I messapi spiegati

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Matino. Con l’ultimo incontro si è concluso lo speciale dal titolo “Spigolature di storia Salentina”,  svolto presso la chiesa della Pietà. A parlare dell’argomento “Dal villaggio japigio alla città messapica” la relatrice Liliana Giardino, docente associato di topografia antica e docente di urbanistica del mondo classico presso la facoltà di Beni culturali dell’Università del Salento (foto).

Dopo i saluti dei due organizzatori, l’assessore ai Beni culturali, Antonio Costantino e Rocco Nassisi della compagnia teatrale “Santa Parmeta”, presenti anche il senatore Rosario Giorgio Costa e il consigliere regionale Andrea Caroppo, la dottoressa Giardino ha riassunto le tappe principali della civiltà messapica, che va dal nono al secondo secolo a.C. e il cui nome significa “popolo tra due mari”, perché si erano stabiliti nella zona a sud della Puglia, tra l’Adriatico e lo Ionio.

Fu Taranto il primo insediamento messapico, che nei secoli si trasformò da villaggio a vero e proprio centro abitato. Intorno al primo secolo a. C. la civiltà messapica inizia a scomparire dal punto di vista amministrativo in seguito ai primi attacchi romani.

Diversi i luoghi del Salento che ne conservano i resti Rudiae, Cavallino, Vaste, Muro Leccese, Roca Vecchia, Ugento e Otranto, di particolare importanza sono le cinte murarie o quel che ne resta di Ugento, Cavallino e Muro Leccese. Proprio da questo, prende spunto l’appello della dottoressa sulla necessità di preservare questi territori dall’urbanizzazione selvaggia.

Plauso da parte del sindaco Primiceri per l’iniziativa che ha riscontrato una buona partecipazione di pubblico, con l’invito a visitare i luoghi storici.          

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