Matinesi brusciapajare e pampanusi

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Simu Salentini. Bruscia pajiare o pampanusi boriosi, sono i due soprannomi dei matinesi.

La pajara fa parte del paesaggio rurale salentino. Il nome deriva dal materiale che veniva usato, paglia, steli di orzo, rami secchi, roba a disposizione all’inizio dell’estate al tempo della mietitura. I contadini si procuravano un rifugio sicuro per i temporali estivi o per trovare riparo la notte. A volte trasferivano tutta la famiglia.

Ma per il materiale con cui veniva costruita la pajara era un rifugio temporaneo; infatti, finita la stagione, le pajare venivano bruciate e scomparivano velocemente così come erano nate. Quindi i matinesi sono chiamati bruscia pajare per l’elemento rurale che caratterizza le loro campagne, appunto, la pajara, ma soprattutto per la facilità con cui questa prende fuoco e subito si spegne.

Uomini facili alle passioni, all’ira, focosi, ma anche facili a rasserenarsi, passato l’impeto del fuoco. I parabitani malevolmente hanno creato una strofa : «Fusciti gente de Matinu, cu ca aggia na pajara dice sempre ca è casinu» (Scappate via dalla gente di Matino che se solo possiede una «pajara» dice che ha un palazzo)

Da qui anche l’epiteto di pampanusi, vanagloriosi, che si fanno belli senza avere le qualità per farlo.

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