«No, non si vende»

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L'accesso all'eremo del Casale

L’accesso all’eremo del Casale

Ugento. L’eremo della Madonna del Casale sia dichiarato bene di interesse culturale e la Curia e il Comune si interessino all’acquisto, per farlo rimanere nella disponibilità dei fedeli. Sono le richieste che si levano da più parti, in questi giorni, dopo la diffusione della notizia della messa in vendita dell’antica chiesetta, che sorge immersa nel verde sulla collina tra Ugento e Torre San Giovanni.

Gigi Te Nuzzo, Oronzo Ricchiuto e Alessio Forte (presidenti, rispettivamente del “Comitato per Torre San Giovanni”, della “Pro loco Beach” e di “Spartaco Salento Popolare”) hanno da poco avviato una petizione da presentare al sindaco e al Consiglio comunale affinché si promuova la dichiarazione di interesse culturale per l’antico eremo. «Con questo atto – spiegano – si vuole agevolare tanto la famiglia Colosso, proprietaria dell’immobile, qualora decidesse di restaurare e preservare l’immobile, quanto lo stesso Comune o altro ente pubblico, nel momento in cui dovesse concretizzarsi la vendita: così sarebbe infatti possibile accedere a specifici finanziamenti per il restauro del manufatto e preservare così il bene nella sua interezza». Con la dichiarazione di interesse, continuano, si sancirebbe definitivamente il diritto di precedenza nell’acquisto da parte del Comune o di altri enti pubblici.

Sulla vicenda, qualche giorno fa, è intervenuto anche il professor Salvatore Carluccio, il quale si è chiesto perché “la nostra Curia, l’Amministrazione comunale, la collettività non sentano il bisogno di attivarsi affinché il Casale resti a noi ugentini”. «Vale la pena – è stato l’interrogativo di Carluccio – di tentare delle trattative con il proprietario affinché il Casale resti così com’è, cioè gestito dai frati e fruibile come sempre da tutti noi? Il proprietario giustamente può fare ciò che vuole della sua proprietà, ma per noi il Casale è un simbolo, un luogo di culto e di incontro, un punto di riferimento e di direzione spirituale per tutto il Salento».

Ciò che sperano davvero in tanti, non solo a Ugento, è che il Comune o la Curia (o, magari, entrambi) riescano a trovare il modo di acquisire il bene, che riveste grande valore artistico e storico, oltre che culturale e religioso.