Nardò: coste e lidi, il piano va

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marcello risi sindaco nardo (3)NARDÒ. Il 27 febbraio il Piano comunale delle coste arriverà all’esame della Giunta comunale, guidata da Marcello Risi (a lato), per l’adozione. Questo primo passo della fase finale di una procedura definita dai Comuni riuniti nel’Anci Puglia piuttosto farraginoso, apre la strada ai successivi adempimenti, collocando Nardò tra i primi Enti costieri della Puglia ad avvicinarsi quantomeno al traguardo finale.  Dopo l’organo esecutivo, toccherà al Consiglio comunale l’approvazione del piano; quindi toccherà alla Regione esaminare il voluminoso faldone per poi ripassare tutto quanto ai consiglieri comunali per l’approvazione definitiva. E non finisce qui: a quel punto si aprirà la strada ad eventuali osservazioni dei soggetti e categorie interessate. Solo dopo si potrà mettere la parola fine col varo dello strumento che coniuga natura e ambiente da un lato e vacanze e imprenditoria dall’altro.

«Ma l’adozione da parte della Giunta – sottolinea Risi – avrà effetti immediatamente operativi anche in riferimento alle domande di concessione demaniale a fini turistico-ricettivi già presentate». Se ne contano una quindicina al protocollo del Comune; inoltre adesso, dal punto di vista della giurisprudenza, c’è  qualche certezza in più. «Ben tre pronunciamenti del Consiglio di Stato – rileva il Sindaco – hanno affermato che è sufficiente il Piano regionale delle coste, in assenza di quello comunale in itinere, a valutare le domande pervenute».

Il Comune procederà come si sta procedendo a Gallipoli: in entrambi i casi sono stati i giudici amministrativi (Tar e Consiglio di Stato) a sbrogliare la matassa in attesa della pianificazione locale sui litorali. Con avvisi pubblici si indicheranno le richieste di quanti hanno chiesto la gestione di un tratto di costa per installarvi strutture balnerari; se verranno presentate altre istanze per gli stessi tratti, il Comune procederà ad una comparazione tra le domande e deciderà. Sono due a Gallipoli gli avvisi su altrettante richieste resi noti sul finire del 2014. Contro questa linea sono sorte polemiche in città: non solo un richiedente, tramite il suo legale, ha contrastato l’eventuale comparazione con altre istanze, adducendo il proprio diritto ad investire e la libertà di iniziativa economica, ma anche buona parte dell’opposizione di centrodestra ha espresso pareri negativi.

Il lavoro svolto dai progettisti (cinque comunali e tre esterni: Sergio Fai, scienze e tecnologie dell’ambiente; urbanista; Andrea Vitale, geologo) consente comunque alla Giunta di poter fare riferimento a elaborati e tavole (presentate al pubblico il 30 gennaio 2013) aggiornate anche di recente. Il primo passo – per una legge che la Regione ha varato nel 2006 fornendo il Piano delle coste nel 2001 –  di questa complesso percorso è stato mosso il 28 marzo 2012 col conferimento dell’incarico ai professionisti esterni da parte della Giunta Risi. Nardò conta quasi 30 chilometri di costa ma, ai fini di nuovi lidi e stabilimenti, sono disponibili appena la metà per via delle aree protette e dei siti archeologici. Dei tratti “liberi”,  non più del 40% potrà essere concesso a privati.

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