Mille canali di notizie e nessuno li svuoterà

by -
0 569

Riuscire a far sì che la richiesta di notizie, risposte, commenti ad un qualsiasi capo – di un Comune, di una Chiesa, di una associazione, di un partito – diventi prassi consolidata sul rispetto reciproco. L’informazione e chi ci lavora sembra ancora alle prese con un principio liberale fondamentale ma precario. Un mio maestro, Antonio Maglio, lo traduceva così: i potenti devono svuotare le tasche davanti ad un giornalista. Devono. Non ammetteva mezze misure su questo nè scuse nostre tipo “non mi ha voluto dire niente”. Radicale?

Non credo. Prendete questi giornali che avete avuto per le mani. Sarebbero stati altra cosa se avessimo ceduto alle pressioni di chi non vuole che si parli (“non ora”) di un certo argomento, magari segnalato da voi stessi; a chi pretende di indicare lui il menù delle notizie (“occupatevi di questo piuttosto, invece di scrivere di sciocchezze”); a chi ritiene di detenere il potere di dire cosa, come, quando e quanto a sua esclusiva discrezione (“tanto la gente non capisce…”).
Il giornalista – esclusi naturalmente i prezzolati e in malafede – rappresenta l’opinione pubblica. Ogni cittadino ha doveri certo, ma anche diritti. Tra cui, tra i fondamentali, quello di sapere, conoscere, capire. Meglio che ci si rassegni: le cose stanno ormai così e pure che questo evo che stiamo vivendo volge al termine, indietro non si torna. Semmai si andrà ancora più avanti, con mille canali di comunicazione. E con più notizie per tutti.

Consulente per la comunicazione online e le reti sociali, corrispondente junior per Piazzasalento e webmaster del portale

Commenta la notizia!