Miserie e nobiltà della città vecchia

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Galatone. Una sparatoria in pieno giorno solo per futili e banali motivi? Non ci crede nessuno, nonostante lo sforzo sui giornali, probabilmente su consiglio degli avvocati dei Marzano, di minimizzare al massimo, fino a rinunciare alla denuncia per aggressione annunciata nelle ore ancora calde dello scontro. «Senza la pistola – si affretta a dichiarare  Giuseppe Marzano – tutto sarebbe finito lì». Invece le cose sono andate molto oltre ed ora suo figlio Mattia, poco più che 21enne, rischia grosso. Pesanti i capi d’imputazione, tanto da prefigurare – in via del tutto teorica – possibili condanne persino più lunghe della sua età.

Del resto, i rapporti tra Caracciolo e i Marzano fino a poco tempo fa non erano cattivi, tutt’altro. Il giovanissimo Mattia ha persino battezzato il figlioletto di colui che ha poi sparato. «Era spaventato dal fatto che mi aveva visto picchiare da tante persone», spiega il padre.

Ma mentre per i Marzano la cosa finisce qui, almeno così dicono e vorrebbero, dall’altra parte restano sul terreno anche le grida di vendetta della moglie del ferito, non in pericolo di vita: «Non si sono fatti scrupolo di niente, neanche della bambina… la devono pagare tutti per quello che hanno fatto, mio marito non era neanche armato».

Cosa accadrà ora? Scatteranno ritorsioni? I “pìcari”, che avrebbero spalleggiato Caracciolo durante la rissa a detta del padre dei Marzano, passeranno al contrattacco? Dalla loro sede un po’ malconcia, come tutta la parte vecchia della città,  i carabinieri tendono le orecchie. Anche se c’è poco da ascoltare, a quanto pare. Uno di loro si lascia scappare: «Se devono denunciare il vicino per il cane vengono, se no…». O si fanno sentire con esposti anonimi, magari dettagliati come quelli piovuti durante la recente campagna elettorale, in particolare su due candidati indicati come vicini a gruppi di malaffare per ottenerne i voti.

Il sindaco Livio Nisi, appena arrivato, promette attenzione: «Sono in arrivo eventi in grado di rivitalizzare questa parte della città, come “Galatone in corte”, iniziative che possono certamente fungere da deterrente per atti criminali e per allontanare altri pericoli dai cittadini».

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