Gallipoli – Altro incontro a Lecce, presso l’ateneo, per fare un altro passo lungo il cammino della Scuola di medicina a Gallipoli, presso l’ospedale Sacro Cuore. Non è stato siglato il protocollo d’intesa, come annunciato alla fine della conferenza stampa svoltosi nell’aula magna del nosocomio gallipolino, ma il progetto va avanti. “Questione di giorni” dicono i vari protagonisti di questa impresa, con i due rettori degli atenei di Bari e Lecce in testa. Il documento sarà comunque portato all’esame preliminarmente degli organi di governo delle due Università pugliesi. (nella foto a destra Vincenzo Piro, Loreto Gesualdo, il rettore Uricchio e il Sindaco Minerva)

Questa mattina si sono riuniti nella sede del Rettorato dell’UniSalento , il Rettore dell’Università degli Studi di Bari Antonio Uricchio, il Rettore dell’Università del Salento Vincenzo Zara; per la Facoltà di Medicina dell’Uniba il Preside Loreto Gesualdo e Francesco Fischetti; il direttore generale dell’Asl Lecce Ottavio Narracci. Per il tavolo tecnico-scientifico presso il Comune di Gallipoli  il coordinatore Rosario Polizzi e Gualtiero Pepe; per l’Amministrazione comunale di Gallipoli il Sindaco Stefano Minerva, l’assessore con delega alla Sanità Angelo Mita e il consigliere Vincenzo Piro. Copratogonisti dell’accordo anche l’Ordine dei Medici e la Città di Lecce.

Al “Vito Fazzi” di Lecce, che già è sede del corso universitario di scienze infermieristiche, si aggiungerà il corso di Laurea Magistrale di Medicina in lingua inglese, mentre nel nosocomio di  Gallipoli si svolgeranno i corsi di terzo livello (master e spring/summer school) che partiranno nell’anno accademico 2018/19. «La collaborazione con l’Università di Bari è già forte e si è concretizzata, negli ultimi due anni accademici, nell’avvio dei corsi di laurea in Viticoltura ed Enologia e in Scienze Motorie e dello Sport”, sottolinea il Rettore Zara – esploriamo ora la possibilità di un corso di laurea in lingua inglese in Medicina e Chirurgia, che sarebbe altamente qualificante sia per il nostro Ateneo che per le ricadute sul territorio. Naturalmente prima dell’avvio, che potrebbe essere non prima dell’anno accademico 2019/2020, occorrerà seguire l’iter burocratico necessario”.

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