Taglio di posti in oncologia: l’allarme era suonato ad aprile. Asl sorda

ospedale gallipoli

GALLIPOLI. Il dramma si era consumato in piena estate: malati di cancro rimandati a casa senza cure per “ferie” dei dipendenti imposte dai vertici dell’Asl. Il reparto di Oncologia di Gallipoli tagliato per ciò di quattro posti letto (dei 16 effettivi). Quel primario del “Sacro Cuore” travolto da istanze, pressioni e proteste. Infine lasua sofferta decisione, trapelata a metà agosto e che i massimi dirigenti dell’Asl giudicano “gravissima”: un corposo esposto alla Procura della Repubblica di Lecce.

Ora la brutta storia cresce di un altro capitolo. “Noi ve lo avevamo segnalato il grosso rischio”: il Tribunale dei diritti de malato, sezione di Gallipoli, aveva monitorato e raccolto in conclusioni chiare l’andamento del reparto, inviando i risultati al direttore generale e al direttore sanitario dell’Asl e, per conoscenza, al direttore sanitario dell’ospedale jonico dove ha sede l’unico reparto di tutta l’area sud dell’Asl. Era il 6 aprile scorso. Il Tdm-Cittadinanzattiva indicando i punti critici del reparto, sottolineava la necessità di portare i posti letto da 10 a 20, con adeguamento della dotazione organica, cioè medici e infermieri. Prima del taglio “per ferie” i posti letto effettivi erano appunto 16 e 25 nel Day hospital (al posto dei 10 ufficiali).

“Ci rattrista il fato che il lavoro sia rimasto lettera morta”, commenta amata Agata Coppola del Tdm gallipolino, che però non demorde. Ecco allora un ulteriore invio di quel monitoraggio che avrebbe dovuto far superare per tempo i problemi indicati: non averci dato neppure una risposta è davvero cosa “gravissima”.

 

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