Neviano, l’elettrosmog preoccupa

Da sinistra, lo sviluppo del ripetitore telefonico di piazza Concordia dal 2003, 2010 e 2014

NEVIANO. Braccio di ferro tra il comitato per la salvaguardia della salute e del territorio “La Radice” e la Wind in merito ad un ripetitore telefonico presente ormai da 15 anni in piazza Concordia. Secondo alcuni, l’impianto avrebbe dovuto trovare altra sistemazione già da tempo, stando al regolamento comunale del 2007 che dispone, appunto, la riallocazione di impianti preesistenti non conformi al “principio di precauzione” stabilito dallo stesso regolamento. Il capitolo “elettrosmog”, insomma, continua a tenere banco in paese. È da più di un mese, infatti, che se ne parla anche in relazione alla possibile correlazione (sostenuta da qualcuno)tra le emissioni elettromagnetiche e gravi casi di malattie accaduti in paese.

Se il Comitato chiede con forza la rimozione dell’impianto, o, in ultima analisi, lo spostamento, magari in periferia, la compagnia telefonica pare disposta a depotenziare l’antenna lasciandola, però, nel sito attuale, ovvero sul terrazzo di un’abitazione privata proprio al centro del paese, a pochi passi dalla scuola e dalla casa catechistica. A dare l’allarme, nei giorni scorsi, è stato pure l’attuale assessore all’Ambiente, Raffaele Birtele giacché, in seguito ad un monitoraggio effettuato da uno studio privato di ingegneria ambientale di Conversano, sarebbe emersa una quantità di onde elettromagnetiche superiore ai limiti imposti dalla legge, ovvero 6 Volt al metro; questa particolare circostanza sarebbe stata registrata proprio nella centrale piazza Concordia.

In un comunicato congiunto dell’assessorato all’Ambiente e del Comitato, diffuso meno di un mese fa, è riportato anche il dato relativo all’emissioni elettromagnetiche registrato nella scuola cittadina pari a due Volt al metro, valore  che, sebbene sia nei limiti di legge, è costante in tutti i punti dell’edificio scolastico: ne deriverebbere, però, un’esposizione coninua a carico dei piccoli scolari. Altri controlli sarebbero stati effettuati tra marzo e aprile anche dagli uomini dell’Arpa, “sia su banda larga sia su banda stretta”, così affermato dal sindaco Silvana Cafaro, e i valori riscontrati sarebbero nella norma. Ma la paura c’è, e resta, soprattutto alla luce degli ultimi dati relativi all’incidenza tumorale sul territorio.

Diversi sarebbero stati gli incontri con i referenti territoriali della compagnia telefonica che, a quanto si apprende dal Comitato, avrebbero dapprima proposto il trasferimento dell’antenna – da potenziare – nella zona cimiteriale, decidendo alla fine di lasciarla lì dov’è riducendone le emissioni. «Non ci daremo pace finché l’antenna non verrà portata via dal centro del nostro paese», fa sapere, tuttavia, Natascia Cazzato, presidente del comitato “La Radice”. Un “atto di civiltà”, secondo la Cazzato, nei confronti dei nevianesi che da tempo soffrono “il cupo primato di un’alta incidenza tumorale sul territorio”. Intanto, in città si attende il ritorno di un referente della stessa compagnia telefonica.

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