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Le ultime notizie dal Comune di Acquarica Del Capo

Presicce – Quattro voci, quattro punti di vista, per un unico scopo: presentare il Comitato del no e accennare alle prime motivazioni sul perché essere contrari al progetto di fusione tra Presicce e Acquarica, oggetto del referendum del prossimo 16 dicembre. L’incontro-dibattito si è svolto giovedì 18 ottobre in piazza del Popolo e si è basato sul confronto fra le motivazioni dei due schieramenti, quello del sì (anch’esso con una folta rappresentanza) e del no alla fusione.

L’introduzione è stata affidata alla presidente del Comitato del no Francesca Stendardo, presentatasi all’appuntamento con in mano lo studio di fattibilità. “Chi dice che basta solo leggere per informarsi, sta mentendo. In questo periodo ho avuto modo di confrontarmi più con quelli del sì che con quelli del no: questo ci deve essere, il confronto vero. A chi sollecitava il nostro Comitato a scendere nell’arena, ricordo che esso si è già esposto con azioni concrete: come l’invio della lettera alla settima Commissione della Regione Puglia, in cui abbiamo denunciato che il percorso mancava di partecipazione. Ci preoccupa proprio la fretta con cui si vuole chiudere questo processo”. E continua a spiegare: “Il no nasce dalla nausea della velocità con cui bisogna esprimersi. I veri protagonisti sono le due comunità, le due autonomie municipali che con il voto del 16 ci assumiamo la responsabilità di eliminare. Per fare buone politiche bisognerebbe prima studiare e poi scegliere, mentre la fusione è scelta a priori, per scelta politica e finanziaria”.

La questione economica divide: per i sostenitori del no, non è un argomento valido o esclusivo per scegliere la fusione. Ed è questo il tema che si ripete nei commenti successivi. Come in quello di Tommaso Ciriolo, il secondo a prendere la parola: “Quali sono i reali vantaggi? Certezza di finanziamenti? Benessere per tutti? Riqualificazione? Non condividiamo il metodo e la tempistica, che non permette la discussione profonda che ci dovrebbe essere. Quante persone sanno che a paesi più grandi corrispondono tasse maggiori? Perché noi in poco tempo vogliamo fare passi da gigante, mentre non è stato presentato nessun progetto? Siamo qui a iniziare un percorso di conoscenza e non dobbiamo farci abbindolare da finti orizzonti”.

Un’altra donna per il terzo intervento. Si tratta di Fania Ciccarone che espone i suoi dubbi come chi l’ha preceduta: “Ricordiamo che la fusione sarà irreversibile, proprio per questo è un obbligo essere informati su tutto. I finanziamenti verranno utilizzati per la macchina amministrativa. Magari per i primi dieci anni tutto andrà bene, e poi? Che succederà al Sindaco dell’undicesimo anno? Ci sarà il dissesto finanziario? Siamo folli se chiediamo certezze?”

Chiude il giovane Rocco Gennaro, di Acquarica, che punta il dito sul tempo perduto a partire dal 2015: “Mi viene da sorridere sentendo dire che grazie alla fusione si abbassano le tasse. Uno degli argomenti del sì è relativo agli introiti: cosa faremo con questi soldi? Investire in demagogia non è mai stato concreto”.

Lecce – Nella mattinata di oggi i Sindaci di Presicce, Salve, Acquarica del Capo e Morciano di Leuca e un gruppo di cittadini sono stati ricevuti in Provincia dal responsabile del Servizio Ambiente, l’ing. Rocco Merico (di Poggiardo), alla presenza di un rappresentante di Arpa Puglia (agenzia regionale per l’ambiente) per affrontare il grave problema del cattivi odori e dell’ aria irrespirabile che da qualche settimana investe i cittadini del territorio. “Abbiamo riscontrati massima attenzione – ha commentato alla fine il Sindaco di Presicce, Riccardo Monsellato – e grande disponibilità per verifiche anche complesse, anche con il coinvolgimento di Arpa Puglia. Noi comunque non staremo fermi”.

Nel corso del previsto incontro, si è discusso della necessità di individuare le cause di tali immissioni, monitorando su più fronti, tra cui anche l’ex discarica Burgesi, il depuratore dell’Acquedotto pugliese e l’impianto Ecolio 2 di Presicce. Con particolare riferimento a quest’ultima, il Sindaco Monsellato, in accordo con gli altri Sindaci, ha chiesto che si verifichi l’esistenza dei presupposti per la sospensione in via precauzionale delle attività dell’impianto per il trattamento di rifiuti, in quanto potrebbe essere stata disattesa una delle prescrizioni poste dalla Provincia nel 2017; tale prescrizione puntava sul fatto che il trattamento non dovesse provocare cattivi odori.

Dal canto suo il vicesindaco di Salve, Giovanni Lecci, ha evidenziato che nell’iter amministrativo che ha portato ad autorizzare l’impianto sarebbe mancato il coinvolgimento del Comune di Salve, che ha chiesto pertanto di verificare se siano stati o meno inoltrati degli avvisi di convocazione. Al tavolo tecnico gli amministratori dei Comuni interessati alle emissioni odorigene hanno chiesto anche una verifica dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) della Regione e un’altra Valutazione di impatto ambientale con particolare riferimenti a rischi pr la popolazione. Tra gli aspetti da chiarire anche il fatto che l’impianto in agosto era inattivo come qualcuno testimonia, ma ugualmente si erano avvertiti nell’aria cattivi odori. Va anche detto che da due giorni tecnici e poliziotti della Provincia stanno effettuando controlli in loco ed hanno prelevato anche copie di alcuni documenti.

Intanto il 16 ottobre scorso un gruppo di cittadini si sono riuniti nella sala conferenze del Palazzo ducale di Presicce, per discutere del problema e costituire un comitato per la tutela del proprio territorio, allarmati dalle eventuali conseguenze per la salute.  Nell’incontro c’è stato chi ha sollevato anche il vecchio problema riguardante lo stato della falda acquifera. Tornando al problema principale,  i cittadina del costituendo comitato si sono detti disponibili ad installare a proprie spese dei sensori per monitorare l’aria e la eventuale presenza di sostanze nocive.

I sindaci Riccardo Monsellato e Francesco Ferraro

Presicce – A distanza di mesi, si ritorna a parlare di Pug, il Piano urbanistico generale intercomunale per Presicce e Acquarica del Capo. L’ultima volta a discuterne venne chiamato l’architetto Salvatore Mininanni, il curatore del progetto. L’incontro di mercoledì 17 ottobre, alle 18 nella sala convegni di piazza del Popolo, è invece organizzato dai sindaci dei due paesi, rispettivamente Riccardo Monsellato e Francesco Ferraro. L’argomento è di stretta attualità, visto il periodo di campagna referendaria, che porterà i cittadini ad esprimersi sulla prevista fusione tra i due paesi il prossimo 16 dicembre. “Documento programmatico preliminare del Pug 1” è il tema dell’incontro che, fanno sapere i promotori, “mira a incoraggiare una riflessione sui materiali che costituiscono il documento programmatico preliminare del Pug intercomunale: analisi conoscitive, studi, rilievi sul campo ed esplorazioni progettuali utili e necessari per sollecitare suggerimenti e aggiornamenti da parte della comunità e degli attori territoriali”. Le proposte avanzate dai cittadini andranno, poi, ad arricchire il documento programmatico preliminare che sarà discusso nella prima conferenza di co-pianificazione fissata per il 23 ottobre prossimo presso l’assessorato all’Urbanistica della Regione Puglia.

 

Riccardo Monsellato

Acquarica Presicce – Tavolo tecnico in Provincia giovedì 18 ottobre con gli amministratori di Presicce, Acquarica del Capo, Salve, assillati da alcune settimane da presenze nell’aria non gradite: da dove provengono le ondate nauseabonde che piombano in paese? A rispondere a questa sempre più pressante quesito, con relativo allarme sociale, sono stati chiamati nei giorni scorsi Arpa Puglia, Regione e Provincia di Lecce, prefetto di Lecce ,carabinieri del Noe (nucleo ecologico), a cui Riccardo Monsellato per Presicce e Francesco Villanova per Salve hanno indirizzato istanze ufficiali. Il Sindaco Villanova ha chiamato in causa anche la Procura della Repubblica di Lecce.

La Provincia, nel giro di una settimana, ha fissato l’incontro richiesto, in cui probabilmente presenterà i primi risultati di una indagine preliminare svolta in questi giorni a cura della Polizia provinciale. Così almeno sperano gli amministratori locali, terminali di una serie di disagi e proteste per i cattivi odori con corredo di sintomi fastidiosi come mal di gola, irritaziomi agli occhi, emicranie. Non si riesce a capire bene ed in modo inequivocabile quali possano essere le sorgenti di queste emissioni odorigene; tra i possibili imputati un depuratore di un Comune della zona, un impianto per il trattamento di rifiuti o altro, come alcune cave abbandonate in zona Acquarica-Taurisano, in cui sarebbero intervenuti i Noe per una ispezione.

Questo dilemma sono chiamate a sciogliere le Autorità a cui i Sindaci si sono rivolti, anche per verificare cattivi funzionamenti degli impianti e rispetto rigoroso delle autorizzazioni a suo tempo rilasciate. “Non lascerò nulla di intentato – promette il Sindaco Monsellato – pur di addivenire ad una conclusione risolutiva di questa vicenda”. Monsellato racconta che da qualche tempo appunto, personalmente si reca nei luoghi circostanti il suo paese in cui più sembra avvertirsi il fenomeno. “Certe sere non si avverte nessun odore, devo ammettere – dice- ma in tante altre l’aria è irrespirabile”. In attesa di risposte si vanno formando nei paesi coinvolti comitati di persone che vogliono vederci chiaro e non intendono vivere con la preoccupazione che l’aria respirata sia oltre che fastidiosa, pure dannosa.

 

Presicce – Entra nel vivo a Presicce la campagna referendaria sulla fusione con Acquarica del Capo. Domenica 14 ottobre, alle 18,30 in piazza del Popolo, si terrà l’incontro “Botta e risposta”, una sorta di question time proposto dal comitato per il Si, in cui i cittadini possono avanzare le proprie domande. A rispondere ci saranno anche i sindaci e i consiglieri di maggioranza e opposizione dei due Comuni.

Il comitato per il No si presenta “Per non fare con-fusione” è, invece, il tema proposto dal comitato per il No giovedì 18 ottobre alle 18,30 presso la sala convegni di palazzo Ducale. Nell’occasione verrà presentato il comitato del No al referendum. «Avremo delle slide con le quali illustreremo alcune delle nostre ragioni. La nostra – spiega la presidente Francesca Stendardo – sarà una campagna a km0». Altre iniziative seguiranno, sui due fronti, nel corso delle settimane (per il 21 il No ha in programma il volantinaggio in piazza Pertini).

Alessano – Musica e preghiere ad Alessano per ricordare don Tonino Bello. Tanti gli ospiti della serata, sabato 13 ottobre dalle 19.30, radunati nel cimitero comunale, sulla tomba del vescovo scomparso il 20 aprile del 1993. “Musiche di pace ’18” propone il cantautore di Acquarica del Capo Franco Simone, Antonio Amato (dall’Ensemble della Notte della Taranta”, Francesca Profico (di Gagliano del Capo, già apprezzata a The voice of Italy) la canta ed il “Coro di Alessano per don Tonino”, balzato agli onori della cronaca anche per aver cantato in occasione della recente visita di Papa Francesco ad Alessano in occasione del 25° della sua morte. Tra gli ospiti anche il musicista, autore e interprete Alberto Costantini (già consulente musicale per Mediaset) che nel corso della serata eseguirà tre brani, dei quali uno adattato e musicato da un testo di don Tonino. Nel corso della serata, organizzata dall’Amministrazione comunale insieme alla Fondazione Don Tonino Bello di Alessano e dalla Pro Loco, saranno letti e recitati alcuni scritti del vescovo che della pace aveva fatto il proprio emblema, basti pensare che a pochi mesi dalla sua morte, già gravemente malato, capeggiò nel dicembre 1992 la “marcia della pace” di Sarajevo, città all’epoca in stato d’assedio. Le letture son tratte dal suo libro “Con Cristo sulle strade del mondo” (edizioni Paoline).

I saluti La serata si aprità con i saluti del sindaco di Alessano Francesca Torsello, del parroco della chiesa matrice don Gigi Ciardo, di padre Francesco Monticchio della chiesa conventuale francescana di Alessano, del presidente della Fondazione “Don Tonino Bello” Giancarlo Piccinni e del nipote del presule scomparso Stefano Bello.

 

Presicce – Secondo appuntamento per il comitato del sì alla fusione Presicce Acquarica del Capo dopo la presentazione ufficiale di domenica scorsa. In vista del referendum del 16 dicembre con il quale i cittadini potranno esprimersi sulla possibilità o meno di fondere in un unico ente i due comuni, il comitato “Insieme” invita tutti coloro che volessero saperne di più “A lezione di fusione – 90 minuti per sapere tutto (e di più) sulla fusione” come recita il titolo dato all’appuntamento. Chi fosse interessato può recarsi alle 19.30 presso la sede, in via Roma 7 (gli organizzatori raccomandano massima puntualità). Gli approfondimenti saranno a cura del prof. Luigino Sergio (foto), l’esperto che ha redatto lo studio di fattibilità per la fusione. Intanto il comitato ha messo a disposizione una mail per chiunque volesse chiedere informazioni o risolvere dubbi: insieme@presicce-acquarica.it

Presicce – Proprio nel punto in cui i due paesi si uniscono, in via Roma (dal lato del comitato è Presicce, attraversando la strada, sul marciapiede di fronte è già Acquarica) da ieri è operativo il comitato “Insieme” favorevole alla fusione tra i due comuni. Manifesti sulle pareti, un piccolo palco e dietro, in grande, la scritta con lo slogan “Insieme”. La cerimonia di inaugurazione è stata relativamente breve e dopo, per festeggiare, vino e tarallini per tutti. Tra il pubblico i due sindaci, Riccardo Monsellato e Francesco Ferraro, l’ex onorevole Rocco Palese (di Acquarica), i giovani referenti del comitato i tanti simpatizzanti, ma anche qualche curioso contrario alla fusione.

L’attore Antonio Monsellato e gli altri interventi Ad iniziare la serata, trasmessa in diretta sulla pagina facebook del gruppo, è stato l’attore presiccese Antonio Monsellato (recentemente in tv nella fiction con Luisa Ranieri) che ha recitato il discorso proferito da Obama per la sua seconda candidatura alla Casa Bianca. Lo slogan che ha fatto il giro del mondo (“Yes, we can”) ha acceso gli animi anche nel comitato che vedono possibile e vantaggiosa la fusione (il 16 dicembre è stata fissata la data per il referendum nei due paesi). «Comunque vada sarà una festa perché i cittadini si esprimeranno liberamente su questo tema”, ha affermato Andrea D’Amico, uno dei referenti del comitato. Ci sarà anche un sito internet dedicato ed un indirizzo di posta elettronica mentre già domenica prossima, 14 ottobre, è previsto un nuovo momento di confronto aperto al pubblico (“in cui si potranno fare tutte le domande che si vogliono”).  A seguire, Antonio Corsano che ha parlato dell’opportunità che non si può mancare, del “capitale sociale” su cui si può contare per costruire il futuro e del voto come dovere civico. Ha chiuso la serata Daniela De Pascalis (originaria di Maglie e sposata a Presicce): «I due paesi convivono da sempre: è arrivato il momento di formalizzare questa unione. I fondi che ci sono a disposizione sono importanti, se lo sono per una famiglia, perché non dovrebbero esserlo per due Comuni?». E poi: «Non bisogna farsi prendere in giro da chi vuole mischiare le carte» (in riferimento a chi accosta l’argomento fusione a Burgesi). In chiusura viene citato pure Churchil (“Diamo spazio al futuro”) con la richiesta di fiducia da parte di tutti e l’invito a guardare avanti, ad essere predisposti all’ascolto e soprattutto ad usare “toni pacati”. Al contrario di ciò che finora si è visto sui social.

Santa Maria di Leuca

Gallipoli – Com’era prevedibile, è scattata una intensa fibrillazione nei vari Comuni salentini in cui la Igeco costruzioni spa, colpita da interdittiva antimafia giovedì 4 ottobre, ha attività ed interessi. A Lecce, il presidente del Consiglio di amministrazione della Sgm (posteggi e mobilità urbana), Mino Frasca di Nardò, ha chiesto un incontro urgente col Sindaco Carlo Salvemini per valutare insieme il da farsi: la Igeco detiene il 48% delle quote societarie. Sulla gestione portuale si stanno ponendo domande sia a Melendugno, sia a Leuca, frazione di Castrignano del Capo, dove la società detiene la maggioranza. In mezzo anche i Comuni che hanno affidato o stavano per affidare il servizio di igiene pubblica al colosso salentino, compresi i contratti in scadenza.(nella foto il commissario Grandaliano durante l’assemblea di Poggiardo)

Per mercoledì prossimo il commissario dell’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano, verrà a trovare gli amministratori e i tecnici comunali di Lecce, Monteroni, Arnesano, Carmiano, Ruffano, Taurisano, Parabita, Ugento. Per l’Ager e non solo l’arrivo dei commissari previsti in casi del genere, da incaricare della gestione delle società sotto osservazione per infiltrazioni criminali, è data per scontata. I provvedimenti della Prefettura di Roma, d’intesa con la Prefettura di Lecce che ha collaborato alla lunga inchiesta insieme ai gruppi di Interforze per le indagini, dovrebbero essere presi nella prossima settimana.

Più delicati e complessi gli altri aspetti, compresi quelli contrattuali. “So che la Prefettura di Roma ha comunicato ai vari Comuni – ha affermato Grandaliano alla Gazzetta del Mezzogiorno – le scadenze dei contratti ai fini del commissariamento previsto dalla normativa”. Ma l’amministratrice delegata di Igeco, Cinzia Ricchiuto, ha diffidato gli Enti dall’intervenire sugli accordi in essere. La società ha già presentato ricorso al Tar di Roma ma, considerati i tempi, la sorte degli appalti aggiudicati o da aggiudicare, oltre quelli in essere, diventano il fronte più immediato. L’affidamento del servizio rifiuti all’Aro 10, comprendente Ugento, Taurisano, Presicce e Acquarica del Capo, all’associazione temporanea di imprese di cui fa parte Igeco, era prossimo alla formalizzazione ma adesso risulta tutto sospeso; aggiudicazione già avvenuta ma senza la firma del contratto all’Aro 2 di Melendugno.

L’azienda ovviamente non sta a guardare. Sul capitolo molto corposo ed insidioso dei 36 dipendenti che, secondo la Prefettura di Roma, avrebbero avuto rapporti con clan della Sacra corona unita, la Igeco tra l’altro sostiene che “19 provenivano dal gestore precedente al subentro di Igeco nell’espletamento del servizio di igiene urbana”. Inoltre si fa presente che “la maggior parte di loro proveniva da altra impresa ed è transitato in altra impresa,senza con ciò determinare in capo ai loro datori di lavoro l’adozione di analoghi provvedimenti”. Ad invitare alla cautela davanti ad una “interdittiva che ci ha lasciato molto sorpresi” è infine il presidente di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro.

 

Presicce – Acquarica del Capo A quasi due mesi dalla data del referendum, è scontro tra comitati pro e contro la fusione tra Presicce e Acquarica del Capo. Dopo quasi vent’anni di discussione sulla possibilità di fondere i due Comuni, la parola passa ora ai cittadini chiamati, il prossimo 16 dicembre, a dire la loro. Si è, dunque, aperta la campagna referendaria con il comitato del Si che domenica 7 ottobre, alle 18.30, inaugura la propria sede in via Roma 7, sulla via principale che attraversa collega i due comuni (proprio al confine tra i due). Una scelta voluta.

Il comitato “Insieme” «”Insieme” è un’esperienza collettiva – fanno sapere i promotori – all’interno della quale collaborano donne e uomini che, seppur con percorsi e sensibilità differenti, guardano all’orizzonte della fusione come a un’opportunità imperdibile per le comunità, consapevoli del fatto che la volontà di rinnovamento e crescita debba essere il motore di ogni esperienza cittadina». All’inaugurazione seguiranno diversi incontri in cui si discuterà sui motivi del sì, anche con la presenza di esperti.

Il comitato “No fusione” Sul mancato coinvolgimento della popolazione, sulla poca trasparenza e sui finanziamenti incerti si basano, invece, le tesi di chi è contrario alla fusione e che si ritrova nel comitato “No fusione Presicce – Acquarica”, presieduto da Francesca Stendardo. A breve anche per i sostenitori del No ci sarà una sede. Intanto i referenti del comitato hanno inviato una lettera con le loro ragioni alla settima Commissione della Regione Puglia (che ha approvato il progetto all’unanimità, così come fatto poi dal Consiglio regionale). «Abbiamo chiesto trasparenza, uno studio di fattibilità in cui fosse contenuto un piano per il territorio, che definisse dettagliatamente l’effettivo risparmio nel nuovo Comune e che valutasse anche e soprattutto la riorganizzazione territoriale. Ad oggi invece – fanno sapere i sostenitori del no – abbiamo poco più di una statistica sui potenziali trasferimenti statali e un ipotizzabile risparmio nei costi di gestione. Una questione di denari. Problematiche e vantaggi, su questo avremmo voluto che i cittadini esprimessero il loro voto. Nessuno, invece, si è preoccupato di convertire i potenziali risparmi in risposte concrete ai cittadini. Nessuno ha reso partecipe la popolazione in un processo studiato, confezionato e presentato a tavolino. Nessuno, dall’alto ha accompagnato i cittadini verso una scelta consapevole, partecipata e condivisa”. Il dibattito intanto continua ad essere acceso sui social».

Monsignor Vito Angiuli

Ugento – Subito dopo la pausa estiva, riprendono gli appuntamenti promossi dalla Scuola diocesana di formazione teologico-pastorale, direttore don Marco Annisi, viceparroco ad Acquarica del Capo e segretario il diacono Luigi Bonalana di Tricase presso la diocesi di UgentoSanta Maria di Leuca guidata dal vescovo Vito Angiuli (foto).

Quest’anno saranno nove i percorsi di orientamento e formazione al servizio della comunità e delle parrocchie, che si terranno presso il Centro pastorale diocesano “Benedetto XVI” di Alessano, dal primo ottobre a tutto il 27 maggio 2019, dalle 17,30 alle 20,30.

Questi i corsi: “Introduzione alla pastorale” (docente don Stefano Ancora, di Ugento), l’8 ottobre e il 27 maggio; “Liturgia” (docente don Rocco Frisullo, di Ugento), il 15,22,29 ottobre e il 5 novembre; “Famiglia” (docente don Gigi Ciardo, di Alessano), il 5,12,26 novembre e 3 dicembre; “Giovani (docente don Salvatore Chiarello, di Salignano di Castrignano del Capo) il 3,10, 17 dicembre e 7 gennaio; “Catechesi (suor Graziella Zecca, dell’ospedale di Tricase), il 14, 21, 28 gennaio e 4 febbraio; “Ecumenismo” (docente don Fabrizio Gallo, di Castrignano del Capo), il 4,11,18,25 febbraio); “Missione” (docente don Rocco Maglie, di Ruffano) il 4,18,25 marzo e 1 aprile; “Pastorale sociale” (docente don Luca De Santis, di Corsano), l’1,8,15 e 29 aprile; “Caritas” (docente don Lucio Ciardo, di Tiggiano), il 29 aprile e il 6, 13, 20 maggio.

“E’ possibile iscriversi ad uno o più laboratori, in base alle preferenze personali o al ministero che la persona già svolge o si prepara a svolgere nella comunità parrocchiale”, fanno sapere gli organizzatori: costo di iscrizione  10,00 euro; l’intero percorso 30 euro.

Acquarica del Capo – Tre anni di dolore e di dubbi per un suicidio che, sin da subito, tale non è mai apparso ai genitori del 34enne Ivan Ciullo, trovato cadavere nella campagne tra Acquarica del Capo e Taurisano. Il dramma vissuto da quel 22 giugno del 2015 dalla madre Rita Bortone e da suo marito Sergio Martella è stato raccontato questa mattina davanti alle telecamere del programma di Rai 2 “I Fatti vostri”, condotto da Carlo Magalli. La madre di “Dj Navi” collegata dallo studio del criminologo Roberto Lazzari, a Sogliano Cavour, il padre putativo (dall’età di sette anni) in studio insieme all’avvocato Francesca Conte. Il “caso” è tale per la fermezza con la quale i familiari del giovane dj non accettano che delle indagini condotte “tra errori investigativi ed omissioni”, in poco meno di un mese, possano aver detto la parola definitiva sulla vicenda.

La nuova richiesta di archiviazione In virtù dei nuovi elementi acquisiti dagli stessi genitori, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce dovrà ora pronunciarsi sulla questione (per la quale il Pubblico ministero ha, per la seconda volta, avanzato una richiesta di archiviazione). La speranza di Rita e Sergio (quest’ultima padre putativo) e che le indagini possano riaprirsi e che la “verità” possa essere accertata. Per loro si è trattato di un omicidio da strangolamento mascherato da suicidio. A tali conclusioni porterebbero i risultati della perizia di parte secondo la quale Ivan, trovato appeso ad un albero d’ulivo, avendo le “gambe genuflesse” non può essersi suicidato. «Dagli esami condotti non regge la tesi dell’allungamento del cavo microfonico e neppure le ecchimosi alla base del collo sono compatibili con un cavo del genere», ha fatto sapere in diretta il criminologo Lazzari.

Le “incongruenze” delle indagini «Un ragazzo pieno di vita e di progetti: mi aveva confidato di voler andare a Londra», ha fatto sapere la madre che punta l’attenzione sulla riesumazione del corpo e sull’autopsia non fatta nell’immediatezza del fatto. Altre “incongruenze” quelle della lettera scritta a macchina (“ma non analizzata”), dei vestiti di quella notte (“subito bruciati  senza un perchè”) e delle celle telefoniche (“sulle quali non si è indagato”).

Le amicizie di Ivan ed una relazione da approfondire Dal padre Sergio altre indicazioni utili sulle quali indagare, su tutte quella delle amicizie di Ivan che portano alla relazione con un 65enne. «Non è stata ritrovata la videocamera che Ivan custodiva sempre con la massima cura», ha fatto sapere l’uomo ipotizzando che qualcuno possa averla presa per non distruggere delle prove importanti, magari decisive. Magari Ivan era pronto a denunciare qualcosa o qualcuno e gli è stato impedito. «Ho appurato che insieme ad alcuni amici organizzavano dei festini nella casa di un uomo che, però, non risulta residente nel nostro paese», ha affermato Sergio. Nuovi fronti d’indagine che si aprono, dunque, ma sui quali pende l’esito del nuovo pronunciamento del Tribunale, con una seconda richiesta di archiviazione da valutare.  «Ci siamo opposti a tale richiesta perchè riteniamo non siano stati fatti accertamenti approfonditi e nell’immmediatezza del fatto. Ivan era un ragazzo generoso e pieno di vita: abbiamo il dovere di approfondire. Lo dobbiamo a lui e alla sua famiglia», ha concluso l’avvocato Conte.

Salve – Entusiasmo alle stelle a Salve per la squadra di calcio che punta ad avere un ruolo da protagonista nel prossimo campionato di Seconda categoria. Nel corso della presentazione in piazza svoltasi nei giorni scorsi è stato presentato il nuovo logo societario ed è stata dato la possibilità ai protagonisti di salire sul palco, chiamati ad uno ad uno dalla moderatrice Elisa Maggio, per presentarsi alla cittadinanza. Accanto al presidente Pier Luigi Rosafio, presenti anche il sindaco Francesco Villanova ed il vicesindaco Giovanni Lecci.

La rosa Tutti di Salve e dei paesi limitrofi i componenti della rosa. I portieri Gianluca De Solda, Gabriele Sammali, Elio Sergi; i difensori Andrea Crisafulli, Salvatore Crisafulli, Mattia Delli Noci, Salvatore Maggio, Attilio Manco (Taurisano), Elio Martella, Roberto Melcarne (Gagliano del Capo), Antonio Papadia (Alessano), Michele Vitali (Castrignano del Capo); i centrocampisti Marco Caputo (Tricase), Angelo Cassiano (Patù), Marco Colella (Acquarica del Capo), Valerio De Icco (Taurisano), Matteo Negro, Marco Riccardo (Ruffano), Domenico Trane (Gagliano del Capo); gli esterni Roberto Casciaro (Acquarica del Capo), Roberto Licchelli (Acquarica del Capo), Ferdinando D’Amico (Castrignano del Capo), Francesco De Cicco, Enrico Grande; gli attaccanti Marco Cazzato (Presicce), Alessio De Solda, Osvaldo Chiffi (Gagliano del Capo), Daniele Gravallotti (Morciano), Cristian Rizzello (Lucugnano).

Lo staff societario e tecnico Lo staff guidato dal presidente Pier Luigi Rosafio è completato dal suo vice Antonio Rosafio, dall’allenatore Massimo De Marco (di Morciano) e dal vice Vito Angelini (di Presicce), dal direttore sportivo Filippo Zighella, dal direttore marketing Luca Zaccaria, dall’amministratore delegato per il settore giovanile Andrea Carrozzo e dai collaboratori Roberto Belfiore e Gino Bisanti. Nel corso della serata di presentazione, allietata dalle Officine musicali, sono state annunciate anche le iscrizioni per la scuola calcio giovani e giovanissimi, tra i 6 e i 18 anni. «Abbiamo lavorato bene e tanto in questa fase preparatoria – ha affermato il presidente – ci siamo preparati ad affrontare il campionato nel migliore dei modi, inutile negare che siamo in un girone abbastanza tosto, ma questo non ci spaventa, affronteremo ogni partita con concentrazione e determinazione».

 

Casarano –  È stato arrestato dai carabinieri il 53enne Sergio Cavalera (foto), di Casarano, ritenuto responsabile del furto avvenuto lo scorso 8 agosto ai danni di una 82enne ad Acquarica del Capo. Il quella circostanza, secondo quanto accertato dai militari sulla base della testimonianza della donna e dell”analisi delle immagini di videosorveglianza della zona, il ladro agì con destrezza affiancandosi alla guida di un ciclomotore alla Chevrolet Matiz nella quale c’era l’anziana vedova, in via Repubblica, asportando dall’auto la borsa posta sul sedile anteriore contenente 50 euro, documenti ed il cellulare. Inutile il tentativo della vittima di trattenere la borsa. A distanza di alcune settimane, le indagini hanno permesso di individuare il 53enne nella cui abitazione i carabinieri hanno ritrovato lo scooter Suzuki Burgman bianco utilizzato per il furto insieme agli stessi indumenti, ed al casco, utilizzati l’8 agosto ad Acquarica del Capo.

Il precedente a Taviano Lo stesso Cavalera lo scorso 19 settembre si è reso autore di un’altro scippo di borsetta ai danni di una 60enne a Taviano, lungo il centrale viale regina Margherita, in questo caso arrestato poco dopo dai carabinieri sulla base delle indicazioni fornite da alcuni testimoni.

Presicce – Acquarica del Capo Si voterà a dicembre per dire si o no alla fusione tra Presicce e Acquarica del Capo. Quest’oggi il Consiglio regionale ha dato il via libera, all’unanimità, al previsto referendum (consuntivo) che chiederà alle due comunità di esprimersi sul lungo iter avviato nel 2015. «Vuoi tu l’istituzione del nuovo Comune di Presicce-Acquarica derivante dalla fusione dei Comuni di Presicce e Acquarica del Capo?»: questo la domanda che verrà sottoposta agli elettori. Molto probabilmente la data del referendum sarà quella del 2 dicembre (la dovrà ufficializzare ora il presidente Emiliano) e l’esito sarà distinto, nel senso che i “sì” e i “no” andranno conteggiati separatamente nei due paesi. Il referendum, inoltre, non prevede un quorum e quindi il suo risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti.

Un progetto “pilota” Si tratta di un progetto guardato con particolare interesse in Regione (anche in vista di nuove fusioni) anche per la sua eccezionalità visto che in Puglia l’ultimo precedente risale al 1927 quando Canneto e Montrone diedero vita ad Adelfia. L’ultimo passaggio in Consiglio era stato tra l’altro preceduto dal voto favorevole, sempre all’unanimità, da parte della competente Commissione presieduta da Erio Congedo. «Il progetto di fusione, se portato a compimento – ha affermato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia – realizzerebbe un miglioramento delle performance e della qualità dei servizi offerti ai cittadini attraverso un nuovo modello organizzativo riscontrabile nell’integrazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie, con conseguenti risparmi di spesa e con nuovi possibili benefici finanziari statali e regionali legati al processo di unificazione e all’aumento del peso politico del nuovo ente territoriale».

La richiesta del Consiglio comunale Nel corso del Consiglio comunale tenutosi a Presicce lo scorso 21 settembre erano gli stessi consiglieri comunali di minoranza a ritirare la loro richiesta di sospensione del processo di fusione chiedendo, tuttavia, al presidente Emiliano “rassicurazionI” in merito alla sospensione dell’iter della legge regionale che istituisce il nuovo Comune nell’ipotesi che anche in uno solo dei due attuali Comuni dovesse prevalere il no.

Acquarica del Capo – Per il criminologo Roberto Lazzari la morte di Ivan Ciullo è assimilabile ad un omicidio. È quanto emerge dalla consulenza tecnico-scientifica svolta dall’esperto su incarico dei genitori del ragazzo, Rita Bortone e Sergio Martella. Per il consulente, al di là delle “numerose lacune investigative e negligenze operative presenti nei fascicoli del caso”, non vi sarebbero infatti gli elementi per affermare che le cause del decesso del deejay trovato impiccato ad un albero di ulivo il 22 giugno 2015 nelle campagne di Acquarica del Capo siano imputabili a suicidio. Erano state le stesse “lacune e negligenze” ad indurre i genitori di Ivan a sporgere denuncia al tribunale di Potenza contro la pm Carmen Ruggiero, ora indagata.

La relazione tecnico -scientifica Nella sua relazione il dottor Lazzari evidenzia quelli che sarebbero stati gli errori compiuti dagli inquirenti a partire dall’assenza di accertamenti sulle misure del cavo microfonico al quale il giovane è stato trovato appeso e su quelle relative agli spazi tra il terreno e il ramo al quale esso era legato. Lacune che hanno indotto gli inquirenti a sostenere che la posizione genuflessa nella quale il corpo è stato ritrovato dipendesse dall’allungamento del cavo. Mentre per il criminologo, a seguito di opportuni rilevamenti scientifici compiuti sul luogo del ritrovamento e in base a prove tensiometriche in laboratorio compiute su un cavo analogo, risulta “del tutto inverosimile che il corpo possa essere rimasto sospeso dal terreno”. Il ramo, infatti, si trova ad una distanza di 205 centimetri da terra, mentre l’altezza del corpo, sommata alla lunghezza del corpo, è pari a 225 centimetri.

I dubbi da chiarire Il perito, inoltre, ha definito “non congrui allo scenario di tipo suicidario” tutta una serie di elementi tratti dal materiale fotografico presente nei fascicoli. Primo fra tutti lo sgabello trovato accanto al corpo: malgrado le quattro gambe metalliche si adagino su un terreno soffice solo una di esse affonda nella terra a conferma della tesi secondo la quale nessuno è realmente salito su quello sgabello (tra l’altro privo anche di impronte di scarpe). In più, il corpo presenta un’ecchimosi alla base del collo che sembra prodotta da un laccio – avvolgente in senso orizzontale – ben più sottile rispetto al cavo, particolare che rimanderebbe ad una morte per strangolamento. E ancora, dall’analisi delle foto si nota la presenza di terriccio sui pantaloni, ma non sulle calzature indossate da Ivan. Così come sono evidenti alcune impronte sul terreno in prossimità del cadavere, lasciate da scarpe diverse da quelle rinvenute addosso al ragazzo. Nelle foto del ritrovamento del corpo si noterebbe, infine, la presenza di un oggetto voluminoso nella tasca destra dei pantaloni, dato questo che non viene citato in nessun documento presente nei fascicoli mentre nelle foto in obitorio le tasche appaiono vuote. In base a tutto ciò, il dottor Lazzari invita ora gli inquirenti a svolgere “ulteriori approfondimenti” come l’autopsia, l’esame tossicologico e la ricerca di impronte digitali e tracce biologiche sul cavo e sullo sgabello.

Acquarica del Capo – Ci sarà anche Carlo Stasi (in foto), poeta, scrittore e saggista originario di Acquarica del Capo, il 25 settembre alla libreria Laterza di Bari (alle ore 18): lo studioso sarà fra i relatori durante la presentazione del libro “L’immagine nella parola, nella musica, e nella pittura”, curato dalla semiologa italo-australiana Susan Petrilli, docente all’Università di Bari.

Il testo è il 29° volume della collana di Semiotica, filosofia, arte e letteratura “Athanor” diretta del semiologo Augusto Ponzio. Oltre all’intervento di Stasi, previsti anche quelli di Stefano Bronzini, Laura Marchetti, lo stesso Augusto Ponzio e dell’editore Pierre alla Vigna. Tra gli autori saranno presenti Michele Lomuto, Pierpaolo Martino, Gianni Perillo, Julia Ponzio.

L’inventore della leggenda di Leucasia – Carlo Stasi, docente di letteratura inglese, è noto nel Salento e fuori per aver creato nel 1993 la “leggenda” di Leucasia. Opera  da anni nel campo della poesia visiva, di cui viene ritenuto uno dei più significativi rappresentanti. Dagli anni Novanta numerose le mostre-performance di poesia visiva tenute da Stasi: a Milano (1990), Como (1997), Tradate (1997), Maglie (2000), Lecce (2001-2002), Brindisi (2014). Molte sue poesie sono pubblicate su antologie e riviste letterarie. Fra gli ultimi lavori figurano: “Sono nato cantando…tra due mari (radici e canto nella poetica di Franco Simone) e “Otranto nel mondo” (dal “Castello” di Walpole al “Barone” di Voltaire).

Presicce – Oltre tre ore di Consiglio comunale aperto, partito dalla dichiarazione della presidente dell’assise Paola Ponzo, approdata ai banchi dell’opposizione, che ha aperto la seduta parlando del punto clou della “sospensione del processo”, non passato; poi i consiglieri di minoranza si sono soffermati  poi sulla  tenuta della maggioranza e sulla questione delle sedi scolastiche. Infine in aula sono riemersi dissapori e contrasti in sospeso probabilmente da tempo. Unico assente il consigliere ex candidato sindaco Antonio Raone.

Dopo le dichiarazioni della Ponzo, che tra l’altro ha affermato di aver deciso di abbandonare la maggioranza soprattutto spinta dalla gente a prendere una posizione dopo la questione delle sedi delle scuole, informando il Consiglio di aver invitato a partecipare la dirigente scolastica, senza successo. “Paola Ponzo non è la stampella di nessuno” ha detto di se stessa. Per la cronaca va detto che l’annunciata sua decisione finora resta scritta sulla sua decisione solo sul suo profilo social e non è stata ancora ufficializzata.

Il punto caldo è stato comunque il processo per la fusione con Acquarica del Capo. Dalla sospensione richiesta si è passati, non senza tensioni ma ben presto, a derubricarla in una richiesta alla Regione di “rispettare il risultato del referendum” che dovrebbe tenersi nella prima metà di dicembre. I consiglieri non si sono detti contrari alla consultazione popolare, massimo momento di democrazia, ma alcuni almeno sono tornati a chiedere “chiarezza e informazione”. Il Sindaco Riccardo Monsellato ha sottolineato ancora una volta la validità democratica del percorso compiuto e la massina garanzia sulla scelta finale offerto dallo strumento del referendum.

Ma c’è chi rimarca che della fusione tra i due Comuni, che tanto interesse sta suscitando in Puglia (sarebbe il secondo caso qualora andasse in porto), “è da venti anni che se ne parla”. E se non passasse la proposta? Bisognerà aspettare almeno cinque anni prima di riprovarci, dopo aver fatto tanto lavoro tra convegni, momenti di informazione e di confronto anche con tecnici della materia ed urbanisti, commissioni consiliari miste e comitati per le due parti in campo, attivi soprattutto in questa decisiva fase. Con tanto di espressioni oggi molto in voga per ben altre e complesse questioni, della serie “a casa loro”, “qui a casa nostra”. Con un consigliere di opposizione che ha chiesto le dimissioni del Sindaco.

Sulle reti sociali gli scambi di opinione sono diventati in più di un caso confronti duri fino agli insulti, come purtroppo è regola ormai quale che sia l’argomento. Alcuni non hanno comunque rinunciato a riportare al centro gli interessi delle due comunità, i benefici che ne deriverebbero diretti ed indiretti, come quello sul piano demografico: i due paesi registrano da qualche anno a questa parte, un decremento di abitanti ed un innalzamento dell’età media: una unica comunità con più mezzi a disposizione rispetto a tutti gli altri Comuni, potrebbe invertire anche questa  tendenza.

Santa Maria di Leuca – Sabato 22 settembre, dalle ore 15,30 presso il santuario De Finubus terrae si terrà un incontro sul tema delle missioni, organizzato dall’ufficio missionario della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca (guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli). L’evento rientra fra le iniziative in preparazione della “92^ Giornata missionaria mondiale 2018”, che si terrà il 21 ottobre e avrà per tema “Giovani per il Vangelo”.

Il programma – All’evento di sabato 22 sarà presente il vicario generale della diocesi mons. Beniamino Nuzzo, di ritorno dal Madagascar. Nel corso del dibattito in programma, si parlerà di esperienze dirette di missioni e di come diventare animatori attivi per l’ottobre missionario e per tutto l’anno pastorale.

Il direttore dell’ufficio missionario don Rocco Maglie (in foto) così scrive nella lettera di invito indirizzata ai sacerdoti e a tutti gli operatori pastorali: “Due sono le dimensioni che caratterizzano la lettura e il significato dello slogan ‘Giovani per il Vangelo’: da una parte si evince una valenza fortemente vocazionale, in riferimento alla necessità impellente di giovani disposti a dare la vita per l’annuncio e la testimonianza del Vangelo; e dall’altra vi è il richiamo alla freschezza dell’impegno ‘ad gentes’, che riguarda le comunità cristiane nel loro complesso, indipendentemente dall’età anagrafica. Per essere missionari – conclude – bisogna sempre e comunque avere un cuore giovane”.

Gli altri appuntamenti di settembre – Oltre a quello di sabato 22, tanti sono gli appuntamenti organizzati dall’ufficio missionario per le quattro “foranie” (raggruppamenti) in cui è suddivisa la diocesi: martedì 25 settembre per la forania di Leuca incontro a Castrignano del Capo presso la parrocchia San Michele; mercoledì 26 per la forania di Taurisano ci si ritrova presso la parrocchia Maria Santissima Ausiliatrice (a Taurisano); ancora, giovedì 27 alla parrocchia della Natività di Tricase appuntamento per la forania di Tricase; e da ultimo, sabato 29 la forania di Ugento si riunisce presso la parrocchia San Giovanni Bosco (a Ugento). Tutti gli appuntamenti sono alle ore 18,30.

Gli eventi diocesani di ottobre – Il calendario messo a punto dall’ufficio missionario prosegue fitto anche nel mese di ottobre, dedicato proprio alle missioni: venerdì 12 c’è il ritiro del clero a Leuca, diretto da mons. Giuseppe Satriano, vescovo di Rossano Cariati e incaricato Cei per la Pastorale missionaria in Italia; giovedì 18 spazio alla veglia missionaria presso la chiesa di Sant’Antonio a Tricase; ancora, domenica 21 Giornata missionaria mondiale; e per finire domenica 28 “Io adotto a distanza”, un incontro dedicato alle adozioni che si terrà ad Acquarica del Capo, alle ore 15,30.

 

Presicce – Nuova discussione “istituzionale” sulla fusione tra Presicce e Acquarica del Capo: dopo l’approvazione (all’unanimità) del progetto da parte della VII commissione della Regione Puglia, avvenuta lo scorso mercoledì, il tema torna ora a far discutere il Consiglio comunale di Presicce convocato, in sessione straordinaria, per venerdì 21 alle ore 18.30.

La presidente Ponzo e la nota del Pd Gli occhi saranno puntati tutti sulla presidente Paola Ponzo che nei giorni scorsi ha deciso di passare tra le file della minoranza, ma che ancora ricopre il suo ruolo. «Quando si prende una decisione è giusto che se ne assumano le responsabilità. In aula – afferma la Ponzo – chiarirò la mia posizione in virtù di quello che è stato il mio comunicato e poi si parlerà dei punti all’ordine del giorno». Critiche non sono, però, mancate: da ultimo quelle del Pd locale che la accusa di voler affossare il referendum: «Noi rispettiamo la tua posizione personale sulla fusione ma non condividiamo assolutamente il metodo da te utilizzato per l’ottenimento del tuo obiettivo. Tanto più per il ruolo istituzionale e di terzietà che ricopri».

Le ragioni del “no” Il tema caldo resta sempre quello della proposta di “sospensione del processo di fusione dei due Comuni”. In caso di voto favorevole, il processo subirebbe “uno stop momentaneo”, secondo i  del processo dicono i consiglieri di minoranza che hanno proposto il punto. Ciò che spaventa i consiglieri che hanno chiesto di tornare a discutere in Aula dell’argomento e di procedere “con i piedi di piombo”, è il fatto che “il matrimonio sarà definitivo, senza possibilità di divorzio, anche perchè non ci sono tutte le informazioni necessarie per far votare coscientemente i cittadini al referendum”. «Avremmo voluto – afferma Gianluigi Del Sole – la previsione di un emendamento per rendere il voto del referendum vincolante per avere la certezza del risultato. Purtroppo chi scrive che vogliamo togliere la parola ai cittadini non ha ben compreso che siamo proprio noi a voler dare pienamente loro la parola, informandola».

Dubbi di simile tenore sono stati espressi anche da alcuni consiglieri regionali ieri in commissione: lo stesso Ernesto Abbaterusso, proprio per garantire il maggior numero di votanti, ha pure avanzato la proposta di far votare durante le amministrative (ipotesi questa criticata nei commenti su Piazzasalento.it da Luigi Mele che afferma: «l’idea di accorpare il referendum alle ammistrative, mi pare un controsenso. Se dal quesito referendario emergesse una prevalenza dei “SI”, che senso avrebbe aver eletto un nuovo consiglio comunale e una nuova giunta? Si dimetterebbero poco dopo?»).

«Abbiamo voluto convocare il Consiglio comunale non per fare le guerre, ma per parlare e per cercare di trovare una soluzione la più condivisa. Non siamo contro il referendum – afferma Anacleto Tamborrini, altro firmatario del punto in Consiglio – siamo contro la disinformazione. In un mese non credo che si riuscirà a togliere ogni dubbio».

Fiato sospeso, dunque, per l’esito della votazione in Aula dove sarà presente, da spettatore interessato, anche il Comitato per il no che, come afferma la presidente Francesca Stendardo, “resta completamente disgiunto dalle decisioni del Consiglio”. «Noi  non chiediamo di bloccare il referendum, ma di dare più spazio al confronto, che al momento non c’è stato», fa sapere la presidente che, intanto, annuncia per domenica mattina in piazza Pertini un banchetto di informazione con la distribuzione di materiale informativo.

 

PresicceAcquarica del Capo Parere favorevole, all’unanimità, da parte della competente Commissione della Regione Puglia al progetto di fusione di Presicce e Acquarica del Capo. All’Assise erano presenti i Sindaci dei due comuni, Riccardo Monsellato e Francesco Ferraro, ed anche il presidente Michele Emiliano, data l’eccezionalità del punto di discussione (in Puglia l’ultima fusione risale al 1927 quando Canneto e Montrone diedero vita ad Adelfia). «Pur con sfumature partitiche differenti – ha affermato Emiliano – siete riusciti a far prevalere l’interesse generale delle comunità, il massimo dei risultati conseguibili».  Il presidente ha poi incoraggiato gli amministratori degli altri comuni pugliesi a imitare l’esempio indicando cosa, “concretamente” ci si guadagna a seguire il percorso della fusione. Il riferimento è alle “economie di scala” che sarà possibile conseguire nella gestione dei servizi erogati ai cittadini, al miglioramento della “performance complessiva” rispetto ai risultati sino ad ora raggiunti dai singoli Comuni ed all’accrescimento del “peso politico” del territorio nel trasferimento delle risorse dagli organi centrali.

Le “perplessità” di Abaterusso Soddisfazione è stata espressa anche dallo stesso presidente della Commissione regionale, Erio Congedo, così come dai consiglieri Paolo Pellegrino, che ritiene l’iniziativa “indispensabile, considerando la frammentazione amministrativa dell’intera provincia di Lecce”, ed Ernesto Abaterusso il quale, pur plaudendo al “passo in avanti compiuto”, non nasconde le sue “perplessità” circa i tempi dell’operazione. «In gioco oggi c’è il futuro di questi due Comuni. Per questo – afferma il consigliere di Patù – non ho potuto nascondere le mie perplessità circa l’accelerata che si vuole dare all’indizione del referendum che rischierebbe, in caso di fallimento o di scarsa partecipazione, di far fallire un progetto importante e strategico per il territorio. Ho proposto quindi di accorpare la consultazione referendaria alle elezioni amministrative della prossima primavera così da valorizzare adeguatamente la partecipazione dei cittadini».

L’iter e il Consiglio comunale a Presicce Il provvedimento dovrà ora passare al vaglio del Consiglio regionale e successivamente verrà indetto il referendum che dovrà ottenere l’esito favorevole in entrambi i Comuni perchè il disegno di legge possa ritornare in Commissione per il recepimento degli emendamenti proposti. In caso contrario il processo di fusione (avviato nel 2015) si interromperà e non potrà riprendere prima di cinque anni. Sull’iter pesa, però, l’esito del Consiglio comunale convocato venerdì 21 settembre, alle 18.30 a Presicce durante il quale si discuterà della richiesta avanzata dai consiglieri di minoranza riguardo la “Sospensione del processo di fusione dei due Comuni”.

La discussione nelle “piazze” La discussione, intanto, infervora le piazze reali e quelle virtuali dei social. Il comitato pro referendum, che a giugno aveva organizzato un incontro pubblico per invitare i sindaci a rispettare l’iter è quindi portare i cittadini ad esprimersi sull’argomento, ha diffuso un comunicato dal titolo “Manovre di palazzo” nel quale si legge: «Vorrebbero affossare l’imminente consultazione referendaria imbavagliando i cittadini. Tale grave tentativo, messo in atto da pochi consiglieri comunali che invece dovrebbero essere garanti della libera espressione della volontà popolare, è finalizzato ad impedire ai cittadini di potersi pronunciare democraticamente. Se ciò si verificasse sarebbe un inaccettabile sopruso. Negare il diritto di voto equivarrebbe a far prevalere l’interesse di pochi sul diritto di molti. Si è già perso molto tempo, referendum subito».

Il “salto” dell’ex Presidente Ponzo Più o meno sulla stessa scia è il messaggio che l’Amministrazione comunale ha diffuso, commentando ancora il passaggio della consigliera e presidente del Consiglio Paola Ponzo, all’opposizione, giudicato “irresponsabile e incomprensibile”. «Non rispetta gli impegni chi parla di partecipazione e poi tenta di far saltare il referendum» si legge nella nota che definisce il gesto della Ponzo “figlio del personalissimo disegno di chi ha voluto godere quasi fino alla fine dei benefici dettati dall’appartenenza alla maggioranza” e ricorda che “il programma elettorale di Amiamo Presicce tra i punti contemplava la fusione tra Presicce e Acquarica”.

Il comitato per il “no” Non manca la nota del comitato per il no, nato a Presicce con presidente Francesca Stendardo, che riferendosi alla decisione della Ponzo afferma: «Il comitato non vuole strumentalizzare nulla anzi, nasce proprio per dare voce a chi vuole capire meglio, a chi ha dei dubbi, a chi non si è sentito rappresentato in un processo che doveva essere un alto momento di partecipazione. Non vogliamo che scelte affrettate di una politica personalistica posano trasformare due amabili vicini in fratelli coltelli».

 

 

Presicce – Continua il percorso propedeutico alla fusione dei Comuni di Presicce e Acquarica del Capo. Domani alle 10, presso la sede della Regione Puglia, sala Guaccero, si riunisce la VII commissione che avrà il compito di discutere sul disegno di legge sulla fusione ed avviare il processo. “Con la discussione nella commissione presieduta dal consigliere Erio Congedo di Lecce – si legge nella nota della Regione – si avvia l’iter tecnico-normativo che, passando dal referendum consultivo, potrebbe portare alla fusione dei due comuni del Sud Salento”. Ai lavori della commissione è prevista la presenza del governatore Michele Emiliano e dei Sindaci dei due Comuni, Francesco Ferraro e Riccardo Monsellato. (nella foto una riunione della commissione)

Per la Regione è la seconda volta La Regione si appresta a discutere per la seconda volta di una risoluzione così importante per due comunità; la precedente di diversi anni fa ha riguardato due paesi del Foggiano che hanno dato vita ad Adelfia. Acquisto il parere della commissione, la proposta arriverà in Giunta e successivamente verrà fissata la data per il referendum consultivo, che voci dicono si farà nella prima metà di dicembre.

Discussioni sempre più accese e una sorpresa Tuttavia, soprattutto sui social, continuano le accese discussioni tra i sostenitori delle due posizioni. E tiene ancora banco la notizia del passaggio all’opposizione della presidente del Consiglio Paola Ponzo, che comunque ha firmato la convocazione del prossimo Consiglio comunale, venerdì alle ore 18,30. Tra i vari punti all’ordine del giorno vi è anche la proposta di “Sospensione del processo di fusione dei due Comuni” avanzata dai consiglieri di minoranza Gianluigi Del Sole, Anacleto Tamborrini, Antonio Raone e Alberto Sbarro.

Botta e risposta Ponzo-Monsellato La non condivisione del processo di fusione è stato il motivo per il quale la Ponzo ha deciso di passare tra i contestatori del processo.  “Presicce rischia di perdere la propria identità in cambio di vantaggi economici scritti solo sulla carta”, uno dei passaggi della sua lunga nota scritta sul suo profilo Facebook. ma subito il Sindaco Monsellato le ha ricordato che “Il progetto di fusione era riportato nel programma della lista presentata alle elezioni, inoltre, lei ha votato a favore nelle prime delibere di Consiglio – rimarca il primo cittadino – lei ha affermato nelle ultime riunioni di Consiglio comunale che avrebbe voluto impedire ai cittadini di esprimersi se questo significava rischiare di non avere la fusione. Bel concetto di democrazia!”.

 

 

Presicce – Colpo di scena nell’Amministrazione presiccese: la presidente del Consiglio Paola Ponzo passa nei banchi dell’opposizione. «Una decisione sofferta ma decisa, dettata dal contrasto con il Sindaco e con la maggioranza sul tema delicato della fusione tra Presicce e Acquarica del Capo. L’Amministrazione non ha rispettato gli impegni presi con i consiglieri comunali e con tutti voi cittadini in  merito al coinvolgimento e all’informazione», fa sapere la consigliera su Facebook. Nei giorni precedenti la Ponzo si è voluta confrontare con gli altri esponenti della minoranza prima di scegliere di fare gruppo a sé in Aula. La decisione, tra l’altro, non è arrivato a caso in questo momento: proprio mercoledì 19 settembre in Regione si riunirà la Settima commissione per dare il parere sulla fusione: successivamente ci sarà il passaggio in Giunta e poi, probabilmente, si arriverà a decidere la data del referendum nel quale i cittadini dei due paesi si troveranno ad esprimersi sul loro futuro: fusione sì o fusione no.

La Ponzo ricopre la carica di delegata alla Cultura, turismo e marketing territoriale, Valorizzazione del centro storico: è stata eletta nella lista “Amiamo Presicce” con Riccardo Monsellato sindaco e da sempre si è dimostrata contraria al progetto della fusione. «Presicce rischia di perdere la propria identità in cambio di vantaggi economici scritti solo sulla carta», si legge nella nota con la quale vengono rimarcate ” carenze di comunicazione e di informazione” in relazione alla delibera del 3 giugno 2015, approvata dal Consiglio comunale di Presicce, che impegnava la Giunta “a rappresentare tale volontà ai cittadini al fine di renderli consapevoli delle opportunità e delle caratteristiche del progetto”.

L’ormai ex presidente punta l’indice nei confronti della Giunta comunale, accusa di non aver riferito “tempestivamente e periodicamente sugli esiti delle attività di progettazione della fusione dei due Comuni. Nulla di tutto ciò è accaduto e stiamo precipitando velocemente verso un processo irreversibile che potrebbe essere deleterio per il nostro bellissimo borgo”.

Il Sindaco risponde a caldo sulla notizia e esprime perplessità sulle ragioni addotte: «Se ci sono stati ritardi non sono certo dipesi da me. I fondi regionali per redigere lo studio di fattibilità sono arrivati molto dopo il 2015 e per questo non si è potuto avviare immediatamente la comunicazione. La commissione poi ha perso un po’ di tempo per litigi interni di alcuni componenti». Sulle conseguenze del passaggio di Ponzo all’opposizione Monsellato afferma: «Non ho né svenduto né tradito il paese. Ora non so se ci sarà lo scioglimento o si vuole solo impedire che il processo di fusione vada avanti. Intanto lei dovrebbe dimettersi da consigliere comunale e da presidente del consiglio. Poi si vedrà».

 

 

Giancarlo Colella

Acquarica del Capo – Il “Premio speciale per la poesia satirica”  nel contesto della VII edizione del Premio Nazionale di poesia “L’arte in versi” è stato assegnato a Giancarlo Colella per l’opera “Sunetti senza frenu” edita da Kurumuny lo scorso anno. La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà il prossimo 10 novembre  a Jesi presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni. Le motivazioni saranno rese note nel corso della cerimonia.

Il premio “L’arte in versi”, ideato e presieduto dallo scrittore e critico letterario Lorenzo Spurio, è organizzato dall’associazione culturale Euterpe di Jesi. Istituito nel 2011, ha il patrocinio morale della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Jesi e  gode della collaborazione esterna delle associazioni “Le Ragunanze” di Roma, “Verbumlandi-art” di Galatone , “Centro Insieme Onlus” di Napoli, “Il cigno bianco” di Bitetto (Ba), Associazione Siciliana Arte e Scienza (Asas) di Messina e “Arte per amore” di Seravezza (Lu). Si compone di numerose sezioni;  a Colella è stato assegnato quello speciale per la poesia satirica perché proprio la satira, pungente e dissacrante, attraversa la maggior parte dei 58 sonetti che compongono il testo, curato da Maria Rosaria De Lumè e illustrato dal tratto graffiante di Enzo Ferramosca di Tricase.

Soddisfazione e complimenti alla notizia dell’assegnazione del premio che ha fatto velocemente il giro del Web suscitando una serie di commenti favorevoli che si pongono sulla scia del successo delle presentazioni del libro fatte finora. La partecipazione emotiva del pubblico dei lettori, infatti, sottolinea la corrispondenza tra la vena poetica di Colella e la voglia, a volte soffocata e controllata di chi legge, di dare voce a inconfessabili reazioni. Il poeta, in questo caso, ha pronunciato la “parola” che tutti avrebbero voluto pronunciare, ha condannato vizi comuni con la battuta pungente, ha interpretato desideri e sogni, infine, di un mondo più giusto e pulito.  Il dialetto di Acquarica, se possibile, dà ulteriore calore e colore ai versi;  si può dire, anzi, che aggiunge ritmo agli endecasillabi, quello stesso ritmo che Colella trasmette quando canta con il suo gruppo dei “Coribanti” e che la giuria del premio deve aver colto. Ne avremo la prova quando le motivazioni del riconoscimento saranno rese note.

 

 

 

Antonio Raone

Presicce e Acquarica del Capo I pranzi fugaci per arrivare presto al campo, le grida dagli spalti, i cori da tifo e gli amici da incontrare. Il rito dell’andare al campo per vedere la partita sia ad Acquarica che a Presicce si è rotto da qualche anno, ma i nostalgici e i più appassionati possono già preparare striscioni e bandiere per la prossima, imminente, stagione. Torna il calcio con le sue emozioni e (da quest’anno) con una grande sorpresa. Non ci saranno, infatti, due squadre, ma una sola a rappresentare entrambi i paesi. Già da tempo campeggiavano tra le strade dei manifesti (a sfondo rosso blu) che annunciavano la nuova formazione. A quanto pare non erano solo slogan. La nuova squadra non si chiamerà “Preacqua”, come un tentativo nel passato, ma “Mascapati”, connubio tra i due soprannomi dei presiccesi “Mascarani” e acquaricesi “Patimori”. Dal punto di vista pratico, saranno coinvolti entrambi e campi di calcio. Artefice del nuovo progetto è Antonio Raone (foto), ex vicesindaco di Presicce e soprattutto ex presidente del Tricase che ha deciso di investire sul suo territorio.

Il progetto di Antonio Raone «Da tempo nei due paesi non c’è una squadra di calcio e si sente la mancanza. Avere una squadra – afferma l’imprenditore – significa dover investire tanto e in pochi se la sentono di mettersi in gioco. In questi ultimi periodi più volte sono stato sollecitato a fare questo passo e ora, ho preso la decisione: torno a promuovere lo sport a casa mia, a Presicce e Acquarica, i miei paesi, anche in prospettiva di una probabile fusione. Intanto anticipo i tempi con lo sport». In programma non c’è solo la squadra, che militerà nel campionato di Terza categoria, ma si sta avviando anche una scuola calcio. Tutto è già pronto, tra società e rosa dei giocatori, mancano solo alcuni dettagli e formalizzazioni  prima di poter partire. «Punteremo a vincere e a portare, in breve, la squadra in Promozione. Voglio dare a questi paesi l’orgoglio di avere una squadra in una categoria che non hanno mai avuto», conclude Raone.

Voce al Direttore

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