Morte di Noemi, che cosa si è fatto dopo le denunce della madre? Ispettori da Roma. “Richiamo” ai giornalisti

SPECCHIA. Il giorno dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Noemi Durini, uccisa da L. M. di Montesardo (Alessano) – 16 anni lei, 17 lui – sembra mettersi in moto quel meccanismo istituzionale che avrebbero dovuto già essere stato avviato dalle denunce della madre della ragazza. Fossero state tempestive – è l’opinione dei familiari della vittima – forse questo epilogo tragico di un rapporto adolescenziale così travagliato e violento non ci sarebbe stato.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha deciso di mandare gli ispettori per verificare i tempi d’intervento della Procura del Tribunale dei minori di Lecce. Si vuole capire se e come si sia risposta alle richieste di aiuto della famiglia di Noemi. Analoga iniziativa del Consiglio superiore della magistratura, l’organo di autogoverno dei magistrati che oggi riunisce sul caso l’Ufficio di presidenza.

Ma tutto torna poi ai protagonisti della drammatica vicenda, a contrada San Salvatore dove sono stati ritrovati i resti della giovane che mancava da casa da dieci giorni. Ora l’autore del delitto è in un istituto di reclusione per minori, reo confesso fino ad indicare il luogo in cui aveva sepolto il “suo“ amore. Il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti ha invece fatto un richiamo a quanti stanno seguendo

Per poi informare l’opinione pubblica lo svolgimento delle indagini e della vicenda nel suo complesso, mettendo i giornalisti in guardia dall’alto rischio rappresentato dalle pulsioni emotive le più profonde e incontrollabili, indicando invece la via del rigoroso rispetto delle norme e della deontologia professionale in caso di soggetti minorenni.

Ieri gli studenti universitari di Bari hanno fatto un sit in per ricordare questo ennesimo femminicidio.

 

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