Scontro mortale di mezzo la droga

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MORIRE A 17 ANNI Gabriele De Giorgi non aveva compiuto ancora 17 anni quando è stato travolto, il 12 giugno, dall’auto di Antonio Cortese che guidava sotto l’effetto di stupefacenti. Severe le pene per Cortese, ma niente può ripagare la perdita di una giovane vita

Melissano. Non sarà certamente la severità della pena inflitta dal giudice Sergio Tosi ad Antonio Cortese a consolare i genitori di Gabriele De Giorgi della perdita del loro figlio.

Aveva solo 17 anni, Gabriele, ancora non compiuti,  e la sera del 12 giugno scorso percorreva in scouter la strada provinciale che da Felline porta a Torre San Givanni. Rettilineo, senza curve e senza particolari problemi di viabilità. Un  attimo e la Fiat Stilo guidata (si fa per dire) da Antonio Cortese, 33enne di Melissano, invade la corsia opposta e travolge il giovane Gabriele.

A Melissano Cortese è conosciuto come “Furia” e mai soprannome è apparso più appropriato. Con la stessa violenza di una furia sarà piombato sul povero ragazzo che non ha avuto scampo.

La notte stessa dell’incidente Cortese fu sottoposto all’esame dell’etilometro da parte dei carabinieri della stazione di Ugento e Racale, accorsi sul posto e il test diede esito negativo. Non così l’esame delle urine: Cortese guidava mentre era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Ora la sentenza del tribunale ha condannato Cortese a quattro anni e mezzo di reclusione, gli ha revocato la patente, confiscato l’auto, gli ha revocato anche il beneficio della sospensione condizionale della pena per un altro incidente e per omissione di soccorso.

La sentenza ha previsto lo sconto di un terzo della pena in virtù del rito abbreviato e una provvisionale di 200mila euro per i familiari della vittima.

Niente di tutto questo che  possa consolarli della perdita di Gabriele.

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