Radiodervish: il mondo arabo in 7 note

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Nabil (al centro) circondato dagli studenti di Alberto Nutricati

Casarano. La storia del mondo arabo narrata attraverso la musica. A condurre questo singolare e coinvolgente viaggio sarà Nabil Salameh, leader dei Radiodervish.

L’iniziativa, dal titolo «Lezioni di musica: il mondo arabo del ‘900 attraverso la sua musica», è organizzata dal Liceo Docet, in collaborazione con la cattedra di Diritti umani dell’Università del Salento e con il patrocinio del conservatorio «Tito Schipa» di Lecce. Cinque gli incontri in programma, a cadenza quindicinale, tutti tenuti dal «prof» Nabil, nell’auditorium del Liceo scientifico, alle 18. Il primo si è svolto nei giorni scorsi, il secondo è fissato per oggi 31 gennaio (info: www.liceodocet.it).

«Mi sono proposto – commenta Nabil – l’esperimento, affascinante ma arduo, di raccontare la storia attraverso le trasformazioni della scena musicale del mondo arabo, correlandole con le trasformazioni politiche e storiche, perché ritengo che esistano tante sfumature che agli storici possono sfuggire».
In altre parole, l’intento della voce dei Radiodervish è di narrare la storia non con gli occhi di uno storico, ma con quelli di un musicista.

Non è casuale che il ciclo di lezioni si tenga nel Salento, con il quale Nabil ha stretto un legame molto forte, come dimostrano, ad esempio, le sue partecipazioni al concerto finale della Notte della Taranta.
«Il Mediterraneo – aggiunge Nabil – si è sempre nutrito dei passaggi delle culture che da qui sono transitate. La musica tradizionale salentina conserva queste tracce, che risuonano in me ogni qualvolta mi capita di ascoltarla».
Ma il rapporto di Nabil con il Salento e con Casarano va ben oltre la musica.

«Da tempo – spiega Nabil – avevo in mente di narrare la storia del ‘900 attraverso la musica. Lo faccio nel Salento, a Casarano, perché qui ho trovato il posto giusto per dare vita a questa mia idea. Il Salento è una terra che mi attrae. Trovo molta affinità intellettuale, spirituale, elettiva con questa parte d’Italia. Insomma, ancora una volta il Salento mi richiama e io mi trovo ben lieto di ritornare qui, con una nuova avventura musicale e umana, insieme a persone che condividono con me l’apertura all’accoglienza e alla condivisione».

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