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Gallipoli – “Concessione a soggetto esterno del servizio di gestione del mercato ittico all’ingrosso. Approvazione regolamento e indirizzi”: così recitava l’ordine del giorno del Consiglio comunale di fine settembre scorso. Acquisito il via libera dell’assise cittadina, il Comune ha oggi emanato il bando di gara. Vi è prevista una concessione trentennale con un canone annuo di 60mila euro più iva. L’eventuale concessionario però potrà detrarre fino a 50mila euro al mese fino a completa copertura delle necessarie spese di manutenzione straordinaria dell’immobile di via Lecce, ultimato nel 2003 e mai entrato in funzione. I concorrenti possono presentare le loro offerte agli uffici di via Pavia entro le ore 12 del 15 gennaio 2018.

E’ il terzo tentativo che l’Ente, guidato dal Sindaco Stefano Minerva, compie per far funzionare l’immobile nato per produrre, trasformare e commercializzare i prodotti ittici, dopo che due precedenti tentativi sono finiti nel nulla. Il primo bando non raccolse l’interesse di nessuno; il secondo – di rilevanza europea – indicò al termine delle procedure i vincitori che però si ritirano poco dopo, pur avendo sborsato una cauzione di 36mila euro rimasta nelle casse del Comune. In quest’ultimo caso, verificatosi durante l’Amministrazione di Francesco Errico, a far desistere le due società cooperative di San Benedetto del Tronto e Leuca furono le previsioni sull’ammontare del pescato e gli studi portati avanti dall’Università del Salento, ramo Biologia marina.  Non aveva certo incoraggiato i possibili concessionari neanche il fatto di dover mettere in ballo subito 400mila euro per essenziali lavori di ripristino e riavvio.

TRICASE – L’arrivo di Papa Francesco nel Salento? «La speranza è molto forte, ma nulla si può ancora dire al momento». Consapevole dell’importanza  della sua visita tra Tricase, Leuca ed Alessano, il segretario di Stato di Sua Santità, il cardinale Pietro Parolin, lo  scorso 8 dicembre non ha mancato (rispondendo alle inevitabili e puntuali domande dei giornalisti) di confermare come Papa Bergoglio potrebbe senz’altro essere nel Salento, magari il 20 aprile 2018, per pregare sulla tomba di don Tonino Bello nella ricorrenza dei 25 anni dalla sua scomparsa. Intanto, proprio nel giorno in cui ricorrevano i 60 anni dall’ordinazione sacerdotale di don Tonino, l’alto porporato si è recato in preghiera sulla tomba  del “Servo di Dio”, ad Alessano. A proposito dell’elevazione dell’ex presidente di Pax Christi all’onore degli Altari, Parolin ne ha ricordato la figura aggiungendo senza esitazione che “il popolo di Dio lo venera già come Santo”.  L’arrivo del Primo ministro del Vaticano è stato direttamente al Santuario de Finibus Terrae a Santa Maria di Leuca, accompagnato dal vescovo della diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca Vito Angiuli e dalle più alte cariche civili e militari del territorio. A seguire Alessano e Tricase per celebrare il 50° anniversario dell’inaugurazione dell’ospedale “Cardinal Giovanni Panico”.

Nel corso della concelebrazione eucaristica nella chiesa madre di Tricase, monsignor Angiuli ha avuto parole di stima e di ringraziamento per l’illustre ospite, ricordando come l’ospedale “Panico”  “non è una tra le tante aziende ospedaliere, ma, sulla scia del suo fondatore, rappresenta il servizio d’amore che la Chiesa svolge a favore degli uomini”. Il vescovo ha poi ricordato la figura di don Tonino: «A Tricase  è legato anche il ricordo del Servo di Dio, Mons. Antonio Bello. In questa città, don Tonino ha vissuto un’indimenticabile esperienza di guida di questa comunità parrocchiale. Nel XXV della sua morte Lei ha voluto onorare la sua memoria sostando in preghiera presso la tomba nel cimitero di Alessano. In tal modo, ha avvalorato la sintonia che esiste tra l’insegnamento lasciatoci da don Tonino e il magistero di Papa Francesco. È noto che tra i due vi è una grande affinità di sensibilità, di gesti e perfino di linguaggio».

Gallipoli – Si è tenuta ieri sera, giovedì 7 dicembre presso l’Ecoresort “Le Sirenè”, la serata di benvenuto per le atlete partecipanti alla prima edizione del “Trofeo Caroli Hotels under 13 femminile”, riservato alla categoria Esordienti, in programma sui campi di Gallipoli (stadio “Antonio Bianco” e Centro sportivo Montefiore). La prima edizione vede esibirsi quattro compagini di alto livello tecnico, con le giovani rappresentanti di Genoa Cfc, Hellas Verona, Fc Crotone e Us Sassuolo.  Le prime due classificate del girone si contenderanno poi la finale, prevista per doani (9 dicembre) alle ore 15,45 allo stadio “Bianco” di Gallipoli. A seguire ci sarà la cerimonia di premiazione. Testimonial d’eccezione sarà Federica Di Criscio, calciatrice dell’Acf  Brescia e della Nazionale.

Il torneo, vetrina per il calcio femminile e momento di promozione turistica in un periodo destagionalizzante, è organizzato dall’Asd Capo di Leuca e dal main sponsor Caroli Hotels e si punta a renderlo un appuntamento di assoluto rilievo, così come avviene per il più noto “Trofeo Caroli Hotels Under 14” categoria Giovanissimi fascia B, giunto alla quindicesima edizione, che quest’anno si terrà dal 8 al 13 febbraio 2018. “Siamo orgogliosi – affermano gli organizzatori Attilio Caputo (responsabile della nota catena alberghiera), Mario Caputo e Daniele Pisacane – di essere pionieri anche nel campo dei tornei giovanili femminili; e siamo altrettanto contenti del riscontro e degli incoraggiamenti ricevuti in queste settimane, che ci confermano la bontà del percorso intrapreso. Continuiamo ad essere laboratorio e vetrina per il calcio giovanile italiano e internazionale con l’obiettivo, tra gli altri, di regalare ai giovani partecipanti un’esperienza sportiva e umana unica e di dare a loro e ai loro accompagnatori la possibilità di conoscere il Salento e di scoprire le bellezze naturali, storiche e culturali della nostra terra”. E’ intanto in preparazione anche il 6° Trofeo Caroli Hotels Under 12 (Categoria Pulcini), previsto a Gallipoli dal 29 marzo al 2 aprile 2018.

 

ALESSANO – Una visita importante che tutti si augurano possa preannunciarne un’altra, quella di Papa Francesco, che la speranza porta ad Alessano nella prossima primavera per il 25° della morte di don Tonino Bello. Venerdì 8 dicembre il segretario di Stato di Sua Santità, il cardinale Pietro Parolin, è in visita nel Basso Salento, per inaugurare il nuovo blocco operatorio al “Cardinale Panico” di Tricase (su invito della Madre generale delle Marcelline suor  Filomena Pedone), per una breve visita al Santuario di Santa Maria di Leuca (nella stessa mattinata) e per rendere omaggio alla tomba di don Tonino Bello, ad Alessano, dove sarà in preghiera alle 12,15, insieme al vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli. Pur nel comprensibile riserbo della diocesi di Ugento (dov’è nato e vissuto don Tonino) e di Molfetta (dov’è stato vescovo), negli ambienti ecclesiastici la visita di Parolin viene considerata “molto significativa”, anche perché “personaggi di quel livello non si muovono così, per caso”. In attesa di conferme ufficiali (o anche semplici indizi sussurrati), la tomba di don Tonino Bello nel cimitero di Alessano continua ad essere un viavai sempre più crescente di pellegrini. Per l’apertura delle celebrazioni in suo onore, il 30 e 31 ottobre scorso ci è andato il Segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Nunzio Galantino, e giovedì quest’oggi pure monsignor Tommaso Ghirelli, vescovo di Imola e compagno di studi di don Tonino al seminario di Bologna negli anni ‘60. Come è ben noto, l’ex presidente di Pax Christi è già “Servo di Dio” e si è in attesa della sua canonizzazione, con conseguente elevazione all’onore degli Altari.

Il programma della visita del segretario Vaticano Parolin prevede, nel pomeriggio di venerdì 8, dopo la benedizione del blocco operatorio del “Panico” di Tricase (alle 16) e il saluto delle autorità nella Sala del trono, la solenne Concelebrazione eucaristica, alle 18, nella parrocchia della Natività di Maria Vergine, dove don Tonino ha svolto per qualche tempo il ministero sacerdotale. Anche questa ulteriore circostanza conferma la tesi che in merito alla visita del Papa ci possa essere già “qualcosa di più rispetto a semplici ipotesi e congetture”, come afferma, pur invitando alla prudenza, chi è esperto di “cose Vaticane”. Le speranze trovano terreno fertile anche perché la vaticanista Cristiana Caricato, di Tv2000 (la televisione della Cei), a margine di un convegno il 12 novembre scorso a Gallipoli ha avuto modo di dare per certa la venuta di Papa Francesco in Terra di Puglia (“Bergoglio l’ha promesso all’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, che è stato vescovo in Argentina ed è amico personale del Pontefice”). E intanto si è già messa in moto la macchina amministrativa: il sindaco di Alessano, Francesca Torsello, hanno già preso contatti con la Regione Puglia e col Governo centrale per il necessario aiuto economico ed organizzativo. Come si ricorderà, non è la prima volta che un Papa viene da queste parti: quasi dieci anni fa, il 14 giugno del 2008, c’è stato Papa Ratzinger per la visita al Santuario  “De finibus terrae” di Santa Maria di Leuca, e il 5 ottobre 1980, ad Otranto, Papa Wojtyla. E c’è già chi dice che “non c’è due senza tre”.

TAURISANO – A Taurisano la parafrasi del titolo del celebre film di Martin Scorsese casca a pennello: i vecchi fasti dell’epopea calcistica sono rievocati ogni domenica dalle gesta di un “Toro Scatenato”. Primo posto in classifica nel girone C di Prima categoria legittimato dall’attacco più prolifico e dalla difesa meno battuta del campionato. Numeri che, dopo dieci giornate, lasciano presagire un futuro da protagonista. Il nuovo assetto societario e i risultati sul campo hanno iniettato dosi di entusiasmo alla tifoseria e a tutto l’ambiente. Dopo il salto di categoria al termine della passata stagione, il Toro di mister Manco ha riaffilato le corna infilzando in ordine Trepuzzi, Monteroni, Poggiardo, Atletico Veglie, Matino, Soleto, Capo di Leuca e Veglie. Un ruolino di marcia che ha riattivato il vecchio cuore granata restituendo passione e orgoglio a tutta la comunità. «Stiamo disputando un ottimo campionato ed è merito di un gruppo compatto e degli ultras che ci sostengono ogni domenica su tutti i campi. Il blasone di questa piazza – spiega capitan Ivan Galati – merita altri palcoscenici e ci auguriamo di arrivare nel più breve tempo possibile in categorie che rispecchiamo la storia del Taurisano 1939». Con la riapertura della tribuna Est dello stadio Comunale in occasione della partita contro il Capo di Leuca, i granata hanno riabbracciato una frangia del tifo storico che negli anni d’oro ha trascinato i suoi beniamini nei campionati di Serie D e di Eccellenza. «Tre anni fa siamo ripartiti dalla Terza categoria con un progetto lungimirante e molto ambizioso. Siamo tornati alla vecchia denominazione “Asd taurisano 1939” – chiosa il presidente Alberto Tornesello – e stiamo crescendo anno dopo anno con l’obiettivo di tornare nel calcio che compete a questa bellissima piazza». Domenica 3 dicembre è in programma al Comunale la “sfida – verità” contro il Città di Racale, prima in classifica a pari merito (pur con una gara in più), la sola squadra capace finora di tenere testa al Toro.

Capo di Leuca – Una gara aperta ad artisti, artigiani e appassionati di tradizioni natalizie pronti a sfidarsi nella realizzazione di presepi al 100% artigianali: si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con l’iniziativa “Presepi itineranti”, organizzata dalle associazioni Casello 72 e Salenius. Gruppi o singoli, soggetti pubblici o privati, associazioni, chiunque voglia partecipare deve far pervenire la propria adesione entro il 30 novembre (contattando l’organizzazione al 340/5744530), insieme al versamento di una quota di 10 euro. I presepi in gara viaggeranno in diversi luoghi del Capo di Leuca e saranno esposti al pubblico nelle varie tappe toccate dalla manifestazione: si parte venerdì 8 dicembre dall’oratorio Giovanni Paolo II a Giuliano di Lecce, mentre la seconda tappa sarà domenica 17 alla torre cinquecentesca di Salignano; il giorno di Natale i presepi arriveranno poi al santuario di Leuca, fino a raggiungere la sede della pro loco di Patù (venerdì 29) e l’oratorio di Castrignano (sabato 6 gennaio). Sempre all’oratorio di Castrignano si terrà la serata conclusiva, il 7 gennaio, con la premiazione dei vincitori delle due categorie in gara, adulti e ragazzi, che si aggiudicheranno una coppa. Oltre ai vincitori designati dalla giuria, uno speciale premio online verrà assegnato al presepe la cui foto – postata sulla pagina facebook di Casello 72 – otterrà il maggior numero di like. Novità di questa seconda edizione di “Presepi itineranti” è l’organizzazione durante ogni tappa della mostra di un laboratorio natalizio per bambini e adulti (alle ore 15), dedicato alla realizzazione di bigliettini d’auguri e altri lavoretti che metteranno alla prova la creatività.

 Lecce –   #Pressphobia – la parola scelta per il 2° Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, iniziato oggi Bari – è la sintesi della paura della informazione, ma anche delle persone che fanno informazione, tanto da diventare bersaglio da colpite duramente.

C’è anche la #Pressphobia, la paura dell’informazione. Lo hanno raccontato nella prima giornata del Forum promosso da “Giulia giornaliste” Petra Caruana Dongli e Caroline Muscat, raccontando la storia di Daphne Caruana Galizia, la giornalista uccisa il 16 ottobre scorso a Malta in un attentato  mirato a bloccare le scomode inchieste che stava conducendo sulla corruzione nei piani alti. La sua è una storia di giornalismo investigativo che la ha costretta a subire quell’escalation di violenza che con i social,  ha raccontato Caroline Muscat, passa per gli hate speech, la distruzione della reputazione, l’attacco sessista –  Daphne era insultata come “strega” – per poi arrivare alle minacce, agli attacchi all’abitazione o al luogo di lavoro e  terminare nell’esercizio della violenza sulla presona , fino all’omicidio. Un episodio che ha sconvolto l’immagine di Malta come paradiso del benessere e che la rilancia come luogo di corruzione e traffici illeciti che non devono essere scoperti.

Quando costa resistere, da giornalista e da donna. La resistenza in nome del diritto superiore ad essere informati e ad informare è però troppo spesso fatta di solitudine. Solitudine sotto scorta, come quella di Marilena Natale, nella sua non interrotta battaglia per “svelenire”, in tutti i sensi, la sua “terra dei fuochi”. Aggressioni, intimidazioni, querele temerarie: tutti strumenti vissuti sulla propria pelle anche da Ester Castano e Fabiana Pacella di Leverano, e in cui la lotta più grande è quella con la solitudine, con l’isolamento, il discredito sulla propria attività di cronisti. Esempi di numerosi altri casi che coinvolgono giornalisti in Italia (al 52° posto per la libertà di informazione), come a Malta, in Tunisia, in Kosovo, in Turchia e via proseguendo. Per questo il messaggio lanciato in questa giornata è la necessità di costruire una scorta mediatica: l’appoggio della società civile, dei colleghi giornalisti, delle organizzazioni   per contrastare un meccanismo che da subdolo diventa violento di tacitamento della libera informazione. E il supporto anche dall’esterno, importante, ha ribadito Caroline Muscat, per non far spegnere i riflettori sulla vicenda.

Chi sostiene il Forum di “Giulia giornaliste”. Il Forum è organizzato da Giulia giornaliste su un’idea di Marilù Mastrogiovanni di Casarano grazie al contributo di: Corecom della Regione Puglia, Consigliera di parità della Regione Puglia, Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana), UsigRai (sindacato giornalisti Rai), Idea Dinamica coop di giornalisti e con il Patrocinio della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, Accademia della Crusca, Articolo 21, Ossigeno per l’Informazione, Università degli Studi di Bari, Archivio di Genere presso Uniba, Università del Salento, Lim (Laboratorio Interdisciplinare del Mediterraneo), Centro Studi Osservatorio Donna presso UniSalento, Associazione Una buona storia per Lecce, Comune di Lecce, Creis (centro di ricerca europeo per l’innovazione sostenibile) .

Il programma della seconda giornata a Lecce. Domani seconda giornata a Lecce, Open space di piazza S. Oronzo alle ore 9,30. Introduce Marilù Mastrogiovanni (Giulia giornaliste); intervento di Marina Cosi (originaria di Castrignano del Capo) presidente nazionale “Giulia giornaliste”, Rossella Matarrese, coordinatrice di Giulia giornalista Puglia. Oltre ai saluti istituzionali, si parlerà anche di Daphne, Malta e l’Unione Europea; di di giornalismo embedded o non embedded; di raccontare l’Europa dai confini dell’Europa., di Kossovo e Turchia, di censura e giornalismo di guerra ai tempi dei social media. Chiude i lavori Carlotta Sami, portavoce Unhcr, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati nel Sud-Europa.

 

UGENTO. Grave lutto per il vescovo della diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli per la morte della sorella Franca (81 anni). La donna viveva con il presule, nel vescovado, e pochi giorni fa aveva subito un trauma cranico a seguito di una caduta accidentale. Dopo il ricovero presso il Vito Fazzi di Lecce, le condizioni di salute dell’anziana si erano aggravate, sino alla morte avvenuta nel primo pomeriggio di oggi. La camera ardente sarà aperta dalle 8 alle 12 di martedì 21 novembre presso la “Casa Betania” di Tricase. La salma sarà poi traslata a Ugento, per i funerali in cattedrale alle 15,30. Subito dopo il feretro proseguirà per Sannicandro, dove mercoledì pomeriggio si svolgeranno i funerali presso la parrocchia del Carmine e dove sarà successivamente sepolta nella tomba di famiglia

Santa Maria di Leuca – Una chiesa calata nei problemi vivi della contemporaneità, concretamente impegnata nel sociale: da questo presupposto nasce l’iniziativa “Contro la povertà… servono i sindaci”, in programma domenica 19 novembre, alle ore 12:30, presso la Sala del Pellegrino, nella Basilica di Leuca.

L’evento si colloca nella Giornata mondiale dei poveri istituita nel 2016 da Papa Francesco, e consiste in un pranzo di condivisione che vedrà i sindaci dei Comuni appartenenti alla diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca mettersi al servizio di 72 poveri (4 per ogni Comune del Capo di Leuca, individuati su segnalazione dei Servizi Sociali), servendo loro il pasto. La cerimonia sarà preceduta da un intervento del vescovo Vito Angiuli (in foto), che guiderà un momento di preghiera e riflessione.

Il pranzo è realizzato dai volontari del Banco delle Opere della Carità, della Caritas Diocesana e della Fondazione Don Tonino Bello, in collaborazione con i Gruppi Volontari Vincenziani, la Fondazione Parco Culturale Ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” e l’Ambito Sociale Territoriale di Gagliano del Capo, con il patrocinio dei Comuni facenti parte della diocesi (Acquarica del Capo, Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce, Ruffano, Salve, Specchia, Supersano, Taurisano, Tiggiano, Tricase e Ugento).

Da parte dei sindaci, il plauso all’iniziativa che – come sottolinea fra gli altri il sindaco di Patù Gabriele Abaterusso – testimonia l’impegno di “una diocesi vicina alle persone più bisognose e attenta a sensibilizzare le istituzioni sul tema”.

Anche da Salve il sindaco Vincenzo Passaseo ribadisce l’importanza di un evento che, se certamente non può risolvere il problema della povertà, ha comunque un alto valore simbolico: “Quello della povertà è un problema di portata mondiale, cui si è arrivati per effetto di fenomeni complessi, fra i quali la globalizzazione e la delocalizzazione del mercato del lavoro. Sappiamo di non poter risolvere tutto questo in una sola giornata, ma è importante partecipare all’iniziativa per sensibilizzare chi più di noi sindaci può fare qualcosa, intervenendo a livello di politiche nazionali e sovranazionali. Al di là di questo, esprimo il mio plauso alla diocesi, che con il vescovo Angiuli in questi anni si è mostrata attenta alle problematiche legate non solo al mondo della chiesa, ma anche al sociale e all’ambiente”.

Tricase – Mercoledì 15 novembre la città di Tricase e, in particolare la Parrocchia di S. Antonio”, si ritroverà insieme a don Donato Bleve per ricordare e riflettere sui suoi 50 anni di sacerdozio a servizio della comunità. Si inizierà con la Messa celebrata alle ore 17 da mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, nella chiesa antica di piazza dei Cappuccini in occasione del 46° anniversario della istituzione della parrocchia. La manifestazione proseguirà nella Sala del Trono di Palazzo Gallone (sede del Comune) dove, alle ore 18.30 sarà presentato il libro dedicato al cinquantenario, quale numero speciale di “Siamo la Chiesa” bimestrale religioso sociale edito dalla stessa Parrocchia di S. Antonio fin dal 1973. Dopo i saluti del sindaco, avv. Carlo Chiuri, il direttore de “Il Volantino” avv. Alessandro Distante, moderatore dell’incontro, dialogherà con il prof. Hervé A. Cavallera, ordinario di Storia della Pedagogia nell’Università del Salento e presidente della sezione tricasina della Società di Storia patria per la Puglia, con mons. Salvatore Palese,docente emerito di Storia della Chiesa nel Pontificio seminario maggiore di Molfetta e con monsignor Angiuli al quale saranno affidate anche le conclusioni della serata. L’iniziativa ha il patrocinio della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, della Città di Tricase e della sezione locale della Società di storia patria per la Puglia. Il volume in tema raccoglie 15 testimonianze sulla figura e l’opera di don Donato Bleve; è corredato da numerose fotografie e contiene, fra l’altro una lunga ed inedita intervista al festeggiato e quattro suoi editoriali comparsi negli ultimi 46 anni su “Siamo la Chiesa” dedicati a temi vari tra cui la denuncia sulle condizioni di lavori in alcuni ambiti del settore calzaturiero negli anni Settanta del secolo scorso; la protesta verso il metodo dell’imposizione centrale del candidato al collegio senatoriale di Tricase; la presa di posizione netta nei confronti del cambio della guida diocesana in quegli stessi anni e l’appello pastorale per una Chiesa rinnovata e al passo con i tempi.

 

 

SANTA MARIA DI LEUCA. Domenica 12 novembre, nel corso della messa solenne delle 17.30 presieduta dal vescovo della diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, nell’omonimo santuario De Finibus Terrae, si chiude ufficialmente l’inchiesta diocesana per la causa di canonizzazione della “Serva di Dio” Madre Elisa Martinez, fondatrice dell’Istituto delle suore “Figlie di S. Maria di Leuca”. L’appuntamento giunge ad un anno dall’avvio dell’inchiesta che mosse i primi passi ufficiali il 17 novembre 2016. In giorni di gran fermento per le celebrazioni legate al 25° della morte di don Tonino Bello, questa ulteriore notizia viene accolta con estremo favore sia dalla  comunità diocesana che dal postulatore della causa, mons. Sabino Amedeo Lattanzio, e dalla madre generale dell’ordine religioso suor Ilaria Nicolardi. Madre Elisa  nacque a Galatina il 25 marzo 1905, dopo una breve esperienza di vita religiosa in una congregazione di origine francese, fu costretta a lasciare l’Istituto per motivi di salute. Le Figlie di Santa Maria di Leuca si formarono inizialmente (nel 1938) come Pia Unione e furono ospitate in un’abitazione messa a loro disposizione a Miggiano dal parroco di quel paese, per poi, dopo alterne vicende, divenire il 15 agosto 1941 (vescovo, monsignor Giuseppe Ruotolo) Congregazione delle “Figlie di Santa Maria di Leuca”. Si occupavano e si occupano tuttora di emarginati,  carcerati, di ragazze madri e di infanzia abbandonata, oltre che di catechesi nelle parrocchie e dell’educazione dei più piccoli. Appena ottenuta la sua erezione canonica, la Congregazione si è immediatamente diffusa nelle altre parti del Paese, e, sul finire della guerra,anche all’estero. Alla morte di Madre Elisa, avvenuta l’8 febbraio 1991, le Figlie di Santa Maria di Leuca potevano già contare su una grande eredità: ben 55 comunità religiose distribuite tra Svizzera, Belgio, Stati Uniti, Canada, Francia, Spagna, Portogallo, India e Filippine e 600 suore. La sua tomba, nel cimitero di Prima Porta (Roma) è meta di numerosi pellegrinaggi.

CAPO DI LEUCA – Da Barbarano del Capo a Patù, da Alessano a Poggiardo, anche in autunno il Capo di Leuca si anima di iniziative pensate per valorizzare arte, paesaggi, enogastronomia e tradizioni: sabato 11 e domenica 12 novembre tanti gli appuntamenti cui partecipare gratuitamente (fra escursioni, degustazioni e musica), nell’ambito del progetto regionale “InPuglia365 autunno”, lanciato dall’agenzia Puglia Promozione per migliorare l’attrattività turistica anche in bassa stagione.

Con “Hospitalia – la via dei pellegrini”, l’associazione Archés propone escursioni che partono dal complesso monumentale di Santa Maria del Belvedere (o “Leuca piccola”) a Barbarano del Capo ed esplorano il territorio circostante (Giuliano, Arigliano, San Dana, Macurano e Ruggiano), scoprendo chiese, cripte e vore: sabato 11 il ritrovo è alle ore 15 per una passeggiata a piedi che durerà fino alle 18; mentre domenica 12 (ore 9:30-16) percorso misto in bici e a piedi, con rinfresco e visita all’azienda biologica a km 0 “Leuca piccola”. Prenotazione obbligatoria entro le 14 di sabato al 327/8410214.

Dal complesso monumentale di Leuca piccola partono anche le “esperienze d’autunno” organizzate per la mattinata di sabato 11 da Terra Archeorete del Mediterraneo: ritrovo alle 9:15, con visita alle aziende agricole locali e pranzo-show cooking. Dalle 16, invece, ci si sposta alla chiesa di Sant’Antonio ad Alessano per un laboratorio gastronomico esperienziale. A seguire, degustazione presso Palazzo Romano, a Patù, che sarà aperto con possibilità di visitare la mostra archeologica qui allestita. Ancora, domenica 12 alle 9:15 si parte alla scoperta di Vereto, con ritrovo al santuario di Santa Marina, a Ruggiano. Info e prenotazioni al 347/2535235 e 338/7441468.

Storie, canti e piatti popolari sono gli ingredienti delle iniziative di Liquilab per il week end: sabato 11, alle ore 10:30, ritrovo al Parco Guerrieri di Poggiardo per una camminata meditativa, fra yoga e alimentazione, con l’esperta Daniela Scozzaro. Domenica 12, invece, tappa a Giuliano di Lecce (ritrovo al laboratorio urbano giovanile, presso l’ex scuola materna), che a partire dalle 16 ospita un itinerario alla scoperta della cultura popolare, fra giochi di una volta, assaggi di pittule, la proiezione del documentario “Taglia corto” e i canti di Anna Cinzia Villani. Prenotazione obbligatoria al 348/3467609.

ALESSANO – Sono sempre più insistenti le voci (sin qui non smentite) di una venuta in Terra di Puglia di Papa Francesco nell’anno del 25° della morte (avvenuta il 20 aprile 1993 a Molfetta) di don Tonino Bello. Alessano, paese natale di don Tonino, ci spera anche se dalle due diocesi direttamente interessate (quelle di Molfetta e Ugento) nulla di ufficiale viene fatto trapelare. La suggestiva ipotesi (già anticipata da Piazzasalento lo scorso 2 ottobre) è tornata d’attualità in occasione della recente visita ad Alessano del segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, che si è soffermato in preghiera sulla tomba dell’ex presidente di Pax Christi di cui dovrebbe essere imminente la beatificazione. Alcune valutazioni di tipo “logistico” pare siano già state fatte con il sindaco Francesca Torsello, comprensibilmente felice ma preoccupata, che ha pure contattato la Regione per avere garanzie di un aiuto economico e non solo. Se Papa Bergoglio sarà a Molfetta, la speranza di tutti è che possa arrivare anche ad Alessano, tra l’altro giusto a dieci anni di distanza dalla visita nel Salento di Papa Ratzinger che il 14 giugno del 2008 raggiunse il santuario “de finibus terrae” di Santa Maria di Leuca.

Intanto, con i recenti appuntamenti del 30 e 31 ottobre, sono entrate nel vivo le celebrazioni per ricordare al meglio i 25 anni dalla scomparsa di don Tonino. Proseguono e si fanno sempre più frequenti i pellegrinaggi sulla sua tomba, nel cimitero di Alessano: ci va gente comune, ma anche personalità illustri sia del mondo civile che ecclesiale. Dopo la visita di monsignor Galantino, la prossima sarà l’8 dicembre del Segretario di stato cardinale Pietro Parolin che, con l’occasione, inaugurerà un nuovo padiglione nell’ospedale “Cardinale Panico” e celebrerà pure la messa nella chiesa Madre di Tricase dove, proprio il giorno dell’Immacolata del 1957, don Tonino venne ordinato prete, e dove esercitò anche il suo ministero sacerdotale.

Ma come stanno vivendo questi momenti di preparazione gli eredi “più diretti” di don Tonino? Con una punta di velata nostalgia ne parla don Salvatore Leopizzi (sua la testimonianza su Tv 2000, nel video in basso), esponente di Pax Christi e suo amico personale, parroco e responsabile della Casa di seconda accoglienza “Agapolis” a Gallipoli: «Gioia e gratitudine al Signore perché le profezie di don Tonino,  spesse volte incomprese se non addirittura avversate quando parlava di “obiezione di coscienza”, di Chiesa del grembiule, di convivialità delle differenze, o di Chiesa “povera per i poveri”, ora sono divenute patrimonio comune di tutta la Chiesa universale».  Chiaro il riferimento ai ripetuti richiami su questi temi di Papa Francesco, “che parla la sua stessa lingua”. Sulla stessa lunghezza d’onda Giancarlo Piccinni, primario di cardiologia nell’ospedale di Gallipoli e presidente della fondazione “Don Tonino Bello” che afferma: «Saranno tantissimi gli eventi che ci vedranno impegnati anche a Torino con don Ciotti, ma anche a Milano e in varie altre città e università italiane, per portare  il messaggio  di speranza del profeta dei nostri giorni e della nostra terra». E intanto, il 26 novembre prossimo, festa di “Cristo Re”, una delegazione guidata dal vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, sarà a Molfetta, dove 30 anni fa, nella stessa ricorrenza di “Cristo Re” don Tonino si insediò come vescovo di quella diocesi.

Castrignano del Capo – Aggregare la comunità intorno a una nuova idea di biblioteca, basata sull’importanza dello scambio e del racconto: questo il senso dell’incontro di progettazione partecipata che si terrà domani, martedì 31 ottobre alle 18, presso la Biblioteca comunale di Castrignano del Capo. L’evento, aperto a tutti, servirà a raccogliere idee e proposte per allestire un progetto con il quale la stessa biblioteca parteciperà al bando sulla “Community Library”, inserito nei finanziamenti del Fesr-Fse 2014-2020 dell’Unione europea e della Regione Puglia.
Come spiega Annalisa Marino, consigliera comunale con delega alle Politiche culturali, “affinché il progetto presentato abbia maggiore peso, abbiamo deciso di partecipare non come singolo Comune, ma come aggregazione, insieme a Patù e Gagliano del Capo, nella cosiddetta Rete Fineterra”. Le biblioteche candidate a diventare Community Library dovranno avere caratteristiche comuni (ad esempio nel tipo di arredi e nei colori), ma dovranno anche distinguersi su un aspetto specifico: “Per ognuna è necessario individuare un tema – aggiunge la Marino – per Castrignano potrebbe essere l’elemento simbolico dell’acqua o il turismo. Ma molto ci aspettiamo anche dall’incontro di martedì”. L’obiettivo è uscire dalla vecchia e polverosa concezione di biblioteca, per ripensarla come contenitore culturale: “La biblioteca di comunità – continua la consigliera delegata – non è più solo un deposito di libri, ma diventa uno spazio dove realizzare iniziative che coinvolgano tutti. Questo lo si vede anche dalle caratteristiche degli arredi: niente più scaffali ma divanetti, sedute comode, colori e illuminazione pensati per mettere a proprio agio i visitatori”. La nuova Community Library non punta a sostituire la biblioteca classica, bensì ad integrarla: “Le due realtà – conclude la Marino – possono convivere. L’idea è spostare l’attuale Biblioteca comunale nell’edificio della scuola primaria di Castrignano, cogliendo l’occasione di questo bando per provare a rinnovare tutto l’ambiente”.

CASTRIGNANO DEL CAPO. Scatta l’allarme sull’inquinamento della falda nel Capo di Leuca dopo la scoperta di sei pozzi contaminati. A chiedere maggiori controlli scendono in campo anche le associazioni. A fare paura sono i risultati su sei pozzi artesiani nella zona tra Castrignano e Santa Maria di Leuca, dove i tecnici dell’Arpa, insieme ai carabinieri del Noe, lo scorso marzo prelevarono dei campioni per verificarne la salubrità. Le analisi di laboratorio sono passate poi alla Asl, presso il Dipartimento di prevenzione Area Sud, e da questa al Comune, che ha immediatamente emanato un’ordinanza firmata dal sindaco Santo Papa per vietarne l’emungimento e il consumo a scopo alimentare. Due pozzi in particolare, in via Rovigo e in contrada “Pistignane”, hanno fatto registrare un’elevata contaminazione batterica, mentre i restati quattro, siti nelle vie Alberto da Giussano, Forlì, Rovigo e in contrada “Terra Greci”, hanno rivelato la presenza di indici di contaminazione fecale.

Tra le prime associazioni a porsi domande sul grado di contaminazione della falda è “Sos Costa”, che attraverso il suo presidente Luigi Russo chiede di continuare i controlli e di verificare anche la presenza di materiale chimico. «Purtroppo la situazione della falda nel sottosuolo del Salento è pessima. Negli ultimi decenni  – spiega Russo – si è scaricato di tutto, dalle sostanze chimiche delle industrie al percolato delle discariche, fino ai reflui dei pozzi neri non a tenuta stagna, e questa ne è la prova. Cosa fare a questo punto? Innanzitutto i sindaci invitino gli esperti a ricercare anche la presenza di metalli pensanti ed eventuali pesticidi. L’allarme è serio – conclude Russo – se con la contaminazione da coliformi fecali la falda potrebbe ritornare salubre nel giro di dieci anni, un’eventuale contaminazione da veleni allungherebbe questo periodo ad almeno 60 se non 100 anni».

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GALLIPOLI – Trentadue profughi di nazionalità siriana sono stati rintracciati stamattina prima delle 8 dai carabinieri della Compagnia di Gallipoli; tra di loro 16 sono bambini e ragazzi sotto i 18 anni. I clandestini si trovavano in Contrada Monaci a Gallipoli, in prossimità della complanare che collega alla Statale 274. Sarebbero tutti in buone condizioni di salute ed hanno riferito di essere sbarcati due giorni fa a Santa Maria di Leuca da un natante che li ha imbarcati dalla Grecia. Erano afgani i profughi giunti sugli scogli di Gallipoli vecchia nei primi di settembre. Erano siriani invece quelli recuperati in alto mare e messi al riparo nel porto con la nave su cui si trovavano il 31 dicembre del ’14.
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SANTA MARIA DI LEUCA – Sono stati accompagnati presso il centro “Don Tonino Bello” di Otranto i 50 pakistani avvistati nel pomeriggio di venerdì 20 ottobre dai militari della Capitaneria di porto di Gallipoli a circa otto miglia dalla costa di Santa Maria di Leuca. L’imbarcazione che li trasportava (tra di loro anche 10 bambini), un dieci metri battente bandiera greca e denominata “Homopph”, è stata sottoposta a sequestro. Sono in corso gli accertamenti a cura del pool interforze anti immigrazione per verificare la vera nazionalità dei migranti: due di loro, intanto, ritenuti i presunti scafisti, sono stati arrestati per violazione delle disposizioni contro le immigrazioni clandestine. Si tratta di Bilala Ahmed e di Gul Zamn, di 27 e 28 anni (età dichiarata).

Castrignano del Capo – Raid notturno in un plesso scolastico. Forzando una finestra del lato posteriore dell’edificio, ignoti si sono introdotti nella scuola puntando dritti nei locali della segreteria e della dirigenza. Da lì e da altri locali “ispezionati” velocemente i ladri hanno portato via nove computer di vecchia fabbricazione non coperti da assicurazione. L’area non era neanche protetta da impianto di videosorveglianza.

Leuca – Il fascino del cinema russo e i suoi protagonisti per la prima volta a Lecce, sbarca anche a Leuca in occasione del Piff, il Pilgrim film festival, in programma dal 3 all’8 ottobre 2017. “Quello che faremo nel Salento è una parte del Riff, il festival italo-russo dedicato al cinema di fiction, del documentario e del cortometraggio a Mosca – afferma Ivan  Banderblog – quest’anno dedicato alla Puglia. Durante le giornate del festival ci sarà un excursus della cinematografia russa, e verranno presentati i film di registi premiati nei più importanti festival europei”. Un’occasione unica per conoscere la storia e la cultura russa attraverso le pellicole e non solo: spazio anche a musica e gastronomia russe. Il festival si svolgerà in due location differenti: a Lecce, presso Cinelab Bertolucci di Lecce e a Santa Maria di Leuca, presso la struttura “La Corte di Leuca”. Le proiezioni inizieranno nel pomeriggio a Lecce e poi, grazie al servizio navetta, i protagonisti si sposteranno a Leuca per la serata. Durante il viaggio sarà tenuta una lezione sul cinema russo.

La delegazione pugliese, invece, sarà a Mosca per il Riff i primi di novembre. Oltre alla proiezione di film pugliesi verrà dato ampio spazio alla cultura pugliese con l’ esposizione del prodotti artigianali, un evento musicale con l’Officina Zoe; incontri e masterclass con registi e attori.

Ecco il programma del festival nel Salento:  Mercoledì 4 ottobre: al  CineLab “G. Bertolucci” di Lecce dalle 10 alle 14: incontro con Nico Cirasola;  proiezione del film “Elena” di A. Zviaginzev; discussione. Alle ore 19.30 – 19.45 è prevista la partenza con il bus dalla ManifattureKnos a Leuca: dalle 21 alle 24: inaugurazione, proiezione del film “Corazzata Potemkin”; incontro con Vasiliy Sigarev, proiezione del film “Paese OZ” di V. Sigarev. Segue una discussione, la musica dal vivo con artisti russi e il buffet. Giovedì 5 ottobre: al CineLab “G. Bertolucci” di Lecce (10- 14): incontro con V. Sigarev e Yana Troyanova; proiezione del film “Paese Oz” di V. Sigarev; discussione. Alle ore 19.30 – 19.45 partenza con il bus dalla ManifattureKnos a Corte di Leuca.  A Leuca (21-24): performance, proiezione del film “La Madre”;  incontro con I. Ban e proiezione di “La Lettera non spedita” di M.Colotozov; discussione; musica dal vivo e buffet. Venerdì 6 ottobre: al CineLab “G. Bertolucci” di Lecce (dalle 10 alle 14): incontro con I. Ban;  proiezione del film “Taxi Blues” di P. Lungin; discussione. Alle ore 19.30 – 19.45 partenza con il bus dalla ManifattureKnos a Corte di Leuca. A Leuca (21- 24): performance, proiezione del film “L’uomo con la macchina da presa”;  incontro con V. Sigarev e Yana Troyanova; proiezione del film “Paese Oz” di V. Sigarev; discussione; musica dal vivo e buffet. Sabato 7 ottobre: alle ore 19.30 – 19.45 partenza con il bus dalla ManifattureKnos a Corte di Leuca. Dalle 21 alle 24: performance; proiezione dei corti “Proiebire”, “Campi Minati”;  incontro con I. Ban; proiezione del film “Z”; incontro con Yana Troyanova e V.Sigarev; proiezione del film “Loveless” di A. Zviaginzev, discussione e buffet. Domenica 8 ottobre, alle ore 19.30 – 19.45, partenza con il bus dalla ManifattureKnos a Corte di Leuca. Dalle 21 alle 24: incontro con I. Ban e V. Sigarev; proiezione del film “Taxi Blues” di P. Lungin; proiezione del film “Assa” di S. Soloviev; buffet e musica con il dJ Lian.

ALESSANO – Nessuna conferma ufficiale ma la (mica tanto) segreta speranza di tutti è che possa accadere davvero. Nell’anno in cui ricorre il 25° dalla morte di don Tonino Bello, Alessano (suo paese d’origine) e il Salento tutto non disperano sulla venuta di Papa Francesco. Indiscrezioni (abbastanza concrete) danno per più che possibile una visita del Santo Padre a Molfetta nella prossima primavera, per il venticinquesimo anniversario della scomparsa di “monsignor” Tonino Bello, che nel barese è stato vescovo della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi (del 10 agosto 1982 la nomina da parte di Giovanni Paolo II). Venerdì 20 aprile 2018 la data da appuntare sul calendario.

Della figura dell’indiscusso “costruttore di speranza e profeta di pace” si è parlato (e non poteva essere diversamente) anche nella recente assemblea diocesana svoltasi proprio ad Alessano (lo scorso 21 settembre)  presso l’auditorium “Benedetto XVI”, presente il vescovo della diocesi di UgentoSanta Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli. L’obiettivo di portare Papa Francesco a pregare ad Alessano sulla tomba di don Tonino non appare facile tenendo conto del sempre fitto calendario di impegni di Bergoglio. Di certo, se il pontefice dovesse confermare la visita a Molfetta le possibilità aumenterebbero non di poco. Nell’ambito diocesano tanti sono gli appuntamenti in programma, concordati con le fondazioni “Parco culturale ecclesiale terre del Capo di Leuca”,  “Toniolo” e  “Don Tonino Bello”, e riguardano una serie di convegni sul pensiero e sulla figura di don Tonino Bello (il cui processo di beatificazione è in corso a cura della Congregazione per le cause dei santi). Per ricordare don Tonino è in programma anche un percorso di studio per le maggiori città universitarie d’Italia mettendo a fuoco il tema della “convivialità delle differenze” (argomento a lui molto caro), che sarà poi l’obiettivo della prossima esperienza della “Carta di Leuca”, punto d’incontro a Ferragosto dei giovani del Mediterraneo.

SANTA MARIA DI LEUCA – Torna l’emergenza liquami a Leuca ma questa volta, anziché in mare, la melma finisce nelle abitazioni. Non sembrano avere pace i residenti della marina di Castrignano del Capo, alle prese con una vera e propria emergenza igienico – sanitaria che questa volta pare avere superato ogni limite, tanto da convincere un gruppo di cittadini a rivolgersi a un legale per la presentazione di un esposto in Procura.

In passato si erano registrati malfunzionamenti delle pompe di risalita dei reflui al depuratore consortile, lo scorso 15 settembre una rottura della condotta in via Leonardo da Vinci ha fatto finire i liquami in mare con conseguente ordinanza di divieto di balneazione (le prime analisi dell’Arpa hanno dato risultati nella norma ma il Comune attende di conoscere l’esito dei nuovi campionamenti), mentre ieri mattina è bastato un acquazzone perché si verificasse un disastro. In via Enea l’acqua non è riuscita a sgorgare dai tombini sepolti sotto il manto di asfalto ed è fuoriuscita dai sanitari all’interno delle case (water e piatti doccia), con tutti i disagi di conseguenza. Nella notte tra sabato e domenica scorsi c’era stata un’emergenza simile con il successivo intervento dei tecnici di Acquedotto pugliese che avevano provveduto a rimuovere un’ostruzione da un tombino in un cortile privato, ma ieri l’acqua è uscita addirittura zampillando e con essa sono cresciute imprecazioni e polemiche. I residenti temono il ripetersi dell’emergenza ad ogni scroscio di pioggia, per questo si sono rivolti all’avvocato Eleonora Galante per la redazione di un esposto, corredato di foto e testimonianze, da presentare negli uffici della Procura della Repubblica di Lecce.

SANTA MARIA DI LEUCA. Per salutare la chiusura della stagione estiva, Santa Maria di Leuca si prepara a una lunga maratona musicale che racconta i suoni del Mediterraneo, fra tradizione e innovazione, fra grandi classici della musica popolare e moderne sperimentazioni: l’appuntamento è per la serata di domenica 24 settembre, su lungomare Colombo, dove dalle ore 21 prenderà il via il concertone della “Notte di fine estate”. Sul palco salirà l’orchestra popolare della Notte della Taranta, diretta da Daniele Durante e composta da Antonio Castrignanò, Antonio Amato, Enza Pagliara, Giuseppe Astore, Nico Berardi, Roberto Chiga, Valerio Combass Bruno, Roberto Gemma, Antonio Marra, Alessandro Monteduro, Gianluca Longo e Attilio Turrisi, accompagnati dai ballerini Laura Boccadamo e Piero Balsamo. Insieme a loro, protagonisti della serata saranno anche gli Aprés La Classe.

E mentre la musica risuona in una cornice fortemente evocativa e simbolica come quella che guarda al faro di Leuca, nei pressi del palco non mancheranno degustazioni di prodotti tipici e stand con manufatti dell’artigianato locale.

“Notte di fine estate” è un evento nato dalla collaborazione fra l’Amministrazione comunale di Castrignano del Capo, AssoCom Leuca e l’associazione IdealSalento. Un connubio proficuo, che nel corso dell’estate ha già dato vita alla rassegna cultural-gastronomica “Le notti tra i due mari”.

 

SANTA MARIA DI LEUCA – Gli scarichi fognari finiscono in mare e il Sindaco di Castrignano del Capo vieta la balneazione per evitare un’emergenza igienico – sanitaria. Si conosceranno probabilmente domani i risultati delle analisi effettuate dall’Arpa sui campioni di acqua marina prelevata il 15 settembre scorso, dopo che un vasto specchio d’acqua antistante la costa, nell’area compresa tra la torre dell’Omomorto” e via Siena (in linea d’aria), era diventato di colore giallognolo a causa del riversamento in mare di reflui non depurati. A causare l’emergenza è stata la rottura di una condotta fognaria in via Leonardo Da Vinci. Da lì i liquami che l’impianto di risalita non è riuscito a convogliare nel depuratore consortile gestito da Acquedotto pugliese, sono finiti in mare attraverso un ruscellamento che ha interessato le strade della marina, suscitando non poche polemiche tra quanti operano nel settore turistico – alberghiero e tra i residenti. Il Primo cittadino di Castrignano, Santo Papa, ha quindi firmato un’ordinanza “contingibile e urgente” vietando la balneazione (“a tempo indeterminato”) in quelle acque solitamente chiare e trasparenti da divenute  torbide, lamentando anche il danno di immagine per la località marina su cui si concentrano numerosi sforzi per mantenere ambiente e costa puliti. Poco dopo la caduta in mare dei liquidi maleodoranti i tecnici dell’Arpa sono intervenuti riempiendo alcuni flaconi e trasferendo i campioni in laboratorio. Se dalle analisi sarà scongiurato l’inquinamento l’ordinanza potrebbe essere revocata entro breve termine, altrimenti occorrerà aspettare ancora.

SPECCHIA – Ore d’attesa a Specchia per conoscere i risultati dell’autopsia disposta sul corpo di Noemi Durini. Dall’esame si potrà sapere qualcosa in più sulle modalità con le quali il 17enne L.M. (reo confesso) ha ucciso la 16enne. Dopo quest’ultimo, indispensabile passaggio burocratico, la salma sarà riconsegnata alla famiglia della giovane per i funerali, con la camera ardente che molto probabilmente potrebbe essere allestita già in serata. All’esame autoptico (programmato quest’oggi alle ore 14) sarà presente il medico legale incaricato dalla Procura, dottor  Roberto Vaglio, e per conto della famiglia Durini anche il noto clinico barese Francesco Introna, di recente capo del collegio dei periti incaricato di indagare sulla morte di Stefano Cucchi. La verifica tecnica dovrà fare chiarezza sulle modalità dell’omicidio anche perché, se il 17enne di Montesardo ha sostenuto di aver ucciso Noemi con alcune coltellate al collo, resta il fatto che l’arma del delitto non è mai stata ritrovata mentre dalla tac eseguita non sarebbero emersi segni di frattura sul cranio della giovane, il cui cadavere è stato ritrovato nelle campagne di Leuca il 13 settembre scorso. Intanto il reo-confesso è stato trasferito dall’Istituto penale di Monteroni (doc’era stato assegnato in un primo momento) a Bari, in attesa di un successivo spostamento in Sardegna, sempre al fine di allontanarlo dal Salento.

In attesa dei funerali (che dovrebbero svolgersi tra giovedì e  venerdì) e alla luce del clima di  estrema tensione che si vive nelle comunità coinvolte dalla drammatica vicenda, dai sindaci di Specchia e Alessano (della frazione Montesardo è il 17enne arrestato) giunge l’appello perché a prevalere sia il “buon senso”.

«Nel rinnovare il nostro cordoglio alla famiglia di Noemi per il tragico epilogo della vicenda della ragazza, sentiamo il bisogno di chiedere alle comunità di Alessano e di Specchia e più in generale a quella salentina, di vivere i sentimenti di sgomento e di dolore per l’accaduto con il doveroso rispetto richiesto dalle circostanze. Riteniamo sia nostro dovere appellarci al buon senso perché questo fatto crudele, che turba le coscienze di tutti noi, rafforzi sempre di più l’idea che i valori della legalità e del rispetto delle istituzioni rappresentino il presupposto imprescindibile per la costruzione di una società più giusta e più libera», si legge nel comunicato congiunto a firma dei sindaci Rocco Pagliara (Specchia) e Francesca Torsello (Alessano). Il riferimento è ai fatti di cronaca degli ultimi giorni, quelli successivi al ritrovamento del cadavere di Noemi, con il clima di odio e vendetta che dai “social” è trasbordato nella vita reale prendendo di mira anche i legali dell’assassino. I due Sindaci condannano, inoltre, “qualsiasi atto di ritorsione privata e di eccessiva spettacolarizzazione mediatica dell’accaduto”.

“Linguaggio dell’odio, diritto di difesa e informazione sul web” è il tema affrontato quest’oggi nel corso di un incontro promosso a Lecce dall’Ordine degli avvocati e dalla presidenza della Corte d’Appello (con il neo presidente Roberto Tanisi) allo scopo di manifestare solidarietà ai colleghi minacciati. Contro gli insulti e le minacce del “partito dei forcaioli” si schiera anche la Camera civile salentina esprimendo solidarietà ai colleghi che hanno assunto la difesa del minore reo-confesso, ricordando come “l’avvocato rappresenti sempre un presidio di legalità e di giustizia”.

Specchia – Noemi Durini è stata ritrovata due giorni fa; ora ci sono da ritrovare altri pezzi di una vicenda il cui ricordo durerà molto a lungo. Occorrerebbe trovare sempre più spazio per una riflessione corale, di comunità, come ha consigliato da questo giornale la dottoressa Beatrice Sances, per recuperare ritardi pesanti sulle attenzione mai date agli autori degli abusi e dei delitti contro le donne. Ma ribolle ancora troppa rabbia e tanti perché dalle risposte facili e ultimative, che tengono inchiodato questo dolore collettivo.

I nodi da sciogliere.  Sul piano delle indagini gli interrogativi non mancano: la 16enne non è morta per i colpi di pietra sferrati dal suo compagno, come accertato ad un esame diagnostico: allora dice il vero l’autore del crimine, il quale ai carabinieri ha parlato di un coltello? E dove sarebbe finita quest’arma? Di chi sono le macchie di sangue nell’auto della 500 in cui si sarebbe svolto l’ultimo incontro tra i due all’alba di domenica scorsa? Ma il 17enne ha fatto tutto da solo o, come ha urlato a “Telerama” il papà dell’uccisa, l’autore sarebbe il padre del giovane che ora in isolamento in una struttura protetta? L’autopsia di lunedì dovrebbe chiarire qualche dubbio.

La guerra tra famiglie. Resteranno tutti interi e strazianti i rapporti dilaniati tra le due famiglie e tra quelli che ormai sono schieramenti in campo. Era lui la rovina di lei o viceversa? Un gioco al massacro, un altro ancora. Molto pare aver pesato l’arcaica cultura di chi concepisce la donna – quale che sia la sua età – come oggetto di proprietà, silenziosa, sempre al suo posto e sempre obbediente, con autonomia zero. Se questo è, c’è chi pensa che – ad un altro livello, beninteso  – anche il minore appare una vittima. Lo scambio di accuse continua, come i particolari che cambiano nel racconto del ragazzo. Sarebbe pentito, avrebbe lasciato in casa un biglietto trovato, dopo il rinvenimento del corpo della ragazza, dalla madre; parole con cui sostiene di aver “fatto tutto per voi, vi voleva ammazzare e fuggire con me a Milano”; scrive di sentirsi un fallito. Lontane ormai le immagini di strafottente bullo all’uscita dalla caserma di Specchia, davanti ad una folla violenta quasi al suo stesso livello, almeno nelle espressioni.

I funerali e il circo mediatico. La madre di Noemi, puericultrice apprezzata, dopo le due denunce inviate alla Procura dei minori di Lecce, ha avuto anche il coraggio di stoppare un funerale-show (maxischermi fuori dalla chiesa, moto rombanti…). Ha invitato ad un comportamento sobrio durante il piccolo percorso che farà la salma della figlia, dalla casa in chiesa. Ma l’impressione che al circo mediatico, in cui tutti i protagonisti sono “buoni” per fare audience, senza eccezione alcuna, non si riuscirà a togliere questo boccone. Il comitato sorto a Specchia con gruppi e associazioni, avrebbe voluto collaborare ai funerali (data la previsione di una grande folla) ma adesso farà altro: in programma iniziative per ricordare lei e le ragazze come lei, vittime di amori corrosi da antichi veleni.

Le Istituzioni zoppicanti. Il Comune di Alessano (l’omicida abitava nella frazione di Montesardo) riceve dalla Procura del Tribunale dei Minori di Lecce la richiesta di una relazione sul soggetto L. M.; ha tempo 90 giorni per presentarla a partire dal ricevimento dell’istanza che è di fine agosto. La stessa magistratura per minorenni scrive al Comune di Specchia proponendo l’affidamento di Noemi ai servizi sociali; forse è un modo, un altro dopo quello consigliato a più riprese dalle sue amiche, per allontanarla da lui. La data della comunicazione è del 4 settembre, il giorno dopo l’ufficializzazione della scomparsa della donna. Dopo mesi di silenzio ufficiale, ecco una mossa. Un caso che sia stata fatta appena scattato l’allarme? Dubbio legittimo e denso di possibili conseguenze. Il ministro della Giustizia, Orlando, ci vuole vedere chiaro ed ha inviato i suoi ispettori “per vedere è stato fatto tutto il necessario dopo le due denunce della madre”. Si paventano comportamenti del Tribunale “abnormali”. Pure il Consiglio superiore della magistratura riunirà martedì il comitato di presidenza “per verificare se ci sono stati problemi, omissioni oppure no”.

Questo non lo avrebbe mai immaginato. La tragica protagonista di questa storia non lo avrebbe di certo voluto né mai immaginato, ma la sua barbara uccisione ha aperto una importante cerimonia a Palazzo di giustizia di ecce dove questa mattina si è insediato il nuovo presidente della Corte d’Appello, Roberto Tanisi, di Taviano. Il magistrato ha aperto il suo intervento in un’aula magna gremita, parlando proprio di Noemi, “vittima della più grave delle ingiustizie”.

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