Minacce di morte rivolte a lui e al figlio

Oronzo Calabrese assessore UgentoUGENTO. Ancora intimidazioni nei confronti dell’assessore Oronzo Calabrese. Nelle scorse settimane, qualcuno si è intrufolato in un casolare di campagna che il titolare della delega ai Lavori pubblici usa come deposito, e con vernice spray rossa ha scritto minacce di morte rivolte a lui e al figlio. Un episodio inquietante, che si somma agli altri già subiti dall’assessore: l’inverno scorso, in due occasioni, l’abitazione e la Renault Scenic di Calabrese furono raggiunte da colpi di pistola.

Nelle stesse date, il 18 gennaio e il 12 febbraio, l’abitazione dell’affidatario dei servizi museali Paolo Schiavano fu raggiunta prima da una bottiglia incendiaria, poi da colpi di pistola. Il deposito dell’assessore Calabrese è stato passato al setaccio dagli agenti della Squadra mobile di Lecce, che stanno indagando su tutti gli episodi insieme ai carabinieri della Compagnia di Casarano. La pista su cui si starebbero concentrando maggiormente le indagini è quella del turismo balneare.

Si indaga per tentata estorsione aggravata dalla modalità mafiosa, danneggiamento ed esplosioni pericolose. In particolare, il movente ruoterebbe attorno al piano del parco “Litorale di Ugento”, che prevede la chiusura della litoranea e la cancellazione dei parcheggi a ridosso delle spiagge. Ma l’assessore Calabrese specifica di non essersi mai occupato di questo progetto. «Gli strumenti urbanistici – sottolinea – non sono di competenza del settore Lavori pubblici, ma dell’Urbanistica. Non ho mai fatto alcun incontro con i progettisti del Piano del parco. Non ho dato mai indirizzi su un’ipotetica chiusura della litoranea o sulla cancellazione di aree destinate a parcheggio a ridosso delle spiagge»

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