Ad Assisi a riflettere sul fascino della pace

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ASSISI Francesco Bove e Stefania Casto nella città di San Francesco per il convegno con i rappresentanti delle diocesi italiane

Matino. Quest’anno come 25 anni fa, i giovani provenienti da tutta Italia si sono recati ad Assisi, lo scorso settembre, per parlare di pace. Insieme a loro c’erano quattro ragazzi, scelti come rappresentanti dei giovani della diocesi Nardò Gallipoli: Francesco Bove, Stefania Casto, Matteo Colazzo di Galatone e Luisa Rolli di Copertino.

Francesco e Stefania, sono di Matino, hanno  20 anni e hanno vissuto l’esperienza dell’Azione cattolica sin da piccoli, entrando a far parte del gruppo 6-8 della parrocchia San Giorgio Martire.

Oggi sono studenti universitari, Stefania è al terzo anno di Pedagogia dell’infanzia a Lecce e Francesco al secondo di Scienze sociali a Mesagne, però non hanno mai messo da parte l’impegno di vivere il gruppo dell’azione cattolica.

Per capire fino in fondo ciò che si vive ad Assisi, in quei giorni, non esitano a spiegare: «Il tema principale del convegno è stato la pace – racconta Stefania – ma è stato interessante il modo in cui ne abbiamo parlato, in maniera concreta, con testimonianze e personaggi che ogni giorno lottano davvero per questo valore».

Si è pregato tanto ma si è discusso anche molto sui cambiamenti, su cosa possono e devono fare le nuove generazione che secondo Franco Miano, presidente nazionale di Ac vivono nell’indifferenza e senza motivazioni. «Ci ha colpito l’ esperienza di un ragazzo palestinese – a parlare è Francesco – che ha vissuto lo studentato internazionale presso l’associazione Rondine cittadella della pace, di Arezzo, che si occupa di far vivere insieme ragazzi provenienti da paesi in conflitto tra loro. In questa struttura studiano e lavorano, con lo scopo una volta terminati gli studi di ritornare in patria e portare la propria testimonianza, di dialogo e pacifica convivenza».

Lo stesso faranno Francesco e Stefania, che oltre ad essere giovani di Azione cattolica sono anche educatori, potranno parlare in maniera più concreta di pace, riportando ai loro bambini il senso vero e proprio del convegno e cioè che solo se esiste la pace in ognuno di noi, la si può trasmettere agli altri.

                                                   MAQ

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