Melissano – A poco più di due anni dalla chiusura, ritorna in funzione l’Ecocentro comunale, che sarà aperto nei giorni di martedì e venerdì, dalle ore 9 alle 13.

Come si arrivò a chiudere l’Ecocentro. Così l’Amministrazione Conte ripercorre la vicenda che portò alla chiusura: “Nel 2008 il Comune di Melissano, allora guidato dall’Amministrazione Falconieri, acquistava un terreno per complessivi 68mila euro. Per questo acquisto, non si procedeva all’atto di stipula ed il terreno risultava intestato alla vecchia proprietà – si legge in una nota ufficiale. – Nonostante ciò, su tale terreno veniva realizzato l’Ecocentro comunale e dato l’avvio al recupero dei rifiuti ingombranti. Appena insediata nel giugno 2016, la nuova Amministrazione ha cercato di intervenire sull’Ecocentro al fine di migliorarne il servizio e cercare di trarne un qualche vantaggio economico per le casse comunali”. Come da competenza, si è attivata in prima persona l’assessore alle Politiche ambientali Matilde Surano (in foto), che ha richiesto all’ufficio preposto di notiziare circa lo stato della struttura, ricevendo in risposta che mancavano la proprietà, l’agibilità, i collaudi, l’autorizzazione all’esercizio e il regolamento. Tali mancanze, insieme ai 73mila euro di debiti privi di copertura generati dall’Ecocentro in un solo anno, hanno indotto l’Ufficio tecnico a disporre, nel luglio 2016, la chiusura dell’esercizio.

Stanziati oltre 21mila euro per la riapertura – “Il periodo intercorso tra la chiusura e l’apertura dell’Ecocentro è servito a regolamentare le situazioni che ci avevano costretto a chiuderlo: tutto questo ha significato impegnare risorse economiche importanti – spiega l’assessore Surano. – Inoltre, è stato installato un programma gestionale che permette l’individuazione del contribuente che conferisce con la presentazione della sola tessera sanitaria”. Nei circa due anni e tre mesi successivi, infatti, gli amministratori hanno finanziato oltre 21mila euro per sostenere le spese mirate ad assicurare la legalità e il funzionamento efficace dell’esercizio: registrazione dell’atto di cessione del fondo (circa 10mila euro), fornitura di estintori e cartellonistica (circa 400 euro), adeguamento dello smaltimento delle acque (circa 6mila euro), seconda vasca per lo smaltimento delle acque (circa 900 euro), videosorveglianza (circa 600 euro), accatastamento (circa 2mila e 500 euro) e incarico collaudo statico (circa 1.000 euro).

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