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Matino – Derby di un antico sapore tra due squadre di giovanissimi, la Virtus Matino (reduce da un doppio salto di categoria, dalla Terza alla Prima), e la Soccer Dream Parabita (appena salita in Seconda). Con un finale drammatico ma che per fortuna si è risolto entro poche ore. Questo pomeriggio a Matino si è svolto il primo incontro di Coppa Italia: primo turno e prima partita particolare per le rivalità che hanno contrassegnato le compagini calcistiche che si sono succedute nel tempo.

Sarà per la giovane età dei patron – Cristina Costantino da un lato e Fabio Vinci dall’altro – o per il comune interesse a scovare piccoli talenti da far crescere, la gara è andata via tranquilla col Matino che ha messo per tre volte la palla dietro le spalle del portiere del club parabitano. Con un drammatico epilogo che poteva aprire la strada ad una vera e propria tragedia dello sport ma che, per fortuna, si è risolto in un grande spavento, protagonista il portiere della Soccer Dream, Giulio Greco (foto). Durante un normale scontro di gioco quando mancavano pochi minuti alla fine della gara, il ragazzo si è accasciato al suolo e per alcuni istanti non ha dato più segni di vita. Con l’ambulanza del 118 il calciatore si è ripreso mentre veniva trasportato all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Lì i sanitari gli hanno riscontrato una forte contusione al capo ma niente di più.

Ecco come raccontano il brutto episodio i suoi compagni della Soccer Dream Parabita: “Il derby di Coppa Puglia, disputato oggi al via del Mare, fra Polisportiva Virtus Matino e Soccer Dream Parabita, non lo ricorderemo per il risultato, 3 a 0 per la squadra di casa, o per qualche bella giocata che i giocatori hanno regalato al pubblico. La nostra emotività è stata completamente assorbita quando, a cinque minuti dal termine, il giovane portiere della Soccer Dream, Giulio Greco, è rimasto in terra privo di sensi, dopo essere caduto pesantemente sul terreno, in seguito a uno scontro di gioco. Immediato l’intervento di avversari, compagni e componenti delle panchine, con il pubblico di ammutolito, con il giocatore che non dava alcun segno di movimento. Greco è stato trasportato a Lecce dall’autoambulanza accompagnato dal caloroso applauso di tutti i presenti. I primi accertamenti hanno scongiurato problemi seri, al di là della forte contusione. “Roccia” potrebbe essere dimesso in serata e presto tornerà a volare!”.

Subito sulle reti sociali sono fioriti messaggi affettuosi e augurali(ma anche di paura per il pericolo scampato): da parte di tutto lo staff della Polisportiva Matino, dai tanti amici: “Forza campione, ti apettiamo più forte di prima in campo!”, è uno di questi. Inviti a guarire presto ed a tornare tra i pali sono giunti anche da altri  sodalizi, dalla Gioventù calcio Cutrofiano al Capo di Leuca, alla Polisportiva Neviano.

Leuca (Castrignano del Capo) –  Torna un vecchio sogno che si chiama Città del Capo di Leuca. Ed è tornata mercoledì, 17 ottobre, presso l’hotel Terminal di Leuca, in un incontro dal titolo “Identità e governo del territorio: una città per il Capo di Leuca” voluto e promosso dall’associazione Italia Nostra. Al centro della comune riflessione l’idea di analizzare e valutare la convenienza di una possibile fusione di tre Comuni del Sud Salento: Patù, Gagliano del Capo e Castrignano del Capo.

“Le fusioni servono per mettere insieme le funzioni dei Comuni e non a fondere le comunità – chiarisce il professore Luigino Sergio, esperto in gestione enti locali e autore di pubblicazioni in materia – i cittadini e i Sindaci devono riflettere e discutere sull’opportunità di intraprendere questo discorso.  Oggi lo Stato e le Regioni concedono incentivi e finanziamenti ai piccoli paesi che decidono di fondersi, tra qualche anno le cose andranno diversamente e le fusioni diventeranno inesorabili, prescritte per legge e prive risorse finanziarie”.

Una riflessione puntuale, precisa ed anche appassionata quella che il prof. Sergio, che ha esposto a coloro che erano attenti al confronto, il suo punto di vista: “Il forte calo demografico incide sull’entità dei trasferimenti in entrata ai Comuni e che va riducendosi sempre di più – afferma l’esperto – e se questi tre Comuni dovessero procedere con la fusione, beneficerebbero di un contributo annuale massimo di oltre un milione e mezzo di euro”.

Ad illustrare ulteriormente la normativa in vigore, prospettandone gli aspetti positivi e quelli negativi, è stato l’avvocato amministrativista Carlo Ciardo: “I comuni che si fondono hanno la possibilità di fare nuove assunzioni, cosa che oggi è preclusa per le piccole municipalità – ha rilevato tra l’altro – l’analisi valutativa è necessaria, tuttavia, non bisogna fondersi per paura, né avere paura di fondersi”. Presenti, in rappresentanza dei Comuni stimolati alla discussione, il Sindaco di Gagliano del Capo, Carlo Nesca, il vicesindaco di Castrignano del Capo, Giuseppina Maruccia e il primo cittadino di Patù, Gabriele Abaterusso.

Ritengo che un unico Comune più grande possa creare una condizione di maggior solidità economica attribuendo un maggior peso nelle trattative con gli altri enti”, ha affermato Nesca, esprimendo vivo interesse verso la prospettiva di fusione.  Più cauta la posizione del vicesindaco Maruccia: “Occorre riflettere, valutare e confrontarsi con i cittadini perché, se è vero che potrebbero esserci dei vantaggi economici, è vero anche che bisognerebbe confrontarsi con i risvolti pratici di una simile ed eventuale operazione”. Disponibile all’ascolto ma altrettanto cauto il primo cittadino di Patù: “A mio avviso, collaborare per lo sviluppo complessivo del territorio è una priorità su cui stiamo già lavorando da tempo. Tuttavia, occorre valutare se l’operazione prospettata sia la migliore perchè la fusione potrebbe garantire delle agevolazioni fiscali ma non ridurrebbe il fenomeno dello spopolamento. Non è detto – conclude – che unendo tre Comuni considerati inefficienti, se ne possa costituire uno efficiente”.

Capo di Leuca – È quella del Gibò la migliore “location” italiana per gli Awards 2018 di Food and Travel Italia. La splendida terrazza sull’Adriatico ha sbaragliato la concorrenza della Terrazza Martini di Milano e de La Capannina di Forte dei Marmi, gli altri due  finalisti. Si tratta dell’ennesimo prestigioso riconoscimento per il locale a picco sull’insenatura  del Ciolo (a pochi chilometri da Leuca) creato dall’imprenditore Gigi Costa (di Casarano), premiato insieme all’amministratrice Marta Costa.

La premiazione è avvenuta il 12 ottobre scorso nel lussuoso scenario del Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula (Cagliari). “Food and Travel Italia” rappresenta l’edizione italiana del primo magazine a livello internazionale che si occupa di enogastronomia e turismo di alto profilo (la stessa cerimonia ha premiato anche Martinucci come “pasticceria dell’anno”). A scegliere i finalisti sono stati i voti pervenuti dai lettori sul sito web della rivista internazionale pubblicata in 14 Paesi. Nel corso della premiazione, il Gibò è stato considerato “un luogo da sogno assolutamente unici, sospeso in una dimensione che va oltre i confini dello spazio e del tempo”. Il locale ideato da Gigi Costa  ha prevalso non solo per “l’assoluta bellezza ed unicità della location” ma anche per “la capacità di presidiare alti standard di eccellenza nei servizi offerti e per le forti politiche di internazionalizzazione orientate alla promozione del brand wordwide”.

La storia Quella che in origine fu scelta (siamo nel 1967) quale dimora privata della baronessa Serafini Sauli (originaria di Morciano di Leuca) venne rilevata nel 1988 da Gigi Costa riuscendo a trasformarla valorizzandone l’identità del luogo insieme all’architetto Ippazio Fersini (di Gagliano del Capo) finendo per diventare oggetto del saggio  “L’architettura di Pietra” di Alfonzo Acocella pubblicato nel 2005. Già nel 2015 il Gibò era stato insignito del riconoscimento quale migliore discoteca d’Italia dal Mics (“Montecarlo international Clubbing show) e lo scorso anno dell’“Awards Estate 2017 sempre da parte di “Food and Travel”.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) –  Si è svolta venerdì 12 ottobre nel Forte Village a Santa Maria di Pula, in Sardegna, la cerimonia di premiazione degli Award 2018 Food and Travel Italia che ha “incoronato” Martinucci come “pasticceria dell’anno”. Il premio Food and Travel Awards 2018 viene assegnato alle eccellenze italiane che si sono contraddistinte per la qualità dei prodotti e dei servizi mostrando capacità di rinnovarsi e confermarsi sul mercato. Ad oggi il marchio Martinucci conta 19 punti vendita sparsi per tutta la Puglia e un laboratorio centralizzato ad Acquarica del Capo ed i suoi prodotti distribuiti in Italia ed in oltre 30 Paesi del mondo. Nel Salento i suoi laboratori sono a Leuca, Gallipoli, Maglie, Otranto, Casarano, Tricase, Specchia e nelle marine di Torre San Giovanni, Lido Marini, Torre Vado, Pescoluse e Torre Pali.

La pasticceria a Santa Maria di Leuca La pasticceria più conosciuta del basso Salento ha iniziato a svolgere la propria attività a Santa Maria di Leuca negli anni ’50. Al tempo si trattava di un piccolo laboratorio artigianale che, ben presto, divenne crocevia dei più grandi ingegni della tradizione pasticcera italiana: siciliani, napoletani e veneti, tutti chiamati da Rocco Martinucci a condividere le proprie conoscenze. «Quando ho iniziato a lavorare nella pasticceria di famiglia, esattamente 50 anni fa, Leuca era bellissima. Il locale – ricorda Fabio Martinucci, figlio di Rocco, proprietario e gestore della nota pasticceria leucana –  si trovava vicino al Porto turistico. Poi, nel 1998, ci siamo spostati dove siamo adesso. Da allora, molte cose sono cambiate, tranne l’entusiasmo e la passione che ci muove».

La festa per Angelo cliente fisso e “istituzione” leucana

Sono molti i clienti che ogni anno, in estate ed in inverno, frequentano la pasticceria di Leuca ma, tra gli “immancabili” c’è Angelo, 98 anni e tanta dolcezza. «Angelo è un po’ il nonno di tutti noi – afferma Fabio –  a volte quando fa freddo prende il latte con il miele oppure una coppetta di gelato quando fa caldo e ne ha voglia». Angelo vive da solo, poco distante dal locale, così lo scorso 7 ottobre, in occasione del suo 98esimo compleanno, lo staff Martinucci ha pensato di organizzargli una festa a sorpresa per lui. «Ha mangiato, felice, due pezzi di torta», conclude Fabio.

 

Supersano – La bellezza dei borghi salentini quale sfondo ideale lo shooting fotografico per la Maison Claire Joly, la casa di moda francese specializzata in abiti da sposa su misura. È stata la giovane stilista di Amiens Claire Joly, innamorata degli scorci salentini, ad organizzare qui il servizio fotografico per la presentazione della sua nuova collezione di abiti da sposa. Gli scatti andranno sulla rivista specializzata Wedding. Oltre alle foto sono stati girati anche dei video che verranno proiettati durante un défilé a Bruxelles, dove la stilista ha intenzione di aprire uno show-room.

Gli scatti a Gallipoli, Otranto e Leuca «Conosco il Salento grazie alla mia amica Daniela Marini, di Supersano. Sono già quattro anni – confida la giovane Claire Joly –  che vengo qui per trascorrere le vacanze ed è stato impossibile non innamorarsi di questi fantastici posti, così diversi e particolari rispetto a quelli che conosco, e della luce particolare che c’è, ideale per gli shooting». Vestiti delicati e raffinati che ben si sposano, è il caso di dirlo, con la semplicità della vita salentina, con colori che ben si accostano a quelli delle case dei centri storici. E anche la scelta dei tessuti, trapezi e merletti, richiamano le tradizioni sartoriali salentine. Ruffano, Gallipoli, Supersano, Otranto, Leuca e anche Alberobello tra le mete prescelte per gli scatti. «Il bel tempo ci ha permesso di lavorare in tranquillità per tutto il tempo, solo a Leuca abbiamo trovato un cielo grigio e minaccioso, con il vento che ogni tanto tirava forte – conclude la stilista – nonostante ciò è stato suggestivo poter fotografare con quei colori. È stata davvero una bella esperienza».

 

Tricase – Grande entusiasmo per i giovani studenti del liceo “Comi” di Tricase che nella mattinata di giovedì 11 ottobre hanno ricevuto la visita di Monsignor Vito Angiuli, vescovo della Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca. «Un incontro dedicato ai giovani. Un modo semplice per dire ai ragazzi e a tutti noi che dobbiamo prenderci cura dei nostri sogni e appassionarci ai progetti con curiosità e un po’ di intraprendente follia»,  sottolinea la dirigente scolastica Antonella Cazzato. Monsignor Angiuli accompagnato da don Flavio Ferraro (parroco della Natività di Tricase) è stato accolto nell’Auditorium dell’Istituto dalla dirigente scolastica, da alcuni docenti e dagli alunni delle classi terze e quarte. Ad organizzare e coordinare l’incontro è stata la professoressa Anna Martire. Nel suo discorso, con parole semplici e dirette, monsignor Angiulli ha ribadito l’importanza dello studio e della formazione ma anche della fratellanza, dell’ascolto e dell’accoglienza. «I ragazzi hanno apprezzato molto le sue parole così come la sua disponibilità al dialogo», commenta il professor Giovanni Carità.

Il dono Nel corso della mattinata, scandita da canti e momenti di riflessione, al vescovo è stata donata una croce di legno (opera della professoressa Manuela Bleve) che riporta una colomba con l’ulivo (simbolo della pace), un albero (simbolo della scuola) in ricordo del poeta Girolamo Comi e al centro della croce una frase cara allo stesso vescovo: “Che passione educare!”. Al termine della giornata Angiuli si è fatto “studente tra gli studenti”, prima prendendo parte al canto e poi sedendosi al pianoforte per eseguire una canzone dedicata alla vita.

Gallipoli – Santa Maria di Leuca Giunge alla sua 25^ edizione il “Meeting dei due mari”, ovvero il raduno internazionale di auto storiche organizzato dal Salento Club Auto Storiche di Lecce e da Caroli Hotels. Da venerdì 12 a domenica 14 ottobre l’evento vedrà la partecipazione di circa 40 vetture provenienti da ogni parte d’Italia. Il programma prevede per venerdì il ritrovo a Gallipoli presso l’Ecoresort Le Sirenè Caroli Hotels. Sabato è prevista, invece, una suggestiva passeggiata e sfilata di auto storiche su un percorso che attraverserà Maglie, Otranto e Santa Maria di Leuca. Domenica, infine, si ripartirà da Gallipoli fino a Torre Vado, marina di Morciano di Leuca, e ritorno. «Oltre che cinque lustri del Meeting dei Due Mari – sottolinea Franco D’Agostino, presidente del Salento Club Auto Storiche – questa edizione celebra anche i quarant’anni di collaborazione con Caroli Hotels, che ringrazio, nella realizzazione delle varie manifestazione. La prima è stata nel settembre del 1978».

Santa Maria di Leuca

Gallipoli – Com’era prevedibile, è scattata una intensa fibrillazione nei vari Comuni salentini in cui la Igeco costruzioni spa, colpita da interdittiva antimafia giovedì 4 ottobre, ha attività ed interessi. A Lecce, il presidente del Consiglio di amministrazione della Sgm (posteggi e mobilità urbana), Mino Frasca di Nardò, ha chiesto un incontro urgente col Sindaco Carlo Salvemini per valutare insieme il da farsi: la Igeco detiene il 48% delle quote societarie. Sulla gestione portuale si stanno ponendo domande sia a Melendugno, sia a Leuca, frazione di Castrignano del Capo, dove la società detiene la maggioranza. In mezzo anche i Comuni che hanno affidato o stavano per affidare il servizio di igiene pubblica al colosso salentino, compresi i contratti in scadenza.(nella foto il commissario Grandaliano durante l’assemblea di Poggiardo)

Per mercoledì prossimo il commissario dell’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano, verrà a trovare gli amministratori e i tecnici comunali di Lecce, Monteroni, Arnesano, Carmiano, Ruffano, Taurisano, Parabita, Ugento. Per l’Ager e non solo l’arrivo dei commissari previsti in casi del genere, da incaricare della gestione delle società sotto osservazione per infiltrazioni criminali, è data per scontata. I provvedimenti della Prefettura di Roma, d’intesa con la Prefettura di Lecce che ha collaborato alla lunga inchiesta insieme ai gruppi di Interforze per le indagini, dovrebbero essere presi nella prossima settimana.

Più delicati e complessi gli altri aspetti, compresi quelli contrattuali. “So che la Prefettura di Roma ha comunicato ai vari Comuni – ha affermato Grandaliano alla Gazzetta del Mezzogiorno – le scadenze dei contratti ai fini del commissariamento previsto dalla normativa”. Ma l’amministratrice delegata di Igeco, Cinzia Ricchiuto, ha diffidato gli Enti dall’intervenire sugli accordi in essere. La società ha già presentato ricorso al Tar di Roma ma, considerati i tempi, la sorte degli appalti aggiudicati o da aggiudicare, oltre quelli in essere, diventano il fronte più immediato. L’affidamento del servizio rifiuti all’Aro 10, comprendente Ugento, Taurisano, Presicce e Acquarica del Capo, all’associazione temporanea di imprese di cui fa parte Igeco, era prossimo alla formalizzazione ma adesso risulta tutto sospeso; aggiudicazione già avvenuta ma senza la firma del contratto all’Aro 2 di Melendugno.

L’azienda ovviamente non sta a guardare. Sul capitolo molto corposo ed insidioso dei 36 dipendenti che, secondo la Prefettura di Roma, avrebbero avuto rapporti con clan della Sacra corona unita, la Igeco tra l’altro sostiene che “19 provenivano dal gestore precedente al subentro di Igeco nell’espletamento del servizio di igiene urbana”. Inoltre si fa presente che “la maggior parte di loro proveniva da altra impresa ed è transitato in altra impresa,senza con ciò determinare in capo ai loro datori di lavoro l’adozione di analoghi provvedimenti”. Ad invitare alla cautela davanti ad una “interdittiva che ci ha lasciato molto sorpresi” è infine il presidente di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro.

 

Lecce – L’interdittiva antimafia che ha colpito la “Igeco costruzioni spa” rischia di provocare un effetto a cascata sulle molteplici attività riconducibili alla società dei Ricchiuto.  Si tratta della più importante delle società del gruppo che da oltre 30 anni opera nel settore delle costruzioni allargando il proprio raggio d’azione alle opere edili, stradali, idrauliche, marittime e nella gestione dei servizi di igiene urbana di molti comuni. Autonomamente o con raggruppamenti di imprese.

Gli appalti pubblici Lo stop da parte del Prefetto di Roma (nella Capitale c’è la sede legale della società) è giunto in seguito alla relazione del Prefetto di Lecce dello scorso luglio e sul parere espresso dal Gruppo Interforze di Roma e di quello Interforze appalti di Lecce, secondo i quali la società di Galugnano (San Donato) risulterebbe “esposta” al rischio di infiltrazioni mafiose. Per questo non potrebbe intrattenere rapporti con le pubbliche amministrazioni. E qui sorgono i problemi per molti enti visto che la società è da sempre presente nei gangli di molte amministrazioni comunali, vuoi per le opere pubbliche (la darsena a San Cataldo) e per il trasporto urbano (a Lecce è socia al 49% della Sgm che gestisce la rete urbana) vuoi per la gestione della raccolta rifiuti. Ma anche, ed è il caso di Santa Maria di Leuca e San Foca a Melendugno (ma anche per il porticciolo di Brindisi), per la gestione delle aree portuali (a Leuca la Igeco è socio di maggioranza, insieme al Comune, della società Porto turistico).

La raccolta dei rifiuti Milioni di euro sono in ballo con la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti: con un raggruppamento di imprese è già presente nell’Aro 2 (Calimera, Caprarica, Castrì, Cavallino, Lizzanello, Melendugno, San Cesario, San Donato, San Pietro in Lama e Vernole) mentre nell’Aro 10 (Ugento, Acquarica del capo, Taurisano e Presicce) prossima sarebbe stata l’aggiudicazione (ora bloccata) all’Associazione temporanea di imprese con la stessa Igeco.  La società ha gestito sino allo scorso luglio il servizio a Casarano mentre a Matino l’appalto è scaduto a gennaio scorso e a Parabita nel novembre 2016. Quest’ultimo Comune è finito nell’occhio del ciclone, con l’operazione Coltura del dicembre 2016 che ha poi portato allo scioglimento del Consiglio comunale, per il ruolo che l’allora  vice sindaco avrebbe avuto assicurando l’assunzione, presso la Igeco, di quattro persone: in questo caso la Procura adombra l’ipotesi del voto di scambio. Delicata la situazione anche a Casarano dove sarebbero emersi rapporti di lavoro con Luigi Spennato, uomo ritenuto vicino al boss Augustino Potenza (quest’ultimo poi ammazzato, il primo ferito gravemente ad un agguato mafioso). Altri soggetti le cui posizioni appaio in aperto conflitto con il Codice antimafia sarebbero anche a Matino, Ruffano (ben 4) e Cellino San Marco oltreché nel tarantino. Secondo i dati ricavati dall’Inps, nel novembre del 2016, negli impianti di San Donato e Novoli, la Igeco aveva alle proprie dipendenze 310 lavoratori, 83 dei quali con precedenti penali di vario tipo e sei accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Per capire quali conseguenze potrà avere l’interdittiva della Procura di Roma su tale vorticoso volume di affari occorrerà, comunque, attendere l’esito dell’impugnazione del provvedimento già anticipato dall’amministratore unico Cinzia Ricchiuto.

 

Castrignano del Capo – Un’intera giornata dedicata ai nonni, quella dello scorso 2 ottobre, insieme ai ragazzi delle scuole. Ad omaggiare gli anziani del paese, nella mattinata, sono state le classi quinte dell’Istituto comprensivo “Vito De Blasi” di Gagliano del Capo (3), Castrignano del Capo (2) e Leuca (1). A promuovere ed organizzare l’iniziativa, come ogni anno, è stata l’Amministrazione comunale. «La speranza è che questo giorno serva a ricordare i nonni tutti i giorni. In questi anni abbiamo cercato di coinvolgere sempre di più i ragazzi della scuola. Insieme – afferma l’assessore Mina De Maria – abbiamo fatto visita ai nonni della casa del clero e dell’anziano ed assistito alla santa messa. La dirigente scolastica Pamela Maria Luigia Licchelli ha accolto con entusiasmo l’invito e i ragazzi hanno realizzato dei disegni che abbiamo voluto inserire nel manifesto affisso per il paese». Nel pomeriggio, la festa si è spostata a a Salignano, nella parrocchia Sant’Andrea apostolo, dove i  bambini della scuola d’infanzia e gli alunni della scuola primaria e secondaria hanno reso omaggio ai nonni con canzoni e poesie.

 

Specchia – «Nessuna pena potrà mai portare indietro la nostra Noemi»: queste le parole con le quali la famiglia di Noemi Durini commenta l’esito della sentenza che ha visto condannare a 18 anni e 8 mesi di carcere il 18enne di Montesardo (frazione di Alessano) Lucio M., reo confesso dell’omicidio della sua fidanzata 15enne uccisa il 3 settembre del 2017 . Dieci giorni dopo il fatto, fu lo stesso omicida a condurre i carabinieri nella campagna tra Castrignano del Capo e Leuca, dove giaceva, nascosto tra le pietre, il corpo senza vita di Noemi

La sorella Benedetta «Eravamo preparati ad una pena non troppo alta – fa sapere Benedetta Durini, la sorella 23enne di Noemi, che da quattro anni vive a Reggio Emilia -. Trattandosi di un procedimento minorile le procedure sono ben diverse da un processo per un imputato maggiorenne. Abbiamo sperato che magari con questa sentenza sarebbe cambiato qualcosa, che  una pena esemplare potesse dare giustizia a mia sorella e idealmente a tutte le donne: ci abbiamo sperato». Alla fine il giudice del tribunale minorile di Lecce ha accolto la proposta dell’accusa optando per l’omicidio volontario premeditato, escludendo pure la nuova perizia psichiatrica richiesta dalla difesa. «Per un attimo abbiamo pensato che potesse cambiare qualcosa, ma alla fine, quando è stata emessa la sentenza – continua  Benedetta – eravamo preparati a questo risultato. Eravamo in aula e avevamo addosso tutta la tensione del momento sommata a quella dell’attesa dei mesi passati. Mi aspettavo di più ma in fondo ero scettica. Mentre ero lì ad attendere il risultato, pensavo al lavoro fatto dal pm. Hanno fatto il possibile, e gli hanno dato una pena abbastanza severa, ma ci aspettavamo qualcosa di più».

L’affetto e il calore di tanti Benedetta parla a voce bassa, ancora provata dal viaggio e da una giornata vissuta sul filo dei ricordi e delle emozioni. «Mi sono ritrovata da un giorno all’altro senza una sorella e la mia vita è stata stravolta. Non è per niente facile. Quello della morte di mia sorella sarà per sempre il mio pensiero costante», continua la giovane. Nessun contatto con la famiglia di Lucio: «Si parlava di faida familiare, ma non non abbiamo mai avuto a che fare con loro, che per fortuna abitano in un altro paese». Intanto, a Specchia, tutti si sono stretti intorno alla famiglia per sostenerla e far sentire loro affetto e calore. «Sia adesso che durante tutto l’anno abbiamo avuto attestazioni di vicinanza – spiega Benedetta – grazie anche all’associazione “La casa di Noemi”, che ha accolto ogni invito di incontri in cui c’era da parlare di violenza sulle donne. Noi vogliamo che arrivi la voce di Noemi così come di tutte le donne vittime di violenza».

La condanna e le reazioni L’idea che magari dei 18 anni di pena, tra permessi e buoni condotta, Lucio ne faccia molti di meno è balenata a tutti. «Purtroppo è successo con altre sentenze e anche questo abbiamo messo in conto – conclude Benedetta – speriamo che tutti coloro che abbiano le competenze per farlo tutelino e salvaguardino i cittadini. Per non far sentire ciascuno libero di fare ciò che vuole, anche di macchiarsi di un omicidio e scontare con poco le pene». Assediata dai giornalisti, davanti al tribunale, Imma Rizzo ha sfogato la sua rabbia: «Meritava l’ergastolo: ha ucciso con crudeltà ad appena tre mesi dalla maggiore età. A me non deve chiedere niente: deve chiedere perdono a Noemi e alla sua coscienza»

 

 

 

Ugento – Il linguaggio variegato e creativo dell’arte per raccontare, in un modo nuovo e particolare, il paesaggio rurale, che ha solo conosciuto le parole del lavoro duro, della fatica della semina e della gioia del raccolto. E adesso della disperazione per la morte. Le province di Brindisi, Lecce e Taranto colpite dalla Xylella, ora più che mai si trovano a dover fare i conti con la propria identità e l’arte diventa strumento di riflessione e condivisione di un momento fragile, legato in maniera sostanziale (e antropologica) alla vita futura del territorio. L’arte quale luogo di incontro fra il mondo produttivo e quello culturale. In mezzo il territorio, il paesaggio, eredità da consegnare alle generazioni future. È questa l’essenza di landXcape, un progetto culturale multisciplinare di valorizzazione integrata del patrimonio identitario e paesaggistico del Salento, attraverso i linguaggi dell’arte, il racconto e il paesaggio. Diversi gli spettacoli in programma, che proseguono nei prossimi giorni, con tre diversi appuntamenti nello scenario dei Parchi naturali.

Il programma nei parchi del Salento Venerdì 5 ottobre 2018 nel Parco naturale regionale litorale di Ugento è prevista una visita guidata sul tema “Un mare di cultura e biodiversità”, alle 19.30 nel Nuovo museo archeologico, ed alle 21 presso la chiesa di Santa Filomena lo spettacolo “Cielo nero”, di Francesco Niccolini e Pierpaolo Piludu (una produzione Cada die Teatro – prenotazioni al 328/3424894). Si prosegue sabato 6 ottobre, presso il Parco naturale regionale Costa OtrantoSanta Maria di Leuca e Bosco di Tricase. Alle 20 presso il Castello di Andrano ci sarà “Produttori di paesaggio”, vista guidata/incontro con il parco, ed alle 21 nel cortile del Castello di Andrano si potrà assistere a “Marbleland” uno spettacolo di e con Soledad Nicolazzi (una produzione Compagnia Stradevarie, Campsirago residenza – prenotazioni al 347/8130497). Domenica 7 ottobre, invece, nel Parco naturale regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano, alle 16 presso Torre dell’Alto ci sarà la visita guidata “Paesaggi in evoluzione”, mentre alle 17 sempre presso la Torre dell’Alto, lo spettacolo “Tempeste”: l’olivo, il vino, le pietre. Trilogia della rinascita dalle Metamorfosi di Ovidio. Uno spettacolo scritto e narrato da Sista Bramini polifonie della tradizione mediterranea e orientale trascritte e interpretate da Camilla Dell’Agnola e Valentina Turrini (produzione O Thiasos TeatroNatura, prenotazioni al 349/6799790, incontro per lo spettacolo e la visita via Cantù, Santa Caterina c/o Grotta Capelvenere).

La Regione e i vari partners Il progetto è sostenuto dalla Regione Puglia, assessorato alle Industrie culturali e turistiche, attraverso i Poli Biblio-museali di Lecce e Brindisi e attuato dal Teatro Pubblico Pugliese, in collaborazione con Biennale dei giovani Creativi d’Europa e del Mediterraneo (BJCEM), nell’ambito delle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la coesione, Puglia 2014 – 2020 (Area di intervento  “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali”). LandXcapes nasce da un’istanza del territorio con la spinta delle associazioni di categoria, le associazioni ambientali e tutti i vari soggetti coinvolti dei settori agricoltura, turismo verde, artigianato e ambiente.

Lecce – È attesa per giovedì 4 ottobre la sentenza del Tribunale per i minorenni di Lecce sull’omicidio di Noemi Durini. Nei confronti dell’unico imputato, il 18enne di Montesardo Lucio M., il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 18 anni di carcere. Secondo l’accusa non ci sono dubbi: l’allora 17enne uccise la fidanzata dopo essere passato a prenderla da casa all’alba del 3 settembre del 2017: fu lo stesso Lucio, dieci giorni dopo il fatto, a cedere davanti ai carabinieri conducendo gli investigatori sul luogo del delitto (una campagna sulla strada che collega Castrignano del Capo a Leuca), avvenuto lo stesso giorno della scomparsa della ragazza di Specchia, appena 15enne (avrebbe compiuto i 16 anni il 22 dicembre). Il processo celebrato con il rito abbreviato ha vissuto ieri la requisitoria del pubblico ministero Anna Carbonara mentre la sentenza è prevista dopo le repliche dei legali delle parti. Le accuse formulate nei confronti del ragazzo sono quelle di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione (per aver agito con crudeltà per motivi abietti e futili), occultamento di cadavere e porto di oggetti atti ad offendere. Al culmine di una lite, Lucio avrebbe dapprima strattonato la ragazza, per poi colpirla violentemente,  accoltellarla per ucciderla ed infine occultarla agonizzante sotto un cumulo di pietre.

Il Procuratore Rizzo a Gallipoli Sul processo in corso è intervenuto, seppur in grandi linee e senza entrare nel merito, il Procuratore della Repubblica per i Minori del Tribunale di Lecce Maria Cristina Rizzo presente questa mattina alla Galleria dei due mari di Gallipoli all’incontro formativo per i giornalisti sul tema dei minori nell’ambito della Settimana della cultura del mare. «Al di là di ogni tipo di valutazione che può essere fatta su quanto accaduto – ha affermato la Rizzo – la pena richiesta è frutto di un calcolo matematico. Si parte dai 24 anni per poi aumentare a causa della continuazione e dei reati collegati, per poi scendere di un terzo per il rito abbreviato. Di certo la requisitoria svolta è stata molto tecnica». Gli altri reati contestati sono quelli di occultamento di cadavere e porto di armi o oggetti atti a offendere. Da segnalare, inoltre, come nel corso del processo la procura si è opposta, per la seconda volta, alla richiesta di “messa alla prova” avanzata dai legali dell’accusato, sulla base dell’assenza di segni concreti di ravvedimento e della consapevolezza del proprio errore.

Accusa e difesa a confronto La condanna chiesta è stata ritenuta “non congrua” dei legali della famiglia Durini, “a causa ella crudeltà con la quale è stata uccisa una ragazza di appena 16 anni”, mentre la difesa di Lucio, che cercherà di fornire una versione dei fatti se non diversa quanto meno “smussata”, puntava molto sulla concessione della messa alla prova. L’avvocato Luigi Rella punta sull’esclusione della premeditazione e delle aggravanti  ed ha chiesto una nuova perizia psichiatrica.

 

Le perizie Nel corso delle varie perizie svolte, il giovane di Montesardo è stato pure ritenuto in grado di sostenere il processo. Nel corso della detenzione nel carcere sardo di Quartucciu, i periti che lo hanno valutato sono più volte giunti alla conclusione che Lucio avesse (lucidamente) cercato di orientare gli inquirenti verso “alterne versioni per quanto goffe” per giungere a “rappresentazioni per lui giuridicamente più favorevoli”. Chiaro il riferimento al tentativo di coinvolgere il meccanico di Patù indicato (in una delle sue versioni) come colpevole dallo stesso imputato così come il riferimento al presunto coinvolgimento  dei suoi stessi genitori (nell’ipotesi che lo avessero aiutato ad occultare il cadavere). Nella sua ultima versione dei fatti confermata in udienza, Lucio si è detto di essersi ritrovato “costretto” ad uccidere la fidanzatina che le chiedeva, a sua volta, di eliminare gli stessi genitori che si opponevano alla loro relazione.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Un diportista sloveno è stato salvato al largo di Leuca dai militari della Guardia costiera. Intorno alle 6 presso la sala operativa della Capitaneria di porto di Gallipoli è giunta, tramite il canale radio di soccorso, la richiesta di aiuto da parte dell’uomo rimasto in balia del mare a causa di un’avaria alla propria imbarcazione a vela a circa quattro miglia nautiche dal porto di Santa Maria di Leuca. Dal porticciolo della marina è, quindi, partita la motovedetta CP 886, specializzata nel prestare soccorso in ogni condizione meteomarina, riuscendo in breve tempo ad individuare il diportista e a prestare assistenza. L’uomo è apparso visibilmente scosso ma in buono stato di salute. L’ormeggio è avvenuto intorno alle 6.40.

Castrignano del Capo – Aveva urtato una macchina proveniente in senso di marcia contrario al suo ma aveva proseguito senza prestare soccorso: dopo indagini partite dal quell’incidente del 13 settembre scorso, i carabinieri sono riusciti a risalire all’autore del reato di fuga e mancata assistenza ai feriti, deferendolo all’autorità giudiziaria.

Alla conclusione con successo delle indagini i carabinieri di Castrignano del Capo sono arrivati in due tappe: dapprima, il 17 scorso, sono riusciti a rintracciare in un viottolo di campagna a Leuca la macchina investitrice, una Hyunday di colore blu. All’autovetture sono arrivati dopo aver visionato alcuni impianti di videosorveglianza nel luogo in cui era avvenuto lo scontro, sulla litoranea nei pressi di San Gregorio di Patù. Inoltre ai militari non era passato inosservato il fatto che sulla Mazda che aveva subito l’impatto erano rimaste tracce di vernice blu.

Poi i carabinieri erano risaliti al proprietario – S. S., nato in un paese della provincia di Messina, 33 anni e residente di fatto a Castrignano del Capo – rintracciandolo e denunciandolo all’autorità giudiziaria.

Sull’altra vettura, una Mazda, viaggiavano una donna al volante di 24 anni ed una sua amica. Entrambe erano state soccorse dal servizio di emergenza 118 che aveva diagnosticato per entrambe ferite guaribili in dieci giorni. Particolare curioso: l’auto della donna che aveva denunciato l’accaduto aveva l’assicurazione scaduta e pertanto è stata contravvenzionata.

Santa Maria di Leuca – Sabato 22 settembre, dalle ore 15,30 presso il santuario De Finubus terrae si terrà un incontro sul tema delle missioni, organizzato dall’ufficio missionario della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca (guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli). L’evento rientra fra le iniziative in preparazione della “92^ Giornata missionaria mondiale 2018”, che si terrà il 21 ottobre e avrà per tema “Giovani per il Vangelo”.

Il programma – All’evento di sabato 22 sarà presente il vicario generale della diocesi mons. Beniamino Nuzzo, di ritorno dal Madagascar. Nel corso del dibattito in programma, si parlerà di esperienze dirette di missioni e di come diventare animatori attivi per l’ottobre missionario e per tutto l’anno pastorale.

Il direttore dell’ufficio missionario don Rocco Maglie (in foto) così scrive nella lettera di invito indirizzata ai sacerdoti e a tutti gli operatori pastorali: “Due sono le dimensioni che caratterizzano la lettura e il significato dello slogan ‘Giovani per il Vangelo’: da una parte si evince una valenza fortemente vocazionale, in riferimento alla necessità impellente di giovani disposti a dare la vita per l’annuncio e la testimonianza del Vangelo; e dall’altra vi è il richiamo alla freschezza dell’impegno ‘ad gentes’, che riguarda le comunità cristiane nel loro complesso, indipendentemente dall’età anagrafica. Per essere missionari – conclude – bisogna sempre e comunque avere un cuore giovane”.

Gli altri appuntamenti di settembre – Oltre a quello di sabato 22, tanti sono gli appuntamenti organizzati dall’ufficio missionario per le quattro “foranie” (raggruppamenti) in cui è suddivisa la diocesi: martedì 25 settembre per la forania di Leuca incontro a Castrignano del Capo presso la parrocchia San Michele; mercoledì 26 per la forania di Taurisano ci si ritrova presso la parrocchia Maria Santissima Ausiliatrice (a Taurisano); ancora, giovedì 27 alla parrocchia della Natività di Tricase appuntamento per la forania di Tricase; e da ultimo, sabato 29 la forania di Ugento si riunisce presso la parrocchia San Giovanni Bosco (a Ugento). Tutti gli appuntamenti sono alle ore 18,30.

Gli eventi diocesani di ottobre – Il calendario messo a punto dall’ufficio missionario prosegue fitto anche nel mese di ottobre, dedicato proprio alle missioni: venerdì 12 c’è il ritiro del clero a Leuca, diretto da mons. Giuseppe Satriano, vescovo di Rossano Cariati e incaricato Cei per la Pastorale missionaria in Italia; giovedì 18 spazio alla veglia missionaria presso la chiesa di Sant’Antonio a Tricase; ancora, domenica 21 Giornata missionaria mondiale; e per finire domenica 28 “Io adotto a distanza”, un incontro dedicato alle adozioni che si terrà ad Acquarica del Capo, alle ore 15,30.

 

Alessano – Nel 25° della sua morte continuano ininterrotti gli appuntamenti in onore di don Tonino Bello. Stavolta, sul tema particolarmente caro al vescovo della “convivialità delle differenze”, sarà l’artista mussulmana Reema Almozayyen (foto), membro dell’Unione generale degli artisti palestinesi a ricambiare con un suo lavoro il dono di quel messaggio. Domani, giovedì 20 alle 18,30 l’artista palestinese collocherà infatti una sua scultura nel quarto dei 13 portali già approntati sul Sentiero delle Pace, conosciuto anche come Viale dei Portali, presso la tomba del presule scomparso. Alla cerimonia prenderanno parte il Sindaco di Alessano, Francesca Torsello, l’ordinario diocesano di Ugento Santa Maria di Leuca Vito Angiuli, i fratelli di don Tonino Bello, Marcello e Trifone, i familiari e certamente l’intera Alessano.

Le precedenti tre sculture Negli altri appuntamenti, ogni 20 del mese, le altre tre opere che hanno già trovato la loro collocazione nei rispettivi portali, sono dell’artista Giovanni Morgese (Terlizzi) sul tema della “Terra”, dell’artista Ilaria De Marco (Tricase) sul tema “Alla finestra la speranza” e del maestro friulano Adam Cinquanta con un’opera interamente in cristallo “Volti e Rivolti”. Nonostante la giovane età, Reema Almozayyen è un’artista di fama internazionale e i suoi lavori sono ospitati in numerosi musei e collezioni: è altresì responsabile del Centro culturale dell’Ambasciata dei Territori occupati al Cairo in Egitto e del Talent Development presso il Ministero della Cultura palestinese e docente di ceramica e desing presso l’Università di Al-Aqsa (Gaza).

Il Sentiero della Pace “Il Sentiero, all’interno del cimitero di Alessano e nei pressi della sua tomba – fanno sapere gli organizzatori nel comunicato – ospiterà 13 opere d’arte dedicate ai grandi temi del messaggio di don Tonino: un anno intero dedicato alla riflessione sui temi desunti dal magistero del Vescovo dei poveri. Il Sentiero vedrà ogni 20 di mese l’installazione di un’opera, concretizzando così un desiderio dei familiari di don Tonino, benevolmente accolto dal Comune di Alessano”. Per la realizzazione dell’opera, è stata costituita un’apposita Commissione di cui fanno parte il Sindaco Torsello, il direttore nazionale dell’Ufficio di pastorale del turismo della Cei (Conferenza episcopale italiana), don Gionatan De Marco, il vicepresidente della Fondazione don Tonino Bello, Stefano Bello, il direttore della Fondazione parco culturale ecclesiale “ De Finibus Terrae”, Massimo Federico Ceschin, l’architetto Luigi Nicolardi, già sindaco di Alessano e progettista del percorso e infine il presidente del Centro artistico internazionale del Mediterraneo, Giuseppe Alessio.

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Dopo il grande successo di sabato scorso per Antonio ed Eliseo Castrignanò che hanno fatto ballare il pubblico di Leuca con le loro “Note incrociate”, continua la programmazione dell’”estate settembrina” di Leuca che punta alla destagionalizzazione: domenica 23 in piazza Savoia alle ore 21 si esibiranno in concerto Rocco Nigro, Redi Hasa e Irene Longo. Protagoniste della serata saranno anche “Birre artigianali” del Birrificio dei popoli che già lo scorso 2 settembre hanno ottenuto grande successo con “Hopping the Cape: 2018 Beer festival”, il primo festival a tema del Capo di Leuca che si è svolto a Torre Specchia Grande. La serata del 23 settembre rientra nell’ambito della programmazione estiva dell’Infopoint (Iat) con il patrocinio del Comune di Castrignano del Capo e la collaborazione dell’associazione di promozione culturale Salento Turismatica. «Sono eventi che puntano alla destagionalizzazione. L’impegno comune – afferma il consigliere comunale con delega al Turismo Leonardo Ferilli – dovrebbe essere quello di promuovere ed investire in eventi che uniscano e valorizzino il territorio, la cultura e le tradizioni».

 

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Birra e musica

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Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – È una danza straordinaria quella che sabato 15 settembre ha deliziato il mare del Capo di Leuca: protagonisti alcune decine di delfini, avvistati anche dalla costa, che sono stati avvistati e ripresi da vicino (complice un mare piatto) da un peschereccio a circa tre miglia da Santa Maria di Leuca. «È sempre straordinario avvistarli. Accade spesso di avvistarli anche a 50 metri dalla costa. Si tratta molto probabilmente di Globicefali», afferma Giuseppe Fersino, comandante della motonave Alexander, con a bordo anche Cosimo Colaci, che ha assistito e ripreso la danza.

Tali cetacei, pur appartenendo alla famiglia dei delfini, hanno un comportamento simile a quello delle grandi balene: il loro energico soffio, mai superiore al metro d’altezza, può essere visto e udito anche a distanza e gli individui più giovani sono spesso attratti dalle imbarcazioni. Questi “delfini” sono caratterizzati dalla caratteristica forma a globo della testa spesso si osservano quasi fermi sulla superficie dell’acqua e purtroppo sono frequentemente soggetti a spiaggiarsi.

 

Gallipoli – Un’opportunità per musicisti offerta dal gruppo Caroli Hotels, diretto da Attilio Caroli Caputo (foto): per la prossima stagione estiva si ricerca fin da ora una band giovanile cui affidare l’intrattenimento delle serate dedicate alla musica popolare salentina.

Al gruppo (anche in fase di costituzione) che verrà scelto sarà riconosciuto un buono acquisto per strumenti musicali e la realizzazione di un cd con un video promo. Le candidature possono essere inviate via mail a pizzica@carolihotels.it anche allegando un video.

La band si esibirà nelle varie strutture facenti parte del gruppo (Ecoresort Le Sirenè Gallipoli, Joli Park Hotel Gallipoli, Bellavista Club Gallipoli, Hotel Terminal Santa Maria di Leuca, Villa La Meridiana Santa Maria di Leuca, Sport Hotel Cortina d’Ampezzo). Le serate musicali con danze e balli ispirati all’universo della pizzica saranno arricchite da una cena a base di prodotti tipici salentini. Un’iniziativa, fanno sapere dal gruppo Caroli, che nasce dall’attenzione sempre viva verso le tradizioni del Salento, e dalla volontà di far conoscere e apprezzare la cultura locale ai turisti.

 

 

Salve – “Ha scritto t’amo sulla roccia. Don Tonino Bello accompagnatore vocazionale” (Edizioni San Paolo) è il volume di monsignor Vito Angiuli che verrà presentato mercoledì 19 settembre, alle 19, presso la biblioteca comunale di Salve (palazzo Carida Ramirez). Un profilo forse meno noto ma “necessario” quello tracciato dall’autore, vescovo della diocesi di Ugento- Santa Maria di Leuca, per provare a comprendere meglio la figura dell’ex presidente di Pax Christi e vescovo di Molfetta scomparso il 20 aprile del 1993. I lavori saranno introdotti e moderati dal filosofo  Mario Carparelli, del Presidio del Libro del Capo di Leuca. Dopo il saluto del sindaco di Salve Francesco Villanova, ci sarà l’Intervento del parroco di Salve don Lorenzo Profico e del dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Salve, Morciano di Leuca e Patù, Chiara Vantaggiato. L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale all’Industria turistica e culturale in collaborazione con le associazioni Presìdi del Libro e Salentosophia, è organizzata dalla Biblioteca comunale di Salve, dal centro culturale Palazzo Carida Ramirez (società cooperativa Imago) e dal Comune di Salve.

Il volume Nel libro (120 pagine), già presentato con successo in diverse località (tra cui Gallipoli e Santa Maria di Leuca, monsignor Angiuli accompagna il lettore alla scoperta di un don Tonino inedito e sconosciuto ai più, nella profonda “spiritualità” che lo accompagnava anche quando, come presidente di Pax Christi e uomo di punta della Chiesa, era sotto i riflettori dei media. Con questo volume, è la prima volta che don Tonino viene rivelato “a tutto tondo”: da uomo di Dio ad educatore, da amico a confidente. È sempre l’adesione a Cristo che lascia una sempre traccia di sé, non “sulla sabbia” (come nella famosa canzone in voga negli anni ’60), ma – come lo stesso don Tonino amava ripetere – “sulla roccia dell’adesione al Vangelo di Cristo”, ovvero alla Chiesa che continuò ad amare e a servire (anche se dileggiato e offeso) e di conseguenza, all’uomo in ogni sua espressione, specie poi se emarginato e povero.

L’autore Prima di essere nominato vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca da Benedetto XVI,  monsignor Angiuli (nato a Sannicandro di Bari nel 1952) è stato anche educatore e docente presso il Seminario regionale di Molfetta proprio negli anni in cui don Tonino Bello era vescovo di quella stessa diocesi. Dottore in teologia dogmatica, si è laureato anche in Filosofia presso l’Università di Bari. Attualmente è presidente della Commissione episcopale per il laicato presso la Conferenza episcopale italiana. Autore di numerose pubblicazioni di carattere filosofico-teologico e pastorale, suoi sono i libri su don Tonino Bello, tra cui  “La terra dei miei sogni. Bagliori di luce dagli scritti ugentini”, e, sempre della San Paolo, “Don Tonino Bello visto da vicino”.

                                                                                                                                   

Otranto Tricase – Il Parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase torna in tv e sul canale principale della Rai. Lo comunica lo stesso ente invitando all’appuntamento per domani 16 settembre su Rai Uno.

La trasmissione si chiama Linea Verde Estate e va in onda intorno alle 12; si tratta di un ritorno per la verità, essendo il parco naturale stato già sugli schermi televisivi qualche tempo fa.

Con la collaborazione e le proposte del biologo dell’Ente Parco, Francesco Minonne (foto), “la scaletta si presenta come una planata sul lembo estremo di Salento. Stacchi di ripresa – informano gli amministratori del parco – si susseguono come archi narrativi uniti dalla natura incontrastata dell’area protetta”.

Il conduttore di Linea Verde Estate, Federico Quaranta, condurrà gli spettatori domenicali lungo i pascoli otrantini, i percorsi a cavallo sino alla cava di Bauxite, che rimane un punto di richiamo per la sua conformazione cromatica. Infine la promozione del territorio con le proposte dell’Ente Parco, sempre con un occhio particolare alle attività sostenibili in aree di particolare fragilità e bellezza come Porto Badisco, con il conduttore Quaranta che, tenendo assieme sport ed evocazione storica di omerica memoria, approderà da una canoa.

Immancabile infine uno spazio suggestivo a Santa Maria di Leuca, la “finestra sul Mediterraneo” come l’ha chiamata Papa Francesco durante la sua visita sulla tomba di don Tonino Bello ad Alessano.

 Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Si chiude sabato 15 settembre il ricco cartellone estivo messo a punto dal Comune di Castrignano del Capo. A Leuca Saranno le “Note incrociate” di Antonio ed Eliseo Castrignanò ad allietare la serata che avrà inizio alle 21, nei pressi del lungomare Cristoforo Colombo, con l’apertura della Cascata monumentale che resterà aperta per tutta la durata del concerto seguito da spettacolo di fuochi piromusicali. Lo spettacolo nasce da un progetto inedito pensato e realizzato dai due artisti di Calimera che hanno voluto unire brani della tradizione popolare salentina a brani legati alla musica classica. Al repertorio canoro si aggiungeranno due composizioni inedite scritte per l’occasione dai due musicisti l’uno, Antonio Castrignanò, cantante e tamburellista; l’altro, Eliseo, pianista, compositore e direttore d’orchestra, entrambe figure di spicco del panorama salentino. Una “Sinfonia pizzicata” quella pensata dai due artisti che saranno accompagnati dalla musica di una trentina di musicisti, quelli del Fomenta Ensemble (Davide Chiarelli, Rocco Nigro, Luigi Marra, Gianluca Longo, Maurizio Pellizzari, Gianni Gelao e Giuseppe Spedicato), il gruppo popolare che, ormai da anni, accompagna il cantante, e i giovani musicisti classici dell’Orpheo Ensemble.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – “Meretrices – Cortigiane di Roma Antica” è il volume di Ennio Domenico Augenti (per Arbor Sapientiae editore) che viene presentato sabato 15 settembre, alle 19, a Santa Maria di Leuca. Al termine della presentazione è prevista la cena con l’autore (previa prenotazione al numero 346/2128985). L’iniziativa è dell’associazione culturale non profit Lampus in collaborazione con la locale sezione della Lega Navale Italiana, che ospiterà l’evento, nell’ambito del progetto Parlami di Libri, che si affianca al consolidato format Parlami di Jazz.  L’autore romano, giornalista e saggista di origine salentina, è  considerato uno dei maggiori studiosi dei costumi e della vita quotidiana dell’Antica Roma e, nel corso della presentazione di Meretrices, traccerà un profilo della condizione della donna nello specifico periodo storico analizzando il fenomeno della prostituzione e guidando il pubblico tra i vicoli, i palazzi e i postriboli di una Roma antica, ai più oscura. Durante questo viaggio l’autore dialogherà con la professoressa Valeria Bisanti.

L’Ecoresort le Sirenè

Gallipoli – Riparte secondo un calendario ormai fisso, la selezione delle risorse umane nell’ambito della programmazione della prossima stagione 2018-19. Lo annuncia la dirigenza del gruppo Caroli Hotels. Si cercano in particolare professionisti dei settori Ristorazione, Ricevimento, Cucina, Lavanderia, Centro Benessere, Spiaggia, Escursioni. Per inviare il curriculum e candidarsi a risorseumane@carolihotels.it c’è tempo fino al 21 novembre: dal 22 al 25 dello stesso mese saranno effettuati gli incontri con i candidati che avranno ricevuto una e mail di risposta con indicata la data per il colloquio di lavoro presso l’Ecoresort Le Sirenè a Gallipoli.

Le risorse umane selezionate saranno poi inserite nelle strutture del gruppo diretto da Attilio Caroli Caputo (foto): Ecoresort Le Sirenè Gallipoli, Joli Park Hotel Gallipoli, Bellavista Club Gallipoli, Hotel Terminal Santa Maria di Leuca, Villa La Meridiana Santa Maria di Leuca, Sport Hotel Cortina d’Ampezzo.

I requisiti espressamente richiesti nell’annuncio pubblico sono esperienza di almeno due anni maturata nello stesso ruolo indicato nella domanda di colloquio; competenze, professionalità elevata e predisposizione al lavoro di squadra; estrema cortesia e discrezione; massimo impegno nel mantenere gli standard di servizio elevati; ottima conoscenza della lingua inglese e preferibilmente di una seconda lingua straniera.

Il Gruppo Caroli Hotels, che si segnala tra i pochi per una attività pressoché inesauribile durante tutto l’anno con una lunga catena di eventi sociali sportivi e culturali, ha tra l’altro intessuto rapporti con numerosi Istituti alberghieri in tutta Italia, ai quali è riservata anche una gara di livello nazionale che si svolge in primavera.

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