Nardò: S. Domenico e i suoi misteri

san domenicoNardò. Sui generis, sicuramente. Per il valore e per il significato storico, sociale ed artistico che si porta dietro. È la chiesa di S. Domenico, sotto la luce con cui la descrive al “Caffè Letterario neretino” il professor Francesco Danieli di Galatone, studioso e docente di storia sociale dei media all’Università del Salento. Un incontro incentrato su argomenti e tematiche di “attualità sconcertante” che animano alcuni particolari della facciata del tempio domenicano del Cinquecento. Più specificamente, le caratteristiche degli “omuncoli” presenti nella parte intermedia, dopo la zoccolatura.

«La facciata della chiesa, voluta dal vescovo Ambrogio Salvio, anticipa un gusto artistico che ebbe la sua massima diffusione a metà Seicento, nonostante tutte le innovazioni dalle nostre parti fossero sempre arrivate con ottanta-cento anni di ritardo», spiega Danieli, che pone l’accento su alcune “provocazioni artistiche” anormali per l’epoca e per una sede di frati Domenicani, al tempo l’ordine più temuto. Sei figure sofferenti a causa del peso dei propri vizi, della mondanità, del confidare nei soli beni materiali, “nell’impazienza di liberarsi, ma senza mezzi per farlo”. Un teschio a rimarcare la morte spirituale; una sfera, a rappresentare l’attacamento ai beni terreni, che ripiega l’uomo; un omuncolo a testa in giù, ennesima condanna alle “devianze” sessuali; e poi un libro aperto verso l’osservatore, che non indica la conoscenza, ma la saccenteria, come monito ai fedeli e agli stessi domenicani, l’ordine dotto per eccellenza. Tutti vizi da stigmatizzare prima dell’ingresso in chiesa.

«Non una descrizione iconografica, ma iconologica: sono molti i simboli ricorrenti che hanno doppi significati, per essere interpretati da pochi, talvolta con la presa in giro dei committenti da parte degli stessi artisti. Perciò togliere le opere dal proprio contesto di riferimento significa impedirne la lettura», conclude il docente.
Sull’opera davvero interessante si può trovare su Youtube un bel filmato di Paolo Marzano dell’”Osservatorio sulla città”, effettuato utilizzando come strumenti i droni; titolo “Nardò, la storia sospesa”.

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