Nico cresce ancora

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I volontari del centro “Amici di Nico” assieme ad alcuni bambini e genitori. Sotto, la sede

Matino. Ammontano a circa 33 milioni i finanziamenti che la Regione Puglia ha concesso, per la realizzazione d’infrastrutture sociali, finanziamenti derivanti, in parte da fondi Fesr e in parte da fondi regionali. Tra i progetti ammessi, anche quello presentato dall’associazione “Amici di Nico”, di Matino, che si occupa dell’assistenza a ragazzi autistici.

Ben 250mila euro che serviranno a completare la sede già esistente, «Il progetto –spiega la presidente Maria Antonietta Bove – s’inserisce in un contesto globale che è quello che già è stato realizzato, ovvero il centro socio educativo e riabilitativo diurno e il servizio socio educativo domiciliare, la terza fase consiste nel realizzare un’area residenziale che permetta di fornire il servizio; l’intenzione è di rendere i ragazzi capaci di vivere da soli e reinserirli poi nel contesto familiare».

Un disegno ampio che tende a coprire l’intera vita di un ragazzo autistico, il servizio domiciliare, interviene sui bambini autistici che non possono essere allontanati dalla loro casa, il centro diurno ospita i ragazzi divisi per età che grazie ad un team di operatori qualificati, imparano a rendersi autonomi nelle azioni quotidiane della vita, per la terza fase ora è davvero tutto pronto e i lavori partiranno a breve.

L’intervento è mirato su ogni singolo caso, come spiega la presidente: «E’ importante capire  che l’autismo non è un disturbo cognitivo, ma comportamentale e noi interveniamo proprio sul comportamento».Tutto questo attraverso un programma ben preciso che segue il metodo Aba (Analisi del comportamento applicata). “Amici di Nico” nasce dall’esigenza di una madre, la signora Bove, di avere vicino suo figlio, Nico: «Ho vissuto per cinque anni lontano da lui, perché non esistevano in Puglia strutture in grado di accoglierlo».

In quattro anni la signora Bove ha bruciato le tappe, costituendo dapprima l’associazione nel 2007 e poi acquistando e ristrutturando una villa che oggi accoglie 24 ragazzi provenienti da tutta la Puglia. Ciò che la signora Bove ha realizzato è molto più di un centro, Amici di Nico, è diventato punto di riferimento in un territorio vuoto da questo punto di vista, ha dato sollievo a tante famiglie che dopo la diagnosi iniziano una ricerca disperata fino a capire quanto poco si conosce di questa malattia, ha creato un opportunità a tutti questi ragazzi che possono contare su qualcuno che non vuole solo tenerli a bada, ma prendersi cura di loro.

«Ho fatto solo la madre, ogni mamma desidera solo il meglio per il proprio figlio».

Maria Antonietta Quintana

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