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Matino – Derby di un antico sapore tra due squadre di giovanissimi, la Virtus Matino (reduce da un doppio salto di categoria, dalla Terza alla Prima), e la Soccer Dream Parabita (appena salita in Seconda). Con un finale drammatico ma che per fortuna si è risolto entro poche ore. Questo pomeriggio a Matino si è svolto il primo incontro di Coppa Italia: primo turno e prima partita particolare per le rivalità che hanno contrassegnato le compagini calcistiche che si sono succedute nel tempo.

Sarà per la giovane età dei patron – Cristina Costantino da un lato e Fabio Vinci dall’altro – o per il comune interesse a scovare piccoli talenti da far crescere, la gara è andata via tranquilla col Matino che ha messo per tre volte la palla dietro le spalle del portiere del club parabitano. Con un drammatico epilogo che poteva aprire la strada ad una vera e propria tragedia dello sport ma che, per fortuna, si è risolto in un grande spavento, protagonista il portiere della Soccer Dream, Giulio Greco (foto). Durante un normale scontro di gioco quando mancavano pochi minuti alla fine della gara, il ragazzo si è accasciato al suolo e per alcuni istanti non ha dato più segni di vita. Con l’ambulanza del 118 il calciatore si è ripreso mentre veniva trasportato all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Lì i sanitari gli hanno riscontrato una forte contusione al capo ma niente di più.

Ecco come raccontano il brutto episodio i suoi compagni della Soccer Dream Parabita: “Il derby di Coppa Puglia, disputato oggi al via del Mare, fra Polisportiva Virtus Matino e Soccer Dream Parabita, non lo ricorderemo per il risultato, 3 a 0 per la squadra di casa, o per qualche bella giocata che i giocatori hanno regalato al pubblico. La nostra emotività è stata completamente assorbita quando, a cinque minuti dal termine, il giovane portiere della Soccer Dream, Giulio Greco, è rimasto in terra privo di sensi, dopo essere caduto pesantemente sul terreno, in seguito a uno scontro di gioco. Immediato l’intervento di avversari, compagni e componenti delle panchine, con il pubblico di ammutolito, con il giocatore che non dava alcun segno di movimento. Greco è stato trasportato a Lecce dall’autoambulanza accompagnato dal caloroso applauso di tutti i presenti. I primi accertamenti hanno scongiurato problemi seri, al di là della forte contusione. “Roccia” potrebbe essere dimesso in serata e presto tornerà a volare!”.

Subito sulle reti sociali sono fioriti messaggi affettuosi e augurali(ma anche di paura per il pericolo scampato): da parte di tutto lo staff della Polisportiva Matino, dai tanti amici: “Forza campione, ti apettiamo più forte di prima in campo!”, è uno di questi. Inviti a guarire presto ed a tornare tra i pali sono giunti anche da altri  sodalizi, dalla Gioventù calcio Cutrofiano al Capo di Leuca, alla Polisportiva Neviano.

Leuca (Castrignano del Capo) –  Torna un vecchio sogno che si chiama Città del Capo di Leuca. Ed è tornata mercoledì, 17 ottobre, presso l’hotel Terminal di Leuca, in un incontro dal titolo “Identità e governo del territorio: una città per il Capo di Leuca” voluto e promosso dall’associazione Italia Nostra. Al centro della comune riflessione l’idea di analizzare e valutare la convenienza di una possibile fusione di tre Comuni del Sud Salento: Patù, Gagliano del Capo e Castrignano del Capo.

“Le fusioni servono per mettere insieme le funzioni dei Comuni e non a fondere le comunità – chiarisce il professore Luigino Sergio, esperto in gestione enti locali e autore di pubblicazioni in materia – i cittadini e i Sindaci devono riflettere e discutere sull’opportunità di intraprendere questo discorso.  Oggi lo Stato e le Regioni concedono incentivi e finanziamenti ai piccoli paesi che decidono di fondersi, tra qualche anno le cose andranno diversamente e le fusioni diventeranno inesorabili, prescritte per legge e prive risorse finanziarie”.

Una riflessione puntuale, precisa ed anche appassionata quella che il prof. Sergio, che ha esposto a coloro che erano attenti al confronto, il suo punto di vista: “Il forte calo demografico incide sull’entità dei trasferimenti in entrata ai Comuni e che va riducendosi sempre di più – afferma l’esperto – e se questi tre Comuni dovessero procedere con la fusione, beneficerebbero di un contributo annuale massimo di oltre un milione e mezzo di euro”.

Ad illustrare ulteriormente la normativa in vigore, prospettandone gli aspetti positivi e quelli negativi, è stato l’avvocato amministrativista Carlo Ciardo: “I comuni che si fondono hanno la possibilità di fare nuove assunzioni, cosa che oggi è preclusa per le piccole municipalità – ha rilevato tra l’altro – l’analisi valutativa è necessaria, tuttavia, non bisogna fondersi per paura, né avere paura di fondersi”. Presenti, in rappresentanza dei Comuni stimolati alla discussione, il Sindaco di Gagliano del Capo, Carlo Nesca, il vicesindaco di Castrignano del Capo, Giuseppina Maruccia e il primo cittadino di Patù, Gabriele Abaterusso.

Ritengo che un unico Comune più grande possa creare una condizione di maggior solidità economica attribuendo un maggior peso nelle trattative con gli altri enti”, ha affermato Nesca, esprimendo vivo interesse verso la prospettiva di fusione.  Più cauta la posizione del vicesindaco Maruccia: “Occorre riflettere, valutare e confrontarsi con i cittadini perché, se è vero che potrebbero esserci dei vantaggi economici, è vero anche che bisognerebbe confrontarsi con i risvolti pratici di una simile ed eventuale operazione”. Disponibile all’ascolto ma altrettanto cauto il primo cittadino di Patù: “A mio avviso, collaborare per lo sviluppo complessivo del territorio è una priorità su cui stiamo già lavorando da tempo. Tuttavia, occorre valutare se l’operazione prospettata sia la migliore perchè la fusione potrebbe garantire delle agevolazioni fiscali ma non ridurrebbe il fenomeno dello spopolamento. Non è detto – conclude – che unendo tre Comuni considerati inefficienti, se ne possa costituire uno efficiente”.

Capo di Leuca – È quella del Gibò la migliore “location” italiana per gli Awards 2018 di Food and Travel Italia. La splendida terrazza sull’Adriatico ha sbaragliato la concorrenza della Terrazza Martini di Milano e de La Capannina di Forte dei Marmi, gli altri due  finalisti. Si tratta dell’ennesimo prestigioso riconoscimento per il locale a picco sull’insenatura  del Ciolo (a pochi chilometri da Leuca) creato dall’imprenditore Gigi Costa (di Casarano), premiato insieme all’amministratrice Marta Costa.

La premiazione è avvenuta il 12 ottobre scorso nel lussuoso scenario del Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula (Cagliari). “Food and Travel Italia” rappresenta l’edizione italiana del primo magazine a livello internazionale che si occupa di enogastronomia e turismo di alto profilo (la stessa cerimonia ha premiato anche Martinucci come “pasticceria dell’anno”). A scegliere i finalisti sono stati i voti pervenuti dai lettori sul sito web della rivista internazionale pubblicata in 14 Paesi. Nel corso della premiazione, il Gibò è stato considerato “un luogo da sogno assolutamente unici, sospeso in una dimensione che va oltre i confini dello spazio e del tempo”. Il locale ideato da Gigi Costa  ha prevalso non solo per “l’assoluta bellezza ed unicità della location” ma anche per “la capacità di presidiare alti standard di eccellenza nei servizi offerti e per le forti politiche di internazionalizzazione orientate alla promozione del brand wordwide”.

La storia Quella che in origine fu scelta (siamo nel 1967) quale dimora privata della baronessa Serafini Sauli (originaria di Morciano di Leuca) venne rilevata nel 1988 da Gigi Costa riuscendo a trasformarla valorizzandone l’identità del luogo insieme all’architetto Ippazio Fersini (di Gagliano del Capo) finendo per diventare oggetto del saggio  “L’architettura di Pietra” di Alfonzo Acocella pubblicato nel 2005. Già nel 2015 il Gibò era stato insignito del riconoscimento quale migliore discoteca d’Italia dal Mics (“Montecarlo international Clubbing show) e lo scorso anno dell’“Awards Estate 2017 sempre da parte di “Food and Travel”.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) –  Si è svolta venerdì 12 ottobre nel Forte Village a Santa Maria di Pula, in Sardegna, la cerimonia di premiazione degli Award 2018 Food and Travel Italia che ha “incoronato” Martinucci come “pasticceria dell’anno”. Il premio Food and Travel Awards 2018 viene assegnato alle eccellenze italiane che si sono contraddistinte per la qualità dei prodotti e dei servizi mostrando capacità di rinnovarsi e confermarsi sul mercato. Ad oggi il marchio Martinucci conta 19 punti vendita sparsi per tutta la Puglia e un laboratorio centralizzato ad Acquarica del Capo ed i suoi prodotti distribuiti in Italia ed in oltre 30 Paesi del mondo. Nel Salento i suoi laboratori sono a Leuca, Gallipoli, Maglie, Otranto, Casarano, Tricase, Specchia e nelle marine di Torre San Giovanni, Lido Marini, Torre Vado, Pescoluse e Torre Pali.

La pasticceria a Santa Maria di Leuca La pasticceria più conosciuta del basso Salento ha iniziato a svolgere la propria attività a Santa Maria di Leuca negli anni ’50. Al tempo si trattava di un piccolo laboratorio artigianale che, ben presto, divenne crocevia dei più grandi ingegni della tradizione pasticcera italiana: siciliani, napoletani e veneti, tutti chiamati da Rocco Martinucci a condividere le proprie conoscenze. «Quando ho iniziato a lavorare nella pasticceria di famiglia, esattamente 50 anni fa, Leuca era bellissima. Il locale – ricorda Fabio Martinucci, figlio di Rocco, proprietario e gestore della nota pasticceria leucana –  si trovava vicino al Porto turistico. Poi, nel 1998, ci siamo spostati dove siamo adesso. Da allora, molte cose sono cambiate, tranne l’entusiasmo e la passione che ci muove».

La festa per Angelo cliente fisso e “istituzione” leucana

Sono molti i clienti che ogni anno, in estate ed in inverno, frequentano la pasticceria di Leuca ma, tra gli “immancabili” c’è Angelo, 98 anni e tanta dolcezza. «Angelo è un po’ il nonno di tutti noi – afferma Fabio –  a volte quando fa freddo prende il latte con il miele oppure una coppetta di gelato quando fa caldo e ne ha voglia». Angelo vive da solo, poco distante dal locale, così lo scorso 7 ottobre, in occasione del suo 98esimo compleanno, lo staff Martinucci ha pensato di organizzargli una festa a sorpresa per lui. «Ha mangiato, felice, due pezzi di torta», conclude Fabio.

 

Supersano – La bellezza dei borghi salentini quale sfondo ideale lo shooting fotografico per la Maison Claire Joly, la casa di moda francese specializzata in abiti da sposa su misura. È stata la giovane stilista di Amiens Claire Joly, innamorata degli scorci salentini, ad organizzare qui il servizio fotografico per la presentazione della sua nuova collezione di abiti da sposa. Gli scatti andranno sulla rivista specializzata Wedding. Oltre alle foto sono stati girati anche dei video che verranno proiettati durante un défilé a Bruxelles, dove la stilista ha intenzione di aprire uno show-room.

Gli scatti a Gallipoli, Otranto e Leuca «Conosco il Salento grazie alla mia amica Daniela Marini, di Supersano. Sono già quattro anni – confida la giovane Claire Joly –  che vengo qui per trascorrere le vacanze ed è stato impossibile non innamorarsi di questi fantastici posti, così diversi e particolari rispetto a quelli che conosco, e della luce particolare che c’è, ideale per gli shooting». Vestiti delicati e raffinati che ben si sposano, è il caso di dirlo, con la semplicità della vita salentina, con colori che ben si accostano a quelli delle case dei centri storici. E anche la scelta dei tessuti, trapezi e merletti, richiamano le tradizioni sartoriali salentine. Ruffano, Gallipoli, Supersano, Otranto, Leuca e anche Alberobello tra le mete prescelte per gli scatti. «Il bel tempo ci ha permesso di lavorare in tranquillità per tutto il tempo, solo a Leuca abbiamo trovato un cielo grigio e minaccioso, con il vento che ogni tanto tirava forte – conclude la stilista – nonostante ciò è stato suggestivo poter fotografare con quei colori. È stata davvero una bella esperienza».

 

Tricase – Grande entusiasmo per i giovani studenti del liceo “Comi” di Tricase che nella mattinata di giovedì 11 ottobre hanno ricevuto la visita di Monsignor Vito Angiuli, vescovo della Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca. «Un incontro dedicato ai giovani. Un modo semplice per dire ai ragazzi e a tutti noi che dobbiamo prenderci cura dei nostri sogni e appassionarci ai progetti con curiosità e un po’ di intraprendente follia»,  sottolinea la dirigente scolastica Antonella Cazzato. Monsignor Angiuli accompagnato da don Flavio Ferraro (parroco della Natività di Tricase) è stato accolto nell’Auditorium dell’Istituto dalla dirigente scolastica, da alcuni docenti e dagli alunni delle classi terze e quarte. Ad organizzare e coordinare l’incontro è stata la professoressa Anna Martire. Nel suo discorso, con parole semplici e dirette, monsignor Angiulli ha ribadito l’importanza dello studio e della formazione ma anche della fratellanza, dell’ascolto e dell’accoglienza. «I ragazzi hanno apprezzato molto le sue parole così come la sua disponibilità al dialogo», commenta il professor Giovanni Carità.

Il dono Nel corso della mattinata, scandita da canti e momenti di riflessione, al vescovo è stata donata una croce di legno (opera della professoressa Manuela Bleve) che riporta una colomba con l’ulivo (simbolo della pace), un albero (simbolo della scuola) in ricordo del poeta Girolamo Comi e al centro della croce una frase cara allo stesso vescovo: “Che passione educare!”. Al termine della giornata Angiuli si è fatto “studente tra gli studenti”, prima prendendo parte al canto e poi sedendosi al pianoforte per eseguire una canzone dedicata alla vita.

Gallipoli – Santa Maria di Leuca Giunge alla sua 25^ edizione il “Meeting dei due mari”, ovvero il raduno internazionale di auto storiche organizzato dal Salento Club Auto Storiche di Lecce e da Caroli Hotels. Da venerdì 12 a domenica 14 ottobre l’evento vedrà la partecipazione di circa 40 vetture provenienti da ogni parte d’Italia. Il programma prevede per venerdì il ritrovo a Gallipoli presso l’Ecoresort Le Sirenè Caroli Hotels. Sabato è prevista, invece, una suggestiva passeggiata e sfilata di auto storiche su un percorso che attraverserà Maglie, Otranto e Santa Maria di Leuca. Domenica, infine, si ripartirà da Gallipoli fino a Torre Vado, marina di Morciano di Leuca, e ritorno. «Oltre che cinque lustri del Meeting dei Due Mari – sottolinea Franco D’Agostino, presidente del Salento Club Auto Storiche – questa edizione celebra anche i quarant’anni di collaborazione con Caroli Hotels, che ringrazio, nella realizzazione delle varie manifestazione. La prima è stata nel settembre del 1978».

L’assessore regionale Giovanni Giannini

Ugento – Ci sono Ugento al quinto posto con un milione 200mila euro, come Galatone al 16° e Ruffano (800mila euro) subito dopo; Melissano al 24° 800mila euro.. tutti fanno parte dei Comuni che hanno visto approvare oggi i progetti di fognatura pluviale presentati per il finanziamento. Si trovano tra i primi 28 paesi nella graduatoria licenziata oggi con una determina del settore lavori pubblici guidato dal’assessore Giovanni Giannini (foto), con una disponibilità di 30 milioni. Altri 122 progetti sono risultati finanziabili e per loro c’è l’impegno di reperire le risorse necessarie. Il fabbisogno finanziario per tutti questi è di 150 milioni 444mila euro. Le domande pervenute sono state 154, i progetti esclusi solo quattro. L’avviso pubblico venuto a conclusione era quello per “Interventi relativi alla realizzazione di sistemi per la gestione delle acque pluviali nei centri abitati”.

Fra ribassi rivenienti dalle gare per assegnare i lavori ed altri fondi di possibile recepimento (quelli impiegati oggi sono del Por Puglia 2014-20), possono nutrire buone speranze anche altri Comuni del Sud Salento che seguono il 28° posto in graduatoria, come Matino (30°), Presicce (33°), Melpignano (34°), Palmariggi (38°), Alessano (43°). Seguono Andrano, Bagnolo del Salento, Seclì, Castrignano del Capo (65°).

Il bando era finalizzato, si ricorda in una nota della Regione, “alla realizzazione e/o adeguamento dei recapiti finali, al completamento degli schemi idrici di fognatura pluviale nei centri abitati, alla realizzazione di infrastrutture idrauliche atte alla separazione delle acque nere dalle acque bianche, alla realizzazione di schemi idrici per favorire il recupero e riutilizzo”.

Lotta agli allagamenti a causa delle forti piogge “Lo smaltimento delle acque pluviali in recettori finali senza il previo trattamento – ha commentato l’assessore Giovanni Giannini – rappresenta un impatto negativo su suolo e sottosuolo; pertanto, è necessario potenziare le reti pluviali sui territori edificati ed i relativi recapiti finali, sia per evitare i consueti disastrosi allagamenti ad ogni minimo evento piovoso, sia anche per limitare sensibilmente l’afflusso di portata anomala in ingresso agli impianti di depurazione, specie nel caso di eventi meteorici intensi”. Giannini non si nasconde la sproporzione tra fabbisogno e finanziamenti disponibili e così risponde: “Fermo restando l’impegno a reperire eventuali maggiori e nuove risorse da dedicare allo scorrimento della graduatoria, l’approvazione della graduatoria relativa ai primi interventi ammissibili al finanziamento disponibile è un passo importante verso obbiettivi di conservazione e miglioramento della qualità dei corpi idrici pugliesi, nonché di sicurezza dei cittadini dagli allagamenti: obiettivi concreti che stanno a cuore alla Giunta regionale e ne caratterizzano l’azione di governo”.

mar, 09 ottobre 2018 @ 13:22

Santa Maria di Leuca

Gallipoli – Com’era prevedibile, è scattata una intensa fibrillazione nei vari Comuni salentini in cui la Igeco costruzioni spa, colpita da interdittiva antimafia giovedì 4 ottobre, ha attività ed interessi. A Lecce, il presidente del Consiglio di amministrazione della Sgm (posteggi e mobilità urbana), Mino Frasca di Nardò, ha chiesto un incontro urgente col Sindaco Carlo Salvemini per valutare insieme il da farsi: la Igeco detiene il 48% delle quote societarie. Sulla gestione portuale si stanno ponendo domande sia a Melendugno, sia a Leuca, frazione di Castrignano del Capo, dove la società detiene la maggioranza. In mezzo anche i Comuni che hanno affidato o stavano per affidare il servizio di igiene pubblica al colosso salentino, compresi i contratti in scadenza.(nella foto il commissario Grandaliano durante l’assemblea di Poggiardo)

Per mercoledì prossimo il commissario dell’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano, verrà a trovare gli amministratori e i tecnici comunali di Lecce, Monteroni, Arnesano, Carmiano, Ruffano, Taurisano, Parabita, Ugento. Per l’Ager e non solo l’arrivo dei commissari previsti in casi del genere, da incaricare della gestione delle società sotto osservazione per infiltrazioni criminali, è data per scontata. I provvedimenti della Prefettura di Roma, d’intesa con la Prefettura di Lecce che ha collaborato alla lunga inchiesta insieme ai gruppi di Interforze per le indagini, dovrebbero essere presi nella prossima settimana.

Più delicati e complessi gli altri aspetti, compresi quelli contrattuali. “So che la Prefettura di Roma ha comunicato ai vari Comuni – ha affermato Grandaliano alla Gazzetta del Mezzogiorno – le scadenze dei contratti ai fini del commissariamento previsto dalla normativa”. Ma l’amministratrice delegata di Igeco, Cinzia Ricchiuto, ha diffidato gli Enti dall’intervenire sugli accordi in essere. La società ha già presentato ricorso al Tar di Roma ma, considerati i tempi, la sorte degli appalti aggiudicati o da aggiudicare, oltre quelli in essere, diventano il fronte più immediato. L’affidamento del servizio rifiuti all’Aro 10, comprendente Ugento, Taurisano, Presicce e Acquarica del Capo, all’associazione temporanea di imprese di cui fa parte Igeco, era prossimo alla formalizzazione ma adesso risulta tutto sospeso; aggiudicazione già avvenuta ma senza la firma del contratto all’Aro 2 di Melendugno.

L’azienda ovviamente non sta a guardare. Sul capitolo molto corposo ed insidioso dei 36 dipendenti che, secondo la Prefettura di Roma, avrebbero avuto rapporti con clan della Sacra corona unita, la Igeco tra l’altro sostiene che “19 provenivano dal gestore precedente al subentro di Igeco nell’espletamento del servizio di igiene urbana”. Inoltre si fa presente che “la maggior parte di loro proveniva da altra impresa ed è transitato in altra impresa,senza con ciò determinare in capo ai loro datori di lavoro l’adozione di analoghi provvedimenti”. Ad invitare alla cautela davanti ad una “interdittiva che ci ha lasciato molto sorpresi” è infine il presidente di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro.

 

Leuca (Castrignano del Capo) – Il Fai (Fondo ambiente italiano), sezione di Avellino, per le “Giornate Fai d’Autunno” giunte al venticinquesimo anno,“ha posto la sua attenzione sul bene naturale più rilevante esistente nel territorio irpino: l’acqua” e quindi sulle sorgenti più famose, quelle dei siti dell’Acquedotto pugliese, che concorrono “per il 25% al fabbisogno idrico della Puglia”, come sottolinea il presidente dell’Aqp Simeone di Cagno Abbrescia. Sabato 13 e domenica 14 ottobre, quindi, visite guidate alle sorgenti  Madonna della Sanità di Caposele (Av),  Sorgente Peschiera Pollentina in Cassano Irpino (Av), e l’Impianto di potabilizzazione in Conza della Campania (Av). Come dire l’inizio della storia dell’Acquedotto pugliese e la fine della sete in Puglia, fino a Leuca (1939). A corredo delle Giornate Fai d’Autunno anche una Giornata di studio su “Acqua bene comune”, l’11 ottobre a Bari, presso il Palazzo dell’Acquedotto pugliese.

Da Caposele a Santa Maria di Leuca i 4mila metri cubi di acqua al secondo che sgorgano dalla montagna Paflagone in provincia di Avellino impiegano cinque giorni per arrivare a Santa Maria  di Leuca dopo aver percorso 384 chilometri. E raccontano una storia che è iniziata 150 anni fa per soddisfare un bisogno primario della Puglia assolata e “siticulosa”, sitibonda come la definiva Orazio (Epod.3,14). Il medesimo Orazio nella V satira del Primo libro dei suoi “Sermones” , in cui racconta il viaggio da Roma a Brindisi, arrivato ad Ascoli Satriano, annota la meraviglia dei suoi compagni di viaggio perché l’acqua aveva un costo, era venduta, l’acqua che romani e campani consideravano “vilissima”, di nessun conto, abituati a vederla sgorgare da fontane pubbliche e private. In Puglia, invece “venit vilissima rerum/hic aqua”  qui l’acqua si paga.  Virgilio (Nelle Georg.( 3, 425) accenna alla presenza di invasi d’acqua piovana nel Salento (con rane e ranocchi) , acqua che ristagna d’inverno e si prosciuga a primavera. Strabone sottolinea  la scarsità d’acqua nella regione pugliese, nel Salento «(Il suo terreno) pur povero d’acqua non di meno lo si vede ricco di pascoli e di foreste».  Qualche temporaneo invaso d’acqua qua e là, ma complessivamente la Puglia ha avuto una sete “storica” prima della realizzazione dell’Acqudotto  pugliese” che fu salutato come una delle opere più grandiose del tempo.

L’idea geniale (e vitale) dell’ingegnere Rosalba. Fu l’ingegnere salernitano Camillo Rosalba, funzionario del Genio civile, il primo ispiratore della struttura di base dell’Acquedotto. Nel 1868, infatti, suggerì il progetto  di captare l’acqua del Sele, che per natura si versa sul versante tirrenico, e trasportarla invece sul versante opposto per mezzo di una galleria che doveva arrivare nella valle dell’Ofanto. Il progetto all’epoca sembrò molto ambizioso, avveniristico e costoso, per questo fu momentaneamente abbandonato. Nel 1904 venne bandita una gara internazionale per la costruzione dell’Acquedotto, vinta dalla “Società anonima italiana Ercole Antico e soci concessionaria dell’Acquedotto Pugliese” che si aggiudicò i lavori per 125 milioni di lire. L’acqua arrivò a Bari  nell’aprile del 1925, nel 1918 a Brindisi, nel  nel 1939 a Santa Maria di Leuca dove la costruzione della cascata sottolineò enfaticamente la vittoria su un percorso accidentato anche da polemiche politiche. L’arrivo dell’Acquedotto in provincia di Lecce pose fine a una situazione difficile: dei  130 comuni (attualmente ricadenti nella provincia di Lecce, Brindisi e Taranto), solo 6 erano dotati di acquedotto (compresi Brindisi e Taranto), 7 usavano sorgenti naturali, tutti gli altri attingevano da cisterne pubbliche e private e da pozzi. spesso fonte di infezioni. La paura di malattie (nel 1866 sulla Puglia si era abbattuto il colera provocato dall’acqua inquinata) era stata ormai allontanata per sempre.

Dalle fonti alla ciclovia Il futuro è anche una ciclovia che partendo da Caposele approda a Santa Maria di Leuca (450 chilometri).  La legge di Stabilità del 2016, infatti,  ha inserito la Ciclovia di Acquedotto Pugliese – tra le prime quattro infrastrutture ciclabili di interesse strategico nazionale (capofila istituzionale del progetto la Regione Puglia). Il percorso si snoda sul canale principale e su strade secondarie e piste di servizio dell’Aqp e i  primi tratti sono già percorribili.  Una  “Guida della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese”, scritta da Roberto Guido e edita da Ediciclo, accompagna la narrazione di una realtà che tocca la storia della Puglia nei suoi vari aspetti.

Castrignano del Capo –  Maria è una donna forte e tenace, sorride sempre eppure, la sua vita, come quella di molte altre persone è stata segnata dalla sclerosi multipla. Autrice e protagonista del libro “Sulle orme della sclerosi multipla”, Maria De Giovanni (foto), sarà a Castrignano del Capo, presso centro polivalente “La Cornula”, sabato 6 ottobre alle ore 19.

Il libro (Graus editore) è autobiografico e racconta la storia dell’autrice di Borgagne che scopre la malattia e si lascia andare nello sconforto e nella disperazione salvo poi affrontare la sua vita e riuscire a trasforma in forza la sua paura. Fondatrice dell’associazione “Sunrise italiana sclerosi multipla”, Maria diventa un esempio per quanti, come lei, soffrono questa patologia e lottano ogni giorno per la riconquista di una vita il più possibile “normale”. La presentazione del libro è un’iniziativa promossa dal settore politiche culturali del Comune di Castrignano del Capo. Con l’autrice lo psicologo Francesco Giaquinto.

Lecce – L’interdittiva antimafia che ha colpito la “Igeco costruzioni spa” rischia di provocare un effetto a cascata sulle molteplici attività riconducibili alla società dei Ricchiuto.  Si tratta della più importante delle società del gruppo che da oltre 30 anni opera nel settore delle costruzioni allargando il proprio raggio d’azione alle opere edili, stradali, idrauliche, marittime e nella gestione dei servizi di igiene urbana di molti comuni. Autonomamente o con raggruppamenti di imprese.

Gli appalti pubblici Lo stop da parte del Prefetto di Roma (nella Capitale c’è la sede legale della società) è giunto in seguito alla relazione del Prefetto di Lecce dello scorso luglio e sul parere espresso dal Gruppo Interforze di Roma e di quello Interforze appalti di Lecce, secondo i quali la società di Galugnano (San Donato) risulterebbe “esposta” al rischio di infiltrazioni mafiose. Per questo non potrebbe intrattenere rapporti con le pubbliche amministrazioni. E qui sorgono i problemi per molti enti visto che la società è da sempre presente nei gangli di molte amministrazioni comunali, vuoi per le opere pubbliche (la darsena a San Cataldo) e per il trasporto urbano (a Lecce è socia al 49% della Sgm che gestisce la rete urbana) vuoi per la gestione della raccolta rifiuti. Ma anche, ed è il caso di Santa Maria di Leuca e San Foca a Melendugno (ma anche per il porticciolo di Brindisi), per la gestione delle aree portuali (a Leuca la Igeco è socio di maggioranza, insieme al Comune, della società Porto turistico).

La raccolta dei rifiuti Milioni di euro sono in ballo con la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti: con un raggruppamento di imprese è già presente nell’Aro 2 (Calimera, Caprarica, Castrì, Cavallino, Lizzanello, Melendugno, San Cesario, San Donato, San Pietro in Lama e Vernole) mentre nell’Aro 10 (Ugento, Acquarica del capo, Taurisano e Presicce) prossima sarebbe stata l’aggiudicazione (ora bloccata) all’Associazione temporanea di imprese con la stessa Igeco.  La società ha gestito sino allo scorso luglio il servizio a Casarano mentre a Matino l’appalto è scaduto a gennaio scorso e a Parabita nel novembre 2016. Quest’ultimo Comune è finito nell’occhio del ciclone, con l’operazione Coltura del dicembre 2016 che ha poi portato allo scioglimento del Consiglio comunale, per il ruolo che l’allora  vice sindaco avrebbe avuto assicurando l’assunzione, presso la Igeco, di quattro persone: in questo caso la Procura adombra l’ipotesi del voto di scambio. Delicata la situazione anche a Casarano dove sarebbero emersi rapporti di lavoro con Luigi Spennato, uomo ritenuto vicino al boss Augustino Potenza (quest’ultimo poi ammazzato, il primo ferito gravemente ad un agguato mafioso). Altri soggetti le cui posizioni appaio in aperto conflitto con il Codice antimafia sarebbero anche a Matino, Ruffano (ben 4) e Cellino San Marco oltreché nel tarantino. Secondo i dati ricavati dall’Inps, nel novembre del 2016, negli impianti di San Donato e Novoli, la Igeco aveva alle proprie dipendenze 310 lavoratori, 83 dei quali con precedenti penali di vario tipo e sei accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Per capire quali conseguenze potrà avere l’interdittiva della Procura di Roma su tale vorticoso volume di affari occorrerà, comunque, attendere l’esito dell’impugnazione del provvedimento già anticipato dall’amministratore unico Cinzia Ricchiuto.

 

Castrignano del Capo – Un’intera giornata dedicata ai nonni, quella dello scorso 2 ottobre, insieme ai ragazzi delle scuole. Ad omaggiare gli anziani del paese, nella mattinata, sono state le classi quinte dell’Istituto comprensivo “Vito De Blasi” di Gagliano del Capo (3), Castrignano del Capo (2) e Leuca (1). A promuovere ed organizzare l’iniziativa, come ogni anno, è stata l’Amministrazione comunale. «La speranza è che questo giorno serva a ricordare i nonni tutti i giorni. In questi anni abbiamo cercato di coinvolgere sempre di più i ragazzi della scuola. Insieme – afferma l’assessore Mina De Maria – abbiamo fatto visita ai nonni della casa del clero e dell’anziano ed assistito alla santa messa. La dirigente scolastica Pamela Maria Luigia Licchelli ha accolto con entusiasmo l’invito e i ragazzi hanno realizzato dei disegni che abbiamo voluto inserire nel manifesto affisso per il paese». Nel pomeriggio, la festa si è spostata a a Salignano, nella parrocchia Sant’Andrea apostolo, dove i  bambini della scuola d’infanzia e gli alunni della scuola primaria e secondaria hanno reso omaggio ai nonni con canzoni e poesie.

 

Tricase – Liquilab, i Laboratori liquidi hanno ripreso il loro percorso per un altro anno con attività e appuntamenti ben definiti. La “bottega di memorie e identità giovanili”, vincitrice del bando “Principi Attivi” della Regione Puglia nel 2008, torna così a lavorare “sull’intreccio tra ricerca antropologica, arte e turismo adottando una prospettiva interdisciplinare”. E la Fabbrica creativa del Capo di Leuca è diventato un “cantiere spettacolare mediante la ricerca socio-antropologica, la cinematografia e le arti figurative del Teatro e della Musica”, come si legge sul sito del progetto che coinvolge anche Giuliano di Lecce (frazione di Castrignano del Capo.

Cominciato nei giorni scorsi con data di chiusura fissata per il 20 giugno 2019, ecco cosa prevede la programmazione di Liquilab 2018-19: Teatro con Ippolito Chiarello; Scuola di teatro Liquilab “Dal racconto la bellezza” per la conoscenza e la valorizzazione delle comunità locali; Canto tradizionale a coro con Anna Cinzia Villani; Laboratorio intergenerazionale di Canti alla stisa; Ricerca e recupero di canti del Capo di Leuca con ospiti e cantori ed esibizioni legate alle festività.

Nel settore della musica, Pizzica pizzica con Anna Cinzia Villani; Laboratorio di pizzica pizzica; Visione di filmati. Musica popolare con Biagio De Francesco; corsi di Tamburello, chitarra, mandolino, fisarmonica; Canto, percussioni, danza africana con Laye Seck. Ma c’è anche la Meditazione del Kundalini con Daniela Scozzaro. Scuola e musica con Canto leggero e lirico con Serena Scarinzi; Batteria con Giovanni Martella; Pianoforte con Anna Lucia Fracasso; Chitarra con Biagio De Francesco; Basso e Contrabasso con Stefania Fracasso.

Ecco inoltre la tela di Penelope col Laboratorio sulle antiche tecniche del ricamo con Francesca Orlando. I servizi disponibili riguardano consulenza e sviluppo di progetti di ricerca sociale e antropologica; itinerari narrativi e laboratori esperienziali nel Capo di Leuca;  progettazione e organizzazione di eventi partecipati e spettacoli; stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro; lezioni in sala prove; concerti Live; registrazione master Cd e sala prove musicale e studio di registrazione per cantanti, musicisti e band.

Le sedi dei corsi sono a Liquilab, piazzetta Dell’Abate, Tricase; Laboratorio urbano giovanile nella ex scuola di via L. Romano – Giuliano di Lecce; Laboratorio urbano giovanile di via Micetti a Tricase.

 

Specchia – «Nessuna pena potrà mai portare indietro la nostra Noemi»: queste le parole con le quali la famiglia di Noemi Durini commenta l’esito della sentenza che ha visto condannare a 18 anni e 8 mesi di carcere il 18enne di Montesardo (frazione di Alessano) Lucio M., reo confesso dell’omicidio della sua fidanzata 15enne uccisa il 3 settembre del 2017 . Dieci giorni dopo il fatto, fu lo stesso omicida a condurre i carabinieri nella campagna tra Castrignano del Capo e Leuca, dove giaceva, nascosto tra le pietre, il corpo senza vita di Noemi

La sorella Benedetta «Eravamo preparati ad una pena non troppo alta – fa sapere Benedetta Durini, la sorella 23enne di Noemi, che da quattro anni vive a Reggio Emilia -. Trattandosi di un procedimento minorile le procedure sono ben diverse da un processo per un imputato maggiorenne. Abbiamo sperato che magari con questa sentenza sarebbe cambiato qualcosa, che  una pena esemplare potesse dare giustizia a mia sorella e idealmente a tutte le donne: ci abbiamo sperato». Alla fine il giudice del tribunale minorile di Lecce ha accolto la proposta dell’accusa optando per l’omicidio volontario premeditato, escludendo pure la nuova perizia psichiatrica richiesta dalla difesa. «Per un attimo abbiamo pensato che potesse cambiare qualcosa, ma alla fine, quando è stata emessa la sentenza – continua  Benedetta – eravamo preparati a questo risultato. Eravamo in aula e avevamo addosso tutta la tensione del momento sommata a quella dell’attesa dei mesi passati. Mi aspettavo di più ma in fondo ero scettica. Mentre ero lì ad attendere il risultato, pensavo al lavoro fatto dal pm. Hanno fatto il possibile, e gli hanno dato una pena abbastanza severa, ma ci aspettavamo qualcosa di più».

L’affetto e il calore di tanti Benedetta parla a voce bassa, ancora provata dal viaggio e da una giornata vissuta sul filo dei ricordi e delle emozioni. «Mi sono ritrovata da un giorno all’altro senza una sorella e la mia vita è stata stravolta. Non è per niente facile. Quello della morte di mia sorella sarà per sempre il mio pensiero costante», continua la giovane. Nessun contatto con la famiglia di Lucio: «Si parlava di faida familiare, ma non non abbiamo mai avuto a che fare con loro, che per fortuna abitano in un altro paese». Intanto, a Specchia, tutti si sono stretti intorno alla famiglia per sostenerla e far sentire loro affetto e calore. «Sia adesso che durante tutto l’anno abbiamo avuto attestazioni di vicinanza – spiega Benedetta – grazie anche all’associazione “La casa di Noemi”, che ha accolto ogni invito di incontri in cui c’era da parlare di violenza sulle donne. Noi vogliamo che arrivi la voce di Noemi così come di tutte le donne vittime di violenza».

La condanna e le reazioni L’idea che magari dei 18 anni di pena, tra permessi e buoni condotta, Lucio ne faccia molti di meno è balenata a tutti. «Purtroppo è successo con altre sentenze e anche questo abbiamo messo in conto – conclude Benedetta – speriamo che tutti coloro che abbiano le competenze per farlo tutelino e salvaguardino i cittadini. Per non far sentire ciascuno libero di fare ciò che vuole, anche di macchiarsi di un omicidio e scontare con poco le pene». Assediata dai giornalisti, davanti al tribunale, Imma Rizzo ha sfogato la sua rabbia: «Meritava l’ergastolo: ha ucciso con crudeltà ad appena tre mesi dalla maggiore età. A me non deve chiedere niente: deve chiedere perdono a Noemi e alla sua coscienza»

 

 

 

Ugento – Il linguaggio variegato e creativo dell’arte per raccontare, in un modo nuovo e particolare, il paesaggio rurale, che ha solo conosciuto le parole del lavoro duro, della fatica della semina e della gioia del raccolto. E adesso della disperazione per la morte. Le province di Brindisi, Lecce e Taranto colpite dalla Xylella, ora più che mai si trovano a dover fare i conti con la propria identità e l’arte diventa strumento di riflessione e condivisione di un momento fragile, legato in maniera sostanziale (e antropologica) alla vita futura del territorio. L’arte quale luogo di incontro fra il mondo produttivo e quello culturale. In mezzo il territorio, il paesaggio, eredità da consegnare alle generazioni future. È questa l’essenza di landXcape, un progetto culturale multisciplinare di valorizzazione integrata del patrimonio identitario e paesaggistico del Salento, attraverso i linguaggi dell’arte, il racconto e il paesaggio. Diversi gli spettacoli in programma, che proseguono nei prossimi giorni, con tre diversi appuntamenti nello scenario dei Parchi naturali.

Il programma nei parchi del Salento Venerdì 5 ottobre 2018 nel Parco naturale regionale litorale di Ugento è prevista una visita guidata sul tema “Un mare di cultura e biodiversità”, alle 19.30 nel Nuovo museo archeologico, ed alle 21 presso la chiesa di Santa Filomena lo spettacolo “Cielo nero”, di Francesco Niccolini e Pierpaolo Piludu (una produzione Cada die Teatro – prenotazioni al 328/3424894). Si prosegue sabato 6 ottobre, presso il Parco naturale regionale Costa OtrantoSanta Maria di Leuca e Bosco di Tricase. Alle 20 presso il Castello di Andrano ci sarà “Produttori di paesaggio”, vista guidata/incontro con il parco, ed alle 21 nel cortile del Castello di Andrano si potrà assistere a “Marbleland” uno spettacolo di e con Soledad Nicolazzi (una produzione Compagnia Stradevarie, Campsirago residenza – prenotazioni al 347/8130497). Domenica 7 ottobre, invece, nel Parco naturale regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano, alle 16 presso Torre dell’Alto ci sarà la visita guidata “Paesaggi in evoluzione”, mentre alle 17 sempre presso la Torre dell’Alto, lo spettacolo “Tempeste”: l’olivo, il vino, le pietre. Trilogia della rinascita dalle Metamorfosi di Ovidio. Uno spettacolo scritto e narrato da Sista Bramini polifonie della tradizione mediterranea e orientale trascritte e interpretate da Camilla Dell’Agnola e Valentina Turrini (produzione O Thiasos TeatroNatura, prenotazioni al 349/6799790, incontro per lo spettacolo e la visita via Cantù, Santa Caterina c/o Grotta Capelvenere).

La Regione e i vari partners Il progetto è sostenuto dalla Regione Puglia, assessorato alle Industrie culturali e turistiche, attraverso i Poli Biblio-museali di Lecce e Brindisi e attuato dal Teatro Pubblico Pugliese, in collaborazione con Biennale dei giovani Creativi d’Europa e del Mediterraneo (BJCEM), nell’ambito delle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la coesione, Puglia 2014 – 2020 (Area di intervento  “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali”). LandXcapes nasce da un’istanza del territorio con la spinta delle associazioni di categoria, le associazioni ambientali e tutti i vari soggetti coinvolti dei settori agricoltura, turismo verde, artigianato e ambiente.

Lecce – È attesa per giovedì 4 ottobre la sentenza del Tribunale per i minorenni di Lecce sull’omicidio di Noemi Durini. Nei confronti dell’unico imputato, il 18enne di Montesardo Lucio M., il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 18 anni di carcere. Secondo l’accusa non ci sono dubbi: l’allora 17enne uccise la fidanzata dopo essere passato a prenderla da casa all’alba del 3 settembre del 2017: fu lo stesso Lucio, dieci giorni dopo il fatto, a cedere davanti ai carabinieri conducendo gli investigatori sul luogo del delitto (una campagna sulla strada che collega Castrignano del Capo a Leuca), avvenuto lo stesso giorno della scomparsa della ragazza di Specchia, appena 15enne (avrebbe compiuto i 16 anni il 22 dicembre). Il processo celebrato con il rito abbreviato ha vissuto ieri la requisitoria del pubblico ministero Anna Carbonara mentre la sentenza è prevista dopo le repliche dei legali delle parti. Le accuse formulate nei confronti del ragazzo sono quelle di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione (per aver agito con crudeltà per motivi abietti e futili), occultamento di cadavere e porto di oggetti atti ad offendere. Al culmine di una lite, Lucio avrebbe dapprima strattonato la ragazza, per poi colpirla violentemente,  accoltellarla per ucciderla ed infine occultarla agonizzante sotto un cumulo di pietre.

Il Procuratore Rizzo a Gallipoli Sul processo in corso è intervenuto, seppur in grandi linee e senza entrare nel merito, il Procuratore della Repubblica per i Minori del Tribunale di Lecce Maria Cristina Rizzo presente questa mattina alla Galleria dei due mari di Gallipoli all’incontro formativo per i giornalisti sul tema dei minori nell’ambito della Settimana della cultura del mare. «Al di là di ogni tipo di valutazione che può essere fatta su quanto accaduto – ha affermato la Rizzo – la pena richiesta è frutto di un calcolo matematico. Si parte dai 24 anni per poi aumentare a causa della continuazione e dei reati collegati, per poi scendere di un terzo per il rito abbreviato. Di certo la requisitoria svolta è stata molto tecnica». Gli altri reati contestati sono quelli di occultamento di cadavere e porto di armi o oggetti atti a offendere. Da segnalare, inoltre, come nel corso del processo la procura si è opposta, per la seconda volta, alla richiesta di “messa alla prova” avanzata dai legali dell’accusato, sulla base dell’assenza di segni concreti di ravvedimento e della consapevolezza del proprio errore.

Accusa e difesa a confronto La condanna chiesta è stata ritenuta “non congrua” dei legali della famiglia Durini, “a causa ella crudeltà con la quale è stata uccisa una ragazza di appena 16 anni”, mentre la difesa di Lucio, che cercherà di fornire una versione dei fatti se non diversa quanto meno “smussata”, puntava molto sulla concessione della messa alla prova. L’avvocato Luigi Rella punta sull’esclusione della premeditazione e delle aggravanti  ed ha chiesto una nuova perizia psichiatrica.

 

Le perizie Nel corso delle varie perizie svolte, il giovane di Montesardo è stato pure ritenuto in grado di sostenere il processo. Nel corso della detenzione nel carcere sardo di Quartucciu, i periti che lo hanno valutato sono più volte giunti alla conclusione che Lucio avesse (lucidamente) cercato di orientare gli inquirenti verso “alterne versioni per quanto goffe” per giungere a “rappresentazioni per lui giuridicamente più favorevoli”. Chiaro il riferimento al tentativo di coinvolgere il meccanico di Patù indicato (in una delle sue versioni) come colpevole dallo stesso imputato così come il riferimento al presunto coinvolgimento  dei suoi stessi genitori (nell’ipotesi che lo avessero aiutato ad occultare il cadavere). Nella sua ultima versione dei fatti confermata in udienza, Lucio si è detto di essersi ritrovato “costretto” ad uccidere la fidanzatina che le chiedeva, a sua volta, di eliminare gli stessi genitori che si opponevano alla loro relazione.

Taurisano – Agricoltura, turismo, artigianato tipico e beni culturali sono i temi di cui si parlerà mercoledì 3 ottobre presso la sala consiliare del Comune: qui, alle ore 18, verrà presentata la Strategia di sviluppo locale 2014/2020 “Il Capo di Leuca e le serre salentine”. L’incontro vedrà gli interventi del Sindaco Raffaele Stasi, di Rinaldo Rizzo (in foto) e Giousè Olla Atzeni, rispettivamente presidente e direttore del Gal Capo di Leuca.

Il Piano di azione locale in cui la Strategia è inserita attinge a un fondo di circa 7,5 milioni di euro. I finanziamenti saranno erogati ai Comuni per il recupero di beni e aree pubbliche di interesse storico, artistico e culturale, ma anche a soggetti privati, in particolare a imprese operanti nel settore agricolo, turistico e dell’artigianato tipico. Previsti inoltre incentivi a favore di agricoltura sociale, orti sociali, gruppi di acquisto solidale e servizi di manutenzione ambientale, che potranno essere richiesti da aggregazioni di soggetti pubblici e privati.

Dopo Taurisano, il prossimo incontro dedicato alla presentazione del progetto sarà a Castrignano del Capo: giovedì 4 ottobre presso la sala consiliare del Comune.

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Un diportista sloveno è stato salvato al largo di Leuca dai militari della Guardia costiera. Intorno alle 6 presso la sala operativa della Capitaneria di porto di Gallipoli è giunta, tramite il canale radio di soccorso, la richiesta di aiuto da parte dell’uomo rimasto in balia del mare a causa di un’avaria alla propria imbarcazione a vela a circa quattro miglia nautiche dal porto di Santa Maria di Leuca. Dal porticciolo della marina è, quindi, partita la motovedetta CP 886, specializzata nel prestare soccorso in ogni condizione meteomarina, riuscendo in breve tempo ad individuare il diportista e a prestare assistenza. L’uomo è apparso visibilmente scosso ma in buono stato di salute. L’ormeggio è avvenuto intorno alle 6.40.

Monsignor Vito Angiuli

Ugento – Subito dopo la pausa estiva, riprendono gli appuntamenti promossi dalla Scuola diocesana di formazione teologico-pastorale, direttore don Marco Annisi, viceparroco ad Acquarica del Capo e segretario il diacono Luigi Bonalana di Tricase presso la diocesi di UgentoSanta Maria di Leuca guidata dal vescovo Vito Angiuli (foto).

Quest’anno saranno nove i percorsi di orientamento e formazione al servizio della comunità e delle parrocchie, che si terranno presso il Centro pastorale diocesano “Benedetto XVI” di Alessano, dal primo ottobre a tutto il 27 maggio 2019, dalle 17,30 alle 20,30.

Questi i corsi: “Introduzione alla pastorale” (docente don Stefano Ancora, di Ugento), l’8 ottobre e il 27 maggio; “Liturgia” (docente don Rocco Frisullo, di Ugento), il 15,22,29 ottobre e il 5 novembre; “Famiglia” (docente don Gigi Ciardo, di Alessano), il 5,12,26 novembre e 3 dicembre; “Giovani (docente don Salvatore Chiarello, di Salignano di Castrignano del Capo) il 3,10, 17 dicembre e 7 gennaio; “Catechesi (suor Graziella Zecca, dell’ospedale di Tricase), il 14, 21, 28 gennaio e 4 febbraio; “Ecumenismo” (docente don Fabrizio Gallo, di Castrignano del Capo), il 4,11,18,25 febbraio); “Missione” (docente don Rocco Maglie, di Ruffano) il 4,18,25 marzo e 1 aprile; “Pastorale sociale” (docente don Luca De Santis, di Corsano), l’1,8,15 e 29 aprile; “Caritas” (docente don Lucio Ciardo, di Tiggiano), il 29 aprile e il 6, 13, 20 maggio.

“E’ possibile iscriversi ad uno o più laboratori, in base alle preferenze personali o al ministero che la persona già svolge o si prepara a svolgere nella comunità parrocchiale”, fanno sapere gli organizzatori: costo di iscrizione  10,00 euro; l’intero percorso 30 euro.

Salve – Entusiasmo alle stelle a Salve per la squadra di calcio che punta ad avere un ruolo da protagonista nel prossimo campionato di Seconda categoria. Nel corso della presentazione in piazza svoltasi nei giorni scorsi è stato presentato il nuovo logo societario ed è stata dato la possibilità ai protagonisti di salire sul palco, chiamati ad uno ad uno dalla moderatrice Elisa Maggio, per presentarsi alla cittadinanza. Accanto al presidente Pier Luigi Rosafio, presenti anche il sindaco Francesco Villanova ed il vicesindaco Giovanni Lecci.

La rosa Tutti di Salve e dei paesi limitrofi i componenti della rosa. I portieri Gianluca De Solda, Gabriele Sammali, Elio Sergi; i difensori Andrea Crisafulli, Salvatore Crisafulli, Mattia Delli Noci, Salvatore Maggio, Attilio Manco (Taurisano), Elio Martella, Roberto Melcarne (Gagliano del Capo), Antonio Papadia (Alessano), Michele Vitali (Castrignano del Capo); i centrocampisti Marco Caputo (Tricase), Angelo Cassiano (Patù), Marco Colella (Acquarica del Capo), Valerio De Icco (Taurisano), Matteo Negro, Marco Riccardo (Ruffano), Domenico Trane (Gagliano del Capo); gli esterni Roberto Casciaro (Acquarica del Capo), Roberto Licchelli (Acquarica del Capo), Ferdinando D’Amico (Castrignano del Capo), Francesco De Cicco, Enrico Grande; gli attaccanti Marco Cazzato (Presicce), Alessio De Solda, Osvaldo Chiffi (Gagliano del Capo), Daniele Gravallotti (Morciano), Cristian Rizzello (Lucugnano).

Lo staff societario e tecnico Lo staff guidato dal presidente Pier Luigi Rosafio è completato dal suo vice Antonio Rosafio, dall’allenatore Massimo De Marco (di Morciano) e dal vice Vito Angelini (di Presicce), dal direttore sportivo Filippo Zighella, dal direttore marketing Luca Zaccaria, dall’amministratore delegato per il settore giovanile Andrea Carrozzo e dai collaboratori Roberto Belfiore e Gino Bisanti. Nel corso della serata di presentazione, allietata dalle Officine musicali, sono state annunciate anche le iscrizioni per la scuola calcio giovani e giovanissimi, tra i 6 e i 18 anni. «Abbiamo lavorato bene e tanto in questa fase preparatoria – ha affermato il presidente – ci siamo preparati ad affrontare il campionato nel migliore dei modi, inutile negare che siamo in un girone abbastanza tosto, ma questo non ci spaventa, affronteremo ogni partita con concentrazione e determinazione».

 

Castrignano del Capo – Marta Cordella ha solo 12 anni quando scopre di avere un osteosarcoma, e nonostante sia ancora una bambina decide di lottare fino alla fine con coraggio e dolcezza contro un mostro più grande di lei. La sua storia è raccontata dal padre Mino nel libro “Tienimi forte” (Lupo editore, di recente acquisito dal gruppo Borè), che verrà presentato domenica 30 settembre alle 19 presso la sala dell’oratorio parrocchiale.

Dopo i saluti del parroco, don Fabrizio Gallo, interverranno: l’editore Cosimo Lupo, l’oncologo Giuseppe Serravezza, l’infermiera Jacqueline Fracasso, Mino Cordella e il coordinatore editoriale Giuseppe Martella. L’attore Fabrizio Saccomanno leggerà alcuni brani del libro e al termine della presentazione la cover band di Fabrizio De André “I Maltesi” terrà un concerto in piazza San Michele.

L’esempio di Marta: “Amate la vita, amate il vostro corpo” – L’osteosarcoma che colpì Marta è un tumore raro altamente maligno, con un’incidenza stimata in 3 casi su 1 milione di persone l’anno. L’età d’esordio della malattia varia dai 10 ai 25 anni. Sul suo profilo facebook, due mesi prima di morire, la ragazza ha condiviso un post che parte da un commento sul libro “Io… dopo. Io adolescente e la mia vita con il cancro”, di Lorenzo Spaggiari: “Consiglio questo libro a tutte le nuove generazioni, compresa la mia, che non comprendono il dono di vedere il sole ogni giorno, di non avere la morte in testa, di non essere perseguitati dalla paura, e che sprecano la loro esistenza sfidando la vita – scrive Marta. – A me non succederà mai, non è una certezza ma una debolezza. Il dolore che provo nel non avere un corpo sano è insopportabile, l’incertezza di poter vivere una lunga vita mi dà la forza di non smettere di lottare. Leggete questo libro amate la vita, amate il vostro corpo, lasciate da parte le apparenze e vivete per amare, per essere”. Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, Marta ha sfoggiato un tatuaggio con la scritta “I Want to live before I die” (voglio vivere prima di morire). Il suo cuore ha smesso di battere il 18 giugno 2013, ma nessuno l’ha mai dimenticata.

Castrignano del Capo – I festeggiamenti per i Santi Medici Cosma e Damiano si intrecciano a quelli per il patrono San Michele Arcangelo e Castrignano del Capo allunga la festa. La settimana che si è aperta il 23 settembre con l’ottava edizione della fiera di San Michele, continuerà fino a domenica 30 con celebrazioni religiose e serate musicali organizzate dal Comitato feste (presidente Vittoria Milo), la parrocchia San Michele Arcangelo (parroco don Fabrizio Gallo) e il Comune di Castrignano del Capo. Le luminarie e i fuochi d’artificio accenderanno questi giorni di festa animando il centro storico. Venerdì 28 settembre, vigilia di S. Michele Arcangelo, alla celebrazione della messa delle 17.30 in onore del patrono seguirà la processione e alle ore 21 l’attesissimo concerto di Mietta, nota ai più per il famoso duetto con Minghi e il suo “trottolino amoroso”. Sabato 29 sarà, invece, la volta dell’Orchestra del Salento lirico – sinfonica “Città di Lecce” diretta da Salvatore Tarantino. Domenica 30, alle 19 presso l’oratorio, si presenterà il libro “Tienimi forte” di  Mino Cordella e a seguire, alle ore 20.30, ci sarà l’esibizione musicale del gruppo “I  Maltesi” che eseguiranno la cover band di Fabrizio De Andrè  interamente dedicata a Marta Cordella, giovane vittima del cancro.

Storia e leggenda San Michele Arcangelo, divenne patrono di Castrignano del Capo nel 1778. La festa in suo onore si intreccia da sempre a quella dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Comandante degli eserciti celesti, San Michele viene ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le orde degli angeli precipitati di Satana. Numerose sono le leggende e le credenze tramandate; una di queste vuole che la statua fosse destinata  alla parrocchia di Patù, anch’essa sotto il patrocinio del Santo, ma che poi, al termine del viaggio di trasporto, fosse stata consegnata, per errore, all’allora parroco di Castrignano. San Michele è oggi venerato ed adorato come protettore dei commercianti e delle forze armate.

Torrepaduli (Ruffano) – Giuliano di Lecce (Castrignano del Capo) Lavori in corso sulla rete idrica e la società Acquedotto pugliese preannuncia, per i prossimi giorni, la sospensione del servizio idrico a Torrepaduli e a Giuliano di Lecce, frazioni, rispettivamente, di Ruffano e di Castrignano del Capo. A renderlo noto è la stessa società che, per martedì 25 settembre ha in programma alcuni interventi per la riparazione di una perdita a Torrepaduli e preannuncia la sospensione temporanea della normale erogazione idrica, per un totale di circa otto ore, dalle 9 alle 17.

I lavori a Giuliano Stesso lasso di tempo anche per Giuliano dove i lavori saranno eseguiti giovedì 27 settembre. Come sempre accade per questo tipo di interventi, i disagi saranno avvertiti “esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo”. La società raccomanda i residenti dei comuni interessati a razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione.

Castrignano del Capo – Aveva urtato una macchina proveniente in senso di marcia contrario al suo ma aveva proseguito senza prestare soccorso: dopo indagini partite dal quell’incidente del 13 settembre scorso, i carabinieri sono riusciti a risalire all’autore del reato di fuga e mancata assistenza ai feriti, deferendolo all’autorità giudiziaria.

Alla conclusione con successo delle indagini i carabinieri di Castrignano del Capo sono arrivati in due tappe: dapprima, il 17 scorso, sono riusciti a rintracciare in un viottolo di campagna a Leuca la macchina investitrice, una Hyunday di colore blu. All’autovetture sono arrivati dopo aver visionato alcuni impianti di videosorveglianza nel luogo in cui era avvenuto lo scontro, sulla litoranea nei pressi di San Gregorio di Patù. Inoltre ai militari non era passato inosservato il fatto che sulla Mazda che aveva subito l’impatto erano rimaste tracce di vernice blu.

Poi i carabinieri erano risaliti al proprietario – S. S., nato in un paese della provincia di Messina, 33 anni e residente di fatto a Castrignano del Capo – rintracciandolo e denunciandolo all’autorità giudiziaria.

Sull’altra vettura, una Mazda, viaggiavano una donna al volante di 24 anni ed una sua amica. Entrambe erano state soccorse dal servizio di emergenza 118 che aveva diagnosticato per entrambe ferite guaribili in dieci giorni. Particolare curioso: l’auto della donna che aveva denunciato l’accaduto aveva l’assicurazione scaduta e pertanto è stata contravvenzionata.

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