Nonno “abusatore” ma con permesso di visitare le bambine che l’accusano

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La sede del Tribunale per i minori a Lecce

Casarano. Storia di infanzia negata e violata quella che riguarda due bambine che ora hanno 11 e 13  anni e che due anni fa raccontarono al padre le attenzioni morbose subite da parte del nonno materno. Il padre, separato dalla moglie (il dato “arricchisce”, se ce ne fosse bisogno, il contesto della vicenda) si rivolse con un esposto al Tribunale per i minorenni di Lecce chiedendo tutela e protezione per le due bimbe.

Da qui inizia una vicenda dai risvolti incredibili, denunciata nei giorni scorsi dal legale dell’uomo, avv. Sabrina Conte: ad oggi il Tribunale per i minorenni non ha ancora dato comunicazione del fatto alla Procura, con conseguenze quantomeno discutibili se non clamorose.

Due anni fa, dopo la denuncia del padre, il Tribunale per i minorenni dispose il trasferimento delle due bambine presso un istituto di assistenza  disciplinando anche gli incontri con il padre (uno di un’ora ogni 15 giorni). Seguì una denuncia, che riaprì il caso, questa volta presso la Procura ordinaria  nei confronti del nonno materno.

Le due bambine a gennaio scorso sono state ascoltate in sede di incidente probatorio nel corso del quale hanno confermato gli episodi di cui sarebbero state vittime. Nel fascicolo è iscritto anche il nome della madre che avrebbe con minacce “invitato” le figlie al silenzio. Il legale della madre, avv, Ezio Garzia, sottolinea come la decisione del Tribunale per i minorenni di affidare le figlie alla madre (anche la terza, di due anni) si basa sul parere dei consulenti che nel febbraio 2010 evidenziano  “l’opera di manipolazione e strumentalizzazione delle minori da parte del padre”  e suggerirono l’affidamento alla madre.

In conclusione in questa triste vicenda ci sono tre perizie: due a favore dell’affidamento alla madre, una terza in cui si legge che le due sorelle non sono in grado di riferire una versione dei fatti “attendibile e non condizionata”.

Al momento la situazione è la seguente: la bambina più grande rifiuta di lasciare l’istituto  di assistenza e vorrebbe vivere col padre. Costui, a sua volta, ha fatto richiesta al Tribunale ordinario di affidamento della figlia maggiore, ma ancora non ha ricevuto risposta.

Con un ultimo discutibile risvolto della vicenda che lascia davvero perplessi. Ad agosto scorso il nonno è stato autorizzato ad incontrare la più piccola delle bimbe, nonostante stia ancora in piedi l’accusa di abusi sessuali nei suoi confronti.

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