«Marchio Dop per il gamberone»

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Gallipoli. Idee nuove e soprattutto progetti condivisi per rilanciare il comparto della pesca. E per valorizzare concretamente i prodotti ittici pescati nel mare di Gallipoli e dintorni.

La sfida parte dalla marineria locale. Che vuole ad ogni costo riemergere dal pantano della crisi. Quasi irreversibile per un comparto falcidiato come quello ittico. Ed ecco che dopo la recente costituzione dei Gac (i Gruppi di Azione Costiera Adriatico e Jonico Salentino) si guarda al futuro nel tentativo di innovare e rilanciare settore, e soprattutto fornire nuovi strumenti e nuove speranze ai pescatori e alle imprese della pesca.

Ecco perché si è reso necessario un nuovo momento di incontro e confronto per ripensare il modello di sviluppo del comparto ittico gallipolino. Che punta anche all’istituzione di un marchio di eccellenza per il prodotto tipico pescato nel mare Ionio.

Una sorta di marchio Dop da affibbiare al gamberone gallipolino o alle altre specie autoctone di qualità  che ne garantisca la specificità e la tracciabilità. E che lo valorizzi nell’ambito della filiera internazionale. Di questo e di altro si è parlato nell’ambito di un convegno ad hoc organizzato nei giorni scorsi nel Centro Polifunzionale della parrocchia di San Lazzaro, al quale hanno partecipato personalità politiche, come l’assessore regionale Antonio Barba e l’assessore provinciale Francesco pacella, oltre agli esponenti delle categorie del settore pesca.

L’obiettivo del convegno (organizzato dalla Società Cooperativa Armatori Jonica), era dunque quello di delineare strategie e progetti condivisi «Che consentano, grazie anche a progetti finanziabili a livello europeo, l’ammodernamento delle strutture produttive e logistiche, l’attuazione di procedure semplici ma efficaci di tracciabilità del pesce, in sinergia con una strategia di marketing incisiva» – spiega Antonio Cesari, responsabile provinciale della Meleam spa, la società che segue e supporta da vicino l’evoluzione del progetto. Che aggiunge: «Tra le opzioni che saranno valutate, quello di un marchio di qualità europea, ovvero una Dop o un’attestazione di specialità per le eccellenze della pesca gallipolina, l’ittiturismo, la pesca-turismo e l’adozione di modalità on-line di vendita».

Le proposte ci sono. E dopo la fase informativa bisognerà muoversi lungo le direttrici finalizzate alla valorizzazione dei prodotti ittici. Ovvero creando un marchio collettivo, di proprietà della cooperativa proponente e concesso in licenza d’uso agli operatori che rispettino i requisiti igienico sanitari e la tracciabilità del prodotto.

Ma non solo. In fase di studio è l’identificazione di un prodotto di particolare pregio cu cui investire al fine di richiedere il riconoscimento qualitativo mediante la denominazione di origine.

E in tal senso la scelta primaria dei pescatori gallipolini è caduta sul gamberone rosso-vialaceo tipico e caratteristico. Oltre che saporito. E ancora, è stato proposto di elaborare una o più ricette  tipiche della gastronomina gallipolina promuovendola mediante il riconoscimento qualitativo europeo tale da diventare una Stg, ovvero una “Specialità Tradizionale Garantita”.

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