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Maglie – La Prefettura di Bari sta valutando in queste ore se commissariare tutti gli appalti della “Ercav srl”, una new company nata da un ramo d’azienda della “Lombardi Ecologia” operante nel settore dei rifiuti. Da ieri la società di Triggiano (Bari) è stata colpita da interdittiva antimafia ieri, 29 novembre.

L’ombra pesante dei clan di Bari e Bitonto sulla ditta. E non solo. Troppi i legami con i Lombardi, anche dopo il fallimento della loro impresa. Pesanti i contatti con clan baresi e bitontini di prima grandezza che rispondono ai nomi di Savino e Tommaso Parisi, Gaetano Cassano e gli Zonno, con la presenza tra i 320 dipendenti di pregiudicati o persone vicine a questi gruppi. In 15 pagine la Prefettura richiama i carichi pendenti della famiglia Lombardi, i risultati della Direzione investigativa antimafia e l’inchiesta in corso della Procura di Milano, con un capitolo che richiama le indagini condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce che portano dritte all’imprenditore Gianluigi Rosafio e all’ergastolano Giuseppe Scarlino di Taurisano, con in ballo una tangente da un milione – che sarebbe stata pagata per metà – per vincere una grossa gara d’appalto. Una inchiesta giudiziaria ancora aperta.

In attesa delle decisioni della Prefettura di Bari anche 22 Comuni salentini. Ma adesso ad essere in fibrillazione sono i tanti Comuni che hanno assegnato ad “Ercav” il servizio di gestione delle immondizie. Non solo nel Barese ma anche nel Salento: l’Aro 7 è tra questi. Maglie ne è capofila; ne fanno inoltre parte Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa. Si tratta di 22 paesi per un totale di 93.956 abitanti. Tutti in attesa, amministratori comunali e cittadini, della decisione prefettizia. Ciò che si teme è una eventuale interruzione del servizio per qualche problema che potrebbe insorgere in questi passaggi di mano e di carte. Senza trascurare più che probabili ricorsi giudiziari. Ma balza anche agli occhi quanto siano veritieri i continui richiamai dei magistrati impegnati in attività antimafia, a Lecce (Dda) come a Roma (Dna) sulle persistenti minacce di infiltrazioni criminali negli appalti e nella pubblica amministrazione in genere.

Il premio nazionale vinto un anno fa. E c’è anche chi va col pensiero ad appena un anno fa quando l’Aro 7, unica in Puglia, aveva vinto un premio nazionale bandito da Anci (Comuni d’Italia) e Conai (consorzio nazionale imballaggi) per i progetti a sostegno della creazione di una sempre più forte educazione e cultura ambientali imperniata sulla raccolta differenziata degli scarti domestici, del riciclo e del riuso di materiali da imballaggio.

Persi dieci mesi per un caso analogo a Gallipoli. Da questo tipo di preoccupazioni comunque ci sono passati anche altri Comuni. Gallipoli, con Taviano, Racale, Alliste e Melissano, ha visto allungarsi di quasi dieci mesi l’assegnazione del servizio per l’interdittiva antimafia che aveva colpito nel dicembre 2016 la “Camassa ambiente” spa, altra azienda barese ritenuta inquinata ma vincitrice con Gial PLast di Taviano dell’appalto, A seguito di quel provvedimento e dopo aver consultato l’Anac (l’organismo nazionale anti corruzione), l’azienda tavianese ha visto cambiato il proprio partner e proprio in questi giorni il nuovo servizio, atteso dal 2013 – può finalmente partire.

Al centro il presidente della Provincia, Antonio Gabellone

GALLIPOLI. Installazione di telecamere, vigilanza privata, rispetto rigoroso della capienza massima dei locali e degli orari di chiusura; maggiore illuminazione esterna in certi luoghi, accessibilità assicurata ai mezzi di primo soccorso e contrasto agli abusi di alcool (ogni locale si dovrà infatti dotare di un etilometro portatile: via chi avrà un tasso alcolemico sopra la soglia consentita). Queste le misure adottate per quest’estate dal Comune di Gallipoli nella lotta all’abusivismo e all’illegalità e per una maggiore sicurezza . E’ stato appena firmato infatti dai Comuni di Gallipoli, Lecce, Castro, Nardò e Porto Cesareo il Protocollo d’intesa per la sicurezza nei locali di intrattenimento attuativo dell’Accordo quadro nazionale del 21 giugno dell’anno scorso. Come riportato su uno specifico articolo di Piazzasalento di giugno,  dopo la “circolare” emanata dal Capo della polizia Franco Gabrielli circa competenze e responsabilità nella sicurezza degli eventi pubblici suddivise tra questore, prefetto, sindaco e operatori privati,  anche a Gallipoli l’Amministrazione comunale si era mossa in quest’ottica, vietando la vendita entro i 500 metri durante i grandi eventi di alcool e bibite in lattina, e chiedendo un rafforzamento per l’estate di polizia e carabinieri, con maggiori controlli dell’abusivismo. Il documento è stato sottoscritto anche dal Presidente della Provincia Antonio Gabellone, dalla Camera di Commercio insieme alle associazioni di categoria Federalberghi, Confesercenti, Federbalneari oltre ai Sindaci dei cinque centri turistici. Presenti inoltre le forze dell’ordine come Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Capitaneria di Porto insieme a gestori e imprenditori di noti locali salentini.
Il Protocollo sottoscritto infatti riguarda “azioni atte a favorire sempre più una diffusa cultura della legalità con particolare riferimento dunque ai locali d’intrattenimento”.
“Più controlli e più collaborazione tra le parti – sottolinea il Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva – più illuminazione, più vigilanza, più attenzione nei confronti di chi esagera con l’alcool. In questi giorni poi le forze dell’ordine stanno controllando la nostra città: non ci fermeremo, inaspriremo i controlli e garantiremo ai cittadini e ai turisti la sicurezza che meritano”.

CASTRO. Era una delle prime operazioni contro i trafficanti di migranti che, allora, nel 2000, arrivavano dall’Albania. In questo caso gli scafisti vistisi in trappola, diressero la loro imbarcazione contro una motovedetta della Guardia di finanza e si gettarono in mare. Il natante delle fiamme gialle non riuscì a schivare del tutto l’imbarcazione che gli veniva addosso; il violento speronamento che ne seguì costò la vita a due finanzieri di mare che questa mattina sono stati ricordati durante una cerimonia nelle acque della Grotta Zinzulusa. Si chiamavano Salvatore De Rosa e Daniele Zoccola, entrambi Medaglie d’oro al valor civile. Presenti anche alcuni loro familiari insieme agli alti vertici della Gdf di Lecce e di Bari.

CASTRO. Opere abusive in un ristorante di Castro Marina e scattano i sigilli della Guardia costiera. Ieri mattina, i militari hanno posto sotto sequestro due strutture ombreggianti in metallo per una superficie complessiva di circa 90 mq ed un’insegna pubblicitaria con due pali in metallo cementati al solo. Dai riscontri effettuati presso la locale Amministrazione comunale, tali opere sono risultate prive di alcuna autorizzazione e perciò abusive. Per il titolare della struttura ricettiva è poi scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per i reati di occupazione abusiva di area demaniale marittima e per la realizzazione di opere in assenza o in difformità del permesso a costruire ed in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Altra denuncia, nella stessa giornata, anche per il titolare di uno stabilimento balneare sito sul litorale di castro per i reati ipotizzati di distruzione e deturpamento di bellezze naturali.      

 

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C’era una volta un orco, ovviamente mostruoso come vuole l’antica tradizione romana. Compariva invariabilmente – sarà stato un maleficio – non appena qualcuno accennava...