Nardò, tifosi oltre ogni limite e norma in Basilicata: in 22 allontanati dagli stadi

Nardò – Durano piuttosto poco le tregue tra alcune frange di ultras del Toro granata neretino e le regole, sportive e non. Per quella che è sembrata, alla polizia di investigazioni e operazioni speciali (Digos) di Potenza, una vera e propria incursione nella sede della squadra che ospitava il Nardò il 4 ottobre scorso (i lucani del Picerno) per una partita di Coppa Italia di serie D, vinta peraltro dalla società del presidente Maurizio Fanuli. Ad allungare una serie assai poco invidiabile di punizioni, trasferte vietate e daspo, ecco un altro provvedimento che colpisce questa volta 22 persone con età comprese dai 20 ai 43 anni: dovranno rinunciare ad assistere ad attività sportive, chi per i prossimi tre ani, chi per cinque.

Non è la prima volta che i supporters più accesi (una minoranza, va detto) registrano Daspo di massa. Si ricorda ancora la pena comminata loro durante un’altra trasferta molto sopra le righe, quella a Francavilla Fontana (Brindisi); in quel caso del dicembre 2014 i colpiti furono sette, mentre si registrò anche l’arresto di un 28enne. Fu il primo caso in Puglia. In quest’ultimo frangente, il gruppo – sempre secondo la polizia potentina – avrebbe assaltato con mazze e bastoni la sede del gruppo ultras lucano denominato “Teste matte”, rubando anche un mazzo di chiavi. Alla vista degli agenti, i giovani neretini avrebbero abbandonato le loro armi, recuperate poi dai poliziotti insieme alle chiavi e ad un pacchetto di sigarette con dentro cocaina ed hashish. Infine, giunti davanti allo stadio, il gruppo si era rifiutato di pagare il biglietto, giudicandolo troppo caro. Mentre andavano via, i tifosi del Nardò a bordo di un pulmino sarebbero stati raggiunti da un grosso oggetto lanciato da un ultras lucano, identificato ed anche lui raggiunto da Daspo per cinque anni.

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