“Non vogliamo più i rifiuti dei 42 comuni della Le/2”

Discarica Burgesi1

UGENTO. La situazione è ormai insostenibile e la “Commissione permanente per le problematiche legate alla vecchia discarica ed al nuovo impianto di biostabilizzazione” di contrada Burgesi dice “basta”. Basta al conferimento nell’impianto suddetto, nato per servire i 24 comuni del Sud-Salento, anche dei rifiuti prodotti dai 42 comuni del Salento centrale.

La decisione è maturata in occasione dell’ultima riunione della commissione, che si era insediata il 18 aprile scorso con il compito di monitorare l’ambiente nel territorio di Ugento, Acquarica e Presicce, che in linea d’aria sono più vicine agli impianti della stessa Ugento. Il sovraccarico di rifiuti ha creato nel tempo non pochi disagi all’impianto di biostabilizzazione, tarato per una popolazione equivalente ad un terzo di quella che è costretto a servire, tanto che centri abitati interessati vanno aumentando sempre più le proteste per i cattivi odori che provengono dall’impianto.

Con una nota dell’11 luglio scorso, infatti, il sindaco di Acquarica, Francesco Ferraro, segnalava la situazione di disagio provocata alla sua popolazione sia per la vicinanza dell’impianto al centro abitato che per il passaggio continuo dei compattatori che creano non pochi problemi sul piano della sicurezza e dell’igiene. «I venti che soffiano in direzione dell’abitato trasportano i miasmi prodotti dall’impianto e vanno ad incidere sulla qualità ambientale e di vita della popolazione acquaricese» ha dichiarato il Sindaco nella nota.

La situazione di disagio denunciata dalla commissione si protrae ormai da quasi 4 anni, con ordinanze del “Commissario per l’emergenza rifiuti”, Nichi Vendola, a scadenza semestrale. «L’ultima ordinanza risale al 17 maggio scorso – ha dichiarato Vito Rizzo del comitato “Io conto” di Ugento, e dovrebbe scadere a metà novembre. Abbiamo notizie però che l’impianto che si sta realizzando a Corigliano d’Otranto, nel quale dovrebbero confluire i rifiuti dei 42 comuni del Salento centrale, subirà un ritardo nel suo completamento.

Sia chiaro che noi non intendiamo più ricevere rifiuti provenienti da altri ambiti territoriali, per cui se alla scadenza il Commissario dovesse prorogare i termini dell’ultima ordinanza daremo vita a manifestazioni di protesta incisive».

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