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Otranto – Oggi, sabato 21, e domani domenica 22 aprile avrà luogo il terzo raduno provinciale di Lambretta, Vespa e moto d’epoca. L’evento è stato organizzato da Lambrettaclub Finibus Terrae con il patrocinio del Comune di Otranto, Castro e Santa Cesarea terme. Il ritrovo nella giornata dioggi è fissato per le ore 16 in piazza dell’Umanità Migrante a Otranto; sono attesi più di 200 partecipanti provenienti non solo dalla provincia di Lecce ma anche da San Vito dei normanni e Ostuni, nel Brindisino. Successivamente il gruppo procederà alla visita guidata della cattedrale S. M. Annunziata per poi alle ore 20 ritrovarsi tutti a cena. a “Il Golosone”.

Nella giornata di domenica il raduno avrà luogo sempre presso la piazza dell’Umanità Migrante alle ore 8, dove verranno raccolte le iscrizioni per poi lasciare spazio allo spettacolo dei tamburellisti di Otranto del maestro Massimo Panarese che con la loro musica cercheranno di trasmettere le radici musicali e le tradizioni del Salento. Prima della partenza verso Castro attraverso la litoranea salentina, ci sarà la visita al castello Aragonese di Otranto. Ad attendere il gruppo a Castro, con un aperitivo in piazza A. Perrotta, sarà il Sindaco Luigi Fersini e la sua comunità “che con molta disponibilità – come afferma Vincenzo Cappello, vicepresidente del Lambrettaclub finibus terrae – ha deciso di ospitare l’evento.” Queste due giornate tra moto d’epoca e paesaggi salentini si concluderanno con un pranzo presso l'”Approdo di Enea” a Porto Badisco. “Questo non é l’unico evento in programma – riferisce Il vicepresidente Cappello del Lambrettaclub finibus terrae – ma il 10 maggio si terrá un altro raduno a Monteroni dove verrà visitata la villa Valle della cupa del 1700 appartenuta ai signori Mastracchi e dal quale prende il nome il moto club e si spera in un ingente partecipazione considerando l’importanza culturale di questi eventi”.

M. M. 

Castro, opere abusive nella grotta Zinzulusa

Castro – « L’area interessata dal sequestro della Guardia costiera non ricade assolutamente all’interno di Grotta Zinzulusa». È l’assessore comunale del Comune di Castro Valentina De Santis ad intervenire dopo i sigilli apposti dai militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale in un’area del noto sito naturalistico per alcuni interventi  non autorizzati. «L’area interessata non ricade assolutamente all’interno di Grotta Zinzulusa che, come migliaia di visitatori constatano tutti i giorni, è accessibile solo ed esclusivamente via terra e continua ad esserlo a tutti coloro volessero apprezzarne la bellezza e la storia. L’area sottoposta a sequestro – chiarisce l’assessore – riguarda pochi metri in uno spazio in cui da più di cinquant’anni esiste un servizio di escursione alle grotte costiere, autorizzato da tutti gli organi competenti. Grotta Zinzulusa è quindi aperta al pubblico e il sequestro della ristretta area non intacca minimamente la fruibilità della stessa».

L’indagine della Guardia costiera In seguito alle indagini svolte, i militari della Guardia costiera avevano rilevato la presenza di “tre punti di attracco muniti di bitte e agganci metallici e dei passaggi pedonali in pietra naturale e cemento realizzati in assenza di titoli autorizzativi e cemento realizzati in assenza di titoli autorizzativi ed in violazione dei vincoli che insistono in quell’area di indiscutibile pregio ambientale”.

Castro – Cemento “abusivo” all’interno della grotta Zinzulusa di Castro. La scoperta è stata fatta dalla Guardia costiera di Otranto che ha sottoposto a sequestro un’area del noto sito naturalistico, tra i più rilevanti al mondo, dopo aver scoperto la presenza di passaggi pedonali pavimentati e attracchi per imbarcazioni realizzati in maniera del tutto abusiva. In particolare, i militari hanno rilevato la presenza di tre punti di attracco muniti di bitte e agganci metallici oltre ad alcuni passaggi pedonali in pietra naturale e cemento realizzati in assenza di titoli autorizzativi e in violazione dei vincoli che insistono in un’area di indiscutibile pregio ambientale. È stata la stessa Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce a disporre il sequestro preventivo in seguito all’occupazione abusiva dello spazio demaniale e all’esecuzione di opere in assenza di autorizzazioni in area sottoposta a vincoli paesaggistici.

 

Maglie – Cinque sentenze, tutte emesse nella mattinata di oggi dal Tar Lecce stabiliscono la piena validità del contratto d’appalto e delle clausole di adeguamento tariffario, per cui i 97 Comuni della provincia di Lecce devono pagare gli arretrati, come richiesto dalla società Progetto Ambiente, per un totale di circa 30 milioni di euro. E “senza alcuna possibilità di dilazione, anzi con la possibilità che questa somma possa ulteriormente lievitare”, come si legge in una nota dello studio legale Quinto che ha difeso gli interessi della società. I giudici amministrativi di Lecce hanno respinto tutti i ricorsi proposti dai Comuni ed ha invece trasferito per competenza al Tar del Lazio il ricorso proposto dal gestore per ottenere un ulteriore incremento della tariffa.

Sempre dall’accidentato terreno della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani arriva sugli Enti locali quest’altra tegola, in questo caso dall’impianto pubblico di produzione di Cdr. La tariffa era stata fissata dall’Ager (agenzia regionale del settore) a giugno dello scorso anno all’esito di un lungo contenzioso tra i Comuni ed il gestore, che aveva visto prevalere quest’ultimo in tutte le sedi, ed era stata contestata sotto vari profili dalle amministrazioni locali che puntavano, da un lato, a ridurre la tariffa per il futuro, dall’altro, a ridimensionare l’arretrato per gli anni dal 2010 al 2017, in cui era stata versata una tariffa inferiore al dovuto.

In condizioni più tranquille si trovano, secondo i legali citati, quei 20 Comuni dell’Aro / di Maglie che, prima della decisione del Tar, hanno raggiunto un’intesa con il gestore ottenendo una rateizzazione quinquennale dell’arretrato ed un consistente sconto sugli interessi. Si tratta di Maglie, Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Minervino, Muro, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, Sanarica, Santa Cesarea, San Cassiano, Scorrano, Spongano, Surano, Supersano e Uggiano La Chiesa. 

Presicce – Il “Collegio dei geometri e geometri laureati” ha un nuovo presidente: Luigi Ratano, 62 anni libero professionista di Presicce. Con lui, nel Consiglio che rappresenta oltre 1450 geometri liberi professionisti della provincia di Lecce, ci saranno Alessandro Spongano (di Galatina) nominato segretario; Sebastiano Cacciatore (di Racale) è invece tesoriere, mentre gli altri consiglieri sono Federico Cortese (Tricase), Anna Daniela Donadei (Sannicola), Paolo Nitto (Novoli), Giuseppe Nobile (Copertino), Angelo Rizzo (Castro) e Antonio Vergara (Lecce). Ratano, che succede a Eugenio Rizzo (di Poggiardo), alla guida della categoria dal 2003, ha già ricoperto l’incarico di segretario del Collegio di Lecce dal 2010 al 2017 e quello di tesoriere e delegato Cassa (fino al 2016). Tranne Donadei (già segreteria del Consiglio di disciplina) e Rizzo (componente della Commissione Catasto ed esperto in materia di successioni), tutti gli altri sono consiglieri uscenti riconfermati. «Ringrazio tutti i colleghi per la fiducia con un ringraziamento particolare al presidente Rizzo per il lavoro svolto in questi anni con competenza, passione e caparbietà, che sono e saranno sempre d’esempio per tutti noi. È mia volontà – dichiara il neo presidente Ratano – proseguire sulla strada già tracciata dal precedente direttivo, perfezionando i servizi e l’offerta formativa, soprattutto di tipo specialistico, rivolta agli iscritti e sviluppando nuove iniziative mirate all’inserimento lavorativo dei giovani”. Nel suo programma elettorale Ratano aveva proposto alcuni punti, dai quali farà partire il suo impegno: la sottoscrizione di una convenzione che consentirà l’accesso a forme di microcredito a chi ha subìto la crisi del settore edilizio; la costituzione di una Commissione Giovani formata da geometri under 35 che avranno il compito di assistere i nuovi iscritti; l’introduzione di borse di studio da assegnare ai futuri geometri che affronteranno l’esame di abilitazione; lo sviluppo dell’app del Collegio e il potenziamento del sito istituzionale. E ancora, il sostegno a nuove operazioni scientifico-editoriali proposte dagli studiosi del territorio e il rafforzamento dei rapporti con l’amministrazione pubblica, le istituzioni e le altre categorie professionali.

La Pro Loco di Lido Marini – Per via della nuova nomina, Ratano lascia la presidenza della Pro Loco di Lido Marini, carica ricoperta per un anno, durante il quale ha lavorato per cercare di risolvere atavici problemi della marina di Ugento e Salve. «Quanto prima si provvederà ad eleggere un nuovo presidente. Di sicuro – afferma – gli sarò vicino per non disperdere quanto realizzato in un anno, ma l’unico consiglio che do è lavorare tanto».

 

 

 

Maglie – La Prefettura di Bari sta valutando in queste ore se commissariare tutti gli appalti della “Ercav srl”, una new company nata da un ramo d’azienda della “Lombardi Ecologia” operante nel settore dei rifiuti. Da ieri la società di Triggiano (Bari) è stata colpita da interdittiva antimafia ieri, 29 novembre.

L’ombra pesante dei clan di Bari e Bitonto sulla ditta. E non solo. Troppi i legami con i Lombardi, anche dopo il fallimento della loro impresa. Pesanti i contatti con clan baresi e bitontini di prima grandezza che rispondono ai nomi di Savino e Tommaso Parisi, Gaetano Cassano e gli Zonno, con la presenza tra i 320 dipendenti di pregiudicati o persone vicine a questi gruppi. In 15 pagine la Prefettura richiama i carichi pendenti della famiglia Lombardi, i risultati della Direzione investigativa antimafia e l’inchiesta in corso della Procura di Milano, con un capitolo che richiama le indagini condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce che portano dritte all’imprenditore Gianluigi Rosafio e all’ergastolano Giuseppe Scarlino di Taurisano, con in ballo una tangente da un milione – che sarebbe stata pagata per metà – per vincere una grossa gara d’appalto. Una inchiesta giudiziaria ancora aperta.

In attesa delle decisioni della Prefettura di Bari anche 22 Comuni salentini. Ma adesso ad essere in fibrillazione sono i tanti Comuni che hanno assegnato ad “Ercav” il servizio di gestione delle immondizie. Non solo nel Barese ma anche nel Salento: l’Aro 7 è tra questi. Maglie ne è capofila; ne fanno inoltre parte Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa. Si tratta di 22 paesi per un totale di 93.956 abitanti. Tutti in attesa, amministratori comunali e cittadini, della decisione prefettizia. Ciò che si teme è una eventuale interruzione del servizio per qualche problema che potrebbe insorgere in questi passaggi di mano e di carte. Senza trascurare più che probabili ricorsi giudiziari. Ma balza anche agli occhi quanto siano veritieri i continui richiamai dei magistrati impegnati in attività antimafia, a Lecce (Dda) come a Roma (Dna) sulle persistenti minacce di infiltrazioni criminali negli appalti e nella pubblica amministrazione in genere.

Il premio nazionale vinto un anno fa. E c’è anche chi va col pensiero ad appena un anno fa quando l’Aro 7, unica in Puglia, aveva vinto un premio nazionale bandito da Anci (Comuni d’Italia) e Conai (consorzio nazionale imballaggi) per i progetti a sostegno della creazione di una sempre più forte educazione e cultura ambientali imperniata sulla raccolta differenziata degli scarti domestici, del riciclo e del riuso di materiali da imballaggio.

Persi dieci mesi per un caso analogo a Gallipoli. Da questo tipo di preoccupazioni comunque ci sono passati anche altri Comuni. Gallipoli, con Taviano, Racale, Alliste e Melissano, ha visto allungarsi di quasi dieci mesi l’assegnazione del servizio per l’interdittiva antimafia che aveva colpito nel dicembre 2016 la “Camassa ambiente” spa, altra azienda barese ritenuta inquinata ma vincitrice con Gial PLast di Taviano dell’appalto, A seguito di quel provvedimento e dopo aver consultato l’Anac (l’organismo nazionale anti corruzione), l’azienda tavianese ha visto cambiato il proprio partner e proprio in questi giorni il nuovo servizio, atteso dal 2013 – può finalmente partire.

Al centro il presidente della Provincia, Antonio Gabellone

GALLIPOLI. Installazione di telecamere, vigilanza privata, rispetto rigoroso della capienza massima dei locali e degli orari di chiusura; maggiore illuminazione esterna in certi luoghi, accessibilità assicurata ai mezzi di primo soccorso e contrasto agli abusi di alcool (ogni locale si dovrà infatti dotare di un etilometro portatile: via chi avrà un tasso alcolemico sopra la soglia consentita). Queste le misure adottate per quest’estate dal Comune di Gallipoli nella lotta all’abusivismo e all’illegalità e per una maggiore sicurezza . E’ stato appena firmato infatti dai Comuni di Gallipoli, Lecce, Castro, Nardò e Porto Cesareo il Protocollo d’intesa per la sicurezza nei locali di intrattenimento attuativo dell’Accordo quadro nazionale del 21 giugno dell’anno scorso. Come riportato su uno specifico articolo di Piazzasalento di giugno,  dopo la “circolare” emanata dal Capo della polizia Franco Gabrielli circa competenze e responsabilità nella sicurezza degli eventi pubblici suddivise tra questore, prefetto, sindaco e operatori privati,  anche a Gallipoli l’Amministrazione comunale si era mossa in quest’ottica, vietando la vendita entro i 500 metri durante i grandi eventi di alcool e bibite in lattina, e chiedendo un rafforzamento per l’estate di polizia e carabinieri, con maggiori controlli dell’abusivismo. Il documento è stato sottoscritto anche dal Presidente della Provincia Antonio Gabellone, dalla Camera di Commercio insieme alle associazioni di categoria Federalberghi, Confesercenti, Federbalneari oltre ai Sindaci dei cinque centri turistici. Presenti inoltre le forze dell’ordine come Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Capitaneria di Porto insieme a gestori e imprenditori di noti locali salentini.
Il Protocollo sottoscritto infatti riguarda “azioni atte a favorire sempre più una diffusa cultura della legalità con particolare riferimento dunque ai locali d’intrattenimento”.
“Più controlli e più collaborazione tra le parti – sottolinea il Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva – più illuminazione, più vigilanza, più attenzione nei confronti di chi esagera con l’alcool. In questi giorni poi le forze dell’ordine stanno controllando la nostra città: non ci fermeremo, inaspriremo i controlli e garantiremo ai cittadini e ai turisti la sicurezza che meritano”.

CASTRO. Era una delle prime operazioni contro i trafficanti di migranti che, allora, nel 2000, arrivavano dall’Albania. In questo caso gli scafisti vistisi in trappola, diressero la loro imbarcazione contro una motovedetta della Guardia di finanza e si gettarono in mare. Il natante delle fiamme gialle non riuscì a schivare del tutto l’imbarcazione che gli veniva addosso; il violento speronamento che ne seguì costò la vita a due finanzieri di mare che questa mattina sono stati ricordati durante una cerimonia nelle acque della Grotta Zinzulusa. Si chiamavano Salvatore De Rosa e Daniele Zoccola, entrambi Medaglie d’oro al valor civile. Presenti anche alcuni loro familiari insieme agli alti vertici della Gdf di Lecce e di Bari.

CASTRO. Opere abusive in un ristorante di Castro Marina e scattano i sigilli della Guardia costiera. Ieri mattina, i militari hanno posto sotto sequestro due strutture ombreggianti in metallo per una superficie complessiva di circa 90 mq ed un’insegna pubblicitaria con due pali in metallo cementati al solo. Dai riscontri effettuati presso la locale Amministrazione comunale, tali opere sono risultate prive di alcuna autorizzazione e perciò abusive. Per il titolare della struttura ricettiva è poi scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per i reati di occupazione abusiva di area demaniale marittima e per la realizzazione di opere in assenza o in difformità del permesso a costruire ed in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Altra denuncia, nella stessa giornata, anche per il titolare di uno stabilimento balneare sito sul litorale di castro per i reati ipotizzati di distruzione e deturpamento di bellezze naturali.      

 

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...