Casarano – Da sacerdote di parrocchia a cardinale il salto avviene in tempi record per monsignor Angelo De Donatis, da Casarano. Per l’attuale vicario del Papa nella diocesi della Capitale, giovedì 28 giugno è il gran giorno della nomina a cardinale che avverrà nel corso del Concistoro presieduto dal Santo Padre: il programma ufficiale (dalle ore 16 nella Basilica di San Pietro) prevede l’imposizione della berretta, la consegna dell’anello e l’assegnazione del titolo o della diaconia per 14 nuovi porporati (Angelo Becciu e Giuseppe Petrocchi gli altri italiani). Tra i presenti ci sarà anche il vescovo della diocesi di NardòGallipoli, monsignor Fernando Filograna.

Le tappe “bruciate” Fino a meno di tre anni fa, l’allora don Angelo De Donatis, pur avendo già collezionato incarichi di prestigio (tra i quali quelli di direttore dell’Ufficio del clero e direttore spirituale al Pontificio seminario romano maggiore), era un semplice sacerdote a San Marco evangelista al Campidoglio. Dopo essere stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 nella chiesa di San Domenico, a Casarano, dal 28 novembre 1983 è nella diocesi di Roma, dove gli vengono assegnati ruoli importanti. La “svolta” arriva grazie all’incontro con Papa Francesco nel corso di un pranzo con alcuni preti romani: è lo stesso Bergoglio a scegliere il prete di Casarano per gli esercizi spirituali di Quaresima del  2014, nella casa del “Divin Maestro” ad Ariccia, ringraziandolo ed abbracciandolo dopo averne apprezzato le doti umane e la profonda preparazione.  È sempre il Papa argentino ad ordinarlo vescovo il 9 novembre del 2015, nella Basilica di San Giovanni in Laterano e, a seguire, suo vicario nella diocesi di Roma il 26 maggio del 2017, elevandolo a dignità arcivescovile. Ora giunge il nuovo passo, quello che porta il 64enne prelato casaranese nella stretta cerchia di quanti vanno a comporre il collegio cardinalizio, coloro cioè che se di età inferiore agli 80 anni saranno elettori in un eventuale conclave.

Casarano lo attende da cardinale Grande la soddisfazione nella sua Casarano che si è mobilitata da tempo per poter seguire  l’evento direttamente a Roma. In prima fila la delegazione comunale guidata dal sindaco Gianni Stefàno e quella della parrocchia di San Domenico, dove “don Angelo” è nato e cresciuto. «Non potevamo certo mancare. San Domenico è casa sua perché lì è stato battezzato e poi ordinato sacerdote: quel giorno, era il 12 aprile del 1980 ed io ero presente», ricorda con emozione don Antonio Schito, alla guida la delegazione parrocchiale partita con un pullman per la Capitale. Il loro omaggio sarà una croce pettorale  con la scritta “Parrocchia di San Domenico”, a suggellare un legame che non è mai venuto meno, a dispetto dei tanti impegni di prestigio collezionati da De Donatis. Anche dopo la conferma della nomina a cardinale, avvenuta proprio nel giorno dei festeggiamenti per il santo patrono, monsignor De Donatis ha fatto ritorno nella sua Casarano (in maniera strettamente riservata) per salutare i parenti più cari e soprattutto l’anziana madre. Periodici i suoi ritiri spirituali sulla collina del Manfio, nell’antica cripta basiliana, mentre la scorsa estate, all’insaputa di tutti, i fedeli lo ritrovarono una domenica mattina a celebrare messa nella chiesetta dell’Immacolata.

Pubblicità

La speranza di don Antonio Schito Appena lo scorso ottobre la città aveva riabbracciato uno dei suoi figli più illustri con la cerimonia di consegna delle chiavi. L’arcivescovo prese pure parte alle celebrazione per il 50° anniversario del sacerdozio di don Antonio Schito. «Nel salutarlo gli chiederò di tornare a trovarci da cardinale: so già che lo farà come sempre con grande entusiasmo. Ho già aggiornato il registro parrocchiale dov’è scritto il suo nome, con tutte le sue nomine eccellenti, lasciando un solo ultimo rigo in bianco», conclude il parroco di San Domenico. Nessuno oserà mai dirlo, ma a Casarano già si pensa all’ultimo passo, quello verso la cattedra di Pietro.

Pubblicità

Commenta la notizia!