Nardò, incompiute milionarie e ora danno pensieri

foto di Antonio Spagnolo

Nardò. Le “incompiute” neritine per antonomasia sono il Gerontocomio nella zona 167 come il Museo del Mare; il “nuovo” Palazzo di città vicino all’Incoronata; il primo piano della scuola elementare di via Bellini. Quattro strutture realizzate intorno alla metà degli anni ’80 ma mai completate e oggi abbandonate; quattro edifici costruiti, quasi tutti, con finanziamenti a stralci di diversa natura, ma di entità ogni volta inadeguata per completarli; un dispendio enorme di soldi pubblici, difficilmente stimabile ormai, che ha prodotto solo strutture inutilizzabili, a meno di ulteriori e notevoli investimenti.
Tre di queste, il Gerontocomio, il nuovo Municipio e l’Elementare di via Bellini, lo scorso anno sono state inserite dall’attuale Amministrazione comunale, nell’Anagrafe delle opere incompiute, i cui “lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi”. Per ognuna delle strutture sono stati previsti i fondi necessari per il completamento: oltre dieci milioni.

Per il Gerontocomio la Giunta  ha previsto un finanziamento di 2 milioni di euro per il completamento ed ha stimato in 1 milione  477mila euro le somme spese finora, con uno stato di avanzamento dei lavori pari al 39.39%. Incerto, in ogni caso, l’utilizzo futuro della struttura che oggi si ritrova inglobata nelle nuova Area mercatale.
Il primo piano dell’edificio scolastico di via Bellini, che ospita una Elementare, potrà essere completato con una ulteriore spesa di 1 milione e 200mila euro. Finora per realizzare la sopraelevazione “al rustico” della scuola, pare siano stati spesi 387.650 euro.

Il nuovo Palazzo di Città è – tra le tre opere incompiute – la più impattante sotto il profilo economico, oltre che paesaggistico. Per il completamento dell’ormai fatiscente scheletro di cemento armato, infatti, ci vorrebbero altri 8 milioni di euro, avendo il Comune stimato in 750mila euro le somme spese finora, e con uno stato di avanzamento dei lavori pari al 6.86%. L’intenzione è di completarne una parte, ridimensionandolo notevolmente. In città, però, cresce il fronte di coloro che vorrebbero che, quello che viene definito un “ecomostro”, venisse demolito per creare, al suo posto, un parco pubblico con area eventi, più consoni alla vicina chiesa cinquecentesca dell’Incoronata e al complesso conventuale.
Dalla Regione Puglia, infine, già da due anni sono stati stanziati 800mila euro di fondi europei per il completamento del Museo del Mare, oggi ancora, dopo 30 anni, uno scheletrico capannone prefabbricato, in via Marinai d’Italia, nella zona 167. Il progetto del Museo del Mare a Nardò nacque a seguito della scoperta, nel 1982, a Santa Caterina, del relitto di una nave oneraria romana datata al II secolo avanti Cristo. sfondata dagli scogli di Punta dell’Aspide. In queste settimane il Comune sta redigendo i bandi di gara per il completamento e l’allestimento dell’opera. Sperando che sia la volta buona.

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