Nardò, centro storico chiuso? Reazioni, commenti e nuove proposte

Nardò – Residenti, comitati cittadini, imprenditori. Non tardano ad arrivare le repliche dopo l’annuncio dell’assessore comunale alla Mobilità Ettore Tollemeto, di estendere a tutto il centro storico entro i primi mesi del 2018 la zona a traffico limitato. Esulta l’architetto Giovanni De Cupertinis, che dal 2009 ne chiede a gran voce la chiusura al traffico, attraverso il “Comitato ztl centro storico di Nardò”.

“L’importante è partire. poi vediamo cos’altro fare”. «Cinque varchi semaforizzati – dichiara – registreranno tramite telecamere le targhe dei trasgressori, che riceveranno la multa “comodamente” a casa. Era ora! Finalmente avremo ciò che abbiamo sempre desiderato: una ztl per l’intero centro storico, non solo nell’area monumentale. Forse l’unico aspetto che mi piace poco – prosegue il professionista – è che nell’area davanti al Comune purtroppo si continuerà a parcheggiare, una scelta obbligata per recuperare un po’ di posti auto. Ma adesso l’importante è partire, come ci ha garantito l’assessore: poi magari ci sarà qualche perfezionamento». De Cupertinis è pronto anche alla prossima battaglia “per la presenza permanente di un vigile urbano nella città vecchia».

Problema sicurezza con rilancio. Una “proposta-rilancio” arriva anche da Marcello Tarricone, giornalista e residente in un’area del centro storico oggi tutt’altro che interdetta alle auto. «Già per le festività natalizie – propone – anche in assenza di varchi elettronici si potrebbe con uno sforzo chiudere tutto il centro storico, con la Polizia Locale affiancata da associazioni e Protezione civile». Accanto alla suggestiva idea di un Natale senz’auto, Tarricone dà atto all’assessore Tollemeto “di avere un piglio deciso e di essere consapevole che questo intervento va inserito in una visione complessiva della viabilità cittadina, a iniziare da un organico piano parcheggi”. “È giusto iniziare dal centro storico senza ulteriori tentennamenti – prosegue Tarricone – perché vi è un problema di sicurezza per persone e abitazioni, molte delle quali hanno visto comparire lesioni allarmanti, probabilmente determinate anche dal deterioramento del basolato, rifatto pochi anni fa spendendo fior di quattrini. L’augurio adesso – conclude – è che l’annuncio sia seguito dai fatti, dando continuità al progetto che con coraggio avviò Maurizio Leuzzi (assessore al Turismo 2011-2016 con sindaco Risi, ndr) e agli interventi per il Barocco minore avviati da Maria Rosaria Manieri, prima da Senatrice e poi da Assessore provinciale».

“Il verdetto verrà dagli esercenti”. Chi invece vive il centro storico non come residente ma da imprenditore è Antonio Previdero del bar “Parisi” in piazza Salandra, che negli ultimi anni ha visto nascere la pedonalizzazione dell’area attorno alla sua attività. «Negli anni ’50 con la motorizzazione di massa – è l’analisi del giovane imprenditore – l’alternativa alla chiusura era lo sventramento dei centri storici per farci le strade. Oggi invece limitare l’accesso alle auto darà vita a un nuovo modo di pensare che è poi quello che ci caratterizza oggi. La differenza sul lato commerciale – prosegue, rifiutando l’equazione “assenza di vetture uguale assenza di clienti” – la dovrà fare l’esercente. Dagli anni ’70 al 2000 il cliente era un numero, oggi il cliente è una persona informata che cerca di dare un senso al suo acquisto. Dovremo mettere impegno finalizzato a un nuovo modo di vivere. E questo non può farlo il Comune ma il cittadino».

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