di stupefacenti e nelle controversie relative alla spartizione dei territori di influenza, che da tempo costituisce il ‘core business’ della criminalità organizzata salentina, così come dimostrato dalle decine di tonnellate di stupefacente sequestrate nell’anno in corso”.o

 

Tricase – “Pulito è bello. Vergognati sporcaccione”: la campagna ideata e lanciata da Confindustria Lecce e che ha preso vita grazie all’adesione gratuita di alcune aziende che si occupano di igiene ambientale da domani, mette nel mirino il territorio dell’Aro 8, cioè l’Ambito ottimale che comprende i Comuni di Tricase, Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Morciano di Leuca, Patù, Salve, Tiggiano.  Protagoniste di questa ripulitura di strade e stradine con i margini pieni di rifiuti di ogni tipo sono le società, in associazione temporanea d’imprese, della Gial Plast di Taviano e della Bianco Igiene Ambientale di Nardò. Si comincia da domani, 25 luglio mentre a Lecce e nell’Aro 1 la raccolta straordinaria è cominciata a giugno a cura della società Monteco, legale rappresentante Mario Montinaro.

L’impegno volontario di due aziende del settore “L’Ati Gial Plast srl e Bianco Igiene Ambientale srl, da sempre impegnata nel Servizio di Igiene urbana – afferma Stefano Lacatena, delegato per entrambe le aziende – crede fortemente che la tutela ambientale passi per l’impegno di tutte le parti coinvolte, dal cittadino all’azienda e alle Amministrazioni comunali. Convinta che la raccolta differenziata dei rifiuti sia la strada giusta da percorrere per perseguire lo sviluppo sostenibile di cui il Paese ha bisogno – sottolinea Lacatena – ha deciso di abbracciare a pieno il progetto ‘Pulito è bello! Vergognati sporcaccione’ e si impegnerà per tutta l’estate ad avviare azioni di pulizia e raccolta rifiuti abbandonati nelle strade provinciali e statali dell’Aro Lecce 8. Promuovere la cultura del riciclo – conclude l’imprenditore tavianese – significa promuovere stili di vita rispettosi dell’ambiente, la base da cui partire per un pianeta più pulito. Una città più pulita, grazie a comportamenti quotidiani sostenibili: è questo l’obiettivo che si pone la nostra Ati”.

“La campagna, denominata ‘Pulito è bello. Vergognati sporcaccione’ – afferma il presidente di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro – si pone l’obiettivo di sensibilizzare alla maggiore cura del nostro meraviglioso territorio, richiamando l’attenzione di cittadini, operatori, imprese, turisti verso la responsabilità che ciascuno deve avere nei confronti dell’ambiente, patrimonio di tutti. Soprattutto durante la stagione estiva, in cui si vive maggiormente a contatto con la natura e con l’incremento dei visitatori, il Salento deve presentarsi al meglio e regalare a chi lo vive un’immagine straordinaria, pulita, empatica, da conservare, portare con sé e raccontare all’esterno”.

La conferma dell’importanza del’obiettivo scelto da Confindustria e dalle società del settore aderenti, lo porta l’imprenditrice turistica Stefania Mandurino: “Sono molto contenta come imprenditrice che si occupa da anni di promozione turistica e come cittadina dell’iniziativa che vede pubblico e privato insieme per arginare un fenomeno che deturpa il nostro territorio. Il primo motivo di reclamo  – rileva Stefania  Mandurino – di ospiti e turisti che trascorrono le loro vacanze in Salento attiene alla pulizia delle strade e alla presenza di innumerevoli discariche a cielo aperto. I rifiuti abbandonati sulle strade o nelle campagne costituiscono un elemento di disturbo soprattutto per quelle nuove forme di turismo che si stanno diffondendo anche da noi e che prevedono passeggiate, itinerari di trekking, percorsi in bicicletta alla scoperta della natura, o tra le masserie e le cantine”.

Nel corso della campagna è stato lanciato infine l’hashtag #VergognatiSporcaccione che vuole essere una occasione di coinvolgimento e responsabilità di tutti verso l’ambiente, in particolare i cittadini che possono, attraverso le reti sociali denunciare eventuali situazioni di abbandono indiscriminato di rifiuti o di segnalare episodi di comportamenti lesivi dell’ambiente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maglie – Firmato l’accordo di collaborazione tra Volley Maglie, Fly Volley Taviano e Bee Volley Lecce. Il nuovo sodalizio tra le tre società pallavolistiche è nato dall’unità d’intenti di disputare campionati con lo stesso nome e con la doppia denominazione. L’intesa raggiunta prevedrà anche gli scambi di atlete, nell’ambito di un patto che coinvolgerà tutti i tornei giovanili provinciali. In calce al nuovo accordo ci sono le firme dei presidenti Adriano Mariano (Lecce), Gianni Piccinno (Maglie) e Gabriele Manco (Taviano).

In un momento difficile unire le forze La volontà di unire le forze, spiegano i promotori, risiede nell’impegno di portare avanti un lavoro di qualità “basato su serietà e competenza”. La valorizzazione del settore giovanile rappresenta un obiettivo di fondamentale importanza per le dinamiche di un progetto, che mira alla crescita del movimento sportivo e dei campioni del futuro, si rimarca ancora. Naturalmente non è estraneo alla decisione presa la fase di crisi economica che ancora fa sentire i propri effetti.

Le sinergie create dai responsabili delle tre squadre salentine puntano a garantire la sopravvivenza della pallavolo nel Salento, in un contesto di stima reciproca tra i tecnici e gli addetti ai lavori. “La nostra missione sarà il nostro punto di forza, che deve fare da casa a chi non solo ricerca di fare pallavolo, ma lo vuole fare con serietà e competenza – ha spiegato Diego Vannicola (foto), direttore tecnico del progetto – ecco perchè questa sinergia nasce tra chi ha alla base gli stessi principi e le stesse idee su come si vuole fare pallavolo di qualità. Siamo certi che questa sinergia, nel nostro territorio, farà da volano per tante giovani atlete che hanno capacità tecniche e voglia di crescere”.

Maglie – Torna la campagna abbonamenti itinerante per l’Unione sportiva lecce. Dopo le esperienze degli scorsi anni, la prima data della nuova stagione è quella di sabato 21 luglio presso il Circolo Tennis di Maglie in via Madonna di Leuca dove i tifosi avranno la possibilità di sottoscrivere la tessera per assistere alle gare casalinghe del Lecce nel prossimo campionato di Serie B. L’appuntamento per i tifosi è dalle ore 12 fino alle 20, con orario continuato. La società leccese ricorsa che per l’emissione dell’abbonamento/voucher non è necessario essere muniti di fototessera, ma bisognerà avere con se un valido documento d’identità. A questo primo appuntamento sarà presente il vicepresidente Corrado Liguori, con il quale i supporters giallorossi potranno affrontare sulle tematiche riguardanti il club di via Costadura. La società del lecce fa, inoltre, sapere che la fase di prelazione terminerà proprio sabato 21 luglio (e non come programmato inizialmente giovedì 19) e di conseguenza la partenza delle vendite libera avverrà a partire da martedì 24 luglio (slittando di un giorno dalla data prevista in origine).

Nardò – Il concorso fotografico era mirato a raccontare lostile italiano, le tradizioni, il fascino e la bellezza dei luoghi, i tratti insomma di una identità: a meglio rispondere a questa fida a colpi di clic è stata Alessia Perrone, vincitrice assoluta del contest #LifestyleSalento, “Arte, moda e cultura… in un click”, promosso da Confindustria Lecce nell’ambito di Fashion Night Award 2018, in partnership con MadMood e Fotoscuola Lecce e in collaborazione con il Comune di Nardò, “Nardò365 Identità in festa” e Confartigianato Lecce, il 23 e 24 giugno scorsi.

Lunedì scorso al Castello di Nardò si è tenuta la premiazione. Lo scatto vincente di Alessia Perrone è stato realizzato nel centro storico di Nardò il 24 giugno, con la illustre regia di Bruno Barillari, ed è stato scelto dalla giuria composta da Giancarlo Negro, presidente Confindustria Lecce, Stefania Sammarro, accreditata su Vogue Foto, lo stesso Barillari e Daniela Pastore, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno. “Il lavoro di Alessia Perrone – si legge nella motivazione – si è dimostrato in linea con le direttive del concorso e si è distinto per originalità e attenzione ai dettagli. Alessia ha saputo dare rilievo alla location e al mood del suo personaggio ottenendo un risultato che racchiude in sé il concetto di moda, territorio e sensibilità”.

La giovane fotografa è stata premiata dall’assessore allo Sviluppo economico, industria, agricoltura e turismo del Comune di Nardò Giulia Puglia, che ha altresì consegnato un riconoscimento a Fernando Assanti, noto personaggio della città neretina, coprotagonista della foto; alla modella Mariagrazia Partipilo e alla designer mariateresacouture. Fernando Muci, componente di Giunta di Confartigianato Lecce, ha premiato i parrucchieri di Officina Paar (Roberta Apos,  Carla Marti, Claudia di Canosa, Simona Nicolì,  Giuseppe Maggio, Ilario Mariano) e per il trucco il team di Mi-Mua by Monia Iovino. Menzione speciale, voluta da Confindustria Lecce, per il giovane fotografo Piergiorgio Conte, il quale ha realizzato i migliori scatti in studio e per il runway: “Abbiamo ritenuto opportuno premiare  – ha detto il vice presidente di Confindustria Lecce, Nicola Delle Donne – il lavoro di Conte per il ritratto in studio: nella ristrettezza del tempo a sua disposizione ha dimostrato capacità tecnica e compositiva ed ha saputo gestire la modella nel migliore dei modi ottenendo un risultato che si eleva con molta evidenza rispetto a quello dei suoi colleghi”. Protagonista dello scatto la modella Francesca Raffaele, trucco di Antonella Vadruccio, accessori Damaé di Dajana Donno. Anche per la categoria Runway Piergiorgio Conte si è aggiudicato un riconoscimento speciale, per essersi distinto nella capacità di raccontare la passerella di Confindustria Lecce Fashion Night Award e per la forza comunicativa del brand Meltin’pot (di Matino) indossato dalla modella.

 

 

Sannicola – Strettamente legate alla storia del ben più noto monastero di San Mauro, ubicato a nord di Gallipoli, lungo la serra dell’Altolido, sono le vicende della vicina chiesa monastica di San Salvatore, situata su un pianoro che costeggia la serra già citata, nei pressi della zona industriale della cittadina ionica, in un sito che probabilmente costituiva, in epoca medievale, un importante snodo viario locale. Dell’antico nucleo monastico sopravvive oggi solo l’edificio della chiesa abbaziale, inglobato in un complesso masserizio tardo-cinquecentesco di proprietà privata, che attualmente versa, purtroppo, in uno stato di conservazione assai precario.

L’edificio religioso, a tre navate suddivise da due arconi e mezzo per lato e terminante con un’ unica abside, viene datato, in base alle testimonianze documentarie, agli inizi del XIV secolo, più precisamente al 1310, ma le analogie strutturali e decorative con la vicina San Mauro, fanno ritenere che le due fondazioni possano essere datate alla stessa epoca, il XII secolo. Di notevole interesse, nonostante il pessimo stato di conservazione e la sua estrema frammentarietà, è la decorazione pittorica ancora superstite, databile all’inizio del XIV secolo.

Gli affreschi meglio leggibili sono ubicati nel cilindro absidale, ove è raffigurato un gruppo di quattro vescovi officianti, sormontati da una “Deesis”, e da quella che è stata identificata come una “Trasfigurazione” nella soprastante parete lunettata, tutti attribuibili a maestranze legate agli ambienti monastici greco-bizantini. Nonostante le numerose iniziative di sensibilizzazione e gli accorati appelli promossi negli anni da studiosi e associazioni, tra le quali anche Legambiente e l’Osservatorio Torre di Belloluogo, con lo scopo di accendere un faro sulla criticità della situazione e individuare le soluzioni più urgenti e necessarie per garantire il recupero e la salvezza dell’edificio, ferito a morte da incuria e crolli, San Salvatore e il suo scrigno di affreschi e testimonianze rischiano di scomparire, inghiottiti dall’incuria e dall’indifferenza.

Servirebbe un miracolo. Quel  miracolo che potrebbe arrivare dalla trattativa in corso da qualche tempo tra proprietari e Amministrazione comunale di Sannicola e che potrebbe sfociare entro la fine dell’anno in una convenzione che prevederebbe la cessione totale della proprietà dell’ edificio al Comune e la sua gestione equamente suddivisa al 50% tra i due contraenti. Una speranza, forse l’ ultima, una piccola luce che potrebbe strappare San Salvatore all’abisso dell’oblio senza ritorno. E viene in mente, non a caso, una frase significativa  di Oscar Wilde: ”Nemico delle memorie è il tempo. Passano le generazioni e ineluttabile è il transito delle cose verso l’oblio, e se di esse non si parla è come se non fossero mai esistite”.

Andrea Vaglio

Nardò – Visite guidate, degustazioni e musica all’interno delle dimore storiche, nelle contrade di Nardò, Galatone, Sannicola, Alezio e Lecce (nell’area della Valle della Cupa) per la rassegna “Festival Déco, Salento ville e giardini”. Si inizia venerdì 13 luglio, per proseguire fino a settembre, per un vero e proprio festival ideato per mettere in luce architetture uniche e spesso eccentriche, angoli nascosti e storie inedite, tra la campagna, il mare e i centri storici.

Prima uscita all’Oasi Tabor Il primo appuntamento (ritrovo alle 18 presso la Villa Vescovile di Oasi Tabor, sulla strada Nardò- Santa Caterina) prevede una visita guidata tra le “ville eclettiche” realizzate fra la fine dell’800 e i primi del ‘900 in  località Cenate, a Nardò. Un’area lussureggiante sospesa tra il centro urbano e le marine, dove in meno di quattro km si concentrano oltre 30 dimore, come le ville Saetta, Vaglio-Massa, Maria Cristina Personè, Venturi, De Noha, Zuccaro, Del Prete solo per ricordarne alcune. In contemporanea si tiene l’evento i Giardini del Vintage e la mostra D’Inchiostro e Vinile a cura dell’associazione Girasole.

Seconda uscita a Santa Maria al Bagno Il 18 luglio sarà la volta di Santa Maria al Bagno, per una passeggiata guidata dalla Torre del Fiume fino alle  ville e ai palazzi liberty per poi terminare nelle sale del Museo della Memoria e dell’Accoglienza. Il Festival Déco è organizzato dalla Cooperativa Fluxus con la collaborazione, a Nardò, dell’Assessorato alla Cultura, dell’Oasi Tabor  e con la gentile partecipazione dei proprietari delle dimore. Per maggiori informazioni e prenotazioni si può telefonare al  numero 380/4739285.

 

Lecce – Guasto riparato e il Servizio d’emergenza sanitaria 118 torna a funzionare a pieno regime. Nel pomeriggio di lunedì 9 luglio l’interruzione forzata provocata da un serio problema che ha impegnato i tecnici per il ripristino, avvenuto, infatti, a 24 ore di distanza. Per ovviare alla situazione, nel pomeriggio di ieri la Asl di Lecce aveva diramato dei numeri alternativi per poter contattare il Servizio d’emergenza sanitaria. Da quest’oggi, però, la situazione è ritornata alla normalità con il solito 118.

Lecce – Un mare di magliette rosse per arginare “l’emorragia di umanità”: non si può rimanere insensibili di fronte alle tante morti di migranti in mare, soprattutto di bambini: così Lecce ha visto scendere in campo anche l’Ordine dei medici provinciale. All’iniziativa lanciata dal presidente di Libera don Luigi Ciotti, da Legambiente, Arci e Anpi, hanno aderito anche i medici salentini.

“Un gesto di responsabilità e di fraternità“, come ha spiegato il presidente di Omceo Lecce, Donato De Giorgi, ieri a manifestare davanti alla sede dell’Ordine, in via Nazario Sauro a Lecce. «Non ha più senso stare zitti o girarsi dall’altra parte – ha detto De Giorgi – di fronte a un mare Mediterraneo che anziché luogo di scambio, di pace e di opportunità sta diventando il cimitero delle nostre coscienze. In rappresentanza dei medici della provincia di Lecce credo che sia importante mandare un messaggio forte”.

“Fare il medico – ha precisato il presidente De Giorgi – è sicuramente una grande opportunità e un grande impegno. Ma essere medico secondo noi è un dovere preciso che deve essere vissuto con orgoglio. Noi pensiamo al valore della vita in assoluto, senza retorica e senza facili buonismi, per riaffermare il valore della vita, soprattutto dei bambini. I medici sono in campo e operano senza distinzione di razza e di credo politico o religioso».
De Giorgi ha quindi insistito sul ruolo del medico nelle società a tutte le latitudini: quello di garantire la salute a tutti. E con riferimento alle condanne che sono state comminate a chi opera per trarre in salvo i migranti ha aggiunto, « Non è più condannabile chi si prende cura dei migranti. O chi asserisce e afferma che è impossibile girarsi dall’altra parte. Invece – considera con disappunto il presidente De Giorgi – questo soccorritore francese che si era preso cura dei migranti era stato condannato a quattro mesi. Ma viene poi assolto con formula piena, perché il fatto, viceversa, è degno di encomio».

Da nota di Salute Salento

Gallipoli – Adesso ci sono Holly, Chicco, Chira, Willy e Chicco Pasticcio, ma sulla stessa spiaggia e sullo stesso mare che ha fatto rilassare il Barboncino, il Chihauhua, il Pincher, il Maltese e il Cocker americano ci sono stati anche Cloe (Boxer), Aragon (Border collie), Bill (Setter inglese) e tanti altri da aprile ad oggi: sono  gli amici fidati a quattro zampe che hanno accompagnato i loro padroncini in vacanza a Gallipoli, Ecoresort Le Sirené, uno delle poche strutture ricettive attrezzate ad accoglierli ed a farli rilassare. Come dimostra Milla (nella foto), che preferisce stare nel locale delle prenotazioni, dopo essere stata adottata; a breve, diventerà un bagnino provetto.

Necessario il passaporto anche per loro Agli ospiti, al momento del ricevimento, viene chiesto il passaporto canino per cui anche gli amici a quattro zampe vengono registratI con tanto di generalità, data di arrivo e di partenza. Per i cani vi è un’area riservata in spiaggia e dei punti ristoro (acqua) chiamati Bau Bar. Vi sono inoltre convenzioni con servizi di toelettatura e veterinari.

La giornata dimostrativa della Scuola cinofila per soccorso in mare L’Ecoresort ha ospitato nei giorni scorsi sulla propria spiaggia una giornata dimostrativa della Scuola cinofila italiana soccorso acquatico e ricerca curata dal presidente Marco Scialpi di Gallipoli. “Intervenire tempestivamente tuffandosi da un gommone in corsa, nuotare in mare aperto controcorrente, trasportare a riva tre soggetti in pericolo contemporaneamente o trainare una imbarcazione alla deriva con diverse persone a bordo, mantenere l’autocontrollo in condizioni di stress sono attività complesse che richiedono al binomio conduttore-cane, oltre ad una particolare motivazione, una formazione specialistica adeguata”, chiarisce Scialpi. La Scuola di addestramento è nata a Lecce per poi espandersi in tutta Italia. Le Unità cinofile Scisar operano come volontariato per soccorso ed anche per pattugliamento delle spiagge, pubbliche o private, di mari e laghi; per l’assistenza di gare di nuoto o regate.

Le razze più indicate I cani maggiormente impiegati nelle attività di soccorso acquatico, sono Terranova, Golden Retriever e Labrador  ma possono partecipare cani di tutte le razze purché il loro peso sia superiore a 25 kg. e che dimostrino una buona propensione all’ acqua, siano in buone condizioni fisiche, siano in regola con le vaccinazioni, non mostrino aggressività verso l’uomo e verso i simili, siano registrati all’anagrafe canina. Come spiega ancora il presidente Scialpi, “per poter conseguire il brevetto operativo di unità cinofila, il conduttore deve essere in possesso del brevetto da Bagnino o Assistente bagnanti, così come disposto dalle ordinanze del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto”.

 

 

Lecce – Nel loro mirino era finito un centinaio di imprenditori salentini “costretti” a regali e mazzette per evitare multe, sanzioni e controlli. A circa dieci anni dall’avvio dell’indagine (il 13 maggio del 2009 ci furono i primi arresti sulla base di un esposto anonimo), la prima sezione penale del Tribunale di Lecce ha condannato 13 ex agenti della Polizia stradale ritenuti colpevoli del reato di concussione.  Per chiudere un occhio, gli agenti avrebbero preteso non solo denaro ma anche generi alimentari (vino e olio paesano, pane fresco di Altamura e altro) e buoni benzina. In tal modo, un centinaio di imprese avrebbero beneficiato dell’assenza di controlli ai propri veicoli sulle strade.

Le condanne Per i tredici imputati (uno solo è stato assolto) il totale delle condanne inflitte è pari a 93 anni di carcere (l’ipotesi del reato associativo è caduta in prescrizione) con la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la conseguente estinzione del rapporto di lavoro. Tra gli imputati, 7 anni e 10 mesi sono stati inflitti al 55enne di Maglie Giuseppe Amenini, 7 anni e 4 mesi per il 56enne Ugo Rizzello di Seclì e sei anni e 8 mesi per il 61enne Giuseppe Piccinno di Aradeo.

Il bottino trovato dai poliziotti

Acquarica del Capo – Più di nove chilogrammi di cocaina purissima in un garage di Acquarica del Capo, da cui si rifornivano spacciatori del la zona ed anche Lecce e Brindisi. Questo il risultato di laboriose indagini concretizzatesi tra sabato e domenica appena trascorsi. Protagonisti dell’operazione la squadra mobile della Questura di Lecce e gli agenti del commissariato di Taurisano che da alcune settimane stanno mettendo sotto pressione la criminalità locale.

In un garage il “deposito” Ad insospettire i poliziotti è stato lo strano comportamento di un uomo a bordo di uno scooter che, dopo aver fatto alcuni giri intorno ad uno stabile del centro cittadino, si è poi deciso di scendere attraverso una rampa che portava ad un garage seminterrato. Dopo alcuni minuti lo scooterista ne usciva per poi proseguire e rientrare a Lecce nel pomeriggio di sabato. L’uomo, noto ai casellari giudiziari per i suoi precedenti penali per spaccio di droga, faceva alzare le antenne ai poliziotti che realizzavano un particolare servizio di appostamento. Che di lì a poco ha dato ieri pomeriggio i suoi frutti. Questa volta era una auto Lancia Musa con due persone a bordo a dare nell’occhio: anche questa vettura dapprima faceva dei giri intorno all’immobile vigilato e poi prendeva la strada che portava allo stesso garage del giorno precedente. E’ a quel punto scattata l’operazione. Dalle perquisizioni in due auto e del locale sono spuntati fuori i nove chili di cocaina, del valore commerciale notevole, pari ad alcune centinaia di migliaia di euro. La polvere bianca era stata nascosta in due nicchie ricavate nelle due auto.

Una rete operante in due province e collegata ai calabresi Con la droga sono saltati fuori anche 90mila euro in contanti. Scattate quindi le manette per Pierpaolo Pizzolante 28enne di Acquarica e per un brindisino di San Donaci di 35 anni, probabile acquirente della merce da distribuire poi nel suo territorio realizzando un grosso guadagno. Le indagini, dopo il ritrovamento dell’ingente quantità di una droga che certo non viene affidata al primo spacciatore che si presenti nell’ambito della criminalità del Sud Salento, proseguono. Nel mirino adesso è la ricostruzione della rete di spaccio tra un trafficante di medio calibro e i venditori operanti nelle due province. Molto probabile che i collegamenti portino alla criminalità organizzata calabrese, la stessa che da tempo sembra aver instaurato un rapporto piuttosto stretto con la malavita salentina.

Tricase – Una flotta di Renault Zoe scende in campo per fornire il Salento di una rete di collegamenti dal punto più a sud, Santa Maria di Leuca, passando per le località marittime più importanti, per spingersi poi fino a Lecce e da lì anche all’aeroporto di Brindisi. E’ il primo eco car sharing del Salento, ad opera di Mobile4us srl, la società che lo ha presentato nei giorni scorsi a Lecce e che domani lo lancia anche da Tricase, in piazza Cappuccini. Presso il leccese Patria Palace Hotel erano presenti Mauro Pantaleo, presidente Mobile4us srl, Carlo Chiuri Sindaco di Tricase, Alessandro Delli Noci vicesindaco di Lecce, Ippazio Antonio Morciano coordinatore dell’Area Interna Sud Salento Unione Comuni e Sindaco di Tiggiano;  Francesco Fontana Giusti, direttore Comunicazione & Immagine Renault Italia.

Domani a Tricase dunque l’evento pubblico (con test drive dalle 17 alle 23) per far conoscere questo nuovo servizio che entrerà in funzione il prossimo fine settimana, inizialmente con una flotta ridotta di dieci vetture, che verrà gradualmente incrementata per arrivare fino a cinquanta Zoe entro il 2018. La prima caratteristica che distingue il servizio è che mira a coprire un’area aggregata di diversi comuni che vanno a creare una città metropolitana diffusa di aree e località limitrofe. Caso raro in tutta Europa, dovuto al fatto che qui la rete nasce principalmente per rispondere alle esigenze di collegamento e non, come nelle città metropolitane, per disincentivare l’utilizzo delle auto proprie. Il costo del servizio: sarà di 29 centesimi al minuto, tetto massimo giornaliero di 50 euro, dopo le tre ore di utilizzo. L’iscrizione al servizio, tramite app dedicata per iOS e Android, ha un costo di 10 euro e dà diritto a 30 minuti gratuiti. Se al termine del noleggio la vettura viene collegata a una colonnina di ricarica, si avrà diritto a un bonus di 10 minuti.

Patù – Sabato 30 giugno la Giornata mondiale del rifugiato fa tappa a San Gregorio con un programma ricco di iniziative promosse da Arci Lecce e Comune di Patù. Al aprire la serata, alle 20 presso gli impianti sportivi di San Gregorio, sarà lo spettacolo di burattini “Favole senegalesi” a cura della compagnia “Piccolo teatro di pane” di Bari impegnata, da circa 15 anni, nel raccontare con la semplicità delle immagini, della musica e della recitazione storie contenenti messaggi ad alto valore educativo. Seguirà l’esibizione del coro “Made in World” composto da richiedenti asilo e rifugiati ospiti dei progetti di accoglienza integrata gestita da Arci Lecce e diretti dal maestro Ettore Romano. La serata sarà accesa dalla musica dei Crifiu, animata con laboratori per bambini e arricchita dall’esposizione dei manufatti artigianali realizzati dai rifugiati ospiti dei centri Sprar.

L’impegno dell’Arci Lecce «È un momento storico particolare che ci chiede di mettere ancora più passione e impegno nella sensibilizzazione dei territori nei quali siamo presenti. Contro la politica del respingimento, dell’egoismo, della negazione dei diritti – afferma la presidente di Arci Lecce, Anna Caputo  – vogliamo proporre quella dell’inclusione e della solidarietà che produce ricchezza nei territori, ricchezza culturale e ricchezza economica. I paesi che ospitano gli Sprar trattengono nei loro territori le economie derivanti da affitti, manutenzioni, acquisti di vitto e abbigliamento e permettono l’assunzione di giovani laureati».

L’impegno dei Crifiu La band salentina dei Crifiu è riuscita a conquistare un suo spazio nel panorama musicale italiano con Rock & Raï ed hanno da poco presentato il nuovo singolo “Il Clown di Aleppo”, prodotto artisticamente insieme ad Arcangelo Kaba Cavazzuti nome legato a Vasco Rossi, Biagio Antonacci e ai Modena City Ramblers. Un canto di speranza che si ispira alla storia di Anas, il giovane volontario vestito da pagliaccio che, nonostante la guerra in Siria, decide di rimanere ad Aleppo, un cimitero a cielo aperto, per regalare un sorriso ai bambini tra le bombe e le macerie.

Nardò – L’ex gerontocomio della zona 167, lì da vent’anni e mai ultimato, va alla “De Nuzzo & C. Costruzioni”. Per 1milione 630mila euro da corrispondere al Comune tramite opere pubbliche, l’impresa leccese si è aggiudicata la gara per l’acquisto dell’immobile. La notizia è stata data dal primo cittadino durante il comizio tenuto in piazza della Repubblica a due anni dall’insediamento. Cosa ospiteranno quei “casermoni” incompiuti costituiti da tre piani di complessivi 1.820 metri quadrati? L’immobile, è lo stesso Mellone ad annunciarlo, sarà destinato a residenza per anziani (accoglienza temporanea o permanente di persone non autosufficienti, anziane e non, non curabili a domicilio), un nucleo “Dopo di noi” (il piano per persone con disabilità a cui vengono a mancare familiari e/o tutori) e un punto nascita.

Posti letto, sale operatorie, uffici e spazi verdi. Al piano terra ci sarà spazio per otto camere di degenza, ciascuna con bagno riservato, per un totale di dieci posti letto. Al primo piano due nuclei, uno da otto camere e venti posti letto, l’altro da sei camere e dodici posti letto. Al secondo piano un’ala ospiterà diciannove posti letto, mentre in un’altra ala sorgerà un punto nascita con otto posti letto distribuiti in sei camere di degenza, anch’esse con bagno riservato. L’immobile sarà dotato di reception, soggiorno, uffici, sale per attività comuni, infermeria, cucinino, lavanderia, spazi ricreativi e culturali, ambulatori, sala incubatrice, nursery, sale travaglio e sala operatoria. La ristrutturazione dell’edificio – strutturalmente in piedi ma negli anni danneggiato da deterioramento e atti vandalici – comporterà anche la realizzazione attorno all’immobile di accessi carrabili, vialetti pedonali e spazi verdi.

Soddisfatti sindaco e assessore. «Siamo tutti cresciuti – ricorda il sindaco Giuseppe Mellone – in “compagnia” del gerontocomio, altro simbolo dell’incapacità di due generazioni di classi dirigenti che riusciamo a cancellare, visto che sulle ceneri dell’inconcludenza e del menefreghismo di chi ci ha preceduti, faremo nascere finalmente una residenza per anziani, il nucleo dedicato all’assistenza di persone disabili e un punto nascita. Di quest’ultimo, in particolare, sono orgogliosissimo, perché restituiamo ai neretini la possibilità di tornare a nascere a Nardò e di vedere di nuovo quel bellissimo “F842” sul nostro codice fiscale». «Al di là dei pur importantissimi aspetti simbolici – sono le parole dell’assessore al Welfare Maria Grazia Sodero (nella foto con Mellone) – va sottolineato che l’aumento della popolazione in età avanzata a Nardò e su tutto il territorio nazionale, ha reso cruciale l’esigenza di incrementare l’offerta di strutture per anziani, anche considerando che numerosi utenti delle strutture site in comuni limitrofi provengono dalla nostra città. Questa è una risposta concreta, così come quella del “Dopo di noi” e quella del punto nascita che, lo dico da cittadina e da mamma, è una prospettiva che ci riempie il cuore».

Un edificio e più polemiche: cronologia. A febbraio di quest’anno l’Amministrazione comunale ha messo in vendita la struttura con base d’asta di 1milione 800mila euro. In assenza di offerte di acquisto, ha fatto sapere in quei giorni Palazzo Personè, sarebbero state valutate manifestazioni di interesse finalizzate alla ristrutturazione. “Qualora non dovessero pervenire offerte di acquisto – recitava inoltre l’avviso pubblico della scorsa settimana – saranno valutate le manifestazioni di interesse finalizzate a ristrutturazione, completamento e rifunzionalizzazione. In questo caso saranno considerate comunque preferibili proposte che prevedano il passaggio di proprietà finale dell’immobile”. In mezzo c’è spazio anche per un paio di polemiche. La prima si ha quando a marzo si diffonde la voce che l’ex gerontocomio avrebbe potuto ospitare un centro di accoglienza. L’ipotesi viene seccamente smentita dal vicesegretario cittadino di Andare Oltre (il partito del sindaco) Antonio Perrone, che bolla la notizia come “fake news lanciata per diffondere terrore”.

I 5 Stelle protestano e ironizzano sul punto nascita “privato” Un secondo intervento critico è della senatrice leccese del Movimento Cinque Stelle Daniela Donno (foto), rieletta alle ultime politiche nel collegio proporzionale neretino, che nei mesi scorsi ha

dichiarato che “mettere in vendita il gerontocomio significherebbe l’ennesima incapacità dell’Amministrazione neretina”. A proposito di M5S, la notizia dell’annunciata rinascita dell’edificio neretino fa rumore anche nella vicina Copertino, dove oggi gli attivisti grillini così si sono espressi: «Ecco la sanità come la intendono Emiliano e il suo amico Mellone: un Punto nascita pubblico come quello di Copertino che si chiude, per lasciare finalmente spazio ad uno privato, magari a soli due passi da noi, a Nardò! Chissà cosa ne pensano gli amici copertinesi di Emiliano, quelli che ricevono le sue letterine o quelli che siedono al suo fianco! I soldi non ci sono? I nascituri sono pochi? Beh, se è per il bene dei privati si troveranno i primi e aumenteranno per magia anche i secondi!» .

L’impresa costruttrice ha realizzato altre opere a Nardò. L’impresa “De Nuzzo & C. Costruzioni srl” ha sede a Lecce ma nasce nel 1994 a Casarano; svolge la sua attività nel campo dell’edilizia residenziale, per poi passare anche alla progettazione e realizzazione di centri commerciali e direzionali. Nel 2002 si lancia nella costruzione di villaggi turistici. Qui “spuntano” alcune opere neretine: il “Blu Salento Village” nella marina di Sant’Isidoro (2004) e il recupero del Grand Hotel Riviera lungo la litoranea Santa Maria al Bagno-Santa Caterina (2016), che ha riportato all’antico splendore la storica struttura ricettiva dopo un decennio di inattività.

Nardò – Buone notizie dalla Provincia di Lecce circa la riapertura al traffico della strada “174”, chiusa per lavori nel febbraio 2017. Le buone notizie arrivano dalla Provincia, direttamente dal presidente Antonio Gabellone (di Tuglie), che ha informato i due Sindaci di Nardò e Galatone: ancora una decina di giorni e il cantiere potrebbe dirsi concluso e l’ordinanza dell’Anas da mettere in archivio. Nel corso di un incontro informale avvenuto questa mattina – di cui dà notizia l’Ufficio stampa del Comune neretino – a Palazzo Personè il presidente della Provincia Antonio Gabellone, sulla scorta delle rassicurazioni ricevute dall’impresa, ha informato della novità il sindaco di Nardò Pippi Mellone e il sindaco di Galatone Flavio Filoni. (nella foto il passaggio a livello da scavalcare)

Attualmente è in corso il completamento della rotatoria in territorio di Galatone (con intervento di bitumazione sempre da parte dell’impresa Antonio Magno) che consentirà la riapertura dello svincolo della strada statale 101 e della vecchia viabilità tra Galatone e Nardò, gestita quest’ultima a senso unico alternato mediante semaforo di cantiere. Per la riapertura complessiva a due corsie bisognerà attendere la metà di luglio. “Ciò porrà fine – si legge nella nota – ai notevoli disagi ai pendolari tra le due città e ai problemi derivanti dal fatto che le soluzioni alternative non si sono rivelate sufficientemente adeguate. L’intervento complessivo sull’arteria, com’è noto, prevede la realizzazione del cavalcaferrovia e la sistemazione viaria della ex strada statale 174, i cui lavori continueranno comunque nelle prossime settimane. (nella foto da sinistra Filoni, Gabellone, Mellone).

Il commento dei due Sindaci “Siamo lieti – dice il sindaco Pippi Mellone – di poter annunciare quanto la Provincia ci ha riferito questa mattina con il presidente Gabellone e con il dirigente, l’ingegnere Corsini. È una novità molto importante per i tanti pendolari tra Nardò e Galatone, per tutti coloro che hanno ragioni di tipo lavorativo, commerciale e personale che la chiusura dell’arteria ha messo a dura prova. Parliamo di un intervento molto complesso e la tempistica inevitabilmente ha imposto una lunga chiusura, comunque nei tempi previsti”. “La riapertura della strada – aggiunge il sindaco Flavio Filoni – fa respirare le nostre imprese, che certamente in questi mesi hanno molto sofferto per la chiusura dell’arteria. Abbiamo fatto molte sollecitazioni per cercare di ridurre i tempi e alleviare i disagi di tutti. Un plauso alla Provincia di Lecce, ai tecnici dell’ente e alla direzione dei lavori, con la quale mi sono confrontato costantemente”.

Lecce – Ai tempi dei social network, l’informazione rischia di capovolgersi nel suo contrario e nel flusso massiccio di notizie in cui siamo immersi verità e fake news spesso finiscono per confondersi. Ma come e perché le fake news sono diventate un fenomeno di cui tutti parlano? E cosa può spiegare il successo delle “bufale” rimbalzate ovunque sui social? Se ne parlerà durante il Web Marketing Festival (www.webmarketingfestival.it) in programma a Rimini dal 21 al 23 giugno, manifestazione di cui Piazzasalento è media partner: in particolare, il festival dedica al tema il “Fake News Hackathon” del 23 giugno, una gara in cui team di professionisti esperti di giornalismo e digitale sono chiamati a mettere a punto soluzioni innovative per contrastare il fenomeno della disinformazione online.

Su questi aspetti abbiamo ascoltato il punto di vista di Luigi Spedicato, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università del Salento e fra i relatori delle scorse edizioni di Figilo, il festival del giornalismo locale che si tiene a Gallipoli. Il primo punto da mettere a fuoco è che le fake news non nascono oggi: “Sorprende un po’ – afferma Spedicato – che chi si occupa di storia della comunicazione parli delle fake news come di un fenomeno nuovo. In realtà, le fake sono sempre esistite e sono utilizzate da governi e soggetti pubblici per manipolare l’opinione pubblica, solo che in passato si chiamavano ‘propaganda e disinformazione’. Ad esempio, tutte le potenze impegnate nella Seconda guerra mondiale avevano apparati cui spettava il compito di ‘terrorizzare’ le popolazioni di zone che potevano essere invase dal nemico, in modo da sollecitare la resistenza. Così, quando gli americani occuparono l’isola di Guam nel Pacifico, ci furono centinaia e centinaia di suicidi perché agli abitanti era stato fatto credere che gli americani li avrebbero ridotti in schiavitù e costretti a lavorare nei campi di cotone. Dunque, attenzione a non scambiare per novità quello che è solo un elemento quantitativo: le fake news non nascono sui social, è solo che i social ne aumentano la diffusione”.

“Le fake news in passato si chiamavano ‘propaganda e disinformazione’”

Riguardo il successo delle fake news e la loro popolarità, secondo Spedicato il fenomeno si può spiegare riflettendo sulle caratteristiche del luogo in cui le fake news oggi si diffondono, cioè i social: “Qualcuno pensa che i social network siano un luogo di dialogo e scambio di informazioni: niente di più sbagliato. Sui social non ci si informa, si cercano solo conferme a idee già possedute, ecco perché crediamo alle fake news. Un esempio è la vicenda del giornalista ucraino che aveva finto la propria uccisione in collaborazione con i servizi segreti dell’Ucraina: l’obiettivo era chiaramente quello di screditare l’Unione Sovietica, confermando l’idea – diffusa in molti settori dell’opinione pubblica occidentale – che Putin opera una sistematica eliminazione dei suoi oppositori. Un altro esempio, più drammatico, viene dalla cronaca italiana recente, e riguarda l’uccisione di Pamela, la ragazzina per la cui morte è stato arrestato uno spacciatore nigeriano. In quel caso, sui social impazzava la notizia –rivelatasi falsa dopo l’autopsia – che il cuore della ragazza sarebbe stato strappato e poi mangiato in un rito di cannibalismo. Perché molti hanno creduto a questa fake news? Perché serviva a confermare l’idea che siamo invasi da stranieri feroci, dediti addirittura al cannibalismo tribale. La dinamica è sempre la stessa: le fake news attecchiscono sui social perché questi sono luoghi di creazione di comunità chiuse in cui vengono ribaditi gli elementi identitari che tengono insieme tali comunità (odio razziale, sospetto, antisemitismo, ecc.)”.

“Sui social non ci si informa, si cercano solo conferme a idee già possedute, ecco perché crediamo alle fake news”

Se questo è il quadro, come ci si difende dalle fake news? “L’unico antidoto possibile – spiega Spedicato – ha un nome antico e si chiama pazienza. La pazienza di aspettare di avere riscontri e conferme, anziché fermarsi alla prima notizia, per quanto eclatante e magari accompagnata da una foto d’impatto. Quanto ai giornalisti, per loro l’antidoto alle fake news si chiama professionalità. Per capire cosa si intende per professionalità, si può pensare a un aneddoto che riguarda la carriera del grande giornalista americano Walter Cronkite, colui che per primo mandò in onda servizi sulla sconfitta americana in Vietnam, quando invece la propaganda del Pentagono raccontava un’altra storia. Bene, Cronkite iniziò a lavorare come garzone in redazione, il suo compito era controllare che i numeri civici indicati negli annunci mortuari fossero corretti: questo perché se scrivo che il defunto X viveva al civico 24 e invece il suo vicino di casa sa che viveva al 34 io ho demolito la fiducia di quel lettore nell’accuratezza delle notizie. Ecco, questa è una grande lezione di giornalismo”.

Voce al Direttore

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Ci siamo. Puntuale come ogni anno, il balletto delle cifre è qui tra noi: quanti ne mancano all’appello? “Almeno il 40%”. “Macché! Siamo al...