Nardò, fioriscono B&b e il centro riapre

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Nardò. Riconoscono i miglioramenti ma non ignorano ciò che non va. Ed hanno un sacco di idee: i gestori di strutture ricettive sorte nel centro storico lanciano con queste la sfida agli amministratori comunali. «Il problema sono le automobili che invadono il centro storico – esordisce Massimo Siciliano, titolare da dieci anni del b&b “Al Duomo”, a due passi da piazza Salandra – è  una questione squisitamente politica. Da quello che so, sarebbero davvero in pochi i contrari alla chiusura al traffico. Inoltre, molti stranieri acquistano casa nel centro storico per la vecchiaia, mentre le giovani famiglie del posto lo abbandonano: questo crea un problema anagrafico da non sottovalutare».

Lorenzo Durante gestisce invece “Palazzo Osanna”, bed and breakfast alle porte del centro storico. «Siamo partiti nel 2005 e il bilancio è positivo – rileva – ma se abbellisco con una fioriera un marciapiede pubblico e per farlo devo anche pagare, vorrei che almeno ci fossero scadenze più lunghe o tassazioni agevolate. Non sono nemmeno contrario alla tassa di soggiorno perché crea servizi in più. La mia proposta: siccome sono nati molti b&b e in breve tempo si è creata una differenza qualitativa tra strutture, sarebbe giusto che il Comune creasse una ‘gerarchia’».

Anche da via Lata giungono richieste di chiusura al traffico: «Lo chiediamo da almeno due anni – dice Pasquale Loperfido, responsabile ristorazione del Relais “Il Mignano” – e inizialmente ci era stato promesso. Sembra paradossale ma i veicoli provocano anche danni alle strutture: nel nostro muro esterno ci sono piccole crepe, dovute proprio alle vibrazioni. Capisco le difficoltà dei residenti ma una soluzione va trovata. A giorni qui sembra una pista da rally».

A pochi metri dal “Mignano” si trova il bed and breakfast “Corte San Giuseppe”. «Dieci anni fa abbiamo investito nel centro storico – spiega il titolare Giuseppe Antico – per un legame affettivo familiare. Ma c’è ancora tanto da fare: i proprietari di immobili abbandonati e fatiscenti andrebbero incentivati a metterli in sicurezza e renderli decorosi; poi ci vorrebbero zone a traffico limitato e parcheggi gratuiti fuori le mura, oltre a guide turistiche sempre più specializzate ed esperte». Caterina Colopi, che nel 2008 ha trasformato la casa in disuso dei nonni paterni nel b&b  “Antica Dimora”, spiega: «Manca una politica di destagionalizzazione, anche se negli anni ci sono stati dei miglioramenti: nascita di un ufficio informazioni turistiche, autobus gratuiti per i turisti, spettacoli, chiese aperte fino a tarda sera. L’unico suggerimento che avanzerei è questo: una sorta di “incontro formativo” per gli operatori del nostro settore». Per crescere.

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