Fu tutta colpa del coro

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Sannicola, Loretta e Antonio sposi dopo 15 anni di fidanzamento

Simu Salentini. Lei splendida e dal sorriso travolgente in un abito della maison Calignano di Nardò, lui alto e raffinato, visibilmente emozionato, fa un figurone nell’abito Dolce e Gabbana. Attendono sulle scale della chiesa matrice, l’arrivo del sacerdote.

«Di solito è la sposa a farsi attendere – racconta gioiosamente Loretta Simone, la sposa – e io, che sono nota per i miei ritardi, ero stata precettata da tutti i parenti ad essere in orario: mai sposa fu puntuale come me. È stato don Salvatore a tenerci sulle spine». Don Salvatore Leopizzi è stato parroco della chiesa madre di Sannicola per molti anni e da poco è stato trasferito «Non poteva che essere lui – aggiunge Antonio Venturelli, lo sposo – a celebrare il nostro matrimonio, poiché ha visto nascere la nostra storia d’amore quando, 15 anni fa, ragazzini, frequentavamo la parrocchia. Ero fiducioso: non sarebbe mancato, ma una certa ansia mi ha colpito in quella mezz’ora in cui lo abbiamo atteso».

Una storia d’amore estremamente romantica, nata tanti anni fa tra le note del coro della chiesa e le serate con gli amici dell’oratorio. «Avevo 15 anni – prosegue Antonio – lei ne aveva 17, all’inizio mi era persino antipatica, ma poi è successo qualcosa che non so spiegare. Suo fratello era fidanzato con mia sorella, per cui ci vedevamo spesso e avevamo in comune l’amore sfrenato per la musica. Avevo paura che mi rifiutasse, così ne ho parlato con suo fratello Dino, che mi ha sconsigliato: infatti era convinto che Loretta non mi avrebbe voluto, per la differenza di età. Tuttavia ho deciso di farmi avanti, perché la paura di essere rifiutato non era niente rispetto a quella di non fare nulla e perderla». Così Antonio, saputo che la ragazza ama gli Articolo 31, le compra l’ultimo cd dei cantanti e quando si vedono nell’oratorio, glielo fa trovare sul giubbotto. «Quando ho trovato il cd non ho capito nulla: né che era per me, né che era l’inizio di un corteggiamento. Tutti avevano capito tutto, tranne io, cosicché me lo hanno dovuto spiegare».

Così è iniziata una storia d’amore che è durata 15 anni, coronata dal matrimonio. «Mi sono reso conto – prosegue Antonio – nel corso degli anni, che voglio passare con Loretta la mia vita, ma non si poteva pensare a metter su famiglia senza una sistemazione economica. Così ho studiato con enorme impegno per partecipare al concorso per vigili del fuoco. Appena ho saputo che l’avevo superato, anche se non sapevo ancora quando e per dove sarei partito, le ho chiesto di sposarmi. Non avendo idea di come fare una cosa del genere, confesso di essermi ispirato ai film d’amore». Infatti la richiesta è stata da manuale: «Eravamo in un ristorante – aggiunge la sposa – e, durante la cena, lui ha tirato fuori l’anello. Ero assolutamente emozionata, e non avevo alcun dubbio: avrei accettato in qualsiasi modo me lo avesse chiesto, ma lui è stato perfetto»

La festa ha avuto inizio nella Tenuta “Mascarini” a Carmiano ed è durata a lungo perché gli sposi non hanno smesso di festeggiare per tutta la notte con gli amici e i parenti in un appartamento sino alle 4 del mattino.

Maria Cristina Talà

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