Militari condannati: prove false contro spacciatori

Gallipoli. Una brutta storia, consumata quattro anni fa, si è conclusa – per adesso – in un’aula del Tribunale di Gallipoli, giudice monocratico Michele Toriello e pubblica accusa Giovanni De Palma. Coinvolti quattro carabinieri, di cui due condannati a tre anni di reclusione ciascuno, tre giovani condannati per spaccio.

Scenari della vicenda tra Sannicola, Aradeo e Gallipoli. Periodo: metà novembre 2008. Movente: la voglia di incastrare quei piccoli spacciatori, un impulso che avrebbe preso la mano ai due militari della caserma di Sannicola; per altri due loro commilitoni della Compagnia di Gallipoli deciderà il procuratore Cataldo Motta se rinviarli a giudizio con l’accusa di falsa testimonianza per le dicharazioni rese in tribunale. Nella stessa situazione si trovano altre due persone, di Sannicola e di Gallipoli.

I carabinieri ritenuti dal magistrato colpevoli di calunnia, falsità ideologica, soppressione e distruzione di prove, sono  Rocco Monaco, 50 anni di Melpignano, e Antonio Morciano, 45 di Casarano. Secondo quanto ricostruito, i carabinieri avevano dapprima fermato un ragazzo di Aradeo trovato in possesso di due grammi di hashish. Invece di procedere con la segnalazione alle autorità competenti, gli avrebbero chiesto di organizzare un incontro con Andrea Longo, 23 anni, Michele Leo, 25, entrambi di Sannicola e Giuseppe Catalano, 24 di Gallipoli per comprare da loro dello stupefacente. Una trappola. In cambio il giovane-esca si sarebbe risparmiata la segnalazione ed il rischio del ritiro della patente. Il fatto è che i tre giovani erano stati sì scoperti con hashish e cocaina a Sannicola (e per questo sono stati condannati a due anni di reclusione e 5mila euro di multa)  ma non c’entravano nulla con l’hashish trovato addosso al giovane aradeino.

Scontato: se ne riparlerà in Appello.

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