Impianto contro inquinamento

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Melissano. La Giunta comunale di Melissano ha dato mandato, nei giorni scorsi, al responsabile dell’ufficio Tecnico settore lavori pubblici e ambiente, Leonardo Campa, per l’avvio della procedura tecnico amministrativa tesa alla realizzazione di un impianto di compostaggio comunale.

Nell’atto, votato all’unanimità da tutti gli assessori, l’esecutivo sottolinea che l’Amministrazione comunale “è da sempre impegnata a minimizzare gli effetti dell’inquinamento sull’ambiente, mediante iniziative mirate al contenimento dei consumi energetici, alla sensibilizzazione e all’educazione del cittadino, alla riduzione dei rifiuti solidi urbani con la raccolta differenziata”.

L’impianto di compostaggio è destinato a smaltire la percentuale di rifiuto umido derivante dalla raccolta del Comune di Melissano, ma si può “prevedere un dimensionamento che possa massimizzare la sua capienza al fine di smaltire il rifiuto umido prodotto da alcuni comuni limitrofi, intravedendo la possibilità di gestire un servizio che potrebbe portare in attivo il bilancio delle spese dovute al servizio di raccolta dell’Rsu urbano”.

Tutto questo si concilia con il fatto che la Regione Puglia  ha avviato la procedura negoziale per la presentazione di proposte d’interventi per la realizzazione di impianti per la produzione di compost. Il Comune di Melissano, si legge ancora nella delibera, “dispone di aree di proprietà gia individuate come idonee per la realizzazione di un impianto di compostaggio”

Tra gli adempimenti indispensabili per procedere alla proposta da presentare alla Regione Puglia si ritiene necessario: determinare l’esatta ubicazione dei luoghi; quantificare gli eventuali interventi di bonifica dei luoghi; redarre uno studio di fattibilità; aggiornare il Programma triennale delle opere pubbliche.

Piovono già le critiche di Roberto Tundo, componente del coordinamento regionale del Pdl: «Il Comune di Melissano, in parole povere, si candida a diventare la pattumiera della zona con lo scopo di ridurre la spesa per il proprio servizio di nettezza urbana – diminuendo la quantità di rifiuti da avviare in discarica- e di produrre una fonte di reddito per le casse comunali, smaltendo la percentuale di rifiuto umido prodotto dai Comuni vicini. L’idea è buona per far soldi, non lo è per la qualità della vita dei cittadini melissanesi».                                              

AP

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