NARDÒ. Asse Mellone-Emiliano alle primarie, il Pd insorge. Le polemiche iniziano in mattinata con un messaggio del sindaco di Nardò inviato via Whatsapp: «Ti chiedo di votare e sostenere con forza la candidatura di Michele Emiliano alla segreteria poiché ha dimostrato di avere un occhio di riguardo per Nardò e con cui ho personalmente un ottimo rapporto. Dalla condotta alla discarica, dall’ospedale al Parco, Nardò ha un gran bisogno di avere riferimenti certi e solidi in Regione». Il “comizio social” di Mellone scatena le ire del Pd neretino. I consiglieri comunali Lorenzo Siciliano e Daniele Piccione e il coordinatore cittadino del partito Rino Giuri convocano una conferenza stampa per denunciare l’insolito feeling sindaco-governatore. «Invitiamo chi si sente vicino al Pd e al centrosinistra – è l’auspicio di Daniele Piccione – a partecipare alle primarie del 30 aprile. Sarà una giornata di democrazia e civiltà e tale vogliamo che rimanga. Non vorremmo avere sgradite situazioni e tensioni». «Il Pd deve consentire il confronto al suo interno e capisco le contrapposizioni – tuona Rino Giuri – ma non è possibile che importanti pezzi del partito vadano a intessere rapporti coi fascisti rautiani! “Andare Oltre” (il movimento del sindaco Mellone, ndr) è stata fondata da Pino Rauti! Se il Pd sarà questo qualcuno di noi non ci sarà più!». Tra i “pezzi importanti del Pd” a sostegno di Mellone, Giuri indica anche la vicepresidente della Regione Loredana Capone e il capo di gabinetto di Emiliano Claudio Stefanazzi: quest’ultimo per Giuri è forse “il principale artefice di questo accordo”. «Denunciamo il possibile inquinamento del voto di domenica – dichiara invece il consigliere comunale Lorenzo Siciliano – e mi affido all’intelligenza degli elettori di Mellone. Si chiedano, costoro: perché il mio sindaco mi invita a votare alle primarie di un partito avversario? È come se noi fossimo andati a votare al congresso di Andare Oltre!». Non tarda l’attesa replica del sindaco Mellone, la cui dichiarazione nel frattempo ha fatto il giro della Puglia. «Le primarie del Partito Democratico – scrive il primo cittadino – sono aperte e non lo ha deciso Pippi Mellone. Sono stato eletto dopo un governo di centrosinistra, raccogliendo oggettivamente la delusione e la sfiducia che quella esperienza ha generato a Nardò. Mi pare sia un dato incontrovertibile. A quella gente chiedo di votare per Emiliano. Ho il diritto o no di rivolgermi a una parte significativa del mio elettorato? Dov’è lo scandalo? Prima che un patrimonio del centrosinistra, Michele Emiliano è un patrimonio della Puglia». A sostegno di Mellone e di Emiliano interviene Giancarlo De Pascalis, l’architetto neretino che nel 2011 fu candidato sindaco di una coalizione che comprendeva proprio il Pd e una civica di destra con candidato consigliere il giovanissimo Mellone. Per De Pascalis quella del Pd neretino è «una baraonda illogica e ipocrita» proprio perché nel 2011 Mellone e Pd furono alleati. «E nel corso della consiliatura conseguente – prosegue il professionista – Giuseppe Fracella, figura della Destra autentica e oggi delegato nazionale di Fratelli d’Italia, è assessore della Giunta Risi, nel frattempo retta anche dal Pd». Ma cosa accadrà quindi domenica 30 aprile se i melloniani si presenteranno al seggio allestito presso il Chiostro di Sant’Antonio? «Non faremo votare dirigenti di partiti e movimenti melloniani – taglia corto Siciliano – né loro candidati alle scorse elezioni comunali. Voti solo chi si riconosce nel Pd!».

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