“Cilla” pensa a fare la spesa per chi non ne ha

CONTRO LA FAME Muniti di pettorina gialla e delle buste da donare ai clienti dei supermercati, i volontari dell’associazione Cilla hanno prestato servizio, per raccogliere alimenti da dare ai bisognosi. Sono 90 le famiglie che a Matino usufruiscono del servizio. Al centro, Veronica Pedone

Matino. Svolta la 15esima giornata nazionale della colletta alimentare. In tutte le città italiane volontari di ogni età si sono messi a disposizione per raccogliere le donazioni di generi alimentari: prodotti in scatola, olio, sughi, alimenti per l’infanzia e qualsiasi altro cibo a lunga scadenza.

Anche Matino ha fatto la sua parte, grazie all’impegno dell’associazione Cilla, che esiste a livello nazionale e che opera su Matino da circa 15 anni. Nata per dare appoggio a chi, per motivi di salute, doveva recarsi lontano dal proprio paese, oggi si è estesa su più rami del volontariato, tra cui il banco alimentare. L’associazione serve anche alcuni comuni come Casarano, Parabita, Sannicola e Gallipoli. Con pettorina gialla al seguito, tra i giovani che hanno partecipato alla raccolta, anche alcuni ragazzi del centro “Mirabilia Dei”, centro di Matino che si occupa di ragazzi con disabilità, con un sorriso ed un volantino distribuivano buste e informazioni sull’iniziativa.

Mista la reazione della gente, tra chi ha storto un po’ il naso e chi, nei limiti delle proprie possibilità, ha donato anche solo mezzo chilo di pasta, piccoli gesti che hanno permesso di riempire gli scatoloni. Veronica Pedone, una delle volontarie, spiega: «Tutti questi prodotti verranno inviati a Taranto dove c’è la sede di raccolta del Banco alimentare e distribuiti poi nuovamente dove c’è bisogno, alle famiglie, agli ospizi, agli orfanotrofi».

A Taranto c’è il magazzino più vicino, da dove vengono smistati i prodotti raccolti dagli altri paesi, e ridestinati alle strutture caritative del territorio. A Matino sono circa 90 le famiglie che fanno ricorso a questa forma di solidarietà. Spesso sono gli stessi negozi a cedere prodotti in eccesso o in scadenza. Proprio di qualche giorno fa è la notizia che in uno dei pacchi era contenuta una confezione di salsa scaduta, «Un caso isolato – ha commentato Luigi Romano responsabile dell’associazione Cilla – in 14 anni di attività non è mai capitato». Ciò non deve sminuire il lavoro degli associati: i prodotti sono sempre controllati da chi si occupa della preparazione dei pacchi, dal ritiro sino alla consegna alle famiglie.                  

MAQ

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