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Andrano – Escursione domenicale per “La scatola di latta”. Questa volta si parte dal mare (l’appuntamento è alle 16.20 nel parcheggio vicino alla Grotta Verde della Marina di Andrano) e si inizierà con una passeggiata rigenerante sul “Lungomare degli Agavi”. Successivamente con le auto ci si sposterà ad Andrano alla scoperta del paese, delle sue bellezze architettoniche, delle sue storie, dei suoi abitanti.

Parte del territorio comunale di Andrano dall’ottobre 2006, rientra nel Parco Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia per salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali. Andrano è la sede del Parco e custodisce con cura i suoi tesori che gli appassionati della “Scatola di latta” andranno a scoprire, grazie anche all’impegno della locale Pro loco. Come per ogni appuntamento sono da mettere in conto “Possibili sorprese, spunti, appunti, poesie, ricordi, suoni e canti marinareschi degli amici e delle amiche al seguito della passeggiata”. Un geologo illustrerà le bellezze e le caratteristiche della Grotta Verde, sarà della compagnia lo scrittore Davide Urso, si visiteranno il Castello, l’Ospedaletto dei pellegrini, la cripta della Madonna dell’Attarico.

Il Castello, a base quandrangolare con quatto torri agli angoli, fu dal Duecento al Cinquecento una fortezza dei signori Saraceno, poi passò alla famiglia Spinola di Gallipoli e successivamente ai Caracciolo di Tricase. Da qui la sua denominazione Spinola-Caracciolo. Dopo i Caracciolo, fu in parte venduto alla famiglia Bentivoglio e in parte donato all’istituto Maestre Pie Filippini. Nel corso degli anni Ottanta del secolo scorso fu acquistato dall’Amministrazione comunale e quindi restaurato e utilizzato per mostre ed eventi.

L’Ospedaletto dei pellegrini in passato doveva essere non un ospedale così come lo intendiamo attualmente, ma un rifugio per le soste dei pellegrini che raggiungevano S. Maria di Leuca, così come la Leuca Piccola di Barbarano. Alcuni reperti epigrafici sono custoditi nel Museo Catromediano a Lecce. Quello che attualmente si può vedere è una croce scolpita inglobata in un muro di una abitazione.

La cripta della Madonna dell’Attarico si trova alla periferia del paese. Gli studiosi pensano che diede ospitalità ai monaci basiliani. Non è molto grande, all’interno sono presenti due affreschi non  ben conservati: una Croce e la Madonna con il Bambino con a lato due santi o angeli. Non mancheranno nel corso della passeggiata, che non sarà lunga, circa due chilometri, alcune soste come quella “dolce” presso la pasticceria di Lucia.

Alessano – Quella parola rassicurante che forse qualcuno si aspettava, non è venuta, non almeno in senso esplicito. Chi conosce le segrete cose della Chiesa non se ne meraviglia: è la Congregazione delle cause dei santi a fare la segnalazione al Papa, al quale spetta poi il decreto. Ma alla gran parte dei 15mila convenuti fin da prima dell’alba nel piazzale del cimitero poco importa: c’è fa giurarci che don Tonino Bello rimarrà don Tonino Bello anche quando l’auspicata elevazione a Beato dovesse ufficialmente arrivare. Gli interventi ufficiali del vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, Vito Angiuli, per oltre dieci anni accanto al salentino vescovo di Molfetta, e del Pontefice venuto dall’Argentina si sono intrecciati su ben altri terreni, quelli che il profeta “che ha legato cielo e terra”, teneva più a cuore e praticava giorno per giorno. Agli espliciti auspici del presule di Finis terrae Francesco ha risposto con un sorriso e con tanti accenti convergenti sui poveri e la Chiesa del grembiule, sulla pace e la lotta a qualsiasi tipo di guerra, sui migranti e la dignità calpestata.

Ammalati, migranti, giovani in primo piano fin da subito con mons. Angiuli Gli ammalati, i migranti, i giovani hanno trovato posto fin nell’incipit dell’intervento di mons. Angiuli, insieme “ai confratelli Vescovi, alle Autorità religiose istituzionali civili e militari, ai familiari di don Tonino Bello. a tutta la gente del Salento”. Insieme alla “grande gioia” la consapevolezza di “vivere oggi un giorno memorabile: l’incontro con Lei lascerà un segno indelebile nella nostra storia e rimarrà sempre vivo nella memoria del popolo salentino”. “La ringraziamo, Padre Santo, per questo Suo gesto di squisita paternità nei riguardi del Servo di Dio, Mons. Antonio Bello, nel XXV anniversario del suo dies natalis. La sosta orante presso la sua tomba – ha rimarcato il vescovo di Ugento – è espressione di sincera ammirazione per l’esempio di vita evangelica che egli ha offerto, ma è anche un invito, rivolto a tutti noi, a seguire i suoi insegnamenti”. Mons. Angiuli ha ricordato davanti ad una folla attenta e a tratti rapita dall’importanza dell’evento “la più bella testimonianza su don Tonino offerta da lui stesso: “Volevo diventare santo – scriveva il parroco di Tricase parlando della sua “evocazione” – cullavo l’idea di passare l’esistenza tra i poveri in terre lontane, aiutando la gente a vivere meglio, annunciando il Vangelo senza sconti, e testimoniando coraggiosamente il Signore Risorto». “Siamo persuasi che questa sua aspirazione – ha ripreso il vescovo – si è pienamente realizzata ed è diventata per noi uno stimolo a incamminarci sulla via della santità; quella via che Lei ci ha invitato a percorrere con la Sua recente Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate. Il Cardinale Carlo Maria Martini, che ha conosciuto personalmente don Tonino, ha scritto che in lui brillava «la centralità assoluta del mistero di Gesù crocifisso e risorto». Anche Mons. Angelo Magagnoli, Rettore del seminario dell’Onarmo di Bologna, era convinto che don Tonino era stato «uno strumento docile per scuotere dal torpore tanti cristiani». E aggiungeva: «Non mi meraviglierei se domani la Chiesa lo dichiarasse santo»3. Non ce ne meravigliamo nemmeno noi. Anzi lo auspichiamo ardentemente”.

La lettera di due ragazzi al vescovo “C’è una forte unione tra loro due” Una testimonianza particolare ha poi raccontato il pastore, riguardante due ragazzi, due ministranti: “Mi hanno inviato una tenerissima lettera nella quale hanno scritto queste parole: «La visita del Papa sulla tomba di don Tonino è segno di forte unione tra loro due. L’episcopato di don Tonino e il pontificato di Papa Francesco hanno in comune la semplicità bella dell’umiltà. Speriamo di vedere presto don Tonino Beato! Don Tonino è vivo esempio per i nostri pastori. È stato per tutti, don Tonino, prima che Vescovo, papà del suo popolo, mostrando una forte paternità». Conferma autorevolmente questo comune sentire mons. Angiuli: “Santità, nelle Sue esortazioni all’amore verso i poveri, all’impegno per la pace, all’accoglienza dei migranti, ci sembra di riascoltare l’eco delle parole che più volte ci ha rivolto il nostro amato don Tonino. Nei Suoi gesti, ci pare di intravedere gli esempi di vita che don Tonino ci ha lasciato. Troppo evidente ci sembra la somiglianza. Ogni volta che Lei appare alla finestra del Palazzo Apostolico, a noi viene in mente il titolo di un libro di don Tonino: Alla finestra la speranza. Sì, Padre Santo, le Sue parole, come quelle di don Tonino, ci aiutano a non farci rubare la speranza”. E allesperanze ha messo le ali “la Sua presenza, oggi qui”.

Papa Francesco: “Da pellegrino su di una tomba tutta piantata per terra” “Sono giunto pellegrino in questa terra che ha dato i natali al Servo di Dio Tonino Bello. Ho appena pregato sulla sua tomba, che non si innalza monumentale verso l’alto, ma è tutta piantata nella terra: Don Tonino, seminato nella sua terra – lui, come un seme seminato –, sembra volerci dire quanto ha amato questo territorio. Su questo vorrei riflettere, evocando anzitutto alcune sue parole di gratitudine: «Grazie, terra mia, piccola e povera, che mi hai fatto nascere povero come te ma che, proprio per questo, mi hai dato la ricchezza incomparabile di capire i poveri e di potermi oggi disporre a servirli. Capire i poveri era per lui vera ricchezza, era anche capire la sua mamma, capire i poveri era la sua ricchezza. Aveva ragione, perché i poveri sono realmente ricchezza della Chiesa. Ricordacelo ancora, don Tonino, di fronte alla tentazione ricorrente di accodarci dietro ai potenti di turno, di ricercare privilegi, di adagiarci in una vita comoda”: Papa Francesco ha cominciato così la narrazione di don Tonino “un nome semplice e familiare che ci parla ancora”. “Non lo disturbavano le richieste, lo feriva l’indifferenza. Non temeva la mancanza di denaro, ma si preoccupava per l’incertezza del lavoro, problema oggi ancora tanto attuale. Non perdeva occasione per affermare che al primo posto sta il lavoratore con la sua dignità, non il profitto con la sua avidità. Non stava con le mani in mano: agiva localmente per seminare pace globalmente, nella convinzione che il miglior modo per prevenire la violenza e ogni genere di guerre è prendersi cura dei bisognosi e promuovere la giustizia”, ha rilevato il Vescovo di Roma, interrotto spesso dagli applausi. E questa terra è terra di pace, ne ha la vocazione, “arca di pace” anzi, che non diventi mai “arco di guerra”, per citare l’amato figlio di Alessano. Questo suo rifiutare titoli ed onori “racconta il suo desiderio di farsi piccolo per essere vicino, di accorciare le distanze, di offrire una mano tesa. Invita all’apertura semplice e genuina del Vangelo. Don Tonino l’ha tanto raccomandata, lasciandola in eredità ai suoi sacerdoti. Diceva: «Amiamo il mondo. Vogliamogli bene. Prendiamolo sotto braccio. Usiamogli misericordia. Non opponiamogli sempre di fronte i rigori della legge se non li abbiamo temperati prima con dosi di tenerezza».

“Che sia sempre di più una Chiesa contemplattiva” “Da questa sua amata terra – ha continuato il Capo spirituale della Chiesa cattolica – che cosa don Tonino ci potrebbe ancora dire? Questo credente con i piedi per terra e gli occhi al Cielo, e soprattutto con un cuore che collegava Cielo e terra, ha coniato, tra le tante, una parola originale, che tramanda a ciascuno di noi una grande missione. Gli piaceva dire che noi cristiani «dobbiamo essere dei contempl-attivi, con due t, cioè della gente che parte dalla contemplazione e poi lascia sfociare il suo dinamismo, il suo impegno nell’azione», della gente che non separa mai preghiera e azione. Caro don Tonino, ci hai messo in guardia dall’immergerci nel vortice delle faccende senza piantarci davanti al tabernacolo, per non illuderci di lavorare invano per il Regno. E noi ci potremmo chiedere se partiamo dal tabernacolo o da noi stessi. Potresti domandarci anche se, una volta partiti, camminiamo; se, come Maria, Donna del cammino, ci alziamo per raggiungere e servire l’uomo, ogni uomo. Se ce lo chiedessi, dovremmo provare vergogna per i nostri immobilismi e per le nostre continue giustificazioni. Ridestaci allora alla nostra alta vocazione; aiutaci ad essere sempre più una Chiesa contemplattiva, innamorata di Dio e appassionata dell’uomo”.

Alessano – Ancora prima delle prime luci del’alba s’intravede il seguito o i resto della veglia di giovedì sera in piazza don Tonino Bello ad Alessano: alcuni gruppi di quelle migliaia di ragazzi che hanno ascoltato don Luigi Ciotti e gridato con lui il nome del festeggiato – perché di volti tristi se ne sono visti davvero pochi in giro – sono rimasti a dormire nel piazzale del cimitero, sferzato da un vento freddo.

“Un appuntamento atteso da 25 anni…” L’alba cresce e cominciano ad arrivare altri gruppi di giovani e non: sembra la vigilia di uno di quei concerti che non ti puoi assolutamente perdere, inseguito e desiderato da tanto tempo: le torri metalliche sorreggono potenti altoparlanti, recinti delimitano le varie aree riservate alla gente, sul palco e su altri due schermi scorrono immagini di interviste, canti, informazioni di sicurezza.  “E’ un appuntamento atteso da tantissimo – dice un maturo alessanese – certamente da 25 anni” ed ammicca. Sì, la conosciamo, è la profezia – una delle tante – che il parroco di Tricase e poi vescovo di Molfetta aveva fatto durante uno dei suoi ultimi viaggi da Alessano all’episcopio barese, accompagnato da un fratello: “Fra 25 anni farò qualcosa per Alessano”.

“Volevamo essere qua” Alle 6 quattro ragazzine giunte in auto, si dirigono verso il grande spiazzo dell’incontro. Sono allegre e al cronista che chiede loro le ragioni di questa presenza risponde con un filo di imbarazzo Ilaria di Galatone: “Non c’è un motivo vero e proprio, ma volevamo essere qua”. L’area comincia a popolarsi sempre di più. Sugli schermo don Tonino parla dei giovani (“più che servirli, pare che ci si voglia servire di loro”); con la tenerezza solita richiama passi del Vangelo “in cui vi è un chiaro affettuoso sbilanciamento nei loro confronti; in sottofondo va un brano di Sting. Si anuncia che alle 18 nel cimitero ci sarà una messa celebrata dal vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, Vito Angiuli; poi il 4 maggio marcia da Alessano a Leuca, sempre in nome di don Tonino, naturalmente. Pure la “Carta di Leuca”, che verrà ricordata da mons. Angiuli, s’inserisce nel solco del profeta di pace: raduno internazionale di giovani di varie nazioni e religioni che sta facendo da esempio in altre parti d’Italia.

Gli anni amari, la festa di oggi “In quella scuola (l’istituto superiore Salvemini, ndr) – racconta un insegnante di Galatina – ho lavorato per sei anni. I primi tempi mi sorprendevo quando alcuni miei colleghi, nell’ora di buca, se ne andavano nel cimitero. Poi ci sono andato anche io ed ho capito chi andavano a trovare”. Il viaggio del Papa è iniziato da poco: sono le 7,11. Sul palco comincia a condurre i preparativi don Stefano Ancora, parroco di Ugento. Saluta, prova emozionati e corali “Buongiorno Francesco” come risposta alla prima parola detta da Bergoglio non appena eletto alla gente radunata in piazza San Pietro; recita preghiere. Alessandro di Gallipoli è ancora ferito dalle dure critiche (fino alla richiesta di destituzione da vescovo) a don Tonino, vescovo troppo vicino ai poveri e lontano dai potenti per poter piacere alla Chiesa: “Li vedi? Oggi tutti sono qui, ma nessuno dice che cosa ha dovuto passare…”. Sarà smentito da monsignor Angiuli e da don Luigi Ciotti, che quegli anni amari hanno vissuto accanto ad un prelato di cui oggi si celebra la coerenza assai faticosa, dato il contesto pre Bergoglio – col Vangelo. Va il canto “Ala di riserva”; il coro diretto da Filippo Sergio farà da straordinaria colonna sonora per tutta la durata dell’evento.

Manca un altro suo amico, Sergio Torsello L’attesa ha la voce e i ricordi e i pensieri di don Luigi Ciotti (si vede che nella veglia della sera prima non si è risparmiato) e di don Salvatore Leopizzi, Pax Christi, di Gallipoli e amico fraterno di don Tonino. E tutti si è rapiti dalla “meraviglia” per un Papa che viene a pregare sulla tomba di uno che aveva la straordinaria capacità di “seminare speranza”. Arriva una coppia di Alessano; lui è stato amministratori pubblico e amico di uno “che oggi manca”. Ricorda Sergio Torsello, anch’egli amico di don Tonino, di cui aveva scritto sul “Quotidiano di Lecce”, è scomparso nel 2915. Un intellettuale vivace, studioso della cultura popolare e della musica, amata anche dal “maestro” don Tonino; sua la recensione tra l’altro del libro “Militante della pace”. Uno degli addetti alla sicurezza chiede stupito: “Siete di qua? Ma che cosa ha fatto questo don Tonino per avere tutta questa gente…”. Semplicemente, un uomo normale che sarà fatto santo perché è stato come di norma, dovrebbe essere ogni uomo”, per dirla con le parole di don Salvatore Leopizzi.

Nessuno fiata: il Papa è sulla tomba dell’uomo che da grande voleva fare il santo Adesso si è davvero in tanti. Sono passate le 8. Il silenzio cala quando Francesco giunge alla tomba di don Tonino. Nel suo raccoglimento ci sono tutti, ciascuno con i propri sentimenti e le proprie aspirazioni che qui non possono che essere collettive. Sarà una raffica di “Buongiorno, Francesco” gridato tanto forte “da farsi sentire fino a Leuca” ad aprire gli interventi ufficiali, mentre da qualche parte sembra debba spuntare da un momento all’altro quel sorriso disarmante che nessuno riesce a dimenticare di quel giovane che da grande voleva fare il santo.

 

 

Alessano – È conto alla rovescia, ad Alessano, per l’arrivo di Papa Francesco. Dieci anni dopo Ratzinger a Leuca e 24 dopo Wojtyla a Lecce, un pontefice torna, dunque, nel Salento: questa volta seguendo la scia di don Tonino Bello, l’indiscusso “costruttore di speranza e profeta di pace” del quale proprio venerdì 20 aprile ricorre il 25° anniversario della morte. Alessano (suo paese d’origine) e il Salento intero sono da tempo in fermento per preparare al meglio l’evento, al quale sono attese oltre 20.000 persone: il rigoroso protocollo vaticano prevede l’arrivo del Santo Padre in elicottero alle 8.30 nelle adiacenze del cimitero, dopo essere atterrato all’aeroporto militare di Galatina alle 8.20 proveniente in aereo da Ciampino. Il pellegrinaggio alla tomba di don Tonino porterà Bergoglio a calcare il suolo tanto caro all’ex presidente di Pax Christi soltanto per un’ora visto che già alle 9.30 lo attende il volo verso Molfetta per un’altra serie di appuntamenti, sempre nel segno del vescovo scomparso nel 1993, con la celebrazione della messa alle 10.30 al porto ed il decollo alla volta del Vaticano previsto per le 12.

Le misure di sicurezza Imponenti, ma non “soffocanti”, saranno le misure adottate per garantire che tutto possa svolgersi nella massima sicurezza (vietate, ad esempio, le sedie pieghevoli così come i bastoni per i selfie) ma garantendo  quel “contatto” con la gente che Bergoglio ha sempre dimostrato di cercare. Ad accogliere il Papa saranno il vescovo della diocesi di Ugento Santa Maria di Leuca Vito Angiuli e il sindaco di Alessano Francesca Torsello. Personale e riservato sarà il momento di preghiera sulla tomba di don Tonino, con il saluto ai familiari (saranno 16) tra i quali i fratelli Trifone e Marcello Bello. A seguire l’incontro con il pubblico radunato sul piazzale antistante ricavato su di un’area di 18mila metri quadrati (5mila le sedie disponibili): da qui, grazie a due maxi-schermi, sarà possibile assistere alla preghiera davanti alla tomba e, successivamente, pure alla messa da Molfetta. Salvo eccezioni, il Papa dovrebbe salutare una delegazione composta da venti ammalati (le richieste sono state oltre 500), oltre ad una famiglia di rifugiati siriani e ad alcuni immigrati ospiti del locale Sprar.

Gli orari consigliati Gli organizzatori invitano a raggiungere Alessano sin dalle 4.45 e al più tardi fino alle 7.15: per le auto, gli autobus e le moto (ma pure le biciclette) ci saranno percorsi “dedicati” che conducono alle varie arie parcheggio previste. In molti, però, raggiungeranno Alessano prima di venerdì: il tutto esaurito si registra, infatti, nelle strutture ricettive della zona mentre sono state prese d’assalto anche le abitazioni private per l’affitto di qualche giorno. Dai centri limitrofi, inoltre, si prevedono colonne di pellegrini impegnati a percorrere a piedi la distanza verso l’area dell’evento.

La veglia con don Luigi Ciotti e don Salvatore Leopizzi Significativa sarà la veglia della notte precedente animata, nella piazza intitolata proprio all’ex vescovo di Mofetta, dai giovani e dagli scout (in totale almeno 800) e da quanti vorranno unirsi. All’iniziativa, organizzata dall’Ufficio di pastorale diocesana giovanile di Ugento-Santa Maria di Leuca, sarà presente anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e don Salvatore Leopizzi di Gallipoli, di Pax Christi ed amico fraterno di don Tonino. Verranno letti brani del presule nato ad Alessano il 18 marzo del 1935 ed il suo messaggio “universale” verrà replicato anche dai tanti filmati che lo ritraggono nei momenti più significati della sua vita pastorale. Gli stessi giovani (per loro è prevista la possibilità di dormine nella scuola elementare) animeranno anche l’attesa delle prime ore del mattino.

La diretta televisiva Per quanti non potranno vivere dal vivo la visita del Papa, Tv2000 garantirà una programmazione speciale nell’arco dell’intera giornata, con le dirette da Alessano e Molfetta, ospiti in studio e testimonianze. Nel corso della giornata, l’emittente Cei manderà in onda documentari e film a tema: alle 12.20 e alle 19 “Sui passi di don Tonino” documentario a cura di Cristiana Caricato e Nicola Ferrante con le testimonianze dei fratelli Trifone e Marcello e dei più stretti collaboratori che hanno condiviso con don Tonino i momenti più intensi della sua vita ed in seconda serata il documentario “La croce e la fisarmonica” di Giovanni Panozzo attraverso gli occhi e le parole di chi ha incontrato e conosciuto profondamente don Tonino (tra cui don Salvatore Leopizzi e Giancarlo Piccinni, di Gallipoli).

I doni e la cornice L’addobbo florale che abbellirà il palco durante la celebrazione è stato donato dal Comune di Taviano e dalle aziende florovivaistiche della città. Sul palco verà pure portata la settecentesca icona originale della Madonna di Leuca, proveniente dalla basilica di De Finibus Terrae, sulla quale il Pontefice poserà il suo dono: un rosario d’oro e onice. La diocesi offrirà il denaro raccolto nelle varie parrocchie nel corso della Quaresima (da destinarsi secondo le intenzioni benefiche di Bergoglio) e un quadro d’argento raffigurante la Madonna di Leuca. Altri doni da parte della Fondazione Don Tonino Bello (un pastorale in legno d’ulivo) e una serie di prodotti artigianali, mentre il Comune di Alessano donerà un quadro.  Per l’occasione, infine,  Poste Italiane ha previsto anche uno speciale annullo filatelico.

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Un centinaio di persone ha preso parte all’incontro promosso dall’Amministrazione comunale di Castrignano del Capo per decidere circa il futuro dell’ex colonia Scarciglia, di recente acquista al patrimonio comunale. Di certo c’è che occorre riqualificare la struttura da decenni abbandonata al suo destino, ai piedi del santuario e del faro di Leuca, a Punta Meliso. Nel corso dell’incontro, il sindaco Santo Papa ha anticipato che, entro settembre, il Comune intende partecipare ad un bando per la riqualificazione ed il recupero di immobili in disuso presentando un progetto che, si spera, possa aggiudicarsi i finanziamenti necessari ad avviare i lavori. L’alternativa sarebbe quella di un bando di gara pubblico indetto dal Comune e rivolto ai privati. Entrambe le soluzioni non possono essere immediate e potrebbero rivelare, in corso d’opera, difficoltà legate soprattutto alla considerevole volumetria della struttura. A tal proposito, il Sindaco ha anche ipotizzato la possibilità di abbassare di un piano l’ex colonia riducendone l’impatto e, allo stesso tempo, i costi necessari al suo recupero. Intanto, sull’ecomostro a picco sul mare continuano le operazioni di bonifica con la rimozione dei materiali di risulta e i rifiuti di vario genere abbandonati nel corso degli anni: permane ancora l’impalcatura in ferro (arrugginito da anni) per la cui rimozione il Comune ha sollecitato la società Apulia perché intervenga con la rimozione.

Le proposte Non sono mancate le proposte emerse nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato cittadini, associazioni, operatori turistici e professionisti del settore alberghiero. Sono intervenuti anche architetti, ingegneri e rappresentati di partiti politici. Tra le soluzioni più bizzarre, anche quella che della costruzione di un eliporto. Dall’ex sindaco Annamaria Rosafio è giunto l’“apprezzamento personale” per l’organizzazione dell’incontro e, in qualità di esponente locale del Pd, una riflessione sui punti da tenere in considerazione, partendo dal rispetto dell’ambiente e da una pianificazione “che tenga conto delle peculiarità dell’ente parco”. Nel suo intervento è stato proposto anche un “concorso internazionale di idee”, poi bocciato dagli interventi successivi dei presenti. L’architetto Gianfranco Marino, nell’occasione portavoce di “Culture4Peace” ha, invece, avanzato l’idea di realizzare un centro polivalente. «Si tratterebbe – ha affermato l’architetto – di un contenitore culturale con auditorium e sale mostra che, oltre a documenti e opere che raccontano la storia del nostro territorio,  potrebbero accogliere, periodicamente, capolavori di grandi autori. Un  prisma trasparente con funzione frangisole che ripropone la trama della facciata sposandosi armonicamente con il contesto circostante. Secondo noi il gestore dovrà essere una Fondazione con il Comune nel ruolo di organo di controllo».

L’associazione commercianti Definita anche la proposta di Assocom Leuca il cui presidente, Rizieri Siciliano, ha manifestato il sincero apprezzamento per l’organizzazione dell’incontro pubblico in quanto “l’unica strada percorribile per la condivisione, dal basso, per interventi di una tale rilevanza storica e strategica per il nostro territorio”. L’idea dell’associazione che raggruppa circa 60 operatori commerciali di Leuca è quella di “realizzare un polo turistico di eccellenza a completo finanziamento privato, da recuperare, in gran misura con il capitale privato dell’imprenditoria locale e, per la restante parte, con un’attività di crowdfunding, cioè con un azionariato diffuso dei privati del territorio”. Una struttura a due anime che affiancherebbe all’attività imprenditoriale quella culturale e no profit con utilità sociale e formativa. In contrapposizione con la maggioranza delle idee esposte, Marcello Seclì, esponente di “Italia Nostra”, presente all’incontro, ha avanzato l’ipotesi dell’abbattimento della struttura con contestuale riqualifica “radicale” del sito. Da parte sua è stato il consigliere (con delega al verde pubblico) Roberto Calabrese a chiarire la logica dell’incontro pubblico promosso dal Comune, “pensato per recepire idee ed esporre la questione con la massima chiarezza, condividendo con la popolazione le problematiche legate alla riqualifica dell’ex Colonia Scarciglia. Siamo consapevoli che non sarà un’operazione semplice ed immediata perché saranno necessari tempi per recepire finanziamenti ed elaborare concrete modalità di intervento. Tuttavia, tutte le idee emerse dall’incontro verranno esaminate, discusse e valutate». Intanto si pensa già ad un prossimo incontro pubblico in cui gruppi di lavoro composti da professionisti (ma non solo) potrebbero essere chiamati a proporre, in modo più completo e organico, idee progettuali e modalità di intervento.

 

 

 

Gallipoli – Perché un esponente di Chiesa, vescovo, inserito nei piani alti della gerarchia ecclesiastica, è diventato così popolare ed amato nonostante sia scomparso da ormai ben 25 anni? In suo nome si organizzano circoli, scuole, associazioni, manifestazioni sportive come quella intitolata “Corri e cammina con don Tonino”, una gara podistica che si terrà ad Ugento il 29 aprile. La risposta che danno quanti hanno conosciuto e studiato l’opera di don Tonino, come don Salvatore Leopizzi di Gallipoli ha condiviso molte esperienze, è univoca: “Quello che lo ha reso famoso da vescovo, noi lo avevamo già vissuto quando era ancora parroco a Tricase – risponde tra altri Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione “don Tonino Bello” – e lui a quell’incarico di vescovo non ci teneva proprio, tant’è che vi aveva rinunciato per ben due volte. Ha sempre aperto la sua casa ai poveri ed anzi, per non metterli a disagio, era lui stesso ad aprirgli la porta”.

Antesignano del “popolare” Papa Francesco  “Già prima di Papa Francesco ha inaugurato la “Chiesa in uscita”, o come la chiamava lui la “Chiesa del grembiule”, dice don Mimmo Amato di Molfetta, vice postulatore della causa di beatificazione. Agli immigrati, che già allora erano vissuti in parte come un problema, don Tonino inviò una lettera: “Perdonaci –scrisse don Tonino – se non abbiamo saputo levare coraggiosamente la voce per forzare la mano dei nostri legislatori. Ci manca ancora l’audacia di gridare che le norme vigenti in Italia non tutelano i più elementari diritti umani e sono indegne di un popolo libero come il nostro”. “La sua però non è stata un’ideologia – mette in guardia il vescovo di Ugento-S. Maria di Leuca mons. Vito Angiuli – ma è coraggioso annuncio del Vangelo”.

“Basilica maggiore e Basilica minore” In occasione dell’elevazione a Basilica Minore del Santuario della Madonna dei Martiri a Molfetta, come racconta lo stesso don Tonino,  uno dei giovani presenti alla cerimonia gli chiese il significato di Basilica Minore: “Non sapevo rispondere. Allora ho detto: “Basilica significa Casa del Re; questa si chiama Basilica minore perché è di pietra. Tu, invece (rivolto al giovane), sei Basilica Maggiore. Quando è terminato il dibattito –prosegue il racconto del presule – mi sono avviato a piedi verso l’episcopio. Pioveva. Mi ha raggiunto alle spalle un’auto piena di giovani che mi hanno chiesto se volessi salire. Ho accettato il passaggio e ci siamo mossi verso l’episcopio. Era quasi mezzanotte. Quando siamo arrivati nei pressi della mia residenza, mi sono accorto che, appoggiato al portone d’ingresso, c’era un uomo. Si chiamava Giuseppe, un avanzo di galera, un pover’uomo che ormai si era dato all’alcool e al vizio; adesso è morto, ma veniva sempre in episcopio, sul far della sera. Quella volta aveva tardato. Stava riverso, lì davanti, con la bottiglia dell’ubriachezza, con la barba ispida… I ragazzi hanno fermato la macchina. Quello che guidava mi ha detto: “Vescovo, Basilica Maggiore o Basilica Minore?”. Ho risposto: “Basilica Maggiore, Basilica Maggiore!”. E l’abbiamo portato su a dormire”.

Santo sì, ma sino ad un certo punto La vita dei santi (nell’immaginario collettivo don Tonino già lo è) è fatta anche di fragilità e debolezze umane. Naturalmente ne parla anche lui. “Stavo per andare a celebrare la Cresima. Ero in ritardo. Sento suonare all’ episcopio! Anche oggi che è domenica!, esclamai. Apro la porta. C’era una signora con la sua bambina, con l’abito da prima Comunione. Subito le dico: «Signora, anche oggi! Sei già venuta ieri! Che cosa vuoi?», le ho rinfacciato con delicatezza episcopale: «Che cosa vuoi di più! Le scarpette le abbiamo prese alla bambina; l’abito te lo ha dato il parroco don Raffaele. Cosa vuoi ancora?». Allora lei ha detto: «Fammi parlare!». «Adesso ho da fare, devo andare per celebrare la Cresima. Basta, mi hai seccato!». «Fammi dire una parola», ha insistito. «Che cosa vuoi?». «Siamo molti nella nostra famiglia». «E allora?». «Non ho i soldi per pagare il ristorante per tutti». «Vuoi che ti paghi pure il ristorante per i tuoi parenti?” ho proseguito stizzito. «No, no, fammi parlare» Ha tirato fuori il fazzoletto e mi ha detto: «Siccome i soldi che ho raccolto non bastano per tutti, tienili tu per i marocchini». Mi ha lasciato il fazzoletto e se ne è andata con la bambina con l’abito da sposa. Ed io sono rimasto con quel fazzoletto in mano. L’ho aperto. C’erano, mi ricordo, 63.000 lire, a mille a mille. Se in quel momento si fosse aperta una voragine e mi avesse inghiottito – conclude – sarei stato più felice.”

Don Tonino e il ministro della Difesa Pochi giorni prima di morire, fu ospite di Michele Santoro nella trasmissione televisiva su Rai3 “Samarcanda”: tema della serata era l’obiezione di coscienza (un mese prima aveva capeggiato assieme a mons. Luigi Bettazzi la Marcia di Sarajevo) e al Ministro della Difesa che lo invitava ad interessarsi di piuttosto di questioni di chiesa, don Tonino replicò che, proprio perché “Uomo di Chiesa” aveva il  dovere di  parlare  alla coscienza degli uomini, soggiungendo “che vuole che mi interessi solo di quanti ceri accendere sull’altare o del colore dei paramenti liturgici? A distanza di 25 anni, di don Tonino Bello nato ad Alessano si parla ancora, anzi è prossimo agli onori degli Altari: di quel ministro non si ricorda quasi più nessuno.

Alessano – “Con questi luoghi don Tonino Bello ha stretto un patto d’amore”: seguendo questo forte e sempre attuale richiamo oggi si sono riuniti i Consigli comunali di Molfetta ed Alessano nella sala consiliare “Gianni Camicella” a Palazzo Giovene a Molfetta, in preparazione della vista di Papa Francesco fissata per il 20 aprile prossimo per il venticinquesimo anniversario del Dies Natalis di Don Tonino Bello. Alla riunione congiunta delle due assise consiliari, hanno partecipato per Alessano il Sindaco Francesca Torsello, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Rizzo, gli assessori ed i consiglieri comunali. Presenti all’evento monsignor Vito Angiuli, vescovo di UgentoS. Maria di Leuca e mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Insieme agli omologhi del centro barese guidati dal Sindaco Tommaso Minervini, i rappresentanti alessanesi hanno sottoscritto un patto di gemellaggio “che rafforza i rapporti istituzionali e la condivisione dei principi della pace e della solidarietà, tanto auspicati dal compianto Vescovo di Molfetta”, come si legge in una nota congiunta.

“Molfetta e Alessano sono due comunità del Sud. Molta letteratura è stata costruita
sull’idea antica del Sud come terra di soggezione, di subalternità, di gattopardismo. E di povertà. Pertanto, troppo tempo ci siamo affannati a pianificare con particolate cura una sofisticata rimozione dei limiti e delle angosce del Mezzogiorno, per inseguire il paradigma dello sviluppo senza limiti, dell’appagamento degli appetiti individuali, della costruzione della società dell’usa e getta. Don Tonino, invece, ha fatto delle angustie del Sud un punto di osservazione privilegiato: è stato, in questo, il precursore del pensiero del Sud visto dal Sud e non pensato da altri. In questo risiede una delle radici più feconde della sua profezia”: questo l’incipit dell’intervento del Sindaco Torsello, che ha toccato alcuni punti del pensiero del vescovo di origini alessanesi, tra cui il senso della politica, più volte chiamata in causa: “E’ una delle forme più esigenti, più crocifisse e più organiche dell’esercizio della carità”. “Egli ci ricorda che il politico debba essere innanzitutto “un “un artista, un uomo di genio, una persona di fantasia”. Politica è – ha sottolineato il Sindaco di Alessano –  “arte nobile e difficile. Nobile, perché legata al mistico rigore di alte idealità… Nobile, perché ha come fine il riconoscimento della dignità della persona umana, nella sua dimensione individuale e comunitaria”. Sono pensieri che scuotono le coscienze di chi è chiamato alla responsabilità di governo delle comunità locali. A ciascuno di noi è affidata la missione di cambiare le cose, guai se non fosse così”.

 

Salve – “Ogni fine è un nuovo inizio” è il tema che animerà la quarta edizione della mostra-concorso organizzata dal circolo Legambiente “Giglio delle dune” di Salve. Le iscrizioni sono aperte sino a martedì 10 aprile mentre l’esposizione è in programma dal 13 al 15 aprile presso Palazzo Ramirez, dalle ore 17 alle 20. La mostra, proposta con il patrocincio della Città di Salve e la collaborazione della Banca del tempo Capo di Leuca e della Cooperativa sociale Libellula, esporrà manufatti artistici e vari oggetti realizzati attraverso il riciclo di materiali “di scarto” per dar loro nuova vita e consentirne il riutilizzo. L’intento dei promotori è quello di promuovere e sostenere il concetto di “economia circolare”. «La società del consumismo alla quale siamo abituati è ormai giunta al capolinea – afferma Giovanni Ponzetta, presidente di Legambiente Salve – è il momento di ponderare, risparmiare e riutilizzare oggetti che altrimenti andrebbero perduti». Al concorso possono partecipare tutti presentando fino a tre opere realizzate esclusivamente con materiale di riciclo. Tre le categorie previste: bambini delle scuole elementari, ragazzi delle scuole medie e adulti (da 15 anni in su). Per le prime due categorie la partecipazione è gratuita mentre per gli altri partecipanti è previsto un contributo di 5 euro. Al termine dell’evento espositivo la commissione giudicatrice premierà un vincitore per categoria tenendo conto dell’originalità dell’opera, dell’utilità, della valenza artistica e del messaggio che l’opera riuscirà a trasmettere.

 

Tricase – Si cambia, in tema di rifiuti, nell’Aro 8. Il servizio di Igiene urbana nei Comuni di Tricase(capofila), Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Morciano di Leuca, Patù, Salve, Tiggiano, è pronto a partire con la differenziata “porta a porta” per utenze domestiche e non e con una novità assoluta in provincia: il trattamento dei rifiuti domestici “umidi” (resti di pranzi, scarti di verdure o di altri alimenti nella preparazione dei pasti…). L’Ambito rifiuti ottimale, che conta circa 50mila abitanti, ha avviato in questi giorni (fino al 30 aprile) la distribuzione di materiali, informazioni e attrezzature utili per realizzare “un sistema avanzato di raccolta dei rifiuti”, come si legge nel volantino (reperibile anche sul sito arolecce8.it), a firma dell’associazione temporanea d’imprese (Ati) che ha vinto la gara e composta da Gial Plast Taviano e Bianco Igiene ambientale Nardò.

Gli utenti possono ritirare quanto previsto dalle  9-13 e dalle 16-18 presso i luoghi segnalati da ciascun Comune dell’Ambito: sala convegni del Comune di Alessano; in piazza Indipendenza a Castrignano del Capo, a S. Leuca in piazza Savoia angolo via IV Novembre, a Giuliano sul prolungamento di via Panzera presso ex edificio scolastico; a Corsano in via Campania (centro polivalente); a Gagliano del Capo in piazzetta Maria Luisa De Marillac (centro diurno polivalente); a Morciano in piazza Berlinguer di Barbarano del Capo (ex Media); a Patù in via Giuseppe Romano 5; a Salve via P. P. Cardone (sala convegni); a Tiggiano in via XX Settembre; a Tricase in via Vittorio Emanuele II, 21.Gli intestatari delle bollette della Tari al punto di distribuzione del proprio Comune devono fornire la carta d’identità ed il tesserino sanitario. Tra i bidoni classici, i citatdini troveranno appunto quello riservato alla frazione umida organica; tolta la quale dal materiale conferito in discarica, si abbassa il peso complessivo e quindi anche in prospettiva il costo dello smaltimento.

“Il nuovo servizio di Igiene urbana all’interno dell’Ambito di raccolta ottimale Aro Lecce 8 inizierà immediatamente dopo la fase di distribuzione delle attrezzature, già partita il 3 marzo scorso – dicono i gestori del servizio – in tutti i Comuni interessati. Fino all’effettivo avvio del servizio, la cui data sarà comunicata prossimamente, i cittadini dovranno continuare ad utilizzare le vecchie attrezzature e le vecchie modalità di conferimento”. Tra le innovazioni in arrivo, particolare attenzione è rivolta anche a molteplici azioni finalizzate al coinvolgimento dell’intera utenza e alla separazione in alta qualità delle diverse tipologie di rifiuti differenziati da avviare a riciclo o recupero. Telefoni utili: per i cittadini di Tricase, Tiggiano, Salve, Alessano e Morciano 800 303333 e 370 1037842; per i cittadini di Castrignano del Capo, Gagliano, Corsano, Patù 800 363623 e 345 3411504.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Tanta gente, anche quest’anno, ha scelto Leuca e le marine del Capo quale meta per trascorrere il lungo finesettimana di Pasqua. Favoriti dalla bella giornata, turisti e pendolari locali hanno gremito praticamente ogni tratto di scogliera, in alcuni concedendosi pure ai primi bagni di stagione. A Santa Maria di Leuca il Comune di Castrignano del Capo ha aperto la cascata monumentale tra il consueta ammirazione di moli spettatori. Le prossime probabili aperture sono previste per mercoledì 25 aprile e per martedì 1 maggio. Nella Baia di San Gregorio (Patù) il tradizionale appuntamento del lunedì di Pasquetta con il Moro Sunset ha richiamato tantissima gente tra musica ed entusiasmo (prossimo appuntamento previsto per il 25 aprile). Da segnalare anche il successo a Otranto, per la cantante Lucia Golemi (di Castrignano del Capo) che con la sua energia contagiosa ha richiamato molta gente sul lungomare degli Eroi.

Patù – Più si avvicina la data dell’eccezionale appuntamento – la mattina del 20 aprile – più intensamente si susseguono le iniziative di preparazione all’evento dell’incontro con Papa Francesco ad Alessano, paese di don Tonino Bello, nel 25° anniversario della sua morte. Il Papa sosterà sulla sua tomba, per poi, dopo un breve saluto, proseguire per Molfetta dove il vescovo dei poveri esercitò sino alla morte il suo ministero episcopale.

Un nuovo volume con scritti inediti, sempre nel solco di un’alta spiritualità Di particolare rilievo in questo percorso è la presentazione del nuovo libro di Giancarlo Piccinni (foto) “Don Tonino, Sentiero di Dio” di 144 pagine, edito da “San Paolo Edizioni”. In libreria dal 25 marzo scorso, il libro sarà presentato il 5 aprile nel Palazzo Romano (ex scuderie) di Patù alle ore 18. L’autore, che è presidente della Fondazione omonima, ne discuterà con il professore Hervé Cavallera di Tricase, dell’Università del Salento. Introdurrà i lavori il prof. Mario Carparelli (di Taurisano) dei Presidi del libro del Capo di Leuca. L’associazione è tra i promotori dell’incontro insieme alla Regione, al Comune di Patù, “Salentosophia”, Fondo per lo sviluppo e la coesione. Saluteranno i convenuti il Sindaco Gabriele Abaterusso e il consigliere delegato alla Cultura, Pina Leo.  Il volume racconta “la storia e la spiritualità di don Tonino, non disgiunte dall’impegno per la pace” (egli fu infatti anche presidente di Pax Christi). Vari i temi trattati nel testo, come vari furono gli impegni del vescovo della “Chiesa del grembiule” prematuramente scomparso e, secondo i più, prossimo all’ onore degli Altari. Il libro è arricchito anche da alcuni scritti inediti di don Tonino, tra cui uno scambio epistolare con padre Davide Maria Turoldo: due lettere che sintetizzano il loro modo di porsi – con una denuncia senza se e senza ma – davanti all’industria della guerra e delle armi (tra l’altro molto prolifica in Italia), contrapposto a certa gerarchia ecclesiastica, che invece invitava alla prudenza e al silenzio. Nel libro non mancano nemmeno i riferimenti ad un altro profeta del nostro tempo, padre Ernesto Balducci, anch’egli segnato dalla stessa sorte e dallo stesso male.

“Con don Tonino non si può percepire il sentimento del lutto” Di forte impatto emotivo lo scritto introduttivo dell’autore,  concittadino e discepolo della prima ora di don Tonino,  oggi affermato primario ospedaliero a Gallipoli e presidente della Fondazione: “Chi come me ha conosciuto don Tonino – scrive Piccinni – è rimasto a lui intimamente legato, e non riesce a percepire, pur nella sofferenza del distacco, il sentimento di lutto. Non è mai scomparso, infatti,né  dalla nostra vita, né dai nostri cuori: semmai si consuma quotidianamente un’esperienza unica  in cui – prosegue l’autore – morte e risurrezione si fondono sino a poter intravvedere, grazie alla sua presenza, mondi nuovi e cieli nuovi”. Particolarmente toccante è anche la prefazione al libro (che qui riportiamo integralmente, scritta dal presidente di “Libera” don Luigi Ciotti: ”Tonino Bello non basta ricordarlo, bisogna trasformare il ricordo in memoria feconda, memoria viva. Grazie dunque a Giancarlo Piccinni perché questo libro che raccoglie testi di Tonino e su Tonino, arricchiti da documenti inediti e preziosi, ce lo restituisce più che mai vivo, a venticinque anni dalla morte. Vivo, come sempre sarà una vita totalmente plasmata dal Vangelo, dalla sua sfida etica e teologica. Primo: riconoscere Dio nei poveri, negli esclusi, negli oppressi. Secondo: impegnarsi per la giustizia e la pace di questo mondo. È questo, a ben vedere, lo “scandalo” di don Tonino, quello scandalo che oggi, con papa Francesco, scuote dal vertice l’intera struttura della Chiesa: non possiamo dirci davvero cristiani se, insieme alla fede nel Regno, non c’impegniamo a contrastare le ingiustizie dell’al di qua. Non possiamo dirci davvero cristiani – conclude don Luigi Ciotti – se non ci avventuriamo nell’agitato mare della Storia e, uscendo dai luoghi sacri, consacriamo quelli più deserti, periferici, abbandonati. Non possiamo dirci davvero cristiani se non stiamo dalla parte dei poveri denunciando chi li sfrutta, li umilia, li respinge”.

Ugento – Turismo e fede a braccetto grazie all’iniziativa “Sepolcri” promossa dalla Fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca. Lo scopo è quello di valorizzare, in adesione al progetto “Chiese aperte” promosso dalla Regione Puglia con il Fondo speciale cultura e patrimonio culturale, gli allestimenti sacri realizzati all’interno delle chiese e dei calvari delle 18 comunità della diocesi retta da monsignor Vito Angiuli in occasione della Settimana santa e meta del pellegrinaggio del giovedì e del venerdì santo. «S’intende mettere a fuoco quest’appuntamento della tradizione religiosa, molto sentito e vissuto dalle comunità locali, attraverso l’organizzazione di un convegno in cui verranno invitati alcuni esperti, la realizzazione di materiale informativo, promozionale e divulgativo e l’apertura straordinaria delle chiese e del Museo diocesano nei periodi di maggior afflusso di pellegrini e turisti. Verrà anche bandito un concorso tra le confraternite che volessero partecipare e alla confraternita vincitrice sarà restaurata una suppellettile sacra. Il Museo diocesano prolungherà, inoltre, tale iniziativa con una mostra sul tema», fanno sapere gli organizzatori.

Le confraternite interessate dal progetto sono le seguenti: Madonna Assunta in cielo e Sant’Antonio – SS. Trinità a Specchia, Madonna Santissimo Rosario a Gemini (Ugento), Sant’Antonio a Castrignano del Capo, Assunta ad Acquarica del Capo, Carmine e Trinità a Ruffano, Confraternita dell’Immacolata a Sant’Eufemia a Tricase, Confraternita dell’Immacolata Sant’Angelo a Tricase, Santi Medici a Ugento, Confraternita dell’Immacolata a Supersano, Immacolata e San Nicolò a Tutino (Tricase), confraternita dell’Immacolata e Santo Stefano a Taurisano, Cuore eucaristico a Patù, confraternita dell’Immacolata a Corsano, confraternita dell’Immacolata a Giuliano di Lecce (Castrignano del Capo), Madonna delle Grazie e Sacramento a Torre Paduli (Ruffano), confraternita dell’Immacolata – Santissima Eucaristia – San Francesco di Paola a Gagliano del Capo, confraternita dell’Immacolata e SS, Sacramento a Caprarica del Capo, Madonna Assunta e San Luigi Gonzaga a Presicce e confraternita di Sant’Antonio a Ugento.

Gallipoli – Torna il calcio giovanile di qualità con il sesto trofeo Caroli Hotels under 12. L’evento in programma dal 29 marzo al 2 aprile è riservato alla categoria Pulcini – terzo anno (giocatori nati nel 2007-08) e si terrà tra lo stadio “Antonio Bianco” di Gallipoli, la Cittadella dello sport  di Castrignano del Capo ed il centro sportivo “Europa sport academy” di Nardò. Per la manifestazione, vinta lo scorso anno dal Bari, sono attese 18 squadre con circa 500 presenze tra calciatori, staff, genitori e addetti ai lavori. Obiettivo dei promotori è quello di fare anche del torneo Under 12 un appuntamento di rilievo assoluto così come già accade da anni per il più noto Trofeo Caroli Hotels  Under 14. L’evento rientra, infatti, nel network dei Trofei Caroli Hotels creato dall’Asd Capo di Leuca e dal noto gruppo alberghiero.

Le squadre partecipanti  Giovedì 29 marzo alle ore 18 nella sala convegni dell’Ecoresort Le Sirenè di Gallipoli si terrà la cerimonia di benvenuto alla presenza delle autorità e delle squadre partecipanti mentre il 30 e il 31 si disputeranno i tre gironi eliminatori composti da sei squadre. Le prime tre di ciascun girone si incroceranno domenica mattina in tre triangolari da cui si stabiliranno le tre formazioni finaliste che si giocheranno il titolo nel pomeriggio di Pasqua (ore 15,45 alla Cittadella dello Sport “Giovanni Paolo II” di Castrignano del Capo). A seguire la cerimonia di premiazione. Al torno prendono parte Sampdoria, Pescara Azzurri, Real Casarea, Nick Bari, Academy Matera, Ssd Lecce Soccer Academy, Fiorentina, Spal, Pescara Bianchi, Invicta Matera, Asd Blue Devils, Nitor Brindisi, Hellas Verona, Crotone, Us Lecce, Nuova Taras Taranto, Asd Bari Campioni, Capo di Leuca.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – È stata installata, nei giorni scorsi, a Santa Maria di Leuca la segnaletica verticale che traccia il percorso della “Via Francigena”, importante punto di riferimento per l’intero territorio del Capo. Fu l’associazione escursionistico-culturale no-profit di Lecce “SpeleoTrekkingSalento”, su impulso del suo presidente Riccardo Rella e con la collaborazione della professoressa Rita De Matteis, a voler ricostruire il tratto finale del “percorso” geografico e spirituale che da Brindisi, per Lecce, giunge sino a Santa Maria di Leuca attraverso un suggestivo cammino connotato da cripte, cappelle e chiese affrescate e dedicate alla Vergine Maria. Tradizione vuole che il santuario Mariano che si innalza sul promontorio di Punta Meliso sia uno tra i primi luoghi di culto dedicati alla Madonna a partire dal 43 d.C. quando, a seguito all’evangelizzazione delle genti ad opera di San Pietro, il tempio pagano dedicato a Minerva si trasformò in luogo di culto cristiano. Una delle più importanti testimonianze del Cammino di Leuca è l’“Erma antica” del 1753, un pilastrino in pietra con l’effigi degli Angeli e una preghiera alla Vergine posta su un tratto di strada che porta al Santuario. L’Erma venne ridotta in pezzi in seguito ad un incidente. I suoi frammenti vennero ritrovati sotto il Santuario e solo grazie alla collaborazione (gratuita) del dottor Gianluca Lecci (di Corsano) e all’impegno dell’associazione, nel 2008 l’Erma riprese il suo posto originario. Esattamente 10 anni dopo si propone come simbolo del Cammino per Leuca tramandando l’antico rito delle pietre. Si narra, infatti, che i pellegrini, provenienti dall’itinerario di levante o di ponente o dall’interno lungo le serre mediane, si riunivano, depositavano una pietra simbolo dei propri peccati e si dirigevano, in preghiera, verso il Santuario di Leuca de finibus terrae.

 

Alessano – È ormai conto alla rovescia per la visita di Papa Francesco ad Alessano. In vista del prossimo 20 aprile, la Fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” e il Comune di Alessano hanno già predisposto la dettagliata organizzazione delle aree di arrivo e di sosta. Tre sono le zone dove sarà possibile parcheggiare le automobili, per un totale di 2.500 posti auto: due le aree individuate nei pressi della strada provinciale Specchia-Alessano (zone Vigna la corte e contrada Armino) e la terza presso la strada statale 275 a Montesardo, poco distante da via Santa Barbara. Come regola generale, gli organizzatori ricordano che l’apertura dei parcheggi è fissata per le 4.45 e l’ingresso sarà consentito fino alle 7.15 mentre l’orario d’arrivo “fortemente consigliato” è quello tra le 5 e le 7. Il Papa atterrerà con l’elicottero intorno alle 8.30 per rendere visita alla tomba di don Tonino Bello e successivamente incontrare i fedeli. Il programma della vista papale è condensato in appena un’ora visto che già alle 9.30 il Santo Padre volerà alla volta di Molfetta per un’altra serie di appuntamenti, sempre nel nome di don Tonino di cui il 20 aprile ricorrono i 25 anni della morte.

Bus, moto e bici – Per i bus  sono stati predisposti 400 posti nelle due aree apposite tra lo stadio di Alessano e lungo la Statale 275 (direzione Leuca), da dove i fedeli raggiungeranno a piedi l’area dell’evento distante circa 20 minuti. Per gli anziani con ridotta mobilità saranno predisposte delle navette dalla zona d’incontro con il Santo Padre verso i parcheggi bus. I bus parrocchiali dovranno, invece, contattare preventivamente la Diocesi di Ugento (segreteriavisitapapa2018@gmail.com). Un’area ad hoc è prevista anche per anche i proprietari di moto che avranno a disposizione 300 posti in una zona recintata (di proprietà dell’Azienda De Giorgi) di fronte allo stadio mentre le bici saranno parcheggiate nell’area dell’Istituto professionale in via Macurano 102. Sarà, inoltre, possibile, prenotare gratuitamente il parcheggio per le auto, bus, moto e biciclette sulla piattaforma elettronica informativa  (http://www.busforfun.com/articolo/papa-francesco) mentre per motivi di sicurezza sarà necessario prenotare entro il 15 aprile il ticket di parcheggio elettronico per poter accedere all’ area dell’evento, tramite la piattaforma: http://alessano2018/parkforfun.it/.

“Pass disabili” In via Tagliamento, a soli 150 metri dall’area dell’evento, sarà allestito un parcheggio riservato ai possessori di “pass disabili” (i diversamente abili in possesso di pass dovranno riservare il parcheggio inviando una mail all’indirizzo: info@parkforfun.it). Quanti, invece, sono sprovvisti di “pass disabile” ma necessitano di assistenza esigenze per ridotta mobilità potranno richiedere l’assistenza gratuita della società cooperativa “L’Integrazione” (347/1852698 – 348/1028394; e-mail: lintegrazioneonlus@gmail.com).

Il treno Quanti raggiungeranno Alessano in treno dovranno, invece, prevedere un percorso a piedi di circa 25 minuti visto che non è stato previsto un servizio di bus navetta dalla stazione delle ferrovie Sud-Est.

 

Torre Vado (Morciano di Leuca) – Cinque persone sono state salvate la notte appena trascorsa al largo del Capo di Leuca dalla Guardia costiera della Capineria di porto di Gallipoli. Per la rottura del timone, un’imbarcazione a vela di circa 15 metri si è trovata improvvisamente in balia delle onde, con cinque persone di nazionalità norvegese a bordo. L’imbarcazione, dotata del sistema automatico di tracciamento Ais (“Automatic identification system”) è stata intercettata dalla motovedetta Sar Cp 886, partita dal porto di Leuca, malgrado le difficili condizioni meteo-marine presenti in zona nella notte. I natanti sono stati messi in salvo a bordo della motovedetta mentre l’imbarcazione ormai alla deriva è stata costantemente monitorata dai militari sino al suo “spiaggiamento”, intorno alle 2, in prossimità di Torre Vado (Morciano di Leuca). Al momento sono in corso le verifiche del caso ad opera dei militari dell locale ufficio Marittimo per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Novità in vista per la nuova stagione estiva a Santa Maria di Leuca. Se la speranza di tutti è che possa essere l’ultima con l’ex colonia Scarciglia nelle attuali condizioni di degrado (vista la recente acquisizione al patrimonio comunale), di certo la marina leucana si trova a fare i conti con il dilagare dei lidi balneari e con un’altra situazione di degrado.

La passerella sul porto turistico In questo caso a cadere (letteralmente) a pezzi è la suggestiva passerella in legno, ancorata alla scogliera, nei pressi del porto turistico. Da sempre meta preferita di quanti amano correre e passeggiare praticamente sul mare, la caratteristica passerella è, però, da tempo in stato di completo abbandono, mancando di alcuni pezzi della pavimentazione e i cordoli di sicurezza. Proprio per  questo dal maggio 2017 un’ordinanza comunale ne ha disposto la chiusura al pubblico, anche se tale provvedimento rimane ignoto ai più. Per la passeggiata sul mare, che su vari siti turistici viene presentata tra le “cose da fare assolutamente a Leuca”, novità importanti potrebbero arrivare a breve. «Siamo consapevoli dello stato di degrado e della pericolosità della passerella. Opere di tale rilievo – afferma Roberto Calabrese (foto), consigliere di maggioranza con delega a viabilità, verde pubblico e rapporti con la stampa –  dovrebbero essere sottoposte a manutenzione ordinaria con maggiore frequenza. Se non è stato possibile fare ciò, diventa ora diventa necessario intervenire con lavori di manutenzione straordinaria. Per questo contiamo di prevedere nel bilancio che verrà approvato nei prossimi giorni una somma tale da consentire la messa in sicurezza della struttura consentendone la pronta riapertura al pubblico».

Il dilagare dei lidi balneari Altro “problema” di Leuca appare, da un po’ di anni a questa parte, il dilagare incessante dei lidi balneari con relativa preoccupazione di quanti trovano sempre più arduo ritagliare uno spazio libero per godere di una giornata di mare e di quanti guardano anche al desolante “abbrutimento” della costa rocciosa minacciata da pali metallici e staccionate spesse volte decisamente pericolose. «Si tratta di lidi la cui richiesta di concessione è stata presentata molti anni fa. il fatto che siano sorti da poco – afferma Calabrese – è da attribuirsi a vicissitudini burocratiche e legali che hanno interessato i singoli casi». In ogni caso, allo stato attuale gli stabilimenti occuperebbero uno spazio nel complesso superiore rispetto a quello consentito e, per arginare il fenomeno, l’Amministrazione comunale punta all’approvazione del Piano coste.

Il mercatino cambia sede Spesso oggetto di discussione, a Leuca, è anche il mercatino, metà prediletta di tanti turisti e residenti anche perché finora collocato a ridosso del lungomare. Quest’anno, però, dovrebbe cambiare sistemazione. «Il mercatino insisteva su un’area demaniale la cui concessione era scaduta nel 2007, da qui – afferma il consigliere – l’esigenza in spostarlo altrove. Per quest’anno, dunque, il mercatino dovrebbe con molta probabilità svilupparsi nei pressi di via Madre Elisa Martinez rappresentando un anello di congiunzione tra il lungomare e la zona monumentale che anche quest’anno dovrebbe godere della riapertura settimanale della cascata».

 

Tricase – Il Cross degli Ulivi ha lasciato in eredità i risultati di prestigio ottenuti da una serie di podisti provenienti dal Sud Salento. La corsa campestre che si è svolta ieri mattina a Tricase si è suddivisa in tre batterie che hanno incluso le categorie Juniores, Allievi,  Ragazzi, Esordienti, Promesse e Seniores, nell’ambito di una competizione organizzata dall’Atletica Tricase. Alfredo Russo, facente parte dell’associazione sportiva, ha primeggiato nella prima batteria di 4 chilometri precedendo il compagno di team Salvatore De Giorgi. Sul terzo gradino del podio si è piazzato invece Antonio Perrone dell’Atletica Gallipoli. Nella seconda batteria si è fatta valere la prova sontuosa di Stefano Colona di Melissano tesserato per la Asd Puc Salento, che ha tagliato il traguardo davanti a tutti. E’ stata di rilievo la performance di Mohamed Bentaleb facente parte della Podistica Magliese di Maglie, valsa la seconda posizione. Ottimo secondo posto nella terza batteria ottenuto invece da Gianluca Scarcia. Il presidente dell’Atletica Capo di Leuca si è piazzato alle spalle di Momodou Yallow della Futurathletic Team Puglia a margine di un’ottima prestazione. Scarcia è stato seguito da Cristian Mega dell’Atletica Taviano 97 Onlus, che si è aggiudicato l’ultimo gradino del podio.

La prima edizione della corsa campestre si è svolta sotto l’egida del Comitato provinciale della Fidal Lecce, nel contesto di una giornata di sole che si è dipanata all’insegna dell’aggregazione sociale e dei valori dello sport all’aria aperta.

 

 

Ruffano – Ad alzare il sipario sul mosaico che orna la chiesa di Santa Chiara a Ruffano ci ha pensato (giovedì 15 marzo) il vescovo di UgentoSanta Maria di Leuca Vito Angiuli. In una chiesa gremita, la seconda parrocchia del paese ha mostrato a tutti i fedeli il completamento di un lavoro iniziato  nel 2008, subito dopo la dedicazione della chiesa di largo D’Annunzio. Realizzato dall’artista e teologo Marko Ivan Rupnik, l’arte di questo brillante gesuita è impegnata in un rapporto dialogico tra l’iconografia della tradizione orientale e la sensibilità artistica della modernità occidentale, unite in particolare nella tecnica del mosaico. Risiede e opera a Roma presso il Centro Aletti di cui è direttore, inoltre insegna alla Pontificia università Gregoriana ed al Pontificio istituto liturgico Sant’Anselmo. Il lavoro è stato realizzato in pietra, marmo e oro, raffigura la Via Crucis di Gesù fino alla morte in croce. Al centro dell’abside si può ammirare la Gerusalemme celeste in un tripudio di oro e stucchi in stile orientale. Negli ultimi due mesi i collaboratori dell’artista hanno lavorato alacremente per poter consegnare alla comunità quest’opera finalmente completa nei suoi 220 metri quadrati di superficie. Delle tre parrocchie di Ruffano e Torrepaduli, quella di Santa Chiara è l’ultima nata in ordine di tempo. La chiesetta di San Francesco, di stampo settecentesco nel complesso dei cappuccini di piazza Libertà, che per anni ha ospitato le attività di questa parte di paese cede definitivamente il passo alla più grande e capiente Santa Chiara.

Leda Schirinzi

Casarano – Appuntamento con la sesta edizione del premio “Eccellenza donna” sabato 17 marzo a Casarano. La serata organizzata dal “Circolo cittadino degli amici” è in programma alle ore 18 nella chiesa di Santa Maria della Croce. Quest’anno l’iniziativa premierà l’impegno umanitario nelle varie missioni in Africa della dottoressa Leda Schirinzi (foto), responsabile del servizio igiene della Asl. Del presidente del Circolo Claudio Casciaro e del Sindaco Gianni Stefàno sono gli interventi di saluto con l’intervento in conclusione del presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone. Insieme alla dottoressa Schirinzi, porterà la propria testimonianza anche don Rocco Maglie, responsabile dell’ufficio missionario della diocesi UgentoSanta Maria di Leuca. Nel corso della serata sono previsti gli intermezzi musicali del duo composto da Laura De Vita e Luigi Solidoro (soprano/pianoforte). L’iniziativa (che nel 2017 premiò il capitano dei carabinieri Michelangela Stefàno) è promossa insieme all’Amministrazione comunale di Casarano ed alla Provincia di Lecce in collaborazione con le associazioni Fidapa, Amici del presepe 96, Fans club Nomadi, Pro loco, ArcheoClub, Cantico delle creature, Tradizioni popolari e Don Tonino Bello.

Otranto – Tutto pronto per la prima regata a bastone del campionato invernale “Più Vela per Tutti”. Sabato 17 marzo decine di imbarcazioni partiranno dal porto di Otranto, nell’ambito di una competizione velica organizzata da Il Gabbiere e da Salento in Vela con il patrocinio del comune di Otranto. Dopo le prime tappe del torneo che hanno visto i velisti impegnarsi sulle corte distanze delle regate costiere, gli equipaggi si addentreranno nel mare a sud del Salento per raggiungere le acque di Santa Maria di Leuca, al netto di un tracciato di oltre 25 miglia. Quella di sabato mattina sarà la prima di due regate che, ad oggi, vede in testa alla classifica Il Gabbiere del leccese Paolo Sansò. E infatti l’ultima gara svoltasi domenica 4 marzo ha visto primeggiare l’imbarcazione di Sansò, nel contesto di un percorso di 12 miglia estesosi sino alla zona di Conca Specchiulla, con partenza e arrivo nel porto di Otranto. Alla bella prova dell’equipaggio leccese ha risposto quella de “El Nino” di Marco Chiurazzi (Otranto), che ha concluso la gara al secondo posto. Ottima la performance anche di “Great Expectations” dell’armatore Franco Chiarello (Leuca), impreziosita dalla presenza a bordo di Paolo Montefusco (Lecce). Il pluricampione del mondo di vela si è reso protagonista di una grande prestazione di concerto a tutto l’equipaggio, raggiungendo il terzo posto a margine della gara e la seconda posizione assoluta in classifica generale con 21 punti. La gara è stata contraddistinta da una serie di avvicendamenti tra le imbarcazioni, che hanno reso la regata emozionante e spettacolare.

Gallipoli – Si riunisce oggi alle 13 negli uffici di comunali di via Pavia la commissione che presiede alle procedure per la gara d’appalto con cui dare in gestione per 30 anni il Mercato ittico all”ingrosso di via Lecce, un’opera pubblica ultimata e collaudata nel 2003 e mai entrata in funzione. Tutti falliti i due precedenti tentativi, compreso quello che aveva visto aggiudicatarie le due cooperative di San Benedetto del Tronto e Leuca (Castrignano del Capo), poi ritiratesi lasciando nelle casse comunali 36mila euro di cauzione.

Nel bando scaduto il 15 gennaio scorso figura un solo ed unico concorrente: è la “Gallipoli Fish srl” con sede sulla Statale 101, km 1, legale rappresentante Giorgio Primitivo. Ne fa da “garanzia” un’altra società gallipolina, la “Ittica Gallipoli srl” di via della Cala, legale rappresentante Davide Quintana, impresa “ausiliaria” e comunque storica avendo iniziato la propria attività nel 1988. Nella prima seduta della commissione è stata esaminata la prima delle tre buste previste dal bando, quella relativa alla documentazione richiesta, risultata completa e conforme a quanto prescritto nel bando. Per alcuni requisiti la “Ittica Fish” ha fatto ricorso  “all’avvalimento dell’impresa Ittica Gallipoli”.

Quella di oggi sarà la riunione che apre le altre due buste, una contenente l’offerta  tecnica e l’offerta economica, al rialzo rispetto al canone fissato dal Comune che è di 60mila euro annui di base. Gli elaborati tecnici dovranno invece rispondere alle esigenze primarie di manutenzioni ordinarie e straordinarie dell’immobile, che ha attraversato con danni un lungo periodo di scarsa custodia e vigilanza. I lavori di ripristino e riavvio della struttura e degli impianti non dovrebbero costare meno di 400mila euro. Tale somma, che sarà a carico del concessionario verrà poi scomputata sul pagamento dei canoni annui. Tra le altre clausole,, quella del divieto di subappalto e cessione del contratto, il piano economico e finanziario di copertura degli investimenti, la tracciabilità dei flussi finanziari.

 

Alessano – Incontri e testimonianze ma anche passeggiate, visite guidate e degustazioni. Questo il programma della tre giorni, dal 12 al 14 aprile, che ad Alessano vede come protagonista un gruppo “qualificato” di giornalisti vaticanisti. Allo scopo di far conoscere i luoghi cari a don Tonino Bello a chi, più da vicino di altri, segue il Santo Padre, la delegazione anticipa di circa un mese l’arrivo di Papa Francesco previsto per la mattinata di venerdì 20 aprile. “Sul sentiero di don Tonino Bello… aspettando Francesco” è il titolo della tavola rotonda, moderata dal giornalista  e organizzatore del “press-tour” Gianpiero Pisanello, in programma martedì 13 marzo, alle ore 18, nella sala conferenze della fondazione “Don Tonino Bello”. Vi prenderanno parte Fabio Zavattaro (Rai), Filippo Rizzi (Avvenire), Cristiana Caricato (Tv2000), Michela Nicolais (Agenzia Sir) e Vittoria Prisciandaro (periodici San Paolo). Saranno presenti il vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca Vito Angiuli, il parroco di Alessano don Gigi Ciardo, il  sindaco del paese Francesca Torsello ed il consigliere delegato al turismo Giuseppe Rizzo.

Il sindaco Torsello «Viviamo questi giorni di attesa con emozione e trepidazione. La visita del Papa rappresenta per me e per l’intera comunità che ho l’onore di guidare un evento importante e che resterà nella storia di Alessano e del nostro Salento. Così come indimenticabile è stata l’opera di don Tonino Bello che, ancora oggi, nonostante siano passati venticinque anni dalla sua morte, è un esempio per tutti noi. Con questo spirito e questa emozione accogliamo i giornalisti vaticanisti più importanti del panorama nazionale per vivere insieme a loro questo sogno, per condividere con loro l’esperienza del nostro amato don Tonino  e per far scoprire anche un Salento autentico e genuino», afferma il sindaco Torsello.

 

Tricase – Primo film “made in Puglia” per il duo comico Nuzzo-Di Biase da giovedì 8 marzo nelle sale. A fare da sfondo al road-movie  “Vengo anch’io”, prodotto dalla Tramp Limited del neretino Attilio De Razza (patron della Fabbrica 8 di Nardò), ci sono Tricase, Lecce, Santa Maria di Leuca e il porto di Brindisi (con alcune scene girate anche ad Anzio, nel Lazio). Tricase è anche il paese natale di Corrado Nuzzo, cresciuto a Marittima di Diso, mentre la compagna Maria Di Biase è molisana. I due, oltre ad essere registi, sono anche autori del soggetto. Nel cast, tra gli altri, Aldo Baglio, Ambra Angiolini, Francesco Paolantoni e Vincenzo Salemme con il giovane Gabriele Dentoni, l’attrice barese Azzurra Martino e Cristel Caccetta di San Pietro Vernotico. Di Nando Popu (dei Sud Sound System) è pure un’irresistibile incursione. Il film, prodotto con il supporto logistico di Apulia film commission (distribuzione Medusa), narra le storie di un aspirante suicida, di un’ex carcerata, di un ragazzo con la sindrome di Asperger e di una giovane atleta salentina, costretti a intraprendere un viaggio insieme, da Milano sino al Capo di Leuca, per uno strano scherzo del destino, sino a diventare una singolare e sgangherata famiglia. Nuzzo e Di Biase saluteranno il loro pubblico giovedì 8 marzo, alle ore 18.30, nella sala 1 del Multisala Massimo a Lecce e domenica 11, alle ore 20, al Teatro Italia di Gallipoli.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Il sindaco Santo Papa interviene sul futuro dell’ex colonia Scarciglia e replica alle rivendicazioni fatte dai consiglieri di minoranza sulla recente acquisizione a titolo non oneroso del rudere posto ai piedi del santuario e del faro di Leuca, a Punta Meliso. «Siamo consapevoli che ci trova di fronte ad un’attività delicata e complessa da pianificare nell’interesse del territorio e della collettività. Presto – garantisce Papa – partiranno i lavori di messa in sicurezza e bonifica dell’immobile con successivo progetto di valorizzazione dell’area». Pare escludersi, dunque, la soluzione estrema dell’abbattimento dell’immobile, anche se nulla è ancora deciso.

Finanziamenti da intercettare – Se, infatti, continua il botta e risposta tra le forze politiche locali sulla paternità (esclusiva o condivisa) dell’operazione, ben poco si sa al momento  circa tempi e modalità di intervento. In molti si chiedono come sarà possibile intercettare finanziamenti così ingenti da consentirne il recupero e la valorizzazione mentre si invocano “azioni mirate” volte ad impedire il peggioramento della già critica situazione strutturale con la messa in sicurezza dell’immobile.

Il ruolo del Comune Chiamato in causa, il Sindaco replica alle critiche mosse dalla minoranza circa il ruolo “attivo” avuto nell’approvazione in Consiglio della delibera di acquisizione. «Dopo l’estate del 2016, a soli tre mesi dall’insediamento dell’Amministrazione, affrontammo la questione legata all’ex colonia Scarciglia e al particolare stato di degrado. Vennero fatti sopralluoghi, rilevamenti tecnici e fotografici alla presenza di legali ed esperti, successivamente – riferisce Papa – la documentazione venne inviata alla Provincia, all’epoca proprietaria dell’immobile, e al prefetto Claudio Palomba, il quale aveva avuto modo di constatare di persona le gravi condizioni di degrado. È stato necessario redigere una relazione attuale sullo stato dei luoghi da parte del responsabile dell’Ufficio lavori pubblici e urbanistica e della Polizia municipale integrando ulteriori rilievi fotografici e filmati idonei a mettere in evidenza la criticità della struttura, l’inquinamento del sito e il danno all’immagine creato in una zona così suggestiva come quella della Marina di Leuca». Papa sottolinea anche come il Comune abbia cercato una soluzione all’annoso problema, “dialogando con Provincia e Demanio”, ancora prima della sentenza con la quale (lo scorso 25 ottobre) il Tribunale ha sancito il passaggio di proprietà tra i due enti, con il Comune che ha poi avuto il via libera per l’acquisizione gratuita dallo stesso Demanio.

 

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...