Il Supercomune dei sogni

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Racale. Un unico Comune con un territorio di 81 chilometri quadrati e mezzo e con un numero di abitanti pari a quasi 38mila unità, tanti da farlo diventare il secondo dopo il capoluogo Lecce e ben sopra Nardò, Galatina, Copertino e Gallipoli.

Un unico Comune con quattro agglomerati urbani distanti tra loro un tiro di schioppo: Taviano, Racale, Alliste sono già oggi un unicum ininterrotto dal punto di vista residenziale e Melissano dista appena tre chilometri, colmabili urbanisticamente – se proprio si vuole – in pochi anni.

Il reddito pro capite oscilla (dati 2010 quindi attuali) dai 6.182 euro dei tavianesi ai 5.321 degli allistini, passando per Melissano (5.895, il più piccolo come feudo) che sopravanza Racale (5.719). Sono infine gli abitanti di Alliste e Felline a stare più “larghi”: lì la densità demografica è di 285 abitanti  per chilometro quadrato; poi  si passa ai 443 di Racale, ai 593 di Melissano ed i 596 di Taviano.

Questi ed altri dati sono la sostanza di uno studio portato avanti più di un anno fa dal movimento “Diversi per passione”, evidentemente allo scopo di spingere verso una fusione di cui  si è già parlato in passato ed a più riprese senza approdare a nulla. Non è difficile immaginare che questo tema sarà uno dei principali della prossima campagna elettorale a Racale. Se lo pongono ormai un po’ tutti, anche se divergono magari le mosse tattiche per arrivarci.

A “Piazzasalento” il vicesindaco Francesco Cimino (centrodestra), che è anche vicepresidente del Consiglio provinciale, nel giugno scorso dichiarò di trovare “molto interessante  l’idea di una fusione dei quattro Comuni”. «Se ne parlò anni fa quando nacque l’Unione  (cui si è aggiunto Matino, ndr), proprio per rispondere ad esigenze di razionalizzazione ed ottimizzazione dei servizi come i rifiuti, il verde pubblico, la sicurezza e così via».

Musica per le orecchie del movimento che sarà della partita elettorale. Nel citato studio infatti avevano esplicitato la “filosofia dell’uno”: una zona industriale, un piano urbanistico, uno per il commercio,  una fiscalità, un sindaco ed una giunta, una polizia municipale eccetera. Una città di 38mila abitanti può essere sede di una tenenza dei carabinieri, di una stazione dei vigili del fuoco, rimarcano i promotori dell’aggregazione, che hanno ricevuto un appoggio importante, quello del deputato Lorenzo Ria, già sindaco (da giovanissimo) di Taviano, uno insomma che la realtà la conosce e che al progetto può dare un contributo di esperienza e di concretezza.

Certo, vanno aggiornate alcune cifre circa i risparmi e gli incentivi: i tempi sono cambiati soprattutto su quest’ultimo versante. I “Diversi per passione” avevano quantificato una entrata extra di 800mila euro come incentivo alla fusione ed economie di scala (ad esempio, un unico comandante dei vigili) di circa un milione nelle spese correnti comunali. Altro che aumento d’imposte per far quadrare i conti.

Tutte rose e fiori? Non ci si nasconde i punti deboli: il campanilismo; gli enti più indebitati che scaricherebbero sui più virtuosi parte dei loro “buchi; una nuova organizzazione amministrativa da studiare di sana pianta ed altro ancora. Ma mai come adesso i tempi sembrano maturi, le spinte convincenti e il traguardo quasi obbligato.

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