La maratona è British

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Gli atleti Cosimo Erroi, Luigi Pastore, Mauro Giorgio Musio

Tuglie.  A metà strada tra i turisti e gli agonisti, sbarcano a Londra dopo duri allenamenti, ma ci tengono a sottolineare l’aspetto giocoso e socializzante delle manifestazioni podistiche. Cosa spinge tre salentini ad allenarsi per mesi per poter partecipare alla maratona di Londra, cioè correre ben 42 km a piedi?

«Si tratta di un esperienza “divina” – sottolinea Cosimo Erroi, originario di Sannicola, ma sposato a Tuglie – oltrepassare la manica è entrare in un altro mondo in cui guidano a sinistra, usano le sterline e ragionano di conseguenza. La gara si è svolta nei tre parchi principali di Londra che un tempo erano i parchi della regina. Così al paesaggio cittadino, cui siamo abituati, si alterna una natura stupefacente.

È possibile fotografare gli scoiattoli e perdere lo sguardo tra le fronde di alberi immensi. Ci sono andato con Luigi Pastore di Tuglie e Mauro Giorgio Musio di Alezio, che hanno lunga esperienza e hanno partecipato negli anni passati anche alla mitica maratona di New York, il sogno di ogni podistaۛ». Le maratone, infatti, permettono di vivere le grandi metropoli europee, o i centri storici, o i piccoli paesi di provincia, in modi del tutto diversi e inaspettati. Ai rumori della città si sostituiscono gli applausi del pubblico, la musica.

«Sono esperienze meravigliose – sottolinea Claudio Calò presidente dell’asd podistica Tuglie – che danno grandi soddisfazioni. Domenica 13 novembre, ad esempio Giuseppe Cataldi si è classificato 15esimo nella categoria M60 nella maratona di Torino. Negli anni passati ha partecipato anche alle maratone di Roma, Padova e Firenze, a lui come a noi tutti piace viaggiare, girare, vedere luoghi nuovi».

Colpisce di questi sportivi la pacatezza e il buonumore: «Coloro che puntano alla vittoria e solo a quella – prosegue Cosimo Erroi – abbassano la testa e corrono, senza fare altro. Noi che siamo nel gruppo ci godiamo ogni istante, notiamo un raggio di sole che filtra tra gli alberi del parco della regina e la salita colorata dei colori sgargianti delle nostre maglie. Chiacchieriamo col vicino e ci fermiamo ai punti di ristoro dove ci attendono bevande, frutta fresca e, in alcuni casi, persino salsicce, dolci e tramezzini. Ci godiamo ogni centimetro dei 42 chilometri. E appena torniamo a casa riprendiamo ad allenarci per la prossima gara».

Maria Cristina Talà

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