Melpignano – Ritorna il 28 giugno “Dalla Napuli piccinna al mercato del Giusto”, mercato della terra per la terra, allestito al centro del paese, in piazza San Giorgio come presidio di biodiversità e cura del territorio. Si tratta di un mercato a cadenza periodica, attivo ormai da due anni, iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale con l’obiettivo di promuovere e valorizzare i prodotti locali. Oltre la valorizzazione della biodiversità e dei prodotti locali, c’è la chiara finalità di promuovere luoghi di incontro capaci di permettere lo scambio di antichi saperi, come avveniva un tempo, appunto sulle piazze.  Quella di Melpignano, in particolare, era una tappa fondamentale degli scambi commerciali e culturali tra Oriente e Occidente.

Banca dei semi e le vie del pane e della seta Il mercato si aprirà alle 19 con la banca dei semi, alla scoperta della biodiversità, e con i laboratori per i più piccoli a cura dei volontari del Servizio civile nazionale “Love eat 016”. Alle 19,30 l’incontro con il giornalista Pio D’Emilia, corrispondente dal Giappone per di Sky Tg24, e Mario Cazzato, architetto e storiografo di Melpignano, sul tema “Antiche rotte e nuovi orizzonti, le vie del pane e della seta, i piccoli borghi, l’Europa, l’Eurasia”. Il dialogo tra i due ospiti sarà la dimostrazione di come locale e globale si possono coniugare in una visione del mondo che abbraccia culture diverse in un continente senza confini, l’Eurasia. Faranno da guida in questo percorso due diverse esperienze: quella trentennale nei Paesi d’Oriente del giornalista D’Emilia, e la profonda conoscenza di Melpignano dell’architetto Cazzato che già nel 1985 scriveva della storia di Melpignano descrivendo le bellezze del borgo, un tempo crocevia di mercanti e artigiani, ponte tra Europa e Asia. Sono possibili nuove rotte e nuovi approdi che partono da un piccolo borgo come Melpignano? La risposta è già nella piazza porticata dove un tempo sostavano i mercanti provenienti dall’Oriente con le loro mercanzie e  dove lingue, sapori ed esperienze si contaminavano a vicenda.

Le vie del pane Alle 21 avrà inizio la passeggiata notturna organizzata in collaborazione con “La scatola di latta” lungo le vie del pane. Fino agli anni Sessanta erano ben quattro  i forni in pietra che cuocevano pane e friselle per gli abitanti del paese. “Fare il pane” era una cosa da donne che si svegliavano prima dell’alba e portavano il pane, friselle e taralli da cuocere al forno. Era un rito collettivo  che entusiasmava anche i bambini ai quali venivano promesse “le pupe”, realizzate con i resti della pasta e che poi venivano mangiate appena sfornate. Il pane rimaneva morbido per più di una settimana, poi si passava al consumo delle friselle ben conservate nelle “capase”. Ora a Melpignano, in una corte del ‘500, è visitabile l’ultimo forno in pietra, quello della famiglia Treglia che è rimasto attivo fino al 1967. La passeggiata notturna sarà  in compagnia del cantastorie P40. “La scatola di latta”, come al solito, raccomanda scarpe comode  e di “portare libri per una lettura spontanea, strumenti musicali, un pezzettino di seta e una manciata di grano antico”.

Pubblicità

Commenta la notizia!