Microplastiche in detersivi e cosmetici avvelenano il mare: stop con una legge

Porto Cesareo – Gianfranco Amendola e Piero Angela, Bandabardò e Andrea Camilleri, Luca Carboni e Alessandro Cecchi Paone, don Luigi Ciotti e Licia Colò e poi Leonardo Ferragamo, Marisa Laurito, Neri Marcorè, Luca Mercalli, Piero Pelù, Nicola Piovani, Folco Quilici, Paola Saluzzi, Giovanni Soldini, Dario Vergassola, Alessandro Preziosi ed altre personali hanno messo la loro firma accanto a quelle di esponenti del mondo accademico (Ferdinando Boero dell’Unisalento, ad esempio) per chiedere al presidente del Senato, Pietro Grasso, ed alla senatrice Paola Pelino ed al senatore Giuseppe Marinello, di mettere in calendario al più presto la legge che ha ultimato il suo percorso alla Camera un anno fa: quella che blocca l’uso di microplastiche che finiscono nei nostri scarichi domestici e quindi in mare. Le contengono saponi, creme, gel, dentifrici e molti prodotti cosmetici in commercio.

La Camera ha già detto sì: tocca al Senato. La battaglia, per l’approvazione della norma prima che si sciolga il Senato per le votazioni è stata lanciata dalle associazioni Wwf Italia, Legambiente, Lipu, Lav, Marevivo, MedSharks, Greenpeace. Oltre a scienziati e ricercatori, l’obiettivo  di salvare il mare, in definitiva, essendo non catturabili queste microplastiche (diametro massimo 5 millimertri) neanche dai filtri dei depuratori, è di attivare i filtri umani e di legge tanto che la campagna si chiama “Faidafiltro”, ha l’appoggio convinto di numerose Aree marine protette. L’adesione più recente in ordine di tempo è quella dell’Area marina protetta di Porto Cesareo che comprende anche Portoselvaggio di Nardò. Ha affermato il presidente Remì Calasso: “Ci uniamo all’appello lanciato dalle associazioni ambientaliste già sottoscritto da molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, del mondo produttivo e dai rappresentanti delle aree protette italiane. Ne chiediamo l’immediata approvazione”.

Una delle sei minacce emergenti agli oceani. Si legge in un passaggio importante della nota in materia: “L’industria cosmetica utilizza microplastiche come agente esfoliante o additivo in diversi prodotti di uso quotidiano. Quello che molti consumatori ignorano è che queste microplastiche non vengono trattenute dai sistemi di depurazione e finiscono così direttamente in mare. Le microplastiche generano un inquinamento incalcolabile e irreversibile. Lo stesso Rapporto Frontiers 2016, rilasciato dall’Unep, inserisce l’inquinamento da microplastiche negli oceani tra le sei minacce ambientali emergenti. Molti studi confermano – si sottolinea – che una volta in mare queste vengono ingerite dalla fauna, assieme alle sostanze tossiche accumulate. Il rischio è anche lo squilibrio della catena alimentare: pesci e molluschi contaminati da plastica e inquinanti possono finire così sulle nostre tavole”.

 

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