Mercato dei fiori: commercio “on line” contro la crisi

TAVIANO – Viaggiano “on line” le speranze del Mercato dei fiori di Taviano. Se il settore florovivaistico, salentino e nazionale, batte la fiacca ormai da tempo, le ipotesi di rilancio passano tutte dal commercio in Rete. «Se guardiamo all’Italia registriamo la chiusura di molti Mercati Florovivaistici, con in testa quello di Sanremo, che non opera più da oltre un anno. Noi –afferma Antonio Tenuzzo, referente per il Mercato di Taviano – bene o male continuiamo a restare aperti. Però rallentamenti nel settore si sono registrati un po’ dappertutto, soprattutto dove non è stata attuata una politica di commercializzazione su piattaforma on line. In Puglia, in particolare, poco è stato fatto per il “Piano sistema rurale”, soprattutto per quanto attiene il concetto di ‘fare sistema’ cioè riunire in cooperative  più gruppi di floricoltori per immettere più fiori sul mercato e attuare una commercializzazione on line». Ed è proprio questa strada che alcuni giovani, anche a Taviano, stanno iniziando a percorrere. È il caso dell’azienda floricola “Li Foggi” dei cugini Mirko e Luca Rainò. «Abbiamo continuato il lavoro dei nostri genitori investendo anche in tecnologia e vogliamo andare avanti per far crescere la nostra azienda. Ci unisce – dichiara Mirko, 37 anni – la passione e la volontà. Frequentiamo il mercato di Taviano ma siamo presenti sulle piattaforme on line e spediamo i nostri lilium, violacciocche, lisiantum e solidago per il 90% al Nord e il resto nel Meridione. Con la nostra azienda diamo lavoro a 12 giovani. Purtroppo siamo penalizzati dalla mancanza di una logistica troppo lenta e dalla lontananza con i centri europei e dei paesi orientali che richiedono i nostri fiori». Sempre a Taviano c’è un’azienda tutta al femminile, la “Orazzo fiori”, che da tempo opera la commercializzazione su piattaforma on line. L’azienda è in mano a quattro donne che hanno preso le redini in mano, dopo la morte dei due uomini della famiglia, il padre Salvatore e il figlio Alberto: sono le figlie Gabriella e Daniela, la mamma Maria Teresa e Ornella, la fidanzata di Alberto, morto in un incidente con la moto. «Gli eventi della vita – dichiara Gabriella – ci hanno portate a guidare un’impresa a cui papà teneva tanto. Dopo anni di sacrifici la nostra azienda è abbastanza florida anche se produciamo solo il lilium orientale che vendiamo per il 30% al Nord Italia, il 20% presso il mercato di Taviano e il 50% in Grecia e presso i principali mercati europei».

Sono esempi virtuosi che fanno ben sperare per il futuro anche se ripetere il boom degli anni ’70 e ’80 è pura chimera. A Taviano, il Mercato dei Fiori di Taviano “Salvatore Fitto”, nella zona Industriale, sorge negli anni ’80 (sindaco Lorenzo Ria) per venire incontro alle esigenze dei produttori di fiori e di piante in vaso che, con Taviano capofila, insieme ai floricoltori di Racale, Alliste, Felline e Melissano, superavano le 5mila aziende, quasi tutte a conduzione familiare. Il Mercato, con una superficie coperta di oltre 6mila mq e con una zona di parcheggio di 2 ettari, era il secondo a livello regionale, dopo quello di Terlizzi. Lo completavano: 12 celle frigo, 14 posti box e oltre 300 posteggi. Il Mercato fece conoscere il settore florovivaistico del Basso Salento che, insieme a quello di Terlizzi, collocavano la Puglia dopo la Liguria con Sanremo e la Toscana, con Pescia, al terzo posto a livello nazionale. Le serre dei fiori coloravano la vasta campagna salentina a ridosso della fascia jonica. Il boom della Floricoltura era il giusto riconoscimento per quei contadini che, dopo la guerra, erano andati a lavorare a Sanremo e che, a ridosso degli anni ’70 e ’80, erano tornati nel Salento per impiantare le prime serre di fiori. Almeno fino alla soglia del 2000 (sindaco Francesco Longo), le contrattazioni si svolgevano ogni mattina, all’alba, tutti i giorni della settimana. Si producevano e si vendevano grosse quantità di garofani, rose, anthurium, gerbere, crisantemi e lilium. Addirittura molte partite di garofani venivano vendute al Mercato di Sanremo in quanto i floricoltori liguri avevano diversificato le varie produzioni di garofani, rose e gerbere, passando a quelle più redditizie e ricercate dai mercati europei del Nord come cycas, cocus, gladioli e iris.

Da una decina d’anni, ormai, sono appena 10-15 le aziende locali ed una quarantina quelle della zona di Leverano che vengono a commercializzare  nel mercato tavianese. Le contrattazioni avvengono per tre giorni a settimana, nel pomeriggio. Il mercato di Taviano, in pratica, si mantiene in vita grazie ai fiori che vengono da Leverano, dove non pochi giovani hanno seguito le orme dei padri. A Taviano i contadini più giovani si sono riversati verso le primizie di insalatina, rucola, zucchine, melanzane e peperoni. «Il settore florovivaistico salentino –afferma un anziano floricoltore che preferisce restare anonimo – ha perso il suo vigore con la globalizzazione e per la mancanza di una politica tesa a suggerire nuove tecniche e metodologie di produzione e gestione, per porre rimedio a quelle carenze che si registravano da anni in maniera fisiologica nel comparto, vedi il problema dei trasporti o la mancanza di benefici fiscali».

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